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Israeli prison authorities assaulted Palestinian detainees in multiple facilities after some prisoners celebrated Iran's missile and drone strikes on Israeli targets.

According to Palestinian prisoner advocacy groups, the incidents occurred in several detention centres, including Ketziot and Megiddo prisons, where Israeli guards carried out violent raids, confiscated personal belongings, and placed some prisoners in solitary confinement.

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Forwarded from Ultimo Uomo ☧
🇮🇷 Fonti iraniane annunciano l'abbattimento di un F16 israeliano sui cieli di Kermanshah (Iran Occidentale). Il caccia aveva terminato la sua missione ed era in fase di rientro.
🔴🇮🇷🚀🇮🇱 IRGC: La nostra operazione sta diventando più efficace, continueremo fino alla distruzione di Israele.
Forwarded from Ultimo Uomo ☧
Se Tel Aviv, la città meglio difesa del mondo occidentale, può essere attaccata dall'Iran con successo, la Russia potrebbe facilmente attaccare con successo qualunque città occidentale.
Forwarded from Irina 🇷🇺
🇮🇷🇮🇷Fuerzas Aeroespaciales del Cuerpo de la Guardia Revolucionaria Islámica (CGRI) informan sobre el ataque matutino de Irán contra Israel:

"En respuesta a la agresión sionista contra la República Islámica de Irán y en represalia por sus crímenes contra Gaza:

Las Fuerzas Aeroespaciales del CGRI llevaron a cabo una nueva oleada de ataques con misiles en el marco de la operación Promesa Verdadera 3, dirigidos contra los sistemas de mando y control del enemigo sionista y otras instalaciones militares sensibles.

El ataque fue más fuerte y destructivo que los anteriores, y empleamos métodos innovadores, inteligencia y equipos más avanzados, lo que llevó a la disrupción de los sistemas de defensa multinivel del enemigo, al punto de que los sistemas defensivos del régimen incluso se atacaron entre sí por error.

Esta operación también demostró que los cálculos y evaluaciones del enemigo sionista y de los estadounidenses respecto a Irán islámico eran completamente erróneos, y ahora debemos ser testigos del colapso del régimen sionista ocupante.

Nos comprometemos a que las operaciones eficaces, dirigidas y aún más destructivas contra los objetivos vitales de este régimen falso continuarán hasta su completa destrucción".

@Irinamar_Z 🇷🇺
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Forwarded from Ultimo Uomo ☧
🇮🇱💥🇮🇷 Il comandante Ahmad-Reza Radan ha dichiarato di non essere mai stato assassinato.
CEO DI UNA AZIENDA FTSE 350 PAGATO “52 VOLTE LO STIPENDIO DI UN LAVORATORE MEDIO”
(The Guardian, Lauren Almeida, 16 giugno 2025)
Nel Regno Unito, la forbice tra gli stipendi dei top manager e dei lavoratori comuni si allarga. Secondo il rapporto del High Pay Centre, nel 2023-24 gli amministratori delegati delle aziende FTSE 350 hanno guadagnato in media 2,5 milioni di sterline, 52 volte lo stipendio mediano di un dipendente.
Il divario più eclatante è stato registrato a Mitie, dove il ceo Phil Bentley ha percepito 14,7 milioni di sterline, 575 volte più di un lavoratore medio. Al secondo posto Tesco, con il ceo Ken Murphy che ha guadagnato quasi 10 milioni, 431 volte lo stipendio tipico (373 nel 2025, con 9,2 milioni). Nelle FTSE 100, il rapporto medio è ancora più alto: 78 volte rispetto al lavoratore mediano, 106 rispetto al quartile più basso.
Il punto centrale è la crescente iniquità salariale, che alimenta tensioni nella City. Il High Pay Centre propone di obbligare tutte le aziende a pubblicare il rapporto tra stipendi di ceo e lavoratori, includendo anche i lavoratori esternalizzati. Sebbene il divario si sia leggermente ridotto nell’ultimo anno, con una crescita dei salari più bassi, ciò potrebbe riflettere tagli occupazionali o esternalizzazioni.
Esempi recenti scaldano il dibattito: Centrica (British Gas) ha affrontato una rivolta degli azionisti per il maxi-stipendio al ceo Chris O’Shea, mentre Marks & Spencer ha aumentato del 40% la paga di Stuart Machin a 7 milioni. Nel settore bancario, dopo l’abolizione del tetto ai bonus nel 2023, NatWest, Barclays e HSBC prevedono pacchetti record per i loro ceo, fino a 15 milioni.
Luke Hildyard del High Pay Centre chiede un rapporto massimo ceo-lavoratore per garantire equità. Tesco e Mitie difendono i loro stipendi, legandoli a performance o eventi eccezionali come acquisizioni. Ma il tema della disuguaglianza salariale resta un nervo scoperto per il Regno Unito.
Forwarded from Andrea Zhok
Tre giorni di conflitto tra Israele e Iran e il mondo si è dimenticato del povero Zelensky. Ricordate Zelensky? Quello che aveva vinto "Ballando con le stelle"? Quello che aveva la stessa simpatica maglietta verde da tre anni a questa parte? Ecco, quello che sta succedendo è che, non appena le telecamere si sono spostate, anche il flusso di armi e finanziamenti (in particolare americani) si sono interrotti di botto. Proprio istantaneamente. E le stesse attività di intelligence e di informazione satellitare americane ora devono essere almeno in parte riorientate sul Medio Oriente.

E nonostante il piglio bellicoso della von der Leyen e la minaccia di scatenare sul fronte russo una Kallas idrofoba, in verità, se si allenta il contributo americano, l'Ucraina ha letteralmente le ore contate.

Ora, grazie all'incontinenza suprematista di Israele, il gioco sulla scacchiera internazionale si è fatto improvvisamente terribilmente complesso e in parte caotico.

Gli USA, essendo una proxy israeliana (e non viceversa), difenderanno a qualunque costo Israele. Questa è l'unica ragione per cui Nethanyahu si è azzardato ad un passo potenzialmente devastante per il proprio paese. Senza supporto logistico, rifornimenti, informazioni satellitari, e intercettazioni americane Israele non avrebbe nessuna speranza in una guerra convenzionale prolungata con l'Iran. Ma Nethanyahu sa che, quando la situazione dovesse farsi davvero grave, lo zio Sam entrerà in scena direttamente.

Questa è la ragione della tattica di risposta iraniana che è al millimetro una strategia Tit for Tat: l'Iran risponde sempre colpendo esattamente e solo le stesse tipologie di obiettivi appena attaccati da Israele: tuo colpisci un centro di ricerca, io colpisco un centro di ricerca, tu colpisci un'infrastruttura energetica, io colpisco un'infrastruttura energetica, tu colpisci i centri di comando militare nella capitale, così faccio io, ecc.. Il senso di questa tattica è di rendersi prevedibile e in questo modo di far capire alla controparte che non c'è un'intenzione di eccedere e che basta che gli attacchi cessino perché si pervenga ad una tregua. L'Iran agisce così perché sa che non può davvero vincere in maniera piena su Israele, in quanto gli USA non lo permetterebbero.

Ma poi c'è un altro retroterra da valutare, ed è quello rappresentato diciamo dai BRICS, ma in effetti dai due soci di maggioranza, Cina e Russia. Entrambi sanno che una sconfitta strategica iraniana sarebbe una catastrofe per ogni tentativo di profilarsi come un contropotere rispetto all'Occidente a guida americana. Entrambi hanno trattati di collaborazione e cooperazione con l'Iran, e la Cina ha un interesse vitale alla via di terra che sta approntando verso occidente, e che ha l'Iran al suo cuore. Ma nessuno dei due paese ha basi militari prossime né confini diretti. Dunque ogni sostegno all'Iran tende ad essere visibile. La Russia ha ancora da sbrigare la faccenda ucraina, che, per quanto in fase di accelerazione, drena ancora enormi risorse. Il supporto da parte della Cina e o della Russia potrebbe avvenire attraverso il Pakistan, che è in buoni rapporti con la Russia, aspira a entrare nei Brics, e non vede di buon occhio di trovarsi un Israele vittorioso alle porte di casa.
Ma sono tutte azioni improvvisate, perché l'Ordine Multipolare è ancora in gran parte un'idea filosofica, non un'alleanza operativa.

Qui, come sempre, la variabile fondamentale è il tempo.

Più il conflitto tra Israele e Iran dura, più la posizione del blocco USA-Israele si indebolisce: Israele non è in grado di sopportare un livello di distruzione neanche lontanamente simile a quello che sono adusi a infliggere ai loro nemici.
Simultaneamente, più passa il tempo e più si possono trovare strade per un supporto strutturale dell'Iran da parte russa, ma soprattutto cinese (via Pakistan).
E più passa il tempo, più le cose si vanno semplificando per la Russia sul fronte ucraino.
Forwarded from Andrea Zhok
Il problema è che gli USA capiscono perfettamente che il tempo lavora contro di loro, e che corrono il rischio di trovarsi con una duplice sconfitta strategica in mano, qualcosa che potrebbe mutare le sorti dell'egemonia mondiale prossima ventura.

Sui due fronti, ucraino e medio-orientale, si gioca un'unica partita, dove chi perde si infila in un percorso senza più carte importanti da giocare.

Ecco, anche alla luce del massivo spostamento in corso di forze aeree statunitensi in Europa, il mio timore per i prossimi giorni è che gli USA cerchino un colpo sull'acceleratore su uno o forse entrambi i fronti. Ad esempio un attacco false flag a qualche asset americano potrebbe dare la scusa agli USA per mettere subito in piedi nel conflitto (più probabile in Medio Oriente, ma non è da escludere il fronte russo).

Quanto più in difficoltà è il fronte USA-Israele, tanto più pericoloso per il resto del mondo esso diventa, perché il loro codice utilitarista gli rende idealmente accettabile ogni atto, senza remore morali, purché esso prometta per sé stessi più benefici che costi.
🕰️ MOHAMMAD MOSSADEQ:
L'ENRICO MATTEI DELL'IRAN
Un promemoria storico che in pochi vogliono ricordare


Negli anni ’50, l’Iran era attraversato da forti spinte modernizzatrici, pur restando ancorato a una società tradizionale: un equilibrio fragile che fu infranto dall’ingerenza esterna.
Nel 1953, a guidare il governo c’era Mohammad Mossadeq, un leader laico e socialista. Una delle sue prime decisioni fu considerare il petrolio non come un affare straniero, ma come patrimonio del popolo iraniano. Lo nazionalizzò, rompendo i monopoli delle grandi compagnie britanniche e statunitensi.
Questo atto di sovranità economica fu visto come una minaccia intollerabile da Londra e Washington.
In risposta, i servizi segreti americani e britannici – CIA e MI6 – organizzarono un colpo di Stato. Mossadeq fu deposto con l’inganno e al suo posto fu reinsediato lo Scià di Persia, un monarca autoritario spalleggiato dagli USA.
Cominciò così la trasformazione dell’Iran in uno Stato controllato dall’esterno, in cui repressione interna e ingerenza straniera andavano di pari passo.
La situazione degenerò negli anni. Il popolo iraniano, stremato da corruzione, povertà e mancanza di libertà, trovò un punto di riferimento in un religioso allora in esilio: Ruhollah Khomeini, che prometteva indipendenza e giustizia.
Nel 1979 esplose la Rivoluzione Islamica. Lo Scià fu costretto alla fuga, gli Stati Uniti persero il loro alleato, e l’ambasciata americana fu occupata da studenti rivoluzionari: scoppiò la crisi degli ostaggi.
Da allora, Washington ha alimentato un rancore costante verso Teheran.
Durante la guerra tra Iran e Iraq, gli USA non restarono neutrali: appoggiarono Saddam Hussein, fornendogli armi, intelligence e supporto logistico.
Il bilancio? Circa un milione di morti.
Nel 1988, un altro episodio che quasi nessuno ricorda: una nave da guerra americana abbatté un aereo civile iraniano – il volo Iran Air 655 – uccidendo 290 persone. Tra loro, 66 bambini. Nessuna scusa ufficiale, nessuna ammissione di colpa.
Oggi, a distanza di decenni, la storia sembra ripetersi.
Israele attacca l’Iran. Gli Stati Uniti rispondono: “Siamo con Israele.”
Si parla di "regime change", di portare “libertà” al popolo iraniano.
Un copione già visto.
Ma dietro a queste dichiarazioni si nasconde sempre lo stesso disegno: controllo delle risorse, dominio geopolitico, cancellazione dell’indipendenza altrui.
Mossadeq come Enrico Mattei
La figura di Mohammad Mossadeq può essere letta oggi con uno sguardo diverso, non più solo legato alla storia dell’Iran, ma come parte di un confronto più ampio.
C’è infatti un nome che, in Italia, evoca una battaglia molto simile: Enrico Mattei.
Entrambi rappresentano un'idea pericolosa per gli equilibri di potere globali: quella che le risorse energetiche devono appartenere ai popoli, non a cartelli stranieri. Entrambi, in modo diverso ma parallelo, osarono sfidare le logiche predatorie di Inghilterra e Stati Uniti.
Mossadegh nazionalizzò il petrolio iraniano, togliendolo dal controllo dell’Anglo-Iranian Oil Company (la futura BP).
Mattei, in Italia, attaccò frontalmente il cartello delle Sette Sorelle e cercò nuovi accordi con Paesi produttori emergenti, da protagonista indipendente.
Entrambi furono eliminati quando iniziarono a dare fastidio:
Mossadegh fu rovesciato con un colpo di Stato nel 1953, organizzato da CIA e MI6.
Mattei morì in un misterioso incidente aereo nel 1962, su cui ancora oggi pendono ombre pesanti e depistaggi.
Erano nazionalisti, ma non estremisti. Credevano in una sovranità economica reale, fondata sulla giustizia e sull’autonomia. E proprio per questo, furono dichiarati nemici dai grandi interessi internazionali.
Due uomini, due continenti, la stessa colpa: aver pensato che un popolo potesse alzare la testa senza chiedere il permesso.

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💥💥LE OPERAZIONI SEGRETE DI ISRAELE IN IRAN SUGGERISCONO CHE ERA DIETRO GLI ATTACCHI UCRAINI ALLE BASI AEREE RUSSE

Israele ora produce droni d'attacco all'interno dell'Iran stesso, lanciando attacchi direttamente dal territorio iraniano.

"Ciò rispecchia le tattiche dell'Ucraina contro le nostre basi aeree strategiche: Israele potrebbe essere stato coinvolto in queste provocazioni", ritiene l'esperto militare russo Yuri Knutov.

Attacchi di precisione simultanei prendono di mira i vertici dello stato maggiore iraniano, compresi i generali uccisi in edifici residenziali.

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🇭🇺🇸🇰🇪🇺🇷🇺 Hungría y Eslovaquia bloquearon el plan de la Comisión Europea de rechazar los suministros de petróleo, gas y combustible nuclear procedentes de Rusia, anunció el canciller húngaro, Peter Szijjarto, tras una reunión en Luxemburgo.

El diplomático afirmó que, este plan provocaría un aumento de los precios de la energía en Europa y perjudicaría la economía de toda la UE.

A su vez, Szijjarto agregó que es completamente inaceptable en el contexto del conflicto militar entre Israel e Irán, que podría amenazar la seguridad energética en todo el mundo.
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Forwarded from The General
BREAKING: Iran has declared that the largest missile strike ever to hit Israeli soil is about to begin.

@GeneralMCNews
Forwarded from Angelo Gambella
L'aviazione israeliana ha colpito in pieno giorno la sede della televisione di stato IRIB che ha preso fuoco. #Iran