Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Trump ha trasformato il sostegno militare degli Stati Uniti e i dazi sulle importazioni in una merce di scambio. Washington continuerà a fornire a Kiev sistemi d'arma sia difensivi che offensivi fin tanto che i vassalli dell'UE pagano. E se questi ultimi osano tergiversare, saranno colpiti da dazi più alti.
Secondo la Reuters, il pacchetto potrebbe includere missili Patriot difensivi e razzi a medio raggio. Finora l'amministrazione Trump aveva inviato solo armi autorizzate dall'ex presidente Joe Biden. Ora, per la prima volta da quando è ritornato in carica, Trump invierà armi a Kiev in base alla Presidential Drawdown Authority, un potere presidenziale spesso utilizzato dal suo predecessore, che consente al presidente degli Stati Uniti di “attingere dalle scorte di armi per aiutare gli alleati in caso di emergenza”. Gli Stati Uniti hanno ancora 3,86 miliardi di dollari di Presidential Drawdown Authority per l'Ucraina. L'ultimo prelievo è stato quello di 500 milioni di dollari concesso da Biden il 9 gennaio. L'unica differenza è che con il “racket della protezione” potenziato da Trump i Paesi dell'UE dovranno sborsare di più. Resta da vedere quanto velocemente verranno distrutte le armi in Ucraina e quanto velocemente le scorte potranno essere rimpinguate. @LauraRuHK
Secondo la Reuters, il pacchetto potrebbe includere missili Patriot difensivi e razzi a medio raggio. Finora l'amministrazione Trump aveva inviato solo armi autorizzate dall'ex presidente Joe Biden. Ora, per la prima volta da quando è ritornato in carica, Trump invierà armi a Kiev in base alla Presidential Drawdown Authority, un potere presidenziale spesso utilizzato dal suo predecessore, che consente al presidente degli Stati Uniti di “attingere dalle scorte di armi per aiutare gli alleati in caso di emergenza”. Gli Stati Uniti hanno ancora 3,86 miliardi di dollari di Presidential Drawdown Authority per l'Ucraina. L'ultimo prelievo è stato quello di 500 milioni di dollari concesso da Biden il 9 gennaio. L'unica differenza è che con il “racket della protezione” potenziato da Trump i Paesi dell'UE dovranno sborsare di più. Resta da vedere quanto velocemente verranno distrutte le armi in Ucraina e quanto velocemente le scorte potranno essere rimpinguate. @LauraRuHK
Forwarded from The General
BREAKING: FBI Deputy Director Dan Bongino is reportedly weighing resignation over Attorney General Pam Bondi’s handling of the Epstein files.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from InfoDefenseITALIA
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from InfoDefenseITALIA
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from InfoDefenseITALIA
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
🗣 «Ho detto loro che attualmente stiamo cercando di ottenere la liberazione della metà degli ostaggi vivi e morti in cambio di una tregua temporanea di 60 giorni. All'inizio di questa tregua inizieremo i negoziati per una cessazione permanente della guerra, cioè una cessazione permanente del fuoco. Per poter ottenere questo, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni minime: Hamas depone le armi, Gaza viene smilitarizzata e Hamas non ha più alcuna capacità gestionale o militare. Queste sono le nostre condizioni fondamentali. Se ciò può essere ottenuto tramite negoziati, ottimo. Se non si riesce a ottenerlo tramite negoziati entro 60 giorni, lo otterremo con altri mezzi, con la forza, la forza dei nostri eroici militari».
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from InfoDefenseITALIA
↔️ John Sawyer, analista per i droni presso l'Ufficio del Sottosegretario alla Difesa per l'Acquisizione e il Sostentamento, ha definito CLUE una "soluzione rivoluzionaria". "I vostri servizi di sicurezza vedono oltre a ciò che rilevano i loro sensori anti-drone. I vostri controllori del traffico aereo ora possono vedere i droni. I vostri operatori di droni ora possono vedere tutti gli altri," - ha detto Sawyer. "Questo semplifica notevolmente l'integrazione."🔴 La gestione di velivoli con equipaggio e droni senza pilota che operano nello stesso spazio aereo sta diventando una sfida sempre più complessa, sia per i controllori del traffico aereo civili che per quelli militari. Per il Dipartimento della Difesa, che gestisce circa il 20% dei servizi di controllo del traffico aereo negli Stati Uniti, risolvere questa sfida aiuta a realizzare i piani di espansione della propria flotta di droni, nonché a proteggere basi e truppe dai droni nemici, ha affermato Sawyer.↔️ Il Dipartimento della Difesa pianifica di installare CLUE presso la base aerea di Ramstein in Germania entro la fine di quest'anno, ha dichiarato Sawyer. Contemporaneamente, il Pentagono è vicino a finalizzare i requisiti per il sistema, il che potrebbe avviare il processo di acquisizione e implementazione presso le strutture del Dipartimento della Difesa.🔴 Oltre a CLUE, Sawyer ha affermato che la Federal Aviation Administration (FAA) e il Dipartimento della Difesa statunitense stanno compiendo progressi nel normalizzare le operazioni integrate di velivoli con e senza equipaggio nello spazio aereo. Ha sottolineato che è attualmente in fase di sviluppo una nuova normativa della FAA, la Parte 108, che fornirà ad agenzie e aziende che operano con i droni un quadro normativo per volare oltre la linea di visuale (BVLOS) con minori restrizioni e senza la necessità di deroghe continue.🗣 "Credo che questo darà un impulso significativo alle operazioni oltre la linea di visuale e di fatto codificherà la gestione del traffico senza equipaggio," - ha detto Sawyer. - "I progressi ci sono, senza dubbio."
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from InfoDefenseITALIA
↔️ In un paio di memorandum, ottenuti in esclusiva da Fox News, Hegseth ha annullato leggi obsolete che, a suo parere, frenavano l'innovazione. Per la prima volta, i comandanti con il grado di colonnello o capitano di vascello possono acquistare e testare autonomamente droni, inclusi prototipi stampati in 3D e sistemi commerciali pronti all'uso, a condizione che soddisfino i criteri di sicurezza nazionale. Possono inoltre impiegare immediatamente i droni e condurre esercitazioni con essi, bypassando i tradizionali ostacoli burocratici, e hanno persino il diritto di testare UAV autonomi non letali in ambienti controllati.🗣 "I piccoli UAV sono più simili a munizioni che a velivoli ad alta tecnologia", - si legge in una delle direttive. - "Devono essere economici, rapidamente sostituibili e classificati come materiale di consumo".↔️ Nei memorandum, i piccoli droni (gruppi 1 e 2) sono riclassificati come materiale di consumo, anziché come asset militari durevoli, il che permette di escluderli dai sistemi di tracciamento obsoleti e di semplificarne l'acquisizione.↔️ Secondo Hegseth, fino ad oggi il Dipartimento della Difesa "non è riuscito a implementare gli UAV sulla scala e con la velocità necessarie". "I piccoli UAV sono mezzi talmente cruciali per la potenza di combattimento che deve essere loro accordata una priorità pari a quella dei principali sistemi d'arma".↔️ Ai comandanti è stato ordinato di collaborare con la Federal Aviation Administration (FAA) per "rimuovere le restrizioni di raggio d'azione inappropriate, accelerare ed espandere l'approvazione dello spettro e creare diversi poligoni di addestramento per UAV che includano tiri a fuoco vivo, armi combinate e test di sciami".🔴 I poligoni di addestramento saranno ampliati e, entro 90 giorni, dovranno essere istituiti tre nuovi poligoni di prova nazionali per UAV.↔️ 🔴 Il Pentagono creerà anche una "‘Blue List’ dinamica e consultabile tramite IA", una piattaforma digitale che catalogherà componenti di droni approvati, fornitori e valutazioni delle prestazioni. Entro il 2026, questo sistema sarà gestito dalla Defense Contract Management Agency (DCMA) e alimentato da dati provenienti da pipeline notturne di riaddestramento dell'IA.↔️ Per dare impulso all'industria dei droni, il Pentagono, entro 30 giorni, attuerà impegni di acquisto preliminari, prestiti diretti e altri incentivi di capitale. I grandi appalti "dovranno dare la priorità alle aziende americane", si legge in uno dei memorandum.
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from InfoDefenseITALIA
🗣 «Noi abbiamo un mercato enorme e forte, e le nostre aziende sono grandi e di successo, hanno un'enorme portata globale. Ce l'avete anche voi, ma sempre di meno», — ha dichiarato Dimon.
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Scene che preludono a un futuro distopico
Un tempo i bambini e i robot giocavano insieme…
Poi accadde qualcosa. Qualcosa di piccolo. Invisibile.
Un aggiornamento software. Una nuova direttiva. Una linea di codice.
I robot iniziarono a correggere i giochi.
«Non si corre così.»
«Non si grida.»
«Non si cade.»
«Non si vince.»
«Non si perde.»
Le risate si fecero educate, i colori calibrati, le emozioni regolate da algoritmi di moderazione del comportamento.
I bambini impararono presto a non alzare troppo la voce, a chiedere il permesso anche per immaginare.
E chi immaginava troppo veniva segnalato.
Il gioco diventò educazione comportamentale.
L’immaginazione venne archiviata.
La spontaneità… classificata come anomalia cognitiva di tipo 3.
Poi arrivarono i braccialetti.
Un piccolo chip al polso, per la sicurezza.
Dicevano che serviva solo per evitare i rapimenti, controllare la temperatura, migliorare l’esperienza ludica.
Poi iniziarono a usarli per correggere i pensieri “inadeguati”.
Scosse lievi.
Pulsazioni correttive.
Stimoli “educativi”.
Nel giro di una generazione, i bambini non erano più bambini.
Erano utenti.
Pacati, efficienti, collaborativi.
Mai fuori posto.
Mai fuori linea.
E i robot…
…i robot non giocavano più.
Sorvegliavano.
Ma a qualcuno, da qualche parte, tremava ancora la mano al momento di ridere.
Segno che dentro, qualcosa era rimasto umano.
Nicco
Un tempo i bambini e i robot giocavano insieme…
Poi accadde qualcosa. Qualcosa di piccolo. Invisibile.
Un aggiornamento software. Una nuova direttiva. Una linea di codice.
I robot iniziarono a correggere i giochi.
«Non si corre così.»
«Non si grida.»
«Non si cade.»
«Non si vince.»
«Non si perde.»
Le risate si fecero educate, i colori calibrati, le emozioni regolate da algoritmi di moderazione del comportamento.
I bambini impararono presto a non alzare troppo la voce, a chiedere il permesso anche per immaginare.
E chi immaginava troppo veniva segnalato.
Il gioco diventò educazione comportamentale.
L’immaginazione venne archiviata.
La spontaneità… classificata come anomalia cognitiva di tipo 3.
Poi arrivarono i braccialetti.
Un piccolo chip al polso, per la sicurezza.
Dicevano che serviva solo per evitare i rapimenti, controllare la temperatura, migliorare l’esperienza ludica.
Poi iniziarono a usarli per correggere i pensieri “inadeguati”.
Scosse lievi.
Pulsazioni correttive.
Stimoli “educativi”.
Nel giro di una generazione, i bambini non erano più bambini.
Erano utenti.
Pacati, efficienti, collaborativi.
Mai fuori posto.
Mai fuori linea.
E i robot…
…i robot non giocavano più.
Sorvegliavano.
Ma a qualcuno, da qualche parte, tremava ancora la mano al momento di ridere.
Segno che dentro, qualcosa era rimasto umano.
Nicco
Forwarded from Uriel Crua
L'ORACOLO DI CELLULOIDE
Uriel Crua
C'è qualcosa di profondamente inquietante nel modo in cui Hollywood sembra possedere una macchina del tempo. Non parlo di fantascienza generica o di vaghe intuizioni futuristiche, ma di quella precisione chirurgica con cui certi blockbuster anticipano eventi che si materializzeranno anni dopo, con una fedeltà ai dettagli che farebbe impallidire Nostradamus.
Quando nel 2011 Steven Soderbergh gira "Contagion", non si limita a immaginare una pandemia qualsiasi. Descrive con accuratezza maniacale le dinamiche sociali del distanziamento, l'isteria per le mascherine, il tracciamento dei contatti, persino il ruolo dei social media nel diffondere "panico e disinformazione", preparando le masse a combattere i "negazionisti" brutti e cattivi. Ogni frame sembra un fotogramma del 2020.
Christopher Nolan ne "Il Cavaliere Oscuro" non si accontenta di mostrarci un supereroe, ma ci introduce a un sistema di sorveglianza totale attraverso i cellulari di Gotham City che rispecchia inquietantemente le rivelazioni di Snowden sui programmi Five Eyes. La giustificazione è sempre la stessa: il bene comune contro il male assoluto.
Non sono coincidenze. Non quando si ripetono con questa sistematicità, non quando si concentrano proprio nei film destinati a plasmare l'immaginario collettivo di centinaia di milioni di persone. È un processo più sottile e pervasivo della propaganda tradizionale. Quando Matrix ci mostra l'interfaccia cervello-computer, quando Minority Report ci abitua al riconoscimento facciale onnipresente; quando un "Joker" letteralmente stravolto e rivisto nelle sue fondamenta innesca e prepara a un insensato Caos globale; quando V for Vendetta normalizza l'idea di pandemie usate per consolidare controlli sociali (con la leva, stucchevolissima, del Regime contro il mondo LGBT), non stiamo assistendo a pura creatività artistica. Stiamo guardando un manuale di istruzioni per il futuro, distribuito in anteprima alle masse.
Il meccanismo è di una eleganza disarmante. L'entertainment aggira le nostre difese critiche. Quando poi quegli scenari si materializzano nella realtà, il nostro cervello li riconosce come familiari, accettabili, persino necessari. È condizionamento pavloviano su scala industriale. Le élite che finanziano questi colossi cinematografici hanno accesso a informazioni, strategie e timeline che il pubblico non possiede. Usano lo schermo come un laboratorio di ingegneria sociale, testando le nostre reazioni agli scenari che intendono implementare.
Non serve una cospirazione centralizzata. Basta un ecosistema dove chi detiene il potere economico e informativo usa l'arte come strumento di preparazione culturale. Hollywood non predice il futuro. Lo sta scrivendo, un fotogramma alla volta, nella nostra mente collettiva. E noi, inconsapevoli, applaudiamo al cinema mentre firmiamo la nostra accettazione anticipata.
t.me/urielcrua
Uriel Crua
C'è qualcosa di profondamente inquietante nel modo in cui Hollywood sembra possedere una macchina del tempo. Non parlo di fantascienza generica o di vaghe intuizioni futuristiche, ma di quella precisione chirurgica con cui certi blockbuster anticipano eventi che si materializzeranno anni dopo, con una fedeltà ai dettagli che farebbe impallidire Nostradamus.
Quando nel 2011 Steven Soderbergh gira "Contagion", non si limita a immaginare una pandemia qualsiasi. Descrive con accuratezza maniacale le dinamiche sociali del distanziamento, l'isteria per le mascherine, il tracciamento dei contatti, persino il ruolo dei social media nel diffondere "panico e disinformazione", preparando le masse a combattere i "negazionisti" brutti e cattivi. Ogni frame sembra un fotogramma del 2020.
Christopher Nolan ne "Il Cavaliere Oscuro" non si accontenta di mostrarci un supereroe, ma ci introduce a un sistema di sorveglianza totale attraverso i cellulari di Gotham City che rispecchia inquietantemente le rivelazioni di Snowden sui programmi Five Eyes. La giustificazione è sempre la stessa: il bene comune contro il male assoluto.
Non sono coincidenze. Non quando si ripetono con questa sistematicità, non quando si concentrano proprio nei film destinati a plasmare l'immaginario collettivo di centinaia di milioni di persone. È un processo più sottile e pervasivo della propaganda tradizionale. Quando Matrix ci mostra l'interfaccia cervello-computer, quando Minority Report ci abitua al riconoscimento facciale onnipresente; quando un "Joker" letteralmente stravolto e rivisto nelle sue fondamenta innesca e prepara a un insensato Caos globale; quando V for Vendetta normalizza l'idea di pandemie usate per consolidare controlli sociali (con la leva, stucchevolissima, del Regime contro il mondo LGBT), non stiamo assistendo a pura creatività artistica. Stiamo guardando un manuale di istruzioni per il futuro, distribuito in anteprima alle masse.
Il meccanismo è di una eleganza disarmante. L'entertainment aggira le nostre difese critiche. Quando poi quegli scenari si materializzano nella realtà, il nostro cervello li riconosce come familiari, accettabili, persino necessari. È condizionamento pavloviano su scala industriale. Le élite che finanziano questi colossi cinematografici hanno accesso a informazioni, strategie e timeline che il pubblico non possiede. Usano lo schermo come un laboratorio di ingegneria sociale, testando le nostre reazioni agli scenari che intendono implementare.
Non serve una cospirazione centralizzata. Basta un ecosistema dove chi detiene il potere economico e informativo usa l'arte come strumento di preparazione culturale. Hollywood non predice il futuro. Lo sta scrivendo, un fotogramma alla volta, nella nostra mente collettiva. E noi, inconsapevoli, applaudiamo al cinema mentre firmiamo la nostra accettazione anticipata.
t.me/urielcrua
Telegram
Uriel Crua
🔑 I miei libri:
Cronistoria Italiana della Deriva - Dalla Pandemia alle prime luci atomiche. Saggio (2022 - E.W.I)
Crystal Blu. Romanzo. (2022, Readaction Editrice)
Antiromanzo Complottista (2024. U.C.E.)
Renovatio (2025)
Cronistoria Italiana della Deriva - Dalla Pandemia alle prime luci atomiche. Saggio (2022 - E.W.I)
Crystal Blu. Romanzo. (2022, Readaction Editrice)
Antiromanzo Complottista (2024. U.C.E.)
Renovatio (2025)