Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Trump e il "destino manifesto" degli Stati Uniti
«Grazie ai patrioti americani che hanno portato queste nostre macchine magnifiche nei cieli iraniani. Ci sono ancora molti obiettivi da colpire, ma è il momento della pace. Se non ci sarà la pace andremo avanti con altri obiettivi». Lui si sta divertendo un mondo. Il 29 aprile lo aveva ammesso alla rivista The Atlantic: “Mi sto divertendo molto. La prima volta, avevo due cose da fare: governare il paese e sopravvivere [...]. La seconda volta, guido il paese e il mondo”. Ha firmato decreti esecutivi come se mangiasse pistacchi all’aperitivo, umilia e minaccia, fa crollare le borse, bombarda e invia armi a destra e a manca, insomma fa come qualsiasi altro presidente americano. Lo stesso 29 aprile, era a un comizio a Warren, nel Michigan, per celebrare davanti ai suoi fan “i primi 100 giorni di maggior successo di qualsiasi amministrazione nella storia del nostro paese [...]. Abbiamo appena iniziato, non hai ancora visto nulla!”. Si, ride di gusto. E poi, perche dovrebbe essere triste, visto che “Dio mi ha salvato affinche potessi rendere di nuovo grande l’America”?
Quale dio? Ce ne sono per tutti i gusti, i bisogni e gli stati d’animo, compreso quello idealizzato sulle banconote da un dollaro. Se la ragione non ha alcun posto in questo contesto – il che accade raramente quando s’invoca Dio come fanno tutti i presidenti – la determinazione c’e. Si tratta di una interpretazione del potere – della nazione piu armata e potente del mondo – al servizio di un’ideologia che e essenzialmente totalitaria, quale appunto e quella del capitalismo imperiale. Perche dunque meravigliarsi dell'ennesima guerra d'aggressione made in Usa? C’e una sostanziale differenza tra l’oggi e il passato?
Non e certo la prima volta che cio accade, ma e la prima volta che chi e al comando dichiara esplicitamente e ruvidamente il suo progetto di classe: riconfigurare le istituzioni, sia nazionali che internazionali, al fine di instaurare un ordine assolutista composto dai piu forti, dai piu ricchi e dai piu illuminati purche di madre lingua anglosassone. Trump è l'ennesima incarnazione dell'America del "destino manifesto" mixato con gli istinti animali del capitalismo al suo crepuscolo, inevitabilmente segnato dalla guerra globale del Bene contro il Male. Come scrive Sergio Romano nel Declino dell'impero americano: "Dal primo giorno della loro esistenza gli Stati Uniti sono una potenza imperiale. Le radici religiose, il sentimento delle proprie virtù, la convinzione che il Paese abbia un 'destino manifesto', hanno instillato nella società americana la certezza della sua superiorità politica e morale. Sono stati imperiali sin da quando proclamarono la dottrina Monroe nel 1823".
Mario Rossi via Facebook
«Grazie ai patrioti americani che hanno portato queste nostre macchine magnifiche nei cieli iraniani. Ci sono ancora molti obiettivi da colpire, ma è il momento della pace. Se non ci sarà la pace andremo avanti con altri obiettivi». Lui si sta divertendo un mondo. Il 29 aprile lo aveva ammesso alla rivista The Atlantic: “Mi sto divertendo molto. La prima volta, avevo due cose da fare: governare il paese e sopravvivere [...]. La seconda volta, guido il paese e il mondo”. Ha firmato decreti esecutivi come se mangiasse pistacchi all’aperitivo, umilia e minaccia, fa crollare le borse, bombarda e invia armi a destra e a manca, insomma fa come qualsiasi altro presidente americano. Lo stesso 29 aprile, era a un comizio a Warren, nel Michigan, per celebrare davanti ai suoi fan “i primi 100 giorni di maggior successo di qualsiasi amministrazione nella storia del nostro paese [...]. Abbiamo appena iniziato, non hai ancora visto nulla!”. Si, ride di gusto. E poi, perche dovrebbe essere triste, visto che “Dio mi ha salvato affinche potessi rendere di nuovo grande l’America”?
Quale dio? Ce ne sono per tutti i gusti, i bisogni e gli stati d’animo, compreso quello idealizzato sulle banconote da un dollaro. Se la ragione non ha alcun posto in questo contesto – il che accade raramente quando s’invoca Dio come fanno tutti i presidenti – la determinazione c’e. Si tratta di una interpretazione del potere – della nazione piu armata e potente del mondo – al servizio di un’ideologia che e essenzialmente totalitaria, quale appunto e quella del capitalismo imperiale. Perche dunque meravigliarsi dell'ennesima guerra d'aggressione made in Usa? C’e una sostanziale differenza tra l’oggi e il passato?
Non e certo la prima volta che cio accade, ma e la prima volta che chi e al comando dichiara esplicitamente e ruvidamente il suo progetto di classe: riconfigurare le istituzioni, sia nazionali che internazionali, al fine di instaurare un ordine assolutista composto dai piu forti, dai piu ricchi e dai piu illuminati purche di madre lingua anglosassone. Trump è l'ennesima incarnazione dell'America del "destino manifesto" mixato con gli istinti animali del capitalismo al suo crepuscolo, inevitabilmente segnato dalla guerra globale del Bene contro il Male. Come scrive Sergio Romano nel Declino dell'impero americano: "Dal primo giorno della loro esistenza gli Stati Uniti sono una potenza imperiale. Le radici religiose, il sentimento delle proprie virtù, la convinzione che il Paese abbia un 'destino manifesto', hanno instillato nella società americana la certezza della sua superiorità politica e morale. Sono stati imperiali sin da quando proclamarono la dottrina Monroe nel 1823".
Mario Rossi via Facebook
Forwarded from Cesare Sacchetti
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Stanotte, Donald Trump ha messo in atto la fotocopia di quanto accadde con la Siria qualche anno prima. Pressato dalla lobby sionista neocon, decise di bombardare il vuoto con il consenso della Russia e della Siria. Stanotte ha fatto lo stesso. Questo sarebbe il sito di Fordow. Nessun danno, niente fumo e nessuna vittima. Trump ha chiaramente detto che dopo questa "azione" non farà più nulla. Si tratta di un'altra cortina fumogena con la quale Trump si è preso gioco di Israele. L'Iran ha già ripreso a bombardare Israele che è esattamente sola come prima.
Forwarded from La Banda degli Idraulici
INTANTO IN M.O.
Netanyahu sta eseguendo alla lettera il suo compito.
È ormai chiaro per tutti che avrebbe potuto bloccare il surreale blitz di quattro scappati di casa in infradito, motorini e ultraleggeri in pochi minuti. Lo avrebbe potuto fare prima che si muovessero (evitando vittime innocenti) e lo avrebbe potuto fare dopo (per un riscontro mediatico ancora migliore). Ma non l’ha fatto, fottendosene del suo popolo, fottendosene delle atrocità che sarebbero state inflitte a donne, uomini, bambini e anziani. Impossibile che i Servizi più efficienti al mondo (pensate alla detonazione in contemporanea di migliaia di cellulari e cerca persone Hezbollah) e di conseguenza il capo del governo non sapessero.
Netanyahu ha lasciato che succedesse, ora lo hanno capito tutti, anche i più sprovveduti…
Noi andiamo oltre.
Il motivo non è semplicemente quello di rimanere in sella. Il motivo, la ragione fondamentale per cui il primo ministro peggiore della storia di Israele ha lasciato che il “7 Ottobre” capitasse, è legato all’obiettivo che gli è stato assegnato dai soliti ignoti: la distruzione, piaccia o non piaccia, dell’unico Stato (a parte la Russia che difatti è stata costretta all’Operazione Militare Speciale), l’unico Stato, dicevamo, che mai potrà accettare di abbandonare la propria Sovranità Nazionale nelle mani di banchieri e capitalisti apolidi.
Ecco la vera ragione delle scelte del capo del governo israeliano. E se Netanyahu è il peggior primo ministro che Israele abbia mai avuto, il suo più acerrimo oppositore, uno degli organizzatori delle manifestazioni contro il suo governo è il
militare più decorato della storia d’Israele: il Generale (par) Ehud Barack.
E se da oggi stanno tutti contro Israele, da Greta Thumberg a Crosetto passando per Soros… Una caZZa di motivo ci sarà.
Netanyahu è il sosia di Zelensky. Entrambi, seppur per motivi diversi, stanno lavorando per i burattinai apolidi del NWO.
🇮🇹 Smetti la bamba,
stai con la Banda🇷🇺
🤙 https://t.me/labandadegliidraulici
Netanyahu sta eseguendo alla lettera il suo compito.
È ormai chiaro per tutti che avrebbe potuto bloccare il surreale blitz di quattro scappati di casa in infradito, motorini e ultraleggeri in pochi minuti. Lo avrebbe potuto fare prima che si muovessero (evitando vittime innocenti) e lo avrebbe potuto fare dopo (per un riscontro mediatico ancora migliore). Ma non l’ha fatto, fottendosene del suo popolo, fottendosene delle atrocità che sarebbero state inflitte a donne, uomini, bambini e anziani. Impossibile che i Servizi più efficienti al mondo (pensate alla detonazione in contemporanea di migliaia di cellulari e cerca persone Hezbollah) e di conseguenza il capo del governo non sapessero.
Netanyahu ha lasciato che succedesse, ora lo hanno capito tutti, anche i più sprovveduti…
Noi andiamo oltre.
Il motivo non è semplicemente quello di rimanere in sella. Il motivo, la ragione fondamentale per cui il primo ministro peggiore della storia di Israele ha lasciato che il “7 Ottobre” capitasse, è legato all’obiettivo che gli è stato assegnato dai soliti ignoti: la distruzione, piaccia o non piaccia, dell’unico Stato (a parte la Russia che difatti è stata costretta all’Operazione Militare Speciale), l’unico Stato, dicevamo, che mai potrà accettare di abbandonare la propria Sovranità Nazionale nelle mani di banchieri e capitalisti apolidi.
Ecco la vera ragione delle scelte del capo del governo israeliano. E se Netanyahu è il peggior primo ministro che Israele abbia mai avuto, il suo più acerrimo oppositore, uno degli organizzatori delle manifestazioni contro il suo governo è il
militare più decorato della storia d’Israele: il Generale (par) Ehud Barack.
E se da oggi stanno tutti contro Israele, da Greta Thumberg a Crosetto passando per Soros… Una caZZa di motivo ci sarà.
Netanyahu è il sosia di Zelensky. Entrambi, seppur per motivi diversi, stanno lavorando per i burattinai apolidi del NWO.
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Forwarded from The General
BREAKING: Russia’s Dmitry Medvedev says multiple countries are now willing to directly supply Iran with nuclear warheads.
@GeneralMCNews
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Good morning, Tel Aviv! Iran greeted the settlers with a Kheibar Shekan medium-range ballistic missile for the first time. @LauraRuHK
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
22 June is the Day of Remembrance and Sorrow (День памяти и скорби.) On that day in 1941 Nazi Germany started its invasion of the Soviet Union during World War II. On 22 June 2025 the US attacked Iran. Do you think it's just a coincidence (👍) or a deliberate provocation (🔥)? @LauraRuHK
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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Forwarded from Geopolitics Prime
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He hopes the strikes on Iran might reset diplomacy.
🤡
Latest on Iran-Israel war – updates 24/7 | Chat | Follow @geopolitics_live
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Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🔴🇺🇸🇨🇳🇮🇷"Gli Stati Uniti stanno sollecitando la Cina a fare pressione sull'Iran affinché non chiuda lo Stretto di Hormuz"
- Segretario di Stato americano, Marco Rubio
- Segretario di Stato americano, Marco Rubio
Forwarded from Ultimo Uomo ☧
Il sole influenza il clima, il clima ha un impatto sull'agricoltura, gli alti prezzi dei prodotti alimentari provocano disordini e problemi economici, e questi provocano la guerra?
Forwarded from Megatron
NEW: 🇮🇱🇮🇷 After the U.S. attack on Fordow, Israel seeks an end to the war in the short term – Kann
@Megatron_ron
@Megatron_ron
Forwarded from Megatron
BREAKING:
🇮🇷🇮🇱 Iran estimates that the war will last up to 6 months, and has planned for this – Fars News
Iran wants to focus on continuing the war against Israel with increasing intensity, and emphasizes that Israel is simultaneously the 'main base' of the United States in the region.
@Megatron_ron
🇮🇷🇮🇱 Iran estimates that the war will last up to 6 months, and has planned for this – Fars News
Iran wants to focus on continuing the war against Israel with increasing intensity, and emphasizes that Israel is simultaneously the 'main base' of the United States in the region.
@Megatron_ron
Forwarded from Andrea Zhok
Gli Stati Uniti hanno insegnato a tutto il mondo una lezione definitiva, scolpita nella roccia della storia, irrevocabile.
Nel nuovo mondo coraggioso che essi stessi hanno portato alla luce esisteranno solo due tipi di soggetti: i servi di bottega e i detentori di ordigni nucleari.
Se una nazione vorrà essere uno stato sovrano, indipendente, non dovrà solo avere un esercito, che di per sé può essere in gran parte decorativo: dovrà presentarsi come una credibile minaccia nucleare.
Da oggi, con tanti saluti ai trattati di non proliferazione nucleare, varrà il "liberi tutti" e i decenni a venire saranno decenni di rinnovata corsa agli armamenti di tipo terminale (per lo più clandestina, perché se ti sottoponi ai controlli internazionali, poi basta un Raphael Grossi a molla qualunque e ti ritrovi bombardato).
L'evidente colpa dell'Iran non è stata di essere una minaccia eccessiva, ma di non esserlo a sufficienza.
La sua colpa non è stata di essere immorale, ma di aver ecceduto - per gli standard internazionali correnti - in scrupoli morali.
Questo vale anche sul piano interno, per inciso. Se l'Iran fosse stato il terribile, occhiuto stato di polizia che viene dipinto essere, non avrebbe avuto decine di scienziati e vertici militari che dormivano a casa, in famiglia, con indirizzi pubblicamente reperibili. Nessuna infiltrazione dell'Intelligence di questo livello sarebbe potuta avvenire nei paesi del vecchio blocco comunista, precisamente perché erano stati di polizia. La paranoia che spesso viene irrisa nei film hollywoodiani sull'ex patto di Varsavia era in effetti realismo, in una guerra che si sapeva giocata con avversari totalmente privi di remore.
E' estremamente spiacevole dirlo, ma il problema dell'Iran è stato di essersi fidato troppo, di aver avuto fiducia nelle trattative, di aver avuto fiducia nell'onorabilità dei suoi avversari, o almeno nel loro senso di preservazione, nell'altrui attaccamento alla vita.
Una volta di più gli USA si sono dimostrati per eccellenza il Diseducatore Planetario per eccellenza. (E, permettetemi la nota amara: l'americanizzazione della cultura, anche accademica, europea, è una brillante evidenza di questo imbarbarimento.)
Nel nuovo mondo coraggioso che essi stessi hanno portato alla luce esisteranno solo due tipi di soggetti: i servi di bottega e i detentori di ordigni nucleari.
Se una nazione vorrà essere uno stato sovrano, indipendente, non dovrà solo avere un esercito, che di per sé può essere in gran parte decorativo: dovrà presentarsi come una credibile minaccia nucleare.
Da oggi, con tanti saluti ai trattati di non proliferazione nucleare, varrà il "liberi tutti" e i decenni a venire saranno decenni di rinnovata corsa agli armamenti di tipo terminale (per lo più clandestina, perché se ti sottoponi ai controlli internazionali, poi basta un Raphael Grossi a molla qualunque e ti ritrovi bombardato).
L'evidente colpa dell'Iran non è stata di essere una minaccia eccessiva, ma di non esserlo a sufficienza.
La sua colpa non è stata di essere immorale, ma di aver ecceduto - per gli standard internazionali correnti - in scrupoli morali.
Questo vale anche sul piano interno, per inciso. Se l'Iran fosse stato il terribile, occhiuto stato di polizia che viene dipinto essere, non avrebbe avuto decine di scienziati e vertici militari che dormivano a casa, in famiglia, con indirizzi pubblicamente reperibili. Nessuna infiltrazione dell'Intelligence di questo livello sarebbe potuta avvenire nei paesi del vecchio blocco comunista, precisamente perché erano stati di polizia. La paranoia che spesso viene irrisa nei film hollywoodiani sull'ex patto di Varsavia era in effetti realismo, in una guerra che si sapeva giocata con avversari totalmente privi di remore.
E' estremamente spiacevole dirlo, ma il problema dell'Iran è stato di essersi fidato troppo, di aver avuto fiducia nelle trattative, di aver avuto fiducia nell'onorabilità dei suoi avversari, o almeno nel loro senso di preservazione, nell'altrui attaccamento alla vita.
Una volta di più gli USA si sono dimostrati per eccellenza il Diseducatore Planetario per eccellenza. (E, permettetemi la nota amara: l'americanizzazione della cultura, anche accademica, europea, è una brillante evidenza di questo imbarbarimento.)
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
⚡️The Iranian parliament has agreed that the Strait of Hormuz, which connects the Persian Gulf to the Arabian Sea, should be closed.
Forwarded from The General
BREAKING: Tom Homan warns that Iranian sleeper cells inside the U.S. may be poised to carry out terrorist attacks.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from La Banda degli Idraulici
UN GRANDE VITTORIO RANGELONI
Sugli ultimi accadimenti in M.O.
La retorica utilizzata dai giornali e dai politicanti nei confronti della Russia, già traballante dagli inizi, crolla definitivamente in Iran. Le lezioni sul diritto internazionale, le storielle sulla violazione della “sovranità” degli Stati, le definizioni di genocidio applicate a piacimento, le accuse alla Russia di “minaccia all’umanità” (e quindi la necessità di nuove sanzioni) per un drone volato troppo vicino ad una centrale nucleare, risultano ancora più assurde di fronte al silenzio o addirittura alle giustificazioni di pesanti bombardamenti mirati su siti nucleari condotti in nome della democrazia.
Coloro che impunemente usarono la bomba atomica facendo strage di civili oggi decidono chi può possedere questo tipo di armi e chi no, dimostrando teatralmente che in questo pianeta a valere non sono le regole stabilite dall’ONU, da trattati o convenzioni, quanto chi ha la bomba più “lunga”.
I focolai della guerra per l’esportazione della “democrazia” sono sempre più numerosi e ciò può essere estremamente pericoloso anche per noi, soprattutto se considerato l’approccio passivo del nostro Paese all’interno di questo scenario e l’intenzione di rimanere inginocchiati di fronte alla bandiera a stelle e strisce. Gli eventi in Medio Oriente, così come il conflitto in Ucraina, sono collegati in modo diretto anche con l’Italia. In questi giorni vengono registrate intense attività presso la base americana di Aviano, che torna di nuovo ad essere il baricentro delle rotte operative Usa in relazione alle manovre in supporto ad Israele. Allo stesso modo l’hub dell’aviazione USA di Sigonella, in Sicilia, dopo aver ricoperto per anni un ruolo di primo piano nelle operazioni di spionaggio delle coste della Crimea e del Mar Nero in favore di Kiev, oggi viene impiegato costantemente per le missioni dei velivoli spia americani Boeing P-8 “Poseidon” nello spazio aereo prossimo ad Israele, Libano e alla Striscia di Gaza.
Queste basi USA - e le numerose altre presenti in Italia - possono essere considerate un obiettivo legittimo da attaccare? Può l’Italia essere considerata complice? Quali norme internazionali (che valgano per tutti) valgono oggi?
RangeloniNews
🇮🇹 Smetti la bamba,
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🤙 https://t.me/labandadegliidraulici
Sugli ultimi accadimenti in M.O.
La retorica utilizzata dai giornali e dai politicanti nei confronti della Russia, già traballante dagli inizi, crolla definitivamente in Iran. Le lezioni sul diritto internazionale, le storielle sulla violazione della “sovranità” degli Stati, le definizioni di genocidio applicate a piacimento, le accuse alla Russia di “minaccia all’umanità” (e quindi la necessità di nuove sanzioni) per un drone volato troppo vicino ad una centrale nucleare, risultano ancora più assurde di fronte al silenzio o addirittura alle giustificazioni di pesanti bombardamenti mirati su siti nucleari condotti in nome della democrazia.
Coloro che impunemente usarono la bomba atomica facendo strage di civili oggi decidono chi può possedere questo tipo di armi e chi no, dimostrando teatralmente che in questo pianeta a valere non sono le regole stabilite dall’ONU, da trattati o convenzioni, quanto chi ha la bomba più “lunga”.
I focolai della guerra per l’esportazione della “democrazia” sono sempre più numerosi e ciò può essere estremamente pericoloso anche per noi, soprattutto se considerato l’approccio passivo del nostro Paese all’interno di questo scenario e l’intenzione di rimanere inginocchiati di fronte alla bandiera a stelle e strisce. Gli eventi in Medio Oriente, così come il conflitto in Ucraina, sono collegati in modo diretto anche con l’Italia. In questi giorni vengono registrate intense attività presso la base americana di Aviano, che torna di nuovo ad essere il baricentro delle rotte operative Usa in relazione alle manovre in supporto ad Israele. Allo stesso modo l’hub dell’aviazione USA di Sigonella, in Sicilia, dopo aver ricoperto per anni un ruolo di primo piano nelle operazioni di spionaggio delle coste della Crimea e del Mar Nero in favore di Kiev, oggi viene impiegato costantemente per le missioni dei velivoli spia americani Boeing P-8 “Poseidon” nello spazio aereo prossimo ad Israele, Libano e alla Striscia di Gaza.
Queste basi USA - e le numerose altre presenti in Italia - possono essere considerate un obiettivo legittimo da attaccare? Può l’Italia essere considerata complice? Quali norme internazionali (che valgano per tutti) valgono oggi?
RangeloniNews
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Forwarded from L'AntiDiplomatico
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🇮🇷🚨 C'è un aggressore e un aggr... Per tutti gli aggiornamenti sulla guerra lanciata da Israele contro l’Iran, raggiungici nel nostro canale Telegram t.me/lantidiplomatico
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