Paolo Bellavite
31.3K subscribers
5.86K photos
1.06K videos
296 files
5.74K links
Comunicazioni medicoscientifiche e culturali
Download Telegram
Se ne è accorto...
Oggi la cristianità ricorda l’ascensione di Gesù al cielo!
Meglio Pfizer

La Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) è l'agenzia esecutiva del Dipartimento della Salute e dell'Assistenza sociale inglese che agisce per promuovere la salute pubblica e la sicurezza dei pazienti, garantendo che i farmaci e i dispositivi medici soddisfino gli standard appropriati di sicurezza, qualità ed efficacia. Lo schema di cartellino giallo gestito dal MHRA è il sistema del Regno Unito per la raccolta e il monitoraggio delle informazioni sui problemi di sicurezza come sospetti effetti collaterali o incidenti avversi che coinvolgono farmaci e dispositivi medici.

Il sistema si basa sulla segnalazione volontaria di sospetti effetti collaterali o incidenti con dispositivi medici da segnalare da parte degli operatori sanitari e del pubblico, compresi pazienti, assistenti e genitori. È importante che le persone segnalino problemi riscontrati con medicinali o dispositivi medici poiché questi vengono utilizzati per identificare problemi che potrebbero non essere stati precedentemente noti. L'MHRA riesaminerà la questione e, se necessario, prenderà provvedimenti per ridurre al minimo i rischi e massimizzare i benefici per i pazienti.

Si tratta quindi di un sistema di sorveglianza “passivo” che riporta quindi solo ciò che i cittadini si prendono la briga di segnalare, non può quindi essere considerato valido né per considerare ogni segnalazione come sicuramente legata causalmente al "vaccino", né per il numero assoluto dei casi verificatisi, che sono sicuramente di più di quanti sono raccolti dal sistema stesso. E’ però molto utile per fornire un “segnale” o “avvertimento” tempestivo che la sicurezza di un medicinale o di un dispositivo medico può richiedere ulteriori indagini.

Al 5 maggio erano state somministrate circa 11,4 milioni di prime dosi del "vaccino" Pfizer / BioNTech, 23,3 milioni di prime dosi del "vaccino" AstraZeneca e 0,1 milioni di prime dosi del "vaccino" Moderna, e circa 8,7 milioni e 7,5 milioni di seconde dosi rispettivamente del Pfizer/BioNTech e del AstraZeneca. Totale Pfizer: 20,1 Totale Astrazeneca : 30,8 milioni.

Sulla base dei dati ufficiali inglesi ho costruito una tabella in cui si raffrontano i due prodotti. Guardando al "tasso" di segnalazioni per 100.000 dosi e al rapporto tra i tassi, si può constatare che le segnalazioni di eventi avversi sono molto maggiori (in alcuni casi di tre o quattro volte) dopo il "vaccino" “AstraZeneca” rispetto allo “Pfizer”. Visto che il sistema di segnalazione è simile e che è simile la procedura di iniezione e le caratteristiche dei vaccinati non sono molto diverse, la spiegazione più probabile delle differenze è il materiale inoculato.

Ripeto: il numero assoluto è sottostimato e quindi conta poco perché sono segnalazioni “spontanee”, ciò che conta è il rapporto di reattogenicità tra i due prodotti farmaceutici biotecnologici, che a questo punto pare evidente.

Inoltre, pare evidente che le segnalazioni riguardano un fenomeno REALMENTE CORRELATO al contenuto della sostanza iniettata. Se fossero dovute al “caso”, o rientrassero tra quelle “attese” (idea ventilata nell’ultimo rapporto AIFA) dovrebbero comparire in modo simile coi due diversi prodotti iniettati.

Dimenticavo: intanto i (minimo) 1126 sudditi di Sua Maestà morti/e dopo il vaccino, riposino in pace. Al pari di tutti gli altri, si intende, morti con o senza il famoso virus nel naso.
Costoro hanno colto la cosa più importante! Complimenti
La “filosofia della scienza” è proprio ciò che più può aiutare a usare la scienza in modo corretto e utile, evitando le insidie dello scientismo
Forwarded from Generiamo Salute
Uno stimolante incontro con l’autore che parlerà della profonda crisi di identità e di ruolo della professione medica analizzando le problematiche dell’evidenza e che ci proporrà un nuovo orizzonte di pensiero e un nuovo modo di intendere la scienza medica https://www.eventbrite.it/e/151081503845
GR Veneto:

“Salgono i vaccini, calano i contagi”
“Verona: grazie ai vaccini, 500 contagi in meno”
E via dicendo...

Vi prego: abbiate pietà di un poveretto che non ha ancora dimenticato il maggio del 2020... quando i “vaccini” si vedevano col binocolo...
Reportage dell’ISS sull’impatto delle vaccinazioni anti-COVID-19

Dimostra che il rischio di COVID è diminuito a distanza di settimane dopo la seconda dose di vaccinazione rispetto al periodo subito dopo la prima dose.
Il rischio di morte e di ricovero è diminuito più del rischio di “diagnosi”.

Si tratta certo di uno studio interessante e confortante, ma metodologicamente non è una misura di efficacia. Il motivo è che non considera un confronto con l’andamento dei contagi e delle malattie nei non vaccinati. Stiamo osservando curve nel tempo in un periodo di dinamica epidemica, in cui da molte settimane c’è una tendenza generale al calo dei contagi.

Inoltre, il confronto è fatto con l’incidenza nel periodo subito dopo la prima dose. Se il “vaccino” avesse causato un aumento di contagi o mortalità subito dopo la prima dose, l’effetto come tendenza a tempo lungo sarebbe sovrastimato.

Si noti anche che l’effetto sulla mortalità è maggiore rispetto a quello sulle “diagnosi”. Ciò da una parte è confortante, dall’altra dimostra che rimane un rischio di circa 20% di positività al tampone rispetto al periodo subito dopo la prima dose. In altre parole, il virus si trova anche a distanza di tempo nei vaccinati, sebbene con una incidenza di uno su 5 rispetto al periodo subito dopo al vaccino. Questa incidenza potrebbe ostacolare di molto la famosa immunità di gregge.

Infine, per una valutazione del beneficio “reale” in termini assoluti, si noti (tabella 2 sotto riportata) che l’incidenza di diagnosi passa da 2,9 ogni 10.000 giorni/persona (cioè la probabilità di diagnosi ammonta a una ogni 3000 giorni di vita) a 1,33 ogni 10.000 giorni/ persona (una ogni 10.000 giorni di vita). Quella di morte di COVID-19 (tabella 3) passa da 0,18/10.000 giorni (1 ogni 60.000 giorni di vita) senza protezione vaccinale a 0,04/10.000 (1 ogni 250.000 giorni di vita) dopo la vaccinazione. Ovviamente la mortalità cambia molto nelle diverse età, avendosi il maggiore effetto nelle persone anziane e viventi in RSA.

Comunque, nel complesso si ottiene un quadro positivo sull’impatto della campagna vaccinale sulla malattia. Sarebbe bello che ci fosse un’altrettanto accurata valutazione degli eventi avversi, in modo da poter valutare realmente il rapporto benefici/rischi nelle diverse età. Aspettiamo.
Conosco il CONDAV e ho grande stima delle persone che ne fanno parte. Non sono “contro” ai vaccini, sono persone che hanno sperimentato i danni che talvolta quei prodotti possono provocare e le perduranti resistenze a riconoscerli.
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Oggi vogliamo dare voce a:

Nadia Gatti
Presidente del Condav, Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino.

#22maggioBO
EVENTO FB: fb.me/e/46QqbdGsh
Telegram: t.me/PnNINPIAZZA
Fb: fb.me/PnNINPIAZZA
Twitter: twitter.com/pnninpiazza
VK: vk.com/pnnip
YT: youtube.com/channel/UCgqt1bg_6emhDmY8JhvHQIg
Instagram: instagram.com/primumnonnocere_INPIAZZA
WEB: gruppiuniti.it/pnn
MAIL: scrivici.pnn@gmail.com
Ancora sulla moratoria delle vaccinazioni pediatriche

Ma invece di imparare la lezione che questa crisi epocale ci sta dando ancora una volta sprechiamo l’occasione di ridurre drasticamente l’inquinamento e “fare pace col pianeta” e di fatto si propone come unica soluzione la vaccinazione di massa, addirittura estendendola a giovani e bambini, possibilità questa su cui autorevoli voci contrarie proprio in questi giorni si sono levate.

A questo proposito è stato lanciato un appello dalla Rete Sostenibilità e Salute con cui si richiede la moratoria della vaccinazione anti Covid-19 nei bambini e già sottoscritto da circa un migliaio fra medici e operatori sanitari.
https://www.sostenibilitaesalute.org/rete-sostenibilita-e-salute-vaccino-covid-ai-bambini-moratoria-subito/

All’appello si può continuare ad aderire seguendo le istruzioni che in esso compaiono e l’elenco dei sottoscrittori sarà via via aggiornato.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/17/covid-19-invece-di-imparare-la-lezione-e-ridurre-linquinamento-pensiamo-a-vaccinare-i-bambini/6199938/
L’andamento stagionale del COVID-19 è simile a quello delle sindromi influenzali.

Secondo gli autori ciò si spiega solo in parte con il fattore climatico e l’irradiazione solare. Potrebbe essere dovuto anche al fatto che nella stagione calda (fine primavera ed estate) ci sono molti pollini nell’aria e questi servono da immunostimolanti naturali.

Questa teoria sarebbe in accordo col fatto che le persone portatrici di allergie sono meno colpite dal COVID-19.

Beh... almeno qualche vantaggio...!