Forwarded from O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
Il capo della società nucleare statale russa Rosatom ha dichiarato che la situazione presso la centrale nucleare di Bushehr in Iran continua a deteriorarsi a seguito di un altro attacco vicino all'impianto.
"Gli attacchi al perimetro della centrale nucleare di Bushehr in Iran rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nucleare."
Precedenti attacchi hanno colpito aree vicine all'impianto, suscitando avvertimenti da parte di funzionari russi su gravi rischi e potenziali conseguenze se il sito fosse preso di mira direttamente.
"Gli attacchi al perimetro della centrale nucleare di Bushehr in Iran rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nucleare."
Precedenti attacchi hanno colpito aree vicine all'impianto, suscitando avvertimenti da parte di funzionari russi su gravi rischi e potenziali conseguenze se il sito fosse preso di mira direttamente.
Forwarded from O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
Gli impianti di produzione di gas ucraini sono stati colpiti per il terzo giorno consecutivo, secondo Naftogaz.
▪️Sono stati colpiti obiettivi nella regione di Poltava.
➖ "La Russia sta cercando di lasciare gli ucraini senza gas", si lamenta l'azienda.
▪️Sono stati colpiti obiettivi nella regione di Poltava.
➖ "La Russia sta cercando di lasciare gli ucraini senza gas", si lamenta l'azienda.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Un gruppo d'attacco della Marina Militare USA guidato dalla portaerei George Bush si sta dirigendo verso l'area del Comando Centrale USA...
Quella è esattamente l'area. Cioè, contro l'Iran. Questo gruppo d'attacco è stato preparato in fretta per lo schieramento non appena è diventato chiaro che il gruppo d'attacco guidato dalla portaerei Gerald Ford era stato messo fuori gioco a seguito di attacchi iraniani.
Se il gruppo si sta dirigendo verso il Mediterraneo orientale, avrà bisogno di almeno due settimane. Cioè, non apparirà nella zona di combattimento fino alla fine della seconda settimana di aprile. Se si sta dirigendo verso il Mar Arabico (per sostenere i Marines che sbarcano sulla costa iraniana), allora almeno un'altra settimana. Anche se ci arriverà, sarà proprio alla fine del periodo di 60 giorni durante il quale Trump può condurre una guerra contro l'Iran senza l'approvazione del Congresso.
Cioè, disabilitare la portaerei Gerald Ford, anche a dispetto di danni minori, potrebbe comunque svolgere un ruolo significativo nella sconfitta degli Stati Uniti. Perdere un gruppo d'attacco di portaerei nel corso di diverse settimane è significativo nelle condizioni attuali.
Quella è esattamente l'area. Cioè, contro l'Iran. Questo gruppo d'attacco è stato preparato in fretta per lo schieramento non appena è diventato chiaro che il gruppo d'attacco guidato dalla portaerei Gerald Ford era stato messo fuori gioco a seguito di attacchi iraniani.
Se il gruppo si sta dirigendo verso il Mediterraneo orientale, avrà bisogno di almeno due settimane. Cioè, non apparirà nella zona di combattimento fino alla fine della seconda settimana di aprile. Se si sta dirigendo verso il Mar Arabico (per sostenere i Marines che sbarcano sulla costa iraniana), allora almeno un'altra settimana. Anche se ci arriverà, sarà proprio alla fine del periodo di 60 giorni durante il quale Trump può condurre una guerra contro l'Iran senza l'approvazione del Congresso.
Cioè, disabilitare la portaerei Gerald Ford, anche a dispetto di danni minori, potrebbe comunque svolgere un ruolo significativo nella sconfitta degli Stati Uniti. Perdere un gruppo d'attacco di portaerei nel corso di diverse settimane è significativo nelle condizioni attuali.
Forwarded from InfoDefenseITALIA
🗣 «Netanyahu ha impedito ai cattolici di celebrare la Domenica delle Palme nei luoghi santi di Gerusalemme. Senza alcuna spiegazione. Senza cause né motivi.🗣 Il governo della Spagna condanna questo attacco ingiustificato alla libertà di culto ed esige che Israele rispetti la diversità delle convinzioni e il diritto internazionale. Perché senza tolleranza la convivenza è impossibile».
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Forwarded from Sa Defenza Channel (Alba Canelli)
BUSH ha attaccato l'AFGHANISTAN e l'IRAQ
OBAMA ha attaccato la LIBIA
BIDEN ha attaccato GAZA
TRUMP ha attaccato l'IRAN
Se pensi che il problema sia che "Trump è un re", stai confondendo il sintomo con la causa
Il problema è che TUTTI i presidenti e le amministrazioni statunitensi fanno quello che gli viene detto dall'AIPAC
📱 ROBINMG
OBAMA ha attaccato la LIBIA
BIDEN ha attaccato GAZA
TRUMP ha attaccato l'IRAN
Se pensi che il problema sia che "Trump è un re", stai confondendo il sintomo con la causa
Il problema è che TUTTI i presidenti e le amministrazioni statunitensi fanno quello che gli viene detto dall'AIPAC
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Forwarded from MONDO SPORCO
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"Ecco cosa dicono i medici quando non sanno di essere ripresi..."
Parole scioccanti: "Se scrivo la verità sulla cartella, mi cacciano dall'ospedale."
Sta facendo discutere questo fuori onda in cui un medico parla di reazioni avverse, correlazioni negate e pressioni subite dal sistema sanitario.
Si parla di autismo, trasparenza sui dati e dei dubbi che molti genitori portano negli studi medici. Un racconto crudo che mette in discussione le versioni ufficiali.
Le domande che restano sono:
1️⃣ Perché c’è così tanta paura di parlare apertamente?
2️⃣ La scienza è sempre sinonimo di verità assoluta o il dubbio è lecito ?
Parole scioccanti: "Se scrivo la verità sulla cartella, mi cacciano dall'ospedale."
Sta facendo discutere questo fuori onda in cui un medico parla di reazioni avverse, correlazioni negate e pressioni subite dal sistema sanitario.
Si parla di autismo, trasparenza sui dati e dei dubbi che molti genitori portano negli studi medici. Un racconto crudo che mette in discussione le versioni ufficiali.
Le domande che restano sono:
1️⃣ Perché c’è così tanta paura di parlare apertamente?
2️⃣ La scienza è sempre sinonimo di verità assoluta o il dubbio è lecito ?
Forwarded from MITTDOLCINO.COM Channel
Substack
LOCK-DOWN 2.0... THE "PERMIT-BASED" LIFE: THEY’RE DOING IT AGAIN—THE 'ENERGY CRISIS' BECOMES CONTROL ONCE MORE
From the Vestiges of the COVID-19 Lock-Downs... How the Global Iran War Crisis Will Be Used to 'Normalize' Travel Restrictions, Behavioral Compliance, and Energy Rationing
Forwarded from Toba 60
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Andrea Lombardi
@andrlmbrd
·
1h
Lockdown energetico in arrivo? Andrà tutto bene, da "io resto a casa" a "io resto al buio". La chiusura dello stretto di Hormuz ha fatto perdere al mondo il 34% del petrolio greggio commerciato (fonte IEA, dato incontestabile).
@andrlmbrd
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1h
Lockdown energetico in arrivo? Andrà tutto bene, da "io resto a casa" a "io resto al buio". La chiusura dello stretto di Hormuz ha fatto perdere al mondo il 34% del petrolio greggio commerciato (fonte IEA, dato incontestabile).
Forwarded from Saker Italia
⌛️ 30° giorno di guerra nel Golfo Persico
Siamo giunti a questo traguardo con la certezza che l’ultimatum di Trump non sarebbe stato rispettato. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico, sono passati ai fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria.
All’inizio di questa guerra hanno attaccato durante i colloqui, oggi han dimostrato di non rispettare i loro stessi ultimatum; la loro parola quindi non vale nulla.
Certo, gli iraniani lo sanno, ma questa è una dimostrazione per il mondo intero.
C’è chi pensava che Trump avrebbe combattuto contro il “DeepState”; “aspettate e vedrete” dicevano. Abbiamo aspettato abbastanza, dalla prima presidenza con le manovre politiche del Covid che hanno avuto un impatto globale (e ad approfittare della situazione erano aziende farmaceutiche e politici in vena di lockdown), a questa ennesima prova militare, dove per farsi eleggere aveva promesso che avrebbe fatto accordi con il mondo intero per raggiungere la pace.
- In Ucraina tutto continua come al solito. Passare lo scettro agli europei e vendere armi da consegnare gratuitamente a Zelensky non sembra un piano intelligente se a comprare quegli armamenti siamo noi europei. Aumentare il contributo per la NATO solo perché ce lo chiede l’egemone non rispecchia i nostri bisogni. Dopo un parassita europeo che non riusciamo a staccarci, adesso abbiamo anche quello statunitense.
- Nel Sud America abbiamo visto il rapimento di un presidente eletto, blocco navale a Cuba e pirateria marittima. Attacchi in Ecuador e missioni contro il narcotraffico in Messico.
- In Medio Oriente le azioni parlano da sole. I nostri contratti per gli acquisti di petrolio e gas naturale sono sospesi a tempo indeterminato e a pagarne le spese saremo prevalentemente noi, assieme ai paesi del Golfo. Tutti alleati degli Stati Uniti.
Era questa la pace promessa? Abbiamo già dimenticato che il Nobel per la pace ricevuto da una sconosciuta venezuelana dell’opposizione (che pregava un intervento armato nel paese) è stato regalato a Trump?
Negli Stati Uniti invece il DeepState sta come prima, le politiche di immigrazione non sono cambiate, entra più gente di quanta ne esca. Nessun politico ha avuto problemi o è finito in carcere.
La lista di Epstein, le email e i files riconducono anche al nome del presidente innumerevoli volte. “Parlate ancora di Epstein?” E allora facciamo una bella guerra all’estero, così vi passa la voglia di fare domande.
Mentre i banchieri che sono implicati nella copertura di Epstein si mettono d’accordo con la giustizia che chiude un occhio in cambio di un banale risarcimento.
Quei files sembrano essere nelle mani di un paese straniero. Le azioni intraprese sembrano un modo poco elegante per evitare di divulgarne altri più compromettenti. Sappiamo di che paese si tratta, visto che quanto sta succedendo oggi è a sostegno di una nazione che è grande quasi la metà della Svizzera. Ma gli argomenti a quanto pare devono essere molto convincenti.
In fondo è l’arte della politica e l’inganno è una costante. Così come non rispettare i propri impegni elettorali.
Certo, si poteva dire che Kamala Harris non era possibile eleggerla perché come candidata non rispecchiava gli interessi americani (o che era probabilmente incompetente), tuttavia è l’ennesima dimostrazione che l’intero sistema è marcio. Ciò che vediamo accadere all’estero non è diverso da ciò che viviamo in patria. I corrotti parlano di fare la lotta alla corruzione, i pacifisti prima delle elezioni diventano guerrafondai una volta eletti. Gli interessi del popolo non vengono rispettati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è molto ottimismo per un cambiamento politico che porti dei frutti, invece che rubarli.
🪫 Anche per oggi la pianificazione è terminata. Buonanotte!
Sascha Picciotto
Direttore SakerItalia
Siamo giunti a questo traguardo con la certezza che l’ultimatum di Trump non sarebbe stato rispettato. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico, sono passati ai fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria.
All’inizio di questa guerra hanno attaccato durante i colloqui, oggi han dimostrato di non rispettare i loro stessi ultimatum; la loro parola quindi non vale nulla.
Certo, gli iraniani lo sanno, ma questa è una dimostrazione per il mondo intero.
C’è chi pensava che Trump avrebbe combattuto contro il “DeepState”; “aspettate e vedrete” dicevano. Abbiamo aspettato abbastanza, dalla prima presidenza con le manovre politiche del Covid che hanno avuto un impatto globale (e ad approfittare della situazione erano aziende farmaceutiche e politici in vena di lockdown), a questa ennesima prova militare, dove per farsi eleggere aveva promesso che avrebbe fatto accordi con il mondo intero per raggiungere la pace.
- In Ucraina tutto continua come al solito. Passare lo scettro agli europei e vendere armi da consegnare gratuitamente a Zelensky non sembra un piano intelligente se a comprare quegli armamenti siamo noi europei. Aumentare il contributo per la NATO solo perché ce lo chiede l’egemone non rispecchia i nostri bisogni. Dopo un parassita europeo che non riusciamo a staccarci, adesso abbiamo anche quello statunitense.
- Nel Sud America abbiamo visto il rapimento di un presidente eletto, blocco navale a Cuba e pirateria marittima. Attacchi in Ecuador e missioni contro il narcotraffico in Messico.
- In Medio Oriente le azioni parlano da sole. I nostri contratti per gli acquisti di petrolio e gas naturale sono sospesi a tempo indeterminato e a pagarne le spese saremo prevalentemente noi, assieme ai paesi del Golfo. Tutti alleati degli Stati Uniti.
Era questa la pace promessa? Abbiamo già dimenticato che il Nobel per la pace ricevuto da una sconosciuta venezuelana dell’opposizione (che pregava un intervento armato nel paese) è stato regalato a Trump?
Negli Stati Uniti invece il DeepState sta come prima, le politiche di immigrazione non sono cambiate, entra più gente di quanta ne esca. Nessun politico ha avuto problemi o è finito in carcere.
La lista di Epstein, le email e i files riconducono anche al nome del presidente innumerevoli volte. “Parlate ancora di Epstein?” E allora facciamo una bella guerra all’estero, così vi passa la voglia di fare domande.
Mentre i banchieri che sono implicati nella copertura di Epstein si mettono d’accordo con la giustizia che chiude un occhio in cambio di un banale risarcimento.
Quei files sembrano essere nelle mani di un paese straniero. Le azioni intraprese sembrano un modo poco elegante per evitare di divulgarne altri più compromettenti. Sappiamo di che paese si tratta, visto che quanto sta succedendo oggi è a sostegno di una nazione che è grande quasi la metà della Svizzera. Ma gli argomenti a quanto pare devono essere molto convincenti.
In fondo è l’arte della politica e l’inganno è una costante. Così come non rispettare i propri impegni elettorali.
Certo, si poteva dire che Kamala Harris non era possibile eleggerla perché come candidata non rispecchiava gli interessi americani (o che era probabilmente incompetente), tuttavia è l’ennesima dimostrazione che l’intero sistema è marcio. Ciò che vediamo accadere all’estero non è diverso da ciò che viviamo in patria. I corrotti parlano di fare la lotta alla corruzione, i pacifisti prima delle elezioni diventano guerrafondai una volta eletti. Gli interessi del popolo non vengono rispettati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è molto ottimismo per un cambiamento politico che porti dei frutti, invece che rubarli.
🪫 Anche per oggi la pianificazione è terminata. Buonanotte!
Sascha Picciotto
Direttore SakerItalia
Sicurezza energetica: Perché l’Italia non può ancora dire addio al Carbone
Gas bloccato e rischio blackout: perché l’Italia è costretta a riaccendere le centrali a carbone per salvare le bollette.
In un mondo ideale, il 31 dicembre 2025 avrebbe dovuto segnare la fine dell’era del carbone in Italia. Le ciminiere di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia e di Brindisi Sud (Cerano) avrebbero dovuto smettere definitivamente di fumare, segnando il passaggio verso un futuro dominato dal gas e dalle rinnovabili. Tuttavia, la realtà geopolitica del 2026 ha costretto il Governo a una brusca inversione di marcia: con un emendamento strategico, il termine del phase-out è stato ufficialmente spostato al 31 dicembre 2038.
Una scelta di realismo geopolitico
La decisione non nasce da un desiderio di inquinare, ma da una necessità di sopravvivenza del sistema elettrico nazionale. Mentre le due centrali sarde di Fiumesanto e Portoscuso continuano il loro percorso specifico legato all’insularità, il destino dei giganti di Civitavecchia e Brindisi è strettamente legato alla stabilità dei flussi di gas internazionali.
L'articolo completo su Scenari Economici
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Gas bloccato e rischio blackout: perché l’Italia è costretta a riaccendere le centrali a carbone per salvare le bollette.
In un mondo ideale, il 31 dicembre 2025 avrebbe dovuto segnare la fine dell’era del carbone in Italia. Le ciminiere di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia e di Brindisi Sud (Cerano) avrebbero dovuto smettere definitivamente di fumare, segnando il passaggio verso un futuro dominato dal gas e dalle rinnovabili. Tuttavia, la realtà geopolitica del 2026 ha costretto il Governo a una brusca inversione di marcia: con un emendamento strategico, il termine del phase-out è stato ufficialmente spostato al 31 dicembre 2038.
Una scelta di realismo geopolitico
La decisione non nasce da un desiderio di inquinare, ma da una necessità di sopravvivenza del sistema elettrico nazionale. Mentre le due centrali sarde di Fiumesanto e Portoscuso continuano il loro percorso specifico legato all’insularità, il destino dei giganti di Civitavecchia e Brindisi è strettamente legato alla stabilità dei flussi di gas internazionali.
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🇺🇸🇮🇷 L'ambasciata iraniana in Malesia ha pubblicato questo su X... selvaggio
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Forwarded from Megatron
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🇮🇱🇾🇪The Houthis joined the war and they are attacking Eilat
The new Palestine 2 hypersonic missile reaches Mach 16 and travels from Yemen to Tel Aviv in mere minutes.
It literally bounces along the edge of the atmosphere to evade interception.
@Megatron_ron
The new Palestine 2 hypersonic missile reaches Mach 16 and travels from Yemen to Tel Aviv in mere minutes.
It literally bounces along the edge of the atmosphere to evade interception.
@Megatron_ron
Forwarded from Megatron
NEW:
🇦🇪🇮🇷 The UAE tried to bypass Iran’s blockade of Hormuz, Iran blow up the stations
Satellite images show fires at two pump stations on key UAE oil pipeline bypassing Hormuz
The Habshan–Fujairah pipeline carries crude from Abu Dhabi to the port of Fujairah
Iran is targeting alternative export routes used by US allies to bypass the Strait of Hormuz
@Megatron_ron
🇦🇪🇮🇷 The UAE tried to bypass Iran’s blockade of Hormuz, Iran blow up the stations
Satellite images show fires at two pump stations on key UAE oil pipeline bypassing Hormuz
The Habshan–Fujairah pipeline carries crude from Abu Dhabi to the port of Fujairah
Iran is targeting alternative export routes used by US allies to bypass the Strait of Hormuz
@Megatron_ron
NUOVO:
🇺🇸🇮🇷🇮🇱 Bloomberg riferisce che dopo un mese di guerra, la dominanza dell'Iran sullo Stretto di Hormuz è più forte che mai
🇺🇸🇮🇷🇮🇱 Bloomberg riferisce che dopo un mese di guerra, la dominanza dell'Iran sullo Stretto di Hormuz è più forte che mai
🇮🇷🇺🇸 L'Iran vuole stabilire un controllo a lungo termine sullo Stretto di Hormuz con un pedaggio a pagamento (in yuan cinese) e rifiuta qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti (ufficialmente).
Rubio ha dichiarato che questo è inaccettabile e chiede l'apertura dello Stretto.
Non c'è altra soluzione per gli Stati Uniti se non schierare truppe.
🔗
Rubio ha dichiarato che questo è inaccettabile e chiede l'apertura dello Stretto.
Non c'è altra soluzione per gli Stati Uniti se non schierare truppe.
🔗
Forwarded from Nin.Gish.Zid.Da - ®wld
[30/3, 13:28] Anna Dossena: INTERNET A RISCHIO: L'IRAN HA INTENZIONE DI TAGLIARE I CAVI DI INTERNET SOTTOMARINI
L’Iran ha lanciato un avvertimento che fa tremare i giganti del tech: tagliare i cavi sottomarini che distribuiscono la rete internet tra Asia e Occidente.
Non stiamo parlando di un semplice "disservizio". Stiamo parlando dei nervi scoperti del pianeta.
Ecco cosa succederebbe se quei cavi venissero tranciati.
BLACKOUT DIGITALE: Oltre il 28% del traffico web mondiale tra Asia e Occidente passerebbe dal buio totale.
COLLASSO FINANZIARIO: Borse bloccate, transazioni bancarie impossibili, pagamenti digitali congelati.
ISOLAMENTO: Intere nazioni potrebbero trovarsi senza accesso ai servizi cloud, all'intelligenza artificiale e alle comunicazioni globali.
Perché sta succedendo?
È la nuova guerra asimmetrica. Non servono missili nucleari per mettere in ginocchio un continente; basta un sommozzatore o un’ancora nel punto giusto.
Lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso sono diventati i "punti critici" dove la nostra libertà digitale è tenuta in ostaggio dalla geopolitica.
LA DOMANDA È UNA SOLA:
Siamo diventati troppo dipendenti da un’infrastruttura così fragile?
Se domani mattina ti svegliassi e Internet fosse "spento", quanto sarebbe nel caos la tua vita?
Le Big Tech (Meta, Google, Amazon) stanno già correndo ai ripari, ma il tempo stringe.
La guerra del futuro non si combatte solo sul campo, ma nel silenzio degli abissi
- Eugenio Cortinovis
L’Iran ha lanciato un avvertimento che fa tremare i giganti del tech: tagliare i cavi sottomarini che distribuiscono la rete internet tra Asia e Occidente.
Non stiamo parlando di un semplice "disservizio". Stiamo parlando dei nervi scoperti del pianeta.
Ecco cosa succederebbe se quei cavi venissero tranciati.
BLACKOUT DIGITALE: Oltre il 28% del traffico web mondiale tra Asia e Occidente passerebbe dal buio totale.
COLLASSO FINANZIARIO: Borse bloccate, transazioni bancarie impossibili, pagamenti digitali congelati.
ISOLAMENTO: Intere nazioni potrebbero trovarsi senza accesso ai servizi cloud, all'intelligenza artificiale e alle comunicazioni globali.
Perché sta succedendo?
È la nuova guerra asimmetrica. Non servono missili nucleari per mettere in ginocchio un continente; basta un sommozzatore o un’ancora nel punto giusto.
Lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso sono diventati i "punti critici" dove la nostra libertà digitale è tenuta in ostaggio dalla geopolitica.
LA DOMANDA È UNA SOLA:
Siamo diventati troppo dipendenti da un’infrastruttura così fragile?
Se domani mattina ti svegliassi e Internet fosse "spento", quanto sarebbe nel caos la tua vita?
Le Big Tech (Meta, Google, Amazon) stanno già correndo ai ripari, ma il tempo stringe.
La guerra del futuro non si combatte solo sul campo, ma nel silenzio degli abissi
- Eugenio Cortinovis
Forwarded from Silver Nervuti
ANATOMIA DI UNA CRISI
https://www.youtube.com/watch?v=vNj8Mh0qUHw
https://www.youtube.com/watch?v=vNj8Mh0qUHw
YouTube
ANATOMIA DI UNA CRISI
Un’analisi cruda del declino mediterraneo tra burocrazia immobile, speculazione selvaggia e fuga dei giovani, dove il collasso economico e sociale trasforma un’intera nazione in un paradiso per turisti e un’incognita per i residenti.