Il Tesoro dei Cantici di Tilopa
Omaggio al glorioso Essere Adamantino. Omaggio al Grande Sigillo, autocoscienza immutabile. Tutti i fattori dell’esistenza scaturiscono dalla sostanza del Grande Sigillo e lí si dissolvono. Essa non è qualcosa e non è neppure nulla, perché è al di là di qualsiasi determinazione.
Siccome non è conoscibile mentalmente, non ricercarne il significato. Tutti i fenomeni sono per loro natura falsi, perciò non sono da abbandonare né all’inizio né alla fine [del cammino spirituale]. Qualsiasi cosa la mente possa conoscere, qui non è considerato come il vero modo d’essere della realtà: la realtà autentica non è [fatta conoscere] dal Maestro né è [conosciuta] dal discepolo. Non concepire quello stato come cosciente e neppure come incosciente, piuttosto comprendi che esso è l’uno privo di molteplicità. Ma se ti aggrappi anche all’uno sarai legato proprio da quello. Io, Tilopa, non ho nulla da insegnare. Non me ne sto isolato, ma non sono senza isolamento. I miei occhi non sono aperti, ma neppure chiusi. La mia coscienza non è alterata, ma neppure incorretta. Renditi conto che lo stato naturale non è conoscibile mentalmente. Se comprendi che esperienze, ricordi e conoscenze sono qualcosa di falso rispetto alla realtà autentica indeterminabile, lascia che tutti questi fenomeni sorgano e si dissolvano Non c’è proprio nulla né da eliminare né da conquistare, né da ottenere né da rifuggire. Non rimanere nella foresta a praticare l’ascetismo.
La felicità non può essere trovata tramite le abluzioni e la purità rituale. Neppure il culto delle divinità ti farà ottenere la liberazione. Comprendi quel rilassamento in cui non si afferra né si abbandona alcunché. La meta è la consapevolezza della propria vera natura. Nell’istante in cui si consegue questa comprensione, non c’è piú alcuna via da seguire.
Le persone ordinarie che non capiscono ricercano la meta altrove. Felicità è trascendere speranza e timore. Quando si dissolve la propria identificazione mentale, cessa la visione dualistica. Senza pensare, immaginare, esaminare, giudicare, meditare, agire, sperare e temere, le fissazioni mentali si dissolvono spontaneamente.
È cosí che si consegue lo stato primordiale.
Traduzione di Giuseppe Baroetto
Omaggio al glorioso Essere Adamantino. Omaggio al Grande Sigillo, autocoscienza immutabile. Tutti i fattori dell’esistenza scaturiscono dalla sostanza del Grande Sigillo e lí si dissolvono. Essa non è qualcosa e non è neppure nulla, perché è al di là di qualsiasi determinazione.
Siccome non è conoscibile mentalmente, non ricercarne il significato. Tutti i fenomeni sono per loro natura falsi, perciò non sono da abbandonare né all’inizio né alla fine [del cammino spirituale]. Qualsiasi cosa la mente possa conoscere, qui non è considerato come il vero modo d’essere della realtà: la realtà autentica non è [fatta conoscere] dal Maestro né è [conosciuta] dal discepolo. Non concepire quello stato come cosciente e neppure come incosciente, piuttosto comprendi che esso è l’uno privo di molteplicità. Ma se ti aggrappi anche all’uno sarai legato proprio da quello. Io, Tilopa, non ho nulla da insegnare. Non me ne sto isolato, ma non sono senza isolamento. I miei occhi non sono aperti, ma neppure chiusi. La mia coscienza non è alterata, ma neppure incorretta. Renditi conto che lo stato naturale non è conoscibile mentalmente. Se comprendi che esperienze, ricordi e conoscenze sono qualcosa di falso rispetto alla realtà autentica indeterminabile, lascia che tutti questi fenomeni sorgano e si dissolvano Non c’è proprio nulla né da eliminare né da conquistare, né da ottenere né da rifuggire. Non rimanere nella foresta a praticare l’ascetismo.
La felicità non può essere trovata tramite le abluzioni e la purità rituale. Neppure il culto delle divinità ti farà ottenere la liberazione. Comprendi quel rilassamento in cui non si afferra né si abbandona alcunché. La meta è la consapevolezza della propria vera natura. Nell’istante in cui si consegue questa comprensione, non c’è piú alcuna via da seguire.
Le persone ordinarie che non capiscono ricercano la meta altrove. Felicità è trascendere speranza e timore. Quando si dissolve la propria identificazione mentale, cessa la visione dualistica. Senza pensare, immaginare, esaminare, giudicare, meditare, agire, sperare e temere, le fissazioni mentali si dissolvono spontaneamente.
È cosí che si consegue lo stato primordiale.
Traduzione di Giuseppe Baroetto
“Un tale amore non lo devi lasciar sfuggire mai.
Devi dargli tutto - corpo, cuore, ricchezza – devi farlo abitare dentro di te, e guardando nel suo viso devi bere la felicità dai suoi occhi, e farlo diventare come vuole, e sia segno di una tua fortuna impareggiabile.”
- Mirabai. Mistica indiana e devota a Krishna.
“La Padavali” a cura di G.G. Filippi.
Devi dargli tutto - corpo, cuore, ricchezza – devi farlo abitare dentro di te, e guardando nel suo viso devi bere la felicità dai suoi occhi, e farlo diventare come vuole, e sia segno di una tua fortuna impareggiabile.”
- Mirabai. Mistica indiana e devota a Krishna.
“La Padavali” a cura di G.G. Filippi.
“La tua differenza da ogni altra persona, quell' «esperienza non condivisa», ha luogo a ogni istante dentro il condiviso, in virtù dell'unicità della tua identità individuale.
La tua differenza non ha bisogno di mura a sua garanzia; la garanzia è stata data all'inizio dall'immagine che hai nel cuore e che ti accompagna lungo tutta la vita.
Una fantasia di isolamento, tuttavia, può essere utile per prendersi cura del daimon.
Perciò la gente partecipa a ritiri spirituali, va alla ricerca della visione, digiuna e si purifica, o, più semplicemente, rimane un paio di giorni a letto al buio per recuperare la propria particolare, non condivisa vocazione.”
-James Hillman. Il codice dell’Anima
La tua differenza non ha bisogno di mura a sua garanzia; la garanzia è stata data all'inizio dall'immagine che hai nel cuore e che ti accompagna lungo tutta la vita.
Una fantasia di isolamento, tuttavia, può essere utile per prendersi cura del daimon.
Perciò la gente partecipa a ritiri spirituali, va alla ricerca della visione, digiuna e si purifica, o, più semplicemente, rimane un paio di giorni a letto al buio per recuperare la propria particolare, non condivisa vocazione.”
-James Hillman. Il codice dell’Anima
Il primo incontro tra Gampopa e Milarepa. 💛🙏🏼 Trovato sul sito: studybuddhism.com
“Cosicché, anche se voi ora mi lasciaste andare, contro il volere di Ànito il quale diceva che o non bisognava fin da principio io venissi qui in tribunale o, una volta che c’ero venuto, non era possibile non condannarmi a morte, perché, se riuscivo a sfuggire alla condanna, diceva, da quel momento i vostri figlioli, seguitando a praticare gl’insegnamenti di Socrate, sarebbero stati tutti quanti senza piú rimedio guasti e corrotti; – se voi, a questo argomentare di Ànito, diceste a me cosí: “O Socrate, noi non vogliamo ora dar retta ad Ànito e ti lasciamo andare, a patto però che tu non perda piú il tuo tempo in codeste ricerche, né piú ti occupi di filosofia; e se sarai còlto a far tuttavia di codeste cose ne morirai”; – se dunque, come dicevo, voi a questi patti mi lasciaste andare, ebbene, io vi risponderei cosí: “O miei concittadini di Atene, io vi sono obbligato e vi amo; ma obbedirò piuttosto al Dio che a voi; e finché io abbia respiro, e finché io ne sia capace, non cesserò mai di filosofare e di esortarvi e ammonirvi, chiunque io incontri di voi e sempre, e parlandogli al mio solito modo, cosí: – O tu che sei il migliore degli uomini, tu che sei Ateniese, cittadino della piú grande città e piú rinomata per sapienza e potenza, non ti vergogni tu a darti pensiero delle ricchezze [e] per ammassarne quante piú puoi, e della fama e degli onori; e invece della intelligenza e della verità e della tua anima, perché ella diventi quanto è possibile ottima, non ti dài affatto né pensiero né cura?”. E se taluno di voi dirà che non è vero, e sosterrà che se ne prende cura, io non lo lascerò andare senz’altro, né me ne anderò io, ma sí lo interrogherò, lo studierò, lo confuterò; e se mi paia ch’egli non possegga virtú ma solo dica di possederla, io lo svergognerò dimostrandogli che le cose di maggior pregio egli tiene a vile e tiene in pregio le cose vili. E questo io lo farò a chiunque mi càpiti, a giovani e a vecchi, a forestieri e a cittadini; e piú ai cittadini, a voi, dico, che mi siete piú strettamente congiunti. Ché questo, voi lo sapete bene, è l’ordine del dio; e io sono persuaso non ci sia per voi maggior bene nella città di questa mia obbedienza al Dio.”
- Platone, Apologia di Socrate.
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https://youtu.be/iuDInUllUQQ
Eccovi un film che vi consiglio di vedere 😊
Titolo: Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e ancora Primavera
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