Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
🇮🇷⚡🇮🇱 Attacco alla campagna di Qom contro il sito nucleare di Fardow. Cosa c'è di vero?
📍Geolocalizzazione di Rerum Novarum 9, pubblicata da Middle East Spectator:
Secondo MES inoltre:
È stato riferito che una persona arrestata per spionaggio è stata giustiziata in Iran mentre sono state sgominate centri e depositi di droni dalle forze dell'ordine.
La caccia al fronte interno è aperta.
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📍Geolocalizzazione di Rerum Novarum 9, pubblicata da Middle East Spectator:
Rerum Novarum ha geolocalizzato il grande incendio nella campagna di Qom, in Iran. Inizialmente si credeva che fosse stato colpito l'impianto nucleare di Fordow. Tuttavia, il vero obiettivo era una grande base missilistica a nord-ovest di Qom.
Il filmato (secondo video) è stato girato lungo la Persian-Gulf Freeway, in direzione nord. Se Fordow fosse stata colpita, l'incendio si sarebbe sviluppato sul lato destro del conducente, e molto più vicino.
Coordinate: 34.8865291, 50.8053665 .
Secondo MES inoltre:
il 90% degli attacchi in Iran oggi e in questo momento sono il risultato di elementi NAZIONALI.
Da quasi un giorno non assistiamo a veri e propri attacchi aerei in Iran.
È stato riferito che una persona arrestata per spionaggio è stata giustiziata in Iran mentre sono state sgominate centri e depositi di droni dalle forze dell'ordine.
La caccia al fronte interno è aperta.
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Forwarded from Fearless John - @European_dissident
◾Netanyahu halts any civilian flight departures from Israel, keeping the Israeli settlers as hostages and human shields.
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Forwarded from The Islander
Forwarded from The Islander
Kiev Covers Kursk Collapse as Sumy Crumbles
Kiev is scrambling to bury the truth.
According to Russian law enforcement officials speaking to TASS, the Zelensky regime is deliberately concealing the link between Ukraine’s failed raid on the Kursk region and the ongoing breakthroughs of Russian forces in Sumy.
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According to Russian law enforcement officials speaking to TASS, the Zelensky regime is deliberately concealing the link between Ukraine’s failed raid on the Kursk region and the ongoing breakthroughs of Russian forces in Sumy.
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Forwarded from Fearless John - @European_dissident
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◾Israeli prison authorities assaulted Palestinian detainees in multiple facilities after some prisoners celebrated Iran's missile and drone strikes on Israeli targets.
According to Palestinian prisoner advocacy groups, the incidents occurred in several detention centres, including Ketziot and Megiddo prisons, where Israeli guards carried out violent raids, confiscated personal belongings, and placed some prisoners in solitary confinement.
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According to Palestinian prisoner advocacy groups, the incidents occurred in several detention centres, including Ketziot and Megiddo prisons, where Israeli guards carried out violent raids, confiscated personal belongings, and placed some prisoners in solitary confinement.
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Forwarded from Ultimo Uomo ☧
🇮🇷 Fonti iraniane annunciano l'abbattimento di un F16 israeliano sui cieli di Kermanshah (Iran Occidentale). Il caccia aveva terminato la sua missione ed era in fase di rientro.
Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🔴🇮🇷🚀🇮🇱 IRGC: La nostra operazione sta diventando più efficace, continueremo fino alla distruzione di Israele.
Forwarded from Ultimo Uomo ☧
Se Tel Aviv, la città meglio difesa del mondo occidentale, può essere attaccata dall'Iran con successo, la Russia potrebbe facilmente attaccare con successo qualunque città occidentale.
Forwarded from Irina 🇷🇺
🇮🇷🇮🇷 Fuerzas Aeroespaciales del Cuerpo de la Guardia Revolucionaria Islámica (CGRI) informan sobre el ataque matutino de Irán contra Israel:
"En respuesta a la agresión sionista contra la República Islámica de Irán y en represalia por sus crímenes contra Gaza:
Las Fuerzas Aeroespaciales del CGRI llevaron a cabo una nueva oleada de ataques con misiles en el marco de la operación Promesa Verdadera 3, dirigidos contra los sistemas de mando y control del enemigo sionista y otras instalaciones militares sensibles.
El ataque fue más fuerte y destructivo que los anteriores, y empleamos métodos innovadores, inteligencia y equipos más avanzados, lo que llevó a la disrupción de los sistemas de defensa multinivel del enemigo, al punto de que los sistemas defensivos del régimen incluso se atacaron entre sí por error.
Esta operación también demostró que los cálculos y evaluaciones del enemigo sionista y de los estadounidenses respecto a Irán islámico eran completamente erróneos, y ahora debemos ser testigos del colapso del régimen sionista ocupante.
Nos comprometemos a que las operaciones eficaces, dirigidas y aún más destructivas contra los objetivos vitales de este régimen falso continuarán hasta su completa destrucción".
@Irinamar_Z 🇷🇺
"En respuesta a la agresión sionista contra la República Islámica de Irán y en represalia por sus crímenes contra Gaza:
Las Fuerzas Aeroespaciales del CGRI llevaron a cabo una nueva oleada de ataques con misiles en el marco de la operación Promesa Verdadera 3, dirigidos contra los sistemas de mando y control del enemigo sionista y otras instalaciones militares sensibles.
El ataque fue más fuerte y destructivo que los anteriores, y empleamos métodos innovadores, inteligencia y equipos más avanzados, lo que llevó a la disrupción de los sistemas de defensa multinivel del enemigo, al punto de que los sistemas defensivos del régimen incluso se atacaron entre sí por error.
Esta operación también demostró que los cálculos y evaluaciones del enemigo sionista y de los estadounidenses respecto a Irán islámico eran completamente erróneos, y ahora debemos ser testigos del colapso del régimen sionista ocupante.
Nos comprometemos a que las operaciones eficaces, dirigidas y aún más destructivas contra los objetivos vitales de este régimen falso continuarán hasta su completa destrucción".
@Irinamar_Z 🇷🇺
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Forwarded from Ultimo Uomo ☧
🇮🇱💥🇮🇷 Il comandante Ahmad-Reza Radan ha dichiarato di non essere mai stato assassinato.
Forwarded from "Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
CEO DI UNA AZIENDA FTSE 350 PAGATO “52 VOLTE LO STIPENDIO DI UN LAVORATORE MEDIO”
(The Guardian, Lauren Almeida, 16 giugno 2025)
Nel Regno Unito, la forbice tra gli stipendi dei top manager e dei lavoratori comuni si allarga. Secondo il rapporto del High Pay Centre, nel 2023-24 gli amministratori delegati delle aziende FTSE 350 hanno guadagnato in media 2,5 milioni di sterline, 52 volte lo stipendio mediano di un dipendente.
Il divario più eclatante è stato registrato a Mitie, dove il ceo Phil Bentley ha percepito 14,7 milioni di sterline, 575 volte più di un lavoratore medio. Al secondo posto Tesco, con il ceo Ken Murphy che ha guadagnato quasi 10 milioni, 431 volte lo stipendio tipico (373 nel 2025, con 9,2 milioni). Nelle FTSE 100, il rapporto medio è ancora più alto: 78 volte rispetto al lavoratore mediano, 106 rispetto al quartile più basso.
Il punto centrale è la crescente iniquità salariale, che alimenta tensioni nella City. Il High Pay Centre propone di obbligare tutte le aziende a pubblicare il rapporto tra stipendi di ceo e lavoratori, includendo anche i lavoratori esternalizzati. Sebbene il divario si sia leggermente ridotto nell’ultimo anno, con una crescita dei salari più bassi, ciò potrebbe riflettere tagli occupazionali o esternalizzazioni.
Esempi recenti scaldano il dibattito: Centrica (British Gas) ha affrontato una rivolta degli azionisti per il maxi-stipendio al ceo Chris O’Shea, mentre Marks & Spencer ha aumentato del 40% la paga di Stuart Machin a 7 milioni. Nel settore bancario, dopo l’abolizione del tetto ai bonus nel 2023, NatWest, Barclays e HSBC prevedono pacchetti record per i loro ceo, fino a 15 milioni.
Luke Hildyard del High Pay Centre chiede un rapporto massimo ceo-lavoratore per garantire equità. Tesco e Mitie difendono i loro stipendi, legandoli a performance o eventi eccezionali come acquisizioni. Ma il tema della disuguaglianza salariale resta un nervo scoperto per il Regno Unito.
Forwarded from SicilianGorillian
Forwarded from Andrea Zhok
Tre giorni di conflitto tra Israele e Iran e il mondo si è dimenticato del povero Zelensky. Ricordate Zelensky? Quello che aveva vinto "Ballando con le stelle"? Quello che aveva la stessa simpatica maglietta verde da tre anni a questa parte? Ecco, quello che sta succedendo è che, non appena le telecamere si sono spostate, anche il flusso di armi e finanziamenti (in particolare americani) si sono interrotti di botto. Proprio istantaneamente. E le stesse attività di intelligence e di informazione satellitare americane ora devono essere almeno in parte riorientate sul Medio Oriente.
E nonostante il piglio bellicoso della von der Leyen e la minaccia di scatenare sul fronte russo una Kallas idrofoba, in verità, se si allenta il contributo americano, l'Ucraina ha letteralmente le ore contate.
Ora, grazie all'incontinenza suprematista di Israele, il gioco sulla scacchiera internazionale si è fatto improvvisamente terribilmente complesso e in parte caotico.
Gli USA, essendo una proxy israeliana (e non viceversa), difenderanno a qualunque costo Israele. Questa è l'unica ragione per cui Nethanyahu si è azzardato ad un passo potenzialmente devastante per il proprio paese. Senza supporto logistico, rifornimenti, informazioni satellitari, e intercettazioni americane Israele non avrebbe nessuna speranza in una guerra convenzionale prolungata con l'Iran. Ma Nethanyahu sa che, quando la situazione dovesse farsi davvero grave, lo zio Sam entrerà in scena direttamente.
Questa è la ragione della tattica di risposta iraniana che è al millimetro una strategia Tit for Tat: l'Iran risponde sempre colpendo esattamente e solo le stesse tipologie di obiettivi appena attaccati da Israele: tuo colpisci un centro di ricerca, io colpisco un centro di ricerca, tu colpisci un'infrastruttura energetica, io colpisco un'infrastruttura energetica, tu colpisci i centri di comando militare nella capitale, così faccio io, ecc.. Il senso di questa tattica è di rendersi prevedibile e in questo modo di far capire alla controparte che non c'è un'intenzione di eccedere e che basta che gli attacchi cessino perché si pervenga ad una tregua. L'Iran agisce così perché sa che non può davvero vincere in maniera piena su Israele, in quanto gli USA non lo permetterebbero.
Ma poi c'è un altro retroterra da valutare, ed è quello rappresentato diciamo dai BRICS, ma in effetti dai due soci di maggioranza, Cina e Russia. Entrambi sanno che una sconfitta strategica iraniana sarebbe una catastrofe per ogni tentativo di profilarsi come un contropotere rispetto all'Occidente a guida americana. Entrambi hanno trattati di collaborazione e cooperazione con l'Iran, e la Cina ha un interesse vitale alla via di terra che sta approntando verso occidente, e che ha l'Iran al suo cuore. Ma nessuno dei due paese ha basi militari prossime né confini diretti. Dunque ogni sostegno all'Iran tende ad essere visibile. La Russia ha ancora da sbrigare la faccenda ucraina, che, per quanto in fase di accelerazione, drena ancora enormi risorse. Il supporto da parte della Cina e o della Russia potrebbe avvenire attraverso il Pakistan, che è in buoni rapporti con la Russia, aspira a entrare nei Brics, e non vede di buon occhio di trovarsi un Israele vittorioso alle porte di casa.
Ma sono tutte azioni improvvisate, perché l'Ordine Multipolare è ancora in gran parte un'idea filosofica, non un'alleanza operativa.
Qui, come sempre, la variabile fondamentale è il tempo.
Più il conflitto tra Israele e Iran dura, più la posizione del blocco USA-Israele si indebolisce: Israele non è in grado di sopportare un livello di distruzione neanche lontanamente simile a quello che sono adusi a infliggere ai loro nemici.
Simultaneamente, più passa il tempo e più si possono trovare strade per un supporto strutturale dell'Iran da parte russa, ma soprattutto cinese (via Pakistan).
E più passa il tempo, più le cose si vanno semplificando per la Russia sul fronte ucraino.
E nonostante il piglio bellicoso della von der Leyen e la minaccia di scatenare sul fronte russo una Kallas idrofoba, in verità, se si allenta il contributo americano, l'Ucraina ha letteralmente le ore contate.
Ora, grazie all'incontinenza suprematista di Israele, il gioco sulla scacchiera internazionale si è fatto improvvisamente terribilmente complesso e in parte caotico.
Gli USA, essendo una proxy israeliana (e non viceversa), difenderanno a qualunque costo Israele. Questa è l'unica ragione per cui Nethanyahu si è azzardato ad un passo potenzialmente devastante per il proprio paese. Senza supporto logistico, rifornimenti, informazioni satellitari, e intercettazioni americane Israele non avrebbe nessuna speranza in una guerra convenzionale prolungata con l'Iran. Ma Nethanyahu sa che, quando la situazione dovesse farsi davvero grave, lo zio Sam entrerà in scena direttamente.
Questa è la ragione della tattica di risposta iraniana che è al millimetro una strategia Tit for Tat: l'Iran risponde sempre colpendo esattamente e solo le stesse tipologie di obiettivi appena attaccati da Israele: tuo colpisci un centro di ricerca, io colpisco un centro di ricerca, tu colpisci un'infrastruttura energetica, io colpisco un'infrastruttura energetica, tu colpisci i centri di comando militare nella capitale, così faccio io, ecc.. Il senso di questa tattica è di rendersi prevedibile e in questo modo di far capire alla controparte che non c'è un'intenzione di eccedere e che basta che gli attacchi cessino perché si pervenga ad una tregua. L'Iran agisce così perché sa che non può davvero vincere in maniera piena su Israele, in quanto gli USA non lo permetterebbero.
Ma poi c'è un altro retroterra da valutare, ed è quello rappresentato diciamo dai BRICS, ma in effetti dai due soci di maggioranza, Cina e Russia. Entrambi sanno che una sconfitta strategica iraniana sarebbe una catastrofe per ogni tentativo di profilarsi come un contropotere rispetto all'Occidente a guida americana. Entrambi hanno trattati di collaborazione e cooperazione con l'Iran, e la Cina ha un interesse vitale alla via di terra che sta approntando verso occidente, e che ha l'Iran al suo cuore. Ma nessuno dei due paese ha basi militari prossime né confini diretti. Dunque ogni sostegno all'Iran tende ad essere visibile. La Russia ha ancora da sbrigare la faccenda ucraina, che, per quanto in fase di accelerazione, drena ancora enormi risorse. Il supporto da parte della Cina e o della Russia potrebbe avvenire attraverso il Pakistan, che è in buoni rapporti con la Russia, aspira a entrare nei Brics, e non vede di buon occhio di trovarsi un Israele vittorioso alle porte di casa.
Ma sono tutte azioni improvvisate, perché l'Ordine Multipolare è ancora in gran parte un'idea filosofica, non un'alleanza operativa.
Qui, come sempre, la variabile fondamentale è il tempo.
Più il conflitto tra Israele e Iran dura, più la posizione del blocco USA-Israele si indebolisce: Israele non è in grado di sopportare un livello di distruzione neanche lontanamente simile a quello che sono adusi a infliggere ai loro nemici.
Simultaneamente, più passa il tempo e più si possono trovare strade per un supporto strutturale dell'Iran da parte russa, ma soprattutto cinese (via Pakistan).
E più passa il tempo, più le cose si vanno semplificando per la Russia sul fronte ucraino.
Forwarded from Andrea Zhok
Il problema è che gli USA capiscono perfettamente che il tempo lavora contro di loro, e che corrono il rischio di trovarsi con una duplice sconfitta strategica in mano, qualcosa che potrebbe mutare le sorti dell'egemonia mondiale prossima ventura.
Sui due fronti, ucraino e medio-orientale, si gioca un'unica partita, dove chi perde si infila in un percorso senza più carte importanti da giocare.
Ecco, anche alla luce del massivo spostamento in corso di forze aeree statunitensi in Europa, il mio timore per i prossimi giorni è che gli USA cerchino un colpo sull'acceleratore su uno o forse entrambi i fronti. Ad esempio un attacco false flag a qualche asset americano potrebbe dare la scusa agli USA per mettere subito in piedi nel conflitto (più probabile in Medio Oriente, ma non è da escludere il fronte russo).
Quanto più in difficoltà è il fronte USA-Israele, tanto più pericoloso per il resto del mondo esso diventa, perché il loro codice utilitarista gli rende idealmente accettabile ogni atto, senza remore morali, purché esso prometta per sé stessi più benefici che costi.
Sui due fronti, ucraino e medio-orientale, si gioca un'unica partita, dove chi perde si infila in un percorso senza più carte importanti da giocare.
Ecco, anche alla luce del massivo spostamento in corso di forze aeree statunitensi in Europa, il mio timore per i prossimi giorni è che gli USA cerchino un colpo sull'acceleratore su uno o forse entrambi i fronti. Ad esempio un attacco false flag a qualche asset americano potrebbe dare la scusa agli USA per mettere subito in piedi nel conflitto (più probabile in Medio Oriente, ma non è da escludere il fronte russo).
Quanto più in difficoltà è il fronte USA-Israele, tanto più pericoloso per il resto del mondo esso diventa, perché il loro codice utilitarista gli rende idealmente accettabile ogni atto, senza remore morali, purché esso prometta per sé stessi più benefici che costi.