reciti il nome di Hari mentre vai”, aveva detto il pandit.
“Certamente!” esclamò Kamala. “Come mai non ci ho pensato prima? Che stupida sono! Chi può attraversare un vasto oceano può attraversare un piccolo fiume. Posso attraversare questo fiume se se pronuncio il nome di Hari mentre vado!”
Kamala raccolse la brocca del latte e se la mise sulla testa. Poi, pensando solo al Signore, scese nel fiume. Non si bagnò, poiché riusciva a camminare sull’acqua.
“Hari, Hari, Hari”, ripeteva Kamala incessantemente.
Ripetendo il nome di Hari mentre attraversava il fiume, raggiunse la casa dell’erudito.
“Ah, sei arrivata in tempo oggi”, disse il pandit. “Il barcaiolo si è alzato presto, eh?”
“No, signore”, replicò la ragazza, “il barcaiolo era ancora in ritardo, così non l’ho aspettato”.
Il pandit era confuso.
“Non hai aspettato il barcaiolo? Come sei giunta qui?” le chiese.
“Come, ho seguito il vostro insegnamento, signore”, rispose Kamala. “E’ Una via decisamente migliore. Perché non me ne avete parlato prima, signore, invece di rimproverarmi ogni giorno?”
“Di cosa stai parlando, ragazza?”, urlò il pandit “qual è ‘la mia via’? Cosa vuoi dire?”
“Ma signore,” disse Kamala, “solo ieri pomeriggio vi ho udito dire alla gente come attraversare l’Oceano. ‘Ripetete il nome di Hari mentre procedete”, avete detto. “Se questo è il mezzo per attraversare l’Oceano, andrà bene per attraversare un fiume, non è vero? Voi lo sapevate tutto il tempo, e non me lo avete detto!”
Il sapiente osservò la lattaia stupito.
“Vuoi dire che hai attraversato il fiume in questo modo?”, egli disse.
“Sì”, rispose Kamala. “Non è difficile, non è vero? E così sarò in grado di portarvi il latte in tempo ogni giorno. Sono così felice di questo!”
Il pandit continuava a fissare la ragazza. Non sapeva se crederle o no.
“Vieni con me, ragazza”, e la condusse sulla riva del fiume.
“Vai a casa, e fammi vedere come attraversi il fiume”, disse.
“Non volete venire anche voi? Mio padre vorrebbe ringraziarvi”, gli disse Kamala.
“Ehm – bene – sì” disse l’erudito. ”Vai prima tu, io ti seguirò”.
“Oh, no signore! Come è possibile? Voi dovete andare per primo!”, esclamò Kamala.
Il pandit non poteva rifiutare. Si fermò sulla riva del fiume e cominciò a ripetere il nome di Hari. E mise un piede sull’acqua.
Quando fece ciò, tuttavia, si ricordò improvvisamente che il suo dothi era piuttosto lungo e si sarebbe potuto bagnare. Così rapidamente cercò di tirarlo sù. Istantaneamente il suo piede perse l'appoggio sulla superficie dell’acqua. Egli cadde giù, e cominciò a dimenarsi nell’acqua.
“Hari, Hari, Hari”, recitò Kamala.
Ripetendo incessantemente il nome del Signore, Kamala scivolò sull’acqua e diede la sua mano al sapiente. Lo aiutò a risalire sulla sponda.
“Sono mortificata che vi siate bagnato, signore”, gli disse. “Stavate pensando al vostro dothi, non è vero?”
“Kamala, bambina mia”, disse il pandit, “tu sei benedetta, per la tua fede"!
Racconti di Ramakrishna, Advaita Asrama
“Certamente!” esclamò Kamala. “Come mai non ci ho pensato prima? Che stupida sono! Chi può attraversare un vasto oceano può attraversare un piccolo fiume. Posso attraversare questo fiume se se pronuncio il nome di Hari mentre vado!”
Kamala raccolse la brocca del latte e se la mise sulla testa. Poi, pensando solo al Signore, scese nel fiume. Non si bagnò, poiché riusciva a camminare sull’acqua.
“Hari, Hari, Hari”, ripeteva Kamala incessantemente.
Ripetendo il nome di Hari mentre attraversava il fiume, raggiunse la casa dell’erudito.
“Ah, sei arrivata in tempo oggi”, disse il pandit. “Il barcaiolo si è alzato presto, eh?”
“No, signore”, replicò la ragazza, “il barcaiolo era ancora in ritardo, così non l’ho aspettato”.
Il pandit era confuso.
“Non hai aspettato il barcaiolo? Come sei giunta qui?” le chiese.
“Come, ho seguito il vostro insegnamento, signore”, rispose Kamala. “E’ Una via decisamente migliore. Perché non me ne avete parlato prima, signore, invece di rimproverarmi ogni giorno?”
“Di cosa stai parlando, ragazza?”, urlò il pandit “qual è ‘la mia via’? Cosa vuoi dire?”
“Ma signore,” disse Kamala, “solo ieri pomeriggio vi ho udito dire alla gente come attraversare l’Oceano. ‘Ripetete il nome di Hari mentre procedete”, avete detto. “Se questo è il mezzo per attraversare l’Oceano, andrà bene per attraversare un fiume, non è vero? Voi lo sapevate tutto il tempo, e non me lo avete detto!”
Il sapiente osservò la lattaia stupito.
“Vuoi dire che hai attraversato il fiume in questo modo?”, egli disse.
“Sì”, rispose Kamala. “Non è difficile, non è vero? E così sarò in grado di portarvi il latte in tempo ogni giorno. Sono così felice di questo!”
Il pandit continuava a fissare la ragazza. Non sapeva se crederle o no.
“Vieni con me, ragazza”, e la condusse sulla riva del fiume.
“Vai a casa, e fammi vedere come attraversi il fiume”, disse.
“Non volete venire anche voi? Mio padre vorrebbe ringraziarvi”, gli disse Kamala.
“Ehm – bene – sì” disse l’erudito. ”Vai prima tu, io ti seguirò”.
“Oh, no signore! Come è possibile? Voi dovete andare per primo!”, esclamò Kamala.
Il pandit non poteva rifiutare. Si fermò sulla riva del fiume e cominciò a ripetere il nome di Hari. E mise un piede sull’acqua.
Quando fece ciò, tuttavia, si ricordò improvvisamente che il suo dothi era piuttosto lungo e si sarebbe potuto bagnare. Così rapidamente cercò di tirarlo sù. Istantaneamente il suo piede perse l'appoggio sulla superficie dell’acqua. Egli cadde giù, e cominciò a dimenarsi nell’acqua.
“Hari, Hari, Hari”, recitò Kamala.
Ripetendo incessantemente il nome del Signore, Kamala scivolò sull’acqua e diede la sua mano al sapiente. Lo aiutò a risalire sulla sponda.
“Sono mortificata che vi siate bagnato, signore”, gli disse. “Stavate pensando al vostro dothi, non è vero?”
“Kamala, bambina mia”, disse il pandit, “tu sei benedetta, per la tua fede"!
Racconti di Ramakrishna, Advaita Asrama
"Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!». Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina»? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?"
-La gaia scienza, Friedrich Nietzsche
-La gaia scienza, Friedrich Nietzsche
"L’ Animus positivo è la consapevolezza istintiva più profonda della verità interiore, una verità fondamentale che guida la donna spirituale nel suo processo di individuazione, verso la possibilità di diventare se stessa.
E’ l’opposto dell’Animus negativo che, al contrario, è un grande imbroglione. (…)
Il lato maschile nelle donne è estremamente importante, tanto in senso positivo quanto in senso negativo. Presenta i suoi aspetti negativi soltanto quando le donne non sanno rapportarsi a esso con saggezza.
La donna priva di Animus non ha energia né intraprendenza e neppure intelligenza e iniziativa. E’ una creatura molto povera. Tutto ciò di cui dispone sono un grembo per produrre figli e mani per cucinare. La donna priva di Animus non è niente.
Da qui si vede come l’Animus sia estremamente positivo. Esso è intelligenza, anelito spirituale.
Tutta la spiritualità della donna è legata all’Animus.
Così, possiamo affermare che nella donna l’Animus, il suo lato maschile, si estende dal diavolo allo Spirito Santo."
- "Il mondo dei sogni", Marie Louise Von Franz
E’ l’opposto dell’Animus negativo che, al contrario, è un grande imbroglione. (…)
Il lato maschile nelle donne è estremamente importante, tanto in senso positivo quanto in senso negativo. Presenta i suoi aspetti negativi soltanto quando le donne non sanno rapportarsi a esso con saggezza.
La donna priva di Animus non ha energia né intraprendenza e neppure intelligenza e iniziativa. E’ una creatura molto povera. Tutto ciò di cui dispone sono un grembo per produrre figli e mani per cucinare. La donna priva di Animus non è niente.
Da qui si vede come l’Animus sia estremamente positivo. Esso è intelligenza, anelito spirituale.
Tutta la spiritualità della donna è legata all’Animus.
Così, possiamo affermare che nella donna l’Animus, il suo lato maschile, si estende dal diavolo allo Spirito Santo."
- "Il mondo dei sogni", Marie Louise Von Franz
Canale di Spiritualità pinned «Buongiorno a tutti! 🙏 Grazie per il supporto 🙏 Siamo giunti ai 200!✨💛 Volevo consigliarvi nuovamente un canale di Spiritualità, Esoterismo e Meditazione, tramite la quale si potrebbe partecipare ad gruppo privato qui su Telegram o iniziare un percorso di…»
"La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore.
Chi guarda all’esterno, sogna.
Chi guarda all’interno, si sveglia."
- "La psicologia dell'inconscio", Carl Gustav Jung
Chi guarda all’esterno, sogna.
Chi guarda all’interno, si sveglia."
- "La psicologia dell'inconscio", Carl Gustav Jung
"II - NUTRIRE LA PERSONA
Sotto il cielo tutti vedono bello ciò che è bello soltanto perché esiste il brutto.
Tutti sanno che il bene è bene soltanto perché esiste il male.
Essere e non essere si generano a vicenda. Il difficile e il facile sono complementari. Il lungo e il corto si definiscono reciprocamente, così come l’alto e il basso. Non c’è prima senza dopo e viceversa.
Perciò il saggio vive con apparente dualità, e paradossale unità.
Il saggio può agire senza sforzo e insegnare senza parole. Nutre le creature senza appropriarsene, lavora, ma non per la ricompensa; compete, ma non per il risultato.
Compiuta l’opera, se ne dimentica. Per questo dura in eterno."
- Tao Te Ching, Lao-tzu
Sotto il cielo tutti vedono bello ciò che è bello soltanto perché esiste il brutto.
Tutti sanno che il bene è bene soltanto perché esiste il male.
Essere e non essere si generano a vicenda. Il difficile e il facile sono complementari. Il lungo e il corto si definiscono reciprocamente, così come l’alto e il basso. Non c’è prima senza dopo e viceversa.
Perciò il saggio vive con apparente dualità, e paradossale unità.
Il saggio può agire senza sforzo e insegnare senza parole. Nutre le creature senza appropriarsene, lavora, ma non per la ricompensa; compete, ma non per il risultato.
Compiuta l’opera, se ne dimentica. Per questo dura in eterno."
- Tao Te Ching, Lao-tzu
Storia zen: Il maestro e lo scorpione.
Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua.
Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
Per effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua.
Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora.
Un giovane discepolo, che era lì, si avvicinò e gli disse:
“Mi scusi, maestro, ma perché continuate a prendere lo scorpione? Non capite che, ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua, vi punge?"
Il maestro rispose:
“La natura dello scorpione è quella di pungere. Questo non cambierà la mia che è quella di aiutare".
Il maestro si fermò a riflettere e, con l’aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita. Poi, rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:
"Non cambiare la tua natura se qualcuno ti farà del male. Prendi solo delle precauzioni. In genere gli uomini sono ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te".
Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua.
Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
Per effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua.
Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora.
Un giovane discepolo, che era lì, si avvicinò e gli disse:
“Mi scusi, maestro, ma perché continuate a prendere lo scorpione? Non capite che, ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua, vi punge?"
Il maestro rispose:
“La natura dello scorpione è quella di pungere. Questo non cambierà la mia che è quella di aiutare".
Il maestro si fermò a riflettere e, con l’aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita. Poi, rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:
"Non cambiare la tua natura se qualcuno ti farà del male. Prendi solo delle precauzioni. In genere gli uomini sono ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te".
Oggi inizia il Chaitra Navratri e terminerà il 13 Aprile. Il Durga-Puja o Navaratri (letteralmente “nove notti”) è la più grande festività religiosa dell’India, durante la quale la divinità viene adorata come Madre.
Le celebrazioni durano nove giorni, in onore delle nove manifestazioni di Durga.
Nei primi tre giorni, la Madre Divina viene adorata come Forza Agente, Energia, Kali, Dea della Distruzione e del Rinnovamento, consorte di Shiva. Preghiamo Kali affinchè distrugga i nostri vizi e annichilisca le tendenze animalesche presenti nella nostra natura. Ella è inoltre il potere che protegge la nostra pratica da tutte le distrazioni e cadute. Questo è un periodo di purificazione, durante il quale ci disfiamo di tutte le attitudini negative. E’ come quando si fa spazio nell’armadio per accogliervi i nuovi vestiti. I primi tre giorni del Navaratri, dedicati alla distruzione delle impurità, ci sostengono nello sforzo determinato che dobbiamo compiere per sradicare le tendenze negative dalla nostra mente.
Nei successivi tre giorni, una volta che riusciamo a sconfiggere le negatività e a spezzare le vecchie abitudini, il passo successivo consiste nel costruire le qualità positive che andranno a rimpiazzare quelle negative eliminate. Questo lato gradevole della pratica è simboleggiato dall’adorazione di Lakshmi, la Dea della Prosperità, consorte di Vishnu. Lakshmi concede ai suoi devoti inesauribile ricchezza divina, amore, gentilezza, devozione, pazienza, sopportazione, carità e via dicendo. Tali qualità non si possono ottenere dall’esterno, ma devono essere sviluppate interiormente invocando la Dea nei nostri cuori. Se lo sviluppo delle qualità positive non viene compiuto con la massima sincerità, le vecchie tendenze finiranno inesorabilmente per rialzare la testa. Pertanto, questo passaggio della pratica spirituale ha la stessa importanza del precedente.
Quando il praticante riesce a sradicare le tendenze negative e a sviluppare le pure, divine qualità satviche, si pone nella condizione di conseguire la saggezza divina. Gli ultimi tre giorni di Navaratri sono perciò consacrati all’adorazione di Sarasvati, Dea della Saggezza, consorte di Brahma. Ella dona la conoscenza del Supremo, del suono mistico e quindi la piena conoscenza del Sé. In questo periodo, riceviamo istruzioni divine circa il modo migliore di far uso delle risorse che ci vengono inviate. Si tratta di imparare a servirsi con il massimo di efficienza e consapevolezza di tutto quello che abbiamo.
Il decimo giorno, Vijaya Dasami, rappresenta il trionfante risveglio dell’individuo alla Realizzazione del Sé, che si ottiene per mezzo della discesa della Conoscenza, possibile solo con la Grazia della Madre. Si celebra dunque la vittoria, il conseguimento dell’obbiettivo, il riconoscimento della nostra eterna identità con lo Spirito Supremo.
Oltre a questo, però, ciascun giorno del Navaratri è dedicato a un particolare aspetto della Madre Divina, i Nava Durga (nove nomi di Durga).
1° giorno : Sailaputra - Figlia dell’Himalaya
2° giorno: Brahmacharini -Colei che rimane celibe
3° giorno: Chandraghanta -Colei che è bella come la Luna
4° giorno: Kusmanda
-Colei che porta felicità
5° giorno: Skandamata
-Madre di Kanda, condottiero delle armate che combattono il male
6° giorno: Katyayani
-Aspetto della Madre Kali
7° giorno: Kalaratri
-Notte buia senza luna
8° giorno: Mahagauri
-La grande Dea Bianca
9° giorno: Siddhidatri
-Colei che ha conoscenza e grandi poteri Spirituali.
testo preso da: www.csph.net
Le celebrazioni durano nove giorni, in onore delle nove manifestazioni di Durga.
Nei primi tre giorni, la Madre Divina viene adorata come Forza Agente, Energia, Kali, Dea della Distruzione e del Rinnovamento, consorte di Shiva. Preghiamo Kali affinchè distrugga i nostri vizi e annichilisca le tendenze animalesche presenti nella nostra natura. Ella è inoltre il potere che protegge la nostra pratica da tutte le distrazioni e cadute. Questo è un periodo di purificazione, durante il quale ci disfiamo di tutte le attitudini negative. E’ come quando si fa spazio nell’armadio per accogliervi i nuovi vestiti. I primi tre giorni del Navaratri, dedicati alla distruzione delle impurità, ci sostengono nello sforzo determinato che dobbiamo compiere per sradicare le tendenze negative dalla nostra mente.
Nei successivi tre giorni, una volta che riusciamo a sconfiggere le negatività e a spezzare le vecchie abitudini, il passo successivo consiste nel costruire le qualità positive che andranno a rimpiazzare quelle negative eliminate. Questo lato gradevole della pratica è simboleggiato dall’adorazione di Lakshmi, la Dea della Prosperità, consorte di Vishnu. Lakshmi concede ai suoi devoti inesauribile ricchezza divina, amore, gentilezza, devozione, pazienza, sopportazione, carità e via dicendo. Tali qualità non si possono ottenere dall’esterno, ma devono essere sviluppate interiormente invocando la Dea nei nostri cuori. Se lo sviluppo delle qualità positive non viene compiuto con la massima sincerità, le vecchie tendenze finiranno inesorabilmente per rialzare la testa. Pertanto, questo passaggio della pratica spirituale ha la stessa importanza del precedente.
Quando il praticante riesce a sradicare le tendenze negative e a sviluppare le pure, divine qualità satviche, si pone nella condizione di conseguire la saggezza divina. Gli ultimi tre giorni di Navaratri sono perciò consacrati all’adorazione di Sarasvati, Dea della Saggezza, consorte di Brahma. Ella dona la conoscenza del Supremo, del suono mistico e quindi la piena conoscenza del Sé. In questo periodo, riceviamo istruzioni divine circa il modo migliore di far uso delle risorse che ci vengono inviate. Si tratta di imparare a servirsi con il massimo di efficienza e consapevolezza di tutto quello che abbiamo.
Il decimo giorno, Vijaya Dasami, rappresenta il trionfante risveglio dell’individuo alla Realizzazione del Sé, che si ottiene per mezzo della discesa della Conoscenza, possibile solo con la Grazia della Madre. Si celebra dunque la vittoria, il conseguimento dell’obbiettivo, il riconoscimento della nostra eterna identità con lo Spirito Supremo.
Oltre a questo, però, ciascun giorno del Navaratri è dedicato a un particolare aspetto della Madre Divina, i Nava Durga (nove nomi di Durga).
1° giorno : Sailaputra - Figlia dell’Himalaya
2° giorno: Brahmacharini -Colei che rimane celibe
3° giorno: Chandraghanta -Colei che è bella come la Luna
4° giorno: Kusmanda
-Colei che porta felicità
5° giorno: Skandamata
-Madre di Kanda, condottiero delle armate che combattono il male
6° giorno: Katyayani
-Aspetto della Madre Kali
7° giorno: Kalaratri
-Notte buia senza luna
8° giorno: Mahagauri
-La grande Dea Bianca
9° giorno: Siddhidatri
-Colei che ha conoscenza e grandi poteri Spirituali.
testo preso da: www.csph.net