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Forwarded from Difendersi Ora - Avv. Fusillo (Alessandro Fusillo)
ANCORA SULLE MULTE OVER 50
Sta facendo il giro della rete una sentenza di annullamento di un avviso di addebito del Giudice di Pace di Velletri. 
Le sentenze hanno effetto solo per le parti del processo. Pertanto, la sentenza di Velletri riguarda solo il ricorrente e l’avviso di addebito impugnato. Chi ha affermato che “crolla tutto” dà un’informazione errata. 
Ora, anche se qualsiasi annullamento delle indegne multe ai non vaccinati sia da salutare con favore, la sentenza di Velletri appare alquanto confusa. La motivazione si limita ad un solo punto e cioè che AdER non sarebbe competente ad irrogare la sanzione perché la competenza apparterrebbe al Ministero della Salute. La terminologia è impropria (la sentenza parla di legittimazione attiva mentre si tratta di competenza) e la tesi sostenuta dal giudice di pace è errata. 
Vediamo perché. L’art. 4 sexies, comma 3, del DL 44/2021 dice testualmente che “l'irrogazione della sanzione è effettuata dal Ministero della salute per il tramite dell'Agenzia delle entrate-Riscossione”. Non è vero, quindi, che AdER sia incompetente e, comunque, la questione delle multe riguarda un tema di principio, l’autodeterminazione sanitaria, non un problema burocratico di suddivisione di competenze. 
Taluni hanno affermato che la sentenza confermerebbe la correttezza dell’applicazione del rito delle opposizioni a sanzione amministrativa. Anche questo è errato. La sentenza non dice nulla perché il giudice non si è posto il problema. Se avesse fatto qualche ricerca avrebbe constatato che l’art. 4 sexies, comma 6 espressamente prevede che AdER “provvede, in deroga alle disposizioni contenute nella legge 689/1981, mediante la notifica di un avviso di addebito, con valore di titolo esecutivo.” “In deroga” significa che non si applica la legge 689/1981 e il procedimento di opposizione a sanzione amministrativa. Pertanto, non si applica nemmeno il termine di trenta giorni per l’impugnazione delle sanzioni amministrative, come è evidente dal testo degli avvisi di addebito che di questo termine non fanno menzione.  
I giudici di pace, che sono migliaia, decideranno ogni volta sulla base della loro individuale sensibilità e cultura giuridica. Ad oggi gli annullamenti che ci sono stati non entrano nel merito dell’aggressione dello stato all’integrità corporale dei cittadini e del principio di autodeterminazione sanitaria. Questa è la partita che si sta giocando. Mentre si fa un gran parlare della modesta sentenza del giudice di pace di Velletri sta passando sotto silenzio una sentenza del Tribunale di Napoli che ha demolito le sentenze della Consulta dichiarando illegittimo l’obbligo di vaccinazione dei militari. 
L’impugnazione degli avvisi di addebito prima del 1° luglio 2023 è un’iniziativa inutile. Anzitutto le sentenze sono appellabili – e in appello non ci si potrà difendere da soli, ma sarà necessaria l’assistenza di un avvocato –, per cui occorre vedere se AdER ricorrerà in appello. In secondo luogo, le multe sono sospese, non c’è rischio di esecuzione forzata e gli avvisi di addebito non vanno pagati. Inoltre, qualunque causa è connessa al rischio di perderla e di condanna alle spese per cui prima di assumersi il pericolo di una causa è bisogna essere certi che si tratti di un’iniziativa necessaria. Io non penso sia corretto consigliare alle persone di rischiare inutilmente. Ad oggi è meglio attendere e verificare se il governo manterrà la promessa di annullare le multe. Se non lo farà ci sarà tempo per impugnare gli avvisi di addebito. Infatti, molti giudici di pace stanno rinviando le cause a dopo il 30 giugno per verificare se l’annullamento definitivo sarà stato attuato per legge. Quando e se arriverà il momento, metterò a disposizione di tutti gratuitamente i modelli di impugnazione e le istruzioni necessarie per impugnare gli avvisi di addebito.
Forwarded from Attività Solare - Dinamiche Solari (Attivitasolare)
23 Marzo 2023
IL RADDOPPIO DELLE EMISSIONI DI CO2 PORTEREBBE MAGGIORI VANTAGGI CHE SVANTAGGI
Enzo Ragusa

Di Ronald van Amelroy – 12 Febbraio 2023 “Il Green Deal dell’UE, che mira a rendere l’Europa ‘climaticamente neutra’ entro il 2050, non è necessario. Se non vengono prese misure per ridurre le emissioni di CO2, la temperatura sulla Terra aumenterà di solo 0,2 gradi Celsius entro il 2050. I Paesi Bassi sarebbero responsabili…

https://www.attivitasolare.com/il-raddoppio-delle-emissioni-di-co2-porterebbe-maggiori-vantaggi-che-svantaggi/
https://movisol.org/sono-i-derivati-la-causa-del-crac-finanziario-in-corso/
Quello che era cominciato con una banca relativamente piccola in California e non avrebbe dovuto rappresentare alcuna minaccia per il sistema finanziario, si è trasmesso ad un istituto “sistemicamente rilevante” come Credit Suisse, dimostrando di essere esattamente ciò che avevamo ammonito: un precursore del collasso finanziario globale. Aggravata da quindici anni di espansione monetaria, la bolla globale del debito è cresciuta e l’aumento dei tassi di interesse, giustificato dalla presunta lotta all’inflazione, ha innescato una potenziale reazione a catena di fallimenti bancari.
E come avevamo previsto, le banche centrali si sono affannate ad iniettare liquidità nel sistema, al diavolo la stretta monetaria. Gli oltre 700 miliardi di dollari distribuiti dalle banche centrali la scorsa settimana non basteranno a coprire il buco che si allarga, mentre il contagio si diffonde nel sistema.
Come conseguenza della fine di Credit Suisse, il mercato delle obbligazioni subordinate, i cosiddetti titoli AT1 (Additional-Tier 1) o “co-co” (contingent-convertible) è entrato in fibrillazione. Questi titoli furono creati dopo la crisi del 2008 come cuscinetto da sacrificare in caso di crisi bancaria, nella speranza di risparmiare un salvataggio alle finanze pubbliche. I possessori sono consapevoli del rischio, ma sono attratti dalla rendita elevata.
Ben più grande del mercato AT1 (circa 275 miliardi di dollari) è quello dei derivati, il cui valore nozionale si aggira sui 2 milioni di miliardi (globale). Quando le banche iniziano a fallire e si moltiplicano le insolvenze, l’effetto temuto non è quello semplice delle pedine del domino, che cadono una dopo l’altra, ma è quello di una versione finanziaria della reazione a catena termonucleare, come spiegava spesso Lyndon LaRouche. In altre parole, i titoli di debito semplici sono il detonatore, ma la bomba sono i derivati, la cui carica esplosiva è oltre un ordine di grandezza superiore a quella del debito sottostante.
Credit Suisse aveva un rapporto derivati-attivi molto alto: 28 a 1. Le sue controparti negli accordi derivati sono le megabanche americane. Ecco perché le pressioni per salvare CS sono giunte da oltre Atlantico, dove quattro banche possiedono l’89% dell’intera esposizione in derivati (173 mila miliardi di dollari). Queste banche sono (dati della fine 2022):
JP Morgan Chase: 54,3 mila miliardi di derivati e 3,3 mila miliardi di attivi – rapporto di 16 a 1;
Goldman Sachs: 51 mila miliardi di derivati a 0,5 mila miliardi di attivi – rapporto di 99 a 1:
Citibank: 46 mila miliardi di derivati e 1,7 mila miliardi di attivi – rapporto di 27 a 1;
Bank of America: 21,6 mila miliardi di derivati e 2,4 mila miliardi di attivi – rapporto di 9 a 1.
In Cina, dove secondo gli analisti occidentali il sistema bancario sarebbe dovuto crollare sotto il peso della bolla immobiliare, le banche hanno attivi per 19 mila miliardi e derivati per soli 7 mila miliardi, un rapporto di 0,4 a 1. In Cina vige la separazione tra banche commerciali e banche d’affari.

Pubblichiamo un interessante video di 7 minuti: Dennis Small, esperto economico dell’EIR, spiega come una zecca (tick) di 173.000 miliardi di dollari di derivati (solo le 4 megabanche USA) stia succhiando il sangue del povero cane dell’economia americana, mentre il rapporto tra derivati ed economia reale è ben diverso in Cina.