La borsa di telaviv chiude per lavori di ristrutturazione… dispiace
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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La grave distruzione nell'area della borsa di Ramat Gan, in Israele.
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ULTIMA ORA: Immagini dell'ultimo attacco missilistico iraniano verso Israele. Ma quanti missili lanciano gli israeliani per fermare uno iraniano? Vogliamo riconteggiare per caso il rating di intercetto che dicono essere del 90%? Spoiler, il missile iraniano è passato e ha affondato la Borsa di Telaviv
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Video integrale dell'impatto dei missili nel centro di Tel Aviv.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Khamenei non può continuare a vivere.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Russia e Cina aderiscono allo stesso approccio e condannano fermamente le azioni di Israele che violano la Carta delle Nazioni Unite.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Fin dall'inizio dell'attacco, l'attività aerea è stata attentamente monitorata.
I jet da combattimento turchi sono stati fatti decollare a scopo precauzionale e hanno condotto missioni di pattugliamento all'interno dei confini turchi.
Tutte le misure necessarie per la sicurezza dello spazio aereo sono state rafforzate dall'inizio degli attacchi.
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Forwarded from Aviazione russa - Analisi Difesa
📄 Un deposito di munizioni delle Forze armate ucraine è stato colpito a Kiev, ha scritto uno dei soldati ucraini.
In seguito lo stesso ha chiarito che si riferiva specificamente a Kiev.
"Ho solo una domanda: perché accumulare munizioni nei magazzini in modo che possano essere fatte saltare in aria e fatte detonare prima di domattina, se al fronte c'è attualmente una grave carenza di munizioni?" - si legge nel messaggio.
In seguito lo stesso ha chiarito che si riferiva specificamente a Kiev.
https://it.insideover.com/politica/israele-sansone-begin.html 22 Marzo 2018
Per comprendere il bombardamento di Israele del 2007 contro il reattore nucleare siriano bisogna avere bene in mente due concetti, che sono perfettamente sintetizzati in quell’azione chirurgica nella piana di Deir Ezzor. Ma che rappresentano, in definitiva, tutta la strategia di deterrenza israeliana.
L’opzione Sansone
Il primo concetto porta il nome di una delle figure più note dell’Antico Testamento: Sansone. Il personaggio biblico, che appare nel libro dei Giudici, è una figura dalla forza prodigiosa, concessa da Dio per contrastare i nemici di Israele. Nessuno conosce il suo segreto, che è appunto nei capelli lunghi, finché non viene tradito. Ma dopo il tradimento, umiliato e rinchiuso in una casa con i suoi nemici, il giudice biblico invoca la divinità nel famoso motto “Morte a Sansone, e a tutti i filistei” e, muovendo le colonne della casa, uccide se stesso e tutti i suoi nemici.
La cosiddetta “opzione Sansone” è uno dei pilastri della dottrina difensiva israeliana e consiste nell’uso delle armi nucleari come extrema ratio. Israele – è bene ricordarlo – non ha mai ufficialmente detto di possedere testate nucleari, ma la sua capacità atomica è ormai considerata un dato di fatto della politica internazionale. La consapevolezza di questo arsenale da parte di tutti gli Stati, sia nemici che alleati, fa sì che Israele abbia un vantaggio enorme nello scacchiere mediorientale. In caso di attacco su larga scala da parte dei suoi nemici, la “opzione Sansone” si tradurrebbe nel lancio delle testate per distruggere il nemico. Come Sansone, se Israele sarà costretto a morire, l’obiettivo sarà fare morire tutti con lui.
La dottrina Begin
L’altro punto però fondamentale è che Israele non deve solo poter colpire chiunque, ma deve essere anche l’unico in grado di farlo con quel tipo di potenza distruttrice. Dunque nessuno nella regione deve possedere l’atomica o una capacita di attacco in grado di disinnescare la forza dello Stato ebraico. Ed ecco che si inserisce, in questo ambito, un secondo pilastro della strategia israeliana: la dottrina Begin. Questa dottrina, che prende il nome dall’ex premier israeliano, Menachem Begin, consiste nel rendere sicuro il monopolio nucleare israeliano anche attraverso prove di forza e attacchi in territorio nemico. La ratio di questa dottrina è che sia legittimo ogni intervento di Israele volto a prevenire la corsa al nucleare dei Paesi che considera nemici.
È la strategia usata nel 1981 per bombardare un impianto nucleare in Iraq che si riteneva fosse pronto a fornire l’atomica al governo di Baghdad. Ed è la stessa strategia utilizzata dal governo israeliano nel 2007 con il bombardamento in Siria. Un attacco chirurgico, violento e possibilmente (ma non necessariamente) anonimo, per fermare qualsiasi tipo di programma nucleare dei vicini.
Per comprendere il bombardamento di Israele del 2007 contro il reattore nucleare siriano bisogna avere bene in mente due concetti, che sono perfettamente sintetizzati in quell’azione chirurgica nella piana di Deir Ezzor. Ma che rappresentano, in definitiva, tutta la strategia di deterrenza israeliana.
L’opzione Sansone
Il primo concetto porta il nome di una delle figure più note dell’Antico Testamento: Sansone. Il personaggio biblico, che appare nel libro dei Giudici, è una figura dalla forza prodigiosa, concessa da Dio per contrastare i nemici di Israele. Nessuno conosce il suo segreto, che è appunto nei capelli lunghi, finché non viene tradito. Ma dopo il tradimento, umiliato e rinchiuso in una casa con i suoi nemici, il giudice biblico invoca la divinità nel famoso motto “Morte a Sansone, e a tutti i filistei” e, muovendo le colonne della casa, uccide se stesso e tutti i suoi nemici.
La cosiddetta “opzione Sansone” è uno dei pilastri della dottrina difensiva israeliana e consiste nell’uso delle armi nucleari come extrema ratio. Israele – è bene ricordarlo – non ha mai ufficialmente detto di possedere testate nucleari, ma la sua capacità atomica è ormai considerata un dato di fatto della politica internazionale. La consapevolezza di questo arsenale da parte di tutti gli Stati, sia nemici che alleati, fa sì che Israele abbia un vantaggio enorme nello scacchiere mediorientale. In caso di attacco su larga scala da parte dei suoi nemici, la “opzione Sansone” si tradurrebbe nel lancio delle testate per distruggere il nemico. Come Sansone, se Israele sarà costretto a morire, l’obiettivo sarà fare morire tutti con lui.
La dottrina Begin
L’altro punto però fondamentale è che Israele non deve solo poter colpire chiunque, ma deve essere anche l’unico in grado di farlo con quel tipo di potenza distruttrice. Dunque nessuno nella regione deve possedere l’atomica o una capacita di attacco in grado di disinnescare la forza dello Stato ebraico. Ed ecco che si inserisce, in questo ambito, un secondo pilastro della strategia israeliana: la dottrina Begin. Questa dottrina, che prende il nome dall’ex premier israeliano, Menachem Begin, consiste nel rendere sicuro il monopolio nucleare israeliano anche attraverso prove di forza e attacchi in territorio nemico. La ratio di questa dottrina è che sia legittimo ogni intervento di Israele volto a prevenire la corsa al nucleare dei Paesi che considera nemici.
È la strategia usata nel 1981 per bombardare un impianto nucleare in Iraq che si riteneva fosse pronto a fornire l’atomica al governo di Baghdad. Ed è la stessa strategia utilizzata dal governo israeliano nel 2007 con il bombardamento in Siria. Un attacco chirurgico, violento e possibilmente (ma non necessariamente) anonimo, per fermare qualsiasi tipo di programma nucleare dei vicini.
InsideOver
'Opzione Sansone' e 'dottrina Begin': i pilastri della strategia israeliana - InsideOver
Per comprendere il bombardamento di Israele del 2007 contro il reattore nucleare siriano bisogna avere bene in mente due concetti, che sono perfettamente
IRNA dell'Iran:
L'Iran ha attaccato il quartier generale del comando informatico C4I dell'esercito israeliano e il centro di intelligence dell'esercito israeliano a Gav Yam questa mattina.
L'Iran ha attaccato il quartier generale del comando informatico C4I dell'esercito israeliano e il centro di intelligence dell'esercito israeliano a Gav Yam questa mattina.
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IDF:
40 aerei da combattimento hanno attaccato decine di obiettivi militari in Iran con oltre 100 munizioni. a giudicare dal video molti risulterebbero essere bersagli civetta, non ci sono esplosioni secondarie
40 aerei da combattimento hanno attaccato decine di obiettivi militari in Iran con oltre 100 munizioni. a giudicare dal video molti risulterebbero essere bersagli civetta, non ci sono esplosioni secondarie
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Enorme onda d'urto provocata dall'attacco missilistico iraniano in Israele questa mattina.
L'ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman:
Dobbiamo continuare finché il regime iraniano non sarà rovesciato.... Nemmeno parlano più del nucleare...
Dobbiamo continuare finché il regime iraniano non sarà rovesciato.... Nemmeno parlano più del nucleare...
IRGC:
Abbiamo portato a termine con successo la quattordicesima ondata dei nostri attacchi contro gli obiettivi strategici del nemico sionista.
Abbiamo portato a termine con successo la quattordicesima ondata dei nostri attacchi contro gli obiettivi strategici del nemico sionista.
L'ultimo attacco missilistico dell'Iran contro Israele questa volta ha coinvolto 30 missili. Diversi sono riusciti a colpire Tel Aviv e le aree circostanti.
Fonte: Radio dell'Esercito Israeliano
Fonte: Radio dell'Esercito Israeliano
Il Ministro della Difesa israeliano Katz:
"Khamenei sarà ritenuto responsabile dei suoi crimini". . chissà cosa dovra pagare lui il giorno in cui verrà giudicato
"Khamenei sarà ritenuto responsabile dei suoi crimini". . chissà cosa dovra pagare lui il giorno in cui verrà giudicato