Codex Of Secrets - Oltre la Verità
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Il Dead Man's Switch di John McAfee

Cinque anni dopo la morte di John McAfee, una nuova testimonianza riporta in superficie una delle storie più strane che lo circondavano. Jimmy Watson, suo ex responsabile della sicurezza, sostiene che McAfee possedesse terabyte di informazioni su persone estremamente potenti.

Racconta inoltre di aver assistito personalmente alla consegna di hard disk e denaro a due uomini. Il messaggio attribuito a McAfee sarebbe stato semplice: se gli fosse successo qualcosa, quelle informazioni avrebbero dovuto essere pubblicate.

Il 23 giugno 2021 un tribunale spagnolo autorizzò la sua estradizione negli Stati Uniti. Poche ore dopo, McAfee venne trovato morto nella sua cella.
La conclusione ufficiale fu suicidio.

Eppure il famoso “dead man’s switch”, di cui McAfee aveva parlato pubblicamente, non ha mai prodotto quella grande rivelazione che molti aspettavano.

Ora, dopo la testimonianza di Watson, la domanda ritorna.

Quei dati sono mai esistiti davvero?

E se esistevano, chi li possiede oggi?

@CodexOfSecrets


https://shawnryanshow.com/blogs/vigilance-elite-blogs/srs-343-jimmy-watson
https://finance.yahoo.com/news/john-mcafee-found-dead-prison-191521740.html
https://podcasts.apple.com/us/podcast/343-jimmy-watson-john-mcafees-bodyguard-reveals-the/id1492492083?i=1000792003855
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Il dossier su di te lo stai scrivendo tu

Le preoccupazioni economiche, i problemi con il partner, quello che non sopporti del tuo lavoro o una paura che non hai mai confessato a nessuno. Una conversazione dopo l’altra, a un chatbot possiamo consegnare un ritratto molto intimo di noi stessi.

Un sondaggio di Proton su 4.014 utilizzatori di chatbot in Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti mostra una contraddizione: il 66% dichiara di aver discusso almeno un argomento sensibile con un chatbot. Il 42% ha poca o nessuna fiducia nelle aziende che gestiscono quei servizi. Eppure scriviamo.
Sondaggio Proton


Un chatbot è sempre disponibile e possiamo raccontargli qualcosa di imbarazzante senza dover sostenere lo sguardo di un’altra persona. Comodità e assenza di giudizio sono tra i motivi indicati dagli intervistati.

Ma per farci aiutare gli spieghiamo anche dove siamo vulnerabili: un debito che ci preoccupa, una relazione che non funziona, il bisogno di essere accettati. La richiesta di un consiglio può diventare un resoconto dettagliato di ciò che ci muove. Ed è questo il punto: sapere cosa compriamo permette di conoscere le nostre abitudini. Sapere cosa temiamo e cosa desideriamo può offrire strumenti per orientare le nostre decisioni.

La diffidenza verso l’azienda resta, ma durante la conversazione può passare in secondo piano. Per ottenere una risposta migliore aggiungiamo dettagli, spieghiamo il contesto, raccontiamo altro. E il ritratto che consegniamo diventa sempre più preciso.

Quando chiudi la chat, dove finiscono le tue confidenze?


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Ti proteggeva dai virus. Vendeva la tua navigazione.

Quando installi un antivirus gli concedi accesso al computer perché ti aspetti che lo difenda. È una fiducia particolare: per proteggerti, quel programma deve poter vedere molto.

Il caso Avast mostra quanto possa diventare delicato questo rapporto.

Secondo la Federal Trade Commission statunitense, l’azienda raccoglieva informazioni sulla navigazione attraverso antivirus ed estensioni del browser, mentre prometteva agli utenti protezione dal tracciamento. Attraverso la controllata Jumpshot, quei dati venivano venduti a oltre cento clienti, tra cui società pubblicitarie. FTC

La questione riguardava anche la promessa dell’anonimato. Per la FTC, le informazioni erano abbastanza dettagliate da poter essere ricollegate alle persone. Togliere un nome non basta necessariamente a rendere anonima una storia di navigazione: siti visitati, percorsi e interessi possono lasciare una firma riconoscibile. FTC

Nel giugno 2024 l’accordo con l’autorità ha imposto ad Avast il pagamento di 16,5 milioni di dollari e il divieto di vendere o concedere in licenza dati di navigazione per scopi pubblicitari. Documentazione

Il punto che resta è la fiducia: un software di sicurezza ottiene accessi che esiteremmo a concedere ad altri programmi. Lo lasciamo entrare proprio perché pensiamo che terrà fuori chi vuole osservarci.

Ma chi controlla cosa fa il guardiano con quello che vede?


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Cuba, Il Potere e Le Storie Che Ritornano

La storia non torna mai con gli stessi volti. Eppure certe logiche del potere sembrano sopravvivere a chi le ha messe in pratica.

Giambattista Vico ragionava sui corsi e ricorsi delle società umane e la sua riflessione invita a chiederci quanto delle logiche del passato sopravviva al cambiamento delle epoche. Con questa domanda in mente, vale la pena riaprire un documento del 1962.

Il 13 marzo, i vertici militari americani presentarono al segretario alla Difesa Robert McNamara un memorandum Top Secret: «Giustificazione per un intervento militare statunitense a Cuba».

Il nome in codice era Northwoods.

Il documento proponeva di fabbricare incidenti da attribuire al governo cubano: l’esplosione di una nave americana a Guantánamo, attentati presentati come opera di Cuba, la simulazione dell’abbattimento di un aereo civile. L’obiettivo era mettere gli Stati Uniti nella posizione apparente del Paese aggredito e costruire il consenso necessario a intervenire. Documento originale

Oggi Cuba si trova nuovamente sotto pressione americana. Il 9 ottobre 2026, ANSA ha riferito della protesta dell’Avana per il blocco statunitense di 90 carichi di biodiesel destinati alla società cubana Enetec, sottoposta a sanzioni. Il governo cubano denuncia un assedio energetico. Notizia ANSA

Scomodare il filosofo napoletano serve a riconoscere una dinamica ricorrente: il potere esercita la forza e costruisce il racconto che la giustifica. La pressione diventa necessità, l’intervento diventa dovere, il danno inflitto viene presentato come un beneficio futuro. È proprio quando il potere pretende di agire per il bene di chi colpisce che le sue ragioni andrebbero esaminate più a fondo:

Quali fatti vengono mostrati e quali nascosti?
Quale prezzo pagano i cittadini?
Chi verifica le accuse con cui si giustifica l’uso della forza?

Il passato insegna quanto sia imprudente smettere di fare domande. Il ricorso più pericoloso comincerà quando una società dimenticherà gli inganni che ha già smascherato e tornerà ad affidare al potere il compito di raccontarle la verità.


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LA GRANDE BUGIA CLIMATICA? ORA AMMETTONO CHE LO SCENARIO CATASTROFICO ERA IMPROBABILE

Per anni ci hanno mostrato lo scenario peggiore come se fosse quello inevitabile: temperature fuori controllo, crisi permanente, emergenza continua.

Alla base di molte di quelle proiezioni c’era RCP8.5, uno degli scenari climatici più estremi mai utilizzati. Oggi quello stesso scenario viene considerato non plausibile.

E purtroppo non possiamo confinare il problema al solo dibattito scientifico, perché sconfina inevitabilmente sul terreno politico, economico e, soprattutto, narrativo.

Uno scenario estremo può certamente essere studiato, ma quando viene presentato come il futuro più probabile, o addirittura inevitabile, cambia tutto.

Diventa più facile giustificare nuove tasse, nuovi divieti, nuovi investimenti e nuove restrizioni.

È così che la paura può trasformarsi in consenso e il consenso, a sua volta, in potere.

Ed ora che quello scenario viene ridimensionato, resta difficile non
pensare a quante decisioni siano state prese usando una previsione che oggi viene riconosciuta come non plausibile.


New York Post — articolo/opinione di Jonathan Lesser
https://nypost.com/2026/05/18/opinion/billions-have-been-wasted-on-uns-climate-change-lies/⁠
PubMed / Nature — “Emissions – the ‘business as usual’ story is misleading”
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31996825/⁠
PubMed / PNAS — “RCP8.5 is a problematic scenario for near-term emissions”
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33082220/⁠


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LA CO₂ È DIVENTATA UN AFFARE MILIARDARIO. MA CHI PAGA DAVVERO?

Con la giustificazione dell'emergenza climatica, gli Stati incassano miliardi attraverso il mercato delle emissioni, mentre una parte dei costi finisce inevitabilmente sui cittadini, attraverso bollette, carburanti e beni di consumo.

Ma dove finiscono realmente questi soldi? E chi trae beneficio da un sistema che trasforma le emissioni in una fonte di entrate pubbliche?

Un paradosso economico di cui si parla troppo poco.

https://telegra.ph/IL-PREZZO-DELLA-CO-QUANDO-ANCHE-LARIA-DIVENTA-UN-AFFARE-10-14


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L'UGUAGLIANZA A DISCREZIONE DEL POTERE

L'inclusione e la lotta contro ogni forma di discriminazione sono diventate due dei principi più celebrati della società contemporanea. Governi, istituzioni e grandi aziende ne hanno fatto una bandiera, richiamandosi continuamente al rispetto e all'uguaglianza. Eppure, basta che entrino in gioco determinati interessi perché questi stessi principi sembrino perdere il loro carattere universale.

Secondo quanto riportato da Haaretz il 12 ottobre, alcune compagnie aeree avrebbero introdotto restrizioni per gli equipaggi stranieri diretti in Israele, in seguito al dirottamento da parte di un copilota omanita della Flydubai.

Di conseguenza, professionisti qualificati potrebbero essere esclusi da determinate rotte semplicemente per la loro cittadinanza, senza che venga contestata loro alcuna responsabilità personale.
È curioso osservare come un singolo episodio possa giustificare restrizioni collettive che, in altri contesti, verrebbero denunciate come discriminatorie. Una dinamica che, per certi aspetti, ricorda quanto accaduto durante l'emergenza Covid, quando la tutela della sicurezza collettiva venne invocata per giustificare limitazioni che fino a poco tempo prima sarebbero sembrate impensabili.

Il paradosso sta proprio qui: principi presentati come universali finiscono per diventare negoziabili quando entrano in conflitto con gli interessi di chi li promuove.

E allora viene spontaneo chiedersi se l'inclusione sia davvero un valore irrinunciabile oppure un principio da applicare soltanto quando le circostanze lo consentono.


Haaretz, 12 ottobre 2026
https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-10-12/ty-article/report-airlines-limit-foreign-crew-on-israel-flights-after-flydubai-incident/000001a1-2f58-d1b4-a5fb-afdc826f0000

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C’è ancora un luogo che abbiamo sempre considerato inviolabile: la nostra mente.

Ma le nuove neurotecnologie stanno iniziando a trasformare l’attività cerebrale in qualcosa che può essere registrato, interpretato e tradotto in dati. Per ora siamo ancora lontani dalla lettura dei pensieri come la immaginiamo nei film. Ma il confine si sta spostando.

E quando anche ciò che accade nel cervello diventa misurabile, la domanda cambia completamente:
Quanto resterà ancora davvero privato?

L’ULTIMO CONFINE: QUANDO ANCHE I PENSIERI DIVENTANO DATI


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