“Vi ammiro, voi cristiani, perché identificate Cristo con il povero e il povero con Cristo, e quando date del pane ad un povero sapete di darlo a Gesù. Ciò che mi è più difficile comprendere è la difficoltà che avete di riconoscere Gesù nel povero che è in voi. Quando avete fame di guarigione o di affetto, perché non lo volete riconoscere? Quando vi scoprite nudi, quando vi scoprite stranieri a voi stessi, quando vi ritrovate in prigione e malati, perché non sapete vedere questa fragilità come la persona di Gesù in voi?
Accettare se stessi sembra molto semplice, ma le cose semplici sono sempre più difficili... L'arte di essere semplici è la più elevata, così come accettare se stessi è l'essenza del problema morale e il nocciolo di un'intera visione del mondo... Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad amare un mio nemico nel nome di Cristo, do prova senza alcun dubbio di grande virtù... quel che faccio al più piccolo dei miei fratello l'ho fatto a Cristo!
Ma se io dovessi scoprire che il più piccolo di tutti, il più povero di tutti i mendicanti, il più sfacciato degli offensori, il nemico stesso è in me; che sono io stesso ad aver bisogno dell'elemosina della mia bontà, che io stesso sono il nemico d'amare, allora che cosa accadrebbe?
Di solito assistiamo in questo caso al rovesciamento della verità cristiana. Allora scompaiono amore e pazienza, allora insultiamo il fratello che è in noi, allora ci condanniamo e ci adiriamo contro noi stessi, ci nascondiamo agli occhi del mondo e neghiamo di aver mai conosciuto quel miserabile che è in noi.
E se fosse stato Dio stesso a presentarsi a noi sotto quella forma spregevole lo avremmo rinnegato mille volte prima del canto del gallo.”
Jung, Opere 11, “Psicologia e Religione”.
Accettare se stessi sembra molto semplice, ma le cose semplici sono sempre più difficili... L'arte di essere semplici è la più elevata, così come accettare se stessi è l'essenza del problema morale e il nocciolo di un'intera visione del mondo... Ospitando un mendicante, perdonando chi mi ha offeso, arrivando perfino ad amare un mio nemico nel nome di Cristo, do prova senza alcun dubbio di grande virtù... quel che faccio al più piccolo dei miei fratello l'ho fatto a Cristo!
Ma se io dovessi scoprire che il più piccolo di tutti, il più povero di tutti i mendicanti, il più sfacciato degli offensori, il nemico stesso è in me; che sono io stesso ad aver bisogno dell'elemosina della mia bontà, che io stesso sono il nemico d'amare, allora che cosa accadrebbe?
Di solito assistiamo in questo caso al rovesciamento della verità cristiana. Allora scompaiono amore e pazienza, allora insultiamo il fratello che è in noi, allora ci condanniamo e ci adiriamo contro noi stessi, ci nascondiamo agli occhi del mondo e neghiamo di aver mai conosciuto quel miserabile che è in noi.
E se fosse stato Dio stesso a presentarsi a noi sotto quella forma spregevole lo avremmo rinnegato mille volte prima del canto del gallo.”
Jung, Opere 11, “Psicologia e Religione”.
Dal Protovangelo di Giacomo
“Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell'aria e vidi l'aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi un vaso giacente e degli operai coricati con le mani nel vaso: ma quelli che masticavano non masticavano, quelli che prendevano su il cibo non l'alzavano dal vaso, quelli che lo stavano portando alla bocca non lo portavano; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle,
ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull'acqua, ma non bevevano.
Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso.”
“Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell'aria e vidi l'aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi un vaso giacente e degli operai coricati con le mani nel vaso: ma quelli che masticavano non masticavano, quelli che prendevano su il cibo non l'alzavano dal vaso, quelli che lo stavano portando alla bocca non lo portavano; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle,
ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull'acqua, ma non bevevano.
Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso.”
“Ogni religione è vera.
Dio può essere raggiunto da ogni religione.
I fiumi scorrono in direzioni diverse ma si riversano tutti nel mare, essi sono un'unità.
Un uomo veramente religioso dovrebbe pensare che anche le altre religioni sono sentieri che conducono alla verità. Dovremmo sempre mantenere un atteggiamento di rispetto verso le altre religioni.”
-Sri Ramakrishna
Dio può essere raggiunto da ogni religione.
I fiumi scorrono in direzioni diverse ma si riversano tutti nel mare, essi sono un'unità.
Un uomo veramente religioso dovrebbe pensare che anche le altre religioni sono sentieri che conducono alla verità. Dovremmo sempre mantenere un atteggiamento di rispetto verso le altre religioni.”
-Sri Ramakrishna
M. (umilmente): “In che modo si dovrebbe vivere nel mondo?”.
Maestro: “Fa tutti i tuoi doveri, ma mantieni la mente fissa su Dio. Vivi con tutti, con moglie, figli, padre e madre, e sii loro di servizio. Trattali come se ti fossero molto cari, ma ricordati sempre nel profondo del cuore che essi non ti appartengono.
“Una domestica nella casa di un ricco fa tutte le sue faccende, ma il suo pensiero è sempre fisso sulla casa al suo paese natale. Ella alleva i figli del padrone di casa come se fossero i suoi. Ne parla persino come del ‘mio Rama’ o ‘il mio Hari’, ma nella sua mente sa bene che essi non le appartengono per nulla.
“La tartaruga nuota nell’acqua, ma sai dove stanno i suoi pensieri? Là sulla riva, dove ha deposto le uova. Fa il tuo dovere nel mondo, ma fissa la mente su Dio.
Se ti avventuri nel mondo senza prima avere coltivato l’amore per Dio, ne rimarrai sempre più intrappolato. Verrai sopraffatto dai suoi pericoli, dal dolore, dalle sue sofferenze. E più penserai alle cose di mondo più finirai per provarne attaccamento.
“Ungiti d’olio le mani prima di aprire il frutto dell’albero del pane, altrimenti si imbratteranno del suo succo appiccicoso. Prima procurati l’olio dell’amore divino e poi metti mano ai doveri di mondo.
Il Vangelo di Ramakrishna
Maestro: “Fa tutti i tuoi doveri, ma mantieni la mente fissa su Dio. Vivi con tutti, con moglie, figli, padre e madre, e sii loro di servizio. Trattali come se ti fossero molto cari, ma ricordati sempre nel profondo del cuore che essi non ti appartengono.
“Una domestica nella casa di un ricco fa tutte le sue faccende, ma il suo pensiero è sempre fisso sulla casa al suo paese natale. Ella alleva i figli del padrone di casa come se fossero i suoi. Ne parla persino come del ‘mio Rama’ o ‘il mio Hari’, ma nella sua mente sa bene che essi non le appartengono per nulla.
“La tartaruga nuota nell’acqua, ma sai dove stanno i suoi pensieri? Là sulla riva, dove ha deposto le uova. Fa il tuo dovere nel mondo, ma fissa la mente su Dio.
Se ti avventuri nel mondo senza prima avere coltivato l’amore per Dio, ne rimarrai sempre più intrappolato. Verrai sopraffatto dai suoi pericoli, dal dolore, dalle sue sofferenze. E più penserai alle cose di mondo più finirai per provarne attaccamento.
“Ungiti d’olio le mani prima di aprire il frutto dell’albero del pane, altrimenti si imbratteranno del suo succo appiccicoso. Prima procurati l’olio dell’amore divino e poi metti mano ai doveri di mondo.
Il Vangelo di Ramakrishna
Poiché non potevo fermarmi per la Morte,
Lei gentilmente si fermò per me -
La Carrozza non portava che Noi Due
E l'Immortalità
Procedemmo lentamente - non aveva fretta
Ed io avevo messo via
Il mio lavoro e il mio tempo libero anche,
Per la Sua Cortesia
Oltrepassammo la Scuola, dove i Bambini si battevano
Nell'Intervallo - in Cerchio
Oltrepassammo Campi di Grano che ci Fissava
Oltrepassammo il Sole Calante
O piuttosto - Lui oltrepassò Noi -
La Rugiada si posò rabbrividente e Gelida -
Perché solo di Garza, la mia Veste -
La mia Stola - solo Tulle -
Sostammo davanti a una Casa che sembrava
Un Rigonfiamento del Terreno
Il Tetto era a malapena visibile
Il Cornicione - nel Terreno
Da allora - sono Secoli - eppure
Li avverto più brevi del Giorno
In cui da subito intuii che le Teste dei Cavalli
Andavano verso l'Eternità
-Emily Dickinson
Lei gentilmente si fermò per me -
La Carrozza non portava che Noi Due
E l'Immortalità
Procedemmo lentamente - non aveva fretta
Ed io avevo messo via
Il mio lavoro e il mio tempo libero anche,
Per la Sua Cortesia
Oltrepassammo la Scuola, dove i Bambini si battevano
Nell'Intervallo - in Cerchio
Oltrepassammo Campi di Grano che ci Fissava
Oltrepassammo il Sole Calante
O piuttosto - Lui oltrepassò Noi -
La Rugiada si posò rabbrividente e Gelida -
Perché solo di Garza, la mia Veste -
La mia Stola - solo Tulle -
Sostammo davanti a una Casa che sembrava
Un Rigonfiamento del Terreno
Il Tetto era a malapena visibile
Il Cornicione - nel Terreno
Da allora - sono Secoli - eppure
Li avverto più brevi del Giorno
In cui da subito intuii che le Teste dei Cavalli
Andavano verso l'Eternità
-Emily Dickinson
“Solo chi è stato ‘toccato’ (iniziato con la trasmissione della shakti) può ‘toccare’ altri.
Solo chi è liberato può liberare; in verità come può un individuo non liberato essere un liberatore?
Chi ha la conoscenza può elevare anche uno sciocco; in verità come può uno stupido elevare un altro stupido?
Soltanto un’imbarcazione può traghettare un macigno; di certo un masso non può traghettare un macigno.
Se si ha un guru assorto solo nelle faccende del mondo, e che non conosce la verità, non si otterranno risultati né qui né nell’altro mondo.”
-Kularnava Tantra. La via dell’Estasi
Solo chi è liberato può liberare; in verità come può un individuo non liberato essere un liberatore?
Chi ha la conoscenza può elevare anche uno sciocco; in verità come può uno stupido elevare un altro stupido?
Soltanto un’imbarcazione può traghettare un macigno; di certo un masso non può traghettare un macigno.
Se si ha un guru assorto solo nelle faccende del mondo, e che non conosce la verità, non si otterranno risultati né qui né nell’altro mondo.”
-Kularnava Tantra. La via dell’Estasi
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Lettera di Paolo agli Efesini 4, 1-24
“Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.
Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.
Ma che significa la parola «ascese», se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose.
È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.
Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.
Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.”
“Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.
Per questo sta scritto: Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini.
Ma che significa la parola «ascese», se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose.
È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.
Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.
Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.”
“Non vi è albero del Bodhi
Nè sostegno di uno specchio lucido.
Poichè tutto è vuoto,
Dove può poggiarsi la polvere?”
Hui Neng, Il sesto patriarca
Nè sostegno di uno specchio lucido.
Poichè tutto è vuoto,
Dove può poggiarsi la polvere?”
Hui Neng, Il sesto patriarca
Conferenza ora in diretta sulla pagina di Facebook del Museo Egizio di Torino sulla Sensualità, sesso e oscenità fra Egitto antico e moderna Egittologia.
“Evans: Le dispiacerebbe dirci qualcosa su questo processo evolutivo della psiche verso la totalità che lei chiama Processo di Individuazione?
Jung: È molto semplice. Prenda una ghianda, la pianti nel terreno, la ghianda cresce e diventa una quercia. Così è l’uomo. L’uomo si forma da un uovo e crescendo e diventa l’uomo completo, perché quella è la legge che ha dentro.”
- Dal saggio “Jung Parla”
Jung: È molto semplice. Prenda una ghianda, la pianti nel terreno, la ghianda cresce e diventa una quercia. Così è l’uomo. L’uomo si forma da un uovo e crescendo e diventa l’uomo completo, perché quella è la legge che ha dentro.”
- Dal saggio “Jung Parla”
“Io so che da un albero al vento pendetti,
per nove notti intere,
ferito da una lancia ed immolato ad Odino,
io stesso a me stesso.”
-Parole di Odino nell’ “Hávamál”
per nove notti intere,
ferito da una lancia ed immolato ad Odino,
io stesso a me stesso.”
-Parole di Odino nell’ “Hávamál”
Perché gli spettri ti possiedano
non c’è bisogno di essere una stanza –
Non c’è bisogno di essere una casa –
La mente ha corridoi – che vanno oltre
lo spazio materiale –
Assai più sicuro, un incontro a Mezzanotte,
con un fantasma – esterno –
piuttosto che con il suo riscontro interiore –
quell’ospite più freddo.
Assai più sicuro, attraversare al galoppo un’abbazia
rincorsi dalle pietre –
Piuttosto che incontrare, disarmati,
in solitudine – il proprio io.
L’io che si nasconde dietro l’io –
Una scossa ben più terrorizzante –
di un assassino in agguato
nella propria casa.
Il corpo – prende a prestito una rivoltella –
spranga la porta –
senza accorgersi di uno spettro
più altero – o peggio.
Emily Dickinson, 1863 n.670
non c’è bisogno di essere una stanza –
Non c’è bisogno di essere una casa –
La mente ha corridoi – che vanno oltre
lo spazio materiale –
Assai più sicuro, un incontro a Mezzanotte,
con un fantasma – esterno –
piuttosto che con il suo riscontro interiore –
quell’ospite più freddo.
Assai più sicuro, attraversare al galoppo un’abbazia
rincorsi dalle pietre –
Piuttosto che incontrare, disarmati,
in solitudine – il proprio io.
L’io che si nasconde dietro l’io –
Una scossa ben più terrorizzante –
di un assassino in agguato
nella propria casa.
Il corpo – prende a prestito una rivoltella –
spranga la porta –
senza accorgersi di uno spettro
più altero – o peggio.
Emily Dickinson, 1863 n.670