“Oh amato dall’ Auspiciosa, Śambhu che hai sulla tiara la mezzaluna, Grande Signore che porti il tridente, dalle trecce annodate sul capo, Tu solo sei il Pervasore dell’universo, l’Onniforme!
Siimi propizio, Siimi propizio, Principe la cui forma è pienezza!
Il Sé trascendente, l’Uno, il Seme dell’Universo, il Primordiale, l’Immoto, l’Informe conoscibile mediante il fonema “Om”, donde tutto nasce, da cui tutto è protetto, in cui tutto si riassorbe, quel Signore io amo devotamente.
Né terra, né, poi, acque, né vento, e neppure spazio!
Lui, per il quale non v’è stanchezza, né sonno, né caldo, né freddo, né luogo, né veste, né volto, io lodo, dai tre volti!
Al non nato, perenne, Causa delle cause, al Buono, al Solitario, Luce delle luci, Quarto (oltre al sonno profondo, sogno e veglia) al di là delle tenebre, senza principio e fine, io ricorro per rifugio, al Supremo Purificatore.
Omaggio a Te, omaggio a Te, Onnipervadente, Onniforme!”
Una parte della Laude di Śiva - Śankara.
Siimi propizio, Siimi propizio, Principe la cui forma è pienezza!
Il Sé trascendente, l’Uno, il Seme dell’Universo, il Primordiale, l’Immoto, l’Informe conoscibile mediante il fonema “Om”, donde tutto nasce, da cui tutto è protetto, in cui tutto si riassorbe, quel Signore io amo devotamente.
Né terra, né, poi, acque, né vento, e neppure spazio!
Lui, per il quale non v’è stanchezza, né sonno, né caldo, né freddo, né luogo, né veste, né volto, io lodo, dai tre volti!
Al non nato, perenne, Causa delle cause, al Buono, al Solitario, Luce delle luci, Quarto (oltre al sonno profondo, sogno e veglia) al di là delle tenebre, senza principio e fine, io ricorro per rifugio, al Supremo Purificatore.
Omaggio a Te, omaggio a Te, Onnipervadente, Onniforme!”
Una parte della Laude di Śiva - Śankara.
“Una è la conoscenza e tale conoscenza consiste nel discernimento.”
-Pancaśikha, antico maestro del Samkhya.
-Pancaśikha, antico maestro del Samkhya.
“Un giorno Saraha chiese alla moglie di preparargli un piatto di ravanelli al curry. Ella preparò il cibo ma nel frattempo Saraha entrò in uno stato di profonda meditazione dal quale riemerse dopo dodici anni. Appena risvegliatosi, Saraha per prima cosa chiese alla moglie i suoi ravanelli al curry.
Sua moglie era incredula. “Sei stato in meditazione per dodici anni e adesso è estate e non è il tempo dei ravanelli” rispose.
Saraha si ripropose quindi di recarsi sulle montagne per continuare la meditazione.
“L’isolamento fisico non è la vera solitudine” replicò sua moglie. “La vera solitudine è l’abbandono dei preconcetti e dei pregiudizi di una mente rigida e limitata e ancor più l’abbandono di qualsiasi etichetta o concetto. Se ti risvegli da dodici anni di samadhi e sei ancora attaccato al tuo curry, che senso ha andare sulle montagne?”. Saraha ascoltò le parole di sua moglie e dopo un po’ di tempo ottenne le supreme realizzazioni della Mahamudra.”
Da: Buddhism.it
Sua moglie era incredula. “Sei stato in meditazione per dodici anni e adesso è estate e non è il tempo dei ravanelli” rispose.
Saraha si ripropose quindi di recarsi sulle montagne per continuare la meditazione.
“L’isolamento fisico non è la vera solitudine” replicò sua moglie. “La vera solitudine è l’abbandono dei preconcetti e dei pregiudizi di una mente rigida e limitata e ancor più l’abbandono di qualsiasi etichetta o concetto. Se ti risvegli da dodici anni di samadhi e sei ancora attaccato al tuo curry, che senso ha andare sulle montagne?”. Saraha ascoltò le parole di sua moglie e dopo un po’ di tempo ottenne le supreme realizzazioni della Mahamudra.”
Da: Buddhism.it
“O Spirito perché ti sei intossicato con il vino delle credenze?
Piuttosto che con il vero Amore?
Perché’ hai visto una realta’ nell’irrealta’?
La tua assenza di visione mi ha spinto in un mondo di artifizi e di movimenti illusori.”
Poetessa e mistica indiana Lalla Ded o Lalla Arifa.
Piuttosto che con il vero Amore?
Perché’ hai visto una realta’ nell’irrealta’?
La tua assenza di visione mi ha spinto in un mondo di artifizi e di movimenti illusori.”
Poetessa e mistica indiana Lalla Ded o Lalla Arifa.
“Il maestro non deve insegnare per un motivo che vada al di là dell’insegnare stesso, un motivo egoistico, come sarebbero il denaro o la rinomanza o la gloria; la sua attività deve nascere dall’amore, anzi, in via assoluta, dal puro amore per l’umanità. Il solo mezzo per il quale si può trasmettere la forza spirituale è l’amore. Qualsiasi motivo egoistico, come il desiderio di denaro o di fama, distruggerà immediatamente questo mezzo di comunicazione. Dio è amore, e solo chi ha conosciuto Dio come amore può essere un maestro di divinità e un Dio per l’uomo...
...Un cieco può ben entrare in un museo, ma non ne trarrà nessun beneficio; prima bisogna aprirgli gli occhi, e solo allora egli sarà in grado di imparare ciò che gli possono insegnare gli oggetti esposti nel museo.
Colui che apre gli occhi dell’aspirante alla spiritualità è il maestro.
Col maestro, dunque, noi abbiamo le stesse relazioni che corrono fra un discendente e il suo antenato. Senza fede, umiltà, sottomissione e venerazione nel cuore verso il nostro maestro di spiritualità, non potrà esserci in noi fioritura di spiritualità.
E’ significativo il fatto che solo là dove prevale questo genere di rapporto fra maestro e discepolo, prosperano i giganti spirituali, mentre nei paesi dove hanno trascurato di alimentare questo tipo di rapporto, il maestro di spiritualità è diventato un puro e semplice conferenziere – il maestro aspetta il suo onorario e il discepolo aspetta che le parole del maestro gli riempiano il cervello – dopo di che ciascuno se ne va per la sua strada. In queste condizioni la spiritualità diventa quasi un’entità sconosciuta. Non c’è più nessuno che la trasmetta e nessuno che la riceva.
Con gente siffatta la spiritualità diventa un affare e si crede di poterla comperare con denaro. Volesse il cielo che si potesse comperarla con tanta facilità!
Ma, sfortunatamente, così non può essere.
La spiritualità, che è la più alta conoscenza e la più alta saggezza, non la si può comperare e nemmeno acquistare dai libri. Potete ficcare il naso in ogni angolo del mondo, potete esplorare l’Himalaya, le Alpi e il Caucaso, potete saggiare il fondo del mare e frugare in ogni recesso del Tibet e nel deserto di Gobi; non la troverete in nessun luogo finché il vostro cuore non sarà pronto ad accoglierla e il vostro maestro non sia venuto.
Quando questo maestro designato da Dio sarà giunto, servitelo con la fiducia e la semplicità dei fanciulli, aprite liberamente il vostro cuore alla sua influenza e vedete in lui il Dio manifesto.
A coloro che con questo spirito d’amore e di venerazione cercano la verità, il Signore della verità rivela le cose più meravigliose sulla verità, la bontà e la bellezza.”
- Swami Vivekananda. Yoga Pratici.
...Un cieco può ben entrare in un museo, ma non ne trarrà nessun beneficio; prima bisogna aprirgli gli occhi, e solo allora egli sarà in grado di imparare ciò che gli possono insegnare gli oggetti esposti nel museo.
Colui che apre gli occhi dell’aspirante alla spiritualità è il maestro.
Col maestro, dunque, noi abbiamo le stesse relazioni che corrono fra un discendente e il suo antenato. Senza fede, umiltà, sottomissione e venerazione nel cuore verso il nostro maestro di spiritualità, non potrà esserci in noi fioritura di spiritualità.
E’ significativo il fatto che solo là dove prevale questo genere di rapporto fra maestro e discepolo, prosperano i giganti spirituali, mentre nei paesi dove hanno trascurato di alimentare questo tipo di rapporto, il maestro di spiritualità è diventato un puro e semplice conferenziere – il maestro aspetta il suo onorario e il discepolo aspetta che le parole del maestro gli riempiano il cervello – dopo di che ciascuno se ne va per la sua strada. In queste condizioni la spiritualità diventa quasi un’entità sconosciuta. Non c’è più nessuno che la trasmetta e nessuno che la riceva.
Con gente siffatta la spiritualità diventa un affare e si crede di poterla comperare con denaro. Volesse il cielo che si potesse comperarla con tanta facilità!
Ma, sfortunatamente, così non può essere.
La spiritualità, che è la più alta conoscenza e la più alta saggezza, non la si può comperare e nemmeno acquistare dai libri. Potete ficcare il naso in ogni angolo del mondo, potete esplorare l’Himalaya, le Alpi e il Caucaso, potete saggiare il fondo del mare e frugare in ogni recesso del Tibet e nel deserto di Gobi; non la troverete in nessun luogo finché il vostro cuore non sarà pronto ad accoglierla e il vostro maestro non sia venuto.
Quando questo maestro designato da Dio sarà giunto, servitelo con la fiducia e la semplicità dei fanciulli, aprite liberamente il vostro cuore alla sua influenza e vedete in lui il Dio manifesto.
A coloro che con questo spirito d’amore e di venerazione cercano la verità, il Signore della verità rivela le cose più meravigliose sulla verità, la bontà e la bellezza.”
- Swami Vivekananda. Yoga Pratici.
Mosaico absidale della Basilica dei Santi Cosma e Damiano a Roma
Risalente al 530 d.c. Al centro troviamo la figura di Gesù Cristo su delle nuvole rosse e bluastre, con un rotolo nella mano sinistra e con la destra indicante una stella.
Alla sinistra: Paolo, San Cosma e Papa Felice IV, il committente del mosaico e dell’intera chiesa di cui tiene in mano il modellino.
Alla sua destra: Pietro, San Damiano e Teodoro.
Nella fascia in basso sono raffigurati dodici agnelli che simboleggiano gli apostoli.
Risalente al 530 d.c. Al centro troviamo la figura di Gesù Cristo su delle nuvole rosse e bluastre, con un rotolo nella mano sinistra e con la destra indicante una stella.
Alla sinistra: Paolo, San Cosma e Papa Felice IV, il committente del mosaico e dell’intera chiesa di cui tiene in mano il modellino.
Alla sua destra: Pietro, San Damiano e Teodoro.
Nella fascia in basso sono raffigurati dodici agnelli che simboleggiano gli apostoli.
0012RM_echammal.pdf
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La storia di Echammal. Discepola di Ramana Maharshi
«Cerca con ogni mezzo la compagnia del buono, del saggio, di colui che è la nave che attraversa l’oceano delle nascite e delle morti.»
Parte del canto dello Yoga Vasistha che è postato nella storia di Echammal.
Parte del canto dello Yoga Vasistha che è postato nella storia di Echammal.
