Canale di Spiritualità
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"Ora ciascuna di noi può dire con tutta verità: "Non sono più mia, ma appartengo totalmente e per sempre a Dio e perciò sono tutta per i fratelli che amo e servo nel suo Nome, con il cuore ardente d' Amore".

Suora della Provvidenza
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"Dopo una vivace intervista a San Gregorio al Celio, in Roma, scrissi due righe d’augurio a Madre Teresa.
Passate le feste, m’arrivò da Calcutta una lettera, l’indirizzo vergato con l’inchiostro verde. Dentro, un rettangolino di carta:
«I Cinque chicchi di Riso:

1) Il frutto del silenzio è la preghiera.

2) Il frutto della preghiera è la fede.

3) Il frutto della fede è l’Amore.

4) Il frutto dell’Amore è il servizio.

5) Il frutto del servizio è la pace». "

-Igor Man
Forwarded from Ramana Maharshi | रमण महर्षि | ரமண மகரிஷி (ʀᴀᴍᴀɴᴀ ᴍᴀʜᴀʀsʜɪ )
​​You are already the Self. Therefore realisation is common to everyone. This very doubt, "can I realise ?" or the feeling, "I have not realised" are the obstacles. Be free from these also.

~Ramana Maharshi
"La depressione è una signora in nero, quando appare non bisogna scacciarla ma invitarla alla nostra tavola per ascoltare cosa ci dice."

- C. G. Jung
"Un giorno Ryokan venne invitato a recitare dei sutra per i defunti di un tale, e lui, una volta giunto, piuttosto che porsi di fronte agli altarini per il Buddha e per cari estinti del suo ospite come era ed è consuetudine, si mise a declamare guardando la finestra, con sommo sgomento di tutti.
Ora, Ryokan stava sbagliando, stava infrangendo tutte le regole, o stava facendo la cosa più sensata da fare? Egli stava recitando rivolto verso il cielo e la terra, dunque verso quello che in Giappone è considerato il simbolo del Tutto, dell'Universo, della natura di Buddha, e dunque cosa era giusto fare? Ryokan era un folle stravagante o un vecchio saggio?

Quando quotidianamente Ryokan usciva per la questua, si dice si fermasse a giocare volentieri con i bambini. Egli portava sempre nella manica del kolomo delle palle colorate che faceva rimbalzare con i fanciulli che incontrava, instaurando così un giocoso dialogo, che spesso gli faceva dimenticare di proseguire la questua, suo unica fonte di sostentamento. Si trattava forse di un pazzo o di qualcuno che aveva profondamente compreso che l'unico modo sensato di rapportarsi alla vita era quello di giocare con essa, e di giocarci seriamente, come solo un bambino sa veramente fare?
Alla fine della conferenza la persistente pioggia era svanita, e quando per ultimo sono uscito dalla sala, nel chiudere la porta, ho percepito un grande calore e ho avuto la certezza che in molti sono tornati a casa tenendo nel cuore questi versi di Ryokan:

Cessata è la pioggia, il cielo è di nuovo sereno;
se il cuore è puro, tutte le cose sono pure.
Avendo abbandonato il mondo e me stesso,
passo la vita con la luna e coi fiori."

-Dario Doshin Girolami
La miseria è dovuta agli oggetti. Se non ci sono, non ci saranno pensieri contingenti e così la miseria sarà cancellata.

"In che modo gli oggetti cesseranno di essere?" È la domanda successiva. Gli Shruti (antichi testi religiosi) e i Saggi dicono che gli oggetti sono solo creazioni mentali. Non hanno alcun essere sostanziale. Indagare sulla questione e accertare la verità della dichiarazione. Il risultato sarà la conclusione che il mondo oggettivo è nella coscienza soggettiva. Il Sé è quindi l'unica Realtà che permea e avvolge anche il mondo.

Poiché non c'è dualità, non sorgono pensieri per disturbare la tua pace. Questa è la Realizzazione del Sé. Il Sé è eterno e così anche la sua realizzazione.

-Bhagwan Sri Ramana Maharshi
''Sono molti i pazienti colti che rifiutano categoricamente di andare dal religioso. Dei filosofi poi non vogliono nemmeno sentir parlare, perché la storia della filosofia li lascia freddi e l’intellettualismo è per loro più arido del deserto. E dove sono i grandi saggi, che non si limitano a parlare del significato della vita e del mondo, ma lo possiedono davvero? Non è assolutamente possibile escogitare sistemi e verità capaci di dare al malato quello di cui ha bisogno per vivere, cioè fede, speranza, amore e conoscenza. Queste quattro massime acquisizioni, meta del desiderio umano, sono altrettante grazie che non si possono né insegnare, né apprendere, né dare né prendere, né trattenere, né meritare perché sono legate a una condizione irrazionale, sottratta all’arbitrio umano, cioè all’esperienza. Ma le esperienze non si possono mai ‘fare’: accadono.
Negli ultimi trent’anni una clientela proveniente da tutti i paesi civili della terra è venuta a consultarmi: mi sono passate per le mani molte centinaia di pazienti.
Fra tutti questi pazienti al di sopra della mezza età, cioè al di sopra dei trentacinque anni, non ce n’è stato uno il cui problema sostanziale non fosse quello del suo atteggiamento religioso. In definitiva tutti si ammalano perché hanno perduto ciò che le religioni vive di tutti i tempi hanno dato ai loro fedeli; e nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso. Naturalmente questo non ha nulla a che vedere con la confessione di una fede o l’appartenenza a una chiesa.''

-Jung
"Tu soffri a causa del male, perché segretamente lo ami, senza esserne consapevole dinnanzi ai tuoi occhi.
Vorresti sfuggirlo e cominci a odiarlo e ancora una volta resti legato al male dal tuo odio perché, sia che tu lo ami sia che lo odi, per te è lo stesso: sei legato al male.
Il male va accettato.
Quel che vogliamo, rimane nelle nostre mani. Ciò che non vogliamo, ma che è più forte di noi, ci trascina con sé e noi non possiamo fermarlo, senza recar danno.
La nostra forza resta infatti incatenata al male. Dunque dobbiamo accettare il nostro male, senza amore né odio, riconoscendo che esso esiste e che deve avere la sua parte nella vita. In questo modo gli togliamo la forza di sopraffarci."

Jung- Libro Rosso, L'apertura dell'uovo