Forwarded from The General
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MAJORIE TAYLOR GREENE: "If we release all the J6 tapes widely for the public, we would endanger many Americans who were simply standing on the Capitol grounds, maybe never even walked through the Capitol or committed any crimes. Soros groups dox these people then give their information to the FBI.”
@GeneralMCNews
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Un articolo stupendo di Leon Zingales che ci racconta come battere il nichilismo dei nostri giorni contemplando la Bellezza. Ve lo consiglio.... https://www.canalesicilia.it/la-bellezza-salvera-il-mondo/
CanaleSicilia
La Bellezza salverà il mondo - CanaleSicilia
Il lavoro da Dirigente scolastico mi ha fatto comprendere innanzitutto una cosa: l’importanza del silenzio e della contemplazione. di Leon Zingales -
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Negli ultimi giorni la guerra si è allargata e si è pericolosamente avvicinata all'Italia: in Kossovo le rivolte scoppiate hanno portato al ferimento di 14 nostri soldati, Alpini del 9° reggimento L’ Aquila, mentre sul Lago Maggiore due agenti della nostra intelligence sono morti, ufficialmente in un naufragio, sulla cui natura "casuale" però si addensano sospetti e dubbi.
Ma oltre alla guerra arriva la carestia, con Kerry e altri potenti globali che ci spiegano che si deve diminuire la produzione agricola per evitare il riscaldamento globale. E mentre in occidente aumenta la rabbia popolare la censura si fa più soffocante e Twitter rischia la chiusura https://www.youtube.com/watch?v=aHh5-6FPdvI
Ma oltre alla guerra arriva la carestia, con Kerry e altri potenti globali che ci spiegano che si deve diminuire la produzione agricola per evitare il riscaldamento globale. E mentre in occidente aumenta la rabbia popolare la censura si fa più soffocante e Twitter rischia la chiusura https://www.youtube.com/watch?v=aHh5-6FPdvI
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Kossovo e Lago Maggiore: ora tocca a noi?
Negli ultimi giorni la guerra si è allargata e si è pericolosamente avvicinata all'Italia: in Kossovo le rivolte scoppiate hanno portato al ferimento di 14 nostri soldati, Alpini del 9° reggimento L’ Aquila, mentre sul Lago Maggiore due agenti della nostra…
Forwarded from l'AntiDiplomatico
🟥Il Global Times (organo ufficiale del Partito Comunista cinese) commenta così il discorso del Segretario alla Difesa Austin al Dialogo di Shangri-La
A Pechino, il tempo della diplomazia sembra davvero finito
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-global_times_impossibile_che_i_legami_militari_usacina_seguano_il_percorso_tracciato_da_washington/39602_49866/
A Pechino, il tempo della diplomazia sembra davvero finito
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-global_times_impossibile_che_i_legami_militari_usacina_seguano_il_percorso_tracciato_da_washington/39602_49866/
www.lantidiplomatico.it
Global Times: "Impossibile che i legami militari Usa-Cina seguano il percorso tracciato da Washington"
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
Forwarded from liberaveritas✨
🇺🇦🇵🇱L'atteggiamento nei confronti dei rifugiati ucraini in Polonia sta cambiando in peggio.
🔻I polacchi sono stanchi, e dubitano che abbiano bisogno di aiuto..Ne scrive Euractiv, riferendosi al rapporto dell'Istituto economico polacco "Polacchi e ucraini, i problemi dell'integrazione dei rifugiati".
🔻Se all'inizio del conflitto fino all'84% degli abitanti della Polonia riteneva che i profughi ucraini avessero bisogno di aiuto, dopo pochi mesi questa cifra è scesa al 50% - Secondo gli ultimi dati, il 56% dei polacchi intervistati, continua ad aiutare gli ucraini, mentre il 44% ha smesso di farlo..
🔻L'analista Łukasz Baszczak, ha attribuito il calo ad aiutare i rifugiati alla "stanchezza della compassione". Secondo lui, una diminuzione del desiderio di sostenere i bisognosi, può verificarsi in caso di crisi a lungo termine, e in assenza di informazioni sulla possibile fine del conflitto.
🔻Gli stessi ucraini, con il loro comportamento, respingono il più possibile gli europei che li aiutano..
@liberaveritas✨
🔻I polacchi sono stanchi, e dubitano che abbiano bisogno di aiuto..Ne scrive Euractiv, riferendosi al rapporto dell'Istituto economico polacco "Polacchi e ucraini, i problemi dell'integrazione dei rifugiati".
🔻Se all'inizio del conflitto fino all'84% degli abitanti della Polonia riteneva che i profughi ucraini avessero bisogno di aiuto, dopo pochi mesi questa cifra è scesa al 50% - Secondo gli ultimi dati, il 56% dei polacchi intervistati, continua ad aiutare gli ucraini, mentre il 44% ha smesso di farlo..
🔻L'analista Łukasz Baszczak, ha attribuito il calo ad aiutare i rifugiati alla "stanchezza della compassione". Secondo lui, una diminuzione del desiderio di sostenere i bisognosi, può verificarsi in caso di crisi a lungo termine, e in assenza di informazioni sulla possibile fine del conflitto.
🔻Gli stessi ucraini, con il loro comportamento, respingono il più possibile gli europei che li aiutano..
@liberaveritas✨
🇺🇦🇷🇺 TIME (2014): MOLTI UCRAINI VOGLIONO L'INVASIONE DELLA RUSSIA
"Per molti in Ucraina, un'invasione militare russa su larga scala sarebbe come una liberazione. ... Centinaia di migliaia di persone si sono riunite per accogliere il discorso del Cremlino di proteggere gli ucraini filorussi dalla rivoluzione che ha portato al potere un nuovo governo la settimana scorsa. Finora la protezione si è concretizzata nel controllo militare russo della regione meridionale della Crimea, ma sabato il presidente russo Vladimir Putin ha ottenuto l'approvazione parlamentare per un ampio intervento militare in Ucraina. Quando la notizia si è diffusa, in almeno quattro grandi città dell'Ucraina orientale gli abitanti sono saliti sui tetti degli edifici governativi e hanno sostituito la bandiera ucraina con il tricolore russo." -Fonte
Dal 2014 era già chiaro a tutti ciò che stava succedendo. Ora invece si fingono scemi: "attacco immotivato", "azione di un pazzo al comando della Russia". Strano, vero?
Segui 👉@ComitatoDonbass
"Per molti in Ucraina, un'invasione militare russa su larga scala sarebbe come una liberazione. ... Centinaia di migliaia di persone si sono riunite per accogliere il discorso del Cremlino di proteggere gli ucraini filorussi dalla rivoluzione che ha portato al potere un nuovo governo la settimana scorsa. Finora la protezione si è concretizzata nel controllo militare russo della regione meridionale della Crimea, ma sabato il presidente russo Vladimir Putin ha ottenuto l'approvazione parlamentare per un ampio intervento militare in Ucraina. Quando la notizia si è diffusa, in almeno quattro grandi città dell'Ucraina orientale gli abitanti sono saliti sui tetti degli edifici governativi e hanno sostituito la bandiera ucraina con il tricolore russo." -Fonte
Dal 2014 era già chiaro a tutti ciò che stava succedendo. Ora invece si fingono scemi: "attacco immotivato", "azione di un pazzo al comando della Russia". Strano, vero?
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Forwarded from ilFACCOquotidiano (Leonardo Evaso Facco)
Il Kosovo che riesplode per i disastri della Nato
Massimo Fini
30 maggio
A ottobre ho pubblicato sul Fatto Quotidiano un articolo intitolato “In Jugoslavia riesploderà la polveriera”. Sono stato facile profeta.
A sei mesi di distanza a innescare delle polveri che aspettavano solo di prendere fuoco sono stati stolidamente i kosovari. Lo scorso aprile c’erano state nel nord del Kosovo, nazione mai riconosciuta dalla Serbia e da altri 91 Stati del mondo fra cui la Russia, elezioni comunali nei paesi di Leposavic, Zubin, Potok e Zvecan.
Non riconoscendo il Kosovo, i serbi della regione avevano disertato le urne tanto che al voto era andato solo il 3% della popolazione. Il che voleva semplicemente dire che in quella regione del Paese il 97% della popolazione era serba e solo il 3% kosovara/albanese.
Ma il governo fantoccio di Pristina, lo definisco tale perché è stato imposto dagli americani dopo l’illegittima aggressione alla Serbia del 1999 (l’Onu si era detta esplicitamente contraria), ha voluto ugualmente insediare i sindaci.
Da qui sono nati scontri furibondi fra i serbi e l’esercito “regolare” di Pristina con un bilancio di numerosi feriti da entrambe le parti che è ancora da definire. Ieri, a fare le spese del nuovo incendio, sono state le truppe della forza Nato in Kosovo, con il ferimento di 41 militari, di cui 11 sono alpini italiani.
Dubito molto che i serbi si fermeranno qui.
Se solo la guerra in Ucraina dovesse volgere a favore della Russia, i serbi – che sono storicamente alleati dei russi per ragioni che non sono solo politiche ma anche culturali ed etniche (sono entrambi popoli slavi e Jugoslavia sta a designare letteralmente gli “slavi del sud”) – potrebbero non esitare a togliersi quella dolorosa spina nel cuore rappresentata dal Kosovo che è considerato storicamente “la culla della Nazione serba”.
L’atteggiamento del campione serbo Djokovic (“il Kosovo è serbo e rimarrà per sempre serbo”) che oltre a essere un grande tennista e persona educatissima e un uomo di grande cultura, che non ha nei suoi geni la ferocia di quasi tutti i suoi connazionali che sono per questo considerati, sul terreno, i migliori combattenti del mondo (vedi Maledetta Sarajevo di Francesco Battistini e Marzio Mian che tratta della guerra nella ex Jugoslavia combattuta con belluini corpo a corpo e non a forza di missili e droni) non lascia adito a dubbi.
Mutato il quadro geopolitico mondiale potrebbe entrare in gioco anche la Cina di cui nei bombardamenti del 1999 su Belgrado gli americani riuscirono a colpire, nel loro consueto ‘ndo cojo cojo, l’ambasciata. Non a caso, qualche mese fa la Cina ha fornito alla Serbia sei aerei militari Y-20 da trasporto strategico. Questa fornitura è avvenuta alla luce del sole, ma è molto probabile che altre armi siano state fornite dai cinesi alla Serbia e che altre ancora potrebbero arrivarne in seguito.
L’ordine in Kosovo/Serbia è mantenuto ora dalla Nato, ma la Nato è impegnata su un’infinità di fronti molto più interessanti per gli Stati Uniti e potrebbe sganciarsi dallo scacchiere balcanico che non gli dà alcuna utilità concreta e nello stesso tempo è una spina nel fianco per l’Unione europea e in particolare per l’Italia perché nei Balcani oggi, dopo la guerra del 1999, predomina la componente islamica con annesse cellule Isis che, a un centinaio di chilometri da noi, sono pronte a colpire appena se ne presenti l’occasione.
Ma la questione Kosovo è solo un assaggio. Presto, io credo, esploderà la Bosnia, uno Stato inesistente e mai esistito, tenuto insieme con lo sputo, vale a dire ancora dalla Nato e con una forza europea, chiamiamola così, sul campo, con presidente un islamico e dove i serbi sono ridotti a un’enclave.
Credo che i serbi di Bosnia o muoveranno guerra ai croati di Bosnia e agli islamici di Bosnia o più probabilmente si uniranno alla contigua Serbia.
I Balcani sono stati storicamente l’autentica polveriera d’Europa. L’Ucraina, in fondo, è solo un incidente di percorso.
Massimo Fini
30 maggio
A ottobre ho pubblicato sul Fatto Quotidiano un articolo intitolato “In Jugoslavia riesploderà la polveriera”. Sono stato facile profeta.
A sei mesi di distanza a innescare delle polveri che aspettavano solo di prendere fuoco sono stati stolidamente i kosovari. Lo scorso aprile c’erano state nel nord del Kosovo, nazione mai riconosciuta dalla Serbia e da altri 91 Stati del mondo fra cui la Russia, elezioni comunali nei paesi di Leposavic, Zubin, Potok e Zvecan.
Non riconoscendo il Kosovo, i serbi della regione avevano disertato le urne tanto che al voto era andato solo il 3% della popolazione. Il che voleva semplicemente dire che in quella regione del Paese il 97% della popolazione era serba e solo il 3% kosovara/albanese.
Ma il governo fantoccio di Pristina, lo definisco tale perché è stato imposto dagli americani dopo l’illegittima aggressione alla Serbia del 1999 (l’Onu si era detta esplicitamente contraria), ha voluto ugualmente insediare i sindaci.
Da qui sono nati scontri furibondi fra i serbi e l’esercito “regolare” di Pristina con un bilancio di numerosi feriti da entrambe le parti che è ancora da definire. Ieri, a fare le spese del nuovo incendio, sono state le truppe della forza Nato in Kosovo, con il ferimento di 41 militari, di cui 11 sono alpini italiani.
Dubito molto che i serbi si fermeranno qui.
Se solo la guerra in Ucraina dovesse volgere a favore della Russia, i serbi – che sono storicamente alleati dei russi per ragioni che non sono solo politiche ma anche culturali ed etniche (sono entrambi popoli slavi e Jugoslavia sta a designare letteralmente gli “slavi del sud”) – potrebbero non esitare a togliersi quella dolorosa spina nel cuore rappresentata dal Kosovo che è considerato storicamente “la culla della Nazione serba”.
L’atteggiamento del campione serbo Djokovic (“il Kosovo è serbo e rimarrà per sempre serbo”) che oltre a essere un grande tennista e persona educatissima e un uomo di grande cultura, che non ha nei suoi geni la ferocia di quasi tutti i suoi connazionali che sono per questo considerati, sul terreno, i migliori combattenti del mondo (vedi Maledetta Sarajevo di Francesco Battistini e Marzio Mian che tratta della guerra nella ex Jugoslavia combattuta con belluini corpo a corpo e non a forza di missili e droni) non lascia adito a dubbi.
Mutato il quadro geopolitico mondiale potrebbe entrare in gioco anche la Cina di cui nei bombardamenti del 1999 su Belgrado gli americani riuscirono a colpire, nel loro consueto ‘ndo cojo cojo, l’ambasciata. Non a caso, qualche mese fa la Cina ha fornito alla Serbia sei aerei militari Y-20 da trasporto strategico. Questa fornitura è avvenuta alla luce del sole, ma è molto probabile che altre armi siano state fornite dai cinesi alla Serbia e che altre ancora potrebbero arrivarne in seguito.
L’ordine in Kosovo/Serbia è mantenuto ora dalla Nato, ma la Nato è impegnata su un’infinità di fronti molto più interessanti per gli Stati Uniti e potrebbe sganciarsi dallo scacchiere balcanico che non gli dà alcuna utilità concreta e nello stesso tempo è una spina nel fianco per l’Unione europea e in particolare per l’Italia perché nei Balcani oggi, dopo la guerra del 1999, predomina la componente islamica con annesse cellule Isis che, a un centinaio di chilometri da noi, sono pronte a colpire appena se ne presenti l’occasione.
Ma la questione Kosovo è solo un assaggio. Presto, io credo, esploderà la Bosnia, uno Stato inesistente e mai esistito, tenuto insieme con lo sputo, vale a dire ancora dalla Nato e con una forza europea, chiamiamola così, sul campo, con presidente un islamico e dove i serbi sono ridotti a un’enclave.
Credo che i serbi di Bosnia o muoveranno guerra ai croati di Bosnia e agli islamici di Bosnia o più probabilmente si uniranno alla contigua Serbia.
I Balcani sono stati storicamente l’autentica polveriera d’Europa. L’Ucraina, in fondo, è solo un incidente di percorso.
Forwarded from Saker Italia
Il numero di proposte per la vendita di armi occidentali dall'Ucraina sul dark web è in aumento.
I venditori sono pronti a consegnare l'acquisto anche ai cartelli messicani, che stanno già utilizzando armi anticarro americane dall'Ucraina contro i loro concorrenti e le forze di sicurezza locali.
https://t.me/vorposte/41043
I venditori sono pronti a consegnare l'acquisto anche ai cartelli messicani, che stanno già utilizzando armi anticarro americane dall'Ucraina contro i loro concorrenti e le forze di sicurezza locali.
https://t.me/vorposte/41043
Telegram
Форпост
🇺🇦🇷🇺 В даркнете увеличивается количество предложений о продаже западного оружия из Украины.
Продавцы готовы доставить покупку даже мексиканским картелям, которые уже применяют американские РПГ из Украины против своих конкурентов и местных силовиков.
@vorposte
Продавцы готовы доставить покупку даже мексиканским картелям, которые уже применяют американские РПГ из Украины против своих конкурентов и местных силовиков.
@vorposte