“Vieni, Amato Signore
Concedimi il tuo darshan
Lontano da te
Non posso più vivere.
Come un loto senz'acqua,
Come una notte senza luna,
Sono io la tua diletta
Senza di Te, o Signore.
Io vivo del ricordo del tuo Nome.
Il mondo mi deride, o Signore dalla carnagione celeste, [Krishna ]
A causa del mio amore per te.
Alcuni mi chiamano pazza.
Altri pensano che ho portato tutta la mia famiglia alla rovina.
Alcuni dicono che io sono come il profumo dell'incenso,
Assorta nel Nome dell'Amato.
Affilata è la lama della mia devozione
Sì da recidere il cappio della morte.
O Signore di Mira tu innalzi le montagne.
Tu mi affoghi nell'oceano del tuo Nome.
In fondo al mio cuore il tuo Nome ha trovato riposo.
Per il tuo amore, o Unica Bellezza,
Sono costretta a sopportare le calunnie del mondo.
Alcuni mi lodano perché ti amo,
Altri dicono che ho infamato il nome reale che porto.
Oh! sono ebbra del nettare del tuo Nome,
Incurante degli insulti degli stolti.
Seguire il sentiero della devozione è come
Camminare a piedi nudi sulla lama di un rasoio.
Eppure ci cammino volentieri.
Poiché, dice Meera, beato è colui
Che si è tuffato nell'oceano di nettare del Suo Nome.”
Mirabai - poetessa e mistica indiana.
Concedimi il tuo darshan
Lontano da te
Non posso più vivere.
Come un loto senz'acqua,
Come una notte senza luna,
Sono io la tua diletta
Senza di Te, o Signore.
Io vivo del ricordo del tuo Nome.
Il mondo mi deride, o Signore dalla carnagione celeste, [Krishna ]
A causa del mio amore per te.
Alcuni mi chiamano pazza.
Altri pensano che ho portato tutta la mia famiglia alla rovina.
Alcuni dicono che io sono come il profumo dell'incenso,
Assorta nel Nome dell'Amato.
Affilata è la lama della mia devozione
Sì da recidere il cappio della morte.
O Signore di Mira tu innalzi le montagne.
Tu mi affoghi nell'oceano del tuo Nome.
In fondo al mio cuore il tuo Nome ha trovato riposo.
Per il tuo amore, o Unica Bellezza,
Sono costretta a sopportare le calunnie del mondo.
Alcuni mi lodano perché ti amo,
Altri dicono che ho infamato il nome reale che porto.
Oh! sono ebbra del nettare del tuo Nome,
Incurante degli insulti degli stolti.
Seguire il sentiero della devozione è come
Camminare a piedi nudi sulla lama di un rasoio.
Eppure ci cammino volentieri.
Poiché, dice Meera, beato è colui
Che si è tuffato nell'oceano di nettare del Suo Nome.”
Mirabai - poetessa e mistica indiana.
“Il regno della mia mente è infangato dall'ignoranza. Con le piogge incessanti della scrupolosa autodisciplina, possa io rimuovere dalle città della mia negligenza spirituale gli annosi detriti dell'illusione”.
-Paramhansa Yogananda
-Paramhansa Yogananda
Forwarded from Ramana Maharshi | रमण महर्षि | ரமண மகரிஷி (ʀᴀᴍᴀɴᴀ ᴍᴀʜᴀʀsʜɪ )
🌿The boat may remain in water, but if water enters the boat it will bring great catastrophe. [Likewise] a man may live in the world, but if the world enters [the mind of] the man the whole life will be miserable.
🌿Only the one who has made his mind die is truly born.
🌿Think 'I', 'I', 'I', and hold to that one thought to the exculsion of all others.
~Ramana Maharshi
🌿Only the one who has made his mind die is truly born.
🌿Think 'I', 'I', 'I', and hold to that one thought to the exculsion of all others.
~Ramana Maharshi
“Where can we go to find God, if we cannot see Him in our heart and in every living being?”
“Dove possiamo andare a trovare Dio, se non riusciamo a vederlo nel nostro cuore e in ogni essere vivente?”
-“Pearls of Wisdom “, Swami Vivekananda
“Dove possiamo andare a trovare Dio, se non riusciamo a vederlo nel nostro cuore e in ogni essere vivente?”
-“Pearls of Wisdom “, Swami Vivekananda
Buongiorno a tutti 🙏🏼Vorrei consigliarvi nuovamente, come scritto nel messaggio fissato in alto, di passare anche da questo canale:
https://t.me/spiritualitameditazione
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Facendo un augurio a tutte le mamme, voglio condividere con voi delle parole di una grande Madre: Madre Teresa di Calcutta. Che possano essere punto di riflessione per tutti noi. Sono tratte dal suo libro “La gioia di amare”
CANTO XXXIV - Inferno - Dante Alighieri.
“...Quando noi fummo fatti tanto avante,
ch'al mio maestro piacque di mostrarmi
la creatura ch'ebbe il bel sembiante,
d'innanzi mi si tolse e fé restarmi,
“Ecco Dite", dicendo, "ed ecco il loco
ove convien che di fortezza t’armi".
Com’io divenni allor gelato e fioco,
nol dimandar, lettor, ch’i’ non lo scrivo,
però ch’ogne parlar sarebbe poco.
Io non mori’ e non rimasi vivo;
pensa oggimai per te, s’ hai fior d’ingegno,
qual io divenni, d’uno e d’altro privo. “
Potete trovare qui il canto per intero: https://ladante.it/DanteAlighieri/hochfeiler/inferno/testo/inf34.htm
“...Quando noi fummo fatti tanto avante,
ch'al mio maestro piacque di mostrarmi
la creatura ch'ebbe il bel sembiante,
d'innanzi mi si tolse e fé restarmi,
“Ecco Dite", dicendo, "ed ecco il loco
ove convien che di fortezza t’armi".
Com’io divenni allor gelato e fioco,
nol dimandar, lettor, ch’i’ non lo scrivo,
però ch’ogne parlar sarebbe poco.
Io non mori’ e non rimasi vivo;
pensa oggimai per te, s’ hai fior d’ingegno,
qual io divenni, d’uno e d’altro privo. “
Potete trovare qui il canto per intero: https://ladante.it/DanteAlighieri/hochfeiler/inferno/testo/inf34.htm
FIABA CINESE: Il CAVALLO E IL FIUME
“Un cavallino viveva nella stalla con la madre e non era mai uscito di casa, né si era mai allontanato dal suo fianco protettivo.
Un giorno la madre gli disse:
"E' ora che tu esca e che impari a fare piccole commissioni per me.
Porta questo sacchetto di grano al mulino!"
Con il sacco sulla groppa, contento di rendersi utile, il puledro si mise a galoppare verso il mulino.
Ma dopo un po' incontrò sul suo cammino un fiume gonfio d'acqua che fluiva gorgogliando.
"Che cosa devo fare? Potrò attraversare?" Si fermò incerto sulla riva.
Non sapeva a chi chiedere consiglio.
Si guardò intorno e vide un vecchio bue che brucava lì accanto.
Il cavallino si avvicinò e gli chiese: "Buongiorno, posso attraversare il fiume?"
"Certo, l'acqua non è profonda, mi arriva appena a ginocchio, vai tranquillo".
Il cavallino si mise a galoppare verso il fiume, ma quando stava proprio sulla riva in procinto di attraversare, uno scoiattolo gli si avvicinò saltellando e gli disse tutto agitato: "Non passare, non passare! È pericoloso, rischi di annegare!"
"Ma il fiume è così profondo?" Chiese il cavallino confuso.
"Certo, un amico ieri è annegato" raccontò lo scoiattolo con voce mesta.
Il cavallino non sapeva più a chi credere e decise di tornare a casa per chiedere consiglio alla madre.
"Sono tornato perché l'acqua è molto profonda" disse imbarazzato
"non posso attraversare il fiume".
"Sei sicuro? Io penso invece che l'acqua sia poco profonda"replicò la madre.
"E' quello che mi ha detto il vecchio bue, ma lo scoiattolo insiste nel dire che il fiume è pericoloso e che ieri è annegato un suo amico".
"Allora l'acqua è profonda o poco profonda? Prova a pensarci con la tua testa".
"Veramente non ci ho pensato".
"Figlio mio, non devi ascoltare i consigli senza riflettere con la tua testa.
Puoi arrivarci da solo. Il bue è grande e grosso e pensa naturalmente che il fiume sia poco profondo, mentre lo scoiattolo è così piccolo che può annegare anche in una pozzanghera e pensa che sia molto profondo".
Dopo aver ascoltato le parole della madre, il cavallino si mise a galoppare verso il fiume sicuro di sé.
Quando lo scoiattolo lo vide con le zampe ormai dentro il fiume gli gridò:
"Allora hai deciso di annegare?"
"Voglio provare ad attraversare".
E il cavallino scoprì che l'acqua del fiume non era né poco profonda come aveva detto il bue,
né troppo profonda come aveva detto lo scoiattolo.”
Trovata sul web
“Un cavallino viveva nella stalla con la madre e non era mai uscito di casa, né si era mai allontanato dal suo fianco protettivo.
Un giorno la madre gli disse:
"E' ora che tu esca e che impari a fare piccole commissioni per me.
Porta questo sacchetto di grano al mulino!"
Con il sacco sulla groppa, contento di rendersi utile, il puledro si mise a galoppare verso il mulino.
Ma dopo un po' incontrò sul suo cammino un fiume gonfio d'acqua che fluiva gorgogliando.
"Che cosa devo fare? Potrò attraversare?" Si fermò incerto sulla riva.
Non sapeva a chi chiedere consiglio.
Si guardò intorno e vide un vecchio bue che brucava lì accanto.
Il cavallino si avvicinò e gli chiese: "Buongiorno, posso attraversare il fiume?"
"Certo, l'acqua non è profonda, mi arriva appena a ginocchio, vai tranquillo".
Il cavallino si mise a galoppare verso il fiume, ma quando stava proprio sulla riva in procinto di attraversare, uno scoiattolo gli si avvicinò saltellando e gli disse tutto agitato: "Non passare, non passare! È pericoloso, rischi di annegare!"
"Ma il fiume è così profondo?" Chiese il cavallino confuso.
"Certo, un amico ieri è annegato" raccontò lo scoiattolo con voce mesta.
Il cavallino non sapeva più a chi credere e decise di tornare a casa per chiedere consiglio alla madre.
"Sono tornato perché l'acqua è molto profonda" disse imbarazzato
"non posso attraversare il fiume".
"Sei sicuro? Io penso invece che l'acqua sia poco profonda"replicò la madre.
"E' quello che mi ha detto il vecchio bue, ma lo scoiattolo insiste nel dire che il fiume è pericoloso e che ieri è annegato un suo amico".
"Allora l'acqua è profonda o poco profonda? Prova a pensarci con la tua testa".
"Veramente non ci ho pensato".
"Figlio mio, non devi ascoltare i consigli senza riflettere con la tua testa.
Puoi arrivarci da solo. Il bue è grande e grosso e pensa naturalmente che il fiume sia poco profondo, mentre lo scoiattolo è così piccolo che può annegare anche in una pozzanghera e pensa che sia molto profondo".
Dopo aver ascoltato le parole della madre, il cavallino si mise a galoppare verso il fiume sicuro di sé.
Quando lo scoiattolo lo vide con le zampe ormai dentro il fiume gli gridò:
"Allora hai deciso di annegare?"
"Voglio provare ad attraversare".
E il cavallino scoprì che l'acqua del fiume non era né poco profonda come aveva detto il bue,
né troppo profonda come aveva detto lo scoiattolo.”
Trovata sul web