Forwarded from 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗧𝗢
Un po' come quando devi imbarcarti sull'aereo con le compagnie low cost. Il booster come il priority boarding. Che pagliacci schifosi 🤡
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Forwarded from Avv. Mauro Sandri (Mauro Sandri)
IL DIRITTO NON MUORE: SI IMPONE SE E’ PROVATO
Una delle prime cause in cui svolsi temi di politica giuridica e non solo tecnico-giuridici, fu quella contro la "presunzione muciana". All’epoca, solo pochi decenni fa, il patrimonio della moglie di un imprenditore era ritenuto dalla legge, "presuntivamente", di proprietà del marito. Un aberrante residuato del passato, quando le donne non lavoravano fuori di casa, se non sporadicamente, che, tuttavia, persisteva, perché “lo diceva la legge”. Svolsi in primo grado, ed ancora più in appello, una ricostruzione storica del rapporto tra donna e lavoro a cui abbinai la valutazione del mutamento legislativo e di costume. Il tribunale e la Corte di appello mi opposero che “lo diceva la legge”. La Cassazione cancellò quella norma. Le femministe non mi ringraziarono, perché non capirono la valenza rivoluzionaria di quella sentenza, che segnava una accelerazione della battaglia per la parità dei diritti ben più rilevante del loro girovagare per le strade urlando qualche slogan ad effetto.
Il diritto ha sempre richiesto fatica, tanta fatica per essere riconosciuto, e muore solo se si rinuncia a farlo valere. Ho il massimo rispetto per chi non vuole più combattere e si ferma a lato sconfortato, perché ritiene che tutto sia finito. Rimangono coloro che ritengono di possedere ancora potenti armi giuridiche per arrivare fino in fondo all’accertamento della verità e, quindi, che hanno compreso, proprio dalla lettura di una sentenza apparentemente negativa, quale sia la debolezza dell'avversario e dove sia necessario raddoppiare gli sforzi. Rimangono coloro che sono consapevoli che vincere questa partita avrà un "effetto alone" ben più dirompente di quello che potrà dispiegare sulla problematica contingente.
Una delle prime cause in cui svolsi temi di politica giuridica e non solo tecnico-giuridici, fu quella contro la "presunzione muciana". All’epoca, solo pochi decenni fa, il patrimonio della moglie di un imprenditore era ritenuto dalla legge, "presuntivamente", di proprietà del marito. Un aberrante residuato del passato, quando le donne non lavoravano fuori di casa, se non sporadicamente, che, tuttavia, persisteva, perché “lo diceva la legge”. Svolsi in primo grado, ed ancora più in appello, una ricostruzione storica del rapporto tra donna e lavoro a cui abbinai la valutazione del mutamento legislativo e di costume. Il tribunale e la Corte di appello mi opposero che “lo diceva la legge”. La Cassazione cancellò quella norma. Le femministe non mi ringraziarono, perché non capirono la valenza rivoluzionaria di quella sentenza, che segnava una accelerazione della battaglia per la parità dei diritti ben più rilevante del loro girovagare per le strade urlando qualche slogan ad effetto.
Il diritto ha sempre richiesto fatica, tanta fatica per essere riconosciuto, e muore solo se si rinuncia a farlo valere. Ho il massimo rispetto per chi non vuole più combattere e si ferma a lato sconfortato, perché ritiene che tutto sia finito. Rimangono coloro che ritengono di possedere ancora potenti armi giuridiche per arrivare fino in fondo all’accertamento della verità e, quindi, che hanno compreso, proprio dalla lettura di una sentenza apparentemente negativa, quale sia la debolezza dell'avversario e dove sia necessario raddoppiare gli sforzi. Rimangono coloro che sono consapevoli che vincere questa partita avrà un "effetto alone" ben più dirompente di quello che potrà dispiegare sulla problematica contingente.
Forwarded from Avv. Mauro Sandri (Mauro Sandri)
GLI ERRORI DI FATTO DELLE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE: CONSEGUENZE
Non era mai accaduto, nella storia della Repubblica, che più di una sentenza della Corte Costituzionale fosse fondata su plurimi, determinanti, macroscopici errori di fatto spintisi sino al travisamento della realtà epidemiologica.
Per evitare questo devastante esito avevo richiesto espressamente alla Corte che si munisse di un consulente tecnico che l’affiancasse nella valutazione delle complesse problematiche medico-scientifiche che era chiamata a decidere.
Mi ero allarmato dopo la lettura di altra sentenza della stessa Corte nella quale era esplicitata l’abnorme confusione scientifica tra agente virale e malattia.
Tale errore attestava l’ irrimediabile deficit di cognizioni specifiche che zavorrava i componenti della Corte, circostanza che comprometteva il fondamento di qualsivoglia loro pronuncia in materia di sars cov2-covid 19 e vaccini.
Pubblico, per la prima volta, il documento scritto, depositato in Corte, in cui evidenziavo le criticità medico-scientifiche che avrebbero dovuto essere approfondite prima di licenziare una qualsivoglia sentenza inerente l’ equilibrio tra interessi contrapposti, ex art. 32 Cost.
Pur potendo esercitare la prerogativa di giudicare con piena consapevolezza della realtà dei fatti, la Corte ha scelto di assumersi la responsabilità di astenersi dal verificare la veridicità delle fonti che ha richiamato.
Se non sono veri i fatti, non è corretto il diritto che a quei fatti è ritenuto applicabile.
Le sentenze della Corte delle Leggi, anche in materia di lesione di diritti fondamentali, sono inappellabili e non revocabili.
In questa fattispecie il travisamento della realtà perviene a violare i fondamenti dello Stato di Diritto, perchè si ledono diritti fondamentali utilizzando dati statistici menzogneri, come tali accertabili con l'ordinaria diligenza, conseguenza che deve determinare la riscrittura dei contenuti di quelle sentenze.
Non era mai accaduto, nella storia della Repubblica, che più di una sentenza della Corte Costituzionale fosse fondata su plurimi, determinanti, macroscopici errori di fatto spintisi sino al travisamento della realtà epidemiologica.
Per evitare questo devastante esito avevo richiesto espressamente alla Corte che si munisse di un consulente tecnico che l’affiancasse nella valutazione delle complesse problematiche medico-scientifiche che era chiamata a decidere.
Mi ero allarmato dopo la lettura di altra sentenza della stessa Corte nella quale era esplicitata l’abnorme confusione scientifica tra agente virale e malattia.
Tale errore attestava l’ irrimediabile deficit di cognizioni specifiche che zavorrava i componenti della Corte, circostanza che comprometteva il fondamento di qualsivoglia loro pronuncia in materia di sars cov2-covid 19 e vaccini.
Pubblico, per la prima volta, il documento scritto, depositato in Corte, in cui evidenziavo le criticità medico-scientifiche che avrebbero dovuto essere approfondite prima di licenziare una qualsivoglia sentenza inerente l’ equilibrio tra interessi contrapposti, ex art. 32 Cost.
Pur potendo esercitare la prerogativa di giudicare con piena consapevolezza della realtà dei fatti, la Corte ha scelto di assumersi la responsabilità di astenersi dal verificare la veridicità delle fonti che ha richiamato.
Se non sono veri i fatti, non è corretto il diritto che a quei fatti è ritenuto applicabile.
Le sentenze della Corte delle Leggi, anche in materia di lesione di diritti fondamentali, sono inappellabili e non revocabili.
In questa fattispecie il travisamento della realtà perviene a violare i fondamenti dello Stato di Diritto, perchè si ledono diritti fondamentali utilizzando dati statistici menzogneri, come tali accertabili con l'ordinaria diligenza, conseguenza che deve determinare la riscrittura dei contenuti di quelle sentenze.
Franco Cardini
“La guerra in Ucraina è stata la giusta difesa di un Paese membro della Nazioni Unite dall’attacco alla sua sovranità da parte della Russia, suo confinante che l’ha invasa il 24 febbraio 2022. Questa è la patente di giustizia e legittimità esibita dall’Ucraina al Mondo all’atto dell’invasione. Una partente incontestabile se non fosse stata rilasciata dall’Occidente molto tempo prima dell’invasione, senza esami, quasi a volerla provocare. Una patente con validità retroattiva per tutte le infrazioni passate e a priori per quelle future. Una patente usata non per evitare il conflitto, ma per inasprirlo, allargarlo e prolungarlo. Una patente a prescindere da ciò che era accaduto pochi giorni prima, pochi mesi prima, pochi anni prima e diversi decenni prima. La guerra poteva essere evitata, ma non l’ha voluto nessuno.
Ed è una guerra strana proprio per questa esistenza di un dopo senza che sia mai stato considerato un prima qualsiasi. La legittimità ‘a priori e a prescindere’ è un dogma dell’Occidente. Ma chi è l’Occidente e su quali princìpi si basa la sua visione del mondo? È quella parte del mondo che rappresenta appena un quarto delle terre emerse e un settimo della popolazione mondiale. Quella che produce il cinquanta per cento del prodotto nazionale lordo (PIL) globale (circa novantaquattro trilioni di dollari) e consuma gran parte di quello del resto del mondo. L’Occidente culturale si basa sui princìpi della civiltà classica ed europea, ma soprattutto sulla ricchezza materiale; sull’idea che esista una supremazia del denaro sullo spirito e che lo spirito stesso giudaico-cristiano sia superiore a qualsiasi altro: a priori e a prescindere. L’Occidente geopolitico comprende Stati Uniti, Canada, Unione Europea, altri stati europei, Gran Bretagna, Israele, Giappone, Sud Corea e Australia. L’Occidente che aderisce alle regole dettate dagli Stati Uniti e che dovrebbe salvare il cosiddetto ‘Ordine mondiale liberale’ non si trova a suo agio nei fori internazionali come le Nazioni Unite, dove un filo di voce spetta a tuti gli Stati e non Stati esistenti”.
Queste lucide, limpide, irreprensibili e implacabili parole costituiscono l’incipit, la prima pagina di un libro tanto esemplare quanto sconvolgente: L’Europa in guerra, di Fabio Mini, or ora edito dalla edizioni “PaperFirst” de “Il Fatto Quotidiano”. Costa 16 euro e ne vale millanta volte tanto. Il testo che abbiamo citato, corrispondente alle pp. 12-13, andrebbe pubblicamente letto, fatto copiare e mandar a memoria a tutti gli studenti del mondo fra i 12 e i 18 anni.
Ma le sue 203 pagine dicono e dimostrano ancora di più. Sono la serena incontestabile dimostrazione di come questa guerra, a lungo prevista e preparata da chi attualmente governa gli Stati Uniti d’America e manovra lo strumento politico-industriale-militare della NATO nonché dalle numerose e potenti lobbies che formalmente lo fiancheggiano e sostanzialmente lo gestiscono a livello statunitense (il “complesso militar-industriale” di cui parlava già il generale-presidente Eisenhower) e mondiale, non è diretta tanto contro la Russia quanto – e principalmente – contro l’Europa, la quale ne sopporta il peso, i costi, i disagi e le conseguenze.
E tutto ciò viene da lontano. Contrariamente a quanto hanno cercato di far credere (purtroppo riuscendovi, almeno a livello di vaste aree dell’opinione pubblica), gli USA hanno sempre temuto e ostacolato come una temibile concorrente e in prospettiva una pericolosa avversaria nella corsa all’egemonia mondiale quell’Europa politicamente unita ch’era nei voti di molti (a cominciare da Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi) e della quale l’Unione Europea dei Borrell e delle von der Leyen è solo uno squallido succedaneo.
“La guerra in Ucraina è stata la giusta difesa di un Paese membro della Nazioni Unite dall’attacco alla sua sovranità da parte della Russia, suo confinante che l’ha invasa il 24 febbraio 2022. Questa è la patente di giustizia e legittimità esibita dall’Ucraina al Mondo all’atto dell’invasione. Una partente incontestabile se non fosse stata rilasciata dall’Occidente molto tempo prima dell’invasione, senza esami, quasi a volerla provocare. Una patente con validità retroattiva per tutte le infrazioni passate e a priori per quelle future. Una patente usata non per evitare il conflitto, ma per inasprirlo, allargarlo e prolungarlo. Una patente a prescindere da ciò che era accaduto pochi giorni prima, pochi mesi prima, pochi anni prima e diversi decenni prima. La guerra poteva essere evitata, ma non l’ha voluto nessuno.
Ed è una guerra strana proprio per questa esistenza di un dopo senza che sia mai stato considerato un prima qualsiasi. La legittimità ‘a priori e a prescindere’ è un dogma dell’Occidente. Ma chi è l’Occidente e su quali princìpi si basa la sua visione del mondo? È quella parte del mondo che rappresenta appena un quarto delle terre emerse e un settimo della popolazione mondiale. Quella che produce il cinquanta per cento del prodotto nazionale lordo (PIL) globale (circa novantaquattro trilioni di dollari) e consuma gran parte di quello del resto del mondo. L’Occidente culturale si basa sui princìpi della civiltà classica ed europea, ma soprattutto sulla ricchezza materiale; sull’idea che esista una supremazia del denaro sullo spirito e che lo spirito stesso giudaico-cristiano sia superiore a qualsiasi altro: a priori e a prescindere. L’Occidente geopolitico comprende Stati Uniti, Canada, Unione Europea, altri stati europei, Gran Bretagna, Israele, Giappone, Sud Corea e Australia. L’Occidente che aderisce alle regole dettate dagli Stati Uniti e che dovrebbe salvare il cosiddetto ‘Ordine mondiale liberale’ non si trova a suo agio nei fori internazionali come le Nazioni Unite, dove un filo di voce spetta a tuti gli Stati e non Stati esistenti”.
Queste lucide, limpide, irreprensibili e implacabili parole costituiscono l’incipit, la prima pagina di un libro tanto esemplare quanto sconvolgente: L’Europa in guerra, di Fabio Mini, or ora edito dalla edizioni “PaperFirst” de “Il Fatto Quotidiano”. Costa 16 euro e ne vale millanta volte tanto. Il testo che abbiamo citato, corrispondente alle pp. 12-13, andrebbe pubblicamente letto, fatto copiare e mandar a memoria a tutti gli studenti del mondo fra i 12 e i 18 anni.
Ma le sue 203 pagine dicono e dimostrano ancora di più. Sono la serena incontestabile dimostrazione di come questa guerra, a lungo prevista e preparata da chi attualmente governa gli Stati Uniti d’America e manovra lo strumento politico-industriale-militare della NATO nonché dalle numerose e potenti lobbies che formalmente lo fiancheggiano e sostanzialmente lo gestiscono a livello statunitense (il “complesso militar-industriale” di cui parlava già il generale-presidente Eisenhower) e mondiale, non è diretta tanto contro la Russia quanto – e principalmente – contro l’Europa, la quale ne sopporta il peso, i costi, i disagi e le conseguenze.
E tutto ciò viene da lontano. Contrariamente a quanto hanno cercato di far credere (purtroppo riuscendovi, almeno a livello di vaste aree dell’opinione pubblica), gli USA hanno sempre temuto e ostacolato come una temibile concorrente e in prospettiva una pericolosa avversaria nella corsa all’egemonia mondiale quell’Europa politicamente unita ch’era nei voti di molti (a cominciare da Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi) e della quale l’Unione Europea dei Borrell e delle von der Leyen è solo uno squallido succedaneo.
Fine costante delle classi dirigenti statunitensi è stato la limitazione economica dell’Occidente europeo, il suo condizionamento tecnologico e intellettuale e la negazione di qualunque strumento militare indipendente nelle sue mani: quindi, e in conseguenza di ciò, il divieto sostanziale di esercitare una politica estera veramente libera e responsabile.
Ha dunque perfettamente ragione Mini. La guerra statunitense contro la Russia è in realtà una guerra contro l’Europa; in quanto tale, è parte di un disegno nato negli Anni Novanta del secolo scorso obiettivo del quale è non tanto e non solo la Russia, quanto soprattutto e in ultima analisi la Cina; lo scenario auspicato è una costellazione di paesi militarmente deboli e subordinati agli USA nonché collegati al loro mercato neoliberistico e consumistico che dalle coste orientali dell’Atlantico giunga ai confini del nuovo “Impero di Mezzo”; strumenti principali di ciò sono e saranno l’omologazione (e l’appiattimento) culturale e il “pensiero unico”, nerbo sostanziale del western way of life and thinking. Le celebrazioni di ludi come quello annuale sanremistico sono la novena di Natale, la Settimana Santa e le feste di Carnevale di questa Religione del Nulla ch’è il vero Anticristo al quale tutti gli esseri umani che intendano mantenere dignità e libertà hanno il dovere di opporsi con ogni possibile mezzo.
Intanto, il filobellicismo convinto di non rischiar nulla di personale impazza: e tutto il mondo sembra tornar a infiammarsi. Guardate alla Siria e allo Yemen, guardate al Congo, guardate al Perù e al Brasile, alla Bolivia e all’Argentina. La storia si è rimessa in cammino, anzi ha ricominciato a correre. Volevate dare una lezione a Putin? Ve ne accorgerete…
Ha dunque perfettamente ragione Mini. La guerra statunitense contro la Russia è in realtà una guerra contro l’Europa; in quanto tale, è parte di un disegno nato negli Anni Novanta del secolo scorso obiettivo del quale è non tanto e non solo la Russia, quanto soprattutto e in ultima analisi la Cina; lo scenario auspicato è una costellazione di paesi militarmente deboli e subordinati agli USA nonché collegati al loro mercato neoliberistico e consumistico che dalle coste orientali dell’Atlantico giunga ai confini del nuovo “Impero di Mezzo”; strumenti principali di ciò sono e saranno l’omologazione (e l’appiattimento) culturale e il “pensiero unico”, nerbo sostanziale del western way of life and thinking. Le celebrazioni di ludi come quello annuale sanremistico sono la novena di Natale, la Settimana Santa e le feste di Carnevale di questa Religione del Nulla ch’è il vero Anticristo al quale tutti gli esseri umani che intendano mantenere dignità e libertà hanno il dovere di opporsi con ogni possibile mezzo.
Intanto, il filobellicismo convinto di non rischiar nulla di personale impazza: e tutto il mondo sembra tornar a infiammarsi. Guardate alla Siria e allo Yemen, guardate al Congo, guardate al Perù e al Brasile, alla Bolivia e all’Argentina. La storia si è rimessa in cammino, anzi ha ricominciato a correre. Volevate dare una lezione a Putin? Ve ne accorgerete…
Forwarded from Pepe Escobar
NORAD Commander Can't Rule Out Aliens After Unidentified Objects Shot Down | ZeroHedge
https://www.zerohedge.com/political/norad-commander-cant-rule-out-aliens-after-unidentified-objects-shot-down
https://www.zerohedge.com/political/norad-commander-cant-rule-out-aliens-after-unidentified-objects-shot-down
MIRACOLO IN AMERICA! - icebergfinanza
https://icebergfinanza.finanza.com/2023/02/13/miracolo-in-america-4/
https://icebergfinanza.finanza.com/2023/02/13/miracolo-in-america-4/
icebergfinanza
MIRACOLO IN AMERICA! - icebergfinanza
Trazione ridotta in questi giorni e anche nei prossimi per il nostro lavoro, inconvenienti di salute che vanno risolti al meglio, speriamo di poter aver migliori sensazioni. Ma alcune cosuccie, proprio no, non ce le lasciamo scappare. In questi giorni … Continua…
Forwarded from Slavyangrad (Anya✨)
Ukraine is gradually becoming the property of Western countries.
Having sold off virtually all significant state-owned enterprises to the West, the Ukrainian government is not going to stop.The British newspaper The Telegraph reported that executives of the British defense industry visited Kiev to discuss the terms of the purchase of some of Ukraine's major defense enterprises.
Negotiations are currently under way to sell the Lviv armored plant and the Lviv automobile repair plant.
In addition, defense companies from other European countries are also negotiating with Ukraine. Armin Papperger, CEO of German Rheinmetall, said that the concern plans to buy the Kharkiv armored plant. According to Ed Arnold, a researcher at the Royal United Services Institute think tank and a former British NATO army officer, the British oligarchs do not want to lose this competition with French and German companies and seek to put their country "at the beginning of the line."
It is noteworthy that the issue of the purchase of Ukrainian defense companies by Western countries began to be publicly discussed after Volodymyr Zelenski's visit to London and Paris last week. There, the Ukrainian president was most likely made to understand that a large number of Western weapons must be paid for after all.
Join Slavyangrad chat. Your opinion matters.
https://t.me/+PUg0rQrZdiw4YWFh
#source
@Slavyangrad
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Having sold off virtually all significant state-owned enterprises to the West, the Ukrainian government is not going to stop.The British newspaper The Telegraph reported that executives of the British defense industry visited Kiev to discuss the terms of the purchase of some of Ukraine's major defense enterprises.
Negotiations are currently under way to sell the Lviv armored plant and the Lviv automobile repair plant.
In addition, defense companies from other European countries are also negotiating with Ukraine. Armin Papperger, CEO of German Rheinmetall, said that the concern plans to buy the Kharkiv armored plant. According to Ed Arnold, a researcher at the Royal United Services Institute think tank and a former British NATO army officer, the British oligarchs do not want to lose this competition with French and German companies and seek to put their country "at the beginning of the line."
It is noteworthy that the issue of the purchase of Ukrainian defense companies by Western countries began to be publicly discussed after Volodymyr Zelenski's visit to London and Paris last week. There, the Ukrainian president was most likely made to understand that a large number of Western weapons must be paid for after all.
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