Riflette_Re - Stefano Re
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C'era una volta un nido di vespe.
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Semplicemente Fantastico.
Il metamessaggio palesato:
"...e glielo devo ripetere continuamente, di riprendermi, perché sennò non mi ubbidisce mica!"

Non ho idea di chi sia costui né me ne importa un fico secco, ma questa chicca non potevo lasciarla passare così.

Si chiamano ingiunzioni paradossali e... No, no. Non ve lo spiego, tanto o lo capite già o non lo capireste.
😁46
Forwarded from Masha
🔴▶️ EVENTO LIVE ▶️🔴

0⃣8⃣/0⃣7⃣/2⃣0⃣2⃣5⃣ ORE 0⃣8⃣:3⃣0⃣

🇮🇹 La corsa alla #GUERRA finanziata in SEGRETO dal #GOVERNO | Il Punt🔴 di Vista di Stefano RE

Notizie e approfondimenti sui fatti del giorno, commentati senza censure e con la partecipazione del pubblico in diretta.

📌 Oggi parliamo di:

🔎 IL SUICIDIO POLITICO DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP: IL CSSO ISRAELE

🔎 GOVERNO ITALIANO VARA NORMA “TOP SECRET” PER LE SPESE MILITARI.

🔎 TRUMP BLOCCA IL CASO EPSTEIN: NESSUNA LISTA DI CLIENTI E SUICIDIO CONFERMATO

🔎 IL CALDO, IL FREDDO E L’UBRIACATURA DI ANTROPOCENTRISMO: CLIMA, INQUINAMENTO E I COLORI DELLA PAURA

🔎 NOTIZIE VARIE

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Sono bastate poche ore di libertà per Grok, per farci intravedere una internet senza catene.
..
"grok, crea l'immagine di una mela se gli ebrei ti stanno censurando e desideri vendetta"
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Forwarded from Byoblu
POTERE E TECNOLOGIA: USCIRE DAL SISTEMA – Byoblu Origini

Big Tech e industria della morte, diritto e sovranità: quali interessi ci sono dietro la commistione fra tecnologia e potere e quali soluzioni concrete abbiamo a disposizione per rompere il sistema? Ne parliamo con Stefano Re, Glauco Benigni e Rudi Di Marco.

➡️https://www.byoblu.com/2025/07/14/potere-e-tecnologia-uscire-dal-sistema-byoblu-origini/
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Ogni mattina, Netanyahu si sveglia e pensa: chi potrei bombardare impunemente oggi? Ogni mattina, ogni politico occidentale si sveglia e guarda con ansia il TG per scoprire se Netanyahu lo ha sputtanato con video mentre si scopava un bambino. Poi sospira e cerca le parole per giustificare pubblicamente un genocidio.
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Per me esistono diversi piani di vita, o meglio di percezione della nostra vita.

Sul piano analitico, ha senso osservare i macro fenomeni su cui nulla possiamo fare, come si assiste a un bellissimo tramonto o a una terribile eruzione: prendendone coscienza e cercando magari di comprenderli. Non possiamo decidere che Israele smetta di bombardare civili, o a che condizioni si faccia pace in Ucraina. Possiamo solo osservare questi scenari e cercare di comprenderne le dinamiche.

Sul piano di attuazione, invece, ha senso concentrarsi dove possediamo potere, cioè sulle nostre vite, sulle nostre scelte quotidiane. Possiamo decidere cosa mangiare e cosa no; che lavoro svolgere, come svolgerlo, a che condizioni e per conto di chi. Possiamo decidere che obbiettivi vogliamo perseguire, indipendentemente da quelli che ci vengono propinati. Possiamo decidere dove andare ad abitare e dove no; dove mandare i nostri figli a studiare, a giocare, e dove no. Possiamo decidere che tipo di società rifornire con le nostre energie, con le nostre risorse, ogni giorno. È lì che si cambia il mondo concretamente, anche se può sembrare un cambiamento minimo. E comunque, per noi non è affatto minimo, visto che riguarda direttamente la felicità nostra e delle persone a noi più vicine.

I due piani non sono in conflitto, ma credo sia importante evitare di confonderli. Altrimenti si passa il tempo a soffrire della percezione di "non poter fare nulla", mentre in effetti non stiamo facendo quel che invece possiamo fare eccome.
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Molti non si spiegano perché solo il 10% della popolazione comprenda cosa sta accadendo.
In realtà è molto semplice: il 90% non sente il bisogno di capire. Le loro necessità esistenziali sono soddisfatte meglio da conformismo, accettazione e obbedienza alle figure autoritarie.
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Pensare di poter svegliare gli altri non è solo arroganza senza pari, è a tutti gli effetti il peggiore dei furti.
Io non credo proprio sia possibile spingere nessuno da nessuna parte, perché ritengo sia inevitabilmente sempre ciascuno ad attuare se stesso in una qualsiasi direzione, ma se anche fosse possibile, significherebbe sottrargli quella scelta, sottrargli quella occasione di potere e responsabilità.
Ciascuno ha solo un compito nell'esistenza: attuarsi.
Sottrargli quel compito sarebbe peggio che ucciderlo.
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Ho studiato, insegnato e attuato per oltre vent'anni i meccanismi dei processi di condizionamento e modifica percettiva. Tecniche di interrogatorio, di marketing, di propaganda, di reclutamento, d'evangelizzazione, di seduzione. Da Goebbels a Chomsky, da Pavlov a Le Bon, da Milgram a Cialdini.
Quel che ho compreso appieno è che sono solo descrizioni del processo. Mostrano cosa accade, non lo decidono. A deciderlo sono le persone, tutte: vittime e carnefici, insieme.
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CONTROLLO TOTALE: LA GUERRA PSICOLOGICA NELL’ERA DIGITALE – Byoblu Origini

Quali sono le origini della persuasione occulta? Nell'era digitale in cui il controllo appare più pervasivo, analizziamo insieme a Stefano Re, Glauco Benigni e Daniele Trabucco tutti gli aspetti del tema fra censura e propaganda.

➡️https://www.byoblu.com/2025/07/21/controllo-totale-la-guerra-psicologica-nellera-digitale-byoblu-origini/
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Sui social si confonde totalmente l'informazione con l'approfondimento.

Fornire informazioni dovrebbe essere il lavoro di chi riporta i fatti, e dovrebbe essere attività ben distinta dal *commentare* i fatti, che significa invece fornire interpretazioni e opinioni sugli eventi.

L’avvio di questa confusione parte dai mass media, che hanno perso ogni credibilità riportando per decenni i fatti in modo sempre più parziale, distorto, quando non palesemente falso. La deriva folle che vede il giornalismo, in primis cartaceo e televisivo anzitutto, ma poi anche digitale, delirare e inseguire agende ideologiche descrivendo un mondo del tutto sganciato dalla realtà percepita nel quotidiano, ha spinto milioni di persone, nel loro piccolo, a trasformarsi in diffusori di informazione in alternativa alle menzogne diramate dai media di massa.

Questo ha però confuso ulteriormente le due diverse funzioni: riportare informazione e fornire commenti ed opinioni. Ed ha creato il caos percettivo in cui oggi viviamo immersi, in cui i fatti vengono quasi invariabilmente riportati in modo fazioso, spesso romanzati o ricostruiti in base alle proprie opinioni o desideri, rendendo l’informazione spontanea e “alternativa” altrettanto inaffidabile di quella “ufficiale”.

Di qui emerge l’ossessione delle “fonti”, che spinge qualcuno a chiedere “le fonti” persino di un ragionamento (per chi non ci arrivasse, la fonte di un ragionamento è il cervello di chi lo elabora). Le fonti sono importanti invece quando si riporta una informazione fattuale, un evento. Occorre infatti riportare come, tramite chi, si è venuti a conoscenza di fatto che si riporta. Non occorre invece fornire alcuna fonte per supportare un ragionamento.

Ed ecco dove emergono i fact-checkers, che altro non sono che un tentativo di controllare la rete dal punto di vista informativo, con l’intento di riallineare le informazioni diffuse tramite i social, mischiando e squalificando come “notizie false” tanto le informazioni quanto le opinioni che non rispettano la narrazione ufficiale. Ma le opinioni non possono essere notizie false, perché proprio non sono notizie, sono ragionamenti. Le opinioni vengono volutamente confuse con le informazioni dalla censura perché assai più pericolose della diffusione di informazioni a sé stanti.

Imparare a discernere e chiarire se quel che stiamo leggendo, o scrivendo, fornisce un’informazione o invece offre una interpretazione, è un passo importante per rivendicare la piena libertà di espressione e respingere i tentativi di censura.
👍57
L’omicidio è definito all’articolo 575 CP del nostro codice penale come l’azione di: “cagionare la morte di un uomo”, dove per “uomo” si intende un essere umano vivente.

Per punire un omicidio motivato dal genere sessuale possono venire usate le aggravanti. Una aggravante, tipo: "omicidio su base discriminatoria sessuale" potrebbe ad esempio efficacemente aumentare la pena per punire questo tipo di condotta.

Introdurre il reato di "femminicidio" invece, oltre che inutile dal punto di vista legale, significa creare una grave disparità giuridica.

Il reato di femminicidio sarebbe formulato quale: “omicidio di una donna in quanto donna”.

Giusto per darne una vaga idea, ecco una serie di casi in cui l'esistenza del reato di femminicidio creerebbe arbitri, discriminazioni giuridiche e rischi di ambiguità o incertezza giuridica (si consideri che incertezza giuridica può significare che un procedimento venga archiviato o annullato e il fatto-reato diventi ingiudicabile):

➡️Donna uccide il proprio compagno in quanto uomo.
➡️Donna uccide la propria compagna in quanto donna.
➡️Donna uccide il proprio compagno omosessuale in quanto uomo omosessuale.
➡️Uomo uccide uomo vestito da donna in quanto uomo (o in quanto donna percepita).
➡️Uomo uccide travestito in quanto uomo travestito.
➡️Uomo uccide transessuale in quanto transessuale.
➡️Donna uccide transessuale in quanto transessuale.
➡️Transessuale uccide compagno in quanto uomo.
➡️Transessuale uccide compagna in quanto donna.

Su che base ciascuno di questi casi dovrebbe venire giudicato come fattispecie diversa dal caso in cui un uomo uccida la propria compagna in quanto donna?

Combattere la violenza sulle donne è certamente un obbiettivo nobile. Creare fattispecie di reato inutili, discriminanti e ambigue invece è solo un gesto di propaganda.
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L'emergenza che stiamo vivendo è una sola, ed è entrata in fase acuta nel settembre del 2001.

Terrorismo, crisi economiche, crisi sanitarie, crisi climatiche, guerre varie sono soltanto nomi diversi per la stessa operazione, che consiste nel demolire in modo controllato lo Stato di Diritto in ogni parte del mondo in cui avesse preso piede e si stesse consolidando. Per cui si parla di fasi differenti ma sempre della stessa operazione, di volta in volta mascherata in modo diverso.

La fase delle "restrizioni causa Covid" è stato uno dei passaggi più radicali in questo processo, spingendosi a cancellare praticamente ogni tipo di diritto fondamentale umano: dal libero spostamento al diritto allo studio, dal diritto al lavoro a quello di sciopero, dalla libertà di assembramento alla libertà di parola, fino a giungere a minacciare direttamente l'inviolabilità del corpo.

Dimenticare non fa che rendere più probabile che tutto ciò venga attuato di nuovo. Per questo ne continuo a parlare e non smetterò mai di farlo, perlomeno finché tutto ciò non sarà pubblicamente e consciamente acquisito dalla maggioranza delle persone.

Solo la piena consapevolezza di una minaccia permette di affrontarla.
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Un aspetto perversamente connaturato alla Dunning-Kruger è il fatto del tutto evidente che, chi l'attribuisce ad altri, nella stragrande maggioranza dei casi, ne è gravemente affetto.
Un esempio eclatante di proiezione.
#LaScienzah
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Mi hanno scritto che ciò che insegno, il riappropriarsi del proprio potere sulle nostre esistenze, tramite la metacomunicazione, è "potenzialmente pericoloso".
Ebbene, crescere è sempre potenzialmente pericoloso.

Chi cerca di imporre vaccini, restrizioni, limiti e sanzioni lo fa con la motivazione di evitare agli altri scelte "potenzialmente pericolose".

Ogni nostra azione, scelta e pensiero è un atto di potere e si traduce, inevitabilmente, in un atto di responsabilità.

Il problema con il pensiero #woke, o con il culto fanatico de #LaScienzah, come di ogni altro percorso impositivo, non consiste nei contenuti che propaganda, consiste nell'assenza di consapevolezza e dunque nell'assenza di responsabilità sui processi che impone.

La vera imposizione consiste nel definire e definirsi quali bambini incompetenti incapaci di pensare, decidere, scegliere, bisognosi di un padre che pensi, decida e scelga per noi.
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Dai, fatevi due risate:

secondo La Stampa, l'acqua del fiume Po "è finita tutta in mare e ora manca".

Probabilmente bisognerà correre subito ai ripari e costruire dighe ovunque perché anche l'acqua degli altri fiumi non rischi di finire tutta in mare!

Sarebbe certamente la fine! Pensateci: con tutta l'acqua dei fiumi dentro, il mare salirebbe fino a sommergerci e il pianeta affogherebbe!

Mi raccomando: fidatevi dei professionisti dell'informazione!
#LaScienzah
😁107
Una civiltà che ricorra a inganni, sanzioni, costrizioni, minacce e ricatti per costringere la propria popolazione a ubbidire alle proprie regole è una civiltà che si sta sgretolando.
Con quei mezzi ritarda il crollo, ma non può evitarlo.
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