Canale di Spiritualità
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Poiché non potevo fermarmi per la Morte,
Lei gentilmente si fermò per me -
La Carrozza non portava che Noi Due
E l'Immortalità

Procedemmo lentamente - non aveva fretta
Ed io avevo messo via
Il mio lavoro e il mio tempo libero anche,
Per la Sua Cortesia

Oltrepassammo la Scuola, dove i Bambini si battevano
Nell'Intervallo - in Cerchio

Oltrepassammo Campi di Grano che ci Fissava
Oltrepassammo il Sole Calante

O piuttosto - Lui oltrepassò Noi -
La Rugiada si posò rabbrividente e Gelida -
Perché solo di Garza, la mia Veste -
La mia Stola - solo Tulle -

Sostammo davanti a una Casa che sembrava
Un Rigonfiamento del Terreno
Il Tetto era a malapena visibile
Il Cornicione - nel Terreno

Da allora - sono Secoli - eppure
Li avverto più brevi del Giorno
In cui da subito intuii che le Teste dei Cavalli
Andavano verso l'Eternità


-Emily Dickinson
“Solo chi è stato ‘toccato’ (iniziato con la trasmissione della shakti) può ‘toccare’ altri.
Solo chi è liberato può liberare; in verità come può un individuo non liberato essere un liberatore?

Chi ha la conoscenza può elevare anche uno sciocco; in verità come può uno stupido elevare un altro stupido?
Soltanto un’imbarcazione può traghettare un macigno; di certo un masso non può traghettare un macigno.

Se si ha un guru assorto solo nelle faccende del mondo, e che non conosce la verità, non si otterranno risultati né qui né nell’altro mondo.”

-Kularnava Tantra. La via dell’Estasi
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Lettera di Paolo agli Efesini 4, 1-24

“Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.
Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.
Ma che significa la parola «ascese», se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose.
È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.
Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.
Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.”
“Non vi è albero del Bodhi
Nè sostegno di uno specchio lucido.
Poichè tutto è vuoto,
Dove può poggiarsi la polvere?”

Hui Neng, Il sesto patriarca
Conferenza ora in diretta sulla pagina di Facebook del Museo Egizio di Torino sulla Sensualità, sesso e oscenità fra Egitto antico e moderna Egittologia.
“Evans: Le dispiacerebbe dirci qualcosa su questo processo evolutivo della psiche verso la totalità che lei chiama Processo di Individuazione?

Jung: È molto semplice. Prenda una ghianda, la pianti nel terreno, la ghianda cresce e diventa una quercia. Così è l’uomo. L’uomo si forma da un uovo e crescendo e diventa l’uomo completo, perché quella è la legge che ha dentro.”

- Dal saggio “Jung Parla”
“Io so che da un albero al vento pendetti,
per nove notti intere,
ferito da una lancia ed immolato ad Odino,
io stesso a me stesso.”

-Parole di Odino nell’ “Hávamál”
Perché gli spettri ti possiedano
non c’è bisogno di essere una stanza –
Non c’è bisogno di essere una casa –
La mente ha corridoi – che vanno oltre
lo spazio materiale –

Assai più sicuro, un incontro a Mezzanotte,
con un fantasma – esterno –
piuttosto che con il suo riscontro interiore –
quell’ospite più freddo.

Assai più sicuro, attraversare al galoppo un’abbazia
rincorsi dalle pietre –
Piuttosto che incontrare, disarmati,
in solitudine – il proprio io.

L’io che si nasconde dietro l’io –
Una scossa ben più terrorizzante –
di un assassino in agguato
nella propria casa.

Il corpo – prende a prestito una rivoltella –
spranga la porta –
senza accorgersi di uno spettro
più altero – o peggio.

Emily Dickinson, 1863 n.670
O mio amato

O mio amato, concedimi
di vederti. Non è più vita la mia vita senza te.
Muore il loto senz'acqua, e la notte senza la luna è vuota.
Me la vita abbandona se tu sei lontano.
Non passa mai la mia notte turbata dall'ansia, il desiderio morde il mio cuore invano.
Non ho più fame e sonno, né sa più dalla mia bocca uscire la parola.
Per chi poi? Chi m'ascolta? Sono sola.
Vieni da me, o mio sposo,
raggiungimi, vieni e spegni il fuoco della sofferenza.
Tu che conosci il mio cuore perché mi fai soffrire? Ritorna e allontana il dolore che in me dilaga alla tua assenza.
Di vita in vita Mira è la tua schiava
ed il suo amore l'ha legato a te.

Poesia di Mirabai
“I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang von Goethe
​​"Quattro principi fondamentali devono soprattutto valere per quanto riguarda Dio: fede, verità, amore, speranza. Bisogna infatti credere, perché l'unica salvezza è la conversione verso Dio: chi ha creduto deve quanto più è possibile impegnarsi a conoscere la verità su di lui; chi l'ha conosciuto amare colui che è stato conosciuto; chi l'ha amato, nutrire di buone speranze l'anima tutta la vita."

-Porfirio di Tiro. Lettera a Marcella.
Buon Natale a tutti voi

Vangelo del giorno
Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 1,1-5.9-14

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.

Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.