In una dichiarazione sorprendente che ha scosso il mondo della politica e della scienza, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha annunciato che il governo degli Stati Uniti sta preparando un intervento decisivo per fermare gli esperimenti di geoingegneria, definendoli "crimini contro l'umanità". Kennedy ha accusato i responsabili di questi esperimenti, ritenuti pericolosi e incontrollati, di mettere in pericolo non solo il futuro del pianeta, ma anche la salute e il benessere delle generazioni future.
"Si tratta di crimini contro il pianeta, esperimenti di massa incontrollati, realizzati da plutocrati che assicureremo presto alla giustizia!" ha dichiarato Kennedy con fermezza durante una conferenza stampa, facendo chiaramente riferimento a figure di spicco come Bill Gates, uno dei nomi più associati alla geoingegneria, che ha finanziato progetti per l'uso di tecnologie come la "solar radiation management" (SRM) e la cattura del carbonio.
La geoingegneria, una branca controversa della scienza che mira a manipolare i sistemi climatici della Terra per contrastare il cambiamento climatico, è stata oggetto di crescente dibattito. Sebbene alcuni sostenitori sostengano che potrebbe essere una soluzione temporanea per affrontare l'emergenza climatica globale, molti critici, tra cui Kennedy, avvertono che le implicazioni di questi esperimenti potrebbero essere devastanti e imprevedibili.
I progetti di geoingegneria, che includono tecniche come l'iniezione di aerosoli nell'atmosfera per riflettere la luce solare, sono stati condotti in modo segreto o senza una supervisione adeguata, suscitando preoccupazioni circa i loro effetti collaterali potenzialmente catastrofici. Kennedy, noto per la sua battaglia contro la corruzione delle industrie farmaceutiche e per la protezione della salute pubblica, ha sottolineato l'importanza di fermare queste iniziative prima che i danni siano irreversibili.
"Non possiamo permettere che decisioni prese da un piccolo gruppo di individui abbiano conseguenze devastanti per miliardi di persone e per l'intero ecosistema terrestre," ha affermato Kennedy, evidenziando come l'assenza di trasparenza e la mancanza di responsabilità politica stiano mettendo a rischio il nostro futuro comune.
La dichiarazione di Kennedy arriva in un momento critico, con un crescente movimento di opposizione contro i programmi di geoingegneria, che hanno sollevato preoccupazioni sia etiche che ambientali. Il Segretario ha annunciato che il governo degli Stati Uniti sta lavorando a stretto contatto con organizzazioni internazionali per rafforzare le leggi che regolano la ricerca e l'implementazione della geoingegneria, al fine di garantire che ogni intervento sul clima sia sottoposto a rigorosi controlli democratici e scientifici.
In risposta alle parole di Kennedy, i sostenitori della geoingegneria hanno difeso l'urgente necessità di esplorare soluzioni innovative per combattere il cambiamento climatico, sottolineando che la geoingegneria potrebbe essere una delle risposte più efficaci a una crisi che minaccia il pianeta. Tuttavia, la crescente preoccupazione per i potenziali rischi ambientali e per la mancanza di consenso globale sulla regolamentazione di queste tecniche continua a generare un acceso dibattito internazionale.
Mentre il governo degli Stati Uniti si prepara ad intraprendere azioni concrete contro gli esperimenti di geoingegneria, la comunità globale osserva con attenzione quale direzione prenderanno i prossimi sviluppi. Il futuro della geoingegneria e le sue implicazioni etiche, scientifiche e politiche sono ora al centro di una discussione mondiale sempre più urgente.
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Noi oggi rischiamo la terza guerra mondiale, rischiamo l'invio di truppe europee sul campo, il riarmo dell'Europa che viene spacciato per una garanzia di sicurezza per l'Europa, mentre è una garanzia di insicurezza perché ci stanno mettendo nel mirino di Putin.
Putin in questi anni non ha mai pensato che l'Europa fosse una minaccia esistenziale per la Russia.
Lo ha pensato per l'Ucraina quando abbiamo (come Europa) deciso di farla entrare nella NATO anche se adesso ce ne siamo dimenticati.
Però se a un certo punto Putin dovesse vedere gli stati baltici, la Polonia e la Germania armarsi fino ai denti, magari potrebbe considerarli come delle minacce. O no? Mi pare evidente!
È questo che vogliamo? È questo che duole l’Europa.
Putin
Prima di attribuirgli delle intenzioni di invadere l'intera Europa (come dicono questi pazzi che governano l'Europa) forse sarebbe il caso di sapere (ne ho parlato decine e decine di volte) quella che è la dottrina militare russa. Che non è imprevedibile come quella europea che cambia ogni stormi di fronda.
La Russia? Siamo andati d'amore e d'accordo anche dopo che era stata assassinata Napolikovskaya, anche dopo la Cecenia, anche dopo la Georgia, anche dopo Aleppo.
Noi (Europa) lo sappiamo che cosa dobbiamo fare per provocare Putin a nuovi atti ostili.
E purtroppo (come Europa) è quello che stiamo facendo.
Questa è la verità, drammatica!
Davide Zedda
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Putin in questi anni non ha mai pensato che l'Europa fosse una minaccia esistenziale per la Russia.
Lo ha pensato per l'Ucraina quando abbiamo (come Europa) deciso di farla entrare nella NATO anche se adesso ce ne siamo dimenticati.
Però se a un certo punto Putin dovesse vedere gli stati baltici, la Polonia e la Germania armarsi fino ai denti, magari potrebbe considerarli come delle minacce. O no? Mi pare evidente!
È questo che vogliamo? È questo che duole l’Europa.
Putin
Prima di attribuirgli delle intenzioni di invadere l'intera Europa (come dicono questi pazzi che governano l'Europa) forse sarebbe il caso di sapere (ne ho parlato decine e decine di volte) quella che è la dottrina militare russa. Che non è imprevedibile come quella europea che cambia ogni stormi di fronda.
La Russia? Siamo andati d'amore e d'accordo anche dopo che era stata assassinata Napolikovskaya, anche dopo la Cecenia, anche dopo la Georgia, anche dopo Aleppo.
Noi (Europa) lo sappiamo che cosa dobbiamo fare per provocare Putin a nuovi atti ostili.
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IL COMMENTO AL VIDEO | ⚠️⚠️⚠️PIÙ PASSI INDIETRO: ESATTAMENTE DUE SOLO IN QUESTO SPAZIO PIÙ I PRECEDENTI ⚠️⚠️⚠️
☑️PASSO INDIETRO NUMERO 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
El Paìs ha visionato la bozza della Strategia di Preparazione dell'Unione, in cui si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche. "Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Continua così l’azione terroristica da parte della UE per tenere sul filo i cittadini europei.
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle (ma questo è terrorismo e nulla più) fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Credo sarà terrorismo mediatico, ma francamente questi criminali sono disposti a tutto al costo di devastare qualsiasi cosa, economica e non.
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️PASSO INDIETRO NUMERO 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
I contenuti umoristici vengono condivisi più facilmente sui social media e attraverso il passaparola, raggiungendo potenzialmente un pubblico più vasto rispetto a comunicazioni puramente istituzionali.
Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
Davide Zedda
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El Paìs ha visionato la bozza della Strategia di Preparazione dell'Unione, in cui si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche. "Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Continua così l’azione terroristica da parte della UE per tenere sul filo i cittadini europei.
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle (ma questo è terrorismo e nulla più) fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Credo sarà terrorismo mediatico, ma francamente questi criminali sono disposti a tutto al costo di devastare qualsiasi cosa, economica e non.
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️PASSO INDIETRO NUMERO 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
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Aumento della memorabilità
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Davide
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☑️☑️☑️ BLACK OUT: LA GUERRA NON DECOLLA E SI SPING SU NUOVE EMERGENZE
✔️ Cronaca - Black out: tutta la Spagna nel caos: Colpite anche Portogallo e Francia.
🟰🟰🟰ANALISI 👇
✔️La guerra non decolla e allora spingiamo su altri tipi di emergenze?
✔️La situazione in Europa precipiterà velocemente. TENETEVI pronti, e aspettatevi cambiamenti repentini dall'oggi al domani
✔️La guerra non è mai stata contro la Russia, la guerra è contro i popoli europei.
La narrativa del nemico esterno serve solo per dare la colpa a qualcuno quando le popolazioni imbufalite e fuori controllo cercheranno un responsabile
✔️Ma noi sappiamo chi sono i veri responsabili.
Sono quelli che dobbiamo cacciare dall'Europa il prima possibile, come sta facendo Trump in America
✔️Se saranno ancora liberi di operare indisturbati ci faranno la pelle. E poi tramite i Fake News Media daranno la colpa ai russi, ai dazi, ai terroristi, agli alieni. E le masse che non avranno fatto un buon lavoro di discernimento e crescita spirituale, crederanno ancora una volta ai loro aguzzini
🟰🟰🟰STAY TUNED🟰🟰🟰
-The Giustice-
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✔️La guerra non decolla e allora spingiamo su altri tipi di emergenze?
✔️La situazione in Europa precipiterà velocemente. TENETEVI pronti, e aspettatevi cambiamenti repentini dall'oggi al domani
✔️La guerra non è mai stata contro la Russia, la guerra è contro i popoli europei.
La narrativa del nemico esterno serve solo per dare la colpa a qualcuno quando le popolazioni imbufalite e fuori controllo cercheranno un responsabile
✔️Ma noi sappiamo chi sono i veri responsabili.
Sono quelli che dobbiamo cacciare dall'Europa il prima possibile, come sta facendo Trump in America
✔️Se saranno ancora liberi di operare indisturbati ci faranno la pelle. E poi tramite i Fake News Media daranno la colpa ai russi, ai dazi, ai terroristi, agli alieni. E le masse che non avranno fatto un buon lavoro di discernimento e crescita spirituale, crederanno ancora una volta ai loro aguzzini
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🟰🟰🟰STOLTENBERG CHIEDE STOP A RESTRIZIONI E OK AD ATTACCHI MILITARI IN RUSSIA
‼️"È ora di eliminare le restrizioni. Questa è solo legittima difesa"
✔️Stoltenberg chiede che siano consentiti gli attacchi sui territori russi
‼️Spetta agli alleati decidere a quali condizioni fornire armi all'Ucraina. Non è una decisione della NATO, bensì dei singoli alleati eliminare alcune restrizioni. Vediamo che nella regione di Kharkov i confini sono più o meno gli stessi. Se non puoi attaccare obiettivi militari sul territorio russo, questo ti rallenta. Vengono attaccati dal territorio russo. È difficile per loro rispondere. Dobbiamo ricordare di cosa si tratta: è legittima difesa. L’invasione russa dell’Ucraina è un’aggressione militare, una flagrante violazione del diritto democratico e del diritto internazionale. Per noi è chiaro che l’Ucraina ha il diritto alla difesa. L’autodifesa è sancita dalla Carta delle Nazioni Unite. L'autodifesa prevede attacchi contro obiettivi sul territorio russo‼️
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VIDEO | 🚨 SENZA CORRENTE, SENZA SOLDI, SENZA LIBERTÀ: IL GIORNO IN CUI IL PORTOGALLO SI È FERMATO
Alle 12:33 del 28 aprile 2025, il Portogallo è stato travolto da un improvviso blackout che ha lasciato milioni di persone senza elettricità. Le città si sono fermate: semafori spenti, trasporti pubblici bloccati, linee telefoniche mute. Ma l’impatto più tangibile è stato un altro: i pagamenti elettronici si sono completamente arrestati.
Bancomat, POS, app bancarie: tutto fuori uso. La popolazione, abituata a vivere senza contanti, si è ritrovata improvvisamente senza possibilità di acquistare beni essenziali, perfino acqua o cibo. Le lunghe code ai pochi sportelli ancora attivi sono diventate simbolo di un sistema fragile e impreparato.
Questo evento ha messo in luce un fatto spesso ignorato: senza contante, in assenza di elettricità, perdiamo non solo i nostri soldi ma anche la nostra libertà. La dipendenza esclusiva dal digitale, in caso di emergenze, si trasforma in una prigione invisibile.
Il blackout del 28 aprile è stato molto più di un’interruzione di corrente: è stato un campanello d’allarme. In un mondo sempre più digitale, il contante resta una riserva di libertà e sicurezza che non possiamo permetterci di abbandonare.
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Alle 12:33 del 28 aprile 2025, il Portogallo è stato travolto da un improvviso blackout che ha lasciato milioni di persone senza elettricità. Le città si sono fermate: semafori spenti, trasporti pubblici bloccati, linee telefoniche mute. Ma l’impatto più tangibile è stato un altro: i pagamenti elettronici si sono completamente arrestati.
Bancomat, POS, app bancarie: tutto fuori uso. La popolazione, abituata a vivere senza contanti, si è ritrovata improvvisamente senza possibilità di acquistare beni essenziali, perfino acqua o cibo. Le lunghe code ai pochi sportelli ancora attivi sono diventate simbolo di un sistema fragile e impreparato.
Questo evento ha messo in luce un fatto spesso ignorato: senza contante, in assenza di elettricità, perdiamo non solo i nostri soldi ma anche la nostra libertà. La dipendenza esclusiva dal digitale, in caso di emergenze, si trasforma in una prigione invisibile.
Il blackout del 28 aprile è stato molto più di un’interruzione di corrente: è stato un campanello d’allarme. In un mondo sempre più digitale, il contante resta una riserva di libertà e sicurezza che non possiamo permetterci di abbandonare.
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VIDEO | 🚨 KLAUS SCHWAB E IL FUTURO OSCURO: LA PANDEMIA DI COVID DIVENTERÀ UN "PICCOLO DISTURBO" IN COMPARAZIONE AL COLLASSO ENERGETICO
Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, ha dichiarato nel 2020 che un attacco informatico su larga scala avrebbe avuto conseguenze ben più devastanti della pandemia di COVID-19. Immaginate un mondo dove la rete elettrica collassa: le luci si spengono, gli ospedali non possono più funzionare, i viaggi sono paralizzati e neanche le transazioni bancarie sono possibili. Un simile scenario, se dovesse avverarsi, metterebbe a rischio la nostra stessa sopravvivenza quotidiana, bloccando l’intera economia globale.
In quel contesto, Schwab ha avvertito che la crisi sanitaria mondiale sarebbe vista come un "piccolo disturbo" se paragonata alla catastrofe che un tale attacco potrebbe provocare. E se stessimo già vivendo il preludio di questa crisi? L’infrastruttura globale è vulnerabile, e le crisi successive potrebbero essere usate come pretesto per imporre misure di controllo ancora più drastiche.
Le recenti interruzioni energetiche in Spagna, Portogallo e Francia sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. I blackout su vasta scala stanno già mostrando come le infrastrutture possano collassare sotto il peso di crisi globali, minacciando la nostra vita quotidiana. Il controllo crescente sulle risorse energetiche potrebbe diventare il pretesto perfetto per rafforzare le restrizioni e limitare ulteriormente le nostre libertà.
La domanda è: siamo davvero pronti a affrontare il futuro che ci attende? La paura, l’instabilità e il caos potrebbero essere usati per giustificare un controllo sempre maggiore sulle nostre vite. Questo è il mondo verso cui ci stiamo dirigendo, dove ogni crisi potrebbe diventare un'opportunità per sacrificare la nostra libertà.
Preparatevi, perché il prossimo grande “incidente globale” potrebbe essere ben più devastante di quanto immaginiamo. Se non agiamo ora, rischiamo di trovarci intrappolati in un sistema che sfrutta ogni crisi per mantenere il potere e minare la nostra indipendenza.
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Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, ha dichiarato nel 2020 che un attacco informatico su larga scala avrebbe avuto conseguenze ben più devastanti della pandemia di COVID-19. Immaginate un mondo dove la rete elettrica collassa: le luci si spengono, gli ospedali non possono più funzionare, i viaggi sono paralizzati e neanche le transazioni bancarie sono possibili. Un simile scenario, se dovesse avverarsi, metterebbe a rischio la nostra stessa sopravvivenza quotidiana, bloccando l’intera economia globale.
In quel contesto, Schwab ha avvertito che la crisi sanitaria mondiale sarebbe vista come un "piccolo disturbo" se paragonata alla catastrofe che un tale attacco potrebbe provocare. E se stessimo già vivendo il preludio di questa crisi? L’infrastruttura globale è vulnerabile, e le crisi successive potrebbero essere usate come pretesto per imporre misure di controllo ancora più drastiche.
Le recenti interruzioni energetiche in Spagna, Portogallo e Francia sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. I blackout su vasta scala stanno già mostrando come le infrastrutture possano collassare sotto il peso di crisi globali, minacciando la nostra vita quotidiana. Il controllo crescente sulle risorse energetiche potrebbe diventare il pretesto perfetto per rafforzare le restrizioni e limitare ulteriormente le nostre libertà.
La domanda è: siamo davvero pronti a affrontare il futuro che ci attende? La paura, l’instabilità e il caos potrebbero essere usati per giustificare un controllo sempre maggiore sulle nostre vite. Questo è il mondo verso cui ci stiamo dirigendo, dove ogni crisi potrebbe diventare un'opportunità per sacrificare la nostra libertà.
Preparatevi, perché il prossimo grande “incidente globale” potrebbe essere ben più devastante di quanto immaginiamo. Se non agiamo ora, rischiamo di trovarci intrappolati in un sistema che sfrutta ogni crisi per mantenere il potere e minare la nostra indipendenza.
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IL COMMENTO ALLA NOTIZIA | Anche voi pensate che non sia più il caso di sottoporsi a cure mediche per salvare il mondo? O semplicemente stanno continuando a dirci che ci si curerà solo se in possesso di stipula assicurazione medica privata? E chi non può? Bhe, giusto essere pochi per salvare il pianeta! È tutto molto chiaro!
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FLASH NEWS | A Palazzo Chigi a breve una riunione sull'eventuale emergenza blackout
"Nei prossimi giorni verifica dell'efficacia dei protocolli"
Alla luce del blackout che ha colpito su larga scala la Spagna, il Portogallo e il sud della Francia, da fonti di Palazzo Chigi si apprende che è stata convocata per i prossimi giorni una riunione a livello tecnico del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, con la partecipazione dei rappresentanti delle Amministrazioni coinvolte.
Come spiegano le stesse fonti, l'incontro, che si inserisce nel quadro delle periodiche attività di coordinamento istituzionale in materia di sicurezza nazionale, prevede una verifica dell'efficacia dei protocolli operativi già in essere e un aggiornamento delle misure da attivare in caso di emergenze analoghe a quelle recentemente affrontate da altri Paesi. (ANSA)
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"Nei prossimi giorni verifica dell'efficacia dei protocolli"
Alla luce del blackout che ha colpito su larga scala la Spagna, il Portogallo e il sud della Francia, da fonti di Palazzo Chigi si apprende che è stata convocata per i prossimi giorni una riunione a livello tecnico del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, con la partecipazione dei rappresentanti delle Amministrazioni coinvolte.
Come spiegano le stesse fonti, l'incontro, che si inserisce nel quadro delle periodiche attività di coordinamento istituzionale in materia di sicurezza nazionale, prevede una verifica dell'efficacia dei protocolli operativi già in essere e un aggiornamento delle misure da attivare in caso di emergenze analoghe a quelle recentemente affrontate da altri Paesi. (ANSA)
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 378💫
Davide
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VIDEO | 27 Aprile 1937 (Per non dimenare)
Davide Zedda
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VIDEO | 💥 HARALD VILIMSKY ACCUSA LA COMMISSIONE EUROPEA: "UN'ELITE TECNOCRATICA CONTRO L'EUROPA DEI POPOLI"
Con un intervento dirompente e senza filtri, l’eurodeputato austriaco Harald Vilimsky ha scosso il Parlamento europeo denunciando quella che definisce la vera minaccia alla sovranità del continente: la Commissione europea, un organo non eletto che, secondo lui, impone politiche contrarie alla volontà dei cittadini europei.
Nel suo discorso, Vilimsky non ha usato mezzi termini:
"Rifiutiamo questa Commissione... è sinonimo di migrazione di massa, privazione della libertà, guerrafondai, deindustrializzazione e declino dell’Europa."
Secondo il deputato del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ), l’Europa non ha bisogno di tecnocrati come Ursula von der Leyen, ma di un ritorno ai valori fondanti: libertà, autodeterminazione e rispetto per le nazioni sovrane. La sua accusa è chiara: dietro le decisioni dell’UE si celano strategie che mirano a:
▪︎ Favorire una migrazione incontrollata, progettata dall’alto;
▪︎ Soffocare le libertà individuali, in nome del controllo e della burocrazia;
▪︎ Dismettere l’industria europea, portando alla dipendenza economica e tecnologica.
Vilimsky ha infiammato l'aula con un appello che ha trovato eco tra i partiti euroscettici e conservatori: "La democrazia non ha bisogno della Commissione. Ha bisogno di popoli liberi, di nazioni forti. È ora di smantellare l'élite e restituire l’Europa ai suoi cittadini."
Il suo messaggio si fa portavoce di un malcontento crescente: quello di un'Europa che non vuole più subire decisioni imposte da funzionari non eletti, ma desidera riprendere il controllo del proprio destino.
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Con un intervento dirompente e senza filtri, l’eurodeputato austriaco Harald Vilimsky ha scosso il Parlamento europeo denunciando quella che definisce la vera minaccia alla sovranità del continente: la Commissione europea, un organo non eletto che, secondo lui, impone politiche contrarie alla volontà dei cittadini europei.
Nel suo discorso, Vilimsky non ha usato mezzi termini:
"Rifiutiamo questa Commissione... è sinonimo di migrazione di massa, privazione della libertà, guerrafondai, deindustrializzazione e declino dell’Europa."
Secondo il deputato del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ), l’Europa non ha bisogno di tecnocrati come Ursula von der Leyen, ma di un ritorno ai valori fondanti: libertà, autodeterminazione e rispetto per le nazioni sovrane. La sua accusa è chiara: dietro le decisioni dell’UE si celano strategie che mirano a:
▪︎ Favorire una migrazione incontrollata, progettata dall’alto;
▪︎ Soffocare le libertà individuali, in nome del controllo e della burocrazia;
▪︎ Dismettere l’industria europea, portando alla dipendenza economica e tecnologica.
Vilimsky ha infiammato l'aula con un appello che ha trovato eco tra i partiti euroscettici e conservatori: "La democrazia non ha bisogno della Commissione. Ha bisogno di popoli liberi, di nazioni forti. È ora di smantellare l'élite e restituire l’Europa ai suoi cittadini."
Il suo messaggio si fa portavoce di un malcontento crescente: quello di un'Europa che non vuole più subire decisioni imposte da funzionari non eletti, ma desidera riprendere il controllo del proprio destino.
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Uno studio pubblicato dall’Università di Ilorin sta scuotendo le fondamenta della narrativa ufficiale: il 70% dei decessi globali post-pandemia si concentra nelle aree con la più alta copertura vaccinale anti-COVID. I dati parlano chiaro: Europa (34,1%) e America (39,8%) guidano tragicamente questa classifica.
Secondo lo studio, invece di proteggere la popolazione, i vaccini potrebbero aver contribuito a un crollo globale della salute pubblica, soprattutto nelle regioni in cui le iniezioni sono state imposte in modo massiccio. A peggiorare la situazione, si moltiplicano i casi di effetti avversi gravi e decessi improvvisi, troppo spesso ignorati o classificati come “coincidenze”.
Diversi analisti indipendenti puntano il dito contro il World Economic Forum (WEF), che avrebbe imposto linee guida sanitarie globali con lo scopo di indebolire la popolazione, ridurre la sovranità dei governi e avviare un nuovo ordine mondiale.
La domanda che molti iniziano a porsi è inquietante: è in atto un piano di sterminio mascherato da emergenza sanitaria?
Le prove video, i dati statistici e le testimonianze si accumulano. Ma i media tradizionali restano in silenzio, e chi solleva dubbi viene etichettato come “complottista”.
Ora è il momento di pretendere risposte, trasparenza e giustizia. Siamo di fronte al più grave crimine contro l’umanità della storia moderna.
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[Mai!]
Non abbandonate chi in questi tre anni ha fatto qualcosa di buono per voi.
Non cadete nella trappola dell’usa e getta, perché fa parte del dividi et impera.
Chi capirà e farà proprio questo concetto sarà salvo anche la prossima volta.
Perché la prossima volta non sarà sufficiente resistere.
Davide Zedda
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