📢🇪🇺🇺🇸—Spinelli lavorava coi servizi segreti USA.
La Meloni si dimentica anche questo particolare del "padre dell'Europa": era, come lei, un'agente di Washington. Non servono dietrologie, lo ammette lo stesso Altiero nel suo Diario Europeo parlando del suo primo viaggio negli USA:
Altiero Spinelli,
“Diario Europeo (1948-1969)”, il Mulino, 1989, pp. 266-267]
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La Meloni si dimentica anche questo particolare del "padre dell'Europa": era, come lei, un'agente di Washington. Non servono dietrologie, lo ammette lo stesso Altiero nel suo Diario Europeo parlando del suo primo viaggio negli USA:
"Assai più interessante è stato l'incontro con Richard Bissell –Central
Intelligence Agency. Ha mostrato subito un assai vivo interesse per i miei piani, ed ha promesso di intervenire presso Donovan
[William J. Donovan. Ex capo del'OSS, nel 1949 guida il Comitato
Americano per l'Europa Unita (ACUE), che erogherà fondi al movimento federalista europeo, ndr] e presso la Ford Foundation [tra le massime Fondazioni U.S.A., ha sostenuto iniziative e istituti europei nella
loro azione politica e culturale per l'unificazione dell'Europa, ndr].
Credo che quest'incontro è politicamente stato il più importante. (…).
Ho visitato Donovan. Era presente anche Hovey, Executive Director
dell'American Committee on United Europe (…) entrambi entusiasti
del mio piano. Donovan si è impegnato formalmente a cercar fondi. Ha
approvato la mia decisione di far in modo che sia io a dirigere l'operazione. Era completamente scettico sui governi e fiducioso nel tipo
d'azione da me proposto (…). Praticamente ho ottenuto la garanzia dell'appoggio dell'USIA, della Ford Foundation e dell'ACUE. Più di questo non potevo sperare"
[resoconto del primo viaggio di Spinelli
(dal 22 maggio al 4 giugno 1955) negli Stati Uniti]
Altiero Spinelli,
“Diario Europeo (1948-1969)”, il Mulino, 1989, pp. 266-267]
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Forwarded from CONTRONARRAZIONE
📢🇮🇹—Sabato 5 Aprile: manifestazione a Genova per l'indipendenza nazionale.
Siamo nuovamente a un punto di svolta a seguito dell'apparente disimpegno USA dal fronte ucraino e dalla crescente tensione tra Washington e Bruxelles.
Davanti a una situazione che potrebbe portare a un'accelerazione della decadenza dell'egemonia statunitense dobbiamo mantenere ferma la volontà di conquistare l'indipendenza nazionale, unico modo per l'Italia di operare concretamente per lo sviluppo, la pace e la costruzione di un mondo multipolare.
Non abbiamo bisogno di padroni migliori, ma di un paese libero di determinare da sé il proprio futuro.
Ci vediamo in Via San Vincenzo (Confindustria), sabato 5 aprile alle 15.00.
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Siamo nuovamente a un punto di svolta a seguito dell'apparente disimpegno USA dal fronte ucraino e dalla crescente tensione tra Washington e Bruxelles.
Davanti a una situazione che potrebbe portare a un'accelerazione della decadenza dell'egemonia statunitense dobbiamo mantenere ferma la volontà di conquistare l'indipendenza nazionale, unico modo per l'Italia di operare concretamente per lo sviluppo, la pace e la costruzione di un mondo multipolare.
Non abbiamo bisogno di padroni migliori, ma di un paese libero di determinare da sé il proprio futuro.
Ci vediamo in Via San Vincenzo (Confindustria), sabato 5 aprile alle 15.00.
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📢🇸🇩—L'esercito sudanese ha riconquistato il Palazzo Repubblicano di Khartoum, capitale del paese, dopo che era stato occupato dalla RSF per quasi due anni.
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📢🇪🇺—Chi vi ricordano queste parole?
Vidkun Quisling, collaborazionista norvegese del Terzo Reich.
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"Dobbiamo creare un'Europa che non sprechi il proprio sangue e la propria forza in conflitti distruttivi, ma formi una compatta unità.
In questo modo essa diventerà più ricca, più forte e più civile, e recupererà il suo antico rango nel mondo.
Tensioni nazionali e grette gelosie perderanno ogni significato in un'Europa liberamente organizzata su basi federali. Lo sviluppo politico del mondo passa inevitabilmente attraverso la formazione di più vaste sfere politiche ed economiche".
Vidkun Quisling, collaborazionista norvegese del Terzo Reich.
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Forwarded from Informazione Multipolare 🚩
🇮🇹❌🇪🇺Altiero Spinelli: comprendere il suo pensiero per saper combattere l'Europa.
Negli ultimi giorni si sta dando molta attenzione alla figura di Altiero Spinelli, presentato come "padre nobile" dell'Unione Europea e oggetto di una vera e propria esaltazione da parte del centro sinistra.
Andando a indagare le sue idee e la sua attività politica ci si imbatte in uno strenuo difensore del neoliberismo e del tecnicismo, un nemico della democrazia che aveva in odio l'Italia e progettava la guerra contro la Russia.
Mesi fa dedicammo alla sua figura un incontro con il professor Francesco Labonia, la cui registrazione è ascoltabile al seguente collegamento
https://youtu.be/HfyOEes4zJE?si=2Eky0lPIYA8znGQG
https://t.me/infomultipolare
Negli ultimi giorni si sta dando molta attenzione alla figura di Altiero Spinelli, presentato come "padre nobile" dell'Unione Europea e oggetto di una vera e propria esaltazione da parte del centro sinistra.
Andando a indagare le sue idee e la sua attività politica ci si imbatte in uno strenuo difensore del neoliberismo e del tecnicismo, un nemico della democrazia che aveva in odio l'Italia e progettava la guerra contro la Russia.
Mesi fa dedicammo alla sua figura un incontro con il professor Francesco Labonia, la cui registrazione è ascoltabile al seguente collegamento
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YouTube
ALTIERO SPINELLI E LE ORIGINI AMERICANE) DEL FEDERALISMO EUROPEO - CASALE MONFERRATO (AL) 30/11/2024
CONTRIBUTO AUDIO DEL PROF. FRANCESCO LABONIA DELL'ASSOCIAZIONE INDIPENDENZA PER GENTILE CONCESSIONE DEL "COLLETTIVO ANTIMPERIALISTA PER IL MULTIPORALISMO".
https://t.me/contronarrazione
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📢🇨🇳—"La Nuova Via della Seta, nota in inglese anche come One Belt, One Road, è uno dei progetti più rappresentativi della dirigenza di Xi Jinping. In essa si riassumono ed esprimono concetti come quelli di relazioni internazionali di nuovo tipo e di sviluppo condiviso, aperto e mutualmente vantaggioso, e trova la sua direzionalità nella costruzione di una Comunità Umana dal Futuro Condiviso. A dispetto delle apparenze superficiali, la Nuova Via della Seta non rappresenta unicamente una politica volta a facilitare i commerci tramite investimenti internazionali in infrastrutture e connettività, ma una vera e propria visione strategica capace di fungere da perno nello sviluppo cinese per i prossimi decenni".
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_belt_and_road_initiative_nella_prospettiva_strategica_della_rpc/45289_59807/
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La Belt and Road Initiative nella prospettiva strategica della RPC
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📢🇺🇦🙌🇷🇺—Mercenario inglese si arrende a Kursk.
In pochi secondi James Anderson, mercenario filo-nazista britannico, è passato dal dire "I'm gonna fucking shoot them!" a strisciare a terra sorvegliato dai mitra dei russi.
Come dichiarato dal presidente Putin, i mercenari stranieri non saranno considerati combattenti nemici, ma criminali e terroristi.
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In pochi secondi James Anderson, mercenario filo-nazista britannico, è passato dal dire "I'm gonna fucking shoot them!" a strisciare a terra sorvegliato dai mitra dei russi.
Come dichiarato dal presidente Putin, i mercenari stranieri non saranno considerati combattenti nemici, ma criminali e terroristi.
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📢🇺🇸🇬🇧—USA e UK verso una ricongiunzione imperiale?
Pare che re Carlo abbia fatto passare, via Starmer, una lettera a Trump, in cui si proponeva di far entrare gli USA come membro associato all'interno del Commonwealth britannico, con il chiaro fine di evitare che il Canada passi direttamente sotto le mani statunitensi.
Donald Trump pare abbia preso positivamente la proposta, e venerdì su in un post su Truth Social, la sua piattaforma di social media, che gli Stati Uniti potrebbero unirsi al Commonwealth britannico.
Il presidente ha condiviso un articolo del tabloid britannico The Sun che riportava che re Carlo III stava facendo un'"offerta segreta" alla Casa Bianca e che sono in corso piani affinché gli Stati Uniti diventino membri associati dell'organizzazione internazionale, di fatto confermando implicitamente la notizia.
"Adoro il re Carlo. Mi sembra una buona idea!" ha scritto Trump in risposta all'articolo.
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Pare che re Carlo abbia fatto passare, via Starmer, una lettera a Trump, in cui si proponeva di far entrare gli USA come membro associato all'interno del Commonwealth britannico, con il chiaro fine di evitare che il Canada passi direttamente sotto le mani statunitensi.
Donald Trump pare abbia preso positivamente la proposta, e venerdì su in un post su Truth Social, la sua piattaforma di social media, che gli Stati Uniti potrebbero unirsi al Commonwealth britannico.
Il presidente ha condiviso un articolo del tabloid britannico The Sun che riportava che re Carlo III stava facendo un'"offerta segreta" alla Casa Bianca e che sono in corso piani affinché gli Stati Uniti diventino membri associati dell'organizzazione internazionale, di fatto confermando implicitamente la notizia.
"Adoro il re Carlo. Mi sembra una buona idea!" ha scritto Trump in risposta all'articolo.
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CONTRONARRAZIONE
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Gruppo di attivisti, su questo canale diffondiamo le nostre iniziative e portiamo un'informazione al servizio del popolo, contro le bugie della narrazione dominante!
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📢🇵🇸—"I bambini palestinesi sono morti per colpa di Hamas".
Così scrive sul suo profilo X Ilaria Celledoni, responsabile donne del Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia.
Ilaria è la tipica "progressista": sostiene fermamente il regime di Kiev, l'Europa e si ritiene per questo persino "antifascista".
Ovviamente, davanti al genocidio portato avanti dai sionisti, finanziati e sostenuti dal suprematismo occidentale, la sua reazione non può che essere questa, perché sarà forse una tragedia, ma la colpa in fin dei conti è di questi barbari inferiori che hanno osato ribellarsi.
Un prodotto "tutto mediorientale", peccato che le bombe che hanno sventrato decine di migliaia di persone siano un prodotto materialmente occidentale.
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Così scrive sul suo profilo X Ilaria Celledoni, responsabile donne del Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia.
Ilaria è la tipica "progressista": sostiene fermamente il regime di Kiev, l'Europa e si ritiene per questo persino "antifascista".
Ovviamente, davanti al genocidio portato avanti dai sionisti, finanziati e sostenuti dal suprematismo occidentale, la sua reazione non può che essere questa, perché sarà forse una tragedia, ma la colpa in fin dei conti è di questi barbari inferiori che hanno osato ribellarsi.
Un prodotto "tutto mediorientale", peccato che le bombe che hanno sventrato decine di migliaia di persone siano un prodotto materialmente occidentale.
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Forwarded from IR-PRESS Italia
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🇱🇻 La storiografia nazionalista lettone
A Riga esiste un luogo emblematico: il Museo dell’Occupazione della Lettonia. Nelle intenzioni, dovrebbe raccontare il periodo in cui la Lettonia faceva parte dell’Unione Sovietica.
Ma la narrazione proposta presenta diverse lacune storiche, omissioni significative e interpretazioni di parte.
Particolarmente interessante — e inquietante — è il modo in cui vengono rappresentati i collaboratori lettoni del regime nazista: non come carnefici, ma spesso come “resistenti” o “patrioti”.
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🤩 International Reporters
A Riga esiste un luogo emblematico: il Museo dell’Occupazione della Lettonia. Nelle intenzioni, dovrebbe raccontare il periodo in cui la Lettonia faceva parte dell’Unione Sovietica.
Ma la narrazione proposta presenta diverse lacune storiche, omissioni significative e interpretazioni di parte.
Particolarmente interessante — e inquietante — è il modo in cui vengono rappresentati i collaboratori lettoni del regime nazista: non come carnefici, ma spesso come “resistenti” o “patrioti”.
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📢🇪🇺🤡—Gualtieri: "Sono orgoglioso di aver finanziato la manifestazione di Roma".
Il sindaco piddino di Roma, Gualtieri, ha dichiarato al Foglio (chissà come mai proprio il Foglio, giornale della CIA in Italia), di essere orgoglioso di aver finanziato la kermesse europeista di Roma del 15 marzo scorso.
Quasi 350.000 euro spesi per una manifestazione bellicista e anti-Italiana organizzata da Elkann-Agnelli per sostenere il riarmo europeo. Soldi dei cittadini destinati a sostenere la propaganda di chi profitta dalla produzione delle armi.
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Il sindaco piddino di Roma, Gualtieri, ha dichiarato al Foglio (chissà come mai proprio il Foglio, giornale della CIA in Italia), di essere orgoglioso di aver finanziato la kermesse europeista di Roma del 15 marzo scorso.
"Se ho finanziato la manifestazione sull'Europa? Certo. Lo rivendico. E anche con orgoglio. La manifestazione è stata bella, giusta e importante. E anche rispettosa. Hanno parlato tre senatori a vita, artisti, intellettuali, e non c'è stato un solo attacco rivolto a qualcuno. Trovo onestamente molto triste che vi siano persone che non considerino l'Europa un patrimonio di tutti".
Quasi 350.000 euro spesi per una manifestazione bellicista e anti-Italiana organizzata da Elkann-Agnelli per sostenere il riarmo europeo. Soldi dei cittadini destinati a sostenere la propaganda di chi profitta dalla produzione delle armi.
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📢🇺🇸🇮🇷—Witkoff: "Gli Stati Uniti potrebbero iniziare un'azione militare contro l'Iran".
L'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti Steven Witkoff ha dichiarato la disponibilità del regime di Washington ad aggredire l'Iran.
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L'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti Steven Witkoff ha dichiarato la disponibilità del regime di Washington ad aggredire l'Iran.
"Non dobbiamo risolvere tutto militarmente, ma questo non significa che se saremo spinti a un certo punto, non ricorreremo all'azione militare, lo faremo in determinate circostanze", ha detto in un'intervista a Fox News in risposta a una domanda sulla questione.Witkoff ha aggiunto che la posizione del presidente americano Donald Trump è che "l'Iran non dovrebbe avere una bomba [nucleare]".
"Non possiamo permettere che inizino a creare un arsenale nucleare. Questo non deve accadere".
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Forwarded from NUOVA COOPERAZIONE
Contro la vergognosa rivoluzione colorata in atto in Turchia
di Davide Rossi
Erdogan dal 2016, ovvero dopo il tentativo di golpe contro di lui organizzato dagli atlantisti e dagli integralisti islamici della setta di Fethullah Gülen, ha compiuto una talvolta apparentemente contraddittoria, ma tutto sommato netta, scelta di campo verso il fronte multipolare: da allora l’interscambio commerciale con Russia, Cina e Iran è notevolmente cresciuto. Il volume delle transazioni con la Russia è aumentato del 198% nel 2022, raggiungendo i 68 miliardi di dollari. Gli investimenti cinesi in Turchia sono cresciuti del 307% dal 2016, superando i 4 miliardi di dollari nel 2023. La Turchia inoltre fa parte della AIBB - Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture, fondata nel 2014 a Pechino e promossa dai comunisti cinesi con una quota di due miliardi e mezzo e a breve entrerà nei BRICS.
Pino Arlacchi ha scritto: “Questi numeri raccontano più di mille parole la storia di una potenza regionale che, sentendosi tradita dall’Occidente, ha scelto di diversificare radicalmente le proprie alleanze. Non è più questione di equilibrismo diplomatico, ma di una precisa strategia di lungo termine che sta ridisegnando gli assetti geopolitici dell’Eurasia. L’Occidente ha perso la Turchia non per una deriva autoritaria di Erdogan, ma per una serie di errori di valutazione tipici di una civiltà che tramonta.” Arlacchi per altro documenta come l’economia turca sia stata sotto attacco dall’Occidente impoverendo i cittadini di quella nazione, leggasi suo articolo del 21 Dicembre 2024.
Di più la Turchia con Erdogan – come spiegava in tempi non sospetti anche Massimiliano Ay, segretario del Partito Comunista svizzero e conoscitore della politica turca – compra sistemi missilistici russi e cinesi, produce materiale bellico in proprio attraverso la Baykar, che con straordinaria autonomia aiuta, al pari di russi e cinesi, tutto il Sud Globale ad emanciparsi dai sistemi NATO, perché il diritto di sparare, essendo le armi oggi tecnologia più che ferraglia, risiede in chi ha i controlli da remoto, aberrante al riguardo che una nazione che dovrebbe essere neutrale come la Svizzera sia totalmente dipendente dal Pentagono.
Erdogan quindi non solo diversifica gli armamenti in dotazione alle sue truppe con materiale non statunitense ma dal 2016 non ci sono più testate nucleari NATO in Turchia, trasferite in Romania e nelle basi NATO il personale NATO o è turco o statunitense, gli uni non lasciano entrare gli altri.
Il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu è l’esponente dei settori pro NATO, pro Unione Europea, pro Israele e prossimi agli ambienti separatisti curdi, è dunque a tutti gli effetti l’esponente di una “rivoluzione colorata” a vantaggio dell’imperialismo, manifestare in piazza - per chi lo fa in buona fede - a suo sostegno con una bandiera rossa è del tutto demenziale perché chi ha in mano la protesta non lo fa certo né per i diritti dei lavoratori né per maggiore democrazia in Turchia.
Questi sono fatti concreti, il resto parole al vento e azioni coordinate di chi vuole disarticolare il posizionamento multipolare ed euro – asiatico costruito nell’ultimo decennio dalla Turchia di Erdogan.
di Davide Rossi
Erdogan dal 2016, ovvero dopo il tentativo di golpe contro di lui organizzato dagli atlantisti e dagli integralisti islamici della setta di Fethullah Gülen, ha compiuto una talvolta apparentemente contraddittoria, ma tutto sommato netta, scelta di campo verso il fronte multipolare: da allora l’interscambio commerciale con Russia, Cina e Iran è notevolmente cresciuto. Il volume delle transazioni con la Russia è aumentato del 198% nel 2022, raggiungendo i 68 miliardi di dollari. Gli investimenti cinesi in Turchia sono cresciuti del 307% dal 2016, superando i 4 miliardi di dollari nel 2023. La Turchia inoltre fa parte della AIBB - Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture, fondata nel 2014 a Pechino e promossa dai comunisti cinesi con una quota di due miliardi e mezzo e a breve entrerà nei BRICS.
Pino Arlacchi ha scritto: “Questi numeri raccontano più di mille parole la storia di una potenza regionale che, sentendosi tradita dall’Occidente, ha scelto di diversificare radicalmente le proprie alleanze. Non è più questione di equilibrismo diplomatico, ma di una precisa strategia di lungo termine che sta ridisegnando gli assetti geopolitici dell’Eurasia. L’Occidente ha perso la Turchia non per una deriva autoritaria di Erdogan, ma per una serie di errori di valutazione tipici di una civiltà che tramonta.” Arlacchi per altro documenta come l’economia turca sia stata sotto attacco dall’Occidente impoverendo i cittadini di quella nazione, leggasi suo articolo del 21 Dicembre 2024.
Di più la Turchia con Erdogan – come spiegava in tempi non sospetti anche Massimiliano Ay, segretario del Partito Comunista svizzero e conoscitore della politica turca – compra sistemi missilistici russi e cinesi, produce materiale bellico in proprio attraverso la Baykar, che con straordinaria autonomia aiuta, al pari di russi e cinesi, tutto il Sud Globale ad emanciparsi dai sistemi NATO, perché il diritto di sparare, essendo le armi oggi tecnologia più che ferraglia, risiede in chi ha i controlli da remoto, aberrante al riguardo che una nazione che dovrebbe essere neutrale come la Svizzera sia totalmente dipendente dal Pentagono.
Erdogan quindi non solo diversifica gli armamenti in dotazione alle sue truppe con materiale non statunitense ma dal 2016 non ci sono più testate nucleari NATO in Turchia, trasferite in Romania e nelle basi NATO il personale NATO o è turco o statunitense, gli uni non lasciano entrare gli altri.
Il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu è l’esponente dei settori pro NATO, pro Unione Europea, pro Israele e prossimi agli ambienti separatisti curdi, è dunque a tutti gli effetti l’esponente di una “rivoluzione colorata” a vantaggio dell’imperialismo, manifestare in piazza - per chi lo fa in buona fede - a suo sostegno con una bandiera rossa è del tutto demenziale perché chi ha in mano la protesta non lo fa certo né per i diritti dei lavoratori né per maggiore democrazia in Turchia.
Questi sono fatti concreti, il resto parole al vento e azioni coordinate di chi vuole disarticolare il posizionamento multipolare ed euro – asiatico costruito nell’ultimo decennio dalla Turchia di Erdogan.
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📢🇷🇺🇷🇸—Anniversario aggressione alla Jugoslavia: le dichiarazioni della Zhakarova:
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"Il 24 marzo la comunità mondiale, quella parte di essa che conosce la storia e non ha perso il concetto di giustizia e di umanesimo, ricorda il 26° anniversario dell’inizio dell’aggressione della NATO contro la Jugoslavia .
Attaccando un paese sovrano, gli Stati Uniti e i suoi satelliti hanno violato il diritto internazionale, minato le fondamenta della sicurezza in Europa e provocato una crisi nelle relazioni interstatali che non è stata ancora superata.
Molto è stato detto sui terribili eventi del 1999, la cronologia dell'invasione della coalizione occidentale è stata analizzata minuto per minuto e le conseguenze sono state attentamente documentate. Ma questo non significa che, con il passare del tempo, il massacro della Jugoslavia svanisca nella memoria o perda il suo minaccioso simbolismo. Non importa quanto gli alleati della NATO chiedano di dimenticare il passato, di “voltare pagina”, il ricordo di quella primavera sanguinosa vive ancora nel popolo serbo .
Il cosiddetto "intervento umanitario" della NATO è un esempio di barbarie moderna (e di ordine mondiale "basato su regole"), un'infondata convinzione della propria superiorità. Anche prima degli attacchi alla Repubblica Federale di Jugoslavia, la propaganda occidentale era stata intensificata al massimo per far sentire in colpa i serbi e fargli percepire i bombardamenti come una “meritata lezione”. L'alleanza ha presentato la questione come se, insieme alle munizioni riempite di uranio impoverito, stessero portando nei Balcani i valori della libertà e della democrazia.
Le migliaia di civili jugoslavi uccisi , tra cui 89 bambini, vengono cinicamente definiti in Occidente “danni collaterali”.
<...>
In Serbia la società è unita nello spiegare le motivazioni dell'Alleanza Atlantica: usare una campagna militare per radicarsi nei Balcani, impossessarsi del Kosovo e trasformarlo in una colonia americana.
Per raggiungere questo obiettivo, l'Occidente ha messo al suo servizio i terroristi dell'Esercito di liberazione del Kosovo, li ha armati ed equipaggiati, ha concesso alla regione uno status di pseudo-stato e, dietro le quinte, ha incoraggiato la pulizia etnica contro la popolazione indigena serba.
La NATO non cancellerà mai la vergogna dei crimini di guerra, tra cui la distruzione di aree residenziali in Serbia, di ospedali, scuole, ponti, trasporti passeggeri e colonne di rifugiati. Saremo sempre solidali con i serbi nel preservare la memoria delle vittime della tragedia del 1999 e nell'impedire i tentativi di riscrivere la storia della crisi jugoslava in chiave occidentale.
Saremo sempre vigili sulla memoria storica"
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👍35❤11👏4😢2🙏1
📢🇷🇸—Allied Force: iniziava oggi l'aggressione della NATO alla Jugoslavia.
Il 24 marzo 1999 iniziava l'operazione NATO "Allied Force", una violenta campagna di bombardamenti terroristici volta a piegare lo Stato jugoslavo e ad allontanare dal potere il presidente Milosevic, ostile ai progetti di sottomissione e disgregazione del suo paese.
La violenta e non provocata aggressione della NATO portò alla morte di migliaia di civili, di cui almeno un centinaio bambini, oltre che di tre giornalisti cinesi colpiti durante il bombardamento deliberato dell'ambasciata della RPC a Belgrado.
Il nostro stimato Presidente della Repubblica, l'amico della pace Sergio Mattarella, all'epoca era vicepresidente del Consiglio (Governo Dalema I), e appoggiò l'aggressione immotivata ai danni di un paese pacifico.
Grazie a lui e ai suoi colleghi sull'Italia venne gettata la vergogna di aver fatto da base di partenza per gli aerei che portavano la morte in Jugoslavia.
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Il 24 marzo 1999 iniziava l'operazione NATO "Allied Force", una violenta campagna di bombardamenti terroristici volta a piegare lo Stato jugoslavo e ad allontanare dal potere il presidente Milosevic, ostile ai progetti di sottomissione e disgregazione del suo paese.
La violenta e non provocata aggressione della NATO portò alla morte di migliaia di civili, di cui almeno un centinaio bambini, oltre che di tre giornalisti cinesi colpiti durante il bombardamento deliberato dell'ambasciata della RPC a Belgrado.
Il nostro stimato Presidente della Repubblica, l'amico della pace Sergio Mattarella, all'epoca era vicepresidente del Consiglio (Governo Dalema I), e appoggiò l'aggressione immotivata ai danni di un paese pacifico.
Grazie a lui e ai suoi colleghi sull'Italia venne gettata la vergogna di aver fatto da base di partenza per gli aerei che portavano la morte in Jugoslavia.
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📢🇨🇳🤝🇻🇳—Soldati dell'Esercito Popolare Vietnamita e dell'Esercito Popolare di Liberazione dopo aver condotto un pattugliamento congiunto del confine tra Cina e Vietnam.
La foto è di tre giorni fa.
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La foto è di tre giorni fa.
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Forwarded from Donbass italia
Sulle proiezioni di ieri a Udine alcuni spezzoni di video ripresi dalla RAI e da Messaggero Veneto.
Da segnalare l'intervento della presidente dell'associazione Ucraina Friuli Viktoria Skyba, la quale definisce gli italiani che assistono alle proiezioni dei documentari:
" .. sono usciti dalle fogne per entrare nei salotti buoni"
Ci sarà qualche partito che mostrerà solidarietà nei confronti degli italiani gravemente insultati da una esponente che ha parlato con tanto di bandiera nazista dell'упа dietro le spalle?
L'associazione Ucraina-Friuli APS ha ottenuto dallo stato italiano la possibilità di accedere ai finanziamenti tramite 5 per mille.
Nonostante nel loro sito sia presente la raccolta per le forze armate ucraine, come da screenshot
Chiedo: è possibile che un'associazione APS, ai sensi della legge sul Terzo settore, possa essere iscritta negli elenchi del 5 x mille ed operare per raccogliere fondi per finanziare attività militari, peraltro di un esercito straniero ? L'Agenzia delle Entrate è al corrente di ciò ?
😊 Vincenzo Lorusso 👍
Giornalista🤩
Lugansk🇷🇺 ( LNR-Russia)
Autore📱 Donbass Italia ☑️
😔 Canale Documentari 🟩 |
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Da segnalare l'intervento della presidente dell'associazione Ucraina Friuli Viktoria Skyba, la quale definisce gli italiani che assistono alle proiezioni dei documentari:
" .. sono usciti dalle fogne per entrare nei salotti buoni"
Ci sarà qualche partito che mostrerà solidarietà nei confronti degli italiani gravemente insultati da una esponente che ha parlato con tanto di bandiera nazista dell'упа dietro le spalle?
L'associazione Ucraina-Friuli APS ha ottenuto dallo stato italiano la possibilità di accedere ai finanziamenti tramite 5 per mille.
Nonostante nel loro sito sia presente la raccolta per le forze armate ucraine, come da screenshot
Chiedo: è possibile che un'associazione APS, ai sensi della legge sul Terzo settore, possa essere iscritta negli elenchi del 5 x mille ed operare per raccogliere fondi per finanziare attività militari, peraltro di un esercito straniero ? L'Agenzia delle Entrate è al corrente di ciò ?
Giornalista
Lugansk
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📢🇮🇱—Israele sempre più spaccata internamente
Si sente una certa aria di golpe o guerra civile all'interno del regime sionista, uscito né vinto né vincitore dalla guerra a Gaza, rinforzato su alcuni fronti (si pensi al dramma in Siria), ma sicuramente indebolito sotto molti altri aspetti.
La situazione interna è sempre più tesa, e negli ultimi giorni stanno emergendo dettagli interessanti.
Persino l'ex capo della Corte Suprema Aharon Barak dice di temere che Israele si stia dirigendo verso una guerra civile. Il giurista più venerato d'Israele afferma di temere che le ultime azioni del governo, tra cui i tentativi di licenziare il capo dello Shin Bet e il procuratore generale, stiano spingendo il Paese verso una guerra civile. (https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/ex-supreme-court-chief-aharon-barak-says-he-fears-israel-headed-to-civil-war/)
E i segnali ci sono tutti. Che sia inevitabile ancora non è assolutamente detto, ma è evidente la spaccatura che si sta formando non solo nella società israeliana – che può esser tenuta a bada – ma anche all'interno dei vertici, tra governo, esercito ed intelligence.
Addirittura Yedioth Ahronoth – per via di qualche "talpa" che ha voluto metter in cattiva luce Netanyahu – riporta una rivelazione di dettagli sulla conversazione tra l'ex capo di stato maggiore Herzi Halevi e il primo ministro Benjamin Netanyahu nelle prime 48 ore della guerra a Gaza:
Halevi ha detto al governo israeliano: "Abbiamo bombardato 1.500 obiettivi a Gaza".
Netanyahu urla con rabbia a Halevi dopo aver sbattuto le mani sul tavolo:
"Perché solo 1.500? Perché non 5.000?"
Halevi: "Non abbiamo 5.000 obiettivi approvati; ne abbiamo solo 1.500."
Netanyahu: "Non mi interessano gli obiettivi: distruggete le case. Bombardate tutto a Gaza."
Quanto sia verosimile questa conversazione non ci è dato saperlo, ma è chiaro l'intento di scaricare le colpe di genocidio sul primo ministro Netanyahu e dipingere i vertici dell'esercito come forza che ha cercato di limitare il conflitto a Gaza.
Un "leak" del genere delle conversazioni inoltre mette in una chiara pressione il governo israeliano, che inizia a dubitare di possibili traditori ed oppositori silenziosi al suo interno.
Sempre i media israeliani rilevano che dopo che il Primo Ministro ha dichiarato in modo efficace che non avrebbe rispettato una sentenza che impediva il licenziamento del capo dello Shin Bet, il Business Forum e la sede centrale del settore ad alta tecnologia hanno annunciato che se ciò accadrà, "fermeremmo l'economia".
Vi è quindi un chiaro appoggio delle oligarchie israeliane, o di una fetta di essa, che supporta l'intelligence più del governo stesso.
Il capo dell'Histadrut si è unito alla schiera di Business forum, dicendo:
"Il mancato rispetto di una sentenza del tribunale rappresenta il limite massimo."
È di oggi infine la notizia secondo cui il ministro della sicurezza nazionale israeliano, Ben Gvir, ha aggredito fisicamente il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, cercando di strangolarlo. Il capo del Mossad e il capo di stato maggiore delle IDF hanno dovuto intervenire fisicamente per impedire che lo scontro degenerasse.
Ben Gvir ha accusato Ronen Bar di aver indagato su di lui, ma il capo dello Shin Bet ha liquidato l'accaduto definendolo "bugie".
Intanto la popolazione israeliana – anche i sionisti stessi che odiano a morte la Palestina – scende da giorni in piazza per opporsi alla decisione di Netanyahu che ha voluto ricominciare le operazioni militari a Gaza, chiudendo ogni possibilità alle trattativa che erano in corso con Hamas per rilasciare altri ostaggi – i cui familiari denunciano da tempo il governo per averli fatti morire o restare a Gaza per così tanto tempo.
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Si sente una certa aria di golpe o guerra civile all'interno del regime sionista, uscito né vinto né vincitore dalla guerra a Gaza, rinforzato su alcuni fronti (si pensi al dramma in Siria), ma sicuramente indebolito sotto molti altri aspetti.
La situazione interna è sempre più tesa, e negli ultimi giorni stanno emergendo dettagli interessanti.
Persino l'ex capo della Corte Suprema Aharon Barak dice di temere che Israele si stia dirigendo verso una guerra civile. Il giurista più venerato d'Israele afferma di temere che le ultime azioni del governo, tra cui i tentativi di licenziare il capo dello Shin Bet e il procuratore generale, stiano spingendo il Paese verso una guerra civile. (https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/ex-supreme-court-chief-aharon-barak-says-he-fears-israel-headed-to-civil-war/)
E i segnali ci sono tutti. Che sia inevitabile ancora non è assolutamente detto, ma è evidente la spaccatura che si sta formando non solo nella società israeliana – che può esser tenuta a bada – ma anche all'interno dei vertici, tra governo, esercito ed intelligence.
Addirittura Yedioth Ahronoth – per via di qualche "talpa" che ha voluto metter in cattiva luce Netanyahu – riporta una rivelazione di dettagli sulla conversazione tra l'ex capo di stato maggiore Herzi Halevi e il primo ministro Benjamin Netanyahu nelle prime 48 ore della guerra a Gaza:
Halevi ha detto al governo israeliano: "Abbiamo bombardato 1.500 obiettivi a Gaza".
Netanyahu urla con rabbia a Halevi dopo aver sbattuto le mani sul tavolo:
"Perché solo 1.500? Perché non 5.000?"
Halevi: "Non abbiamo 5.000 obiettivi approvati; ne abbiamo solo 1.500."
Netanyahu: "Non mi interessano gli obiettivi: distruggete le case. Bombardate tutto a Gaza."
Quanto sia verosimile questa conversazione non ci è dato saperlo, ma è chiaro l'intento di scaricare le colpe di genocidio sul primo ministro Netanyahu e dipingere i vertici dell'esercito come forza che ha cercato di limitare il conflitto a Gaza.
Un "leak" del genere delle conversazioni inoltre mette in una chiara pressione il governo israeliano, che inizia a dubitare di possibili traditori ed oppositori silenziosi al suo interno.
Sempre i media israeliani rilevano che dopo che il Primo Ministro ha dichiarato in modo efficace che non avrebbe rispettato una sentenza che impediva il licenziamento del capo dello Shin Bet, il Business Forum e la sede centrale del settore ad alta tecnologia hanno annunciato che se ciò accadrà, "fermeremmo l'economia".
Vi è quindi un chiaro appoggio delle oligarchie israeliane, o di una fetta di essa, che supporta l'intelligence più del governo stesso.
Il capo dell'Histadrut si è unito alla schiera di Business forum, dicendo:
"Il mancato rispetto di una sentenza del tribunale rappresenta il limite massimo."
È di oggi infine la notizia secondo cui il ministro della sicurezza nazionale israeliano, Ben Gvir, ha aggredito fisicamente il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, cercando di strangolarlo. Il capo del Mossad e il capo di stato maggiore delle IDF hanno dovuto intervenire fisicamente per impedire che lo scontro degenerasse.
Ben Gvir ha accusato Ronen Bar di aver indagato su di lui, ma il capo dello Shin Bet ha liquidato l'accaduto definendolo "bugie".
Intanto la popolazione israeliana – anche i sionisti stessi che odiano a morte la Palestina – scende da giorni in piazza per opporsi alla decisione di Netanyahu che ha voluto ricominciare le operazioni militari a Gaza, chiudendo ogni possibilità alle trattativa che erano in corso con Hamas per rilasciare altri ostaggi – i cui familiari denunciano da tempo il governo per averli fatti morire o restare a Gaza per così tanto tempo.
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