Forwarded from Andrea Zhok
Tre giorni di conflitto tra Israele e Iran e il mondo si è dimenticato del povero Zelensky. Ricordate Zelensky? Quello che aveva vinto "Ballando con le stelle"? Quello che aveva la stessa simpatica maglietta verde da tre anni a questa parte? Ecco, quello che sta succedendo è che, non appena le telecamere si sono spostate, anche il flusso di armi e finanziamenti (in particolare americani) si sono interrotti di botto. Proprio istantaneamente. E le stesse attività di intelligence e di informazione satellitare americane ora devono essere almeno in parte riorientate sul Medio Oriente.
E nonostante il piglio bellicoso della von der Leyen e la minaccia di scatenare sul fronte russo una Kallas idrofoba, in verità, se si allenta il contributo americano, l'Ucraina ha letteralmente le ore contate.
Ora, grazie all'incontinenza suprematista di Israele, il gioco sulla scacchiera internazionale si è fatto improvvisamente terribilmente complesso e in parte caotico.
Gli USA, essendo una proxy israeliana (e non viceversa), difenderanno a qualunque costo Israele. Questa è l'unica ragione per cui Nethanyahu si è azzardato ad un passo potenzialmente devastante per il proprio paese. Senza supporto logistico, rifornimenti, informazioni satellitari, e intercettazioni americane Israele non avrebbe nessuna speranza in una guerra convenzionale prolungata con l'Iran. Ma Nethanyahu sa che, quando la situazione dovesse farsi davvero grave, lo zio Sam entrerà in scena direttamente.
Questa è la ragione della tattica di risposta iraniana che è al millimetro una strategia Tit for Tat: l'Iran risponde sempre colpendo esattamente e solo le stesse tipologie di obiettivi appena attaccati da Israele: tuo colpisci un centro di ricerca, io colpisco un centro di ricerca, tu colpisci un'infrastruttura energetica, io colpisco un'infrastruttura energetica, tu colpisci i centri di comando militare nella capitale, così faccio io, ecc.. Il senso di questa tattica è di rendersi prevedibile e in questo modo di far capire alla controparte che non c'è un'intenzione di eccedere e che basta che gli attacchi cessino perché si pervenga ad una tregua. L'Iran agisce così perché sa che non può davvero vincere in maniera piena su Israele, in quanto gli USA non lo permetterebbero.
Ma poi c'è un altro retroterra da valutare, ed è quello rappresentato diciamo dai BRICS, ma in effetti dai due soci di maggioranza, Cina e Russia. Entrambi sanno che una sconfitta strategica iraniana sarebbe una catastrofe per ogni tentativo di profilarsi come un contropotere rispetto all'Occidente a guida americana. Entrambi hanno trattati di collaborazione e cooperazione con l'Iran, e la Cina ha un interesse vitale alla via di terra che sta approntando verso occidente, e che ha l'Iran al suo cuore. Ma nessuno dei due paese ha basi militari prossime né confini diretti. Dunque ogni sostegno all'Iran tende ad essere visibile. La Russia ha ancora da sbrigare la faccenda ucraina, che, per quanto in fase di accelerazione, drena ancora enormi risorse. Il supporto da parte della Cina e o della Russia potrebbe avvenire attraverso il Pakistan, che è in buoni rapporti con la Russia, aspira a entrare nei Brics, e non vede di buon occhio di trovarsi un Israele vittorioso alle porte di casa.
Ma sono tutte azioni improvvisate, perché l'Ordine Multipolare è ancora in gran parte un'idea filosofica, non un'alleanza operativa.
Qui, come sempre, la variabile fondamentale è il tempo.
Più il conflitto tra Israele e Iran dura, più la posizione del blocco USA-Israele si indebolisce: Israele non è in grado di sopportare un livello di distruzione neanche lontanamente simile a quello che sono adusi a infliggere ai loro nemici.
Simultaneamente, più passa il tempo e più si possono trovare strade per un supporto strutturale dell'Iran da parte russa, ma soprattutto cinese (via Pakistan).
E più passa il tempo, più le cose si vanno semplificando per la Russia sul fronte ucraino.
E nonostante il piglio bellicoso della von der Leyen e la minaccia di scatenare sul fronte russo una Kallas idrofoba, in verità, se si allenta il contributo americano, l'Ucraina ha letteralmente le ore contate.
Ora, grazie all'incontinenza suprematista di Israele, il gioco sulla scacchiera internazionale si è fatto improvvisamente terribilmente complesso e in parte caotico.
Gli USA, essendo una proxy israeliana (e non viceversa), difenderanno a qualunque costo Israele. Questa è l'unica ragione per cui Nethanyahu si è azzardato ad un passo potenzialmente devastante per il proprio paese. Senza supporto logistico, rifornimenti, informazioni satellitari, e intercettazioni americane Israele non avrebbe nessuna speranza in una guerra convenzionale prolungata con l'Iran. Ma Nethanyahu sa che, quando la situazione dovesse farsi davvero grave, lo zio Sam entrerà in scena direttamente.
Questa è la ragione della tattica di risposta iraniana che è al millimetro una strategia Tit for Tat: l'Iran risponde sempre colpendo esattamente e solo le stesse tipologie di obiettivi appena attaccati da Israele: tuo colpisci un centro di ricerca, io colpisco un centro di ricerca, tu colpisci un'infrastruttura energetica, io colpisco un'infrastruttura energetica, tu colpisci i centri di comando militare nella capitale, così faccio io, ecc.. Il senso di questa tattica è di rendersi prevedibile e in questo modo di far capire alla controparte che non c'è un'intenzione di eccedere e che basta che gli attacchi cessino perché si pervenga ad una tregua. L'Iran agisce così perché sa che non può davvero vincere in maniera piena su Israele, in quanto gli USA non lo permetterebbero.
Ma poi c'è un altro retroterra da valutare, ed è quello rappresentato diciamo dai BRICS, ma in effetti dai due soci di maggioranza, Cina e Russia. Entrambi sanno che una sconfitta strategica iraniana sarebbe una catastrofe per ogni tentativo di profilarsi come un contropotere rispetto all'Occidente a guida americana. Entrambi hanno trattati di collaborazione e cooperazione con l'Iran, e la Cina ha un interesse vitale alla via di terra che sta approntando verso occidente, e che ha l'Iran al suo cuore. Ma nessuno dei due paese ha basi militari prossime né confini diretti. Dunque ogni sostegno all'Iran tende ad essere visibile. La Russia ha ancora da sbrigare la faccenda ucraina, che, per quanto in fase di accelerazione, drena ancora enormi risorse. Il supporto da parte della Cina e o della Russia potrebbe avvenire attraverso il Pakistan, che è in buoni rapporti con la Russia, aspira a entrare nei Brics, e non vede di buon occhio di trovarsi un Israele vittorioso alle porte di casa.
Ma sono tutte azioni improvvisate, perché l'Ordine Multipolare è ancora in gran parte un'idea filosofica, non un'alleanza operativa.
Qui, come sempre, la variabile fondamentale è il tempo.
Più il conflitto tra Israele e Iran dura, più la posizione del blocco USA-Israele si indebolisce: Israele non è in grado di sopportare un livello di distruzione neanche lontanamente simile a quello che sono adusi a infliggere ai loro nemici.
Simultaneamente, più passa il tempo e più si possono trovare strade per un supporto strutturale dell'Iran da parte russa, ma soprattutto cinese (via Pakistan).
E più passa il tempo, più le cose si vanno semplificando per la Russia sul fronte ucraino.
Forwarded from Andrea Zhok
Il problema è che gli USA capiscono perfettamente che il tempo lavora contro di loro, e che corrono il rischio di trovarsi con una duplice sconfitta strategica in mano, qualcosa che potrebbe mutare le sorti dell'egemonia mondiale prossima ventura.
Sui due fronti, ucraino e medio-orientale, si gioca un'unica partita, dove chi perde si infila in un percorso senza più carte importanti da giocare.
Ecco, anche alla luce del massivo spostamento in corso di forze aeree statunitensi in Europa, il mio timore per i prossimi giorni è che gli USA cerchino un colpo sull'acceleratore su uno o forse entrambi i fronti. Ad esempio un attacco false flag a qualche asset americano potrebbe dare la scusa agli USA per mettere subito in piedi nel conflitto (più probabile in Medio Oriente, ma non è da escludere il fronte russo).
Quanto più in difficoltà è il fronte USA-Israele, tanto più pericoloso per il resto del mondo esso diventa, perché il loro codice utilitarista gli rende idealmente accettabile ogni atto, senza remore morali, purché esso prometta per sé stessi più benefici che costi.
Sui due fronti, ucraino e medio-orientale, si gioca un'unica partita, dove chi perde si infila in un percorso senza più carte importanti da giocare.
Ecco, anche alla luce del massivo spostamento in corso di forze aeree statunitensi in Europa, il mio timore per i prossimi giorni è che gli USA cerchino un colpo sull'acceleratore su uno o forse entrambi i fronti. Ad esempio un attacco false flag a qualche asset americano potrebbe dare la scusa agli USA per mettere subito in piedi nel conflitto (più probabile in Medio Oriente, ma non è da escludere il fronte russo).
Quanto più in difficoltà è il fronte USA-Israele, tanto più pericoloso per il resto del mondo esso diventa, perché il loro codice utilitarista gli rende idealmente accettabile ogni atto, senza remore morali, purché esso prometta per sé stessi più benefici che costi.
Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
🕰️ MOHAMMAD MOSSADEQ:
L'ENRICO MATTEI DELL'IRAN
Un promemoria storico che in pochi vogliono ricordare
Negli anni ’50, l’Iran era attraversato da forti spinte modernizzatrici, pur restando ancorato a una società tradizionale: un equilibrio fragile che fu infranto dall’ingerenza esterna.
Nel 1953, a guidare il governo c’era Mohammad Mossadeq, un leader laico e socialista. Una delle sue prime decisioni fu considerare il petrolio non come un affare straniero, ma come patrimonio del popolo iraniano. Lo nazionalizzò, rompendo i monopoli delle grandi compagnie britanniche e statunitensi.
Questo atto di sovranità economica fu visto come una minaccia intollerabile da Londra e Washington.
In risposta, i servizi segreti americani e britannici – CIA e MI6 – organizzarono un colpo di Stato. Mossadeq fu deposto con l’inganno e al suo posto fu reinsediato lo Scià di Persia, un monarca autoritario spalleggiato dagli USA.
Cominciò così la trasformazione dell’Iran in uno Stato controllato dall’esterno, in cui repressione interna e ingerenza straniera andavano di pari passo.
La situazione degenerò negli anni. Il popolo iraniano, stremato da corruzione, povertà e mancanza di libertà, trovò un punto di riferimento in un religioso allora in esilio: Ruhollah Khomeini, che prometteva indipendenza e giustizia.
Nel 1979 esplose la Rivoluzione Islamica. Lo Scià fu costretto alla fuga, gli Stati Uniti persero il loro alleato, e l’ambasciata americana fu occupata da studenti rivoluzionari: scoppiò la crisi degli ostaggi.
Da allora, Washington ha alimentato un rancore costante verso Teheran.
Durante la guerra tra Iran e Iraq, gli USA non restarono neutrali: appoggiarono Saddam Hussein, fornendogli armi, intelligence e supporto logistico.
Il bilancio? Circa un milione di morti.
Nel 1988, un altro episodio che quasi nessuno ricorda: una nave da guerra americana abbatté un aereo civile iraniano – il volo Iran Air 655 – uccidendo 290 persone. Tra loro, 66 bambini. Nessuna scusa ufficiale, nessuna ammissione di colpa.
Oggi, a distanza di decenni, la storia sembra ripetersi.
Israele attacca l’Iran. Gli Stati Uniti rispondono: “Siamo con Israele.”
Si parla di "regime change", di portare “libertà” al popolo iraniano.
Un copione già visto.
Ma dietro a queste dichiarazioni si nasconde sempre lo stesso disegno: controllo delle risorse, dominio geopolitico, cancellazione dell’indipendenza altrui.
Mossadeq come Enrico Mattei
La figura di Mohammad Mossadeq può essere letta oggi con uno sguardo diverso, non più solo legato alla storia dell’Iran, ma come parte di un confronto più ampio.
C’è infatti un nome che, in Italia, evoca una battaglia molto simile: Enrico Mattei.
Entrambi rappresentano un'idea pericolosa per gli equilibri di potere globali: quella che le risorse energetiche devono appartenere ai popoli, non a cartelli stranieri. Entrambi, in modo diverso ma parallelo, osarono sfidare le logiche predatorie di Inghilterra e Stati Uniti.
Mossadegh nazionalizzò il petrolio iraniano, togliendolo dal controllo dell’Anglo-Iranian Oil Company (la futura BP).
Mattei, in Italia, attaccò frontalmente il cartello delle Sette Sorelle e cercò nuovi accordi con Paesi produttori emergenti, da protagonista indipendente.
Entrambi furono eliminati quando iniziarono a dare fastidio:
Mossadegh fu rovesciato con un colpo di Stato nel 1953, organizzato da CIA e MI6.
Mattei morì in un misterioso incidente aereo nel 1962, su cui ancora oggi pendono ombre pesanti e depistaggi.
Erano nazionalisti, ma non estremisti. Credevano in una sovranità economica reale, fondata sulla giustizia e sull’autonomia. E proprio per questo, furono dichiarati nemici dai grandi interessi internazionali.
L'ENRICO MATTEI DELL'IRAN
Un promemoria storico che in pochi vogliono ricordare
Negli anni ’50, l’Iran era attraversato da forti spinte modernizzatrici, pur restando ancorato a una società tradizionale: un equilibrio fragile che fu infranto dall’ingerenza esterna.
Nel 1953, a guidare il governo c’era Mohammad Mossadeq, un leader laico e socialista. Una delle sue prime decisioni fu considerare il petrolio non come un affare straniero, ma come patrimonio del popolo iraniano. Lo nazionalizzò, rompendo i monopoli delle grandi compagnie britanniche e statunitensi.
Questo atto di sovranità economica fu visto come una minaccia intollerabile da Londra e Washington.
In risposta, i servizi segreti americani e britannici – CIA e MI6 – organizzarono un colpo di Stato. Mossadeq fu deposto con l’inganno e al suo posto fu reinsediato lo Scià di Persia, un monarca autoritario spalleggiato dagli USA.
Cominciò così la trasformazione dell’Iran in uno Stato controllato dall’esterno, in cui repressione interna e ingerenza straniera andavano di pari passo.
La situazione degenerò negli anni. Il popolo iraniano, stremato da corruzione, povertà e mancanza di libertà, trovò un punto di riferimento in un religioso allora in esilio: Ruhollah Khomeini, che prometteva indipendenza e giustizia.
Nel 1979 esplose la Rivoluzione Islamica. Lo Scià fu costretto alla fuga, gli Stati Uniti persero il loro alleato, e l’ambasciata americana fu occupata da studenti rivoluzionari: scoppiò la crisi degli ostaggi.
Da allora, Washington ha alimentato un rancore costante verso Teheran.
Durante la guerra tra Iran e Iraq, gli USA non restarono neutrali: appoggiarono Saddam Hussein, fornendogli armi, intelligence e supporto logistico.
Il bilancio? Circa un milione di morti.
Nel 1988, un altro episodio che quasi nessuno ricorda: una nave da guerra americana abbatté un aereo civile iraniano – il volo Iran Air 655 – uccidendo 290 persone. Tra loro, 66 bambini. Nessuna scusa ufficiale, nessuna ammissione di colpa.
Oggi, a distanza di decenni, la storia sembra ripetersi.
Israele attacca l’Iran. Gli Stati Uniti rispondono: “Siamo con Israele.”
Si parla di "regime change", di portare “libertà” al popolo iraniano.
Un copione già visto.
Ma dietro a queste dichiarazioni si nasconde sempre lo stesso disegno: controllo delle risorse, dominio geopolitico, cancellazione dell’indipendenza altrui.
Mossadeq come Enrico Mattei
La figura di Mohammad Mossadeq può essere letta oggi con uno sguardo diverso, non più solo legato alla storia dell’Iran, ma come parte di un confronto più ampio.
C’è infatti un nome che, in Italia, evoca una battaglia molto simile: Enrico Mattei.
Entrambi rappresentano un'idea pericolosa per gli equilibri di potere globali: quella che le risorse energetiche devono appartenere ai popoli, non a cartelli stranieri. Entrambi, in modo diverso ma parallelo, osarono sfidare le logiche predatorie di Inghilterra e Stati Uniti.
Mossadegh nazionalizzò il petrolio iraniano, togliendolo dal controllo dell’Anglo-Iranian Oil Company (la futura BP).
Mattei, in Italia, attaccò frontalmente il cartello delle Sette Sorelle e cercò nuovi accordi con Paesi produttori emergenti, da protagonista indipendente.
Entrambi furono eliminati quando iniziarono a dare fastidio:
Mossadegh fu rovesciato con un colpo di Stato nel 1953, organizzato da CIA e MI6.
Mattei morì in un misterioso incidente aereo nel 1962, su cui ancora oggi pendono ombre pesanti e depistaggi.
Erano nazionalisti, ma non estremisti. Credevano in una sovranità economica reale, fondata sulla giustizia e sull’autonomia. E proprio per questo, furono dichiarati nemici dai grandi interessi internazionali.
Due uomini, due continenti, la stessa colpa: aver pensato che un popolo potesse alzare la testa senza chiedere il permesso.
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Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
Israele ora produce droni d'attacco all'interno dell'Iran stesso, lanciando attacchi direttamente dal territorio iraniano.
"Ciò rispecchia le tattiche dell'Ucraina contro le nostre basi aeree strategiche: Israele potrebbe essere stato coinvolto in queste provocazioni", ritiene l'esperto militare russo Yuri Knutov.
Attacchi di precisione simultanei prendono di mira i vertici dello stato maggiore iraniano, compresi i generali uccisi in edifici residenziali.
Ultime notizie sulla guerra Iran-Israele: aggiornamenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7 | Chat | Segui @geopolitics_live
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Forwarded from TASS - Agencia rusa de noticias
El diplomático afirmó que, este plan provocaría un aumento de los precios de la energía en Europa y perjudicaría la economía de toda la UE.
A su vez, Szijjarto agregó que es completamente inaceptable en el contexto del conflicto militar entre Israel e Irán, que podría amenazar la seguridad energética en todo el mundo.
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Forwarded from The General
BREAKING: Iran has declared that the largest missile strike ever to hit Israeli soil is about to begin.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from Angelo Gambella
L'aviazione israeliana ha colpito in pieno giorno la sede della televisione di stato IRIB che ha preso fuoco. #Iran
Forwarded from Angelo Gambella
Per la cronaca la IRINN sta trasmettendo regolarmente con la stessa conduttrice di IRIB che era in diretta al momento in cui una bomba planante di aereo ha centrato l'edificio.
Come IDF ha avvisato Teheran che avrebbe colpito TV e città, così la IRGC ha avvisato Tel Aviv.
Ci aspettiamo ad ore un attacco (significativo o meno lo vedremo) a Tel Aviv; questo è stato appena ribadito dai canali TV iraniani che trasmettono regolarmente.
Come IDF ha avvisato Teheran che avrebbe colpito TV e città, così la IRGC ha avvisato Tel Aviv.
Ci aspettiamo ad ore un attacco (significativo o meno lo vedremo) a Tel Aviv; questo è stato appena ribadito dai canali TV iraniani che trasmettono regolarmente.
Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
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"IL TERRORISMO È L' ATTACCO DELIBERATO E SISTEMATICO CONTRO CIVILI E INNOCENTI"
A dirlo è udite udite, rullo di tamburi, Benjamin Netanyahu in questa ottima intervista del 1986 condotta da Gianni Minoli.
Benjamin Netanyahu definisce il terrorismo come “attacco deliberato e sistematico contro civili innocenti per fini politici.”
Rifiuta ogni equiparazione con le lotte di liberazione, dichiarando: “La scelta dei mezzi rivela i veri fini.”
Secondo Netanyahu, il terrorismo internazionale moderno è alimentato da due motori ideologici: il totalitarismo comunista e il fondamentalismo islamico.
Per lui, la distinzione non è nel fine ma nel metodo: “Chi attacca civili come bersaglio diretto è un terrorista, non un combattente per la libertà.”
A dirlo è udite udite, rullo di tamburi, Benjamin Netanyahu in questa ottima intervista del 1986 condotta da Gianni Minoli.
Benjamin Netanyahu definisce il terrorismo come “attacco deliberato e sistematico contro civili innocenti per fini politici.”
Rifiuta ogni equiparazione con le lotte di liberazione, dichiarando: “La scelta dei mezzi rivela i veri fini.”
Secondo Netanyahu, il terrorismo internazionale moderno è alimentato da due motori ideologici: il totalitarismo comunista e il fondamentalismo islamico.
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SEGRETI MA NON SEGRETISSIMI. 👀
L'agenzia Tasnim ha pubblicato un modello 3D dei centri segreti militari e di intelligence in Israele.
🇮🇱 Il territorio israeliano diventerà presto inabitabile, ha avvertito un portavoce militare iraniano, invitando la popolazione a lasciare il Paese.
Segui➡️ 🌐 t.me/ArsenaleKappa 🅰️ 💥 💥
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L'agenzia Tasnim ha pubblicato un modello 3D dei centri segreti militari e di intelligence in Israele.
🇮🇱 Il territorio israeliano diventerà presto inabitabile, ha avvertito un portavoce militare iraniano, invitando la popolazione a lasciare il Paese.
Ebrahim Rezaei, membro della Commissione per la sicurezza nazionale dell'Iran, ha affermato che le operazioni militari contro Israele continueranno nelle prossime settimane, finché il nemico non si ritirerà completamente.
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Forwarded from MITTDOLCINO.COM Channel
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"Il loro piano, che chiamano il Grande Reset, prosciugherà tutto ciò che resta nei vostri conti in banca e priverà la classe media in difficoltà del suo capitale residuo."
"Durante il Covid, il WEF ha di fatto imposto i lockdown che hanno spostato 4 trilioni di dollari verso questa nuova oligarchia di miliardari aziendali.
I banchieri e le società di investimento hanno fatto incetta delle nostre case, pubblicizzando che non possederete nulla e sarete felici."
"Hanno un piano, ma il mio piano è fermarli."
Vinceremo questa battaglia insieme. Unisciti a noi!
t.me/RobertKennedyJr_Official ✅
"Durante il Covid, il WEF ha di fatto imposto i lockdown che hanno spostato 4 trilioni di dollari verso questa nuova oligarchia di miliardari aziendali.
I banchieri e le società di investimento hanno fatto incetta delle nostre case, pubblicizzando che non possederete nulla e sarete felici."
"Hanno un piano, ma il mio piano è fermarli."
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t.me/RobertKennedyJr_Official ✅
Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
📺 DISDIRE IL CANONE RAI (LEGALMENTE)
✂️ Risparmia subito 45 euro entro il 30 giugno – e lancia un segnale
La tassa più odiata dagli italiani si può evitare… almeno per metà.
Il canone RAI non è un abbonamento, ma una tassa sul possesso di un televisore collegato all’antenna del digitale terrestre.
Ma se non ricevi più il segnale del digitale terrestre, puoi fare disdetta. Ed è tutto perfettamente legale.
👉 Se fai disdetta entro il 30 giugno 2025, NON paghi il canone da luglio a dicembre: 45€ risparmiati.
🧠 COME FARE: guida tecnica passo passo
📎 Link diretto per la procedura online (ufficiale):
👉 Dichiarazione sostitutiva e invio online sul sito dell’Agenzia delle Entrate:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/agevolazioni/canone-tv/dichiarazione-sostitutiva-invio-online
✅ Cosa devi fare
Accedi al link con le tue credenziali SPID, CIE, o Fisconline.
Compila il Quadro A (se dichiari che nessuno in famiglia ha un televisore collegato all’antenna).
Firma digitalmente.
Invia la dichiarazione entro il 30 giugno 2025, ore 23:59.
Ricevi la ricevuta ufficiale da conservare.
Inviare tutto via PEC all’indirizzo:
cp22.sat@postacertificata.rai.it
(attento: serve firma digitale)
✂️ Risparmia subito 45 euro entro il 30 giugno – e lancia un segnale
La tassa più odiata dagli italiani si può evitare… almeno per metà.
Il canone RAI non è un abbonamento, ma una tassa sul possesso di un televisore collegato all’antenna del digitale terrestre.
Ma se non ricevi più il segnale del digitale terrestre, puoi fare disdetta. Ed è tutto perfettamente legale.
👉 Se fai disdetta entro il 30 giugno 2025, NON paghi il canone da luglio a dicembre: 45€ risparmiati.
🧠 COME FARE: guida tecnica passo passo
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👉 Dichiarazione sostitutiva e invio online sul sito dell’Agenzia delle Entrate:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/agevolazioni/canone-tv/dichiarazione-sostitutiva-invio-online
✅ Cosa devi fare
Accedi al link con le tue credenziali SPID, CIE, o Fisconline.
Compila il Quadro A (se dichiari che nessuno in famiglia ha un televisore collegato all’antenna).
Firma digitalmente.
Invia la dichiarazione entro il 30 giugno 2025, ore 23:59.
Ricevi la ricevuta ufficiale da conservare.
📌 La disdetta vale solo per 6 mesi: se vuoi evitare il pagamento anche da gennaio a giugno 2026, dovrai rifare la procedura entro il 31 gennaio 2026.
Alternativa via posta o PEC tradizionale
Se preferisci NON usare la procedura online, puoi anche:
Scaricare il modulo PDF sempre dalla pagina ufficiale.
Compilarlo, firmarlo, allegare copia del documento.
Spedire via raccomandata A/R a:
Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti TVoppure
Casella postale 22 – 10121 Torino
Inviare tutto via PEC all’indirizzo:
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(attento: serve firma digitale)
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Forwarded from Bello, Onesto, emigrato Australia
"Ricercatori internazionali hanno annunciato la scoperta di un mondo perduto di oltre 30 milioni di anni sotto i ghiacci dell'Antartide, che potrebbe essere stato ricco di fiumi, foreste e forse anche palme".
Chissà quante Panda diesel avevano 30 milioni di anni fa per causare tutto quel riscaldamento globale.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Chissà quante Panda diesel avevano 30 milioni di anni fa per causare tutto quel riscaldamento globale.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
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Forwarded from Megatron
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BREAKING:
🇮🇱🇮🇷 New wave of Iranian ballistics are hitting Israel this morning
Israel estimates about 20 Iranian ballistic missiles were launched, with 5 direct impacts in Tel Aviv
Iran is changing tactics.
@Megatron_ron
🇮🇱🇮🇷 New wave of Iranian ballistics are hitting Israel this morning
Israel estimates about 20 Iranian ballistic missiles were launched, with 5 direct impacts in Tel Aviv
Iran is changing tactics.
@Megatron_ron
Forwarded from Megatron
🇮🇷🇮🇱 Iran’s nuclear sites have not suffered damage since Friday, says energy chief, reports the Guardian.
It was the first day that Israel carried out a shock attack and paralyzed Iran's air defenses.
Israel failed to achieve its goal with its attack on Iran and managed to damage only one nuclear facility the surface of Natanz, which is a scratch.
Iran restarted its air defenses and began dismantling the internal Mossad network that actually carried out the largest attack for Israel.
Israel now mainly attacks with F-35s from Iraqi airspace and only hits tin shacks located on the surface of huge underground storage facilities.
Iran on the other hand has successfully drastically destroyed Israel's air defense capability and now Israel is a sitting duck.
That's why there's this panic by Netanyahu, who is begging the US day and night to enter the war.
The United States has the only such bunker boosters that can destroy such Iranian underground storage facilities.
But the price Trump has to pay is destroyed US military bases across the Middle East, a massive spike in oil prices, and severe economic consequences for Europe and the West.
It will be disastrous for everyone.
@Megatron_ron
It was the first day that Israel carried out a shock attack and paralyzed Iran's air defenses.
Israel failed to achieve its goal with its attack on Iran and managed to damage only one nuclear facility the surface of Natanz, which is a scratch.
Iran restarted its air defenses and began dismantling the internal Mossad network that actually carried out the largest attack for Israel.
Israel now mainly attacks with F-35s from Iraqi airspace and only hits tin shacks located on the surface of huge underground storage facilities.
Iran on the other hand has successfully drastically destroyed Israel's air defense capability and now Israel is a sitting duck.
That's why there's this panic by Netanyahu, who is begging the US day and night to enter the war.
The United States has the only such bunker boosters that can destroy such Iranian underground storage facilities.
But the price Trump has to pay is destroyed US military bases across the Middle East, a massive spike in oil prices, and severe economic consequences for Europe and the West.
It will be disastrous for everyone.
@Megatron_ron