Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
hanno trasformato una libera via di navigazione (uno dei più classici “choke point”) ovvero Hormuz, in un casello in condominio con l’Oman (fatto significativo in termini di geopolitica degli spazi relativamente a gli EAU e i loro progetti di nuovi terminali da portare nel Mar Arabico saltando Hormuz), che rifinanzierà la ricostruzione e darà loro nuovo peso geopolitico regionale. Hanno anche dato senso al nuovo gruppo STEP e mantenuto ottimi rapporti con i partner tradizionali (Russia, Cina) e con altri (Pakistan, India, Francia, Giappone etc,). Tutti da seguire saranno gli sviluppi di politica interna e la tenuta della strategia dell’Asse della Resistenza non tanto per volontà, quanto per possibilità concrete di finanziamento e supporto militare ora che dovranno prioritariamente ricostruire il Paese.
7. Parte US la faccenda è complessa più di ogni altra. Se azzeriamo la nuvola di chiacchiere e ci mettiamo nei panni di Trump e Netanyahu al giorno prima del 28 febbraio, è molto probabile avessero un piano di massima e di minima. Quello di massima è fallito del tutto, quello di minima forse non del tutto. Degli obiettivi raggiunti da Israele abbiamo detto, quanto agli americani del nord, è da vedere. Mentre ieri tutti aspettavamo Armageddon, nei fatti, i siti militari, energetici, industriali, culturali, sanitari e logistici dell’Iran, dopo quaranta giorni di bombe, hanno subito una importante distruzione. In termini di potenza materiale, l’Iran è retrocesso di non poco. Se questo era l’obiettivo almeno di minima dell’azione intrapresa, si capisce allora anche la gestione pirotecnica del discorso pubblico. Ogni giorno il mondo oscillava tra il panico degli indici e la paura nucleare e speranze di pace e accordi, ma nei fatti mentre le emozioni scoppiettavano, il rallentato bombardamento di Dresda continuava sistematico. L’elenco di strutture distrutte conta centinaia e centinaia di siti. I Paesi del Golfo, volenti o nolenti, hanno verificato la loro impotenza e totale subalternità ed ora saranno ancor più motivati ad aderire al progetto delle nuove vie rivolte all’Europa.
La nuova relazione tra US e NATO da una parte e Indo-Pacifico (Corea del Sud, Giappone, Australia) dall'altra, dopo la stagione dei dazi indiscriminati, registra definitivamente il passaggio dal livello di finzione precedente di amicizia tra (quasi)-pari al nuovo livello di chiaro dominio gerarchico. Tutto da vedere se ciò si stabilizzerà o porterà a progetti di emancipazione della sfera occidental-capitalistica alleata nei confronti del dominus imperiale. Partita lunga, tutta da seguire.
US paga pesantemente la distruzione totale del suo soft power, la perdita di affidabilità strategica, la nuova imprevedibilità che forse è un vantaggio nelle relazioni commerciali ma antitetica nelle logiche di Relazioni Internazionali. Gli amici di Trump del comparto fossili festeggiano per i prezzi infiammati, il probabile aumento dell’export e dopo il Venezuela, la possibile entrata in nuove joint venture del Golfo (e Israele sui giacimenti mediterranei antistanti). Ma anche gli immobiliaristi hanno un radioso futuro dato che dopo tanta distruzione c’è ricostruzione, un classico della creazione di profitto. I miliari hanno subito un piccolo “regime change” e il comparto industriale militare ha svuotato gli arsenali per cui li dovrà riempire di nuovo, un altro classico. Internamente Trump perde un po’ o un po’ tanto consenso, le mid-term sono tra sette mesi, da vedere se e quanto recupererà. Il resto del mondo sarà a lungo alle prese con prezzi infiammati e turbolenze economiche e quindi US se non saranno primi perché salgono in classifica, staranno strategicamente meglio perché gli altri retrocedono.
Tuttavia, sarà da valutare questa nuova situazione nella quale orami tutto il mondo sa con evidenza quanto gli US sono la potenza destinata ad esser ridimensionata dall’evoluzione di un mondo complesso che ormai dista ottanta anni dalla fine della IIWW.
Pierluigi Fagan - 2/2
7. Parte US la faccenda è complessa più di ogni altra. Se azzeriamo la nuvola di chiacchiere e ci mettiamo nei panni di Trump e Netanyahu al giorno prima del 28 febbraio, è molto probabile avessero un piano di massima e di minima. Quello di massima è fallito del tutto, quello di minima forse non del tutto. Degli obiettivi raggiunti da Israele abbiamo detto, quanto agli americani del nord, è da vedere. Mentre ieri tutti aspettavamo Armageddon, nei fatti, i siti militari, energetici, industriali, culturali, sanitari e logistici dell’Iran, dopo quaranta giorni di bombe, hanno subito una importante distruzione. In termini di potenza materiale, l’Iran è retrocesso di non poco. Se questo era l’obiettivo almeno di minima dell’azione intrapresa, si capisce allora anche la gestione pirotecnica del discorso pubblico. Ogni giorno il mondo oscillava tra il panico degli indici e la paura nucleare e speranze di pace e accordi, ma nei fatti mentre le emozioni scoppiettavano, il rallentato bombardamento di Dresda continuava sistematico. L’elenco di strutture distrutte conta centinaia e centinaia di siti. I Paesi del Golfo, volenti o nolenti, hanno verificato la loro impotenza e totale subalternità ed ora saranno ancor più motivati ad aderire al progetto delle nuove vie rivolte all’Europa.
La nuova relazione tra US e NATO da una parte e Indo-Pacifico (Corea del Sud, Giappone, Australia) dall'altra, dopo la stagione dei dazi indiscriminati, registra definitivamente il passaggio dal livello di finzione precedente di amicizia tra (quasi)-pari al nuovo livello di chiaro dominio gerarchico. Tutto da vedere se ciò si stabilizzerà o porterà a progetti di emancipazione della sfera occidental-capitalistica alleata nei confronti del dominus imperiale. Partita lunga, tutta da seguire.
US paga pesantemente la distruzione totale del suo soft power, la perdita di affidabilità strategica, la nuova imprevedibilità che forse è un vantaggio nelle relazioni commerciali ma antitetica nelle logiche di Relazioni Internazionali. Gli amici di Trump del comparto fossili festeggiano per i prezzi infiammati, il probabile aumento dell’export e dopo il Venezuela, la possibile entrata in nuove joint venture del Golfo (e Israele sui giacimenti mediterranei antistanti). Ma anche gli immobiliaristi hanno un radioso futuro dato che dopo tanta distruzione c’è ricostruzione, un classico della creazione di profitto. I miliari hanno subito un piccolo “regime change” e il comparto industriale militare ha svuotato gli arsenali per cui li dovrà riempire di nuovo, un altro classico. Internamente Trump perde un po’ o un po’ tanto consenso, le mid-term sono tra sette mesi, da vedere se e quanto recupererà. Il resto del mondo sarà a lungo alle prese con prezzi infiammati e turbolenze economiche e quindi US se non saranno primi perché salgono in classifica, staranno strategicamente meglio perché gli altri retrocedono.
Tuttavia, sarà da valutare questa nuova situazione nella quale orami tutto il mondo sa con evidenza quanto gli US sono la potenza destinata ad esser ridimensionata dall’evoluzione di un mondo complesso che ormai dista ottanta anni dalla fine della IIWW.
Pierluigi Fagan - 2/2
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Con anche però la paura del fatto che sembrano disposti a superare tutte le linee rosse del bon ton di convivenza planetaria pur di difendere il proprio privilegio.
Ci sarebbe molto altro da dire, ovvio, ma avremo tempo. Tutto ciò, quindi, solo in via parziale allo stato delle cose degli annunci di ieri notte ovvero due settimane di trattative diplomatiche che partono però da posizioni difficilmente conciliabili. Tutti e tre i convenuti terranno le pistole ben cariche sotto il tavolo, US e Israele più di Iran guadagnano tempo e rifornire gli arsenali e magari gestire la logistica delle eventuali truppe per nuove azioni mirate. La tregua è un prender tempo che a questo punto, conviene a tutti.
Dopo la “fine della civiltà” ora siamo a “incontriamoci e parliamo”, ma la partita reale rimane pienamente aperta e i conti si faranno solo alla fine che, nelle transizioni specie quelle epocali come questa, tende a rimanere lì sull’orizzonte lontano.
Ci sarebbe molto altro da dire, ovvio, ma avremo tempo. Tutto ciò, quindi, solo in via parziale allo stato delle cose degli annunci di ieri notte ovvero due settimane di trattative diplomatiche che partono però da posizioni difficilmente conciliabili. Tutti e tre i convenuti terranno le pistole ben cariche sotto il tavolo, US e Israele più di Iran guadagnano tempo e rifornire gli arsenali e magari gestire la logistica delle eventuali truppe per nuove azioni mirate. La tregua è un prender tempo che a questo punto, conviene a tutti.
Dopo la “fine della civiltà” ora siamo a “incontriamoci e parliamo”, ma la partita reale rimane pienamente aperta e i conti si faranno solo alla fine che, nelle transizioni specie quelle epocali come questa, tende a rimanere lì sull’orizzonte lontano.
Forwarded from The General
BREAKING: Melania Trump says the time is now to go after the clients of Jeffrey Epstein and hold them accountable.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from John McAfee
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
OBAMA GRANDSON OF HITLER? 🍿🐸🇺🇸 EXPOSE THE TRUTH!
Join: John McAfee
Join: John McAfee
🚨 QFS ACTIVATION HAS STARTED. CHECK YOUR ACCOUNT STATUS NOW.
Pending accounts are being processed. Don't risk being left behind.
👉 cutt.ly/QFS_Status
Forwarded from Lord Bebo & Friends (Bebot)
🇮🇷🇺🇸🇵🇰🇱🇧 Fars nega l'arrivo della squadra negoziale iraniana a Islamabad.
"L'Iran non intende partecipare ai colloqui di pace prima che sia in vigore un cessate il fuoco in Libano."
🔗
"L'Iran non intende partecipare ai colloqui di pace prima che sia in vigore un cessate il fuoco in Libano."
🔗
🇺🇸🇮🇷 Trump critica il Wall Street Journal:
"Hanno affermato che ho dichiarato una vittoria prematura in Iran, ma non c'è nulla di prematuro in questo."
"È una vittoria!"
"Il petrolio inizierà a scorrere con o senza l'Iran, niente armi nucleari per loro, ecc."
"Non ammetteranno mai di avere torto (WSJ)"
🔗
"Hanno affermato che ho dichiarato una vittoria prematura in Iran, ma non c'è nulla di prematuro in questo."
"È una vittoria!"
"Il petrolio inizierà a scorrere con o senza l'Iran, niente armi nucleari per loro, ecc."
"Non ammetteranno mai di avere torto (WSJ)"
🔗
🇮🇱🇺🇸🇱🇧🇮🇷 Bibi ha convinto Trump ad escludere il Libano... e quindi a continuare la guerra
A Trump era stato inizialmente detto che il cessate il fuoco di giovedì avrebbe coperto il Medio Oriente, incluso il Libano, una visione condivisa dai mediatori, dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e dall'Araghchi iraniano.
Tuttavia, dopo una telefonata tra Netanyahu e Trump, la posizione degli Stati Uniti è cambiata.
— CBS News
🔗
A Trump era stato inizialmente detto che il cessate il fuoco di giovedì avrebbe coperto il Medio Oriente, incluso il Libano, una visione condivisa dai mediatori, dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e dall'Araghchi iraniano.
Tuttavia, dopo una telefonata tra Netanyahu e Trump, la posizione degli Stati Uniti è cambiata.
— CBS News
🔗
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
"3 sottomarini russi sono entrati in acque territoriali britanniche
Al Presidente Putin voglio dire: ti vediamo e vediamo come i sottomarini si aggirino nei presi dei nostri cavi subacquei e dei nostri gasdotti. Qualsiasi azione volta a danneggiarli o distruggerli è inaccettabile e ci saranno gravi conseguenze"
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Gli Stati Uniti hanno ora schierato più di 50.000 truppe in tutto il Medio Oriente, con numeri che continuano a crescere, secondo Reuters.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Melania Trump afferma che è giunto il momento di perseguire i clienti di Jeffrey Epstein e ritenere loro responsabili.
Forwarded from Giubbe Rosse
🇸🇦 L'ARABIA SAUDITA AFFERMA CHE GLI ATTACCHI AI SUOI IMPIANTI HANNO CAUSATO UNA PERDITA DI 600.000 BARILI AL GIORNO
Secondo quanto riportato dal Ministero dell'Energia saudita tramite l'agenzia di stampa statale, gli attacchi a sei importanti impianti energetici hanno causato una riduzione complessiva della capacità produttiva di circa 600.000 barili al giorno.
Gli impianti di produzione di Manifa e Khurais hanno perso ciascuno circa 300.000 barili al giorno di capacità. Anche le raffinerie di Satorp a Jubail, Ras Tanura, Samref a Yanbu e Riyadh sono state colpite, con ripercussioni dirette sulle esportazioni di prodotti raffinati.
🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
Telegram | Portale | Substack | X | Facebook | Instagram | YouTube
Secondo quanto riportato dal Ministero dell'Energia saudita tramite l'agenzia di stampa statale, gli attacchi a sei importanti impianti energetici hanno causato una riduzione complessiva della capacità produttiva di circa 600.000 barili al giorno.
Gli impianti di produzione di Manifa e Khurais hanno perso ciascuno circa 300.000 barili al giorno di capacità. Anche le raffinerie di Satorp a Jubail, Ras Tanura, Samref a Yanbu e Riyadh sono state colpite, con ripercussioni dirette sulle esportazioni di prodotti raffinati.
Telegram | Portale | Substack | X | Facebook | Instagram | YouTube
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇵🇰 "Israele è malvagio e una maledizione per l'umanità. Mentre i colloqui di pace sono in corso a Islamabad, viene commesso un genocidio in Libano. Cittadini innocenti vengono uccisi da Israele, prima a Gaza, poi in Iran e ora in Libano, lo spargimento di sangue continua senza sosta. Spero e prego che le persone che hanno creato questo stato canceroso sulla terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei brucino all'inferno." - Khawaja M. Asif, Ministro della Difesa del Pakistan
Forwarded from The General
Forwarded from The General
BREAKING: The survivors of Jeffrey Epstein have release a statement in response to Melania Trump's address.
"Survivors have done their part. Now it's time for those in power to do theirs."
@GeneralMCNews
"Survivors have done their part. Now it's time for those in power to do theirs."
@GeneralMCNews
🇮🇷🇺🇸 Condizioni iniziali per i negoziati: gli Stati Uniti sono obbligati a facilitare un cessate il fuoco in Libano e a sbloccare i beni iraniani — Portavoce del parlamento iraniano, Ghalibaf
*Finora non è stato fatto nulla...
🔗
*Finora non è stato fatto nulla...
🔗
Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🇮🇷🇺🇸 "Gli Stati Uniti devono rispettare gli impegni di includere il Libano nel cessate il fuoco e di fermare gli attacchi israeliani contro tutto il Libano non solo Beirut"
Ministro degli Esteri iraniano Araghchi
Ministro degli Esteri iraniano Araghchi
Forwarded from Guerrieri per la libertà
Israele si prepara a 'riprendere' la guerra genocida a Gaza mentre si avvicina la scadenza per il disarmo: Rapporto
Tel Aviv aveva avvertito all'inizio di questo mese che avrebbe 'completato la missione' a Gaza se la resistenza palestinese non avesse consegnato le sue armi.
The Cradle
Tel Aviv aveva avvertito all'inizio di questo mese che avrebbe 'completato la missione' a Gaza se la resistenza palestinese non avesse consegnato le sue armi.
The Cradle
Forwarded from Josef stern💪 informazioni libere.
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Il Ministro della Difesa francese, Catherine Vautrin, continua a formulare piani per la liberazione dello Stretto di Hormuz.
‘Su iniziativa della Francia, circa 20 paesi stanno elaborando piani su come garantire il passaggio delle navi attraverso lo stretto, con un'eventuale scorta militare’.
Unisciti al canale
https://t.me/JosefSternInformazioniLibere
‘Su iniziativa della Francia, circa 20 paesi stanno elaborando piani su come garantire il passaggio delle navi attraverso lo stretto, con un'eventuale scorta militare’.
Unisciti al canale
https://t.me/JosefSternInformazioniLibere