Eurozona. L’inflazione a due cifre dovrebbe rendere ragionevole la Ecb. – SenzaNubi
https://senzanubi.wordpress.com/2022/10/05/eurozona-linflazione-a-due-cifre-dovrebbe-rendere-ragionevole-la-ecb/
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SenzaNubi
Eurozona. L’inflazione a due cifre dovrebbe rendere ragionevole la Ecb.
Giuseppe Sandro Mela. 2022-10-05. La crisi economica della zona euro si è intensificata con la prima lettura di un’inflazione a due cifre, che ha messo sotto pressione la Banca Centrale Europ…
Il nuovo OTTOBRE ROSSO. PARTE 2 + AGGIORNAMENTI · Ora Zero
https://www.orazero.org/il-nuovo-ottobre-rosso-parte-2-aggiornamenti/
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Ora Zero
Il nuovo OTTOBRE ROSSO. PARTE 2 + AGGIORNAMENTI
<<A Mosca, come a Belgorod, sono state notate colonne di luce. Scrivono che questo potrebbe essere il lavoro dell'arma laser anti-satellite Peresvet. Il p
Forwarded from 🐾ZAMPETTI
In Bulgaria sconfitto nelle elezioni il leader europeista e antirusso
Il partito dell’ex primo ministro bulgaro Boyko Borisov, GERB, ha vinto le elezioni parlamentari anticipate. La coalizione tra il GERB e l’Unione delle Forze Democratiche ha ottenuto il 25,43% dei voti sconfiggendo il partito finora al governo “Continuiamo il cambiamento” (PP) dell’ex primo ministro Kiril Petkov, europeista e aderente al Partito Popolare Europeo. Il
governo bulgaro si era dimesso il 27 giugno dopo un voto di sfiducia al Parlamento. Il premier uscente Petkov aveva attribuito i fallimenti economici e finanziari a tre politici bulgari e all’ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova. Sempre a fine giugno il governo di Petkov aveva proceduto con l’espulsione dalla Bulgaria di 70 diplomatici russi. La Bulgaria è il Paese più povero dell’Ue, alla quale ha aderito nel 2008, mentre dal 2004 faceva già parte della Nato. Ancora oggi una parte significativa della popolazione si considera vicina alla Russia. La dipendenza energetica e le relazioni con Mosca hanno infatti dominato la campagna elettorale e lo scontro politico di questi mesi.L’ultimo governo bulgaro, guidato dall’europeista Petkov, ha cercato di porre fine alla dipendenza, energetica da Mosca che ha definito uno “strumento del Cremlino” per interferire nella vita politica del Paese balcanico; e il suo governo, al potere tra dicembre 2021 e giugno scorso, ha espulso 70 diplomatici russi per presunto spionaggio dopo che la società russa Gazprom aveva interrotto le spedizioni di gas naturale nel Paese a fine aprile. L’esito delle elezioni in Bulgaria potrebbe portare a cambiamenti significativi nella collocazione dei paesi del fianco est della Nato nella guerra contro la Russia e la crisi ucraina. Per averne un’idea basta guardare cosa è accaduto il 2 ottobre scorso, quando i presidenti dell’Europa dell’Est aderenti alla Ue e alla Nato avevano firmato un documento comune di condanna dei tentativi della Russia di annettere dei territori ucraini e chiedendo agli alleati a inviare più aiuti militari al governo di Kiev. La dichiarazione congiunta era stata firmata dei presidenti degli Stati membri della Nato dell’Europa centrale e orientale: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Montenegro e Romania. Nel nuovo Parlamento bulgaro saranno rappresentati fino a otto partiti, il che rendera’ ancora una volta difficile la formazione di una coalizione di governo.
https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/10/03/in-bulgaria-sconfitto-nelle-elezioni-il-leader-europeista-e-antirusso-0153084
Il partito dell’ex primo ministro bulgaro Boyko Borisov, GERB, ha vinto le elezioni parlamentari anticipate. La coalizione tra il GERB e l’Unione delle Forze Democratiche ha ottenuto il 25,43% dei voti sconfiggendo il partito finora al governo “Continuiamo il cambiamento” (PP) dell’ex primo ministro Kiril Petkov, europeista e aderente al Partito Popolare Europeo. Il
governo bulgaro si era dimesso il 27 giugno dopo un voto di sfiducia al Parlamento. Il premier uscente Petkov aveva attribuito i fallimenti economici e finanziari a tre politici bulgari e all’ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova. Sempre a fine giugno il governo di Petkov aveva proceduto con l’espulsione dalla Bulgaria di 70 diplomatici russi. La Bulgaria è il Paese più povero dell’Ue, alla quale ha aderito nel 2008, mentre dal 2004 faceva già parte della Nato. Ancora oggi una parte significativa della popolazione si considera vicina alla Russia. La dipendenza energetica e le relazioni con Mosca hanno infatti dominato la campagna elettorale e lo scontro politico di questi mesi.L’ultimo governo bulgaro, guidato dall’europeista Petkov, ha cercato di porre fine alla dipendenza, energetica da Mosca che ha definito uno “strumento del Cremlino” per interferire nella vita politica del Paese balcanico; e il suo governo, al potere tra dicembre 2021 e giugno scorso, ha espulso 70 diplomatici russi per presunto spionaggio dopo che la società russa Gazprom aveva interrotto le spedizioni di gas naturale nel Paese a fine aprile. L’esito delle elezioni in Bulgaria potrebbe portare a cambiamenti significativi nella collocazione dei paesi del fianco est della Nato nella guerra contro la Russia e la crisi ucraina. Per averne un’idea basta guardare cosa è accaduto il 2 ottobre scorso, quando i presidenti dell’Europa dell’Est aderenti alla Ue e alla Nato avevano firmato un documento comune di condanna dei tentativi della Russia di annettere dei territori ucraini e chiedendo agli alleati a inviare più aiuti militari al governo di Kiev. La dichiarazione congiunta era stata firmata dei presidenti degli Stati membri della Nato dell’Europa centrale e orientale: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Montenegro e Romania. Nel nuovo Parlamento bulgaro saranno rappresentati fino a otto partiti, il che rendera’ ancora una volta difficile la formazione di una coalizione di governo.
https://contropiano.org/news/internazionale-news/2022/10/03/in-bulgaria-sconfitto-nelle-elezioni-il-leader-europeista-e-antirusso-0153084
Contropiano
In Bulgaria sconfitto nelle elezioni il leader europeista e antirusso - Contropiano
Il partito dell'ex primo ministro bulgaro Boyko Borisov, GERB, ha vinto le elezioni parlamentari anticipate. La coalizione tra il GERB e l’Unione delle
Forwarded from 𝘾𝙤𝙡𝙪𝙢𝙗𝙪𝙨 𝙄𝙣𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚
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🇷🇺🇸🇦Il comitato di sorveglianza dell'OPEC+ ha accettato di tagliare la produzione di 2 milioni di barili al giorno - Reuters
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Forwarded from 𝘾𝙤𝙡𝙪𝙢𝙗𝙪𝙨 𝙄𝙣𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚
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🇺🇲🇸🇦🇷🇺La Casa Bianca ha affermato che i piani di Russia e Arabia Saudita di tagliare la produzione di petrolio di 1 milione di barili al giorno saranno "disastro totale" e "atto ostile" - CNN
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Forwarded from ☭ 🚩Emanuele Quarta - Canale Bolscevizzato ☭ 🚩
ENI CONTA PIÙ DEL GOVERNO
Intanto, in Italia è arrivata la notizia della ripresa delle forniture di gas da parte di Gazprom, attraverso l'Austria. È stata trovata una soluzione per la ripresa e l'autorità regolatoria austriaca è pronta a confermare la richiesta."Gazprom e gli acquirenti italiani sono riusciti a trovare un accordo sul formato di cooperazione tra i cambiamenti normativi in Austria alla fine di settembre. L'operatore austriaco ha comunicato la sua disponibilità a confermare le nomine di trasporto di Gazprom Export, il che rende possibile la ripresa delle forniture di gas russo attraverso il territorio austriaco", si legge in una nota di Gazprom citata dalla Tass.
La conferma della ripresa dei flussi di approvvigionamento del gas è arrivata anche dall'Eni. "La ripresa delle forniture è stata resa possibile dalla risoluzione da parte di Eni e delle parti coinvolte dei vincoli che derivano dalla nuova normativa introdotta dalle autorità di regolamentazione austriache", ha comunicato Eni. Le forniture erano state interrotte lo scorso primo ottobre - spiega la società - per "la dichiarata impossibilità di trasportare il gas attraverso l'Austria" motivata da Gazprom.
Eni non specifica le iniziative messe in campo, ma in base a quanto sostenuto nei giorni scorsi dall'Ad, Claudio Descalzi, la società avrebbe pagato un deposito cauzionale di 20 milioni di euro alla società di dispacciamento austriaca per sbloccare l'impasse e consentire a Gazprom di fornire il gas a Eni, presso il punto di scambio austriaco previsto dal contratto Eni-Gazprom. Semplificando, dal primo ottobre scorso, in Austria è entrata in vigore una nuova normativa che prevede che il gas deve essere consegnato dagli operatori internazionali al confine con il Paese, e non trasportato all'interno come avveniva in precedenza, e tra gli adempimenti della nuova regolamentazione vi sarebbe un deposito cauzionale da versare all'operatore austriaco. A quanto risulta, Gazprom non avrebbe adempiuto e la fornitura di gas sarebbe stata bloccata.
https://www.quotidiano.net/economia/gas-price-cap-elettricita-1.8148280
Intanto, in Italia è arrivata la notizia della ripresa delle forniture di gas da parte di Gazprom, attraverso l'Austria. È stata trovata una soluzione per la ripresa e l'autorità regolatoria austriaca è pronta a confermare la richiesta."Gazprom e gli acquirenti italiani sono riusciti a trovare un accordo sul formato di cooperazione tra i cambiamenti normativi in Austria alla fine di settembre. L'operatore austriaco ha comunicato la sua disponibilità a confermare le nomine di trasporto di Gazprom Export, il che rende possibile la ripresa delle forniture di gas russo attraverso il territorio austriaco", si legge in una nota di Gazprom citata dalla Tass.
La conferma della ripresa dei flussi di approvvigionamento del gas è arrivata anche dall'Eni. "La ripresa delle forniture è stata resa possibile dalla risoluzione da parte di Eni e delle parti coinvolte dei vincoli che derivano dalla nuova normativa introdotta dalle autorità di regolamentazione austriache", ha comunicato Eni. Le forniture erano state interrotte lo scorso primo ottobre - spiega la società - per "la dichiarata impossibilità di trasportare il gas attraverso l'Austria" motivata da Gazprom.
Eni non specifica le iniziative messe in campo, ma in base a quanto sostenuto nei giorni scorsi dall'Ad, Claudio Descalzi, la società avrebbe pagato un deposito cauzionale di 20 milioni di euro alla società di dispacciamento austriaca per sbloccare l'impasse e consentire a Gazprom di fornire il gas a Eni, presso il punto di scambio austriaco previsto dal contratto Eni-Gazprom. Semplificando, dal primo ottobre scorso, in Austria è entrata in vigore una nuova normativa che prevede che il gas deve essere consegnato dagli operatori internazionali al confine con il Paese, e non trasportato all'interno come avveniva in precedenza, e tra gli adempimenti della nuova regolamentazione vi sarebbe un deposito cauzionale da versare all'operatore austriaco. A quanto risulta, Gazprom non avrebbe adempiuto e la fornitura di gas sarebbe stata bloccata.
https://www.quotidiano.net/economia/gas-price-cap-elettricita-1.8148280
Quotidiano Nazionale
Von der Leyen: "Pronti al price cap per l'elettricità". Gas, ripresi flussi Russia-Italia - Economia
C'è l'accordo su nuove sanzioni: sì a price cap sul petrolio. Mentre Gazprom ed Eni confermano la ripresa delle forniture di gas attraverso l'Austria, la presidente della Commissione punta a limitare l'impatto inflazionistico. In Italia gli stoccaggi sono…
Forwarded from Giubbe Rosse
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JEFFREY CURRIE (GOLDMAN SACHS): "DOPO 3,8 TRILIONI DI INVESTIMENTI IN ENERGIE RINNOVABILI, IN DIECI ANNI IL CONSUMO DI ENERGIA DAI COMBUSTIBILI FOSSILI È SCESO DI APPENA L'1%"
L'analista di Goldman Sachs Jeffrey Currie in un'intervista alla CNBC parla della dipendenza globale dall'OPEC:
“Diamo un'occhiata a cosa ci hanno dato gli investimenti nell'energia verde. Ecco le statistiche di gennaio di quest'anno. Alla fine del 2021, i combustibili fossili rappresentavano l'81% del consumo totale di energia. 10 anni fa, questa cifra era dell'82%. Quindi, tutti questi investimenti nelle energie rinnovabili - e stiamo parlando di 3,8 trilioni di dollari; ripeto: 3,8 trilioni di dollari! – hanno spostato il consumo di combustibili fossili dall'82% all'81% del consumo totale di energia. Ma se si tiene conto di tutto ciò che sta accadendo e della sostituzione dei volumi mancanti di gas con il carbone, questa cifra è probabilmente di nuovo superiore all'82%.
... Quindi, quando dico che l'OPEC ora è al comando come mai prima d'ora, significa che tutti noi - che non siamo nell'OPEC - non abbiamo investito adeguatamente nella produzione di energia e nella costruzione delle infrastrutture necessarie per l'approvvigionamento". (dal canale La Mia Russia)
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L'analista di Goldman Sachs Jeffrey Currie in un'intervista alla CNBC parla della dipendenza globale dall'OPEC:
“Diamo un'occhiata a cosa ci hanno dato gli investimenti nell'energia verde. Ecco le statistiche di gennaio di quest'anno. Alla fine del 2021, i combustibili fossili rappresentavano l'81% del consumo totale di energia. 10 anni fa, questa cifra era dell'82%. Quindi, tutti questi investimenti nelle energie rinnovabili - e stiamo parlando di 3,8 trilioni di dollari; ripeto: 3,8 trilioni di dollari! – hanno spostato il consumo di combustibili fossili dall'82% all'81% del consumo totale di energia. Ma se si tiene conto di tutto ciò che sta accadendo e della sostituzione dei volumi mancanti di gas con il carbone, questa cifra è probabilmente di nuovo superiore all'82%.
... Quindi, quando dico che l'OPEC ora è al comando come mai prima d'ora, significa che tutti noi - che non siamo nell'OPEC - non abbiamo investito adeguatamente nella produzione di energia e nella costruzione delle infrastrutture necessarie per l'approvvigionamento". (dal canale La Mia Russia)
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶 (giuseppe masala)
Secondo il Ministero degli Interni della Repubblica Popolare sono composte dal 60-70% di militari stranieri le truppe ucraine che stanno conducendo l'attacco.
https://t.me/IntelRepublic/6239
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Intel Republic
⚡️BREAKING NEWS⚡️
60% to 70% of Ukrainian forces fighting in the Lugansk direction are made up of mercenaries - Lugansk People's Republic Internal Affairs Ministry.
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖
⚡️🇷🇺🇫🇷 Non proprio una sorpresa - Francese ufficiale in Ucraina⚡️
"Circa 50 dipendenti della Direzione generale della sicurezza estera (DGSE) francese sono stati inviati in Ucraina dall'inizio dell'operazione speciale russa, scrive il giornalista di Le Figaro Georges Malbrunot, citando una fonte dell'intelligence francese".
NO MA LA NATO NON È COBELLIGERANTE..
"Circa 50 dipendenti della Direzione generale della sicurezza estera (DGSE) francese sono stati inviati in Ucraina dall'inizio dell'operazione speciale russa, scrive il giornalista di Le Figaro Georges Malbrunot, citando una fonte dell'intelligence francese".
NO MA LA NATO NON È COBELLIGERANTE..
Forwarded from MITTDOLCINO.COM Channel
Oltre alla suddetta attività mucolitica, l'Acetilcisteina è dotata anche di un fondamentale ruolo antiossidante, che ne giustifica l'impiego come antidoto nelle intossicazioni da paracetamolo, garantito dalla capacità di fornire L-cisteina in seguito a de acetilazione.
La L-Cisteina all'interno della cellula, viene utilizzata per rigenerare uno dei più potenti antiossidanti endogeni quale il Glutatione, proteggendo così la cellula dagli insulti determinati dalle specie reattive dell'ossigeno
La L-Cisteina all'interno della cellula, viene utilizzata per rigenerare uno dei più potenti antiossidanti endogeni quale il Glutatione, proteggendo così la cellula dagli insulti determinati dalle specie reattive dell'ossigeno
My Personal Trainer
Esercizi fondamentali: quali sono e perché
Esercizi fondamentali: quali sono e perché. Caratteristiche dei multiarticolari pesanti più rilevanti nell'allenamento della forza e della muscolazione. Una prima distinzione che si usa solito effettuare all'interno di una seduta di allenamento è quella comunemente…
Alka dalla Redazione di OZ
A causa dei prezzi elevatissimi dell'energia, anche i coltivatori (olandesi) sono costretti a interrompere la produzione. E questo ha conseguenze importanti: "Se l'orticoltura si interrompe, dobbiamo accettare che l'intera Olanda potrebbe non avere elettricità per alcune ore al giorno".
Il coltivatore di crisantemi Wouter Duijvesteijn è seriamente preoccupato ora che i prezzi dell'energia continuano a salire. Come in molti altri settori, l'orticoltura in serra deve ridurre o addirittura interrompere la produzione.
'Insostenibile'
"I prezzi estremamente elevati del gas sono ora una parte molto importante del nostro prezzo di costo. E sarà molto difficile realizzare il rendimento. Non possiamo più sostenerlo", afferma Duijvesteijn.
"Almeno il 25 percento dei miei colleghi smette di produrre", afferma l'orticoltore di serre. "Questi non possono continuare con i costi attuali e in inverno il prezzo dell'energia sarà ancora più alto".
Smettere è un grande passo
Ma il passo per fermarsi è importante, dice il coltivatore di crisantemi. Perché non sono solo le colture a perdere i coltivatori. "Diamo anche lavoro a molte persone a tempo indeterminato. E abbiamo accordi con fornitori che avevano già acquistato fiori. Dobbiamo attenerci a questi accordi".
Per lo stesso Duijvesteijn fermarsi non è ancora una necessità. È uno dei coltivatori che cercano di sopravvivere all'inverno facendo investimenti sostenibili. "
https://eenvandaag.avrotros.nl/item/stijgende-energieprijzen-brengen-tuinbouwers-in-de-knel-waardoor-wij-straks-misschien-minder-stroom-hebben/
A causa dei prezzi elevatissimi dell'energia, anche i coltivatori (olandesi) sono costretti a interrompere la produzione. E questo ha conseguenze importanti: "Se l'orticoltura si interrompe, dobbiamo accettare che l'intera Olanda potrebbe non avere elettricità per alcune ore al giorno".
Il coltivatore di crisantemi Wouter Duijvesteijn è seriamente preoccupato ora che i prezzi dell'energia continuano a salire. Come in molti altri settori, l'orticoltura in serra deve ridurre o addirittura interrompere la produzione.
'Insostenibile'
"I prezzi estremamente elevati del gas sono ora una parte molto importante del nostro prezzo di costo. E sarà molto difficile realizzare il rendimento. Non possiamo più sostenerlo", afferma Duijvesteijn.
"Almeno il 25 percento dei miei colleghi smette di produrre", afferma l'orticoltore di serre. "Questi non possono continuare con i costi attuali e in inverno il prezzo dell'energia sarà ancora più alto".
Smettere è un grande passo
Ma il passo per fermarsi è importante, dice il coltivatore di crisantemi. Perché non sono solo le colture a perdere i coltivatori. "Diamo anche lavoro a molte persone a tempo indeterminato. E abbiamo accordi con fornitori che avevano già acquistato fiori. Dobbiamo attenerci a questi accordi".
Per lo stesso Duijvesteijn fermarsi non è ancora una necessità. È uno dei coltivatori che cercano di sopravvivere all'inverno facendo investimenti sostenibili. "
https://eenvandaag.avrotros.nl/item/stijgende-energieprijzen-brengen-tuinbouwers-in-de-knel-waardoor-wij-straks-misschien-minder-stroom-hebben/
EenVandaag
Stijgende energieprijzen brengen tuinbouwers in de knel, waardoor wij straks misschien minder stroom hebben
Vanwege de torenhoge energieprijzen zijn ook kwekers genoodzaakt hun productie te stoppen. En dat heeft grote gevolgen: "Als de tuinbouw afschakelt, moeten we accepteren dat heel Nederland misschien een aantal uur per dag geen stroom heeft."
Brasile. Elezioni. Il 30 ottobre il ballottaggio in un clima incerto. – SenzaNubi
https://senzanubi.wordpress.com/2022/10/06/brasile-elezioni-il-30-ottobre-il-ballottaggio-in-un-clima-incerto/
https://senzanubi.wordpress.com/2022/10/06/brasile-elezioni-il-30-ottobre-il-ballottaggio-in-un-clima-incerto/
SenzaNubi
Brasile. Elezioni. Il 30 ottobre il ballottaggio in un clima incerto.
Giuseppe Sandro Mela. 2022-10-06. I liberal socialisti mondiali si sono mobilitati contro Mr Bolsonaro, quello che quattro anni or sono hanno tentato di assassinare, tanto per non smentirsi. Forti …