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Andrea Lombardi
@andrlmbrd
·
1h
Lockdown energetico in arrivo? Andrà tutto bene, da "io resto a casa" a "io resto al buio". La chiusura dello stretto di Hormuz ha fatto perdere al mondo il 34% del petrolio greggio commerciato (fonte IEA, dato incontestabile).
Forwarded from Saker Italia
⌛️ 30° giorno di guerra nel Golfo Persico

Siamo giunti a questo traguardo con la certezza che l’ultimatum di Trump non sarebbe stato rispettato. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico, sono passati ai fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria.

All’inizio di questa guerra hanno attaccato durante i colloqui, oggi han dimostrato di non rispettare i loro stessi ultimatum; la loro parola quindi non vale nulla.
Certo, gli iraniani lo sanno, ma questa è una dimostrazione per il mondo intero.

C’è chi pensava che Trump avrebbe combattuto contro il “DeepState”; “aspettate e vedrete” dicevano. Abbiamo aspettato abbastanza, dalla prima presidenza con le manovre politiche del Covid che hanno avuto un impatto globale (e ad approfittare della situazione erano aziende farmaceutiche e politici in vena di lockdown), a questa ennesima prova militare, dove per farsi eleggere aveva promesso che avrebbe fatto accordi con il mondo intero per raggiungere la pace.

- In Ucraina tutto continua come al solito. Passare lo scettro agli europei e vendere armi da consegnare gratuitamente a Zelensky non sembra un piano intelligente se a comprare quegli armamenti siamo noi europei. Aumentare il contributo per la NATO solo perché ce lo chiede l’egemone non rispecchia i nostri bisogni. Dopo un parassita europeo che non riusciamo a staccarci, adesso abbiamo anche quello statunitense.

- Nel Sud America abbiamo visto il rapimento di un presidente eletto, blocco navale a Cuba e pirateria marittima. Attacchi in Ecuador e missioni contro il narcotraffico in Messico.

- In Medio Oriente le azioni parlano da sole. I nostri contratti per gli acquisti di petrolio e gas naturale sono sospesi a tempo indeterminato e a pagarne le spese saremo prevalentemente noi, assieme ai paesi del Golfo. Tutti alleati degli Stati Uniti.

Era questa la pace promessa? Abbiamo già dimenticato che il Nobel per la pace ricevuto da una sconosciuta venezuelana dell’opposizione (che pregava un intervento armato nel paese) è stato regalato a Trump?

Negli Stati Uniti invece il DeepState sta come prima, le politiche di immigrazione non sono cambiate, entra più gente di quanta ne esca. Nessun politico ha avuto problemi o è finito in carcere.
La lista di Epstein, le email e i files riconducono anche al nome del presidente innumerevoli volte. “Parlate ancora di Epstein?” E allora facciamo una bella guerra all’estero, così vi passa la voglia di fare domande.
Mentre i banchieri che sono implicati nella copertura di Epstein si mettono d’accordo con la giustizia che chiude un occhio in cambio di un banale risarcimento.

Quei files sembrano essere nelle mani di un paese straniero. Le azioni intraprese sembrano un modo poco elegante per evitare di divulgarne altri più compromettenti. Sappiamo di che paese si tratta, visto che quanto sta succedendo oggi è a sostegno di una nazione che è grande quasi la metà della Svizzera. Ma gli argomenti a quanto pare devono essere molto convincenti.

In fondo è l’arte della politica e l’inganno è una costante. Così come non rispettare i propri impegni elettorali.

Certo, si poteva dire che Kamala Harris non era possibile eleggerla perché come candidata non rispecchiava gli interessi americani (o che era probabilmente incompetente), tuttavia è l’ennesima dimostrazione che l’intero sistema è marcio. Ciò che vediamo accadere all’estero non è diverso da ciò che viviamo in patria. I corrotti parlano di fare la lotta alla corruzione, i pacifisti prima delle elezioni diventano guerrafondai una volta eletti. Gli interessi del popolo non vengono rispettati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è molto ottimismo per un cambiamento politico che porti dei frutti, invece che rubarli.

🪫 Anche per oggi la pianificazione è terminata. Buonanotte!

Sascha Picciotto
Direttore SakerItalia
Sicurezza energetica: Perché l’Italia non può ancora dire addio al Carbone

Gas bloccato e rischio blackout: perché l’Italia è costretta a riaccendere le centrali a carbone per salvare le bollette.

In un mondo ideale, il 31 dicembre 2025 avrebbe dovuto segnare la fine dell’era del carbone in Italia. Le ciminiere di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia e di Brindisi Sud (Cerano) avrebbero dovuto smettere definitivamente di fumare, segnando il passaggio verso un futuro dominato dal gas e dalle rinnovabili. Tuttavia, la realtà geopolitica del 2026 ha costretto il Governo a una brusca inversione di marcia: con un emendamento strategico, il termine del phase-out è stato ufficialmente spostato al 31 dicembre 2038.

Una scelta di realismo geopolitico

La decisione non nasce da un desiderio di inquinare, ma da una necessità di sopravvivenza del sistema elettrico nazionale. Mentre le due centrali sarde di Fiumesanto e Portoscuso continuano il loro percorso specifico legato all’insularità, il destino dei giganti di Civitavecchia e Brindisi è strettamente legato alla stabilità dei flussi di gas internazionali.

L'articolo completo su Scenari Economici


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🇺🇸🇮🇷 L'ambasciata iraniana in Malesia ha pubblicato questo su X... selvaggio

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Forwarded from Megatron
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🇮🇱🇾🇪The Houthis joined the war and they are attacking Eilat

The new Palestine 2 hypersonic missile reaches Mach 16 and travels from Yemen to Tel Aviv in mere minutes.

It literally bounces along the edge of the atmosphere to evade interception.

@Megatron_ron
Forwarded from Megatron
NEW:

🇦🇪🇮🇷 The UAE tried to bypass Iran’s blockade of Hormuz, Iran blow up the stations

Satellite images show fires at two pump stations on key UAE oil pipeline bypassing Hormuz

The Habshan–Fujairah pipeline carries crude from Abu Dhabi to the port of Fujairah

Iran is targeting alternative export routes used by US allies to bypass the Strait of Hormuz

@Megatron_ron
NUOVO:

🇺🇸🇮🇷🇮🇱 Bloomberg riferisce che dopo un mese di guerra, la dominanza dell'Iran sullo Stretto di Hormuz è più forte che mai
🇮🇷🇺🇸 L'Iran vuole stabilire un controllo a lungo termine sullo Stretto di Hormuz con un pedaggio a pagamento (in yuan cinese) e rifiuta qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti (ufficialmente).

Rubio ha dichiarato che questo è inaccettabile e chiede l'apertura dello Stretto.

Non c'è altra soluzione per gli Stati Uniti se non schierare truppe.

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Forwarded from Nin.Gish.Zid.Da - ®wld
[30/3, 13:28] Anna Dossena: INTERNET A RISCHIO: L'IRAN HA INTENZIONE DI TAGLIARE I CAVI DI INTERNET SOTTOMARINI
L’Iran ha lanciato un avvertimento che fa tremare i giganti del tech: tagliare i cavi sottomarini che distribuiscono la rete internet tra Asia e Occidente.
Non stiamo parlando di un semplice "disservizio". Stiamo parlando dei nervi scoperti del pianeta.
Ecco cosa succederebbe se quei cavi venissero tranciati.
BLACKOUT DIGITALE: Oltre il 28% del traffico web mondiale tra Asia e Occidente passerebbe dal buio totale.
COLLASSO FINANZIARIO: Borse bloccate, transazioni bancarie impossibili, pagamenti digitali congelati.
ISOLAMENTO: Intere nazioni potrebbero trovarsi senza accesso ai servizi cloud, all'intelligenza artificiale e alle comunicazioni globali.
Perché sta succedendo?
È la nuova guerra asimmetrica. Non servono missili nucleari per mettere in ginocchio un continente; basta un sommozzatore o un’ancora nel punto giusto.
Lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso sono diventati i "punti critici" dove la nostra libertà digitale è tenuta in ostaggio dalla geopolitica.
LA DOMANDA È UNA SOLA:
Siamo diventati troppo dipendenti da un’infrastruttura così fragile?
Se domani mattina ti svegliassi e Internet fosse "spento", quanto sarebbe nel caos la tua vita?
Le Big Tech (Meta, Google, Amazon) stanno già correndo ai ripari, ma il tempo stringe.
La guerra del futuro non si combatte solo sul campo, ma nel silenzio degli abissi

- Eugenio Cortinovis
Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Il polso della situazione. Ecco cosa ha scritto ieri Lawrence Freedman, uno dei più autorevoli (molto mainstream!) studiosi di strategia e sicurezza internazionale nel Regno Unito: «È difficile descrivere il clima di cupa depressione che ha invaso Washington. Tutte le strutture essenziali per la gestione delle crisi sono state indebolite o smantellate. Nel Consiglio per la Sicurezza Nazionale sono rimasti pochissimi funzionari. Un amico mi ha descritto un Dipartimento di Stato deserto, dove si sentono solo i propri passi riecheggiare nei corridoi. Marco Rubio partecipa alle decisioni, ma ha trascurato di farsi affiancare dalle valutazioni degli esperti di professione che dovrebbero orientare tali scelte. [...] E poi, a supervisionare tutto questo, il presidente Trump sembra vivere in una realtà parallela che condivide regolarmente su Truth Social o ogni volta che un giornalista gli avvicina un microfono, cosa che accade spesso. Le sue dichiarazioni sono diventate sempre più incoerenti, con affermazioni contraddittorie che si susseguono rapidamente e sono francamente deliranti. [...] Il mancato consulto con il Congresso prima di lanciare l’operazione Epic Fury (tralasciando le ovvie battute sul nome) sta isolando sempre di più l’amministrazione Trump. La guerra era impopolare fin dall’inizio e lo sta diventando sempre di più. Gli effetti inflazionistici del conflitto si stanno già facendo sentire e, se alcune forniture essenziali rimarranno bloccate nel Golfo, l'impatto economico si farà presto ancora più doloroso."
@LauraRuHK ➡️ https://substack.com/home/post/p-191866004
Forwarded from MITTDOLCINO.COM Channel
🔥🚨 La Germania sta riducendo il contenuto di argento nelle sue monete perché è diventato troppo costoso.

Non è uno scherzo. È un titolo di Reuters. 🤯
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COSI' PARLO LA MENTECATTA:

L'Iran deve smettere di difendersi, di attaccare, di usare le armi e di bloccare lo stretto di Hormuz, perchè mette in crisi i rifornimenti mondiali.


Grandissima testa di minchia: gli hanno ammazzato l'Ayatollah con parenti e affini fino alla terza generazione, i vertici politici e militari, vogliono appropriarsi dei loro giacimenti e dei loro territori e loro dovrebbero starsene con le mani giunte a lasciarli completare l'opera?

Invece che esprimere tutta questa sensibilità verso gli stati che restano senza petrolio, non si è accorta che l'Europa senza combustibili fossili dalla Russia sta sprofondando nella merda?

Stronza infame. Quando finalmente riusciremo a togliercela dai coglioni, sarà sempre troppo tardi: tardissimo. E ricordiamoci bene quali sono i partiti di merda italiani che l'hanno appoggiata e poi sostenuta a Bruxelles.

La decenza almeno di tacere, nemmeno quella riesce ad avere.


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ULTIME NOTIZIE - Gli Stati del Golfo hanno circa 400 intercettori rimasti - Bloomberg

Gli Stati del Golfo Persico hanno utilizzato circa 2.400 missili intercettori dal 28 febbraio, con scorte pre-guerra stimate a meno di 2.800

I recenti pesanti attacchi iraniani del fine settimana hanno accelerato l'esaurimento
NUOVO:

🇩🇪🇮🇷🇺🇸 Il co-presidente dell'AfD tedesco chiede alla Germania di espellere le truppe statunitensi:

"La Spagna ha chiuso le sue basi alla guerra contro l'Iran, ora le sue navi navigano indisturbate attraverso Hormuz.

La Germania dovrebbe fare lo stesso e mandare le truppe statunitensi a casa."
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NEW:

🇮🇷🇮🇱 What did Iranian engineers do?

Crazy video of Iranian missiles easily evading Israeli interceptors

@Megatron_ron
Forwarded from MITTDOLCINO.COM Channel
VENERDÌ HANNO BUSSATO ALLA PORTA GIUSTA!

Venerdi 20 marzo: Parigi, ore 10.
La polizia francese entra nella sede di Edmond de #Rothschild.
Non per cortesia: per una perquisizione nell'ambito dell'indagine #Epstein.

Ariane de Rothschild, CEO della banca, è presente mentre gli agenti sequestrano documenti.
#AFP lo riporta.
#LeFigaro conferma.
#RT pubblica.
I media italiani?
Silenzio totale.
Come se perquisire la banca Rothschild per traffico di esseri umani fosse ordinaria amministrazione.

Ariane de Rothschild compare 4.440 volte nei file di Epstein. Migliaia di email dal 2013 al 2019.
Epstein era già stato condannato nel 2008.
Eppure il rapporto continua.
Nel 2015 Ariane gli scrive: "Sto andando nel panico, ho paura di non essere all'altezza del compito."
Lui risponde: "Non devi mai nasconderti da me.
Posso ascoltare."

Il #FinancialTimes lo definisce "confidant".
#LeMonde parla di "real proximity".
Epstein le manda candele personalizzate con "la tua formula matematica preferita. Si adatta alla tua isola."
La banca Rothschild pagò 25 milioni di dollari a Epstein per negoziare una multa da 45 milioni con il Dipartimento di Giustizia americano, per evasione fiscale di una banca svizzera: 25 milioni per negoziarne 45.
A meno che non stesse negoziando altro.

#Ariane cenava con Epstein, con Ehud Barak, ex premier israeliano e capo dell'intelligence militare, e con Axel Dumas, CEO di Hermès.

La Francia ha aperto due linee d'indagine: traffico di esseri umani e crimini finanziari.
Per perquisire la Rothschild servono elementi solidi e un giudice che firmi.
Non ci si entra per fantasia.

Eppure in #Italia nessuno ne parla.
Il trucco del sistema è semplice: non negare i fatti, ma non parlarne.
Se non finiscono in prima pagina, per molti non esistono. E chi li cita passa per complottista.
Ariane de Rothschild oggi è ancora CEO.
Nessun arresto, nessuna accusa.
Solo una #perquisizione.

Forse finirà nel nulla. Forse no.
Ma venerdì qualcuno ha bussato alla porta giusta: 4440 menzioni. 25 milioni pagati a un trafficante condannato.
Email su isole e formule matematiche.
Cene con capi dell'intelligence.
Una perquisizione della polizia.
E silenzio assoluto.

Fonti: AFP, Le Figaro, RT, Financial Times, Le Monde

https://x.com/alexiafontana/status/2038580306106556812?s=61&t=Wz-13sSl6f1Kc8b8F3FKOA