Vangelo secondo Giovanni, 17
1 Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te.
2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.
4 Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.
5 E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6 Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.
7 Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8 perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.
10 Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.
11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
12 Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.
13 Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.
14 Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
15 Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno.
16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
17 Consacrali nella verità. La tua parola è verità.
18 Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; 19 per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21 perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22 E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
24 Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.
26 E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
1 Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te.
2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.
4 Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.
5 E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6 Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.
7 Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8 perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.
10 Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.
11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
12 Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.
13 Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.
14 Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
15 Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno.
16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
17 Consacrali nella verità. La tua parola è verità.
18 Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; 19 per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21 perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
22 E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
24 Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.
26 E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Chotrül Düchen, il Giorno dei Miracoli |
https://www.iltk.org/ciotrul-ducen-il-giorno-dei-miracoli/
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Scusate l OT. Vorrei condividere con voi questo link dove potrete accedere a vari servizi gratuiti messi a disposizione per ridurre l’impatto sociale ed economico del Coronavirus.
Buon giorno a tutti ☺️🙏
https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/
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www.agid.gov.it
Solidarietà Digitale|Agenzia per l'Italia digitale
La digitalizzazione a servizio di tutta la comunità
"Corpus Hypercubus" è un dipinto a olio su tela di 58,4 × 73,7 cm realizzato nel 1954 da Salvador Dalì.
È conservato nel Metropolitan Museum of Art di New York e raffigura la Crocefissione di Gesù Cristo.
Privo della corona di spine, Gesù è sospeso nell'aria, accostato ad una struttura fatta da otto cubi che simulano la forma della croce.
È conservato nel Metropolitan Museum of Art di New York e raffigura la Crocefissione di Gesù Cristo.
Privo della corona di spine, Gesù è sospeso nell'aria, accostato ad una struttura fatta da otto cubi che simulano la forma della croce.
177AVQ_desjardins-sofferenza.pdf
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Quaderno Vidya Bharata. Ego, sofferenza e vigilanza
"La bilancia cosmica che “dà quello che spetta”, adesso ci priva della salute e delle paghe, e delle sicurezze e dei piaceri delle “libertà” e del “benessere” senza Dio.
La cosa che dovrebbero dire i vescovi, quelli che ancora ci credono, non è “il Padre non punisce”. Dovrebbe essere invece: pestilenza e miseria non finiranno, l’Eucarestia vi sarà negata, fino a quando non vi riconoscerete, come il figliol prodigo, non più degni di esser chiamati figli. Quanto più tardate a mettervi in cammino verso Casa, tanto più durerà il guaio collettivo. Prima vi riconoscete colpevoli per la vostra parte del flagello, tanto prima cesserà il flagello. Solo il Padre può salvarvi da quel che avete – che abbiamo – meritato."
Maurizio Blondet
La cosa che dovrebbero dire i vescovi, quelli che ancora ci credono, non è “il Padre non punisce”. Dovrebbe essere invece: pestilenza e miseria non finiranno, l’Eucarestia vi sarà negata, fino a quando non vi riconoscerete, come il figliol prodigo, non più degni di esser chiamati figli. Quanto più tardate a mettervi in cammino verso Casa, tanto più durerà il guaio collettivo. Prima vi riconoscete colpevoli per la vostra parte del flagello, tanto prima cesserà il flagello. Solo il Padre può salvarvi da quel che avete – che abbiamo – meritato."
Maurizio Blondet
Chi è interessato ad intraprendere seriamente un percorso di meditazione ed entrare nel gruppo mi contatti @EmanuelaO
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Teresa D'Avila – Il castello interiore | tra poco suTv2000 (Canale 28 del Digitale terrestre)
https://www.tv2000.it/docfilm/2020/03/20/5929/
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Tv2000 DocFilm
Teresa D'Avila – Il castello interiore | Tv2000 DocFilm
Lunedì 23 marzo alle 22.10 - Teresa D'Avila - Il castello interiore (Teresa) un film per la tv del 2015 diretto da Jorge Dorado sulla vita di Santa Teresa d'Avila. Il racconto viene ripercorso da una giovane di oggi che legge Il libro della vita, una delle…
Ripropongo:
https://youtu.be/4c47kqJwqm4
Troverete gli altri capitoli tra i suggerimenti di YouTube ☺️
https://youtu.be/4c47kqJwqm4
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YouTube
Bhagavad Gita video in Italiano Cap.1
Presto seguiranno altri capitoli
"Per tanto tempo mi sono chiesta perché il Buon Dio aveva delle preferenze, perché non tutte le anime ricevevano un livello uguale di favori, e mi meravigliavo vedendolo prodigare favori straordinari ai Santi che lo avevano offeso, come San Paolo, Sant'Agostino e che Egli
costringeva, per dire così, ad accogliere i suoi favori; oppure leggendo la vita dei Santi che Nostro Signore ha voluto accarezzare dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro cammino alcun ostacolo che impedisse loro di innalzarsi fino a Lui, e prevenendo le loro anime con tali favori che esse non hanno mai potuto offuscare lo splendore immacolato della loro veste di Battesimo, mi domandavo perché i poveri selvaggi, per esempio, morivano in così grande numero prima di aver persino sentito il nome di Dio...
Gesù si è degnato di farmi Lui da istruttore, su questo mistero. Mi ha messo davanti agli occhi il libro della natura e io ho capito che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del Giglio non tolgono il profumo della violetta o la semplicità incantevole della margherita... Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere rose la natura perderebbe il suo abito di primavera, i campi non sarebbero più brillanti di fiorellini...
Questa è la situazione anche nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù. Lui ha voluto creare i grandi santi che possono essere paragonati al Giglio e alle rose; ma ha creato anche i più piccoli, e questi debbono accontentarsi di essere margherite, o violette destinate a rallegrare gli sguardi del Buon Dio quando si abbassa verso i suoi piedi. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell'essere quello che Lui vuole che siamo...
E ho anche capito che l'amore di Nostro Signore si rivela allo stesso modo nell'anima più semplice che non resiste in nulla alla sua grazia e nell'anima più elevata; in realtà, dal momento che l'essenza dell’amore sta nell’abbassarsi, se tutte le anime somigliassero a quelle dei Santi dottori che hanno illuminato la Chiesa con la luce della loro dottrina, non si vedrebbe il Buon Dio scendere abbastanza in basso per arrivare al loro cuore; ma Egli ha creato il bambino che non sa niente e non si fa sentire che con piccoli gridi, ha creato il povero selvaggio che come guida di condotta ha solo la legge di natura e si degna di abbassarsi fino al loro cuore, quelli sono i suoi fiori di campo la cui semplicità Lo rapisce... Discendendo così il Buon Dio dimostra la sua infinita grandezza. Come il sole illumina insieme i cedri e ogni fiorellino come se fosse solo sulla terra, così Nostro Signore si occupa specificamente di ogni anima, come se non avesse simili; e come nella natura ogni stagione è organizzata per far schiudere nel giorno giusto l'umile margherita, allo stesso modo tutto è predisposto per rispondere al bene di ogni anima."
- "Storia di un'anima" di Santa Teresa di Lisieux.
costringeva, per dire così, ad accogliere i suoi favori; oppure leggendo la vita dei Santi che Nostro Signore ha voluto accarezzare dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro cammino alcun ostacolo che impedisse loro di innalzarsi fino a Lui, e prevenendo le loro anime con tali favori che esse non hanno mai potuto offuscare lo splendore immacolato della loro veste di Battesimo, mi domandavo perché i poveri selvaggi, per esempio, morivano in così grande numero prima di aver persino sentito il nome di Dio...
Gesù si è degnato di farmi Lui da istruttore, su questo mistero. Mi ha messo davanti agli occhi il libro della natura e io ho capito che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del Giglio non tolgono il profumo della violetta o la semplicità incantevole della margherita... Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere rose la natura perderebbe il suo abito di primavera, i campi non sarebbero più brillanti di fiorellini...
Questa è la situazione anche nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù. Lui ha voluto creare i grandi santi che possono essere paragonati al Giglio e alle rose; ma ha creato anche i più piccoli, e questi debbono accontentarsi di essere margherite, o violette destinate a rallegrare gli sguardi del Buon Dio quando si abbassa verso i suoi piedi. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell'essere quello che Lui vuole che siamo...
E ho anche capito che l'amore di Nostro Signore si rivela allo stesso modo nell'anima più semplice che non resiste in nulla alla sua grazia e nell'anima più elevata; in realtà, dal momento che l'essenza dell’amore sta nell’abbassarsi, se tutte le anime somigliassero a quelle dei Santi dottori che hanno illuminato la Chiesa con la luce della loro dottrina, non si vedrebbe il Buon Dio scendere abbastanza in basso per arrivare al loro cuore; ma Egli ha creato il bambino che non sa niente e non si fa sentire che con piccoli gridi, ha creato il povero selvaggio che come guida di condotta ha solo la legge di natura e si degna di abbassarsi fino al loro cuore, quelli sono i suoi fiori di campo la cui semplicità Lo rapisce... Discendendo così il Buon Dio dimostra la sua infinita grandezza. Come il sole illumina insieme i cedri e ogni fiorellino come se fosse solo sulla terra, così Nostro Signore si occupa specificamente di ogni anima, come se non avesse simili; e come nella natura ogni stagione è organizzata per far schiudere nel giorno giusto l'umile margherita, allo stesso modo tutto è predisposto per rispondere al bene di ogni anima."
- "Storia di un'anima" di Santa Teresa di Lisieux.
Il contadino saggio. Parabola zen.
In un villaggio cinese c'era un vecchio contadino che viveva con suo figlio e un cavallo, che era la loro unica fonte di sostentamento.
Un giorno, il cavallo scappò lasciando l’uomo senza possibilità di lavorare la terra.
I suoi vicini accorsero da lui per mostrargli la loro solidarietà dicendosi dispiaciuti per l’accaduto.
Lui li ringraziò per la visita, ma domandò loro: “Come fate a sapere se ciò che mi è successo è un bene o un male per me? Vedremo come andrà!"
I vicini, perplessi dall’atteggiamento del vecchio contadino, andarono via.
Una settimana dopo, il cavallo ritornò alla stalla, accompagnato da una grande mandria di cavalli. Gli abitanti del villaggio tornarono a casa del contadino, congratulandosi con lui per la buona sorte.
“Prima avevi solo un cavallo ed ora ne hai molti. Questa è una fortuna!”, dissero.
“Grazie per la vostra solidarietà, ma come fate a sapere che questo è un bene o un male per me?”
I vicini, ancora una volta rimasero sconcertati dalla risposta del vecchio contadino e se ne andarono.
Qualche tempo dopo, il figlio del contadino, nel tentativo di addomesticare uno dei nuovi cavalli arrivati, cadde da cavallo rompendosi una gamba.
I vicini premurosi tornarono dimostrandosi molto dispiaciuti per la disgrazia. L’uomo ringraziò per la visita e l’affetto di tutti e nuovamente domandò: “Come potete sapere se l’accaduto è una disgrazia per me? Aspettiamo e vediamo cosa succederà.”
Ancora una volta la frase del vecchio contadino lasciò tutti stupefatti e senza parole se ne andarono increduli.
Trascorsero alcuni mesi ed il Giappone dichiarò guerra alla Cina. Il governo inviò i propri emissari in tutto il paese alla ricerca di giovani in buona salute da inviare al fronte in battaglia. Arrivarono al villaggio e reclutarono tutti i giovani, eccetto il figlio del contadino che aveva la gamba rotta.
Tutti morirono, tranne il ragazzo rimasto a casa.
Il saggio contadino passò a visitare i suoi vicini per consolarli ed aiutarli, come loro si erano mostrati solidali con lui. Ogni volta che qualcuno di loro si lamentava, il saggio contadino diceva: “Come sai se questo è un male?”. Se qualcuno si rallegrava troppo, gli domandava: “Come sai se questo è un bene?”
Gli uomini di quel villaggio capirono allora l’insegnamento del saggio contadino.
In un villaggio cinese c'era un vecchio contadino che viveva con suo figlio e un cavallo, che era la loro unica fonte di sostentamento.
Un giorno, il cavallo scappò lasciando l’uomo senza possibilità di lavorare la terra.
I suoi vicini accorsero da lui per mostrargli la loro solidarietà dicendosi dispiaciuti per l’accaduto.
Lui li ringraziò per la visita, ma domandò loro: “Come fate a sapere se ciò che mi è successo è un bene o un male per me? Vedremo come andrà!"
I vicini, perplessi dall’atteggiamento del vecchio contadino, andarono via.
Una settimana dopo, il cavallo ritornò alla stalla, accompagnato da una grande mandria di cavalli. Gli abitanti del villaggio tornarono a casa del contadino, congratulandosi con lui per la buona sorte.
“Prima avevi solo un cavallo ed ora ne hai molti. Questa è una fortuna!”, dissero.
“Grazie per la vostra solidarietà, ma come fate a sapere che questo è un bene o un male per me?”
I vicini, ancora una volta rimasero sconcertati dalla risposta del vecchio contadino e se ne andarono.
Qualche tempo dopo, il figlio del contadino, nel tentativo di addomesticare uno dei nuovi cavalli arrivati, cadde da cavallo rompendosi una gamba.
I vicini premurosi tornarono dimostrandosi molto dispiaciuti per la disgrazia. L’uomo ringraziò per la visita e l’affetto di tutti e nuovamente domandò: “Come potete sapere se l’accaduto è una disgrazia per me? Aspettiamo e vediamo cosa succederà.”
Ancora una volta la frase del vecchio contadino lasciò tutti stupefatti e senza parole se ne andarono increduli.
Trascorsero alcuni mesi ed il Giappone dichiarò guerra alla Cina. Il governo inviò i propri emissari in tutto il paese alla ricerca di giovani in buona salute da inviare al fronte in battaglia. Arrivarono al villaggio e reclutarono tutti i giovani, eccetto il figlio del contadino che aveva la gamba rotta.
Tutti morirono, tranne il ragazzo rimasto a casa.
Il saggio contadino passò a visitare i suoi vicini per consolarli ed aiutarli, come loro si erano mostrati solidali con lui. Ogni volta che qualcuno di loro si lamentava, il saggio contadino diceva: “Come sai se questo è un male?”. Se qualcuno si rallegrava troppo, gli domandava: “Come sai se questo è un bene?”
Gli uomini di quel villaggio capirono allora l’insegnamento del saggio contadino.
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#Film #Bab'Aziz #Sufismo #misticismo #islamico
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Bab'Aziz - Il principe che contemplava la sua anima (integrale) Sub-Ita
Bab'Aziz, un anziano derviscio cieco, e la sua nipotina Ishtar vagano insieme nel deserto alla ricerca di una grande riunione di dervisci che si tiene solo una volta ogni trent'anni in un luogo sconosciuto. Con la fede come unica guida, nel loro cammino attraverseranno…
"La vita mi ha sempre fatto pensare a una pianta che vive del suo rizoma: la sua vera vita è invisibile, nascosta nel rizoma. Ciò che appare alla superficie della terra dura solo un'estate e poi appassisce, apparizione effimera. Quando riflettiamo sull'incessante sorgere e decadere della vita e della civiltà, non possiamo sottrarci a un'impressione di assoluta nullità: ma io non ho mai perduto il senso che qualcosa vive e dura oltre questo eterno fluire. Quello che noi vediamo è il fiore, che passa: ma il rizoma perdura. In fondo, le sole vicende della mia vita che mi sembrano degne di essere riferite sono quelle nelle quali il mondo imperituro ha fatto irruzione in questo mondo transeunte. Ecco perché parlo principalmente di esperienze interiori, nelle quali comprendo i miei sogni e le mie immaginazioni. Questi costituiscono parimenti la materia prema della mia attività scientifica: sono stati per me il magma incandescente dal quale nasce, cristallizzandosi, la pietra che deve essere scolpita. Tutti gli altri ricordi di viaggi, di persone, di ambienti che ho frequentati sono impalliditi di fronte a queste vicende interiori.
Molti hanno preso parte alla storia del nostro tempo o ne hanno scritto: e se il lettore se ne interessa, farà meglio a rivolgersi a queste fonti. Il ricordo dei fatti esteriori della mia vita si è in gran parte sbiadito, o è svanito del tutto: ma i miei racconti con l'"altra" realtà, gli scontri con l'inconscio, si sono impressi in modo indelebile nella mia memoria. In questo campo vi è stata sempre esuberanza e ricchezza, e ogni altra cosa al confronto ha perduto importanza. In modo analogo, altre persone si sono stabilite permanentemente tra i miei ricordi, solp però in quanto i loro nomi sono stati scritti nel libro del mio destino da tempo immemorabile, e imbattermi in essi fu al tempo stesso una sorta di ricordo. Anche le cose che mi venivano incontro, dall'esterno, nella mia giovinezza, o più tardi, portavano l'impronta dell'esperienza interiore. Presto sono giunto alla convinzione che, senza una risposta e una soluzione dall'interno, le vicende e le complicazioni della vita, alla fin fine, significano poco. Le circostanze esterne non possono sostituire le esperienze interiori: perciò la mia vita è stata particolarmente povera di eventi esteriori. Di questi non posso dire molto e, se lo facessi, avrei l'impressione di fare una cosa vana e inconsistente. Posso comprendere me stesso solo nei termini delle vicende interiori: sono queste che hanno caratterizzato la mia vita, e di queste tratta la mia "autobiografia".
- "Ricordi, sogni, riflessioni" di C.G.Jung in collaborazione con Aniela Jaffé.
Molti hanno preso parte alla storia del nostro tempo o ne hanno scritto: e se il lettore se ne interessa, farà meglio a rivolgersi a queste fonti. Il ricordo dei fatti esteriori della mia vita si è in gran parte sbiadito, o è svanito del tutto: ma i miei racconti con l'"altra" realtà, gli scontri con l'inconscio, si sono impressi in modo indelebile nella mia memoria. In questo campo vi è stata sempre esuberanza e ricchezza, e ogni altra cosa al confronto ha perduto importanza. In modo analogo, altre persone si sono stabilite permanentemente tra i miei ricordi, solp però in quanto i loro nomi sono stati scritti nel libro del mio destino da tempo immemorabile, e imbattermi in essi fu al tempo stesso una sorta di ricordo. Anche le cose che mi venivano incontro, dall'esterno, nella mia giovinezza, o più tardi, portavano l'impronta dell'esperienza interiore. Presto sono giunto alla convinzione che, senza una risposta e una soluzione dall'interno, le vicende e le complicazioni della vita, alla fin fine, significano poco. Le circostanze esterne non possono sostituire le esperienze interiori: perciò la mia vita è stata particolarmente povera di eventi esteriori. Di questi non posso dire molto e, se lo facessi, avrei l'impressione di fare una cosa vana e inconsistente. Posso comprendere me stesso solo nei termini delle vicende interiori: sono queste che hanno caratterizzato la mia vita, e di queste tratta la mia "autobiografia".
- "Ricordi, sogni, riflessioni" di C.G.Jung in collaborazione con Aniela Jaffé.