QANON ITALIA (Original)
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Gruppo aperto dedicato a Q e al PIANO
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Mamma mia che casino che ha mosso questo video nei nostri TG questa mattina, da notare il corpo di Big Mike che è quello di un gorilla maschio, LA PERCULATA È AL TOP

ECCOVELO 😂🤣😂
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PENSO CHE TRA POCHISSIMO ESPLODERÀ LA FRODE ELETTORALE AMERICANA

Oddio, ogni volta che le fake news chiedono a Trump della bufala del meme sulla scimmia di Obama, lui riesce a parlare della frode elettorale in Georgia, perché è di questo che parla il video, ahahah

L'ho appena visto per la prima volta durante la conferenza stampa su AF1.

Brillante allestimento 😂

https://x.com/thestormredux/status/2019941561367191842

https://t.me/c/1447044546/3845
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GIÀ, PERCHÉ❓❓❓❓

SUBIAMO TUTTI, MA NESSUNO SI FA REALMENTE QUESTA DOMANDA
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SKY CHE IN UN SERVIZIO SU JE NON NOMINA TRUMP, È INCREDIBILE COME LA NARRAZIONE UFFICIALE DI REGIME STIA CAMBIANDO, FORZA E CORAGGIO GENTE PERCHÉ UN PASSETTINO ALLA VOLTA CI STIAMO AVVICINANDO ALLA VERITÀ E NON SOLO SU QUESTO ARGOMENTO

Media, caso Epstein: Da lunedì il Congresso avrà accesso ai file senza censura | Sky TG24
https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/07/epstein-congresso-usa
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Forwarded from Pino Cabras
𝗘𝗣𝗦𝗧𝗘𝗜𝗡 𝗘 𝗜𝗟 𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗖𝗢 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗜𝗠𝗣𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔'
Un recente post indignato e lucido di Sara Reginella, autrice del libro «Le guerre che ti vendono», non è solo denuncia: è una radiografia perfetta di un meccanismo tossico che muove gran parte del giornalismo occidentale, il quale al momento del dunque non chiama le cose col loro nome.
Non stiamo parlando di "sfumature linguistiche", bensì di un'operazione chirurgica e consapevole per anestetizzare la coscienza pubblica. Quando dico consapevole intendo proprio ciò. È consapevole perché le redazioni applicano sistematicamente due pesi e due misure. Sanno quando enfatizzare notizie fragili contro bersagli politici designati (cannoneggiandoli con titoli allusivi, esperti a gettone, narrazione persistente). E sanno quando sommergere notizie gravissime che minacciano élite o alleati, usando eufemismi, spostando il focus su dettagli marginali e seppellendo il nucleo sotto altre notizie. Questa selettività costante - mai invertita - non lascia nulla al caso, perché è il protocollo consapevole di un sistema mediatico che funziona come sistema immunitario del potere, attaccando le minacce esterne e proteggendo il proprio organismo.
Il processo è sempre lo stesso:
1. Rinominare l'orrore. Reginella elenca tutti i trucchi usati dai giornaloni in questi giorni. Un pedofilo sadico diventa un "finanziere". Una rete di sfruttamento sessuale di minori diventa "feste orgiastiche". Bambine rapite, abusate e torturate diventano "donne minorenni", un ossimoro che mistifica la violenza. Crimini contro l'umanità vengono derubricati a "bassezze" o "gossip dell'alta società". È il primo passo: se l'orrore non ha un nome preciso, non può generare un'ondata di giusta indignazione.
2. Spostare il focus. Il sistema dei media, quando non può ignorare, devia. L'attenzione viene dirottata sul dettaglio irrilevante, sul gossip, sulla figura marginale. Ad esempio, l’unico richiamo di peso al caso Epstein oggi sul Corriere riguarda Robert Kennedy Jr. e una sua presunta gita con Epstein e un paleontologo a caccia di fossili, pur di lordare un nome e di non parlare dei clienti effettivi, dei protettori in alto loco, delle prove inconfutabili che collegano quella rete a primi ministri, a capi di stato, a servizi segreti (come quelli di Tel Aviv, per i quali Epstein effettivamente operava) su ben altre gite.
3. Creare il capro espiatorio inverosimile. Mentre si minimizzano le prove dirette e schiaccianti, si lanciano nel dibattito pubblico congetture senza fondamento, come l'assurda ipotesi di un "comando russo" della rete di Epstein. E se non credi ai complottisti mainstream, sei un complottista.
4. Seppellire la prova. Il silenzio più assordante è quello che circonda i milioni di file ancora inaccessibili, quelli che – secondo le indagini più serie – contengono non solo i nomi, ma le prove di omicidi, torture efferate e violenze aberranti che vanno ben oltre lo "sfruttamento sessuale". Perché quei file non vengono desecretati? Perché mostrerebbero, senza più mediazioni, il volto mostruoso di un'élite criminale e il suo potere di rimanere impunita.
L'obiettivo finale è esattamente quello descritto da Reginella: mazonianamente lo potremmo chiamare “sopire e troncare”. Sopire la rabbia giusta, troncare ogni filone d'indagine scomodo. Normalizzare passo dopo passo l'inaccettabile, finché la massa, bombardata da eufemismi e notizie derubricate, non percepirà più la differenza tra un "finanziere" e un mostro, tra una "festa" e un crimine organizzato, tra eccezione e sistema.
Ribellarsi a questo non è solo un dovere morale, è un atto di sopravvivenza civile. Significa rifiutare il linguaggio ingannatore, pretendere i nomi, urlare la verità: Epstein era un pedofilo al servizio di un sistema di potere. Le sue vittime erano bambine e adolescenti. I suoi complici erano e sono tra le "élite" globali. L'impunità di cui godono è la misura della nostra sottomissione.
Sta a noi non dimenticare e non abbassare la guardia. La verità, per quanto sepolta, rimane l'unica arma che abbiamo.
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✅ Quando gli apparati statali mentono, il problema è di entità molto grande. Credo che alla base della democrazia ci sia il fatto che non si possa mentire ai cittadini.
Ma noi viviamo un mondo che ormai plasma la realtà non tanto con l'utilizzo della verità, ma con dei dogmi che utilizzano una "verità" che è basata su falsità e menzogne. L'unica cosa che si può fare è cercare di denunciare queste falsità
.

#vannifrajese #giovannifrajese #piccolelucinelbuio #frajeseofficial

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Forwarded from In Telegram Veritas
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Alle Olimpiadi invernali Laura Pausini lascia il mondo senza fiato cantando l'inno nazionale italiano

Questo inno è un inizio, un annuncio al mondo che assiste attonito a cotanta bellezza, arte, cultura, genio e meraviglia.

Dobbiamo imparare ad amare il nostro paese che tutto il mondo ci invidia. Dobbiamo imparare ad essere uniti.
Siamo unici, nessuno come noi.

Pretendiamo sovranità: economica, politica, monetaria.
Noi siamo l'Italia.

Politici, "istituzioni", "giornalisti", nani e ballerine sono stati preventivamente avvisati.

Stiamo tornando: scansatevi.

🔗 In_Telegram_Veritas
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Per anni c'è stato detto che il pizzagate o simili erano fantasie complottiste e il tema del traffico dei minori è stato del tutto ignorato dalla politica...

Le fakenews vorrebbero Epstein come spia russa, ma dalle email risulta che avesse bisogno di aiuto britannico per ricevere il visto per andare in Russia.

Francesca Donato, 08/02/2026

#fileepistein
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Forwarded from The Age of Q
Elon Musk si è impegnato a finanziare personalmente la difesa legale di tutte le vittime di Epstein che faranno i nomi dei potenti miliardari e politici che le hanno sfruttate a fini sessuali.

https://x.com/DC_Draino/status/2020648166778130914?s=20
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🚨 APPENA ARRIVATO: Molti americani chiedono che gli atleti del Team USA vengano RIMANDATI A CASA dalle Olimpiadi invernali in Italia se denigrano l'America sulla scena mondiale.

"Sono qui per rappresentare l'inclusività e la diversità!"

Di semplicemente: "Amo l'America e sono orgoglioso di rappresentare la mia nazione".

ALTRIMENTI, Vattene!

🇺🇸🇺🇸🇺🇸

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Forwarded from The Age of Q
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La Russia ha ufficialmente adottato misure per vietare a livello nazionale quella che definisce "ideologia satanista", tra cui il divieto di templi e chiese sataniste.
La Corte Suprema del Paese ha definito il "Satanismo" e il cosiddetto "Movimento Satanista Internazionale" come entità estremiste, rendendo di fatto illegale qualsiasi attività correlata.

https://x.com/MmisterNobody/status/2019780835205878117?s=20
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... NON POTRANNO PIU' CAMMINARE PER STRADA ...
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CAZZO, mi sono perso il SUPER BOWL e ancor peggio l'HALFTIME
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Forwarded from Pino Cabras
Dagli Epstein Files: Ehud Barak voleva cambiare la demografia di Israele

“Abbiamo il disperato bisogno di un altro milione di russi.” Con questa frase, l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak descriveva la sua insistenza presso Vladimir Putin affinché la Russia favorisse una nuova, massiccia immigrazione verso Israele. L’obiettivo dichiarato: modificare l’equilibrio demografico del Paese e, nelle sue parole, “diluire la presenza palestinese”. Le affermazioni emergono dai nuovi documenti legati a Jeffrey Epstein, rilasciati dal Dipartimento di Giustizia statunitense e riportati da Middle East Eye.
Le registrazioni mostrano Barak — all’epoca ancora figura di spicco del Partito Laburista — parlare apertamente dell’impatto strategico di un afflusso di immigrati dall’ex URSS, ricordando come l’ondata degli anni Novanta “abbia cambiato Israele in modo decisivo”. Tra i passaggi più controversi compaiono persino allusioni alla possibilità di far arrivare “giovani donne attraenti”, un commento che risuona in modo ancora più disturbante alla luce delle attività criminali di Epstein.
Queste rivelazioni — già esplosive — acquistano ulteriore peso se inserite nel quadro dei rapporti personali tra Barak ed Epstein, che emergono nei file con una nettezza ben maggiore rispetto a quanto raccontato pubblicamente dall’ex premier.
Un rapporto molto più stretto di quanto ammesso
I contatti tra Barak ed Epstein erano infatti molto più intensi e personali di quanto Barak abbia sempre dichiarato. Le email e le comunicazioni citate in diversi report descrivono “un legame di amicizia intima”, ben lontano dall’immagine di una conoscenza occasionale. Epstein discuteva con Barak questioni di politica estera, arrivando a suggerire pressioni e persino interventi militari contro Siria e Iran “nell’interesse della sicurezza israeliana”.
A corroborare la profondità del rapporto ci sono decine di visite di Barak nella townhouse di Epstein a Manhattan — documentate tra il 2013 e il 2017 — anni successivi alla condanna del 2008 per prostituzione minorile. Come ricordato dal Jerusalem Post, Barak fu fotografato all’ingresso della residenza. In alcuni report si cita anche la sua presenza sull’isola privata di Epstein nei Caraibi – presenza sempre negata dall’ex premier.
Negli ultimi anni Barak ha sostenuto che i contatti fossero legati a investimenti o progetti tecnologici. Ma la frequenza degli incontri e il tono delle comunicazioni emerse dai file delineano un quadro molto più stretto e informale di quello ammesso pubblicamente.
Il piano demografico e la logica della selezione
“Molti russi potrebbero stabilirsi in Israele senza che la conversione sia una precondizione”, afferma Barak nelle conversazioni rilanciate dai media statunitensi. Aggiunge poi che, “sotto la pressione sociale”, la seconda generazione si sarebbe comunque adattata. “Succederà — dice — e possiamo controllare la qualità.”
È un linguaggio che rimanda direttamente a criteri di selezione etnica e culturale, e che Barak collega alla storia migratoria del Paese. Dopo la nascita di Israele nel 1948 arrivarono centinaia di migliaia di ebrei dal Nord Africa e dal mondo arabo e musulmano: un flusso che l’ex premier descrive come una “necessità inevitabile”. Oggi, sostiene, Israele potrebbe “essere selettivo” e scegliere chi far entrare: “Possiamo facilmente assorbirne un altro milione”.
L’idea di convincere Putin a facilitare l’arrivo di un milione di immigrati russi si inserisce in questa visione: una politica demografica pensata per rafforzare numericamente la maggioranza ebraica e ridurre il peso politico e demografico della popolazione palestinese, tanto all’interno di Israele quanto in Cisgiordania.
L’ingegneria demografica, insomma, “come strumento complementare alla sicurezza nazionale”.
Queste parole riportano alla luce un tratto storico raramente discusso: la leadership ashkenazita israeliana ha spesso mostrato atteggiamenti di superiorità verso gli ebrei provenienti dai Paesi arabi e musulmani (mizrahì e sefarditi), trattati come culturalmente “inferiori” o “meno occidentali”.
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Forwarded from Pino Cabras
Dichiarazioni come quelle di Barak rendono questo retaggio visibile senza filtri, mostrando quanto la dimensione demografica resti un pilastro della strategia politica israeliana.

Da InsideOver
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QANON ITALIA (Original)
CAZZO, mi sono perso il SUPER BOWL e ancor peggio l'HALFTIME
RECENSIONE NEGATIVA 👆👆👆👆

Lo spettacolo dell'intervallo del Super Bowl è assolutamente terribile, uno dei peggiori di SEMPRE! Non ha senso, è un affronto alla grandezza dell'America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza. Nessuno capisce una parola di quello che dice quest'uomo, e il ballo è disgustoso, soprattutto per i bambini che guardano da tutti gli Stati Uniti e da tutto il mondo. Questo "spettacolo" è solo uno "schiaffo in faccia" al nostro Paese, che stabilisce nuovi standard e record ogni singolo giorno, tra cui il miglior mercato azionario e i migliori fondi pensione della storia! Non c'è nulla di motivante in questo pasticcio di spettacolo dell'intervallo e, guardarlo, riceverà ottime recensioni dai media che parlano di fake news, perché non hanno la minima idea di cosa stia succedendo nel MONDO REALE. E, a proposito, la NFL dovrebbe immediatamente sostituire la sua nuova ridicola regola del calcio d'inizio. RENDIAMO L'AMERICA DI NUOVO GRANDE! Presidente DONALD J. TRUMP

https://t.me/real_DonaldJTrump/18970
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