QANON ITALIA (Original)
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IL VIZIETTO DI NETANYAHU

E’ dal lontano 1996 che Benjamin Netanyahu ha scoperto quale grande aiuto gli possa dare il terrorismo jihadista. Anzi, sembra proprio che Netanyahu abbia il “potere” di generare attentati islamici ad hoc, ogni volta che ne ha bisogno politicamente.

Accadde nel ‘96, quando Netanyahu si candidò per la prima volta a governare il paese. Pur essendo molto indietro nei sondaggi rispetto al laburista Shimon Peres, Netanyahu approfittò di una serie provvidenziale di attentati jihadisti – a pochi giorni dalle elezioni - che fecero sterzare bruscamente il paese a destra, e lo fecero risalire velocemente nei sondaggi, fino a regalargli una vittoria inaspettata.

Accadde nuovamente nel ‘98, quando cercava disperatamente una scusa per non onorare gli accordi di Oslo, firmati qualche anno prima da Rabin. Nuovamente, una provvidenziale bomba al mercato di Gerusalemme gli offrì l’opportunità per accusare Arafat di non saper controllare i palestinesi, congelando così in modo permanente il processo di pace.

E poi accadde, naturalmente, il 7 ottobre del 2023. Attaccato da destra e da sinistra, Netanyahu stava per lasciare definitivamente la scena politica, per andare ad affrontare in tribunale diverse accuse di corruzione. Ma l’attacco di Hamas ai kibbutz israeliani gli fornì una splendida scusa per restare saldamente al potere, e rimandare all’infinito il suo incontro con la giustizia.

E ora che deve nuovamente affrontare le elezioni, con il rischio di perderle e di andare in galera, arriva provvidenziale questo nuovo “attentato di matrice islamica” (così lo ha definito il ministro Katz) al volo Dubai-Tel Aviv, nel quale hanno rischiato di perdere la vita dozzine di cittadini israeliani.

Sarà solo un caso, ma Netanyahu è stato prontissimo a recarsi all’aeroporto per accogliere di persona gli eroici passeggeri che hanno evitato la tragedia. Come se sentisse il bisogno, appunto, di ricordare al mondo quanto cattivo sia il terrorismo islamico, e quanto lui sia sempre pronto e presente a difendere i suoi compatrioti da questo male incurabile.

Male che lui stesso ha contribuito a creare – non dimentichiamolo - dal momento che il primo sostenitore di Hamas e della Jihad Islamica è stato proprio lui, fin dagli anni 90.

Massimo Mazzucco
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La situazione attuale in Francia: un preside viene cosparso di benzina. Scuole e veicoli vanno a fuoco, agenti di polizia e vigili del fuoco vengono aggrediti e durante le rivolte si arriva persino a usare acido cloridrico.

625 arresti, 119 feriti, 356 scuole coinvolte: questo è il bilancio attuale dei disordini che, a giudicare dalle immagini, vedono protagonisti studenti immigrati di seconda e terza generazione, i quali stanno alimentando e portando avanti l'escalation di violenza.

Ciò a cui assistiamo è pura furia distruttiva, che non colpisce soltanto innumerevoli istituti scolastici in tutto il Paese.

Mentre la Francia offre immagini che per certi versi ricordano scenari da guerra civile, il conflitto viene anche strumentalizzato politicamente: il governo accusa il partito di estrema sinistra LFI di alimentare le proteste.

Con l'Istituto per la Remigrazione, tali immagini diventeranno un ricordo del passato, poiché nessuno potrà più ignorare l'assoluta necessità di un'iniziativa globale di remigrazione.
https://x.com/remigrationinst/status/2105675501633171612?s=20
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Forwarded from In Telegram Veritas
Nel silenzio generale, in Romania, dopo il golpe elettorale firmato da Bruxelles nel 2024 e la successiva caduta del governo pro UE, l'ennesimo rigetto del candidato filo-europeista (Londra). Bucarest si dirige di nuovo verso le elezioni. Truccheranno anche queste?

Se ben ricordate, la Romania, membro della NATO e dell'UE, ha annullato le elezioni presidenziali del dicembre 2024, ufficialmente a causa di immaginarie interferenze russe a favore di Georgescu, un forte critico della NATO, di Bruxelles e del sostegno occidentale all'Ucraina.
Mentre non riescono a fare un governo e vanno di nuovo dritti verso le elezioni, un tribunale rumeno ha disposto la detenzione per Georgescu in attesa delle indagini per una frode mai esistita. Siccome c'è forte odore di elezioni, meglio tenere chi vincerebbe a mani basse e scasserebbe in un colpo solo NATO ed UE, in gattabuia.
Ci sono forti proteste in Romania, ovviamente silenziate dalla nostra "democrazia" e libera stampa.

A Londra e Bruxelles sono terrorizzati.
Regno Unito ,Germania, Spagna, Francia, Italia, Belgio, Romania: l'Europa è una pentola a pressione pronta ad esplodere.
Non riescono più in nessun modo ad avere consenso ed a mantenere il controllo della popolazione europea.

Fanno finta di non vedere il cartello davanti a loro che indica qualcosa di netto ed inequivocabile.

C'è solo scritto: "Capolinea".


france24.com

🔗 In_Telegram_Veritas
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Forwarded from The Age of Q
PUTIN SULL'UE: Un giornalista gli ha chiesto se fosse giunto il momento di smantellare l'UE e trattare con i singoli Stati.

La risposta di Putin? «Non ce n’è bisogno. Si disgregheranno da soli».

https://x.com/GlobalDiss/status/2105769810294378615?s=20
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Oggi non si tratta più di proteste studentesche. Si tratta di disordini organizzati da professionisti e guidati da deputati di "La France Insoumise".

Dobbiamo far approvare una nuova legge contro i facinorosi, affinché la partecipazione a disordini costituisca un reato chiaramente definito.

https://x.com/MLP_officiel/status/2105612628135498176
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Forwarded from The Age of Q
Questo è sempre stato il difetto fatale della rete finanziaria mondiale occulta del Sindacato criminale transnazionale, composta da banche, istituzioni finanziarie, portafogli crittografici, ecc.

LORO NON ISOLANO NULLA.

Non dispongono di una rete autonoma per trasferire i proventi dei prelievi bancomat attraverso il loro sistema finanziario, al fine di depositare o spendere i loro guadagni illeciti.

TUTTO SCORRE ATTRAVERSO GLI STESSI CANALI.

Non solo il denaro dei prelievi bancomat.
I proventi della droga.
I proventi della tratta di esseri umani.
Le vendite di petrolio e oro sul mercato nero.
Il traffico e il contrabbando di armi.
Il commercio sessuale.

TUTTO. SCORRE. ATTRAVERSO. LO. STESSO. CANALE.

E quando questo viene rintracciato, sì, L’INTERA RETE SI ILLUMINA. Si può VEDERE.

Bessent continua a dirglielo: VI VEDIAMO.

E mentre il Sindacato del Crimine Transnazionale va nel panico e si chiede quale delle loro istituzioni finanziarie sarà la prossima a subire la “pena di morte”, venendo cacciata a calci nel sedere dal sistema bancario statunitense, stanno spostando freneticamente i beni dalle entità che ritengono possano essere compromesse...

...e cadono dritto nella trappola che li attende.

Questo era il senso della rivelazione sulle “Isole Vergini Britanniche” che Bessent stesso ha reso pubblica circa un mese fa.

PENSAVANO che il Tesoro non fosse a conoscenza di quei conti nelle Isole Vergini Britanniche, dove MOLTO RECENTEMENTE avevano trasferito tutto quel denaro, sperando che Bessent & Co. [MUSK/DOGE] non lo stessero rintracciando.

SORPRESA! SORPRESA, STRONZI! SORPRESA!

L’intera rete mondiale che utilizzano per gestire tutti questi diversi tipi di transazioni e spostare questi beni e risorse in un “mondo nascosto” NON È PIÙ NASCOSTA.

Si sta arrivando al punto in cui NON OSANO più spostare nulla. Anche se fossero riusciti a vendere quegli esseri umani, o quella droga, o quelle armi, e i profitti di quell’attività criminale fossero proprio lì, non oserebbero provare a riciclarli attraverso i canali abituali.

Il loro mondo nascosto sta crollando.

Ed è una cosa meravigliosa...

https://x.com/drawandstrike/status/2105719943279116445
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💬Risposta del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin alla domanda del giornalista italiano Lorenzo Pacini, durante la sessione plenaria del XXIII incontro annuale del Club Internazionale di discussione «Valdaj», 1° ottobre 2026

❓Domanda: Vengo dall’Italia, Paese che attualmente non ha buoni rapporti con la Russia. In quanto europeo, vorrei chiederle: quali condizioni porrà la Russia per elaborare un nuovo sistema di sicurezza per i Paesi europei?

E, se immaginiamo un’Europa post-Unione Europea, lei la considererà come parte di un grande partenariato eurasiatico oppure, a suo avviso, Stati Uniti e Russia saranno sempre in competizione per questi territori? Grazie.

🎙️Vladimir Putin:

L’Italia si trova per l'appunto in Europa e io parlo di partenariato eurasiatico: va da sé, quindi, che considereremo e già consideriamo anche l’Italia un partner eurasiatico.

Che l’UE continui a esistere, che l’Italia resti o meno membro dell’UE, non è affar nostro. Noi non c'intromettiamo in queste faccende, non desideriamo neppure discuterne: sappiamo infatti che, in quello stesso istante, si direbbe che vogliamo disgregare l’UE, mentre noi non vogliamo disgregare un bel niente. Noi vogliamo soltanto costruire e cooperare.

Per quanto riguarda le condizioni per instaurare un dialogo, per rinnovare e ripristinare le relazioni con l’Europa nel suo complesso o con singoli Paesi europei, non abbiamo alcuna condizione preliminare. Alcuni politici dicono: "no, è inammissibile consentire che la Russia collabori con un singolo Paese, o con tutti o con nessuno; è inammissibile consentire che un singolo Paese europeo intraprenda un dialogo con la Russia". Questo è un diktat ancora più forte, persino, di quando c'era l’Unione Sovietica, questo già l'ho detto. A quei tempi, tuttavia, l'URSS era uno Stato unitario e le Repubbliche dell’Unione facevano parte di un unico Stato, che era davvero fortemente centralizzato. Nell’Unione Europea, in teoria, non sarebbe così, ma lo è in pratica. C'è qualcuno che vieta ai singoli Paesi d'instaurare relazioni con la Russia.

A noi non lo vieta nessuno, siamo pronti.

❓Fëdor Luk’janov: Forse, visto che lo vietano, converrebbe comunque contribuire un po’ alla loro disgregazione, così da trattare più facilmente coi singoli Paesi?

🎙️Vladimir Putin:
Ma non serve, si disgregheranno da soli.

Il nostro collega italiano lo sa meglio di noi. Infatti, tutti i problemi cominciano con l’economia. A quanto ammonta il debito pubblico italiano? Al 140%. E il deficit? […] Intorno al 3%. E in altri Paesi europei è più alto, talvolta è attorno al 5%.

Nel complesso, comprendiamo le difficoltà di carattere economico che si stanno creando e che già ci sono nei Paesi europei. Al riguardo ora non vogliamo né dire nulla, né criticare: come intendano costruire le loro relazioni è una faccenda dei singoli Paesi, dell’Europa unita e della Commissione europea.

A nostro avviso, molte cose sono state fatte e continuano a essere fatte in modo sbagliato, con gravi errori che hanno conseguenze negative per l’economia di tutti i Paesi europei […]. Sono i cittadini dei principali Paesi europei e delle principali economie a percepirlo direttamente sulla propria pelle. Infatti, il tenore di vita decresce e il numero dei disoccupati aumenta.

Questo, naturalmente, mina anche le fondamenta stesse dell'Unione Europea. Ma non è affar nostro, noi non c'intromettiamo.

Siamo pronti ad avviare un dialogo sia con l’Unione Europea nel suo complesso, se l’Unione Europea lo desidera, sia con singoli Paesi, senza condizioni preliminari. Ma di condizioni preliminari non devono essercene neppure da parte europea.
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Guardando quello che sta succedendo in Francia, con poliziotte che scappano seguite da mussulmani che urlano "ammazziamola", donne bruciate in faccia con lanciafiamme artigianali, ragazzine pestate a sangue, con altri che gli pisciano addosso...

...non posso che fare una riflessione sil femminismo, su quello che poteva essere e su come invece ci abbia messo tutti nella merda.

L'emancipazione femminile è stata lecita.

Pari diritti.

Ma, a parte il fatto che le donne non hanno mai capito che pari diritti equivalga anche a pari doveri, il femminismo ha finito per andare contro alle donne.

Un tempo la maternità e la cura della casa potevano essere viste come un ruolo sacro, una posizione di forza da cui pretendere rispetto e devozione.

Invece si è preferito liquidare tutto come oppressione e correre ad abbracciare il timbro del cartellino.

È curioso vedere come la "libertà" si sia tradotta nel rinunciare a un marito disposto a lavorare duro tutta la vita per la famiglia.

Al suo posto, molte donne hanno scelto di sottomettersi ad un boss.

Si è scambiato un marito con un capufficio.

E la crescita dei figli è diventata un intralcio logistico.

La vita "libera" è diventata produrre inutili powerpoint e report per dieci ore al giorno.

Per poi paga uno stipendio a qualcun altro perché cresca ed educhi i propri figli.

E comprare i pasti preparati da un bangladeshi con olio di scarto dai tagliandi delle macchine.

Devo però dire che sia stato un gran colpo per le aziende ed i governi: la forza lavoro è raddoppiata, i salari sono scesi e ci siamo convinti che l'esaurimento nervoso in ufficio sia molto più nobile della vita in famiglia. In più si pagano più tasse.

Sbaglio?

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⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia

Ormai da alcuni giorni, assistiamo sui media italiani a una campagna mediatica, innescata sulla scia dei quotidiani «Il Corriere della Sera», «La Stampa» e «La Repubblica», con cui si accusa la Russia d'incrementare la tensione, di menzionare l'impiego di armi nucleari contro la NATO in relazione alla situazione della regione di Kaliningrad.

Purtroppo, non è la prima volta in Italia che le dichiarazioni ferme e risolute della Russia, finalizzate a riportare alla realtà e a raffreddare gli animi surriscaldati da sentimenti revanscisti e militaristi, vengono interpretate come manifestazioni, da parte di Mosca, di «aggressività», «propaganda antioccidentale» e «minaccia ibrida».

Si vorrebbe consigliare ai sostenitori di siffatti approcci di non perdere il contatto con la realtà e di provare a valutare obiettivamente la situazione che – sotto il profilo della sicurezza – si sta delineando nello spazio europeo e, più in generale, in quello eurasiatico. La situazione continua a deteriorarsi e ciò avviene in primis per colpa della NATO e dell’Unione Europea, i cui leader non hanno remore a invocare la sconfitta strategica della Russia e la necessità di prepararsi a una guerra contro i russi, ad alimentare un clima da psicosi prebellica, a intimidire le proprie popolazioni, a promuovere esercitazioni militari basate su scenari specifici diretti contro la Russia e le sue regioni, a incoraggiare le cosiddette missioni nucleari congiunte e i piani per dispiegare armi nucleari in diversi Paesi ai confini della Russia. Tutto ciò ci costringe a prendere molto sul serio le minacce provenienti dall’Europa occidentale. È opportuno ricordare che proprio da qui si è abbattuta sul mondo e sull’umanità la tragedia di due guerre mondiali.

Che la Russia, in modo chiaro e inequivocabile, specifichi le potenziali modalità di risposta alla pressione politico-militare di Bruxelles e di alcune capitali dell’UE non costituisce un’escalation, né una minaccia, né, tanto meno, un bluff. È un richiamo al fatto che la Russia, al pari di qualsiasi altro Paese che si rispetti, è determinata e pronta a difendere la propria sovranità e integrità territoriale con i mezzi che riterrà più efficaci.

Per quanto riguarda la regione di Kaliningrad, tenuto conto della sua particolare posizione geografica e della sua rilevanza geopolitica, la risposta a qualsiasi azione aggressiva, da chiunque provenga, tanto più dalla NATO, dall’UE o da Stati appartenenti a tali congregazioni, potrà prevedere l’utilizzo di tutti i mezzi disponibili.

Stando a siffatto sviluppo degli eventi, è assai elevato il rischio di uno scontro armato, con la possibilità di attacchi preventivi – fin dalle prime fasi del conflitto – ai centri decisionali dei Paesi dell’Alleanza. Ed è proprio questo lo scenario che la Russia cerca con ogni mezzo possibile di prevenire, spiegando con chiarezza la propria posizione riguardo alla questione della regione di Kaliningrad e ai rischi per la sicurezza che, in tal senso, vengono creati dagli Stati occidentali.
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Riguardo alla storia dell'aereo israeliano: (È una vicenda assurda e intricata)
Dunque, il Presidente Trump racconta la storia — "secondo Bibi" (e Trump precisa che potrebbe non essere vera) — secondo cui l'eroe sarebbe stato un idraulico ebreo.
A quanto pare esiste un famoso spettacolo di Broadway, molto noto a New York (la città di Trump), intitolato Jewtopia; la trama ruota attorno a un idraulico gentile che mente alla famiglia della sua fidanzata ebrea dicendo di essere ebreo, e si vede costretto a fingersi medico perché nessuno crederebbe mai che un ebreo faccia l'idraulico.
Si tratta, a quanto pare, di un vecchio stereotipo newyorkese che affonda le radici nell'Europa dell'Est, dato che la figura dell'idraulico ebreo è praticamente inesistente.
Quindi, quando Trump parla di un "idraulico ebreo", credo intenda dire che l'intera storia è una sciocchezza, proprio perché gli idraulici ebrei non esistono.

https://t.me/StormIsUponUsJM/15265
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Piccola considerazione personale

Nei tanti video dei disordini degli studenti in Francia ho visto sì tanti arresti di ragazzi ma sono TUTTI BIANCHI, soprattutto ragazze

DI NERI E COLOR CAPPUCCINO NEMMENO L'OMBRA, eppure nei video delle distruzioni ci sono praticamente SOLO LORO

NON CAPISCO, O FORSE SÌ
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SILVER

E guarda caso visto che parla di "RISORSE" non si apre la presentazione del video

https://youtu.be/KiGiPhspqcQ?is=ytymTZ-rLVozKvpc
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COME COSTRINGERE L'UNIONE CRIMINI EUROPEA A CONTATTARE PUTIN MENDICANDO OGNI SINGOLA GOCCIA DI PETROLIO SENZA DIRGLI "FALLO"

Oltre all'America e la Cina che dalla prossima settimana chiuderà anche lei i rubinetti non credo che all'UCE sino rimasti tanti posti per reperire benzina, gasolio e gas prima dell'inverno e lo ZIO ringrazia, se invece non lo faranno continuando a bombardare coi droni le raffinerie russe e gli Stati membri si accoderanno a questa IDIOCRAZIA credo che scoppieranno rivolte un po ovunque e a quel punto assisteremo ad una gigantesca IMPLOSIONE


«L'Europa ha appena concordato di rilasciare un'enorme quantità delle sue ingenti scorte di gasolio. Il processo inizierà immediatamente...» – Presidente Donald J. Trump


https://x.com/WhiteHouse/status/2106025179344445606
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SE ESISTESSE LA SCUOLA DELL'INTELLIGENZA UNA CERTA PERCENTUALE DI NOI ITALIANI DOVREBBE ESSERE COSTRETTA A FREQUENTARLA

L’analista degli emirati arabi 🇦🇪 Amjad Taha commenta le misure del governo italiano 🇮🇹 per il divieto di burqa e niqab a scuola:

Italia, non chiedere mai scusa per essere l’Italia. Tu sei Roma. Dante. Leonardo. Michelangelo. Galileo. Verdi. Sei il marmo trasformato in bellezza, le rovine trasformate in memoria e secoli di civiltà che ancora oggi fanno fermare il mondo ad ammirarti.

Quindi, quando Giorgia Meloni sostiene che l’Italia abbia il diritto di difendere la propria identità e di richiedere che i volti restino visibili nelle scuole, giudicate questa posizione per ciò che realmente sostiene.
E da arabo musulmano, non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani e più araba degli arabi. Paesi a maggioranza musulmana come l’Egitto e la Tunisia hanno imposto restrizioni sul fatto che i bambini possano coprirsi il volto nelle scuole.

Allora perché, se in una scuola italiana si richiede che un insegnante possa vedere il volto di uno studente, questo dovrebbe improvvisamente essere considerato ostilità verso l’Islam?

Non potete pretendere che l’Italia sia più permissiva, sul piano religioso, degli stessi Paesi musulmani e poi definire gli italiani intolleranti semplicemente perché pongono delle domande.
No, proteggere le vostre scuole non è «islamofobia». Contrastare l’estremismo islamista non è «islamofobia».

I Fratelli Musulmani hanno creato il termine «islamofobia» per impedire alla vostra democrazia di criticare gli islamisti radicali e per indurvi a chiamare un terrorista «attivista».

La parola «islamofobia» non deve mai diventare un telecomando con un tasto “muto” per ogni discussione scomoda sull’islamismo.

È qui che una parte della sinistra italiana capovolge clamorosamente la questione: nel tentativo di dimostrare a tutti i costi la propria tolleranza, rischia di trattare l’identità stessa dell’Italia come l’unica identità che debba continuamente chiedere scusa. Non spetta ai Fratelli Musulmani stabilire i confini del dibattito europeo.

Perché state cercando di avere più estremisti musulmani del Medio Oriente?

L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana.

L’Italia non è «Italianistan».
È l’Italia. Bella. Antica. Fiera. Libera. Roma è sopravvissuta agli imperi. L’Italia non dovrebbe avere paura delle etichette.

https://x.com/itsmeback_/status/2105907965513408564
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Forwarded from In Telegram Veritas
Considerato lo stallo in Iran, per abbassare i prezzi sul mercato l'asse sovranista ordina a Londra di rilasciare le riserve strategiche di petrolio e gasolio

In Iran, la City con il proprio pupazzo chiamato Pasdaran, non accetta nessun accordo di pace con gli USA e ricatta il mondo aumentando i prezzi dei carburanti e del gas in modo ingiustificato pur non riuscendo, come da programma, a far arrivare a 200$ il Brent.

Parte quindi la strategia sovranista dell'apnea.
Gli Stati Uniti bloccano il traffico su Hormuz per vedere quanti miliardi di dollari al giorno è disposta a perdere Londra.
Non a caso dalla Repubblica Islamica ultimamente è arrivata una ridicola offerta di sblocco di 7 giorni dello Stretto per poi partire con le trattative.
Segno che il deep state sta sanguinando, dollari.

A questo punto Trump minaccia l'altro fantoccio di Londra, Bruxelles, di chiudere le esportazioni di gasolio. Paventando nel caso, viste le tensioni nei vari Stati europei, vere e proprie rivolte sociali nel Vecchio Continente.
La City abbassa immediatamente la testa e ordina a Macron di aprire prima di ieri i rubinetti delle riserve.

Mossa forzata ed obbligata che cattura una pedina all'avversario.
Londra-Parigi tirano fuori la scialuppa di sicurezza per evitare di implodere.

Ma l'implosione, è solo ritardata.

greenreport.it
borsaitaliana.it

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