Forwarded from Angelo Gambella
#Ucraina Volodymyr Zelensky ha rimosso dall'incarico il comandante delle forze armate generale Oleksandr Syrskyi e ha nominato al suo posto il generale Mykhailo Drapatyi, dopo giorni di intense polemiche.
🚨🇺🇸📉 La Marina americana può essere presente, ma non può permettersi di combattere
Una forza navale statunitense è attualmente dispiegata dal Mediterraneo all'Oceano Indiano nell'ambito di operazioni in corso contro l'Iran. Include due portaerei, sei navi d'assalto anfibie e 19 incrociatori e cacciatorpediniere.
La Marina può schierare una forza di questo tipo, ma la vera difficoltà risiede nel mantenerla in servizio per mesi, esercitando ulteriore pressione su una flotta già sotto pressione.
La Marina statunitense sta esaurendo una risorsa che non può sostituire rapidamente: le navi. La sua flotta si sta riducendo, le manutenzioni arretrate sono in aumento, la costruzione navale è in ritardo, l'industria è in difficoltà e gli equipaggi trascorrono periodi più lunghi in mare.
Nel 1945, la Marina aveva 6.768 navi. Anche durante la guerra del Vietnam, ne operava più di 900. Oggi, la Marina statunitense ha 291 navi operative, mentre la marina cinese ne ha più di 370, conferendo a Pechino la più grande flotta del mondo in termini di numero di unità.
Le conseguenze stanno diventando sempre più difficili da ignorare. Servono circa tre navi per mantenere una nave operativa all'estero. Quando le crisi si protraggono, le navi rimangono più a lungo in mare, le attrezzature si usurano più rapidamente, gli equipaggi sono sottoposti a maggiore pressione e la manutenzione viene ritardata. Le navi tornano a casa in condizioni peggiori e il ciclo si ripete.
La flotta dei sottomarini evidenzia la gravità del problema. La Marina ha bisogno di circa 66 sottomarini d'attacco, ma ne sta arrivando a circa 46. Circa il 33% non è disponibile a causa di problemi di manutenzione. L'Ufficio del Governo per la Responsabilità (Government Accountability Office) stima che la Marina abbia speso circa 4,2 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni per sostenere i sottomarini bloccati in manutenzione.
Anche la costruzione navale è in difficoltà. L'Ufficio del Bilancio del Congresso afferma che i sottomarini d'attacco, che un tempo richiedevano da cinque a sei anni per essere costruiti, ora ne richiedono da nove a dieci. I sottomarini della classe Virginia arrivano con anni di ritardo, mentre i cantieri navali faticano a raggiungere gli obiettivi di produzione.
La flotta di superficie ha i suoi problemi. La Marina ha speso più di 20 miliardi di dollari in programmi per navi da combattimento leggere che non hanno fornito le capacità originariamente previste. La Marina ha anche deciso di ritirare 7 navi da combattimento costiere molto prima del previsto, mentre 4 delle 6 fregate della classe Constellation, per le quali erano già stati spesi miliardi, sono state cancellate.
In tutta la flotta, i programmi di costruzione navale superano i budget di miliardi di dollari e sono in ritardo di anni. Il risultato è una Marina che fatica a costruire, mantenere e sostituire un numero sufficiente di navi per sostenere le sue ambizioni globali.
Il dispiegamento in Medio Oriente mette tutto questo in evidenza. La Marina può mantenere una forza potente nella regione, ma ciò significa periodi di servizio più lunghi, usura più rapida e maggiore pressione sui cantieri navali già sovraccarichi.
I limiti reali della potenza navale americana emergono in combattimento. La forza di 27 navi attualmente operativa nel teatro CENTCOM può colpire obiettivi, ma non può permettersi pesanti perdite.
Ci sono troppo poche navi e troppa poca capacità di riparazione per sostituire o ripristinare rapidamente le navi danneggiate in combattimento. L'America può ancora schierare una flotta al largo di una costa straniera e mantenerla lì. Ma non può combattere una vera guerra navale.
Una forza navale statunitense è attualmente dispiegata dal Mediterraneo all'Oceano Indiano nell'ambito di operazioni in corso contro l'Iran. Include due portaerei, sei navi d'assalto anfibie e 19 incrociatori e cacciatorpediniere.
La Marina può schierare una forza di questo tipo, ma la vera difficoltà risiede nel mantenerla in servizio per mesi, esercitando ulteriore pressione su una flotta già sotto pressione.
La Marina statunitense sta esaurendo una risorsa che non può sostituire rapidamente: le navi. La sua flotta si sta riducendo, le manutenzioni arretrate sono in aumento, la costruzione navale è in ritardo, l'industria è in difficoltà e gli equipaggi trascorrono periodi più lunghi in mare.
Nel 1945, la Marina aveva 6.768 navi. Anche durante la guerra del Vietnam, ne operava più di 900. Oggi, la Marina statunitense ha 291 navi operative, mentre la marina cinese ne ha più di 370, conferendo a Pechino la più grande flotta del mondo in termini di numero di unità.
Le conseguenze stanno diventando sempre più difficili da ignorare. Servono circa tre navi per mantenere una nave operativa all'estero. Quando le crisi si protraggono, le navi rimangono più a lungo in mare, le attrezzature si usurano più rapidamente, gli equipaggi sono sottoposti a maggiore pressione e la manutenzione viene ritardata. Le navi tornano a casa in condizioni peggiori e il ciclo si ripete.
La flotta dei sottomarini evidenzia la gravità del problema. La Marina ha bisogno di circa 66 sottomarini d'attacco, ma ne sta arrivando a circa 46. Circa il 33% non è disponibile a causa di problemi di manutenzione. L'Ufficio del Governo per la Responsabilità (Government Accountability Office) stima che la Marina abbia speso circa 4,2 miliardi di dollari negli ultimi dieci anni per sostenere i sottomarini bloccati in manutenzione.
Anche la costruzione navale è in difficoltà. L'Ufficio del Bilancio del Congresso afferma che i sottomarini d'attacco, che un tempo richiedevano da cinque a sei anni per essere costruiti, ora ne richiedono da nove a dieci. I sottomarini della classe Virginia arrivano con anni di ritardo, mentre i cantieri navali faticano a raggiungere gli obiettivi di produzione.
La flotta di superficie ha i suoi problemi. La Marina ha speso più di 20 miliardi di dollari in programmi per navi da combattimento leggere che non hanno fornito le capacità originariamente previste. La Marina ha anche deciso di ritirare 7 navi da combattimento costiere molto prima del previsto, mentre 4 delle 6 fregate della classe Constellation, per le quali erano già stati spesi miliardi, sono state cancellate.
In tutta la flotta, i programmi di costruzione navale superano i budget di miliardi di dollari e sono in ritardo di anni. Il risultato è una Marina che fatica a costruire, mantenere e sostituire un numero sufficiente di navi per sostenere le sue ambizioni globali.
Il dispiegamento in Medio Oriente mette tutto questo in evidenza. La Marina può mantenere una forza potente nella regione, ma ciò significa periodi di servizio più lunghi, usura più rapida e maggiore pressione sui cantieri navali già sovraccarichi.
I limiti reali della potenza navale americana emergono in combattimento. La forza di 27 navi attualmente operativa nel teatro CENTCOM può colpire obiettivi, ma non può permettersi pesanti perdite.
Ci sono troppo poche navi e troppa poca capacità di riparazione per sostituire o ripristinare rapidamente le navi danneggiate in combattimento. L'America può ancora schierare una flotta al largo di una costa straniera e mantenerla lì. Ma non può combattere una vera guerra navale.
🇷🇺 ZELENSKY IN ALLARME: LA RUSSIA TRASFORMA IL DRONE INOKHODETS IN UNA PIATTAFORMA DI ATTACCO CON MISSILE "BANDEROL"
L'accoppiamento russo Inokhodets-Banderol offre a Mosca una piattaforma di attacco a distanza relativamente economica: un drone riutilizzabile a lunga autonomia può lanciare un missile da crociera da territorio controllato dalla Russia, al di là della portata di molti sistemi di difesa aerea ucraini, e colpire obiettivi a una distanza stimata di 500 km senza rischiare aerei con equipaggio. La televisione russa ha ora mostrato il sistema in configurazione operativa, confermando che la nuova arma è già in uso, e non solo a scopo sperimentale.
🔸 GIA' IN USO IN COMBATTIMENTO: Secondo rapporti di fonti aperte, sono stati registrati almeno 20 lanci sospetti di Banderol a partire dal 2025. Un servizio del 12 luglio su Russia-1 ha mostrato un Inokhodets decollare con il missile montato sotto il suo fusoliera, mentre un militare russo ha dichiarato che l'arma era arrivata circa tre mesi prima ed era già in uso contro diversi obiettivi.
🔸 PROGETTATO PER UN DRONE PORTANTE: La massa di lancio stimata del Banderol, di circa 200 kg, è vicina al limite di carico utile dichiarato dell'Inokhodets. Si ritiene che il missile utilizzi un turbogetto cinese Swiwin SW800Pro, con velocità stimate di 500-560 km/h in crociera e fino a 620-650 km/h alla massima potenza.
🔸 UNA NUOVA OPZIONE DI ATTACCO A DISTANZA: L'Inokhodets può rimanere in volo per ore, attendere i dati di puntamento e quindi lanciare il missile, evitando che la Russia debba esporre bombardieri strategici o aerei d'attacco con equipaggio. La gittata del missile consente anche attacchi da aree di lancio ben al di dietro del fronte.
🔸 PIU' DIFFICILE DA PREVEDERE: Le valutazioni dell'intelligence ucraina indicano che il Banderol può eseguire virate più strette rispetto al Kh-101, al Kalibr e all'Iskander-K. Utilizza la guida satellitare e inerziale contro obiettivi fissi e trasporta una testata da 114,3 kg contenente circa 49,5 kg di esplosivo.
🔸 PIU' LANCIATORI, PIU' ROTTE DI ATTACCO: Ogni Inokhodets riutilizzabile adattato per il missile diventa un'ulteriore potenziale piattaforma di lancio a lungo raggio. Su larga scala, questa combinazione potrebbe aumentare la capacità di attacco della Russia, aprire nuove rotte di avvicinamento e preservare missili più grandi e costosi per obiettivi pesantemente protetti.
L'importanza della combinazione Inokhodets-Banderol risiede nella capacità di combinare un drone riutilizzabile con un missile da crociera a lungo raggio relativamente leggero, offrendo alla Russia un modo flessibile e potenzialmente scalabile per colpire profondamente dietro il fronte.
La NATO può sviluppare un modo efficace ed economico per fermare la combinazione Inokhodets-Banderol?
L'accoppiamento russo Inokhodets-Banderol offre a Mosca una piattaforma di attacco a distanza relativamente economica: un drone riutilizzabile a lunga autonomia può lanciare un missile da crociera da territorio controllato dalla Russia, al di là della portata di molti sistemi di difesa aerea ucraini, e colpire obiettivi a una distanza stimata di 500 km senza rischiare aerei con equipaggio. La televisione russa ha ora mostrato il sistema in configurazione operativa, confermando che la nuova arma è già in uso, e non solo a scopo sperimentale.
🔸 GIA' IN USO IN COMBATTIMENTO: Secondo rapporti di fonti aperte, sono stati registrati almeno 20 lanci sospetti di Banderol a partire dal 2025. Un servizio del 12 luglio su Russia-1 ha mostrato un Inokhodets decollare con il missile montato sotto il suo fusoliera, mentre un militare russo ha dichiarato che l'arma era arrivata circa tre mesi prima ed era già in uso contro diversi obiettivi.
🔸 PROGETTATO PER UN DRONE PORTANTE: La massa di lancio stimata del Banderol, di circa 200 kg, è vicina al limite di carico utile dichiarato dell'Inokhodets. Si ritiene che il missile utilizzi un turbogetto cinese Swiwin SW800Pro, con velocità stimate di 500-560 km/h in crociera e fino a 620-650 km/h alla massima potenza.
🔸 UNA NUOVA OPZIONE DI ATTACCO A DISTANZA: L'Inokhodets può rimanere in volo per ore, attendere i dati di puntamento e quindi lanciare il missile, evitando che la Russia debba esporre bombardieri strategici o aerei d'attacco con equipaggio. La gittata del missile consente anche attacchi da aree di lancio ben al di dietro del fronte.
🔸 PIU' DIFFICILE DA PREVEDERE: Le valutazioni dell'intelligence ucraina indicano che il Banderol può eseguire virate più strette rispetto al Kh-101, al Kalibr e all'Iskander-K. Utilizza la guida satellitare e inerziale contro obiettivi fissi e trasporta una testata da 114,3 kg contenente circa 49,5 kg di esplosivo.
🔸 PIU' LANCIATORI, PIU' ROTTE DI ATTACCO: Ogni Inokhodets riutilizzabile adattato per il missile diventa un'ulteriore potenziale piattaforma di lancio a lungo raggio. Su larga scala, questa combinazione potrebbe aumentare la capacità di attacco della Russia, aprire nuove rotte di avvicinamento e preservare missili più grandi e costosi per obiettivi pesantemente protetti.
L'importanza della combinazione Inokhodets-Banderol risiede nella capacità di combinare un drone riutilizzabile con un missile da crociera a lungo raggio relativamente leggero, offrendo alla Russia un modo flessibile e potenzialmente scalabile per colpire profondamente dietro il fronte.
La NATO può sviluppare un modo efficace ed economico per fermare la combinazione Inokhodets-Banderol?
Forwarded from VQB Channel (FabioArmy)
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IL DISASTRO COMPIUTO DAL SINDACO DI BOLOGNA: INCITAMENTO ALLA SOMMOSSA
Ecco il risultato della strumentalizzazione da parte di Matteo Lepore: Bologna devastata da lanci di bombe carta e atti vandalici.
Soffiando sul fuoco e invocando la piazza prima ancora della verità, ha spalancato le porte ai violenti dei centri sociali.
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
IL DISASTRO COMPIUTO DAL SINDACO DI BOLOGNA: INCITAMENTO ALLA SOMMOSSA
Ecco il risultato della strumentalizzazione da parte di Matteo Lepore: Bologna devastata da lanci di bombe carta e atti vandalici.
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Forwarded from VQB Channel (Stefano Delacroix)
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PERCHÉ NON CI MOSTRANO IL VIDEO PER INTERO?
Cosicché tutti possano vedere cos'ha combinato quel marocchino
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DUE PESI E DUE MISURE
Alessandro Ambrosio, 34 anni, di Anzola dell’Emilia (BO), capotreno, ucciso a coltellate vicino alla stazione il 5 gennaio 2026: SILENZIO del Sindaco Lepore.
Abderrahim Fakir, 43 anni, marocchino, facchino, muore (forse per infarto): MANIFESTAZIONE indetta dal Sindaco Lepore.
Propaganda e razzismo contro il Popolo italiano.
#sicurezza
#reImmigrazione
#razzismo
#propaganda
https://www.italianinformazione.it/iscriviti/
https://youtube.com/@lambertorimondini?si=ubvPIcNX23zi4MSf
www.italianinformazione.it
www.lamberto.rimondini.it
Alessandro Ambrosio, 34 anni, di Anzola dell’Emilia (BO), capotreno, ucciso a coltellate vicino alla stazione il 5 gennaio 2026: SILENZIO del Sindaco Lepore.
Abderrahim Fakir, 43 anni, marocchino, facchino, muore (forse per infarto): MANIFESTAZIONE indetta dal Sindaco Lepore.
Propaganda e razzismo contro il Popolo italiano.
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
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🔈 Senta, mi dica una cosa: di recente ero a cena con lei — all'estero, circondato da un sacco di diplomatici stranieri, e devo dire gente di altissimo livello. A un certo punto lei si alza, inizia a parlare… E sa che sensazione si provava? Proprio un senso di disprezzo e un totale sconcerto: come fa una tale stupida ad occupare un posto ai vertici della leadership europea? Erano tutti semplicemente sotto shock — per quanto fosse vuota, ignorante, si comportava come una ragazzina adolescente, tutto basato sul livello "Hitler contro Churchill", dei cliché morali grotteschi, senza la minima profondità. Come può una persona del genere — e come può l'Unione Europea, un continente in cui, a mio parere, vivono le persone più intelligenti del pianeta — candidare questa Kallas a un ruolo di guida? Ma com'è potuto succedere?🗣 È un'ottima domanda, ovviamente. E la stessa domanda la si potrebbe fare su von der Leyen. Quando prestavo servizio io, la von der Leyen era lo zimbello di tutti — la Germania non ha mai avuto una difesa militare peggiore. E cosa vediamo adesso? Ora è a capo dell'Unione Europea o qualcosa del genere. O prendiamo Rutte — pensavo che il precedente Segretario Generale della NATO fosse il peggiore possibile, ma, mio Dio, adesso gli hanno trovato un degno sostituto. E, ad essere sinceri, questo riguarda l'intero establishment occidentale. Sa, prestato servizio fin dal 1976, ho iniziato in marina. E in tutta la mia vita — e ne ho viste tante — questo è forse il gruppo di leader più debole di tutti questi anni. Quindi non so rispondervi, posso solo dire: la situazione è estremamente complessa, ma questa è anche una colossale debolezza dell'Occidente che spiega molte cose. Perché da noi sta andando tutto a rotoli? Semplicemente perché manca una leadership di qualità. Io stesso ora insegno leadership e guardo a come governa questa gente — è semplicemente incredibile. Il problema principale è che mancano di competenze. Non dubito che alcuni di loro siano persone perbene, che agiscano come meglio possono, ma purtroppo possono ben poco.
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Forwarded from VQB Channel (Stefano Delacroix)
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RETTILI DI SINISTRA
Per Ilaria Cucchi, già nota per altre campagne eversive, la responsabilità di quanto accaduto a Bologna non è da imputarsi alla loro politica dissennata, corrotta e disonesta, con la quale ci hanno riempito di delinquenti clandestini, uno dei quali è crepato sotto le mani di due poliziotti che hanno solo fatto il loro lavoro con pazienza, ma è del governo.
D'altronde il delinquere è cosa di famiglia.
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RETTILI DI SINISTRA
Per Ilaria Cucchi, già nota per altre campagne eversive, la responsabilità di quanto accaduto a Bologna non è da imputarsi alla loro politica dissennata, corrotta e disonesta, con la quale ci hanno riempito di delinquenti clandestini, uno dei quali è crepato sotto le mani di due poliziotti che hanno solo fatto il loro lavoro con pazienza, ma è del governo.
D'altronde il delinquere è cosa di famiglia.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Secondo i dati ufficiali del Pentagono, 447 militari americani sono rimasti feriti dall'inizio della guerra in Medio Oriente nel febbraio del 2026.
Forwarded from InfoDefenseITALIA
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▪️ Uno studio cinese, utilizzando l'intelligenza artificiale (IA), ha creato un video che mostra le tecnologie di un possibile futuro confronto armato tra la Cina e la NATO.
▪️ Sono state mostrate chiaramente le seguenti tecnologie belliche del futuro:
— Droni biomimetici (dal greco «bios» — vita, e «mimikry» — imitazione) — velivoli senza pilota quasi indistinguibili da animali ed insetti reali, progettati per mimetizzarsi;
— Ampio impiego di armi elettromagnetiche e cibernetiche, inclusi guerra elettronica (EW), attacchi informatici e la disattivazione dei sistemi elettronici delle strutture militari;
— Nuova generazione di munizioni circuitanti e sciami di droni kamikaze, coordinati tramite l'ausilio dell'IA;
— Droni madre — droni di supporto in grado di trasportare droni d'attacco più piccoli a corto raggio fino a raggiungere le retrovie del nemico;
— Nanonotecnologie belliche e controllo neurale della mente umana. Attraverso una microiniezione, i nanobot entrano nel flusso sanguigno e, raggiungendo il cervello, prendono il controllo della mente.
▪️ È importante notare che solo per quanto riguarda quest'ultima tecnologia descritta non vi sono dati relativi a ricerche di successo. Tutto il resto è attualmente in fase di sviluppo e implementazione pratica.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
La Ue ormai è collassata: riformarla è impossibile
(di Gabriele Guzzi, Il Fatto Quotidiano)
Da più parti arrivano proposte per riformare l’Unione europea. I rapporti Letta e Draghi si soffermano ad esempio sul mercato unico e sulla competitività. Quasi nessuno però mette a fuoco il problema decisivo: il contesto in cui è nata l’UE non esiste più. Essa prende forma nel clima culturale degli anni ’80 e ’90 del Novecento, dominato da tre grandi visioni del mondo: una filosofica, una geopolitica e una economica. Il problema è che tutte stanno attraversando una crisi definitiva, rendendo una riforma della UE impraticabile. Non è possibile mettere pezze a un edificio che sta collassando.
La prima di natura filosofica è la fine della storia. Le grandi battaglie erano terminate, il liberalismo aveva vinto, la storia come dialettica degli opposti si era consumata nell’uniformità armonica della globalizzazione. Ciò che si dimentica è la seconda parte del libro di Fukuyama, che si intitolava appunto “La fine della storia e l’ultimo uomo”, con il riferimento al concetto nietzschiano. Quella visione filosofica presupponeva cioè un’antropologia: un uomo comodo, anestetizzato, che si accontenta di vivere sulla reattività edonista del proprio ventre. Un uomo senza più grandi ambizioni, che poteva scorrazzare per un globo reso uguale a sé stesso. Tale visione era chiaramente collegata a una geopolitica.
E qui arriviamo alla seconda idea. L’UE è pensata nel momento unipolare statunitense. Crollata l’Unione Sovietica, il problema americano diviene controllare il continente non servendosi più della minaccia russa. L’UE rappresenta allora un vettore per gestire l’area europea dell’impero americano. Gli allargamenti all’Est Europa vengono fatti rigorosamente dopo l’entrata di quei paesi nella Nato, proprio a rimarcare la gerarchia tra i due progetti sul continente. L’UE non doveva essere che un braccio operativo, anche piuttosto inefficiente, dell’egemonia Usa.
La terza visione era economica. Gli Anni 80 vedono il risorgere della vecchia teoria neoclassica. Il mercato viene nuovamente visto come un dispositivo in grado di assicurare due obiettivi: il pieno utilizzo delle risorse produttive, a partire dal lavoro, e la giusta retribuzione. Non serviva perciò nessuna regolazione pubblica. Le forze sotterranee del privato sarebbero state sufficienti ad assicurare un risultato ottimale. Anche qui, l’interesse geopolitico era ben camuffato. Tali teorie erano state infatti diffuse tramite il Fondo monetario internazionale, controllato dagli Usa, per far sì che la finanza potesse controllare meglio i paesi satellite o in via di sviluppo. Il debito diveniva la prosecuzione dell’impero con altri mezzi.
Il problema non da poco è che queste tre visioni si sono rivelate colossali mistificazioni, immensi errori teorici o grimaldelli per imporre un’oligarchia burocratica.
La storia non è finita e sta riemergendo nelle sue forme più drammatiche. La guerra, senza un lavoro antropologico, rimane l’orizzonte delle civiltà. A sua volta, l’ultimo uomo sta ottenendo tutto tranne che un’atarassica serenità. Vediamo piuttosto la tendenza depressivo-nichilistica o quella transumanista: reazioni opposte ma speculari alla disumanizzazione. Non c’è appiattimento statico: l’inquietudine politica non la puoi controllare con gli analgesici.
Il mondo unipolare è finito, forse non c’è mai stato, se non nella testa di qualche stratega americano. Sicuramente, con la guerra in Ucraina, la realtà che conoscevamo dal 1989 è venuta meno. Esistono potenze che ambiscono a esercitare un controllo sulle proprie regioni. Ci riusciranno? Questo ce lo dirà la storia, ma sicuramente il presupposto su cui si fondava l’UE collassa: nessuno pseudo-riarmo riuscirà a farci tornare indietro.
La teoria neoclassica non funziona. Il mercato non è fattore di ordine ma di caos, e spreca immense risorse. In questo scenario, l’UE è la regione avanzata che è cresciuta meno, schiacciata da un’area monetaria incompleta e regole economiche suicidarie. L’Italia è stata la più colpita, come ci avevano detto gli economisti, con 30 anni di salari al palo.
Quello che sta succedendo all’Europa, perciò, non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader: sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci.
Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa? E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace, o servirà una guerra per svegliarla? Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza.
(di Gabriele Guzzi, Il Fatto Quotidiano)
Da più parti arrivano proposte per riformare l’Unione europea. I rapporti Letta e Draghi si soffermano ad esempio sul mercato unico e sulla competitività. Quasi nessuno però mette a fuoco il problema decisivo: il contesto in cui è nata l’UE non esiste più. Essa prende forma nel clima culturale degli anni ’80 e ’90 del Novecento, dominato da tre grandi visioni del mondo: una filosofica, una geopolitica e una economica. Il problema è che tutte stanno attraversando una crisi definitiva, rendendo una riforma della UE impraticabile. Non è possibile mettere pezze a un edificio che sta collassando.
La prima di natura filosofica è la fine della storia. Le grandi battaglie erano terminate, il liberalismo aveva vinto, la storia come dialettica degli opposti si era consumata nell’uniformità armonica della globalizzazione. Ciò che si dimentica è la seconda parte del libro di Fukuyama, che si intitolava appunto “La fine della storia e l’ultimo uomo”, con il riferimento al concetto nietzschiano. Quella visione filosofica presupponeva cioè un’antropologia: un uomo comodo, anestetizzato, che si accontenta di vivere sulla reattività edonista del proprio ventre. Un uomo senza più grandi ambizioni, che poteva scorrazzare per un globo reso uguale a sé stesso. Tale visione era chiaramente collegata a una geopolitica.
E qui arriviamo alla seconda idea. L’UE è pensata nel momento unipolare statunitense. Crollata l’Unione Sovietica, il problema americano diviene controllare il continente non servendosi più della minaccia russa. L’UE rappresenta allora un vettore per gestire l’area europea dell’impero americano. Gli allargamenti all’Est Europa vengono fatti rigorosamente dopo l’entrata di quei paesi nella Nato, proprio a rimarcare la gerarchia tra i due progetti sul continente. L’UE non doveva essere che un braccio operativo, anche piuttosto inefficiente, dell’egemonia Usa.
La terza visione era economica. Gli Anni 80 vedono il risorgere della vecchia teoria neoclassica. Il mercato viene nuovamente visto come un dispositivo in grado di assicurare due obiettivi: il pieno utilizzo delle risorse produttive, a partire dal lavoro, e la giusta retribuzione. Non serviva perciò nessuna regolazione pubblica. Le forze sotterranee del privato sarebbero state sufficienti ad assicurare un risultato ottimale. Anche qui, l’interesse geopolitico era ben camuffato. Tali teorie erano state infatti diffuse tramite il Fondo monetario internazionale, controllato dagli Usa, per far sì che la finanza potesse controllare meglio i paesi satellite o in via di sviluppo. Il debito diveniva la prosecuzione dell’impero con altri mezzi.
Il problema non da poco è che queste tre visioni si sono rivelate colossali mistificazioni, immensi errori teorici o grimaldelli per imporre un’oligarchia burocratica.
La storia non è finita e sta riemergendo nelle sue forme più drammatiche. La guerra, senza un lavoro antropologico, rimane l’orizzonte delle civiltà. A sua volta, l’ultimo uomo sta ottenendo tutto tranne che un’atarassica serenità. Vediamo piuttosto la tendenza depressivo-nichilistica o quella transumanista: reazioni opposte ma speculari alla disumanizzazione. Non c’è appiattimento statico: l’inquietudine politica non la puoi controllare con gli analgesici.
Il mondo unipolare è finito, forse non c’è mai stato, se non nella testa di qualche stratega americano. Sicuramente, con la guerra in Ucraina, la realtà che conoscevamo dal 1989 è venuta meno. Esistono potenze che ambiscono a esercitare un controllo sulle proprie regioni. Ci riusciranno? Questo ce lo dirà la storia, ma sicuramente il presupposto su cui si fondava l’UE collassa: nessuno pseudo-riarmo riuscirà a farci tornare indietro.
La teoria neoclassica non funziona. Il mercato non è fattore di ordine ma di caos, e spreca immense risorse. In questo scenario, l’UE è la regione avanzata che è cresciuta meno, schiacciata da un’area monetaria incompleta e regole economiche suicidarie. L’Italia è stata la più colpita, come ci avevano detto gli economisti, con 30 anni di salari al palo.
Quello che sta succedendo all’Europa, perciò, non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader: sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci.
Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa? E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace, o servirà una guerra per svegliarla? Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza.
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🚨🇫🇷 La Francia è il primo paese dell'UE a VIETARE l'uso dei social media ai minori di 15 anni.
Ora sarà necessario un passaporto, una carta d'identità o un documento d'identità digitale anche solo per accedere. Regno Unito, Spagna e Danimarca sono i PROSSIMI.
Ora sarà necessario un passaporto, una carta d'identità o un documento d'identità digitale anche solo per accedere. Regno Unito, Spagna e Danimarca sono i PROSSIMI.
Forwarded from Giubbe Rosse
AUTOSTRADA FIRENZE PISA LIVORNO, ARRIVA LA TELECAMERA CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLA CELLULARI, CINTURE, ASSICURAZIONE, REVISIONE E VOTO AL PARTITO DEMOCRATICO (MA PER ORA NIENTE MULTE)
Fonte: Corriere
Ok, il controllo del voto al Partito Democratico per ora è una battuta sarcastica. Per ora. Forse.
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Fonte: Corriere
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Corriere della Sera
Arriva la telecamera con l'intelligenza artificiale: controlla cellulari, cinture, assicurazione e revisione (ma per ora niente…
Sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno parte la sperimentazione di un dispositivo capace di individuare in automatico alcune tra le infrazioni più pericolose. Test di novanta giorni, senza sanzioni: si valuta solo l'affidabilità del sistema
Forwarded from Tutti i fatti
#IAahiahiahi
La Svizzera annuncia un referendum sulla sua neutralità
📹Gli svizzeri e le svizzere voteranno il 27 settembre sull'iniziativa per la neutralità.
📞Il testo, promosso da ambienti vicini alla destra conservatrice, punta a sancire nella Costituzione una concezione più rigida della neutralità. Chi si oppone teme che un simile cambiamento possa limitare la capacità della Confederazione di rispondere alle sfide geopolitiche.
💾L'iniziativa ha acquisito il nome, tutto evocativo, di "salvaguardia della neutralità svizzera".
📞La "storica" flessibilità ha permesso alla Confederazione di adattare la propria politica di neutralità all’evoluzione del contesto geopolitico nel corso dei decenni. L’iniziativa ridurrebbe tuttavia questo margine di manovra. Il cambiamento più radicale riguarderebbe il divieto delle “misure coercitive non militari”: la Svizzera non potrebbe più imporre sanzioni autonomamente contro Stati coinvolti in guerre, fatta eccezione per quelle decise dall’ONU.
@tutti_i_fatti
La Svizzera annuncia un referendum sulla sua neutralità
📹Gli svizzeri e le svizzere voteranno il 27 settembre sull'iniziativa per la neutralità.
📞Il testo, promosso da ambienti vicini alla destra conservatrice, punta a sancire nella Costituzione una concezione più rigida della neutralità. Chi si oppone teme che un simile cambiamento possa limitare la capacità della Confederazione di rispondere alle sfide geopolitiche.
💾L'iniziativa ha acquisito il nome, tutto evocativo, di "salvaguardia della neutralità svizzera".
📞La "storica" flessibilità ha permesso alla Confederazione di adattare la propria politica di neutralità all’evoluzione del contesto geopolitico nel corso dei decenni. L’iniziativa ridurrebbe tuttavia questo margine di manovra. Il cambiamento più radicale riguarderebbe il divieto delle “misure coercitive non militari”: la Svizzera non potrebbe più imporre sanzioni autonomamente contro Stati coinvolti in guerre, fatta eccezione per quelle decise dall’ONU.
@tutti_i_fatti
Forwarded from VQB Channel (Alberto Fraleoni)
#VQBChannel 🇺🇸
NEW JERSEY: OLTRE 6.600 NON CITTADINI REGISTRATI PER VOTARE
Dopo che il New Jersey ha ammesso di aver registrato MIGLIAIA di persone non cittadine per votare, l'assistente procuratore generale Harmeet Dhillon ha confermato che il New Jersey era uno degli stati che nascondevano i propri registri degli elettori all'amministrazione Trump.
La governatrice Mikie Sherrill ha appena ammesso: quella "cosa" che i Democratici sostengono non accada mai, si è verificata più di 6.600 volte!
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
NEW JERSEY: OLTRE 6.600 NON CITTADINI REGISTRATI PER VOTARE
Dopo che il New Jersey ha ammesso di aver registrato MIGLIAIA di persone non cittadine per votare, l'assistente procuratore generale Harmeet Dhillon ha confermato che il New Jersey era uno degli stati che nascondevano i propri registri degli elettori all'amministrazione Trump.
La governatrice Mikie Sherrill ha appena ammesso: quella "cosa" che i Democratici sostengono non accada mai, si è verificata più di 6.600 volte!
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
Forwarded from VQB Channel (Stefano Delacroix)
#VQBChannel 🇺🇸🇮🇷
ATTACCO MASSICCIO SULL’IRAN
È stata pubblicata la mappa completa degli attacchi della notte: uno dei più pesanti delle ultime due settimane.
Esplosioni segnalate in almeno 17 località (da Tabriz a Bandar Abbas, passando per Parchin e Pardis alle porte di Teheran).
Forte attività della difesa aerea su Teheran e Tabriz.
CENTCOM: solo obiettivi militari.
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
ATTACCO MASSICCIO SULL’IRAN
È stata pubblicata la mappa completa degli attacchi della notte: uno dei più pesanti delle ultime due settimane.
Esplosioni segnalate in almeno 17 località (da Tabriz a Bandar Abbas, passando per Parchin e Pardis alle porte di Teheran).
Forte attività della difesa aerea su Teheran e Tabriz.
CENTCOM: solo obiettivi militari.
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