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Forwarded from ilFACCOquotidiano (Leonardo Evaso Facco)
In Germania adesso il land Renania Settentrionale-Vestfalia offre la possibilità di fare la terza dose a 4 (QUATTRO) settimane dalla seconda. 😂😂😂 In ossequio al detto "se una cosa non funziona, tu falla di più forte".

La terza dose è quella che la FDA si è rifiutata di autorizzare negli USA citando possibili problemi di effetti collaterali diffusi. In tutti gli studi, e persino dopo i primi decessi chiaramente causati dai vaccini ad inizio campagna (lo ricorderete per Astra Zeneca ma anche per i "vaccini" mRNA), si conclude che AUMENTARE la distanza tra le dosi è il modo più sicuro di somministrarle anche a scapito dell'efficacia.

Un gruppo di politici ed apprendisti stregoni ormai disperati dal fatto che non funzioni più niente hanno deciso di camminare sui cadaveri della povera gente pur di dare l'impressione di sapere cosa fanno. Ridurre la distanza a 4 settimane (un mese) è criminale e porterà ad una impennata degli effetti collaterali. Tentano di ridurre i contagi continuando a somministrare alle persone bombe chimiche e, tra l'altro, questo non ridurrà nemmeno i contagi.

Questa gente è ormai completamente impazzita, consumata dall'interno - come Gollum - dalla propria incapacità di dare seguito alle bugie che hanno proferito a bocca larga. Se potessero sparare ai contagiati per eliminarli dalle statistiche probabilmente inizierebbero a farlo.

Il land Renania Settentrionale-Vestfalia è il più popoloso dell'intera Germania. Sarà un disastro.
(Gu. Me.)
#coronavirus #covid19 #vaccino #germania
Forwarded from ilFACCOquotidiano (Leonardo Evaso Facco)
19esimo giorno di sciopero della fame per il Professore Rosario Del Vecchio.
"Dopo 36 anni di servizio scolastico al liceo classico e scientifico - e un anno e mezzo di militare - senza un solo giorno di assenza, e col massimo giudizio di servizio in entrambi i lavori, ora mi viene negato il diritto costituzionale al lavoro - senza avere nessuna colpa - e il diritto a un sostentamento minimo della famiglia (ho cresciuto una famiglia con 5 figli e un solo stipendio). Per questo sto facendo lo Sciopero della fame. Perché è ingiusto togliere il diritto al lavoro a chi non ha commesso reati e si è sempre comportato bene sul posto di lavoro servendo lo Stato e la comunità. Non esiste nessuna legge al mondo - , tanto meno in Italia, - che dia allo Stato il potere legittimo di togliere il lavoro a chi si è sempre comportato bene e non ha commesso mai un reato. Prova ne è che non esiste nessun provvedimento disciplinare. Quindi: visto che lo Stato mi condanna alla fame io non mangio. rdv"
Rosario Del Vecchio
«Si precisa come al singolo, o alla collettività, spetti la resistenza contro lo Stato, se esso avvalendosi della sua veste di sovranità, tenta di menomare i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi».

Aldo Moro, seduta per la Costituzione di martedì 3 dicembre 1946
Pubblichiamo questa cronaca della peste di Ginevra del 1530 su segnalazione di Mauro della Porta Raffo.

"Quando la peste bubbonica colpì Ginevra nel 1530, tutto era già pronto. Fu persino aperto un intero ospedale per gli appestati. Con medici, paramedici e infermieri. I commercianti contribuivano, il magistrato dava sovvenzioni ogni mese. I pazienti davano sempre soldi, e se uno di loro moriva da solo, tutti i beni andavano all'ospedale.

Ma poi è successo un disastro: la peste andava spegnendosi, mentre le sovvenzioni dipendevano dal numero di pazienti.

Non esisteva questione di giusto e sbagliato per il personale dell'ospedale di Ginevra nel 1530.
Se la peste produce soldi, allora la peste è buona. E poi i medici si sono organizzati. All'inizio si limitavano ad avvelenare i pazienti per alzare le statistiche sulla mortalità, ma si sono presto resi conto che le statistiche non dovevano essere solo sulla mortalità, ma sulla mortalità da peste.
Così cominciarono a tagliare i foruncoli dai corpi dei morti, asciugarli, macinarli in un mortaio e darli agli altri pazienti come medicina. Poi iniziarono a spargere la polvere sugli indumenti, fazzoletti e giarrettiere. Ma in qualche modo la peste continuava a diminuire. A quanto pare, i bubboni essiccati non funzionavano bene.

I medici andarono in città e di notte spargevano la polvere bubbonica sulle maniglie delle porte, selezionando quelle case dove potevano poi trarre profitto. Come scrisse un testimone oculare di questi eventi, "questo rimase nascosto per qualche tempo, ma il diavolo è più preoccupato di aumentare il numero dei peccati che di nasconderli."

In breve, uno dei medici divenne così impudente e pigro che decise di non vagare per la città di notte, ma semplicemente gettò un fascio di polvere nella folla durante il giorno. Il fetore saliva al cielo e una delle ragazze, che per un caso fortunato era uscita da poco da quell'ospedale, scoprì cosa fosse quell'odore. Il medico fu legato e messo nelle buone mani degli 'artigiani' competenti.
Hanno cercato di ottenere più informazioni possibili da lui. Comunque, l'esecuzione è durata diversi giorni.

Gli ingegnosi ippocrati venivano legati a dei pali su dei carri e portati in giro per la città. Ad ogni incrocio i carnefici usavano pinze arroventate per strappare loro pezzi di carne. Venivano poi portati sulla pubblica piazza, decapitati e squartati e i pezzi venivano portati in tutti i quartieri di Ginevra. L'unica eccezione fu il figlio del direttore dell'ospedale, che non prese parte al processo ma spifferò che sapeva come fare le pozioni e come preparare la polvere senza paura di contaminazione. Fu semplicemente decapitato 'per impedire la diffusione del male'".

François Bonivard, Cronache di Ginevra, secondo volume, pagine 395 – 402 –