Riflette_Re - Stefano Re
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Quant'è desolante leggere sostenitori di Trump che lo difendono oggi che agisce esattamente come hanno agito Obama, Clinton e Biden. Che poi è esattamente come hanno agito ancora prima Bush Senjor e Junior.

Ma se lo fa Trump è diverso, perché c’è il piano segreto, le sue intenzioni sono altre... ma l’unica ragione è che in tanti hanno bisogno di un papà.

L'aspetto tragico dei difensori delle azioni di Israele invece è che non si rendono conto di esser diventati fanatici esattamente quanto i "terroristi" per colpire i quali ritengono accettabile massacrare civili.

Questa mentalità è stata forgiata dall'inizio del millennio, dalla farsa tragica dell'11 settembre alla tragedia farsesca dell’ISIS, col costante racconto dei terroristi islamici che ci assediano e la graduale accettazione di qualsiasi porcata per sgominarli.

E quasi nessuno sembra essersi accorto che tutto ciò è semplicemente strumentale a un solo, evidente obbiettivo: demolire in modo controllato lo Stato di Diritto, in tutto il mondo.
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La grottesca vicenda della “famiglia nel bosco” sta diventando sempre più un manifesto del livello di degrado in cui la nostra società sta precipitando.

L’allontanamento della madre dai propri figli, già trasferiti con lei da tempo in una casa famiglia, lontano dal padre e dalla loro casa, è un atto criminale che si somma ad altri atti criminali.

La motivazione poi è da sola sconcertante, nel suo livello di arroganza, stupidità, arbitrarietà e crudeltà. La madre infatti sarebbe stata allontanata perché critica e ostile verso la struttura e gli operatori. E che cosa si aspettavano, che li ringraziasse per averle smembrato la famiglia?

La sua influenza sarebbe negativa per i figli, che mostrano a loro volta ostilità verso struttura e operatori. Di nuovo, che cosa si aspettavano? Che i ragazzini fossero felici di esser stati rapiti, costretti a non vedere il padre, piazzati tra sconosciuti, lontano dalla propria casa?

In sostanza la motivazione è: “allontaniamo la madre perché non ci permette di fare il lavaggio del cervello ai suoi figli”. Quali menti perverse possono pensare che tutto questo sia in qualche modo un bene per dei ragazzini?

Un altro dettaglio, il recente intervento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a mio vedere evidenzia ulteriormente la stortura in cui stiamo precipitando. La Presidente ha affermato: “i figli non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà”.

Concetto sacrosanto, ed è un respiro di sollievo sentirlo dire finalmente con chiarezza. Ma ciò non è - né dev’essere inteso come - l’opinione di un Presidente del Consiglio. I Presidenti del Consiglio vanno e vengono. Quanto affermato è invece un diritto naturale indiscutibile, evidente ed inviolabile, chiunque stia al governo o al quirinale.

Non c’è e non deve esserci alcun “dibattito” sulla questione. Il diritto a non vedere i propri figli rapiti da sconosciuti armati dallo Stato è talmente naturale ed innato che qualsiasi genitore degno di tal nome sarebbe pronto alla battaglia per difendere la propria famiglia da una simile intrusione. Per questo gli infami agenti dei Servizi Sociali attuano i loro rapimenti ad orari assurdi o quando almeno uno dei genitori sia assente, portandosi dietro una scorta armata.

La mostruosità di una società che aggredisce il nucleo familiare con la supponenza di poter decidere come debbano venire nutriti, curati ed educati i figli altrui grida vendetta dalle profondità dell’animo umano.
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Ho dovuto farli io i sottotitoli, prima in inglese e poi in italiano, perché perle come queste non possono andare perdute.
Siamo ben oltre la satira, qui.
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Gente perbene.

Orit Malka Strock, nata nel 1960, è una politica israeliana di estrema destra, attualmente Ministro per gli Insediamenti e le Missioni Nazionali nel sesto governo Netanyahu. Sionista nota per le sue posizioni radicali, ha recentemente dichiarato che un governo che accetta accordi per il rilascio di ostaggi a discapito della vittoria militare "non ha diritto di esistere".

Suo figlio Zvi Strock è stato condannato nel 2011 a 18 mesi di carcere per il sequestro e l'aggressione di un ragazzo palestinese di 15 anni presso un insediamento israeliano illegale. Ha aggredito il ragazzo con un fucile M-16, lo ha spogliato, legato e poi picchiato a sangue, abbandonandolo poi esanime in un campo.

La figlia invece, Shoshana Strock, in diversi video pubblicati sui social media e in denunce formali presentate sia in Italia che in Israele nel 2025 e all'inizio del 2026, ha accusato entrambi i genitori di averla sottoposta ad abusi sessuali rituali fin dall'età di due anni e mezzo, con il coinvolgimento del prominente rabbino Zvi Thau. In Israele la vicenda è stata censurata, con un “gag order” che vietava ai media di fare il nome della ministra.

Dopo le denunce, Shoshanka ha espresso timore per la propria incolumità, dichiarando di essere stata nuovamente aggredita sessualmente da suo padre e un altro uomo, nonostante le sue richieste di protezione, inascoltate dalle autorità Israeliane.

Due giorni fa Shoshanka è stata trovata morta.
La polizia israeliana non ha individuato potenziali sospetti di reato, e la stampa israeliana ha già deciso che è stato un suicidio.

Tutta gente deliziosa, tanto tanto beneducata, di cui, concorderete tutti, sarebbe davvero un reato parlar male.
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Adesso vi spiego tutto.

Non si poteva permettere all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare, e l’Iran era a pochi mesi, a volte giorni, dal suo sviluppo. Costantemente, da circa da trent’anni.

Inoltre, Trump è il Presidente della Pace e l’unico al mondo che poteva evitare una guerra con l'Iran, come lui stesso ha ripetuto tante volte, poi però s’è offeso perché non gli han dato il Nobel per la Pace. Quindi nel 2025 ha completamente distrutto con un attacco chirurgico tutte le capacità nucleari Iraniane, che secondo i servizi segreti americani l’Iran non possedeva.

Poi ha di nuovo attaccato l’Iran perché Israele stava già per attaccarli, dato che all'Iran mancavano pochi mesi, a volte giorni, costantemente da circa da trent’anni, allo sviluppo di un'arma nucleare, nonostante la distruzione totale delle loro capacità nucleari avvenuta pochi mesi prima da parte USA, e l’attacco di Israele avrebbe spinto l'Iran ad attaccare le basi americane, per cui gli USA hanno attaccato l'Iran preventivamente. Interessante l’intervento di molti paesi, in particolare europei, che hanno severamente condannato la reazione dell’Iran agli attacchi. A quanto pare, nella nuova interpretazione del Diritto Internazionale, se USA e Israele attaccano un paese è un atto legittimo, se quel paese reagisce attaccando le basi da cui subisce gli attacchi, invece no.

Ovviamente, tutto ciò va letto nella promessa di Trump di smetterla con le infinite guerre americane in Medio Oriente. Del resto, per smettere di fare guerre in Medio Oriente quale strategia migliore che fare una guerra in Medio Oriente?

Ad un certo punto, l’attacco preventivo all’Iran era motivato dalla necessità di salvare i civili iraniani dal regime di Khamenei, che li stava uccidendo a migliaia. Per farlo, gli USA hanno bombardato i civili iraniani, uccidendoli a migliaia, e uccidendo anche Khamenei, che è stato sostituito dal figlio, Khamenei.

In particolare un paio di missili sono finiti su una scuola elementare, accoppando 165 bambine. Da subito Trump ha chiarito che non erano stati gli Americani, bensì gli Iraniani stessi. Quando è emerso che i missili erano due Tomahawk americani, Trump ha spiegato che poteva averli lanciati chiunque, visto che gli USA li han venduti all’Inghilterra, all’Australia e al Giappone. Quando è stato chiaro che né l’Inghilterra, né l’Australia né il Giappone avevano lanciato quei missili, Trump ha ammesso che non ne sa granché e si sta investigando sulla cosa, ma se anche fossero stati gli USA, non sarebbe poi quel gran problema. Che saran mai 165 bambine?

Alla fine a quanto pare sono stati proprio gli USA, ma è stato un errore. In effetti, due errori, visto che sono stati lanciati due missili sulla scuola elementare, con la strategia “double tap”, che consiste nel tirare un missile su un obbiettivo e poi tirarne un secondo pochi minuti dopo, quando i soccorritori si sono affollati sul luogo per aiutare i superstiti. Con le bambine delle elementari, viene particolarmente bene. In generale, il segretario alla difesa Hegseth ha chiarito che solo gli Stati Terroristi colpiscono i civili, non certamente gli USA, che però, con i loro attacchi, in meno di una settimana, insieme a 165 bambine delle elementari, hanno ucciso 1300 civili iraniani.

È stato anche chiarito più volte che l'Iran non ha mai rappresentato una minaccia imminente per gli Stati Uniti, ma gli USA hanno dovuto attaccarlo per primi, non per fare un favore ad Israele, ma perché rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti.

Fortunatamente, gli USA hanno vinto la guerra in Iran, che in realtà non era una guerra ma un'operazione speciale. In effetti l’hanno già vinta diverse volte nelle ultime due settimane. È praticamente finita, ma potrebbe non esserlo ancora per un po' perché gli USA hanno già vinto ma l’Iran non ha ancora perso.
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Inoltre, gli USA non hanno alcun bisogno dell'aiuto di nessuno per riaprire lo Stretto di Hormuz, che prevedevano l’Iran avrebbe chiuso, motivo per cui non erano in alcun modo preparati a gestire l’evenienza. In ogni modo, avendo gli USA già vinto la guerra e distrutto il 100% delle forze navali Iraniane, lo stretto di Hormuz è in realtà aperto, tranne che se una petroliera tenta di passarci gli Iraniani la affondano con forze navali che non dovrebbero più avere. Per cui ora gli USA hanno bisogno dell'aiuto degli alleati per riaprire lo Stretto, anzi è proprio una questione che riguarda solo gli alleati, perché tanto agli USA il petrolio non serve, ce l’hanno già. Per questo dalla chiusura dello Stretto di Hormuz il prezzo della benzina è aumentato mediamente del 27,3% e quello del diesel del 34% negli Stati Uniti.

Cosa c’è di poco chiaro?
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Secondo Trump, il Presidente della Pace, la guerra in Iran era necessaria per salvare dal regime gli iraniani che sta uccidendo con i bombardamenti americani. E comunque gli USA l'hanno già vinta. Il problema è che l'Iran non l'ha ancora persa.

https://stefano.re/la-guerra-alliran-e-alla-logica/
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Sempre bei momenti quando il buon Robertone mi passa a trovare!
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