"Se quindi sono ciò che ho, e se ciò che ho è perduto, chi sono io? Null'altro che uno sconfitto, frustrato, patetico testimone di un modo di vivere errato. Dato che posso perdere ciò che ho, per forza di cose sono costantemente preda alla preoccupazione di restar privo di quanto possiedo. Ho paura dei ladri, dei mutamenti economici, temo le rivoluzioni, le malattie, la morte, mi sgomentano l'amore, la libertà, la crescita, il mutamento e l'ignoto. Ne consegue che sono continuamente preoccupato, in preda a una cronica ipocondria, relativa non solo alla perdita della salute ma ad ogni altra perdita di ciò che ho; sto pertanto sulla difensiva, mi mostro duro, sospettoso, sono solitario, mosso dal bisogno di avere di più per essere meglio protetto. Nel suo "Peer Gint", Ibsen ha fornito un'esemplare descrizione di questo tipo umano accentrato sull'io. Il protagonista è pieno solo di sé e, nel suo esasperato egoismo, ritiene di essere se stesso per il fatto di essere un «fascio di desideri». Alla fine dell'esistenza, riconosce che, in seguito a un'esistenza basata esclusivamente sul possesso, non è affatto riuscito a essere se stesso, che è simile a una cipolla priva di un nucleo centrale, è un uomo incompleto, il quale non è mai stato se stesso. L'ansia e l'insicurezza prodotte dal pericolo di perdere ciò che si ha, sono assenti dalla modalità dell'essere. Se sono ciò che sono e non ciò che ho, nessuno può privarmi né della mia sicurezza né del mio senso di identità, e neppure minacciare di farlo. Il mio centro è dentro di me."
- "Avere o essere?", Erich Fromm
- "Avere o essere?", Erich Fromm
“Vieni, Amato Signore
Concedimi il tuo darshan
Lontano da te
Non posso più vivere.
Come un loto senz'acqua,
Come una notte senza luna,
Sono io la tua diletta
Senza di Te, o Signore.
Io vivo del ricordo del tuo Nome.
Il mondo mi deride, o Signore dalla carnagione celeste, [Krishna ]
A causa del mio amore per te.
Alcuni mi chiamano pazza.
Altri pensano che ho portato tutta la mia famiglia alla rovina.
Alcuni dicono che io sono come il profumo dell'incenso,
Assorta nel Nome dell'Amato.
Affilata è la lama della mia devozione
Sì da recidere il cappio della morte.
O Signore di Mira tu innalzi le montagne.
Tu mi affoghi nell'oceano del tuo Nome.
In fondo al mio cuore il tuo Nome ha trovato riposo.
Per il tuo amore, o Unica Bellezza,
Sono costretta a sopportare le calunnie del mondo.
Alcuni mi lodano perché ti amo,
Altri dicono che ho infamato il nome reale che porto.
Oh! sono ebbra del nettare del tuo Nome,
Incurante degli insulti degli stolti.
Seguire il sentiero della devozione è come
Camminare a piedi nudi sulla lama di un rasoio.
Eppure ci cammino volentieri.
Poiché, dice Meera, beato è colui
Che si è tuffato nell'oceano di nettare del Suo Nome.”
Mirabai - poetessa e mistica indiana.
Concedimi il tuo darshan
Lontano da te
Non posso più vivere.
Come un loto senz'acqua,
Come una notte senza luna,
Sono io la tua diletta
Senza di Te, o Signore.
Io vivo del ricordo del tuo Nome.
Il mondo mi deride, o Signore dalla carnagione celeste, [Krishna ]
A causa del mio amore per te.
Alcuni mi chiamano pazza.
Altri pensano che ho portato tutta la mia famiglia alla rovina.
Alcuni dicono che io sono come il profumo dell'incenso,
Assorta nel Nome dell'Amato.
Affilata è la lama della mia devozione
Sì da recidere il cappio della morte.
O Signore di Mira tu innalzi le montagne.
Tu mi affoghi nell'oceano del tuo Nome.
In fondo al mio cuore il tuo Nome ha trovato riposo.
Per il tuo amore, o Unica Bellezza,
Sono costretta a sopportare le calunnie del mondo.
Alcuni mi lodano perché ti amo,
Altri dicono che ho infamato il nome reale che porto.
Oh! sono ebbra del nettare del tuo Nome,
Incurante degli insulti degli stolti.
Seguire il sentiero della devozione è come
Camminare a piedi nudi sulla lama di un rasoio.
Eppure ci cammino volentieri.
Poiché, dice Meera, beato è colui
Che si è tuffato nell'oceano di nettare del Suo Nome.”
Mirabai - poetessa e mistica indiana.
“Il regno della mia mente è infangato dall'ignoranza. Con le piogge incessanti della scrupolosa autodisciplina, possa io rimuovere dalle città della mia negligenza spirituale gli annosi detriti dell'illusione”.
-Paramhansa Yogananda
-Paramhansa Yogananda
Forwarded from Ramana Maharshi | रमण महर्षि | ரமண மகரிஷி (ʀᴀᴍᴀɴᴀ ᴍᴀʜᴀʀsʜɪ )
🌿The boat may remain in water, but if water enters the boat it will bring great catastrophe. [Likewise] a man may live in the world, but if the world enters [the mind of] the man the whole life will be miserable.
🌿Only the one who has made his mind die is truly born.
🌿Think 'I', 'I', 'I', and hold to that one thought to the exculsion of all others.
~Ramana Maharshi
🌿Only the one who has made his mind die is truly born.
🌿Think 'I', 'I', 'I', and hold to that one thought to the exculsion of all others.
~Ramana Maharshi
“Where can we go to find God, if we cannot see Him in our heart and in every living being?”
“Dove possiamo andare a trovare Dio, se non riusciamo a vederlo nel nostro cuore e in ogni essere vivente?”
-“Pearls of Wisdom “, Swami Vivekananda
“Dove possiamo andare a trovare Dio, se non riusciamo a vederlo nel nostro cuore e in ogni essere vivente?”
-“Pearls of Wisdom “, Swami Vivekananda
Buongiorno a tutti 🙏🏼Vorrei consigliarvi nuovamente, come scritto nel messaggio fissato in alto, di passare anche da questo canale:
https://t.me/spiritualitameditazione
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Facendo un augurio a tutte le mamme, voglio condividere con voi delle parole di una grande Madre: Madre Teresa di Calcutta. Che possano essere punto di riflessione per tutti noi. Sono tratte dal suo libro “La gioia di amare”