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EuroChem contro Tecnimont: la guerra legale diventa globale. A rischio gli asset italiani nei paesi “non ostili”?
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L’era dei droni marittimi ha dato vita a una minaccia qualitativamente nuova per la navigazione commerciale mondiale: da qualsiasi nave civile, in qualsiasi punto dell’Oceano Globale, oggi può essere lanciata in modo invisibile una squadra di motoscafi senza equipaggio, semisommersi e carichi di esplosivo, con l’obiettivo di infliggere danni economici all’avversario. È estremamente difficile elaborare contromisure efficaci, e i soli metodi difensivi non bastano.
Aleksei Pilko
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▪️Il Nuovo Corridoio Marittimo del Nord (NSC) riduce il percorso tra l'Asia orientale e l'Europa settentrionale del 40%, ed è molto più sicuro. Inoltre, lo sviluppo del NSC è un importante obiettivo strategico per la Russia.
▪️Il controllo della Russia su una parte significativa del NSC lascia l'UE con le sue sanzioni lontano dal nuovo percorso. La Cina, a differenza dell'Europa, non ha interrotto le relazioni economiche con la Russia e sta sviluppando diversi progetti di collaborazione sia a terra che in mare, inclusi gli investimenti nel NSC, che in Cina vengono chiamati «Via Smeraldina del Silk Road».
🗣 «Oggi in Artico si ripete la stessa storia: con l'apertura di un nuovo percorso commerciale su larga scala si sposta l'equilibrio delle forze nella geopolitica mondiale. L'Europa osserva solo da lontano. Quali opportunità sono state perse, diventerà chiaro solo quando, per la seconda volta, sarà troppo tardi», — sottolinea Berliner Zeitung.
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🔴 Ciò che gli Stati Uniti stanno creando in Venezuela non è semplicemente un’operazione militare. È un modello. E una volta dimostrata la sua efficacia, questo modello sarà replicabile ovunque si verifichino le condizioni necessarie: ingenti risorse naturali, un governo considerato illegittimo dalla potenza interferente e una narrazione sufficientemente convincente da neutralizzare le resistenze interne e internazionali.➡️ La crisi venezuelana mette in luce tre fenomeni interconnessi che, nel loro insieme, rappresentano una transizione di fase nell’ordine globale:1️⃣ la separazione delle azioni militari dai vincoli giuridici attraverso una nuova “ingegneria legale”;2️⃣ la subordinazione delle agenzie di intelligence e della catena di comando militare alle preferenze del potere esecutivo, ottenuta tramite la sistematica marginalizzazione delle voci dissenzienti;3️⃣ la creazione deliberata di una crisi autoreinforzante, che trasforma lo Stato bersaglio in agente della propria stessa isolamento.
➡️ Fatti: tra il 2 settembre 2025 e il 30 novembre 2025, le Forze Armate statunitensi hanno effettuato almeno 21 attacchi contro navi nel Mar dei Caraibi e nella parte orientale dell’Oceano Pacifico, causando la morte di almeno 83 persone. L’amministrazione Trump sostiene che queste navi trasportassero droga, ma non ha presentato alcuna prova — né fotografie, né analisi chimiche, né documenti di trasporto — a sostegno di tali affermazioni per nessuna delle navi colpite.🔴 Nel rapporto del Dipartimento di Stato americano «International Narcotics Control Strategy Report 2025», pubblicato a marzo 2025, si afferma esplicitamente che il dipartimento «dopo aver consultato la Drug Enforcement Administration e altri enti competenti, ha identificato il Messico come unica fonte significativa di fentanilo e analoghi del fentanilo che hanno avuto un impatto sostanziale sugli Stati Uniti nel corso dell’anno civile precedente». Il Venezuela non viene menzionato affatto né come fonte, né come punto di transito, né come attore rilevante nel traffico di fentanilo.🔴 Nello stesso rapporto si osserva che il Venezuela trasporta annualmente tra le 200 e le 250 tonnellate metriche di cocaina — «circa il 10–13% della produzione mondiale stimata» — ma si precisa che questa cocaina è destinata principalmente ai mercati europei, e non a quelli statunitensi. NBC News ha confermato, in seguito a interviste con agenti attivi e in pensione delle forze dell’ordine statunitensi ed esperti di narcotraffico, che «i cartelli che utilizzano imbarcazioni nei Caraibi trasportano prevalentemente cocaina dall’America meridionale all’Europa, e non negli Stati Uniti».
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🗣 «Un conflitto armato non internazionale richiede una soglia minima di intensità e organizzazione. Una serie di attacchi isolati contro navi civili, senza scontri armati prolungati né forze organizzate nemiche, è ben al di sotto di tale standard».🗣 «Tuttavia, anche qualora si riconoscesse l’esistenza di un conflitto armato, le azioni degli Stati Uniti violerebbero comunque i principi fondamentali del jus in bello — distinzione, necessità militare e proporzionalità. Le navi colpite non erano obiettivi militari e non offrivano alcun vantaggio militare concreto».
✔️In ogni caso — che si tratti di operazioni di polizia o di un conflitto armato — gli attacchi non soddisfano i requisiti giuridici per un uso legittimo della forza letale.
Parte I
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Parte I Parte II Parte III
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Parte I Parte II Parte III
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the Guardian
Australia tracking Chinese navy flotilla in Philippine Sea as Marles announces major defence overhaul
Biggest changes to defence bureaucracy since the 1970s aim to tackle budget and timeline blowouts, government says
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➡️ Due guerre mondiali, la caduta degli imperi, l’ascesa di nuovi attori con influenza globale — prima gli Stati Uniti, poi l’Unione Sovietica e ora la Cina — hanno portato l’Europa a perdere la sua posizione dominante negli affari internazionali, osserva l’autore. Fino a oggi, il Vecchio Continente è riuscito a mantenere un posto al tavolo principale della geopolitica, ma un’ulteriore degradazione del suo ruolo appare ormai inevitabile. Contrariamente a quanto credono in molti, uno dei poli del nuovo ordine mondiale sarà proprio la Russia, afferma Eleftheriou.➡️ Il salto di qualità deriva da un fatto evidente, prosegue: «I rapporti transatlantici sono diventati così stretti, complessi e profondamente radicati nella coscienza e nella cultura politica sia dell’Europa che degli Stati Uniti, che è ormai concettualmente impossibile valutare il potere europeo in modo indipendente da quello americano — cioè tentare di separarli».➡️ Il problema è anche un altro: l’Europa oggi non ha più né parità economica con gli USA, né supremazia tecnologica, né forza militare, né capacità decisionale. Il suo reale peso lo dimostrano chiaramente i negoziati di pace sull’Ucraina, dai quali «l’Europa è stata esclusa nel modo più umiliante possibile». Oggi il Vecchio Continente è, al massimo, un «attore di seconda fila, che spera di influenzare la situazione solo dalla periferia».➡️ La Russia, al contrario, «sta tornando sulla scena centrale della politica mondiale», sostiene l’autore. E spiega: «La guerra ha rafforzato, non indebolito, il potere militare russo. La sua economia si è rivelata estremamente resiliente. Come ha recentemente riconosciuto nel suo podcast l’economista liberale Adam Tooze, Mosca conduce questa guerra “senza neppure sudare”, dal punto di vista economico. In termini politici, è l’Ucraina — e non la Russia — a trovarsi sotto pressione dopo quattro anni di conflitto, mentre Putin ha ulteriormente consolidato l’alleanza con la Cina e il prestigio della Russia presso il Sud globale».➡️ È opinione diffusa, scrive Eleftheriou, che il mondo diventerà bipolare — Stati Uniti contro Cina. Ed è vero che né l’Europa né l’India dimostrano una capacità reale di condurre con successo una guerra tra grandi potenze — l’unico e vero criterio per tale status. Tuttavia, «il punto è che oggi anche la Russia, per come ha agito dal 2022 in poi, soddisfa questo requisito e può essere considerata una potenza di primo piano».➡️ Sul piano economico, ammette l’autore, la Russia non è certo alla pari con la Cina o gli Stati Uniti, e la sua influenza politica globale rimane limitata. Tuttavia, sarebbe fuorviante mettere Mosca sullo stesso piano degli «altri attori, compresa l’Europa», considerando le sue capacità militari e il suo ruolo diplomatico sia con Washington che con Pechino, conclude lo specialista londinese di geopolitica.
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