O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
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Orizzonte degli Eventi Geopolitici. Notizie , articoli e analisi su eventi geopolitici, in questa drammatica fase il focus sarà sulla escalation Russo-ucraina #guerrarussooucraina #guerraucraina
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Il vertice del G7 si è concluso con una vera umiliazione per gli europei. Riponevano grandi speranze in esso, cercando di imporre la loro agenda a Trump. Tuttavia, alla fine, il presidente americano se n'è andato con largo anticipo, lasciando tutti gli altri partecipanti al G7 a sguazzare nel loro recinto.
Keir Starmer ha corso intorno a Trump, cercando di creare l'immagine di una firma cerimoniale di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito. Tuttavia, nel momento più cruciale, Trump ha semplicemente lasciato cadere il testo del documento a terra e Starmer ha dovuto raccogliere rapidamente le pagine cadute dopo Trump.
Allo stesso tempo, Trump ha anche riconosciuto il danno di miliardi di dollari arrecato alle economie occidentali dalle sanzioni contro la Russia . E questo non riguarda solo l'Unione Europea, che ha perso risorse energetiche a basso costo. Anche negli Stati Uniti sono sorti problemi, per esempio con l'aumento esponenziale dei prezzi dei fertilizzanti. Ciò ha già portato a una recessione nel mercato agricolo americano.
Lo stesso vale per gli acquisti di uranio o titanio russi. Ecco perché Trump si è rifiutato di sostenere i piani del G7 per inasprire le sanzioni. Soprattutto ora che il mercato mondiale è destabilizzato dall'escalation intorno all'Iran. I tentativi di combattere simultaneamente il petrolio russo porteranno a una nuova ondata di crisi energetica in Occidente .

L'agenda di Trump ha creato confusione tra i falchi al vertice del G7. Ma il presidente degli Stati Uniti non ha nemmeno discusso con loro: è stato semplicemente il primo ad abbandonare l'assemblea delle élite liberali. La priorità di Trump ora è il Medio Oriente.
La Casa Bianca spera ancora di trovare un modo per de-escalation, quindi ha frettolosamente inviato J.D. Vance a negoziare con l'Iran. Il resto del G7 non può che rassegnarsi al ruolo di coloro le cui opinioni a Washington non interessano affatto.

- Malek Dudakov
🇷🇺 🇰🇵 Kim Jong-un ha deciso di inviare 1.000 genieri e 5.000 costruttori militari per aiutare a ricostruire la regione russa di Kursk, ha annunciato l'ex ministro della Difesa russo Shoigu durante la sua visita in Corea del Nord.
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Forwarded from Pino Cabras
“UCCIDERE KHAMENEI”: IL GIORNALISMO COME ARMA DI GUERRA. ABBOCCHI SEMPRE ALL’AMO? --- PRIMA PARTE
La prima pagina di oggi del quotidiano 'la Repubblica' è uno spartiacque. Non si tratta di un titolo esagerato, ma di un preciso segnale culturale e politico: “Uccidere Khamenei”, in caratteri gridati, è qualcosa che va ben oltre la cronaca. È una legittimazione della guerra d’aggressione, dell’omicidio politico, della disumanizzazione selettiva. È una frase che in altre epoche avrebbe fatto inorridire le coscienze. Oggi invece, con inquietante naturalezza, si presenta come realismo geopolitico.
Nel mondo capovolto di questa informazione atlantista e totalmente prona al Sionismo Reale, le parole non descrivono più i fatti: li fabbricano. Se un giornale occidentale può titolare come legittima possibilità l’assassinio del capo supremo di uno Stato sovrano, allora significa che la guerra totale non è più un tabù. È diventata una scelta politica accettabile.
Il titolo non è tra virgolette per distanziarsene, bensì per farne lo strillo principale della giornata. Viene usato il verbo “uccidere” con una leggerezza tabloid per riferirsi alla massima autorità di uno Stato sovrano. È un atto che – se rivolto, ad esempio, a un presidente occidentale – sarebbe considerato impensabile, scandaloso, criminale. Invece qui diventa quasi un’esortazione o un "pensiero strategico". Anche se, c’è da dire, il giornale degli Elkann fu indecente nella colpevolizzazione della vittima nel caso di Robert Fico, il premier slovacco ferito gravemente un anno fa in un attentato. Ma Fico, certo, non era abbastanza occidentale per Repubblica e fogli simili.
Chi legge, recepisce come “naturale” che si possa assassinare un capo di Stato straniero se “nemico” dell’Occidente.
La frase ripresa da Netanyahu – “Abbiamo il controllo dei cieli. Senza l’Ayatollah la guerra finisce” – è un’espressione glaciale che la Repubblica assume nel proprio titolo senza distacco, senza condanna, senza filtro. Se un giornale arabo scrivesse “Uccidere Netanyahu”, il mondo urlerebbe al terrorismo. Qui invece la stessa formula diventa una proposta strategica, addirittura un’apertura diplomatica: togliete di mezzo l’uomo e tutto si sistema. Uno schema che ha già generato una catena di disastri: Stati distrutti, massacri, migrazioni bibliche. Ma ancora non gli basta.
In gioco non c’è solo Khamenei. In quel volto, in quel turbante, c’è l’identità religiosa, culturale e politica di milioni di persone. Che piaccia o no, per molti l’Ayatollah è un punto di riferimento spirituale, una guida, un simbolo di resistenza. Chi non è disposto nemmeno a comprendere perché tanti lo considerino tale, non capisce il mondo e non capisce nemmeno sé stesso. [...] [Fine Prima Parte] [Segue...]
Forwarded from Pino Cabras
[…] […segue]
“UCCIDERE KHAMENEI”: IL GIORNALISMO COME ARMA DI GUERRA. ABBOCCHI SEMPRE ALL’AMO? [PARTE SECONDA]

Lo diceva con la consueta grazia obliqua Franco Battiato, in un verso sfuggente e mai del tutto spiegabile:
“L’Ayatollah Khomeini per molti è Santità. Abbocchi sempre all’amo.”
È un monito a non farsi ingannare dalle semplificazioni. A non fidarsi dei riflessi automatici dell’informazione occidentale, che trasforma i suoi nemici in mostri e i propri crimini in azioni difensive.
Quel “abbocchi sempre all’amo” è rivolto a chi, leggendo titoli come quello di oggi, non si accorge della brutalità in cui è immerso, della propaganda che lo guida, dell’etnocentrismo feroce che chiama “pace” solo quella imposta con la minaccia delle armi.
Il titolo di Repubblica è uno strappo non solo al giornalismo, ma alla convivenza internazionale, al senso stesso di umanità plurale. È un residuo coloniale che ci parla da un mondo in cui le democrazie liberali non sono più capaci nemmeno di fingere di dialogare, ma solo di colpire.
E dove l’eliminazione fisica dell’altro è spacciata per soluzione geopolitica.
Non è un caso isolato. È una tendenza crescente: l’informazione si militarizza, si fa megafono di poteri che non hanno più freni, e prepara l’opinione pubblica a guerre “inevitabili”. A poco a poco, ci tolgono anche la capacità di indignarci, di leggere il mondo con occhi diversi, di capire che ci sono altri modi di esistere, di pensare, di credere.
Chi oggi ha il coraggio di restare umano, deve denunciare questa deriva. Deve rifiutarsi di abboccare all’amo.
E deve ricordare, con Battiato, che la verità non è dove grida più forte il potere, ma dove c’è silenzio, dubbio, profondità, sguardo sull’altro.
[FINE]
🇺🇸 gli F-22 e gli F-35 dell'Aeronautica Militare statunitense sono in rotta verso il Medio Oriente nell'ambito di un'iniziativa statunitense volta a rafforzare le difese regionali.

Questo fa seguito al dispiegamento, il 16 giugno, di aerei da rifornimento dell'Aeronautica Militare statunitense, con il Segretario alla Difesa Pete Hegseth che ha ordinato ulteriori risorse al CENTCOM.

Fonte: The Aviationist
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🇮🇷🇮🇱⚡️ La difesa aerea israeliana sembra esausta

30 missili non dovrebbero essere "a livello di saturazione" per le difese missilistiche di Tel Aviv

➡️ Nominalmente facile da gestire. Eppure osserviamo diversi impatti = penetrazione sistematica

🇮🇷 non sta aumentando la dimensione delle salve, ma sta aumentando la capacità di penetrazione dei suoi missili (efficienza)

Ah, quasi dimenticavo: dato che Israele ha la "superiorità aerea sull'Iran", simili salve in pieno giorno non dovrebbero essere possibili...




📝 Intel Slava - Abbiamo appena assistito al primo importante attacco iraniano diurno finora in questa guerra, con molteplici impatti positivi a Tel Aviv. Di per sé, questo è un segno estremamente chiaro dell'esaurimento dell'IADS israeliano.
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🇮🇱🇮🇷 Circa un'ora fa gli attacchi israeliani hanno preso di mira il centro radiofonico nazionale iraniano.
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🇮🇱🇮🇷⚡️ L'attacco missilistico iraniano di oggi sembra aver colpito l'apparato di intelligence israeliano, prendendo di mira il quartier generale del Mossad. Nelle vicinanze si trovano anche l'Unità 8200 e lo Shin Bet.
🇺🇸🙏Iran: Trump condivide un messaggio dell'ambasciatore statunitense in Israele Huckabee:

"Non sei tu a scegliere il momento: è il momento a scegliere te. Ascolta la voce di Dio e saprai cosa fare". Il messaggio, dice, era inequivocabilmente chiaro.



Trump in missione per conto di Dio. Mancava solo questa....
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🇺🇳🇮🇱🇮🇷 ⚡️L'impianto sotterraneo di arricchimento dell'uranio di Natanz, in Iran, è stato probabilmente gravemente danneggiato dagli attacchi israeliani, ha affermato il direttore dell'AIEA Rafael Grossi.

Ha affermato che le centrifughe per l'arricchimento dell'uranio avrebbero potuto essere "gravemente danneggiate, se non completamente distrutte" non dagli attacchi ma dalle interruzioni di corrente conseguenti alla distruzione della stazione di terra.
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🇺🇸❗️🇮🇷 Trump sull'affermazione di Tulsi Gabbard secondo cui l'Iran non sta costruendo una testata nucleare:

"Non mi interessa cosa ha detto. Penso che fossero molto vicini ad averne una."

Tulsi Gabbard è attualmente Direttrice dell'Intelligence Nazionale (DNI) degli Stati Uniti.

🌶 Credo Tulsi Gabbard sia platealmente sfiduciata a questo punto. Non che avessimo dubbi a tale proposito, è evidente come Trump e la Casa Bianca siano in mano ai neoconservatori ormai.
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📷 Una nuova serie di foto del caccia di quinta generazione russa Sukhoi Su-57 ripreso al tramonto.
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Gli attivisti di Portsmouth si sono radunati fuori dalla Lockheed Martin per protestare contro il suo coinvolgimento nella fornitura di armi all'occupazione israeliana.