Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇸🇦🇮🇶🇾🇪⚡️ - Pochi istanti fa, un drone americano ad uso singolo è stato abbattuto nella provincia di Babil, in Iraq (indicata sulla mappa di Rerum Noavrum in viola). Il gruppo responsabile non è stato ancora identificato.
Curiosamente, il corrispondente di al-Jazeera nello Yemen, Ahmed al-Shalfi, citando fonti irachene, afferma che una delegazione di Ansarullah proveniente dallo Yemen è arrivata recentemente a Musayyib (indicata sulla mappa) nella provincia di Babil, in Iraq, per incontrare milizie irachene filo-iraniane. L'incontro si è svolto sabato, e uno dei membri di Ansarullah era un alto funzionario di al-Houthi, Abu Ali al-Azi.
A metà del 2024, un attacco aereo americano ha colpito una casa a Jurf al-Shakhar (ora Jurf al-Nasr) nel nord della provincia di Babil, durante un incontro segreto tra figure di Ansarullah e Hezbollah. I morti sono stati successivamente identificati come Mustafa al-Shabal di Ansarullah e Abu Hassan al-Maliki di Hezbollah.
Ironia della sorte, due giorni dopo l'incontro tra Ansarullah e le milizie irachene avvenuto sabato, l'Arabia Saudita ha affermato che gruppi con base in Iraq hanno attaccato il complesso petrolifero di ARAMCO ad Abqaiq, nella parte orientale del Regno.
Ansarullah ha intensificato la sua campagna di ritorsioni con l'Arabia Saudita coinvolgendo milizie con base in Iraq nel conflitto?
Curiosamente, il corrispondente di al-Jazeera nello Yemen, Ahmed al-Shalfi, citando fonti irachene, afferma che una delegazione di Ansarullah proveniente dallo Yemen è arrivata recentemente a Musayyib (indicata sulla mappa) nella provincia di Babil, in Iraq, per incontrare milizie irachene filo-iraniane. L'incontro si è svolto sabato, e uno dei membri di Ansarullah era un alto funzionario di al-Houthi, Abu Ali al-Azi.
A metà del 2024, un attacco aereo americano ha colpito una casa a Jurf al-Shakhar (ora Jurf al-Nasr) nel nord della provincia di Babil, durante un incontro segreto tra figure di Ansarullah e Hezbollah. I morti sono stati successivamente identificati come Mustafa al-Shabal di Ansarullah e Abu Hassan al-Maliki di Hezbollah.
Ironia della sorte, due giorni dopo l'incontro tra Ansarullah e le milizie irachene avvenuto sabato, l'Arabia Saudita ha affermato che gruppi con base in Iraq hanno attaccato il complesso petrolifero di ARAMCO ad Abqaiq, nella parte orientale del Regno.
Ansarullah ha intensificato la sua campagna di ritorsioni con l'Arabia Saudita coinvolgendo milizie con base in Iraq nel conflitto?
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Iran e Oman discutono per riaprire le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz
I negoziatori iraniani e omaniti stanno elaborando un accordo per ripristinare il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, concentrandosi sulla rimozione delle mine dalle rotte.
I negoziatori iraniani e omaniti stanno elaborando un accordo per ripristinare il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, concentrandosi sulla rimozione delle mine dalle rotte.
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🇩🇪 Un altro pezzo della Germania è scomparso.
Playmobil, il famoso giocattolo "Made in Germany" che ha segnato l'infanzia di intere generazioni, ha chiuso la sua ultima fabbrica in territorio tedesco dopo 57 anni. 350 lavoratori hanno perso il lavoro. Le macchine, gli strumenti, persino le figure rimaste, sono ora in vendita all'asta a partire da 1 euro.
Le ragioni addotte sono quelle solite: economia debole, inflazione, aumenti salariali, trasporti... e costi energetici che non hanno più senso.
Non era inevitabile. È stata una scelta. L'energia russa, a basso costo, un tempo manteneva competitiva l'industria tedesca. Tagliare quella fonte vitale per motivi geopolitici, puntare su alternative costose e sulla "protezione verde", e assistere alla fuga delle fabbriche verso la Repubblica Ceca e Malta.
"Made in Germany" sta diventando un oggetto da museo, mentre la classe politica di Berlino parla di "riforme". Merz e la classe politica possono annunciare tutti i pacchetti fiscali che vogliono. La base industriale si sta già preparando a partire e ad andarsene.
Un giorno triste per la Germania. Ulteriore disprezzo e tradimento da parte della classe politica tedesca.
Playmobil, il famoso giocattolo "Made in Germany" che ha segnato l'infanzia di intere generazioni, ha chiuso la sua ultima fabbrica in territorio tedesco dopo 57 anni. 350 lavoratori hanno perso il lavoro. Le macchine, gli strumenti, persino le figure rimaste, sono ora in vendita all'asta a partire da 1 euro.
Le ragioni addotte sono quelle solite: economia debole, inflazione, aumenti salariali, trasporti... e costi energetici che non hanno più senso.
Non era inevitabile. È stata una scelta. L'energia russa, a basso costo, un tempo manteneva competitiva l'industria tedesca. Tagliare quella fonte vitale per motivi geopolitici, puntare su alternative costose e sulla "protezione verde", e assistere alla fuga delle fabbriche verso la Repubblica Ceca e Malta.
"Made in Germany" sta diventando un oggetto da museo, mentre la classe politica di Berlino parla di "riforme". Merz e la classe politica possono annunciare tutti i pacchetti fiscali che vogliono. La base industriale si sta già preparando a partire e ad andarsene.
Un giorno triste per la Germania. Ulteriore disprezzo e tradimento da parte della classe politica tedesca.
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Un uomo proveniente dall'Ucraina ha cercato di coprire l'aquila "moscovita" a due teste presente nella cattedrale di Santa Sofia a Kiev, solo per scoprire che si trattava di un simbolo bizantino di 1000 anni fa.
Questo è ciò che accade quando l'unica storia che si legge risale agli anni '40.
• Margarita Simonyan
Questo è ciò che accade quando l'unica storia che si legge risale agli anni '40.
• Margarita Simonyan
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Se si guarda alla mappa, si può vedere che le infrastrutture terrestri possono essere realizzate dagli stati del Golfo fino al Mar Mediterraneo, e da lì, il petrolio può raggiungere l'Europa.
Questo rappresenta un grande interesse per i sauditi, perché i sauditi sanno che il petrolio è la loro principale fonte di reddito. L'ultima guerra ha dimostrato che non è necessario solo avere una fonte di energia, ma anche una via per esportarla.
Ritengo che, tra qualche anno, se dovesse scoppiare un conflitto nella nostra regione, lo Stretto di Hormuz e il Bab el-Mandeb non potranno più rappresentare una minaccia o un'arma per l'Iran.
Stimo che in quattro o cinque anni l'alternativa sarà pronta.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
A pochi giorni dagli scontri in Val di Susa, che hanno visto un migliaio di manifestanti assaltare i cantieri della TAV a Chiomonte e San Didero, la procura di Torino sta valutando un'ipotesi giudiziaria che ben riflette la stretta repressiva che si sta preparando contro chi si oppone alla deriva bellicista in cui EU-NATO hanno trascinato il continente. L'aggravante delle finalità terroristiche, agganciata al reato di devastazione, potrebbe essere contestata ai partecipanti alla protesta. Un'accusa pesante, che il procuratore capo Giovanni Bombardieri sta coordinando e che la procura ritiene di poter configurare alla luce delle "condotte che possono arrecare grave danno a un Paese e realizzate allo scopo di costringere i poteri pubblici a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto".
Occorre chiedersi il motivo per cui gli agenti di polizia sono stati mandati a prendere sassate e molotov nel cantiere di Chiomonte. Mancava solo che gli facessero pure aprire i cancelli. Ovviamente a qualcuno fanno comodo quei 130 agenti feriti.
La risposta va cercata nella natura dual-use del progetto TAV. Il progetto fu concepito all'inizio degli Anni Novanta per servire un'area - il Nord-Ovest italiano - che all'epoca era una delle regioni più industrializzate d'Europa. L'idea era di creare un "hub logistico" attorno al quadrilatero Milano-Lione-Marsiglia-Genova, con Torino come nodo centrale.
Tuttavia, il contesto economico è radicalmente cambiato nei decenni successivi. A partire dagli anni 2000, il traffico merci sulla direttrice del Frejus ha subito una contrazione drammatica:
Un documento del Senato cita una riduzione del traffico merci in Val di Susa del 30% tra il 1997 e il 2017.
Il traffico ferroviario attuale è di circa 3 milioni di tonnellate, contro i 10 milioni degli anni '80 e '90.
La capacità della rete esistente è ampiamente sottoutilizzata: potrebbe sopportare da 7 a 11 volte il traffico merci attuale.
Questo crollo della domanda è la diretta conseguenza della deindustrializzazione che ha colpito il Piemonte e le regioni vicine, riducendo drasticamente la necessità di trasportare merci su larga scala verso l'Europa. Ma attenzione. La linea ferroviaria Torino-Lione non è solo un'infrastruttura per il trasporto di merci. È un'opera di uso duplice, civile-militare, inserita nel corridoio Mediterraneo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). E come tale, è un tassello fondamentale del progetto di mobilità militare dell'UE e della NATO. L'obiettivo dichiarato di questo progetto è garantire lo spostamento rapido e senza interruzioni di personale e materiale militare sull'asse ovest-est. La Torino-Lione è il collegamento alpino che dovrebbe permettere il transito di truppe e mezzi pesanti, superando le strozzature dell'attuale linea del Frejus.
Il movimento No Tav da sempre denuncia la natura bellica di quest'opera. Non è un caso che questa protesta sia stata etichettata come eversiva fin dal 2013, quando per i fatti del cantiere di Chiomonte venne già contestato il reato di attentato con finalità terroristica. Ma allora la Cassazione frenò: senza un grave danno allo Stato, l'accusa non reggeva.
Oggi, il contesto è cambiato. Il governo italiano, come altri governi europei, considera il progetto TAV come un'infrastruttura strategica per scopi bellici, visto che per quelli civili risulta ridondante. E lo fa proprio mentre l'UE spinge per completare la Torino-Lione entro il 2032, nell'ambito di un piano di mobilità militare che prevede 38 azioni coordinate tra Stati membri.
Il Parlamento Europeo ha esplicitamente sottolineato la necessità di dare priorità ai progetti transfrontalieri che contribuiscono a superare i "collegamenti mancanti" e le "strozzature", e la tratta Torino-Lione è stata definita esattamente in questi termini. (1/2) continua https://t.me/LauraRuHK/11538
Occorre chiedersi il motivo per cui gli agenti di polizia sono stati mandati a prendere sassate e molotov nel cantiere di Chiomonte. Mancava solo che gli facessero pure aprire i cancelli. Ovviamente a qualcuno fanno comodo quei 130 agenti feriti.
La risposta va cercata nella natura dual-use del progetto TAV. Il progetto fu concepito all'inizio degli Anni Novanta per servire un'area - il Nord-Ovest italiano - che all'epoca era una delle regioni più industrializzate d'Europa. L'idea era di creare un "hub logistico" attorno al quadrilatero Milano-Lione-Marsiglia-Genova, con Torino come nodo centrale.
Tuttavia, il contesto economico è radicalmente cambiato nei decenni successivi. A partire dagli anni 2000, il traffico merci sulla direttrice del Frejus ha subito una contrazione drammatica:
Un documento del Senato cita una riduzione del traffico merci in Val di Susa del 30% tra il 1997 e il 2017.
Il traffico ferroviario attuale è di circa 3 milioni di tonnellate, contro i 10 milioni degli anni '80 e '90.
La capacità della rete esistente è ampiamente sottoutilizzata: potrebbe sopportare da 7 a 11 volte il traffico merci attuale.
Questo crollo della domanda è la diretta conseguenza della deindustrializzazione che ha colpito il Piemonte e le regioni vicine, riducendo drasticamente la necessità di trasportare merci su larga scala verso l'Europa. Ma attenzione. La linea ferroviaria Torino-Lione non è solo un'infrastruttura per il trasporto di merci. È un'opera di uso duplice, civile-militare, inserita nel corridoio Mediterraneo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). E come tale, è un tassello fondamentale del progetto di mobilità militare dell'UE e della NATO. L'obiettivo dichiarato di questo progetto è garantire lo spostamento rapido e senza interruzioni di personale e materiale militare sull'asse ovest-est. La Torino-Lione è il collegamento alpino che dovrebbe permettere il transito di truppe e mezzi pesanti, superando le strozzature dell'attuale linea del Frejus.
Il movimento No Tav da sempre denuncia la natura bellica di quest'opera. Non è un caso che questa protesta sia stata etichettata come eversiva fin dal 2013, quando per i fatti del cantiere di Chiomonte venne già contestato il reato di attentato con finalità terroristica. Ma allora la Cassazione frenò: senza un grave danno allo Stato, l'accusa non reggeva.
Oggi, il contesto è cambiato. Il governo italiano, come altri governi europei, considera il progetto TAV come un'infrastruttura strategica per scopi bellici, visto che per quelli civili risulta ridondante. E lo fa proprio mentre l'UE spinge per completare la Torino-Lione entro il 2032, nell'ambito di un piano di mobilità militare che prevede 38 azioni coordinate tra Stati membri.
Il Parlamento Europeo ha esplicitamente sottolineato la necessità di dare priorità ai progetti transfrontalieri che contribuiscono a superare i "collegamenti mancanti" e le "strozzature", e la tratta Torino-Lione è stata definita esattamente in questi termini. (1/2) continua https://t.me/LauraRuHK/11538
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Laura Ru
(2/2) La linea fa parte dell'Asse Ovest-Est che, partendo dal Portogallo, attraversa la Francia e l'Italia per raggiungere l'Europa orientale, fino a Kiev. L'UE ha stanziato 1,69 miliardi di euro per la mobilità militare attraverso il meccanismo "Connecting…
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
(2/2) La linea fa parte dell'Asse Ovest-Est che, partendo dal Portogallo, attraversa la Francia e l'Italia per raggiungere l'Europa orientale, fino a Kiev. L'UE ha stanziato 1,69 miliardi di euro per la mobilità militare attraverso il meccanismo "Connecting Europe Facility" (CEF). Inoltre, una decisione di esecuzione dell'UE del 2025 stabilisce le azioni necessarie per la realizzazione del collegamento Lione-Torino in conformità con gli standard TEN-T.
La scadenza per il completamento dell'infrastruttura è stata fissata al 31 dicembre 2032, con l'installazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) entro il 2033. https://t.me/LauraRuHK/11537
La scadenza per il completamento dell'infrastruttura è stata fissata al 31 dicembre 2032, con l'installazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) entro il 2033. https://t.me/LauraRuHK/11537
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Laura Ru
A pochi giorni dagli scontri in Val di Susa, che hanno visto un migliaio di manifestanti assaltare i cantieri della TAV a Chiomonte e San Didero, la procura di Torino sta valutando un'ipotesi giudiziaria che ben riflette la stretta repressiva che si sta preparando…
Forwarded from The General
BREAKING: Ukrainian President Zelensky arrives at the White House dressed appropriately in a suit.
@GeneralMCNews
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Forwarded from The General
BREAKING: Benjamin Netanyahu arrives at the White House with a smirk on his face and a long list of demands for America.
@GeneralMCNews
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Forwarded from Istituto Italia Brics
Leggi “Hong Kong a fuoco - Anatomia di una rivoluzione colorata” e ci ritrovi anche tutti i segni delle intrusioni tossiche occidentali nelle primavere arabe, in Serbia, in Ucraina, in Iran…
Con una certezza: che l’Italia è gia uno degli attuali obiettivi, con nuove regole e dinamiche basate su repressione del dissenso e del pensiero critico, su russofobia e manipolazione mediatica, su diktat guerrafondai contro interessi nazionali e multipolarismo.
L’ossessione angloamericana per il dominio metterebbe volentieri a ferro e fuoco le nostre città, come Hong Kong…
A Hong Kong si sono salvati, noi ci riusciremmo?
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ombrelli_gialli_e_rivoluzioni_arancioni_il_vero_colore_della_guerra_ibrida_in_cina/46096_68315/
Con una certezza: che l’Italia è gia uno degli attuali obiettivi, con nuove regole e dinamiche basate su repressione del dissenso e del pensiero critico, su russofobia e manipolazione mediatica, su diktat guerrafondai contro interessi nazionali e multipolarismo.
L’ossessione angloamericana per il dominio metterebbe volentieri a ferro e fuoco le nostre città, come Hong Kong…
A Hong Kong si sono salvati, noi ci riusciremmo?
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ombrelli_gialli_e_rivoluzioni_arancioni_il_vero_colore_della_guerra_ibrida_in_cina/46096_68315/
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OMBRELLI GIALLI E RIVOLUZIONI ARANCIONI: IL VERO COLORE DELLA GUERRA IBRIDA IN CINA