Forwarded from O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
Il Rappresentante Permanente della Bielorussia presso le Nazioni Unite ha dichiarato che Minsk e gli Stati Uniti stanno discutendo la normalizzazione delle relazioni con la piena ripresa delle attività delle ambasciate.
Fonte: RIA Novosti
Fonte: RIA Novosti
Forwarded from O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
Il presidente iraniano Pezeshkian:
L'entità sionista non ha la capacità di osare attaccare l'Iran da sola.
L'entità sionista non ha la capacità di osare attaccare l'Iran da sola.
Forwarded from Francesca Quibla
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In seguito all'attacco terroristico di oggi contro la chiesa di Sant'Elia a Damasco, individui non identificati hanno scarabocchiato l'agghiacciante messaggio "Il prossimo sei tu" sui muri della chiesa di Sant'Elia a Kfarbou, nella zona rurale di Hama.
Benvenuti nella Siria di Julani.
Marwa Osman
Benvenuti nella Siria di Julani.
Marwa Osman
Forwarded from O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
Moderni strumenti scientifici sono stati impiegati per trovare il bunker sotterraneo di Fordow in Iran, pare abbiano fallito
Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
L’ultima copertina(1°luglio '25) del Time mostra il leader iraniano Khamenei strappato
Esattamente come accadde con Gheddafi e Saddam, prima che gli Stati Uniti intervenissero.
Coincidenza? Anche quei Paesi, prima dell’invasione, non erano sotto il controllo del sistema bancario internazionale dominato da élite come i Rothschild.
E proprio allora, anche in quei casi, le copertine iniziarono ad anticipare la fine: volti modificati, rimossi, delegittimati.
Il nemico da eliminare prima viene normalizzato visivamente, poi fisicamente.
Prima si “libera” il popolo, poi si conquista il sistema bancario.
Ora l’Iran è uno degli ultimi baluardi ancora fuori da quel controllo. E guarda caso, proprio oggi, la crisi nello Stretto di Hormuz potrebbe far schizzare il petrolio oltre i 200 dollari al barile, trascinando Cina ed Europa nel tracollo finanziario previsto.
Stesso schema, solo attori diversi manovrati dalla stessa élite!
Esattamente come accadde con Gheddafi e Saddam, prima che gli Stati Uniti intervenissero.
Coincidenza? Anche quei Paesi, prima dell’invasione, non erano sotto il controllo del sistema bancario internazionale dominato da élite come i Rothschild.
E proprio allora, anche in quei casi, le copertine iniziarono ad anticipare la fine: volti modificati, rimossi, delegittimati.
Il nemico da eliminare prima viene normalizzato visivamente, poi fisicamente.
Prima si “libera” il popolo, poi si conquista il sistema bancario.
Ora l’Iran è uno degli ultimi baluardi ancora fuori da quel controllo. E guarda caso, proprio oggi, la crisi nello Stretto di Hormuz potrebbe far schizzare il petrolio oltre i 200 dollari al barile, trascinando Cina ed Europa nel tracollo finanziario previsto.
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Forwarded from 𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 - Italia
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L’IRAN MINACCIA DI TAGLIARE I RAPPORTI CON L’AIEA
Senza garanzie di imparzialità, il Parlamento iraniano sospenderà la cooperazione con l’Agenzia dell’ONU
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha annunciato che sarà presto discusso un disegno di legge per sospendere ogni forma di cooperazione con l’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Sospendere la cooperazione significa negare l’accesso agli ispettori internazionali e mettere fine a ogni forma di controllo sul programma nucleare iraniano.
Una mossa che segnerebbe uno strappo insanabile e potrebbe fornire ai nemici dell’Iran un nuovo pretesto per colpire.
In parole povere, l’Iran sta mandando un messaggio chiaro all’Occidente:
o si smette di giocare con due pesi e due misure, o salta il tavolo.
Senza garanzie di imparzialità, il Parlamento iraniano sospenderà la cooperazione con l’Agenzia dell’ONU
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha annunciato che sarà presto discusso un disegno di legge per sospendere ogni forma di cooperazione con l’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Sospendere la cooperazione significa negare l’accesso agli ispettori internazionali e mettere fine a ogni forma di controllo sul programma nucleare iraniano.
Una mossa che segnerebbe uno strappo insanabile e potrebbe fornire ai nemici dell’Iran un nuovo pretesto per colpire.
In parole povere, l’Iran sta mandando un messaggio chiaro all’Occidente:
o si smette di giocare con due pesi e due misure, o salta il tavolo.
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USA vs IRAN/ "Perché la guerra di Trump e Israele è fuori dalle regole del diritto internazionale"
https://www.ilsussidiario.net/news/usa-vs-iran-perche-la-guerra-di-trump-e-israele-e-fuori-dalle-regole-del-diritto-internazionale/2848875/
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IlSussidiario.net
USA vs IRAN/ "Perché la guerra di Trump e Israele è fuori dalle regole del diritto internazionale"
La guerra preventiva di Israele contro l’Iran e l’attacco Usa sono illegali e rappresentano un nuovo colpo alla credibilità dell’Occidente
Tiriamoci fuori
Con l’attacco ai siti nucleari di uno Stato sovrano, l’Iran, in base ad accuse false, Donald Trump rinnega la dottrina isolazionista “Maga”, la missione del suo primo mandato (quattro anni senza nuove guerre e con una vecchia in meno: quella in Afghanistan), la promessa elettorale di sostituire la diplomazia alle armi e il discorso di 40 giorni fa a Riad contro il mortifero cancro “neocon” che ha distrutto e insanguinato Paesi in giro per il mondo senza neppure sforzarsi di conoscerli.
E, se va avanti così, si candida a eguagliare i predecessori guerrafondai degli ultimi 30 anni, democratici e repubblicani. Ma questi sono fatti suoi e dei suoi elettori, ancora una volta vittime del partito della guerra e della lobby israeliana che sopravvivono nel deep state a ogni presidente, anche al più eccentrico. Poi ci sono i fatti nostri: di noi europei, che abbiamo tutto da perdere da un’America “gendarme del mondo”, visto che il conto delle sue scorribande lo paghiamo regolarmente noi.
Per ora non sappiamo se l’atto di terrorismo americano dell’altra notte resterà isolato, “una botta e via” per soddisfare le smanie di protagonismo di Trump e salvare la faccia a Netanyahu nell’ennesima guerra senza sbocchi, o se prelude a un nuovo Afghanistan o Iraq.
Non sappiamo cosa abbiano davvero distrutto i bombardieri Usa (pochino, secondo le prime indiscrezioni: un bel guaio per Israele, perché Washington sostiene di aver azzerato l’intero programma nucleare iraniano, delegittimando qualunque nuovo raid di Tel Aviv). E non sappiamo se, dietro i proclami infuocati, l’esile filo di comunicazione fra Usa e Iran si sia rotto o se i colloqui proseguano sottobanco: magari mediati da Putin, che ha buoni rapporti con Khamenei, ma anche con Trump e Bibi ed è tornato prepotentemente in gioco.
Sappiamo però due cose.
1) Questa palese violazione del diritto internazionale autorizza ex post Mosca a fare ciò che ha fatto in Ucraina e, in prospettiva, la Cina a papparsi Taiwan.
2) Senza attendere la fu Ue, l’Italia dovrebbe subito condannare gli atti di terrorismo americani e israeliani che ci mettono, in quanto alleati, nel mirino del terrorismo islamista.
Trovare le parole non è difficile. Basta copiare una qualsiasi dichiarazione degli ultimi tre anni contro Putin, sostituendo il suo nome con quelli di Netanyahu e di Trump.
(Marco Travaglio)
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Con l’attacco ai siti nucleari di uno Stato sovrano, l’Iran, in base ad accuse false, Donald Trump rinnega la dottrina isolazionista “Maga”, la missione del suo primo mandato (quattro anni senza nuove guerre e con una vecchia in meno: quella in Afghanistan), la promessa elettorale di sostituire la diplomazia alle armi e il discorso di 40 giorni fa a Riad contro il mortifero cancro “neocon” che ha distrutto e insanguinato Paesi in giro per il mondo senza neppure sforzarsi di conoscerli.
E, se va avanti così, si candida a eguagliare i predecessori guerrafondai degli ultimi 30 anni, democratici e repubblicani. Ma questi sono fatti suoi e dei suoi elettori, ancora una volta vittime del partito della guerra e della lobby israeliana che sopravvivono nel deep state a ogni presidente, anche al più eccentrico. Poi ci sono i fatti nostri: di noi europei, che abbiamo tutto da perdere da un’America “gendarme del mondo”, visto che il conto delle sue scorribande lo paghiamo regolarmente noi.
Per ora non sappiamo se l’atto di terrorismo americano dell’altra notte resterà isolato, “una botta e via” per soddisfare le smanie di protagonismo di Trump e salvare la faccia a Netanyahu nell’ennesima guerra senza sbocchi, o se prelude a un nuovo Afghanistan o Iraq.
Non sappiamo cosa abbiano davvero distrutto i bombardieri Usa (pochino, secondo le prime indiscrezioni: un bel guaio per Israele, perché Washington sostiene di aver azzerato l’intero programma nucleare iraniano, delegittimando qualunque nuovo raid di Tel Aviv). E non sappiamo se, dietro i proclami infuocati, l’esile filo di comunicazione fra Usa e Iran si sia rotto o se i colloqui proseguano sottobanco: magari mediati da Putin, che ha buoni rapporti con Khamenei, ma anche con Trump e Bibi ed è tornato prepotentemente in gioco.
Sappiamo però due cose.
1) Questa palese violazione del diritto internazionale autorizza ex post Mosca a fare ciò che ha fatto in Ucraina e, in prospettiva, la Cina a papparsi Taiwan.
2) Senza attendere la fu Ue, l’Italia dovrebbe subito condannare gli atti di terrorismo americani e israeliani che ci mettono, in quanto alleati, nel mirino del terrorismo islamista.
Trovare le parole non è difficile. Basta copiare una qualsiasi dichiarazione degli ultimi tre anni contro Putin, sostituendo il suo nome con quelli di Netanyahu e di Trump.
(Marco Travaglio)
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Forwarded from The General
BREAKING: U.S. officials believe Iran may be preparing to begin laying mines in the Strait of Hormuz.
@GeneralMCNews
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Forwarded from Angelo Gambella
Lancio di missili iraniani verso la base USA di Doha.
Missili intercettati dalla difesa antiaerea.
Per il New York Times e Axios, l''Iran avrebbe avvisato il Qatar dell'imminente attacco di rappresaglia alla base aerea USA per minimizzare i danni collaterali.
Donald Trump è attualmente nella Situation Room con il segretario alla difesa Pete Hegseth ed alti ufficiali.
Le basi USA della regione restano in allerta.
Missili intercettati dalla difesa antiaerea.
Per il New York Times e Axios, l''Iran avrebbe avvisato il Qatar dell'imminente attacco di rappresaglia alla base aerea USA per minimizzare i danni collaterali.
Donald Trump è attualmente nella Situation Room con il segretario alla difesa Pete Hegseth ed alti ufficiali.
Le basi USA della regione restano in allerta.
Forwarded from The General
BREAKING: President Trump plans to make it clear to Netanyahu — the goal is a deal, not another war.
@GeneralMCNews
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