Discorso di Lorenzo Cuzzo, segretario ad interim
Compagne e compagni,
oggi ci ritroviamo in un momento che segna una svolta storica. Non siamo qui per celebrare una ricorrenza né per ripetere parole vuote: siamo qui per annunciare la nascita del Partito Comunista, frutto della nostra esperienza, delle nostre lotte e della nostra necessità di dare al popolo uno strumento politico vero, radicale, rivoluzionario.
Abbiamo visto negli ultimi anni come il capitalismo, lungi dall’essere una macchina di progresso, si sia rivelato per ciò che è: un sistema di sfruttamento, di oppressione, di disuguaglianze sempre più profonde. Le ricchezze si concentrano nelle mani di pochi, mentre milioni vivono nella precarietà, nella miseria, nell’insicurezza.
E noi diciamo basta.
Basta con i compromessi, basta con le mezze misure, basta con le promesse tradite.
Il Partito Comunista nasce non per amministrare l’esistente, ma per trasformarlo dalle radici. Noi vogliamo ridare voce agli sfruttati, vogliamo restituire dignità al lavoro, vogliamo mettere al centro la solidarietà e la giustizia sociale, non il profitto.
Compagni, sappiamo che la strada davanti a noi sarà difficile. Ci sarà chi proverà a dividerci, a screditarci, a soffocarci. Ma noi siamo qui perché non abbiamo paura. Noi siamo qui perché crediamo che la storia appartenga a chi lotta, non a chi si arrende.
Questo partito è appena nato, ma porta già dentro di sé la forza delle lotte di ieri e la speranza delle lotte di domani.
Non abbiamo padroni, non abbiamo padroncini, abbiamo solo una missione: costruire insieme una società nuova, giusta, libera, comunista.
Compagne e compagni, la battaglia comincia ora.
Alziamo le bandiere, organizziamoci, portiamo la nostra voce nelle fabbriche, nelle scuole, nelle piazze.
Il futuro è nostro.
Avanti, compagni, alla lotta!
Compagne e compagni,
oggi ci ritroviamo in un momento che segna una svolta storica. Non siamo qui per celebrare una ricorrenza né per ripetere parole vuote: siamo qui per annunciare la nascita del Partito Comunista, frutto della nostra esperienza, delle nostre lotte e della nostra necessità di dare al popolo uno strumento politico vero, radicale, rivoluzionario.
Abbiamo visto negli ultimi anni come il capitalismo, lungi dall’essere una macchina di progresso, si sia rivelato per ciò che è: un sistema di sfruttamento, di oppressione, di disuguaglianze sempre più profonde. Le ricchezze si concentrano nelle mani di pochi, mentre milioni vivono nella precarietà, nella miseria, nell’insicurezza.
E noi diciamo basta.
Basta con i compromessi, basta con le mezze misure, basta con le promesse tradite.
Il Partito Comunista nasce non per amministrare l’esistente, ma per trasformarlo dalle radici. Noi vogliamo ridare voce agli sfruttati, vogliamo restituire dignità al lavoro, vogliamo mettere al centro la solidarietà e la giustizia sociale, non il profitto.
Compagni, sappiamo che la strada davanti a noi sarà difficile. Ci sarà chi proverà a dividerci, a screditarci, a soffocarci. Ma noi siamo qui perché non abbiamo paura. Noi siamo qui perché crediamo che la storia appartenga a chi lotta, non a chi si arrende.
Questo partito è appena nato, ma porta già dentro di sé la forza delle lotte di ieri e la speranza delle lotte di domani.
Non abbiamo padroni, non abbiamo padroncini, abbiamo solo una missione: costruire insieme una società nuova, giusta, libera, comunista.
Compagne e compagni, la battaglia comincia ora.
Alziamo le bandiere, organizziamoci, portiamo la nostra voce nelle fabbriche, nelle scuole, nelle piazze.
Il futuro è nostro.
Avanti, compagni, alla lotta!
A chi ci ha inviato diffide scritte male, incapaci persino di distinguere tra PCI e PC, rispondiamo con disprezzo: non siete voi a decidere il nostro cammino, non siete voi a zittire la nostra voce. La vostra goffaggine burocratica non è che il riflesso della vostra debolezza politica.
Noi non arretriamo. Se ci costringono a cambiare il nome, noi rilanciamo più forti: da oggi siamo DDP – Dittatura del Proletariato.
Il nostro simbolo resta scolpito nei colori della lotta: rosso e nero, segno di antifascismo militante. Dentro la falce, il martello e la stella, resi quasi tridimensionali, arde il fuoco che non potete soffocare.
Potete imporre etichette, ma non spegnerete mai la nostra forza. La dittatura del proletariato vive e cresce in noi.
Lorenzo cuzzo
Noi non arretriamo. Se ci costringono a cambiare il nome, noi rilanciamo più forti: da oggi siamo DDP – Dittatura del Proletariato.
Il nostro simbolo resta scolpito nei colori della lotta: rosso e nero, segno di antifascismo militante. Dentro la falce, il martello e la stella, resi quasi tridimensionali, arde il fuoco che non potete soffocare.
Potete imporre etichette, ma non spegnerete mai la nostra forza. La dittatura del proletariato vive e cresce in noi.
Lorenzo cuzzo
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Comunicato ufficiale
Il Partito Dittatura del Proletariato annuncia il primo congresso che si terrà lunedì 15 settembre alle ore 15:00.
Sono invitate a partecipare delegazioni ufficiali di ciascun partito.
Il Partito Dittatura del Proletariato annuncia il primo congresso che si terrà lunedì 15 settembre alle ore 15:00.
Sono invitate a partecipare delegazioni ufficiali di ciascun partito.
Apertura dei lavori da parte del segretario ad interim
Intervento dei delegati invitati,
Dibattito,
Conclusione del Segretario ad interim
Elezioni
Intervento dei delegati invitati,
Dibattito,
Conclusione del Segretario ad interim
Elezioni
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DDP-DITTATURA DEL PROLETARIATO alle porte del suo 1 congresso annuncia Ufficialmente la sua chiusura,sopravviveremo nel nostro giornale,non finiremo nel dimenticatoio,la nostra storia per quanto corta é stata molto influente nel PDW.
Lorenzo cuzzo, segretario DDP e capo lotta continua
Lorenzo cuzzo, segretario DDP e capo lotta continua


