Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇨🇳🇷🇺🇺🇦 La Cina è profondamente allarmata dalle vittime nell'attacco delle forze armate ucraine al college di Starobilsk, afferma il Rappresentante Permanente della Cina alle Nazioni Unite.
▪️Pechino condanna qualsiasi attacco a civili innocenti, ha sottolineato Fu Cong in una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza.
▪️Pechino condanna qualsiasi attacco a civili innocenti, ha sottolineato Fu Cong in una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza.
Forwarded from Pino Cabras
𝗕𝗘𝗡 𝗚𝗩𝗜𝗥 𝗘̀’ 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔? 𝗡𝗢. 𝗕𝗘𝗡 𝗚𝗩𝗜𝗥 𝗘̀’ 𝗜𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗢𝗠𝗢. 𝗘𝗗 𝗘̀’ 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢. [PARTE 1]
Dunque, anche i grandi media italiani e i politici più cacasotto del mondo scoprono Itamar Ben Gvir.
Lo hanno scoperto il 19 e 20 maggio 2026, con la precisione di un orologio rotto che segna l'ora giusta due volte al giorno. Prima, per 363 giorni l'anno, Ben Gvir era lo stesso individuo cresciuto nei gruppi ultraestremisti di destra che dispensa veleno a ogni fiato, e nessuno dei nostri alti papaveri faceva una piega. Anzi, si affaccendavano a costruire leggi liberticide su misura per proteggere lui e i suoi soci da qualunque critica.
Poi arriva la Flotilla. Arrivano i rapimenti in acque internazionali e le torture agli attivisti, le umiliazioni filmate e rivendicate. E improvvisamente tutti scoprono che Ben Gvir è un mostro.
Benissimo. Tardi, ma benissimo.
Solo che c'è un problema. Il problema si chiama «𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲». Val la pena spiegarla, perché è la principale arte manipolatoria dei nostri tempi.
𝗜𝗹 𝘁𝗿𝘂𝗰𝗰𝗼
Prendete un sistema. Cioè un sistema politico, militare, di complicità internazionali. Quel sistema produce risultati precisi: guerre, leggi liberticide, genocidi, rapimenti in acque internazionali, pulizie etniche.
Ora, invece di analizzare il sistema, prendete il suo elemento più visibile e mostruoso - quello che fa più schifo anche al lettore distratto - e isolatelo. Togliete il contesto. Togliete le cause. Togliete i complici. Togliete i governi occidentali che finanziano. Togliete i parlamenti che scudano. Togliete le redazioni che per anno hanno voltato la testa dall'altra parte.
Rimane solo lui: il mostro. L'anomalia. L'eccezione.
E l'eccezione, per definizione, conferma la regola. La regola, cioè, starebbe bene. Avrebbe solo questo piccolo problemuccio da risolvere.
Questo si chiama «𝗳𝗿𝗮𝗺𝗶𝗻𝗴»: la capacità di costruire una cornice intorno a un fatto determinando cosa viene visto, ma soprattutto cosa viene lasciato fuori dall'inquadratura. La ricontestualizzazione è il framing applicato al tempo: prendere qualcosa che esiste da anni dentro un sistema e farlo apparire come un fenomeno nuovo, isolato, eccezionale, nel momento in cui non è più possibile tacerlo.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗶𝗻𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮
Il messaggio implicito di questi giorni - mai pronunciato esplicitamente, ma trasmesso da ogni titolo, da ogni studio televisivo - è: «il problema si chiama Ben Gvir. Rimuovete Ben Gvir e il problema è risolto».
È una bugia elegante. Funziona proprio perché non viene pronunciata.
Fuori dall'inquadratura resta che gli USA avevano sanzioni a carico di Ben Gvir. Chi le ha rimosse? L'amministrazione Trump, la stessa che, nel giro di ventiquattr'ore dallo scandalo Flotilla, ha sanzionato non i torturatori ma i leader degli attivisti rapiti. Non che Biden non avesse anche lui riempito a suon di miliardi gli arsenali dei genocidi. Queste sono prepotenze bipartisan.
Fuori dall'inquadratura resta che Yair Lapid - il "moderato", il volto presentabile dell'opposizione israeliana - appoggia apertamente il progetto espansionista e razzista del Grande Israele. Il problema, quindi, non si chiama Ben Gvir.
Fuori dall'inquadratura restano anche Delrio e Gasparri, che nel pieno della carriera ministeriale di Ben Gvir si sono adoperati per costruire norme liberticide italiane con un solo scopo: rendere illegale criticarlo. Una proposta di legge - che avevamo ribbattezzato "legge Ben Gvir" - che non ha incontrato grandi resistenze al Senato e che ora pende alla Camera come una minaccia alle nostre libertà.
Ricontestualizzare Ben Gvir come "il problema" serve esattamente a rimettere tutto questo nella normalità accettabile. Isola il sintomo più visibile e lo sacrifica sull'altare dell'indignazione selettiva, così il sistema che lo ha prodotto può uscire dall'episodio persino un po' ripulito e ben pettinato, come se avesse dimostrato di saper riconoscere i propri eccessi.[…]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]
Dunque, anche i grandi media italiani e i politici più cacasotto del mondo scoprono Itamar Ben Gvir.
Lo hanno scoperto il 19 e 20 maggio 2026, con la precisione di un orologio rotto che segna l'ora giusta due volte al giorno. Prima, per 363 giorni l'anno, Ben Gvir era lo stesso individuo cresciuto nei gruppi ultraestremisti di destra che dispensa veleno a ogni fiato, e nessuno dei nostri alti papaveri faceva una piega. Anzi, si affaccendavano a costruire leggi liberticide su misura per proteggere lui e i suoi soci da qualunque critica.
Poi arriva la Flotilla. Arrivano i rapimenti in acque internazionali e le torture agli attivisti, le umiliazioni filmate e rivendicate. E improvvisamente tutti scoprono che Ben Gvir è un mostro.
Benissimo. Tardi, ma benissimo.
Solo che c'è un problema. Il problema si chiama «𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲». Val la pena spiegarla, perché è la principale arte manipolatoria dei nostri tempi.
𝗜𝗹 𝘁𝗿𝘂𝗰𝗰𝗼
Prendete un sistema. Cioè un sistema politico, militare, di complicità internazionali. Quel sistema produce risultati precisi: guerre, leggi liberticide, genocidi, rapimenti in acque internazionali, pulizie etniche.
Ora, invece di analizzare il sistema, prendete il suo elemento più visibile e mostruoso - quello che fa più schifo anche al lettore distratto - e isolatelo. Togliete il contesto. Togliete le cause. Togliete i complici. Togliete i governi occidentali che finanziano. Togliete i parlamenti che scudano. Togliete le redazioni che per anno hanno voltato la testa dall'altra parte.
Rimane solo lui: il mostro. L'anomalia. L'eccezione.
E l'eccezione, per definizione, conferma la regola. La regola, cioè, starebbe bene. Avrebbe solo questo piccolo problemuccio da risolvere.
Questo si chiama «𝗳𝗿𝗮𝗺𝗶𝗻𝗴»: la capacità di costruire una cornice intorno a un fatto determinando cosa viene visto, ma soprattutto cosa viene lasciato fuori dall'inquadratura. La ricontestualizzazione è il framing applicato al tempo: prendere qualcosa che esiste da anni dentro un sistema e farlo apparire come un fenomeno nuovo, isolato, eccezionale, nel momento in cui non è più possibile tacerlo.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗶𝗻𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮
Il messaggio implicito di questi giorni - mai pronunciato esplicitamente, ma trasmesso da ogni titolo, da ogni studio televisivo - è: «il problema si chiama Ben Gvir. Rimuovete Ben Gvir e il problema è risolto».
È una bugia elegante. Funziona proprio perché non viene pronunciata.
Fuori dall'inquadratura resta che gli USA avevano sanzioni a carico di Ben Gvir. Chi le ha rimosse? L'amministrazione Trump, la stessa che, nel giro di ventiquattr'ore dallo scandalo Flotilla, ha sanzionato non i torturatori ma i leader degli attivisti rapiti. Non che Biden non avesse anche lui riempito a suon di miliardi gli arsenali dei genocidi. Queste sono prepotenze bipartisan.
Fuori dall'inquadratura resta che Yair Lapid - il "moderato", il volto presentabile dell'opposizione israeliana - appoggia apertamente il progetto espansionista e razzista del Grande Israele. Il problema, quindi, non si chiama Ben Gvir.
Fuori dall'inquadratura restano anche Delrio e Gasparri, che nel pieno della carriera ministeriale di Ben Gvir si sono adoperati per costruire norme liberticide italiane con un solo scopo: rendere illegale criticarlo. Una proposta di legge - che avevamo ribbattezzato "legge Ben Gvir" - che non ha incontrato grandi resistenze al Senato e che ora pende alla Camera come una minaccia alle nostre libertà.
Ricontestualizzare Ben Gvir come "il problema" serve esattamente a rimettere tutto questo nella normalità accettabile. Isola il sintomo più visibile e lo sacrifica sull'altare dell'indignazione selettiva, così il sistema che lo ha prodotto può uscire dall'episodio persino un po' ripulito e ben pettinato, come se avesse dimostrato di saper riconoscere i propri eccessi.[…]
[FINE PARTE 1]
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Forwarded from Pino Cabras
[…segue]
𝗕𝗘𝗡 𝗚𝗩𝗜𝗥 𝗘̀’ 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔? 𝗡𝗢. 𝗕𝗘𝗡 𝗚𝗩𝗜𝗥 𝗘̀’ 𝗜𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗢𝗠𝗢. 𝗘𝗗 𝗘̀’ 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢. [PARTE 2]
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝘃𝗶 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮
Già nel giugno 2024, quando i media italiani non lo nominavano quasi, scrivevo di Ben Gvir come di un personaggio leggibile e prevedibile. Una profezia? No, era la semplice lettura di ciò che stava scritto in bella evidenza, per chiunque volesse leggere senza le lenti della propaganda di stato israeliana o senza i paraocchi delle Erinni guerrafondaie che governano le burocrazie europee.
La realtà era leggibile. Lo era ieri. Lo è oggi.
Ma la Grande Fabbrica del Sogno e della Menzogna - i grandi media “embedded” al guinzaglio, le redazioni organiche al sistema - aveva interesse a non farvelo sapere. E quando la pressione della realtà è diventata insostenibile, ha attivato il piano B: raccontarvelo in modo da farvi credere che il problema sia riducibile a una persona.
La ricontestualizzazione – capite bene - non è un errore giornalistico, bensì una tecnica. Funziona perché fa leva su un meccanismo cognitivo molto umano: preferiamo un mostro identificabile a un sistema che ci renderebbe corresponsabili.
Un mostro si può condannare e tornare a dormire.
Un sistema va capito, va smontato pezzo per pezzo, va combattuto: anche e soprattutto prima che i suoi prodotti più feroci diventino troppo visibili per essere nascosti. Non dopo, quando la macchina della ricontestualizzazione è già in moto e l'indignazione a comando ha già fatto il suo lavoro di copertura.
𝗜𝗹 «𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲𝗱 𝗵𝗮𝗻𝗴𝗼𝘂𝘁»: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘂𝘀𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀
C'è un concetto nato nel mondo dell'intelligence che descrive questa operazione con precisione chirurgica: «𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲𝗱 𝗵𝗮𝗻𝗴𝗼𝘂𝘁»: rivelazione limitata. Quando un segreto sta per venire a galla in modo incontrollato, lo riveli tu per primo. Ma ne riveli solo una parte: quella meno compromettente. La "appendi" come confessione apparentemente coraggiosa, mentre proteggi con cura tutto ciò che conta davvero. Tecnica spesso usata dai presidenti USA rispetto ai loro scandali. Lo usano i servizi quando un'operazione coperta viene bruciata: meglio sacrificare il piano basso che esporre il piano alto.
Ben Gvir è il piano basso. Il volto grottesco, il ministro urlante, talmente sopra le righe da risultare quasi comodo: facile da isolare, facile da condannare, facile da sospendere come uno dei suoi famigerati cappi all'indignazione collettiva. Lo si usa come parafulmine per proteggere il piano alto: Netanyahu, i governi europei e americani che finanziano e armano quel progetto, i parlamenti che costruiscono scudi legislativi, le redazioni complici per omissione.
La rivelazione controllata di Ben Gvir non è dunque un atto di onestà. È il suo contrario: la verità usata strategicamente per nascondere una verità più grande.
Tenetelo a mente ogni volta che sentirete dire «almeno su Ben Gvir siamo tutti d'accordo». Presentano quella unanimità come un punto di arrivo. Ma è una trappola che serve a perpetuare le violenze del Sionismo Reale.
[FINE]
𝗕𝗘𝗡 𝗚𝗩𝗜𝗥 𝗘̀’ 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔? 𝗡𝗢. 𝗕𝗘𝗡 𝗚𝗩𝗜𝗥 𝗘̀’ 𝗜𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗢𝗠𝗢. 𝗘𝗗 𝗘̀’ 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢. [PARTE 2]
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝘃𝗶 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮
Già nel giugno 2024, quando i media italiani non lo nominavano quasi, scrivevo di Ben Gvir come di un personaggio leggibile e prevedibile. Una profezia? No, era la semplice lettura di ciò che stava scritto in bella evidenza, per chiunque volesse leggere senza le lenti della propaganda di stato israeliana o senza i paraocchi delle Erinni guerrafondaie che governano le burocrazie europee.
La realtà era leggibile. Lo era ieri. Lo è oggi.
Ma la Grande Fabbrica del Sogno e della Menzogna - i grandi media “embedded” al guinzaglio, le redazioni organiche al sistema - aveva interesse a non farvelo sapere. E quando la pressione della realtà è diventata insostenibile, ha attivato il piano B: raccontarvelo in modo da farvi credere che il problema sia riducibile a una persona.
La ricontestualizzazione – capite bene - non è un errore giornalistico, bensì una tecnica. Funziona perché fa leva su un meccanismo cognitivo molto umano: preferiamo un mostro identificabile a un sistema che ci renderebbe corresponsabili.
Un mostro si può condannare e tornare a dormire.
Un sistema va capito, va smontato pezzo per pezzo, va combattuto: anche e soprattutto prima che i suoi prodotti più feroci diventino troppo visibili per essere nascosti. Non dopo, quando la macchina della ricontestualizzazione è già in moto e l'indignazione a comando ha già fatto il suo lavoro di copertura.
𝗜𝗹 «𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲𝗱 𝗵𝗮𝗻𝗴𝗼𝘂𝘁»: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘂𝘀𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀
C'è un concetto nato nel mondo dell'intelligence che descrive questa operazione con precisione chirurgica: «𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗲𝗱 𝗵𝗮𝗻𝗴𝗼𝘂𝘁»: rivelazione limitata. Quando un segreto sta per venire a galla in modo incontrollato, lo riveli tu per primo. Ma ne riveli solo una parte: quella meno compromettente. La "appendi" come confessione apparentemente coraggiosa, mentre proteggi con cura tutto ciò che conta davvero. Tecnica spesso usata dai presidenti USA rispetto ai loro scandali. Lo usano i servizi quando un'operazione coperta viene bruciata: meglio sacrificare il piano basso che esporre il piano alto.
Ben Gvir è il piano basso. Il volto grottesco, il ministro urlante, talmente sopra le righe da risultare quasi comodo: facile da isolare, facile da condannare, facile da sospendere come uno dei suoi famigerati cappi all'indignazione collettiva. Lo si usa come parafulmine per proteggere il piano alto: Netanyahu, i governi europei e americani che finanziano e armano quel progetto, i parlamenti che costruiscono scudi legislativi, le redazioni complici per omissione.
La rivelazione controllata di Ben Gvir non è dunque un atto di onestà. È il suo contrario: la verità usata strategicamente per nascondere una verità più grande.
Tenetelo a mente ogni volta che sentirete dire «almeno su Ben Gvir siamo tutti d'accordo». Presentano quella unanimità come un punto di arrivo. Ma è una trappola che serve a perpetuare le violenze del Sionismo Reale.
[FINE]
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Trump si è incontrato venerdì con i principali consiglieri per la sicurezza nazionale mentre valuta possibili nuovi attacchi all'Iran, secondo i funzionari statunitensi.
Trump sta "considerando seriamente" un'azione militare a meno che i negoziati non migliorino, anche se "non c'è alcuna indicazione che Trump abbia preso la decisione di riprendere la guerra".
Un funzionario statunitense ha descritto i colloqui come "angoscianti", con bozze "che vanno avanti e indietro ogni giorno" e "non molti progressi".
Fonte: Axios
Trump sta "considerando seriamente" un'azione militare a meno che i negoziati non migliorino, anche se "non c'è alcuna indicazione che Trump abbia preso la decisione di riprendere la guerra".
Un funzionario statunitense ha descritto i colloqui come "angoscianti", con bozze "che vanno avanti e indietro ogni giorno" e "non molti progressi".
Fonte: Axios
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Una fonte militare iraniana ha dichiarato a Tasnim che le forze armate dell'Iran sono pronte con nuovi piani militari se gli Stati Uniti o i suoi alleati intraprenderanno azioni ostili.
Ha avvertito che qualsiasi attacco innescherebbe una "terza fase" più avanzata della risposta dell'Iran, che coinvolgerà nuove armi, tattiche e possibilmente operazioni regionali più ampie.
Ha avvertito che qualsiasi attacco innescherebbe una "terza fase" più avanzata della risposta dell'Iran, che coinvolgerà nuove armi, tattiche e possibilmente operazioni regionali più ampie.
Forwarded from The General
BREAKING: Tulsi Gabbard plans to declassify information related to the 2020 election and information about government weaponization during COVID before leaving her position.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from The General
BREAKING: President Trump’s daughter, Ivanka Trump, was allegedly targeted in an assassination plot tied to Iran.
@GeneralMCNews
@GeneralMCNews
Forwarded from Bello, Onesto, emigrato Australia
Nel giro di pochi mesi, gli Stati Uniti hanno arrestato, fatto arrestare o arresteranno tre capi di stato comunisti.
Maduro è in galera a New York, Zapatero finirà in galera in Spagna, e Castro morirà quasi sicuramente nel braccio della morte di un penitenziario USA.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Maduro è in galera a New York, Zapatero finirà in galera in Spagna, e Castro morirà quasi sicuramente nel braccio della morte di un penitenziario USA.
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
‼️🇺🇸🇮🇷 Gli Stati Uniti si stanno preparando a riprendere gli attacchi contro l'Iran questo fine settimana, secondo la CBS
▪️Il Pentagono e la comunità di intelligence statunitense si stanno preparando per questo; una decisione finale non è stata ancora presa.
▪️Trump ha annunciato che salterà il matrimonio di suo figlio questo fine settimana a causa di "circostanze legate al governo".
▪️Il Pentagono e la comunità di intelligence statunitense si stanno preparando per questo; una decisione finale non è stata ancora presa.
▪️Trump ha annunciato che salterà il matrimonio di suo figlio questo fine settimana a causa di "circostanze legate al governo".
Forwarded from Ultimo Uomo ☧
"Ho visto El Koudri annunciare l'attacco. Avrò 40mila euro: sarà uno spettacolo"
Un paramedico: "Urlava che lo avrebbero pagato"
Una testimonianza di un paramedico, che desidera l'anonimato, potrebbe gettare una nuova ombra sui fatti di Modena (nella foto la macchina usata da El Koudri). Non sarebbe stato solo il raptus isolato di una mente in frantumi. Dietro la scia di sangue che ha sconvolto il cuore di Modena, dietro i passanti travolti dall'auto a forte velocità, si allungherebbe adesso anche l'ipotesi del terrorismo. Ecco la testimonianza di una paramedico che venerdì sera a poche ore dall'inferno si è trovata nel posto giusto al momento sbagliato. Sotto i portici in centro, a un minuto esatto dalla sinagoga, avrebbe ascoltato la pianificazione del massacro. Fatti che ha poi raccontato in Questura. L'abbiamo incontrata.
Ci riporti a quel venerdì sera. Cosa ha attirato la sua attenzione in quella zona del centro?
"Camminavo sotto i portici. Davanti a quel negozio gestito da pakistani, un posto molto noto in zona, ho notato due persone. Erano due uomini vestiti bene, molto curati, ma c'era qualcosa di strano nel loro atteggiamento".
Cosa facevano esattamente?
"Il più anziano era completamente voltato di spalle, guardava il muro per nascondersi e non farsi riconoscere. L'altro invece era più giovane, sulla trentina, capelli lisci con un ciuffo e giubbotto beige. Parlava ad alta voce, in modo concitato, nervoso ed eccitato".
Ed è a quel punto che lei sente la frase finita nei verbali della Questura.
"Sì, mi è passato praticamente di fianco. Il giovane arabo parlava quasi urlando per farsi sentire. Ha guardato il complice e, incrociando il mio passaggio, ha detto: Mi pagheranno bene, anzi benissimo. Più di 40.000 euro. E lo vedrete!. Ero sbigottita".
Cosa ha risposto l'uomo girato di spalle?
"Lo ha gelato immediatamente, dicendo solo: Parla piano, col gesto delle mani. Ma il giovane ha rincarato con una freddezza che mi tormenta ancora: Ci sarà un bello spettacolo, che vedranno in tanti...".
C'era un dettaglio particolare nel modo di parlare di quei soldi?
"Faceva sempre una strana pausa prima della cifra. Lo ha fatto due volte al mio passaggio, scandendo bene le parole: ...se va tutto bene prenderemo di più più di 40.000 euro".
Il giorno dopo, Modena piomba nel terrore. Salim El Koudri si lancia sulla folla con l'auto. Lei capisce subito?
"Ho collegato i tasselli subito. Quel "bello spettacolo" era l'attacco. Sabato sera sono corsa in Questura a mettere tutto a verbale con gli investigatori. Non potevo stare zitta".
Un paramedico: "Urlava che lo avrebbero pagato"
Una testimonianza di un paramedico, che desidera l'anonimato, potrebbe gettare una nuova ombra sui fatti di Modena (nella foto la macchina usata da El Koudri). Non sarebbe stato solo il raptus isolato di una mente in frantumi. Dietro la scia di sangue che ha sconvolto il cuore di Modena, dietro i passanti travolti dall'auto a forte velocità, si allungherebbe adesso anche l'ipotesi del terrorismo. Ecco la testimonianza di una paramedico che venerdì sera a poche ore dall'inferno si è trovata nel posto giusto al momento sbagliato. Sotto i portici in centro, a un minuto esatto dalla sinagoga, avrebbe ascoltato la pianificazione del massacro. Fatti che ha poi raccontato in Questura. L'abbiamo incontrata.
Ci riporti a quel venerdì sera. Cosa ha attirato la sua attenzione in quella zona del centro?
"Camminavo sotto i portici. Davanti a quel negozio gestito da pakistani, un posto molto noto in zona, ho notato due persone. Erano due uomini vestiti bene, molto curati, ma c'era qualcosa di strano nel loro atteggiamento".
Cosa facevano esattamente?
"Il più anziano era completamente voltato di spalle, guardava il muro per nascondersi e non farsi riconoscere. L'altro invece era più giovane, sulla trentina, capelli lisci con un ciuffo e giubbotto beige. Parlava ad alta voce, in modo concitato, nervoso ed eccitato".
Ed è a quel punto che lei sente la frase finita nei verbali della Questura.
"Sì, mi è passato praticamente di fianco. Il giovane arabo parlava quasi urlando per farsi sentire. Ha guardato il complice e, incrociando il mio passaggio, ha detto: Mi pagheranno bene, anzi benissimo. Più di 40.000 euro. E lo vedrete!. Ero sbigottita".
Cosa ha risposto l'uomo girato di spalle?
"Lo ha gelato immediatamente, dicendo solo: Parla piano, col gesto delle mani. Ma il giovane ha rincarato con una freddezza che mi tormenta ancora: Ci sarà un bello spettacolo, che vedranno in tanti...".
C'era un dettaglio particolare nel modo di parlare di quei soldi?
"Faceva sempre una strana pausa prima della cifra. Lo ha fatto due volte al mio passaggio, scandendo bene le parole: ...se va tutto bene prenderemo di più più di 40.000 euro".
Il giorno dopo, Modena piomba nel terrore. Salim El Koudri si lancia sulla folla con l'auto. Lei capisce subito?
"Ho collegato i tasselli subito. Quel "bello spettacolo" era l'attacco. Sabato sera sono corsa in Questura a mettere tutto a verbale con gli investigatori. Non potevo stare zitta".
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Si è trattato di un attacco mirato, nello spirito dei nazisti tedeschi.
Il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato questa dichiarazione in merito all'attacco delle Forze Armate ucraine contro i bambini di Starobilsk, sottolineando che nessuno degli studenti aveva preso parte o avrebbe potuto prendere parte ai combattimenti.
Inoltre, il Ministero degli Esteri ha osservato che tali attacchi vengono condotti utilizzando armi a lungo raggio fornite alle Forze Armate ucraine dai paesi della NATO. Infine, le capitali occidentali forniscono a Kiev informazioni di intelligence e assistenza nella designazione degli obiettivi. Kiev e i suoi mandanti sono pienamente responsabili dell'escalation delle ostilità e del sabotaggio degli sforzi politici e diplomatici volti a risolvere il conflitto. Il silenzio equivale a complicità con le azioni di Kiev.
La Russia ha tre possibili risposte all'attacco ucraino contro i bambini del Donbass ha dichiarato a Sputnik Igor Korotchenko, caporedattore della rivista National Defense .
1. Colpire i centri decisionali, in particolare a Kiev, "dove i leader del regime terroristico dirigono e ordinano gli attacchi contro la Russia, inclusa l'ultima tragedia su larga scala che ha causato la morte di bambini".
2. Infrastrutture critiche a supporto delle operazioni nelle retrovie e della stabilità delle Forze Armate ucraine
3. Reti di comando militari e statali ucraine
"L'attacco di rappresaglia deve essere su vasta scala e concentrato ", afferma Korotchenko. "Naturalmente, non colpiremo infrastrutture civili o la popolazione civile. Questi sono i metodi usati dai terroristi di Zelensky contro di noi."
L'attacco al dormitorio di Starobelsk non è stato accidentale: si è svolto in tre ondate durante la notte. Nelle vicinanze del dormitorio non ci sono installazioni militari.
Il regime di Zelensky prende di mira i civili perché si è creato l'illusione di sicurezza e impunità alimentata dalle risposte pragmatiche di Mosca. Stavolta non DEV''ESSERE
Il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato questa dichiarazione in merito all'attacco delle Forze Armate ucraine contro i bambini di Starobilsk, sottolineando che nessuno degli studenti aveva preso parte o avrebbe potuto prendere parte ai combattimenti.
Inoltre, il Ministero degli Esteri ha osservato che tali attacchi vengono condotti utilizzando armi a lungo raggio fornite alle Forze Armate ucraine dai paesi della NATO. Infine, le capitali occidentali forniscono a Kiev informazioni di intelligence e assistenza nella designazione degli obiettivi. Kiev e i suoi mandanti sono pienamente responsabili dell'escalation delle ostilità e del sabotaggio degli sforzi politici e diplomatici volti a risolvere il conflitto. Il silenzio equivale a complicità con le azioni di Kiev.
La Russia ha tre possibili risposte all'attacco ucraino contro i bambini del Donbass ha dichiarato a Sputnik Igor Korotchenko, caporedattore della rivista National Defense .
1. Colpire i centri decisionali, in particolare a Kiev, "dove i leader del regime terroristico dirigono e ordinano gli attacchi contro la Russia, inclusa l'ultima tragedia su larga scala che ha causato la morte di bambini".
2. Infrastrutture critiche a supporto delle operazioni nelle retrovie e della stabilità delle Forze Armate ucraine
3. Reti di comando militari e statali ucraine
"L'attacco di rappresaglia deve essere su vasta scala e concentrato ", afferma Korotchenko. "Naturalmente, non colpiremo infrastrutture civili o la popolazione civile. Questi sono i metodi usati dai terroristi di Zelensky contro di noi."
L'attacco al dormitorio di Starobelsk non è stato accidentale: si è svolto in tre ondate durante la notte. Nelle vicinanze del dormitorio non ci sono installazioni militari.
Il regime di Zelensky prende di mira i civili perché si è creato l'illusione di sicurezza e impunità alimentata dalle risposte pragmatiche di Mosca. Stavolta non DEV''ESSERE
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
⚡️🇺🇸🇨🇺🇨🇳🇷🇺WSJ: Funzionari dell'intelligence e della difesa statunitensi hanno riferito che le operazioni di intelligence russe e cinesi a Cuba si stanno espandendo, suscitando preoccupazioni a Washington per le attività di sorveglianza vicino agli Stati Uniti.
I funzionari statunitensi ritengono che Pechino e Mosca stiano aumentando le capacità di intercettazione elettronica e di raccolta di informazioni sull'isola, incluse strutture in grado di monitorare le attività militari e di comunicazione in tutto il sud-est degli Stati Uniti.
La Russia e la Cina hanno triplicato il numero di personale nelle strutture di intercettazione elettronica sull'isola dal 2023.
I funzionari statunitensi ritengono che Pechino e Mosca stiano aumentando le capacità di intercettazione elettronica e di raccolta di informazioni sull'isola, incluse strutture in grado di monitorare le attività militari e di comunicazione in tutto il sud-est degli Stati Uniti.
La Russia e la Cina hanno triplicato il numero di personale nelle strutture di intercettazione elettronica sull'isola dal 2023.
Forwarded from Giubbe Rosse
TRUMP PENSA ALLA GUERRA
Secondo Axios, che cita due funzionari statunitensi, il Presidente americano Trump ha convocato una riunione con il suo team di sicurezza nazionale di alto livello ieri per discutere della guerra con l'Iran, poiché sta seriamente considerando di lanciare nuovi attacchi a meno che non ci sia un'ultima svolta nei negoziati. Anche il Vice Presidente statunitense JD Vance, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Direttore della CIA John Ratcliffe hanno partecipato.
Trump ha annullato la partecipazione al matrimonio di suo figlio questo fine settimana, citando doveri governativi, e rimarrà a Washington.
Una fonte vicina a Trump ha dichiarato che il Presidente ha sollevato la possibilità di un'ultima operazione militare "decisiva" dopo la quale potrebbe dichiarare vittoria.
Anche da CBS News arrivano conferme di una probabile ripresa del conflitto.
Alcuni funzionari militari e dell'intelligence statunitensi hanno cancellato i loro piani per il fine settimana del Memorial Day in previsione di possibili attacchi contro l'Iran.
L'amministrazione Trump si sta preparando per una nuova serie di attacchi militari, anche se nessuna decisione finale è stata presa fino a venerdì pomeriggio.
Secondo Axios, che cita due funzionari statunitensi, il Presidente americano Trump ha convocato una riunione con il suo team di sicurezza nazionale di alto livello ieri per discutere della guerra con l'Iran, poiché sta seriamente considerando di lanciare nuovi attacchi a meno che non ci sia un'ultima svolta nei negoziati. Anche il Vice Presidente statunitense JD Vance, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Direttore della CIA John Ratcliffe hanno partecipato.
Trump ha annullato la partecipazione al matrimonio di suo figlio questo fine settimana, citando doveri governativi, e rimarrà a Washington.
Una fonte vicina a Trump ha dichiarato che il Presidente ha sollevato la possibilità di un'ultima operazione militare "decisiva" dopo la quale potrebbe dichiarare vittoria.
Anche da CBS News arrivano conferme di una probabile ripresa del conflitto.
Alcuni funzionari militari e dell'intelligence statunitensi hanno cancellato i loro piani per il fine settimana del Memorial Day in previsione di possibili attacchi contro l'Iran.
L'amministrazione Trump si sta preparando per una nuova serie di attacchi militari, anche se nessuna decisione finale è stata presa fino a venerdì pomeriggio.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇮🇷 📞 🇹🇷 🇶🇦 🇮🇶 - Il Ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi ha tenuto chiamate telefoniche separate venerdì sera con il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il Ministro degli Esteri del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e il Ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein. Durante le chiamate, hanno discusso di questioni bilaterali insieme agli ultimi sviluppi regionali e internazionali.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Questo è quanto Maria Zakharova ha commentato a Izvestia in merito alla dichiarazione della rappresentante dell'ONU della Lettonia, Sanita Pavluta-Deslandes, che ha definito l'attacco all'edificio scolastico e al dormitorio di un college a Starobelsk, nella LPR, come "una provocazione e una falsità del Cremlino".
"Molti hanno chiesto: 'Come può una donna rimanere indifferente alla sofferenza dei bambini?'. Ora lo vediamo con i nostri occhi," ha aggiunto la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo.
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Enorme dimostrazione in Spagna, che chiede le dimissioni di Pedro Sanchez, con decine di migliaia di persone che hanno marciato per Madrid, chiedendo le dimissioni del governo del Primo Ministro socialista a seguito di molteplici scandali di corruzione che coinvolgono lui e sua moglie
BellumActaNews
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🌍 IL MONDO STA CAMBIANDO DAVANTI AI NOSTRI OCCHI.
Il 20 maggio 2026 Putin e Xi Jinping hanno lanciato uno dei messaggi geopolitici più forti degli ultimi anni: il tempo dell’ordine unipolare dominato dagli Stati Uniti starebbe finendo.
Ma il punto più sorprendente è un altro.
Secondo Putin, il nuovo mondo multipolare NON dovrebbe nascere dalla distruzione dell’America.
Al contrario:
Per il Cremlino, Washington dovrebbe essere accompagnata nel processo di transizione storica verso un nuovo equilibrio globale.
⚠️ Una dichiarazione che cambia completamente la narrativa dello “scontro totale” tra Russia e USA.
Nel frattempo Russia e Cina accelerano su:
✔️ de-dollarizzazione
✔️ BRICS
✔️ energia eurasiatica
✔️ tecnologia indipendente
✔️ cybersovranità
✔️ nuove rotte commerciali globali
E il gigantesco progetto “Power of Siberia 2” potrebbe ridisegnare gli equilibri energetici mondiali.
Siamo davvero alla fine dell’egemonia occidentale?
Oppure stiamo entrando in una nuova fase di competizione tra grandi imperi?
👇 Leggi l’analisi completa:
👉 https://truereport.net/russia-e-cina-il-20-maggio-2026-la-dichiarazione-che-accelera-il-nuovo-ordine-multipolare/
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Il 20 maggio 2026 Putin e Xi Jinping hanno lanciato uno dei messaggi geopolitici più forti degli ultimi anni: il tempo dell’ordine unipolare dominato dagli Stati Uniti starebbe finendo.
Ma il punto più sorprendente è un altro.
Secondo Putin, il nuovo mondo multipolare NON dovrebbe nascere dalla distruzione dell’America.
Al contrario:
“un vero ordine multipolare necessita anche degli Stati Uniti”.
Per il Cremlino, Washington dovrebbe essere accompagnata nel processo di transizione storica verso un nuovo equilibrio globale.
⚠️ Una dichiarazione che cambia completamente la narrativa dello “scontro totale” tra Russia e USA.
Nel frattempo Russia e Cina accelerano su:
✔️ de-dollarizzazione
✔️ BRICS
✔️ energia eurasiatica
✔️ tecnologia indipendente
✔️ cybersovranità
✔️ nuove rotte commerciali globali
E il gigantesco progetto “Power of Siberia 2” potrebbe ridisegnare gli equilibri energetici mondiali.
Siamo davvero alla fine dell’egemonia occidentale?
Oppure stiamo entrando in una nuova fase di competizione tra grandi imperi?
👇 Leggi l’analisi completa:
👉 https://truereport.net/russia-e-cina-il-20-maggio-2026-la-dichiarazione-che-accelera-il-nuovo-ordine-multipolare/
#Russia #Cina #Putin #XiJinping #Trump #BRICS #Geopolitica #Multipolarismo #NuovoOrdineMondiale #USA #Cremlino #GeopoliticaMondiale #SudGlobale #DeDollarizzazione #Eurasia #PowerOfSiberia2 #OrdineMultipolare #PoliticaInternazionale #RussiaCina #Trump2026