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Lockdown, mascherine, tamponi, green pass, effetti avversi! Vogliamo realizzare un documentario che faccia chiarezza sui tre anni di stato di emergenza covid.
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#Invisibili #PaoloCassina #Playmastermovie #AlessandroAmori
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Lo spiegherò anche se non mi pare così complicato arrivarci da soli. In effetti, lo spiegherò perché mi diverte spiegarlo, che poi capiate o meno sono affari vostri e mi riguarda poco.
Anzitutto: un canale telegram, come una pagina facebook o un altro “canale” in un social, non sono il metro della democrazia o dell’espressione del libero pensiero. Sono canali e profili che qualcuno mette in piedi e in cui esprime le sue opinioni, con l’opzione di permettere ad altri di commentarle, selezionare chi può farlo e chi no, oppure proprio non dare questa opportunità.
I canali ufficiali di enti e istituzioni pubbliche, o anche private che svolgono funzioni pubbliche, devono mantenere livelli elevati di trasparenza e partecipazione del pubblico. Ma quando si parla di profili e canali di semplici individui, siano calciatori, saggisti o disoccupati, non vige alcun impegno nel garantire la partecipazione del pubblico.
Infatti, in un social network, la democrazia o la libertà di espressione non sono garantite dalle policy dei singoli canali: sono garantite dal fatto che chiunque possa creare un canale, e lo sono quando qualsiasi canale ha la stessa accessibilità e visibilità di qualsiasi altro. Il problema dunque sorge quando un canale viene reso inaccessibile, o censurato, o chiuso, dai proprietari del sistema, non quando all’interno di un canale taldeitali banna i commenti che non gli piacciono. Ciascuno nei propri canali può fare quel che gli gira: accettare critiche o no, far entrare solo femmine o solo biondi o solo trans o solo balbuzienti: son scelte sue e non minacciano la democrazia né la libertà di espressione a meno che quel canale diventi il luogo in cui, che so, si decide di fatto chi va al governo. Ma non è il caso dei miei spazi virtuali, grazie al cielo.
Ciò detto, io nei miei spazi esprimo quel che mi va di esprimere, e lascio la possibilità a tutti di visualizzare e anche commentare, incluse opinioni che non condivido e non apprezzo, nella speranza che mi offrano spunti di riflessione e nella misura in cui, molto semplicemente, non mi diano fastidio. Se mi danno noia, che sia perché litigano o insultano me o altri utenti, che sia perché mi sembrano paranoici, che sia perché semplicemente mi irritano, che sia perché sono degli idioti loro o perché sono stronzo io, non cambia: non li voglio nei miei spazi. Si facciano un loro canale in cui fare tutte queste cose che a me danno fastidio quanto gli pare. Nel mio spazio non lo gradisco, dunque non lo consento.
Simple as that.
Anzitutto: un canale telegram, come una pagina facebook o un altro “canale” in un social, non sono il metro della democrazia o dell’espressione del libero pensiero. Sono canali e profili che qualcuno mette in piedi e in cui esprime le sue opinioni, con l’opzione di permettere ad altri di commentarle, selezionare chi può farlo e chi no, oppure proprio non dare questa opportunità.
I canali ufficiali di enti e istituzioni pubbliche, o anche private che svolgono funzioni pubbliche, devono mantenere livelli elevati di trasparenza e partecipazione del pubblico. Ma quando si parla di profili e canali di semplici individui, siano calciatori, saggisti o disoccupati, non vige alcun impegno nel garantire la partecipazione del pubblico.
Infatti, in un social network, la democrazia o la libertà di espressione non sono garantite dalle policy dei singoli canali: sono garantite dal fatto che chiunque possa creare un canale, e lo sono quando qualsiasi canale ha la stessa accessibilità e visibilità di qualsiasi altro. Il problema dunque sorge quando un canale viene reso inaccessibile, o censurato, o chiuso, dai proprietari del sistema, non quando all’interno di un canale taldeitali banna i commenti che non gli piacciono. Ciascuno nei propri canali può fare quel che gli gira: accettare critiche o no, far entrare solo femmine o solo biondi o solo trans o solo balbuzienti: son scelte sue e non minacciano la democrazia né la libertà di espressione a meno che quel canale diventi il luogo in cui, che so, si decide di fatto chi va al governo. Ma non è il caso dei miei spazi virtuali, grazie al cielo.
Ciò detto, io nei miei spazi esprimo quel che mi va di esprimere, e lascio la possibilità a tutti di visualizzare e anche commentare, incluse opinioni che non condivido e non apprezzo, nella speranza che mi offrano spunti di riflessione e nella misura in cui, molto semplicemente, non mi diano fastidio. Se mi danno noia, che sia perché litigano o insultano me o altri utenti, che sia perché mi sembrano paranoici, che sia perché semplicemente mi irritano, che sia perché sono degli idioti loro o perché sono stronzo io, non cambia: non li voglio nei miei spazi. Si facciano un loro canale in cui fare tutte queste cose che a me danno fastidio quanto gli pare. Nel mio spazio non lo gradisco, dunque non lo consento.
Simple as that.
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Israele, Hamas, popoli e governi, guerre ed emergenzeh: qualche riflessione in più approfondita da Giuseppe Masala e Stefano Re nell'approfondimento di casa del Sole TV.
https://www.youtube.com/watch?v=pt8__aM5N_Q
https://www.youtube.com/watch?v=pt8__aM5N_Q
YouTube
Levante 11.10.23 Chi tocca i bambini non sarà perdonato
Chi tocca i bambini non sarà perdonato
Con Giuseppe Masala e Stefano Re
conduce Margherita Furlan
Levante, l’alba di un nuovo giorno
È oggi, più che mai, necessario un nuovo uomo. Per uscire dal buio e restare lucidi insieme, aiutaci a divulgare consapevolezza.…
Con Giuseppe Masala e Stefano Re
conduce Margherita Furlan
Levante, l’alba di un nuovo giorno
È oggi, più che mai, necessario un nuovo uomo. Per uscire dal buio e restare lucidi insieme, aiutaci a divulgare consapevolezza.…
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Quindi se[1] gli arabi di Hamas[2] decapitano bambini israeliani, siamo di fronte a neonazisti asintomatici che meritano bombe sui civili, ma quando gli ucraini indossano la svastica e celebrano il nazismo si tratta di eroica militanza partigiana un filo aromatizzata che merita rifornimenti di armi e munizioni e magari una bella mostra in centro a Milano.
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1. e sottolineo “se”. Mentre la stessa Israele non conferma affatto questo ipotetico massacro, io ricordo pacatamente sale ostetriche immaginarie con immaginari neonati lasciati crepare da immaginari crudeli miliziani di Saddam testimoniati da una FINTA infermiera ma VERA figlia dell’ambasciatore americano in Kuwait.
2. Chi ha creato Hamas, che non ricordo bene? Quegli stessi che han creato Al Qaeda, ISIS e compagnia cantante… aspetta, era mica stata rea confessa la CIA?
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1. e sottolineo “se”. Mentre la stessa Israele non conferma affatto questo ipotetico massacro, io ricordo pacatamente sale ostetriche immaginarie con immaginari neonati lasciati crepare da immaginari crudeli miliziani di Saddam testimoniati da una FINTA infermiera ma VERA figlia dell’ambasciatore americano in Kuwait.
2. Chi ha creato Hamas, che non ricordo bene? Quegli stessi che han creato Al Qaeda, ISIS e compagnia cantante… aspetta, era mica stata rea confessa la CIA?
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Forwarded from Porto X (Valentino Infuso)
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Succede a Porto-X, quando passa a trovarci Nicole Ciccolo
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