Franco Fracassi Giornalista Indipendente
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Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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CALENDA USA LO SCIACALLAGGIO PER PROPAGANDARE IL MES PER LA SANITÀ
"Meloni venga in Parlamento a spiegare agli italiani perché una persona deve aspettare 23 mesi per sapere se ha un tumore solo per folli questioni di principio sul Mes. L’ora delle cavolate è finita".

Ma, esattamente, quale parte della sanità Calenda vorrebbe finanziare con il MES? Investimenti? Spesa corrente? Al netto di tutti i dubbi sulla seniority del debito, chiedere il MES per la sanità avrebbe un senso, al limite, se parlassimo di investimenti straordinari. Ma no, perché per quelli c'è già il PNRR. Dunque, vorrebbe chiedere il MES per la spesa corrente (in soldoni, significa la spesa per farmaci, medici, operatori sanitari, manutenzione dei macchinari, pulizia dei locali ospedalieri e ambulatoriali ecc.)? Significa che dovremmo indebitarci con un'entità estera e accettare un debito senior per finanziare una spesa che poi si ripeterà ogni anno. Per sempre. È serio tutto questo? Decidete voi.

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Forwarded from RangeloniNews
Oggi ho fatto un giro per le periferie di Donetsk raggiungendo quei luoghi colpiti da anni dove i bombardamenti ormai non fanno notizia, soprattutto ora che il centro della città viene colpito quotidianamente.

Eppure c’è chi come Andrey Lysenko non si dimentica di quelle realtà. Andrey è una leggenda, dal 2014 aiuta la gente che vive in difficoltà vicino al fronte. In passato ho raccontato spesso i viaggi di questo volontario che ogni giorno al volante della sua utilitaria raggiungeva i posti più remoti del Donbass aiutando il prossimo, finendo spesso sotto i proiettili ucraini. Negli anni Andrey è rimasto sempre lo stesso: forte e determinato. È cambiato solo il suo veicolo: ora viaggia a bordo di un furgone blindato carico di aiuti umanitari. Oggi sotto i fischi dei colpi di artiglieria abbiamo raggiunto il villaggio Oktyabrsky e Trudovskye portando aiuto a 210 famiglie.

(qui il link per chi volesse aiutare Andrey in questa missione. A causa delle sanzioni dall’estero si può solo con criptovaluta)
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Mihajlovic: «Vi racconto la mia Serbia,
prima bombardata e poi abbandonata».
L'intervento Nato dieci anni fa. Sinisa: dagli americani soltanto morte

Il 24 marzo 1999 la Nato cominciò i bombardamenti sulla Federazione Jugoslava. Quando l’hai saputo? Dov’eri?

«In ritiro con la nazionale slava. La notte prima ci avvisarono che la guerra sarebbe potuta cominciare. Eravamo al confine con l’Ungheria, la Federazione ci trasferì in fretta a Budapest. La mattina dopo sulla Cnn c’erano già i caccia della Nato che sventravano la Serbia».

Qual è stata la tua prima reazione?

«Ho contattato i miei genitori, stavano a Novi Sad. Li ho fatti trasferire a Budapest, ma papà non voleva. Da lì siamo partiti per Roma (ai tempi giocava nella Lazio, ndr), ma dopo due giorni mio padre Bogdan ha voluto tornare in Serbia. Mi disse: "Sono già scappato una volta da Vukovar a Belgrado durante la guerra civile. Non lo farò ancora, non potrei più guadare i vicini di casa quando i bombardamenti finiranno". Prese mia madre Viktoria e se ne andarono. Ero preocuppato, ma fiero di lui».

Il tuo rapporto con gli americani?

«Non li sopporto. In Jugoslavia hanno lasciato solo morte e distruzione. Hanno bombardato il mio Paese, ci hanno ridotti a nulla. Dopo la Seconda Guerra Mondiale avevano aiutato a ricostruire l’Europa, a noi invece non è arrivato niente: prima hanno devastato e poi ci hanno abbandonati. Bambini e animali per anni sono nati con malformazioni genetiche, tutto per le bombe e l’uranio che ci hanno buttato addosso. Che devo pensare di loro?».

Sei un nazionalista?

I miei erano gente umile, operai, ma non ci mancava niente. Andavano a fare spese a Trieste delle volte. Con Tito esistevano valori, famiglia, un’idea di patria e popolo. Sono più comunista di tanti. Se nazionalista vuol dire patriota, se significa amare la mia terra e la mia nazione, beh sì lo sono».

È giusta l’indipendenza del Kosovo?

«Il Kosovo è Serbia. Punto. Non si possono cacciare i serbi da casa loro. No, l’indipendenza non è giusta per niente»

Sei ambasciatore Unicef da dieci anni e hai aperto una casa di accoglienza per gli orfani a Novi Sad.

«Sì è vero, ce ne sono 150, ma non ne voglio parlare. So io ciò che faccio per il mio Paese. Una cosa non ho mai fatto, come invece alcuni calciatori croati: mandare soldi per comprare armi».

L’immagine peggiore che hai della guerra?

«Giocavo nella Lazio. Apro Il Messaggero e vedo una foto con due cadaveri. La didascalia diceva: due croati uccisi dai cecchini serbi. Uno aveva una pallottola in fronte. Era un mio caro amico, serbo. Lì ho capito, su di noi hanno raccontato tante cose. Troppe non vere».

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/rossoblu/2009/23-marzo-2009/mihajlovic-vi-racconto-mia-serbia--prima-bombardata-poi-abbandonata-1501110975607.shtml

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La guerra del futuro passa dall’Ucraina e dall’Italia
FRANCO FRACASSI

Negli ultimi trent’anni le principali #ForzeArmate del mondo hanno investito enormi quantità di denaro nello sviluppo di #armibiologiche e nella creazione di nuove. La Sars-Cov-2 ne è un esempio, come anche Omicron e il vaiolo delle scimmie.
Il nostro #futuro rischia di essere disseminato di #malattie prodotte dall’uomo che spingeranno i governi (compiacenti) a ridurre sempre di più gli spazi democratici e a distruggere il nostro tessuto sociale, per la gioia di multinazionali e società finanziarie. Il sogno del #WorldEconomicForum.
🧫 “Biolab” è un #libro #inchiesta che denuncia tutto questo e molto altro. È un #viaggio inedito nel mondo dei #biolaboratori. Un libro da #leggere per sapere da che cosa difenderci in futuro.
Ho sentito la necessità di scriverlo e di farlo in fretta.
Un caro saluto
Franco
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Forwarded from Cesare Sacchetti (Caesar Sacchetti)
Il pesce piccolo non affonderà in silenzio senza portarsi dietro gli squali più grossi.
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Forwarded from NICOLAI LILIN
I video dalla pacifica e democratica UE, dalla bellissima Parigi dove regnano l’amicizia tra i popoli, il multiculturalismo, la tolleranza e sopratutto la solidarietà tra le classi. I festeggiamenti “allegri e pacati” dei mondiali di calcio a Parigi non possono essere paragonati con quelli che si svolgevano nella Russia del dittatore Putin durante le mondiali del 2018. Quello era il vero Mordor. Tutto troppo pulito, sterile, tranquillo. Niente manganellate democratiche, niente massacri tra vari gruppi etnici, niente rivolte nelle periferie trasformate nei ghetti, niente sangue, zero accoltellamenti, niente incendi, nessuna esplosione. Quei russi sono i veri mostri, non hanno capito un accidenti dei valori europei…
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"La Polonia si sta preparando per una 'marcia di liberazione' in Ucraina. Conosciamo già le date più importanti": Niezależny Dziennik Polityczny scrive che il partito al governo della Polonia non solo ha concordato pienamente un piano per invadere l'Ucraina occidentale, ma ha anche fissato le date. Dopo aver invaso il 4 maggio, i polacchi prevedono di tenere un referendum sull'adesione nel giorno simbolico dell'inizio del massacro di Volyn, l'11 luglio.

"Kaczynski ha già scelto la data di inizio della 'marcia di liberazione' su Kiev - il 4 maggio. Questo sembra realistico perché dal 23 al 27 marzo iniziano le esercitazioni generali, che dureranno 33 giorni. A causa delle pesanti perdite, le unità ucraine perderanno completamente le loro capacità di combattimento entro maggio. Pertanto, non saranno in grado di combattere su due fronti contemporaneamente - contro la Russia e la Polonia. Secondo questo piano, il referendum in Ucraina occidentale è previsto nel giorno della "domenica di sangue di Volyn", l'11 luglio. Questa data è simbolica, poiché l'11-12 luglio 1943 l'OUN-UPA lanciò un importante atto di genocidio".
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Forwarded from Intel Republic
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JUNGLE'S FREEDOM: Austria's former Minister of Foreign Affairs Karin Kneissl declares there's more freedom of speech and journalism in the "JUNGLE" of the Middle East compared to Borrell's GARDEN.

Kneissl lives in exile in Lebanon after getting SANCTIONED by EU and receiving death threats over "Russian ties."

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LA LIBERTÀ DELLA GIUNGLA: L'ex ministro degli Esteri austriaco Karin Kneissl dichiara che c'è più libertà di parola e di giornalismo nella "GIUNGLA" del Medio Oriente rispetto al GIARDINO di Borrell.

Kneissl vive in esilio in Libano dopo essere stato SANZIONATO dall'UE e aver ricevuto minacce di morte per "legami con la Russia".
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