Si avvicina il PORTOFESTIVAL DI CAPODANNO
Quanto sia magico Porto-X chi mi segue lo ha già capito di sicuro, ma per questa maratona di fine d'anno al Porto approderanno un sacco di persone davvero speciali, tra cui Syusy Blady, Nicole Ciccolo, Alessia Susani, Alessandro Fusillo, Fabio Frabetti, Roberto Quaglia... e avremo concerti e spettacoli teatrali a non finire.
Chi vuole festeggiare con tutti noi può prenotare e trova tutte le info a questo link: https://www.porto-x.com/eventi/portofestival-capodanno-a-porto-x/
Quanto sia magico Porto-X chi mi segue lo ha già capito di sicuro, ma per questa maratona di fine d'anno al Porto approderanno un sacco di persone davvero speciali, tra cui Syusy Blady, Nicole Ciccolo, Alessia Susani, Alessandro Fusillo, Fabio Frabetti, Roberto Quaglia... e avremo concerti e spettacoli teatrali a non finire.
Chi vuole festeggiare con tutti noi può prenotare e trova tutte le info a questo link: https://www.porto-x.com/eventi/portofestival-capodanno-a-porto-x/
Porto X
PortoFestival di Capodanno a Porto X - Porto X
Musica, Teatro, Cinema e divulgazione, fuoco, cibo, vino e danze, Festa celtica di mezzo inverno, Gran concerto e cenone di fine anno, e il più grande talk show dell’anno: “Razza schiava” Se sei già informato e vuoi prenotare per gli eventi in programma…
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Domani a Roma, a chi interessi, aprirò i lavori del pomeriggio con un intervento sul tramonto dell'occidente e il passaggio dallo stato di diritto allo stato d'emergenza.
Anzi, d'emergenzah.
LA CASA DEL SOLE TV Presenta PRIMO FORUM DI GEOPOLITICA LA NUOVA SCACCHIERA
Roma 2 dicembre 2023 Sala Capranichetta, Piazza di Montecitorio, 125
Ore 10.30 Tavola rotonda COMPLESSITÀ MULTIPOLARE Angelo D’Orsi, Professore di Storia del pensiero politico Alberto Bradanini, ex Ambasciatore Cina e Iran Pepe Escobar, giornalista, analista geopolitico Antonio Mazzeo, giornalista d’inchiesta Elena Basile, scrittrice, ex Ambasciatrice Belgio e Svezia Luisa Morgantini, già vicepresidente Parlamento Europeo, AssoPacePalestina Modera Margherita Furlan, giornalista Ore 15.00 Pièce teatrale SPEZZA LE TAVOLE SENZA LEGGE! di e con Tommaso Minniti, musiche di Johannes Bickler Ore 17.00 Tavola rotonda ATTRAVERSO LA FRONTIERA Stefano Re, scrittore Sara Reginella, documentarista e psicologa Margherita Furlan, giornalista Roberto Quaglia, scrittore Modera Domenico D’Amico, economista
Anzi, d'emergenzah.
LA CASA DEL SOLE TV Presenta PRIMO FORUM DI GEOPOLITICA LA NUOVA SCACCHIERA
Roma 2 dicembre 2023 Sala Capranichetta, Piazza di Montecitorio, 125
Ore 10.30 Tavola rotonda COMPLESSITÀ MULTIPOLARE Angelo D’Orsi, Professore di Storia del pensiero politico Alberto Bradanini, ex Ambasciatore Cina e Iran Pepe Escobar, giornalista, analista geopolitico Antonio Mazzeo, giornalista d’inchiesta Elena Basile, scrittrice, ex Ambasciatrice Belgio e Svezia Luisa Morgantini, già vicepresidente Parlamento Europeo, AssoPacePalestina Modera Margherita Furlan, giornalista Ore 15.00 Pièce teatrale SPEZZA LE TAVOLE SENZA LEGGE! di e con Tommaso Minniti, musiche di Johannes Bickler Ore 17.00 Tavola rotonda ATTRAVERSO LA FRONTIERA Stefano Re, scrittore Sara Reginella, documentarista e psicologa Margherita Furlan, giornalista Roberto Quaglia, scrittore Modera Domenico D’Amico, economista
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Media is too big
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💥 Arriva il PortoFestival 💥
Per info e prenotazioni:
https://www.porto-x.com/eventi/portofestival-capodanno-a-porto-x/
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Forwarded from Esame di Realtà
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❤️ LA CANZONE DI NATALE 2023 ❤️ - Mandatela ai vostri cari e magari per dispetto anche ai vostri meno cari. 😇
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🔴 😱 https://t.me/EsameDiRealta
🔥 Segui Esame di Realtà per districarti nelle nebbie allucinogene della propaganda
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Dopo 78 giorni di bombardamenti da parte di Israele, la municipalità di Gaza annuncia ieri il collasso totale dei servizi essenziali ai cittadini. Un'intera popolazione, civili, donne, bambini, anziani e malati sotto le bombe, senza acqua, energia, cibo, cure.
Ma il mostro invasore è Putin.
#LaParteGiusta
Ma il mostro invasore è Putin.
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Il punto secondo me non è la provocazione, né la rilettura stravolgente dell’icona cultural-religiosa. Il punto è chi, e perché.
Mi spiego: un artista che dipinga una scena considerata iconicamente sacra, stravolgendola con elementi che ne violino o appunto stravolgano il senso persino in modo offensivo, a mio vedere non commette un crimine culturale – anzi, fa il suo lavoro di provocazione, di stimolo e di allenamento. Aiuta lo spettatore ad allargare i propri margini, ad uscire da gabbie percettive e catene tradizionali che inevitabilmente cessano di essere visibili. L’artista che provoca scuote l’albero, insomma, svecchiando il quadro percettivo generale, offrendo opzioni di differenziazione. Dunque, ben venga la provocazione artistica o culturale, anche feroce, anche dissacrante. E ben venga la discussione che ne segue, completa di indignazione e di celebrazione, di spinta al cambiamento e difesa delle ancore, perché questo è ciò che l’arte dovrebbe stimolare quando esprime forza.
Ma qui non siamo di fronte a una espressione artistica, ad una provocazione culturale. Siamo di fronte a un manifesto politico, di un partito politico. Che sceglie, nel suo manifesto, di violentare l’iconografia cristiana della sacra famiglia schiaffandovi all’interno nuovi e diversi modelli di famiglia che ormai da anni vengono imposti in un coro mediatico reso ancora più grottesco dalla sua bassa efficacia, poiché le masse continuano a rifiutarne l’accettazione. Quando un movimento politico si permette di violentare le icone culturali di un popolo, normalmente si è di fronte a un partito di rottura, di estremo cambiamento, un partito rivoluzionario. In questo caso invece siamo di fronte ad un partito di sistema che più di sistema non si può, che predica il raggiungimento del massimo livello di irreggimentazione possibile, con fin nel nome l’idea di un potere superiore, una figura paterna simbolica e remota cui piegarsi. Questo è il punto davvero offensivo di questa operazione di propaganda. Un partito di sistema che si traveste da movimento innovativo e controculturale.
Come già in molti altri aspetti della propaganda di modificazione percettiva di massa in corso d’opera, il paradosso è solo apparente: la rottura innovativa è solo un abito tagliato su misura, un modo di controllare per intero il tavolo da gioco. Un po’ come se un giocatore pretendesse di essere sia maggioranza che opposizione, di giocare sia da un lato del campo che da quello opposto. Così facendo, il sistema assorbe ogni possibile impulso al cambiamento e la traduce in una spinta a correre in tondo nello stesso cortile, restando ancorati alla stessa catena, senza in realtà andare da nessuna parte. Sterilizza e inaridisce ogni possibilità di trasformazione evolutiva e spontanea, convogliando in mutamenti forzati, innaturali e forzosi ogni potenzialità presente in una popolazione. E questo io lo considero l’esatto contrario della potenzialità espressa dalla provocazione artistica. Anziché stimolo e spunto evolutivo, è il suo contrario. Il sistematico svuotamento e la programmata degradazione di ogni anelito al cambiamento, all’evoluzione. Ai miei occhi, un vero e proprio atto criminale.
Chissà se un giorno, magari persino un giorno non così lontano, i responsabili di questi atti criminali dovranno risponderne, davanti a qualche tribunale che conosciamo, o uno che ancora non conosciamo.
Mi spiego: un artista che dipinga una scena considerata iconicamente sacra, stravolgendola con elementi che ne violino o appunto stravolgano il senso persino in modo offensivo, a mio vedere non commette un crimine culturale – anzi, fa il suo lavoro di provocazione, di stimolo e di allenamento. Aiuta lo spettatore ad allargare i propri margini, ad uscire da gabbie percettive e catene tradizionali che inevitabilmente cessano di essere visibili. L’artista che provoca scuote l’albero, insomma, svecchiando il quadro percettivo generale, offrendo opzioni di differenziazione. Dunque, ben venga la provocazione artistica o culturale, anche feroce, anche dissacrante. E ben venga la discussione che ne segue, completa di indignazione e di celebrazione, di spinta al cambiamento e difesa delle ancore, perché questo è ciò che l’arte dovrebbe stimolare quando esprime forza.
Ma qui non siamo di fronte a una espressione artistica, ad una provocazione culturale. Siamo di fronte a un manifesto politico, di un partito politico. Che sceglie, nel suo manifesto, di violentare l’iconografia cristiana della sacra famiglia schiaffandovi all’interno nuovi e diversi modelli di famiglia che ormai da anni vengono imposti in un coro mediatico reso ancora più grottesco dalla sua bassa efficacia, poiché le masse continuano a rifiutarne l’accettazione. Quando un movimento politico si permette di violentare le icone culturali di un popolo, normalmente si è di fronte a un partito di rottura, di estremo cambiamento, un partito rivoluzionario. In questo caso invece siamo di fronte ad un partito di sistema che più di sistema non si può, che predica il raggiungimento del massimo livello di irreggimentazione possibile, con fin nel nome l’idea di un potere superiore, una figura paterna simbolica e remota cui piegarsi. Questo è il punto davvero offensivo di questa operazione di propaganda. Un partito di sistema che si traveste da movimento innovativo e controculturale.
Come già in molti altri aspetti della propaganda di modificazione percettiva di massa in corso d’opera, il paradosso è solo apparente: la rottura innovativa è solo un abito tagliato su misura, un modo di controllare per intero il tavolo da gioco. Un po’ come se un giocatore pretendesse di essere sia maggioranza che opposizione, di giocare sia da un lato del campo che da quello opposto. Così facendo, il sistema assorbe ogni possibile impulso al cambiamento e la traduce in una spinta a correre in tondo nello stesso cortile, restando ancorati alla stessa catena, senza in realtà andare da nessuna parte. Sterilizza e inaridisce ogni possibilità di trasformazione evolutiva e spontanea, convogliando in mutamenti forzati, innaturali e forzosi ogni potenzialità presente in una popolazione. E questo io lo considero l’esatto contrario della potenzialità espressa dalla provocazione artistica. Anziché stimolo e spunto evolutivo, è il suo contrario. Il sistematico svuotamento e la programmata degradazione di ogni anelito al cambiamento, all’evoluzione. Ai miei occhi, un vero e proprio atto criminale.
Chissà se un giorno, magari persino un giorno non così lontano, i responsabili di questi atti criminali dovranno risponderne, davanti a qualche tribunale che conosciamo, o uno che ancora non conosciamo.
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