Paolo Bellavite
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Comunicazioni medicoscientifiche e culturali
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Dal rapporto AIFA diffuso ieri e tanto reclamizzato stamane dai GR.
Anche un cieco vedrebbe che le segnalazioni di eventi avversi (comunque passive e spontanee, quindi enormemente sottostimate) seguivano l’andamento delle dosi in gennaio (quando vaccinavano i sanitari) e poi sono divenute sempre meno, man mano che aumentavano le dosi e vaccinavano il gregge. Chissà perché...
Comunque, in base a questi cosiddetti dati gli italiani sono convinti da cosiddetti giornalisti della sicurezza dei cosiddetti vaccini e esprimono il cosiddetto consenso, oppure sono obbligati a farlo.
PS come scienziato sono favorevole alle sperimentazioni (eticamente valide, cioè col consenso informato del volontario, maggiorenne) ma devono essere fatte bene, con metodi validi. Altrimenti i risultati sono incredibili e i volontari si sono prestati per niente...
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Oggi vogliamo dare voce a:

Antonio BILO Canella
ricercatore, performer, regista e ideatore della Performazione, forma d’arte che fonde Performance Art e Teatro.

#22maggioBO
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Ancora sui dati del rapporto AIFA. Qui c'è qualcosa che non quadra anche nelle diverse segnalazioni per età. Possibile che le segnalazioni di eventi avversi siano così poche negli anziani?
Intervista fattami oggi da Maurizio Bolognetti x Radio Radicale.
Flavonoidi e "tempesta citochinica"
La sindrome dovuta al Coronavirus-2 è diventata il panico globale da dicembre 2019. Tutti i medici sono impegnati ad identificare nuove terapie per contrastare questa pandemia, ma finora, non vi è alcun trattamento sicuramente efficace. Tuttavia, alcuni agenti antivirali e farmaci riproposti aiutano i pazienti sotto controllo medico, specialmente in condizioni di emergenza.
La gravità della COVID-19, specialmente negli anziani e nei pazienti con co-morbilità, è caratterizzata da ipercitochinemia, una risposta immunitaria esagerata associata a un rilascio incontrollato ed eccessivo di mediatori di citochine proinfiammatorie (tempesta di citochine). I flavonoidi, importanti metaboliti secondari di piante, sono stati a lungo studiati come interventi terapeutici nelle malattie infiammatorie a causa dei loro effetti modulatori di citochine. In questo quadro, diversi studi di ricerca basati su prodotti naturali vegetali evidenziano un loro ruolo cruciale nell'immunomodulazione che può impedire le possibilità di infezione e combattere la «tempesta di rilascio di citochine» generata durante l'infezione da SARS-CoV-2.
Questa recensione si concentra sui flavonoidi, in particolare l'epicatechina, l'epigallocatechina gallato, l'esperidina, la naringenina, la quercetina, la rutina, la luteolina, ed altri, che possono contrastare i livelli elevati di citochine infiammatorie che portano a scompensi organici multipli. Non ci sono ancora studi clinici nel campo della COVID-19, ma vi sono numerose prove da studi di laboratorio, suggerendo che si potrebbe aprire la strada ad un ulteriore sviluppo di fitoterapeutici per come potenziali rimedi nell’ambito di una gestione efficace e sicura della malattia.
Nella tabella ho riportato in particolare gli effetti dimostrati clinicamente della supplementazione di esperidina e quercetina nel campo di malattie in cui l’infiammazione gioca un ruolo importante: rischio cardiovascolare, artrite reumatoide, sarcoidosi (una malattia infiammatoria che può colpire diversi organi, ma principalmente i polmoni e le ghiandole linfatiche). Siccome l’infiammazione sistemica e la «tempesta di citochine» si svolgono con meccanismi in gran parte simili in tante malattie gravi, è del tutto plausibile che questi composti naturali possano giovare anche nell’attenuare i sintomi e le eventuali complicazioni dei pazienti con COVID-19.
La capacità immunomodulatoria dei flavonoidi si effettua in diversi punti dove avviene la regolazione dei mediatori infiammatori, l'inibizione dell'attivazione endoteliale, i recettori infiammatori (TLRS) e NLRP3 o l'attivazione del fattore NRF2. Inoltre, la capacità dei flavonoidi di inibire la dipeptidil-peptidasi, di neutralizzare la proteasi di 3-chymotrypsin-simile (3CLPRO) o di influenzare il microbiota intestinale e l'ACE-2. Sulla base degli effetti precedentemente comprovati dei flavonoidi in altre malattie o sulla base di studi appena pubblicati associati a Covid-19 (bioinformatica, docking molecolare), è ragionevole assumere effetti positivi dei flavonoidi sui cambiamenti infiammatori associati a Covid-19.
Tra i tanti flavonoidi disponibili mi sono orientato ad approfondire le proprietà di Esperidina e Quercetina, che sono in parte sovrapponibili e in parte peculiari. Ho trattato estesamente l’argomento in alcuni lavori scientifici (https://www.mdpi.com/2076-3921/9/8/742) (https://www.intechopen.com/online-first/reappraisal-of-dietary-phytochemicals-for-coronavirus-infection-focus-on-hesperidin-and-quercetin) e in un libretto in italiano (https://www.researchgate.net/publication/350663909_Rivalutazione_dei_fitochimici_alimentari_per_l'infezione_da_coronavirus_effetti_di_esperidina_e_quercetina). Questi flavonoidi sono disponibili in natura negli agrumi (esperidina) e in capperi, cipolle, cicoria, piselli, mirtilli e molti altri vegetali (quercetina). Per chi necessitasse di un'aggiunta, è disponibile un integratore («EsperiVit Q-100»), che contiene 100 mg di Esperidina (corrispondente al contenuto di circa 400 grammi di succo e polpa di
arancia), 100 mg di Quercetina (corrispondente a circa 300 grammi di cipolle rosse) e 50 mg di Vitamina C (corrispondente a circa il 60% del fabbisogno giornaliero). Le compresse sono di tipo “orosolubile”, cioè sono concepite per liberare le loro sostanze già nel cavo orale.
Attenzione: la "prevenzione" con la sana nutrizione o l'integrazione contribuisce alla normale ed equilibrata funzione del sistema immunitario, ma in caso di malattia bisogna che qualunque farmaco o integratore sia assunto sotto controllo medico, per valutare le dosi opportune ed eventuali interazioni con altri farmaci.
https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/proteina_spike_danneggia_le_cellule_dei_vasi_sanguigni_ecco_perche_il_covid_non_e_solo_una_malattia_respiratoria-5953091.html

Commento n. 1: Modestamente, lo avevo già detto io e pubblicato ai primi di febbraio e ne ho dato notizie qui e in Sfero.
Commento n. 2: Se la proteina spike “danneggia le cellule dei vasi sanguigni”, e se è vero che i cosiddetti vaccini fanno produrre le proteine spike alle cellule del nostro corpo, forse i vaccinologi dovrebbero farsi qualche domanda...
Per la proprietà transitiva della ipotesi scientifica.

Siccome i flavonoidi esperidina e quercetina sono stati indicati da molti lavori come candidati rimedi contro il virus SARS-CoV-2 in quanto bloccherebbero l’interazione spike-recettore e hanno attività antiinfiammatorie, per lo stesso motivo è possibile formulare l’ipotesi che le stesse sostanze possano fungere da rimedi contro gli effetti patogeni del vaccino.
Non sto scherzando.
Questo scrive SCIENCE

A parte il fatto che i “numeri” sono soggetti ancora a variazioni soprattutto perché le “diagnosi” di decesso per COVID-19 e le segnalazioni di eventi avversi sono alquanto “ballerine” (vedi mio post del 10 maggio), l’impostazione concettuale è corretta.

Il rapporto benefici/rischi cambia con l’età e secondo come si calcolano i benefici (secondo l’incidenza di COVID-19 grave) rischi di eventi avversi (vaccinovigilanza).

Se lo dico io, la mia università mi ripudia...

https://www.sciencemag.org/news/2021/05/what-s-future-vaccines-linked-rare-clotting-disorders-science-breaks-down-latest
Sono stato fortemente criticato per due parole che ho detto a La7.
Ma gli iscritti al canale sono aumentati di mille e ora ho molte richieste di interviste! (Fin troppe... mi scuso se non posso rispondere a tutti)....
Si chiama “effetto Streisand”

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Effetto_Streisand