👆 Ricevo e volentieri diffondo.
Grazie Alfredo, ancora una volta
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La Marcia di oggi da S. Stefano a Sanremo è quel che serve in questo tempo dissennato per manifestare in modo concreto, chiaro e pacifico in favore della pace.
Essa dice no alle armi e alle politiche aggressive e di riarmo che attraversano ancora una volta il mondo.
L’idea di manifestare con una marcia come questa, che accompagna una simbolica realizzazione artistica, una statua a grandezza naturale di un soldato che calpesta un mitra e offre un papavero bianco, veicola un messaggio davvero potente.
Il papavero bianco che la statua offre come simbolo di pace e di disarmo universale, rappresenta il gesto di chi rifiuta le armi. Un gesto che è davvero l’unico antidoto alla violenza bellica.
“Non attraverso di me, si compirà l’ennesima e definitiva barbarie”.
Questo esprime quel bronzeo volto deciso e sereno.
Attorno al papavero bianco, sta anche nascendo un movimento sottile e silenzioso di opposizione ad ogni tipo di politica di guerra. Esso viene realizzato da centinaia di mani secondo modelli, materiali e fantasie costruttive semplici e diverse; viene distribuito per essere raccolto e imitato, fotografato e diffuso insieme a un biglietto con un breve messaggio di pace, che ognuno può formulare con parole sue.
Esistono pagine Instagram che tesimoniano con immagini questa bellissima semina. Una di queste si chiama proprio papaveribianchi.
Mi auguro che monumenti a tutti gli eroi che respingono l’idea della guerra, si moltiplichino anch’essi e che trovino strade e piazze dove essere esposti, come accade oggi.
Non bastano i monumenti ai caduti, alle moltitudini di giovani vite stroncate dai conflitti passati e presenti, per evitare altre guerre.
A quelli, vanno aggiunte le testimonianze monumentali per celebrare chi la guerra ha rifiutato e rifiuta anche a prezzo di rischi personali.
Costoro sono eroi da ringraziare pubblicamente, pacificamente e magari artisticamente, non sono codardi da esecrare.
La costituzione italiana dichiara di ripudiare la guerra, ma oltre a quella difensiva in caso di aggressione, ammette anche quella cui ci obbliga il trattato atlantico, istitutivo della nato.
Il tempo presente ci mostra come questo rischio di coinvolgimento “atlantico”, sia purtroppo davvero vicinissimo e concreto.
Per questo occorre ora più che mai rimanere fedeli all’idea di sovranità.
E sto parlando della sovranità più importante: quella personale.
Quella delle decisioni individuali che presto ci toccherà prendere, per non trovarci, come persone e come italiani, per l’ennesima volta dalla parte sbagliata della storia, della moralità e dell’intelligenza.
Essa dice no alle armi e alle politiche aggressive e di riarmo che attraversano ancora una volta il mondo.
L’idea di manifestare con una marcia come questa, che accompagna una simbolica realizzazione artistica, una statua a grandezza naturale di un soldato che calpesta un mitra e offre un papavero bianco, veicola un messaggio davvero potente.
Il papavero bianco che la statua offre come simbolo di pace e di disarmo universale, rappresenta il gesto di chi rifiuta le armi. Un gesto che è davvero l’unico antidoto alla violenza bellica.
“Non attraverso di me, si compirà l’ennesima e definitiva barbarie”.
Questo esprime quel bronzeo volto deciso e sereno.
Attorno al papavero bianco, sta anche nascendo un movimento sottile e silenzioso di opposizione ad ogni tipo di politica di guerra. Esso viene realizzato da centinaia di mani secondo modelli, materiali e fantasie costruttive semplici e diverse; viene distribuito per essere raccolto e imitato, fotografato e diffuso insieme a un biglietto con un breve messaggio di pace, che ognuno può formulare con parole sue.
Esistono pagine Instagram che tesimoniano con immagini questa bellissima semina. Una di queste si chiama proprio papaveribianchi.
Mi auguro che monumenti a tutti gli eroi che respingono l’idea della guerra, si moltiplichino anch’essi e che trovino strade e piazze dove essere esposti, come accade oggi.
Non bastano i monumenti ai caduti, alle moltitudini di giovani vite stroncate dai conflitti passati e presenti, per evitare altre guerre.
A quelli, vanno aggiunte le testimonianze monumentali per celebrare chi la guerra ha rifiutato e rifiuta anche a prezzo di rischi personali.
Costoro sono eroi da ringraziare pubblicamente, pacificamente e magari artisticamente, non sono codardi da esecrare.
La costituzione italiana dichiara di ripudiare la guerra, ma oltre a quella difensiva in caso di aggressione, ammette anche quella cui ci obbliga il trattato atlantico, istitutivo della nato.
Il tempo presente ci mostra come questo rischio di coinvolgimento “atlantico”, sia purtroppo davvero vicinissimo e concreto.
Per questo occorre ora più che mai rimanere fedeli all’idea di sovranità.
E sto parlando della sovranità più importante: quella personale.
Quella delle decisioni individuali che presto ci toccherà prendere, per non trovarci, come persone e come italiani, per l’ennesima volta dalla parte sbagliata della storia, della moralità e dell’intelligenza.
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Forwarded from ZONA ROSSA - Il Blog (Marco Billeci)
ZONA ROSSA
Medvedev, l’impiccagione e il Patriota: il popolo che non vota prepara forse il conto?
Trump ha schiacciato l’Europa, e l’Europa ha chinato la testa. Non c’è stato un colpo di pistola, non un’esplosione: è bastata la firma di qualche trattato, la complicità di una classe politica imb…
https://zonarossa.org/2025/08/01/medvedev-limpiccagione-e-il-patriota-il-popolo-che-non-vota-prepara-forse-il-conto/
Medvedev, l’impiccagione e il Patriota: il popolo che non vota prepara forse il conto?
Medvedev, l’impiccagione e il Patriota: il popolo che non vota prepara forse il conto?
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L’estate non decolla.
Perché tutto questo morire?
Tutto questo non sapere?
Tutto questo non solcare universi?
Che faccio? Torno a dormire?
Non riesco. E nemmeno ho sognato quel che volevo.
Ci saranno presto sogni a gettone.
Magari? Magari anche no.
Sibilo di missili lontani.
Tuoni…
O bombe?
Chissà di chi è il compleanno, oggi.
O di chi lo sarebbe stato…
Perché tutto questo morire?
Tutto questo non sapere?
Tutto questo non solcare universi?
Che faccio? Torno a dormire?
Non riesco. E nemmeno ho sognato quel che volevo.
Ci saranno presto sogni a gettone.
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Sibilo di missili lontani.
Tuoni…
O bombe?
Chissà di chi è il compleanno, oggi.
O di chi lo sarebbe stato…
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Kufia, Canto per la Palestina
Sogno dei gigli bianchi
strade di canto e una casa di luce
Voglio un cuore buono
e non voglio il fucile
Voglio un giorno intero di sole
e non un attimo di una folle vittoria razzista
Voglio un giorno intero di sole
e non strumenti di guerra
Le mie non sono lacrime di paura
sono lacrime per la mia terra
Sono nato per il sole che sorge
non per quello che tramonta.
Sogno dei gigli bianchi
strade di canto e una casa di luce
Voglio un cuore buono
e non voglio il fucile
Voglio un giorno intero di sole
e non un attimo di una folle vittoria razzista
Voglio un giorno intero di sole
e non strumenti di guerra
Le mie non sono lacrime di paura
sono lacrime per la mia terra
Sono nato per il sole che sorge
non per quello che tramonta.
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Forwarded from Paolo Sommariva
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Forwarded from Diego Costas
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E oggi è il 9 agosto.
80 anni fa, Nagasaki.
Tutto è stato detto a giustificazione di Hiroshima, in favore degli usa.
Ma nessuna di quelle giustificazioni regge alla domanda: perché questo bis a tre giorni di distanza? Nessuna…
80 anni fa, Nagasaki.
Tutto è stato detto a giustificazione di Hiroshima, in favore degli usa.
Ma nessuna di quelle giustificazioni regge alla domanda: perché questo bis a tre giorni di distanza? Nessuna…
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