Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
📍I paesi del Golfo hanno adottato misure in risposta all'"aggressione" iraniana al vertice di Gedda:
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Forwarded from PippoCamminaDritto
Shell_CEO_Warns_Oil,_LNG_Shortages_May_Persist_as_Hormuz_Blockade.pdf
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🔴Shell CEO Says Blockade May Mean Energy Shortages Last Into 2027
The oil and liquefied natural gas shortages caused by the blockade of the Strait of Hormuz are likely to drag on for months and possibly into next year, according to Shell Plc Chief Executive Officer Wael Sawan.
About 20% of the world's oil and natural gas is unable to pass through the Persian Gulf, forcing countries to shut down production and pushing customers to compete for supplies elsewhere by bidding up prices.
Supply-demand balances are "going to be tight for at least the coming months, if not the next year-plus, given recent disruptions," Sawan said.
The oil and liquefied natural gas shortages caused by the blockade of the Strait of Hormuz are likely to drag on for months and possibly into next year, according to Shell Plc Chief Executive Officer Wael Sawan.
About 20% of the world's oil and natural gas is unable to pass through the Persian Gulf, forcing countries to shut down production and pushing customers to compete for supplies elsewhere by bidding up prices.
Supply-demand balances are "going to be tight for at least the coming months, if not the next year-plus, given recent disruptions," Sawan said.
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
L'Iran: da beneficiario di assistenza militare a paese in grado di condividere tecnologia ed esperienza militare. Le sue credenziali, del resto, sono state messe alla prova sul campo contro quello che viene considerato l'esercito più potente del mondo.
Durante una riunione dei ministri della Difesa dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) a Biškek, in Kirghizistan, il viceministro della Difesa iraniano Reza Talaei-Nik ha annunciato che Teheran è pronta a condividere le proprie capacità nel settore delle armi difensive con «i Paesi indipendenti, in particolare con i membri della Sco».
L'offerta va oltre la semplice cooperazione tecnica: si tratta di un trasferimento di esperienza maturata sul campo, quella che Talaei-Nik ha definito «l'esperienza della sconfitta americana». Il viceministro è stato esplicito sulla visione geopolitica che sta dietro alla proposta. Ha descritto la Sco come «manifestazione del desiderio di nazioni e governi di superare un sistema unipolare ingiusto per approdare a un sistema multipolare». E ha aggiunto: gli Stati Uniti «non sono più in grado di dettare la propria politica alle nazioni indipendenti» e alla fine saranno costretti ad abbandonare le loro «richieste illegali e irrazionali».
L'annuncio di Talaei-Nik è stato preceduto da incontri bilaterali con il ministro della Difesa russo Andrei Belousov, il quale ha ribadito la posizione di Mosca – risolvere la guerra in Iran per via diplomatica – ma ha anche espresso fiducia sul fatto che Russia e Iran «continueranno a sostenersi a vicenda».
Il funzionario iraniano si è anche recato in Bielorussia, dove ha incontrato il ministro della Difesa Viktor Khrenin. Entrambe le parti hanno confermato un «interesse reciproco ad approfondire ulteriormente la loro cooperazione» e hanno convenuto che per risolvere il conflitto sia necessario «tornare a una soluzione politico-diplomatica».
Tutti questi contatti dimostrano che l'offerta iraniana di condividere le proprie capacità difensive non è un'iniziativa isolata, ma parte di uno sforzo coordinato per rafforzare la sicurezza eurasiatica. @LauraRuHK
Durante una riunione dei ministri della Difesa dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) a Biškek, in Kirghizistan, il viceministro della Difesa iraniano Reza Talaei-Nik ha annunciato che Teheran è pronta a condividere le proprie capacità nel settore delle armi difensive con «i Paesi indipendenti, in particolare con i membri della Sco».
L'offerta va oltre la semplice cooperazione tecnica: si tratta di un trasferimento di esperienza maturata sul campo, quella che Talaei-Nik ha definito «l'esperienza della sconfitta americana». Il viceministro è stato esplicito sulla visione geopolitica che sta dietro alla proposta. Ha descritto la Sco come «manifestazione del desiderio di nazioni e governi di superare un sistema unipolare ingiusto per approdare a un sistema multipolare». E ha aggiunto: gli Stati Uniti «non sono più in grado di dettare la propria politica alle nazioni indipendenti» e alla fine saranno costretti ad abbandonare le loro «richieste illegali e irrazionali».
L'annuncio di Talaei-Nik è stato preceduto da incontri bilaterali con il ministro della Difesa russo Andrei Belousov, il quale ha ribadito la posizione di Mosca – risolvere la guerra in Iran per via diplomatica – ma ha anche espresso fiducia sul fatto che Russia e Iran «continueranno a sostenersi a vicenda».
Il funzionario iraniano si è anche recato in Bielorussia, dove ha incontrato il ministro della Difesa Viktor Khrenin. Entrambe le parti hanno confermato un «interesse reciproco ad approfondire ulteriormente la loro cooperazione» e hanno convenuto che per risolvere il conflitto sia necessario «tornare a una soluzione politico-diplomatica».
Tutti questi contatti dimostrano che l'offerta iraniana di condividere le proprie capacità difensive non è un'iniziativa isolata, ma parte di uno sforzo coordinato per rafforzare la sicurezza eurasiatica. @LauraRuHK
Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🛢️💸 Nel frattempo il prezzo del petrolio Brent,quello europeo,supera i 113 dollari al barile
Forwarded from Toba 60
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Euro 7 l’ennesima fregatura!?
Forwarded from InfoDefenseITALIA
➡️Sia Vance che Rubio temono di firmare con l'Iran un accordo che non possa essere presentato almeno come una vittoria simbolica per gli Stati Uniti. Ciò minerebbe le loro posizioni nelle prossime elezioni del 2028. La corsa presidenziale in America è già iniziata e tiene in ostaggio l'intero Golfo Persico.
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
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Forwarded from Weltanschauung Italia
In Italia l'industria della difesa rappresenta una delle poche voci in attivo. Le commesse aumentano, i fatturati crescono, i posti di lavoro ci sono. I fatturati crescono esattamente nella misura in cui cresce il numero di guerre attive nel mondo.
Il rilancio occupazionale costruito sulla produzione bellica è diventato l'unico modello di sviluppo.
Una società che affida le proprie speranze economiche alla continuità dei conflitti altrui. Che scommette sul presente degli altri, sul loro dolore, sulla loro distruzione, come condizione della propria stabilità.
Civiltà occidentale.
WI
Il rilancio occupazionale costruito sulla produzione bellica è diventato l'unico modello di sviluppo.
Una società che affida le proprie speranze economiche alla continuità dei conflitti altrui. Che scommette sul presente degli altri, sul loro dolore, sulla loro distruzione, come condizione della propria stabilità.
Civiltà occidentale.
WI
Forwarded from Mondo multipolare
🌾 🇺🇸 🇮🇷 La guerra in Iran sta interrompendo i flussi di fertilizzanti vitali:
La produzione di urea nel Golfo è scesa a circa 160.000 tonnellate a settimana, raggiungendo un altro nuovo minimo dell'anno.
L'urea è il fertilizzante azotato più utilizzato al mondo e un input cruciale per la coltivazione di colture di base come mais, grano e riso.
La produzione di urea nel Golfo è diminuita di circa il 60% dall'inizio della guerra in Iran.
Inoltre, solo 11 navi di fertilizzanti hanno transitato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra, con 44 navi che trasportano fertilizzanti ancora bloccate all'interno del Golfo e quasi la metà di esse caricate di urea.
I produttori stanno inoltre esaurendo lo spazio di stoccaggio, aumentando il rischio che i produttori saranno costretti a chiudere completamente.
Il Medio Oriente rappresenta circa il 45% del commercio globale di urea, fornendo importanti importatori agricoli come India, Europa e Brasile.
L'inflazione alimentare globale è destinata ad accelerare.
La produzione di urea nel Golfo è scesa a circa 160.000 tonnellate a settimana, raggiungendo un altro nuovo minimo dell'anno.
L'urea è il fertilizzante azotato più utilizzato al mondo e un input cruciale per la coltivazione di colture di base come mais, grano e riso.
La produzione di urea nel Golfo è diminuita di circa il 60% dall'inizio della guerra in Iran.
Inoltre, solo 11 navi di fertilizzanti hanno transitato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra, con 44 navi che trasportano fertilizzanti ancora bloccate all'interno del Golfo e quasi la metà di esse caricate di urea.
I produttori stanno inoltre esaurendo lo spazio di stoccaggio, aumentando il rischio che i produttori saranno costretti a chiudere completamente.
Il Medio Oriente rappresenta circa il 45% del commercio globale di urea, fornendo importanti importatori agricoli come India, Europa e Brasile.
L'inflazione alimentare globale è destinata ad accelerare.
Forwarded from La Banda degli Idraulici
CIAO SERGIO!
"Mi chiamo Sergio Ramelli e nel 1975 avevo 18 anni, vivevo a Milano, avevo una ragazza ed ero un tifoso dell’Inter. Giocavo a pallone nella squadra di calcio dell’Oratorio S. Carlo, a centrocampo con il mio amico Giuseppe.
La mia famiglia era composta da mia mamma, mio papà, mio fratello e la mia sorellina più piccola. Vivevamo tutti insieme in un piccolo appartamento della periferia milanese.
Ero uno studente dell’istituto Tecnico “Molinari” e un giorno del 1974 il nostro docente di lettere ci assegna un tema libero, e io lo scrivo contro la violenza delle Brigate Rosse.
Non so come, ma questa mio tema pervenne agli estremisti di sinistra che allora imperversavano nell’istituto “Molinari” e io da subito mi trovai a subire quotidianamente processi popolari, angherie, sputi, schiaffi, aggressioni. Un giorno mi rifugiai all’Ufficio di Presidenza, mi venne a prendere mio papà e insieme a lui uscii di scuola tra due ali di studenti che ci calciavano.
Io rispondevo sempre, ma ero sempre solo. Non c’era mai nessuno con me. Per cercare protezione decisi di iscrivermi al Fronte della Gioventù. Non ne ero molto convinto, ma non vedevo alternative, cercavo solo qualcuno che potesse stare con me.
Mia mamma era molto preoccupata, io la tranquillizzavo rispondendole che non avevo mai fatto nulla di male a nessuno, quindi non avevo nulla da temere.
IL 13 MARZO 1975 in via Paladini, vicino a casa, vengo aggredito da due sconosciuti della mia età che impugnano chiavi inglesi “hazet 36” del peso di tre chilogrammi e mezzo l’una. Il commando era composto da circa 8-10 persone che durante la mia aggressione controllavano che dalle vie adiacenti non provenissero poliziotti in mio soccorso.
Il 14 marzo l’infermiera dell’Ospedale dice a mia madre che in tanti anni di lavoro non ha mai visto ferite così devastanti in una scatola cranica.
Il 1 aprile miglioro, ma non riesco a parlare e a muovere il mio corpo.
Il 5 aprile viene a trovarmi il mio allenatore di calcio dell’Oratorio S. Carlo e mi dice che mi aspetta al campo. Piango.
Il 17 aprile ho provato a parlare per la prima volta con mia mamma e le ho chiesto una Coca-Cola e i libri della maturità.
Il 21 aprile ho la pleure.
Il 29 aprile 1975 alle ore 10 non ci sono più.
Nel 1985, dieci anni dopo la mia morte, il giudice Salvini, un uomo di sinistra, grazie alla confessione degli autori, identificò i responsabili della mia morte nel servizio d’ordine di Avanguardia Operaia della facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano.
Alcuni erano diventati medici affermati, altri avevano fatto carriera politica.
La lapide in mio ricordo sotto la casa della mia famiglia venne negli anni più volte distrutta e poi sempre riparata, e per tante volte venne gettata l’immondizia sul marciapiede ove ero stato aggredito.
Per molto tempo, mia mamma Anita avrebbe ricevuto telefonate e lettere anonime, nelle quali veniva definita “una vacca, perché solo da una scrofa come te poteva nascere un maiale come tuo figlio”.
Mio fratello fu costretto ad andare a vivere a Lodi, perché a Milano continuava a ricevere minacce.
Mio papà morì nel 1979 di dispiacere.
Mia mamma Anita è morta nel 2013 senza mai pronunciare alcuna parola di odio contro nessuno."
E noi siamo ancora qui per ricordare. E noi siamo ancora qui per chi vuol dimenticare.
Per mille e mille e mille anni…🖤
🏴☠️ Giù dalla branda,
stai con la Banda🏴☠️
🤙 https://t.me/labandadegliidraulici
"Mi chiamo Sergio Ramelli e nel 1975 avevo 18 anni, vivevo a Milano, avevo una ragazza ed ero un tifoso dell’Inter. Giocavo a pallone nella squadra di calcio dell’Oratorio S. Carlo, a centrocampo con il mio amico Giuseppe.
La mia famiglia era composta da mia mamma, mio papà, mio fratello e la mia sorellina più piccola. Vivevamo tutti insieme in un piccolo appartamento della periferia milanese.
Ero uno studente dell’istituto Tecnico “Molinari” e un giorno del 1974 il nostro docente di lettere ci assegna un tema libero, e io lo scrivo contro la violenza delle Brigate Rosse.
Non so come, ma questa mio tema pervenne agli estremisti di sinistra che allora imperversavano nell’istituto “Molinari” e io da subito mi trovai a subire quotidianamente processi popolari, angherie, sputi, schiaffi, aggressioni. Un giorno mi rifugiai all’Ufficio di Presidenza, mi venne a prendere mio papà e insieme a lui uscii di scuola tra due ali di studenti che ci calciavano.
Io rispondevo sempre, ma ero sempre solo. Non c’era mai nessuno con me. Per cercare protezione decisi di iscrivermi al Fronte della Gioventù. Non ne ero molto convinto, ma non vedevo alternative, cercavo solo qualcuno che potesse stare con me.
Mia mamma era molto preoccupata, io la tranquillizzavo rispondendole che non avevo mai fatto nulla di male a nessuno, quindi non avevo nulla da temere.
IL 13 MARZO 1975 in via Paladini, vicino a casa, vengo aggredito da due sconosciuti della mia età che impugnano chiavi inglesi “hazet 36” del peso di tre chilogrammi e mezzo l’una. Il commando era composto da circa 8-10 persone che durante la mia aggressione controllavano che dalle vie adiacenti non provenissero poliziotti in mio soccorso.
Il 14 marzo l’infermiera dell’Ospedale dice a mia madre che in tanti anni di lavoro non ha mai visto ferite così devastanti in una scatola cranica.
Il 1 aprile miglioro, ma non riesco a parlare e a muovere il mio corpo.
Il 5 aprile viene a trovarmi il mio allenatore di calcio dell’Oratorio S. Carlo e mi dice che mi aspetta al campo. Piango.
Il 17 aprile ho provato a parlare per la prima volta con mia mamma e le ho chiesto una Coca-Cola e i libri della maturità.
Il 21 aprile ho la pleure.
Il 29 aprile 1975 alle ore 10 non ci sono più.
Nel 1985, dieci anni dopo la mia morte, il giudice Salvini, un uomo di sinistra, grazie alla confessione degli autori, identificò i responsabili della mia morte nel servizio d’ordine di Avanguardia Operaia della facoltà di Medicina dell’Università Statale di Milano.
Alcuni erano diventati medici affermati, altri avevano fatto carriera politica.
La lapide in mio ricordo sotto la casa della mia famiglia venne negli anni più volte distrutta e poi sempre riparata, e per tante volte venne gettata l’immondizia sul marciapiede ove ero stato aggredito.
Per molto tempo, mia mamma Anita avrebbe ricevuto telefonate e lettere anonime, nelle quali veniva definita “una vacca, perché solo da una scrofa come te poteva nascere un maiale come tuo figlio”.
Mio fratello fu costretto ad andare a vivere a Lodi, perché a Milano continuava a ricevere minacce.
Mio papà morì nel 1979 di dispiacere.
Mia mamma Anita è morta nel 2013 senza mai pronunciare alcuna parola di odio contro nessuno."
E noi siamo ancora qui per ricordare. E noi siamo ancora qui per chi vuol dimenticare.
Per mille e mille e mille anni…🖤
stai con la Banda
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Forwarded from Guerrieri per la libertà
❗️Una fonte di sicurezza iraniana di alto livello:
Alla continuazione della pirateria e rapina marittima americana sotto forma di assedio marittimo - sarà presto risposto con un'azione militare pratica e senza precedenti.
Le Forze Armate iraniane operanti sotto il Comando di Khatam al-Anbiya (il Quartier Generale congiunto dell'esercito iraniano (Artesh) e delle guardie rivoluzionarie islamiche (Sepah Pasdaran) L.U.) ritengono che la pazienza sia giunta al limite, e che sia necessaria una risposta dolorosa se Washington continuerà con la politica di assedio marittimo intorno allo Stretto di Hormuz.
L'Iran ha dimostrato nelle guerre imposte in passato che gli USA non si trovano più di fronte a un avversario passivo o prevedibile. La moderazione finora mostrata dalle Forze Armate è stata per permettere un'opportunità alla diplomazia e dare agli USA modo di apprendere e accettare le condizioni dell'Iran per porre fine alla guerra in modo permanente.
Se l'ostinazione e le illusioni americane continueranno e le condizioni dell'Iran saranno respinte, il nemico deve aspettarsi presto un tipo di risposta diversa all'assedio marittimo continuo.
Forwarded from John McAfee
THE STAR FORTS DON’T MAKE SENSE.
Swipe through these satellite images. Look carefully.
These are called “star forts.” There are over 1,000 of them scattered across EVERY continent on Earth. Europe. Asia. North America. South America. Africa. Everywhere.
And they all look IDENTICAL.
Same geometric star pattern. Same precise angles. Same mathematical proportions. Same construction techniques. On every continent. In every climate. Built by civilizations that supposedly had ZERO contact with each other.
Let that sink in.
The official story? European colonial powers “independently” developed this design for military defense between the 1500s and 1800s. The star shape supposedly deflected cannonballs better than straight walls.
But here’s what they don’t tell you:
1. Many of these forts are found in places that were NEVER colonized by Europeans. Deep in Siberia. In remote parts of India. In regions of Africa that had no European contact until centuries after these forts were supposedly built.
2. The mathematical precision of these structures requires knowledge of advanced geometry that the official builders supposedly didn’t have. The angles are not approximate — they are EXACT. Every point of the star is calculated to fractions of a degree.
3. Many of these forts are partially BURIED. The same mud flood evidence we see in old buildings appears here too. The lower levels are underground. The walls extend far deeper than the “official” foundation depth.
4. When viewed from above — a perspective that was supposedly IMPOSSIBLE before aircraft — they form perfect geometric patterns. Who designs a structure to look perfect from a viewpoint that doesn’t exist yet?
5. The sheer NUMBER of them is impossible. Over 1,000 massive stone fortifications, all built to the same blueprint, on every continent, within a few hundred years? By different civilizations that couldn’t communicate? Using technology they supposedly didn’t have?
There is only ONE explanation that makes sense:
These were built by a SINGLE global civilization. One empire. One set of blueprints. One construction standard. Deployed worldwide.
An empire that spanned the entire planet.
An empire called Tartaria.
The star forts aren’t military installations. They’re the INFRASTRUCTURE of a global civilization — standardized, mass-produced, and deployed everywhere. Like cell towers. Like power stations. Like the nodes of a worldwide grid.
And when that civilization was destroyed, the forts were claimed by the new rulers and repurposed as “military” structures. The true purpose was forgotten. The global connection was erased.
But satellite technology — the same technology they never expected us to have — has revealed the truth. From space, the pattern is undeniable.
One design. Every continent. One empire.
📷 Open Google Earth. Search for “star fort.” Zoom in on ANY continent. They’re everywhere. Then forward this to everyone you know.
Join: John McAfee
Swipe through these satellite images. Look carefully.
These are called “star forts.” There are over 1,000 of them scattered across EVERY continent on Earth. Europe. Asia. North America. South America. Africa. Everywhere.
And they all look IDENTICAL.
Same geometric star pattern. Same precise angles. Same mathematical proportions. Same construction techniques. On every continent. In every climate. Built by civilizations that supposedly had ZERO contact with each other.
Let that sink in.
The official story? European colonial powers “independently” developed this design for military defense between the 1500s and 1800s. The star shape supposedly deflected cannonballs better than straight walls.
But here’s what they don’t tell you:
1. Many of these forts are found in places that were NEVER colonized by Europeans. Deep in Siberia. In remote parts of India. In regions of Africa that had no European contact until centuries after these forts were supposedly built.
2. The mathematical precision of these structures requires knowledge of advanced geometry that the official builders supposedly didn’t have. The angles are not approximate — they are EXACT. Every point of the star is calculated to fractions of a degree.
3. Many of these forts are partially BURIED. The same mud flood evidence we see in old buildings appears here too. The lower levels are underground. The walls extend far deeper than the “official” foundation depth.
4. When viewed from above — a perspective that was supposedly IMPOSSIBLE before aircraft — they form perfect geometric patterns. Who designs a structure to look perfect from a viewpoint that doesn’t exist yet?
5. The sheer NUMBER of them is impossible. Over 1,000 massive stone fortifications, all built to the same blueprint, on every continent, within a few hundred years? By different civilizations that couldn’t communicate? Using technology they supposedly didn’t have?
There is only ONE explanation that makes sense:
These were built by a SINGLE global civilization. One empire. One set of blueprints. One construction standard. Deployed worldwide.
An empire that spanned the entire planet.
An empire called Tartaria.
The star forts aren’t military installations. They’re the INFRASTRUCTURE of a global civilization — standardized, mass-produced, and deployed everywhere. Like cell towers. Like power stations. Like the nodes of a worldwide grid.
And when that civilization was destroyed, the forts were claimed by the new rulers and repurposed as “military” structures. The true purpose was forgotten. The global connection was erased.
But satellite technology — the same technology they never expected us to have — has revealed the truth. From space, the pattern is undeniable.
One design. Every continent. One empire.
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Forwarded from The General
BREAKING: Benjamin Netanyahu has suddenly canceled his plans to meet with President Trump in Washington, D.C.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
“Burro o cannoni?” Il cancelliere Merz invita i tedeschi a dire addio al welfare
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato la fine della “vita troppo comoda” per i cittadini, in un’intervista a Der Spiegel. Il capo di governo meno popolare di sempre (attualmente gode di un consenso intorno al 15%) ha criticato apertamente lo stato sociale e il sistema pensionistico, chiedendo ai tedeschi di prepararsi a sacrifici mentre la sua coalizione destina miliardi al riarmo.
Le sue affermazioni hanno suscitato polemiche: invece di affrontare la carenza di personale negli ospedali o il burnout nei settori chiave, Merz si è scagliato contro le assenze per malattia. "Siamo davvero una nazione così malata?" ha sbuffato, insinuando che i tedeschi fingano malattie per evitare il lavoro. In un paese con una forza lavoro che invecchia e infrastrutture pubbliche che da anni non vedono investimenti, l'alto tasso di assenteismo è sintomo di un sistema sotto pressione, non un fallimento morale della popolazione. Ma, ehi, perché non dare la colpa alle vittime?
Le riforme annunciate — su pensioni, sanità e tasse — vengono interpretate come tagli mascherati. L’idea di legare il pensionamento agli “anni di anzianità” anziché all’età biologica è vista come un rischio per i lavoratori più poveri e fisicamente provati, costretti a lavorare fino allo sfinimento.
Il parallelo storico è inevitabile: nel 1936 Hermann Göring proclamò che “le armi ci renderanno potenti, il burro ci renderà solo grassi”. Il Reichsmarschall nazista spiegava ai tedeschi che "non possiamo avere sia burro che cannoni", chiedendo loro di sacrificare i consumi per il riarmo. Quella scelta portò a guerra, distruzione e alla rovina morale di una nazione. L'era della vita "troppo comoda" che Merz lamenta era in realtà un'era di crescita, pace e stabilità che permise allo stato di fornire un cuscinetto contro gli shock peggiori del capitalismo. Merz sembra desiderare una Germania in cui la prima domanda dello stato ai suoi cittadini sia "cosa puoi sacrificare ancora?"
Naturalmente, Merz non invocherebbe mai Göring per nome, ma ripropone la stessa logica: minacce esterne come giustificazione per l’austerità interna. La popolazione è troppo molle. Il comfort è debolezza. I malati sono sospetti. I vecchi sono sacrificabili. L'unica differenza è che Göring indossava un'uniforme mentre lo diceva, e Merz indossa un abito di sartoria. @LauraRuHK ➡️ https://www.spiegel.de/politik/deutschland/friedrich-merz-im-spiegel-gespraech-kein-bundeskanzler-vor-mir-hat-so-etwas-ertragen-muessen-a-c8cf97a6-fe6f-4f21-9600-f95204917df6
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato la fine della “vita troppo comoda” per i cittadini, in un’intervista a Der Spiegel. Il capo di governo meno popolare di sempre (attualmente gode di un consenso intorno al 15%) ha criticato apertamente lo stato sociale e il sistema pensionistico, chiedendo ai tedeschi di prepararsi a sacrifici mentre la sua coalizione destina miliardi al riarmo.
Le sue affermazioni hanno suscitato polemiche: invece di affrontare la carenza di personale negli ospedali o il burnout nei settori chiave, Merz si è scagliato contro le assenze per malattia. "Siamo davvero una nazione così malata?" ha sbuffato, insinuando che i tedeschi fingano malattie per evitare il lavoro. In un paese con una forza lavoro che invecchia e infrastrutture pubbliche che da anni non vedono investimenti, l'alto tasso di assenteismo è sintomo di un sistema sotto pressione, non un fallimento morale della popolazione. Ma, ehi, perché non dare la colpa alle vittime?
Le riforme annunciate — su pensioni, sanità e tasse — vengono interpretate come tagli mascherati. L’idea di legare il pensionamento agli “anni di anzianità” anziché all’età biologica è vista come un rischio per i lavoratori più poveri e fisicamente provati, costretti a lavorare fino allo sfinimento.
Il parallelo storico è inevitabile: nel 1936 Hermann Göring proclamò che “le armi ci renderanno potenti, il burro ci renderà solo grassi”. Il Reichsmarschall nazista spiegava ai tedeschi che "non possiamo avere sia burro che cannoni", chiedendo loro di sacrificare i consumi per il riarmo. Quella scelta portò a guerra, distruzione e alla rovina morale di una nazione. L'era della vita "troppo comoda" che Merz lamenta era in realtà un'era di crescita, pace e stabilità che permise allo stato di fornire un cuscinetto contro gli shock peggiori del capitalismo. Merz sembra desiderare una Germania in cui la prima domanda dello stato ai suoi cittadini sia "cosa puoi sacrificare ancora?"
Naturalmente, Merz non invocherebbe mai Göring per nome, ma ripropone la stessa logica: minacce esterne come giustificazione per l’austerità interna. La popolazione è troppo molle. Il comfort è debolezza. I malati sono sospetti. I vecchi sono sacrificabili. L'unica differenza è che Göring indossava un'uniforme mentre lo diceva, e Merz indossa un abito di sartoria. @LauraRuHK ➡️ https://www.spiegel.de/politik/deutschland/friedrich-merz-im-spiegel-gespraech-kein-bundeskanzler-vor-mir-hat-so-etwas-ertragen-muessen-a-c8cf97a6-fe6f-4f21-9600-f95204917df6
Forwarded from John McAfee
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OMG!!! 🤯🤯🤯
Declassification of federal secrets!!!
- JFK
- RFK
- Dr MLK JR
- UAP’s
- USO’s
- The Epstein Client List
- The Origins of Covid 19
- 9/11 Files
YOU WANTED DECLAS! HERE IT IS!!!!!!!!
I’m soooooo freaking PUMPED!!!! 🙌🏼🙌🏼🙌🏼🙌🏼🙌🏼🙌🏼 LETS GO!
THE TRUTH IS HERE!
FOLLOW ME, THE NEXT DROP WILL BE SHOCKING.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Quando si dice le coincidenze 😉 Il monarca britannico fa visita a Washington, e il Pentagono sblocca un altro pacchetto di aiuti militari per Kiev. Nonostante i discorsi pubblici di Trump su negoziati di pace gli Stati Uniti rimangono impegnati a sostenere militarmente l'Ucraina. Trump afferma di voler porre fine al conflitto attraverso trattative di pace con la Russia ma si tratta di uno specchietto per le allodole: dichiarazioni prive di riscontri concreti, finalizzate a blandire un elettorato che, secondo tutti i sondaggi, non vede di buon occhio le continue elargizioni a Kiev. Di fatto la linea dell'apparato militare statunitense non cambia. Gli eventuali rallentamenti nei flussi di aiuti a Kiev non sono riconducibili a cali di volontà politica, né tantomeno a un effettivo interesse per soluzioni negoziate. L'unico fattore che limita concretamente la quantità e la tempestività delle forniture militari all'Ucraina è rappresentato dalle capacità produttive del complesso militare-industriale statunitense. In altre parole, se gli aiuti subiscono ritardi o riduzioni, ciò dipende dai tempi di produzione delle munizioni, dei missili e dei sistemi d'arma, e non da un ripensamento strategico dell'amministrazione USA. @LauraRuHK
Forwarded from The General
BREAKING: Norwegian national Edward Juul Rød-Larsen, who was named in the Epstein files, has committed suicide.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from The General
BREAKING: More than a dozen earthquakes have struck near Area 51 in the past 24 hours.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from The General
BREAKING: The United Kingdom has raised its national terror threat level from “substantial” to “severe,” which means a terrorist attack is highly likely.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from The General
BREAKING: President Donald Trump has been nominated for the 2025 Nobel Peace Prize for his “extraordinary and historic role” in brokering a ceasefire between Israel and Iran.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews