L'UGUAGLIANZA A DISCREZIONE DEL POTERE
L'inclusione e la lotta contro ogni forma di discriminazione sono diventate due dei principi più celebrati della società contemporanea. Governi, istituzioni e grandi aziende ne hanno fatto una bandiera, richiamandosi continuamente al rispetto e all'uguaglianza. Eppure, basta che entrino in gioco determinati interessi perché questi stessi principi sembrino perdere il loro carattere universale.
Secondo quanto riportato da Haaretz il 12 ottobre, alcune compagnie aeree avrebbero introdotto restrizioni per gli equipaggi stranieri diretti in Israele, in seguito al dirottamento da parte di un copilota omanita della Flydubai.
Di conseguenza, professionisti qualificati potrebbero essere esclusi da determinate rotte semplicemente per la loro cittadinanza, senza che venga contestata loro alcuna responsabilità personale.
È curioso osservare come un singolo episodio possa giustificare restrizioni collettive che, in altri contesti, verrebbero denunciate come discriminatorie. Una dinamica che, per certi aspetti, ricorda quanto accaduto durante l'emergenza Covid, quando la tutela della sicurezza collettiva venne invocata per giustificare limitazioni che fino a poco tempo prima sarebbero sembrate impensabili.
Il paradosso sta proprio qui: principi presentati come universali finiscono per diventare negoziabili quando entrano in conflitto con gli interessi di chi li promuove.
E allora viene spontaneo chiedersi se l'inclusione sia davvero un valore irrinunciabile oppure un principio da applicare soltanto quando le circostanze lo consentono.
Haaretz, 12 ottobre 2026
https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-10-12/ty-article/report-airlines-limit-foreign-crew-on-israel-flights-after-flydubai-incident/000001a1-2f58-d1b4-a5fb-afdc826f0000
Chi orienta le nostre scelte? Su @CodexOfSecrets seguiamo le tracce del potere tra propaganda, storia e sorveglianza.
Segui il canale per i prossimi dossier e inoltra questo a chi vuole vederci più chiaro.
💬 Per discuterne, entra nella chat di Codex Of Secrets.
L'inclusione e la lotta contro ogni forma di discriminazione sono diventate due dei principi più celebrati della società contemporanea. Governi, istituzioni e grandi aziende ne hanno fatto una bandiera, richiamandosi continuamente al rispetto e all'uguaglianza. Eppure, basta che entrino in gioco determinati interessi perché questi stessi principi sembrino perdere il loro carattere universale.
Secondo quanto riportato da Haaretz il 12 ottobre, alcune compagnie aeree avrebbero introdotto restrizioni per gli equipaggi stranieri diretti in Israele, in seguito al dirottamento da parte di un copilota omanita della Flydubai.
Di conseguenza, professionisti qualificati potrebbero essere esclusi da determinate rotte semplicemente per la loro cittadinanza, senza che venga contestata loro alcuna responsabilità personale.
È curioso osservare come un singolo episodio possa giustificare restrizioni collettive che, in altri contesti, verrebbero denunciate come discriminatorie. Una dinamica che, per certi aspetti, ricorda quanto accaduto durante l'emergenza Covid, quando la tutela della sicurezza collettiva venne invocata per giustificare limitazioni che fino a poco tempo prima sarebbero sembrate impensabili.
Il paradosso sta proprio qui: principi presentati come universali finiscono per diventare negoziabili quando entrano in conflitto con gli interessi di chi li promuove.
E allora viene spontaneo chiedersi se l'inclusione sia davvero un valore irrinunciabile oppure un principio da applicare soltanto quando le circostanze lo consentono.
Haaretz, 12 ottobre 2026
https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-10-12/ty-article/report-airlines-limit-foreign-crew-on-israel-flights-after-flydubai-incident/000001a1-2f58-d1b4-a5fb-afdc826f0000
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C’è ancora un luogo che abbiamo sempre considerato inviolabile: la nostra mente.
Ma le nuove neurotecnologie stanno iniziando a trasformare l’attività cerebrale in qualcosa che può essere registrato, interpretato e tradotto in dati. Per ora siamo ancora lontani dalla lettura dei pensieri come la immaginiamo nei film. Ma il confine si sta spostando.
E quando anche ciò che accade nel cervello diventa misurabile, la domanda cambia completamente:
Quanto resterà ancora davvero privato?
L’ULTIMO CONFINE: QUANDO ANCHE I PENSIERI DIVENTANO DATI
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E quando anche ciò che accade nel cervello diventa misurabile, la domanda cambia completamente:
Quanto resterà ancora davvero privato?
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Telegraph
L’ULTIMO CONFINE: QUANDO ANCHE I PENSIERI DIVENTANO DATI
C’è stato un tempo in cui la privacy riguardava soprattutto ciò che decidevamo di mostrare agli altri. Poi sono arrivati Internet, gli smartphone, i social network e un intero ecosistema capace di trasformare i nostri comportamenti in informazioni: spostamenti…
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