A partire dal 1° ottobre 2025, scatteranno importanti restrizioni alla circolazione per i veicoli diesel Euro 5 in molte città italiane, nell’ambito di un piano nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni inquinanti.
Dove Scatta Il Divieto
La norma si applicherà principalmente nei comuni con più di 30.000 abitanti, con misure già annunciate in diverse regioni:
Piemonte: il blocco interesserà città come Torino, Alessandria, Cuneo, Asti e altre.
Lombardia: Milano e altri comuni aderenti al programma di limitazione del traffico inquinante.
Lazio: a Roma, lo stop partirà dal 1° novembre 2025 nella ZTL Fascia Verde, con possibili anticipi in caso di emergenze ambientali.
Chi È Interessato
Il blocco riguarda i veicoli diesel Euro 5, ovvero quelli immatricolati tra settembre 2011 e settembre 2015. Si stima che solo in Piemonte siano oltre 250.000 i veicoli coinvolti.
Cosa Possono Fare I Proprietari
Sostituire il veicolo: valutare l’acquisto di un’auto Euro 6 o elettrica.
Verificare incentivi: alcune regioni offrono bonus rottamazione o contributi per l’acquisto di veicoli meno inquinanti.
Controllare le deroghe locali: categorie come disabili, residenti o lavoratori potrebbero ottenere esenzioni temporanee.
Conclusione
Lo stop ai diesel Euro 5 è parte di un percorso europeo verso città più pulite. Per chi è interessato, è importante informarsi per tempo sui regolamenti comunali e valutare soluzioni alternative alla mobilità tradizionale.
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Breve editoriale della domenica per informarvi che è ufficiale il fatto che la Florida ha messo fuori legge la geo-ingegneria.
È stata approvata in via definitiva dal Senato la legge che dice che è proibito in Florida disperdere nell'atmosfera qualunque sostanza chimica allo scopo di influenzare il clima.
Entro sera pubblicherò il documento ufficiale, intanto chiedo a chi sulle scie chimiche ci dava contro offendendoci: come può? Un governo fare una legge per vietare ciò che a vostro dire non esiste? Anche se follia vuole che perfino alcuni giornali del mainstream lo abbiano fatto. Tipo il giornale degli Elkann che hanno intitolato più o meno così: Trump vorrà ciò che non esiste. O Trump fa una legge per bloccare ciò che non esiste. Quasi tutte le verità vengono a galla, ma qui la stragrande maggioranza delle persone crede perfino che l’uomo sia andato sulla Luna.
Potere della tv.
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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È stata approvata in via definitiva dal Senato la legge che dice che è proibito in Florida disperdere nell'atmosfera qualunque sostanza chimica allo scopo di influenzare il clima.
Entro sera pubblicherò il documento ufficiale, intanto chiedo a chi sulle scie chimiche ci dava contro offendendoci: come può? Un governo fare una legge per vietare ciò che a vostro dire non esiste? Anche se follia vuole che perfino alcuni giornali del mainstream lo abbiano fatto. Tipo il giornale degli Elkann che hanno intitolato più o meno così: Trump vorrà ciò che non esiste. O Trump fa una legge per bloccare ciò che non esiste. Quasi tutte le verità vengono a galla, ma qui la stragrande maggioranza delle persone crede perfino che l’uomo sia andato sulla Luna.
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IL COMMENTO AL VIDEO | Cos'è la mafia di San Gallo? Quella alla quale era affiliato Bergoglio?
👉Intervista a Don Floriano Pellegrini.
________________
👉 (Di don Minutella)
‼️"IL DIAVOLO HA AGITO CONTRO BENEDETTO XVI"
(Mons. Gänswein).
‼️Lo dico da anni, perseguitato e censurato...
‼️Benedetto XVI ha visto il diavolo in Bergoglio, nella Mafia di San Gallo, nei cardinali massoni che lo hanno accerchiato, nell'opera di discredito morale a suo carico.
‼️Benedetto XVI ha conosciuto la loggia massonico-satanista che ha conquistato il trono.
🟰🟰🟰P.S. PRESTO UN ARTICOLO APPROFONDITO SULLA MAFIA DI SAN GALLO
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‼️"IL DIAVOLO HA AGITO CONTRO BENEDETTO XVI"
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Amiche, amici: buongiorno
✔️Vi prego di intervenire con una libera donazione a sostegno del mio lavoro dunque della vita stessa del canale partendo dal presupposto che aprile è stato il mese più povero di sempre sul fronte donazioni e che non si può lavorare 365 giorni l’anno 24 su 24 senza neppure poter sopravvivere del proprio lavoro. Grazie all’unica persona che si è ricordata di me in questi primi quattro giorni del mese, grazie a chi interverrà: nessuno al posto vostro che state leggendo!
Davide
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Davide
AUDIO | Per voi ❤️Mai normalizzarla…💫
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🟰🟰🟰GAZA🟰🟰🟰
✔️+ DI 60 giorni
✔️Da più di 60 giorni non entra cibo a Gaza
✔️Ciò che la mente di qualsiasi essere umano normale fatica solo a immaginare, Israele lo ha pianificato e messo in atto decidendo di far morire di fame due milioni di persone, metà delle quali sono bambini
✔️16.000 tonnellate di cibo provenienti da ogni parte del mondo, sufficienti a sfamare due milioni di persone per alcuni mesi, sono fermi ai valichi di accesso a Gaza che Israele continua a bloccare
✔️Al mercato nero, il prezzo degli ultimi residui di cibi in scatola sono aumentati del 1400%; il 90% dei pochi terreni coltivabili sono stati distrutti e inutilizzabili; il 90% del bestiame per la macellazione o per la produzione di latte, è stato ucciso dalle bombe
✔️Non c'è più tempo da perdere
✔️Se nei prossimi 7-10 giorni non arriveranno aiuti umanitari a Gaza, Israele provocherà una catastrofe umanitaria di 🟰proporzioni mai viste
🟰🟰🟰Le due immagini nella foto riguardano la stessa bambina🟰🟰🟰
⛔️⛔️⛔️RIPROPONGO: URGENTE⛔️⛔️⛔️
[Gaza, 60 giorni senza cibo né acqua: l’ONU dichiara la catastrofe umanitaria: si contano i morti per fame e sete, la maggioranza sono bambini ⛔️SI PREGA DI LEGGERE TUTTO FINO ALLA FINE]
Mercoledì 30 aprile è scattato il sessantesimo (60) giorno consecutivo di blocco totale dell’entrata degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, imposto da Israele. L’UNRWA continua a rimarcare la drammatica situazione alimentare in cui versa la Striscia, sottolineando che alcune famiglie mangiano «quello che riescono a trovare, anche quando non è più sicuro. Le scorte di base si esauriscono, i bisogni aumentano», i servizi hanno cessato di funzionare e, negli ultimi giorni, 52 persone — tra cui 50 bambini — sono morte di fame.
60 giorni senza acqua né cibo, ripeto: 60 giorni senza acqua né cibo.
Peggio di un lager: si muore di fame e sete.
Solo negli ultimi giorni morte di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini.
Ripeto: solo negli ultimi giorni sono morti a Gaza di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini!
Non si dovrebbe parlare di nulla se non di Gaza, ovunque, continuamente. E invece, silenzio. Non ci tocca, dunque non ci interessa.
Israele sterco del demonio, il nostro silenzio la loro arma più potente. Badate, mi ripeto per la millesima volta.
Il giorno in cui nessun palestinese sarà più libero o in vita, nessuno al mondo sarà più libero. Segnatevelo, perché sarà così.
Quando capiremo e ci impegneremo per Gaza?
Nel mio piccolo faccio il possibile con la sensibilizzazione e denuncia a mezzo stampa libera su questo Canale. Altro non posso fare. Aiutatemi, condividiamo per raggiungere il maggior numero possibile di persone: ma so già che in pochissimi lo faranno.
60 giorni senza acqua né cibo, questi giorni 52 morti, 50 erano bambini.
Il servizio di informazione è sospeso fino all’alba. Giro a tutti i miei contatti questo scritto, come una preghiera. Disperata e smisurata nel silenzio pressoché totale.
Non importa quando leggerete questo pezzo, è importante che anche se in pochi (perché pochi siamo) lo si condivida e lo si faccia girare: fosse anche soltanto ad una persona con la preghiera di diffusione.
No, questa indifferenza è inaccettabile e inquietante. Noi possiamo, a Gaza no.
Vorrei guardare negli occhi tutti coloro che non accoglieranno questo mio appello per Gaza, di più: vorrei guardare negli occhi i tanti che si cancelleranno dal Canale a seguito di questa notizia/invito/appello. Dormire pure, voi, che avete ancora sogni!
Diamoci da fare! Forza 👏
Davide Zedda
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✔️16.000 tonnellate di cibo provenienti da ogni parte del mondo, sufficienti a sfamare due milioni di persone per alcuni mesi, sono fermi ai valichi di accesso a Gaza che Israele continua a bloccare
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Mercoledì 30 aprile è scattato il sessantesimo (60) giorno consecutivo di blocco totale dell’entrata degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, imposto da Israele. L’UNRWA continua a rimarcare la drammatica situazione alimentare in cui versa la Striscia, sottolineando che alcune famiglie mangiano «quello che riescono a trovare, anche quando non è più sicuro. Le scorte di base si esauriscono, i bisogni aumentano», i servizi hanno cessato di funzionare e, negli ultimi giorni, 52 persone — tra cui 50 bambini — sono morte di fame.
60 giorni senza acqua né cibo, ripeto: 60 giorni senza acqua né cibo.
Peggio di un lager: si muore di fame e sete.
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Ripeto: solo negli ultimi giorni sono morti a Gaza di fame e sete 52 persone, 50 erano bambini!
Non si dovrebbe parlare di nulla se non di Gaza, ovunque, continuamente. E invece, silenzio. Non ci tocca, dunque non ci interessa.
Israele sterco del demonio, il nostro silenzio la loro arma più potente. Badate, mi ripeto per la millesima volta.
Il giorno in cui nessun palestinese sarà più libero o in vita, nessuno al mondo sarà più libero. Segnatevelo, perché sarà così.
Quando capiremo e ci impegneremo per Gaza?
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60 giorni senza acqua né cibo, questi giorni 52 morti, 50 erano bambini.
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Non importa quando leggerete questo pezzo, è importante che anche se in pochi (perché pochi siamo) lo si condivida e lo si faccia girare: fosse anche soltanto ad una persona con la preghiera di diffusione.
No, questa indifferenza è inaccettabile e inquietante. Noi possiamo, a Gaza no.
Vorrei guardare negli occhi tutti coloro che non accoglieranno questo mio appello per Gaza, di più: vorrei guardare negli occhi i tanti che si cancelleranno dal Canale a seguito di questa notizia/invito/appello. Dormire pure, voi, che avete ancora sogni!
Diamoci da fare! Forza 👏
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IL COMMENTO | Come promesso ecco il documento ufficiale in merito al fatto che la Florida ha messo fuori legge la geo-ingegneria. È stata approvata in via definitiva dal Senato la legge che dice che è proibito in Florida disperdere nell'atmosfera qualunque sostanza chimica allo scopo di influenzare il clima.
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VIDEO | 🚨 SORVEGLIANZA MENTALE: IL GRANDE FRATELLO ENTRA NELLA TUA MENTE
Durante un intervento al World Economic Forum, Nita Farahany ha lanciato un’allarmante previsione: i sensori cerebrali integrati in cuffie, auricolari e dispositivi di uso quotidiano saranno presto in grado di monitorare costantemente lo stato mentale degli individui.
Non si tratta più di sorvegliare ciò che dici o fai, ma ciò che pensi. I dati raccolti includeranno emozioni, livelli di attenzione, stanchezza, stati di tristezza o felicità, e persino il vagare della mente. Una tecnologia che, se diffusa su larga scala, rischia di spalancare le porte a un controllo totalitario dell’interiorità umana.
L’ultima sfera di libertà – la mente – è ora sotto minaccia. Il pensiero privato, un tempo sacro e inviolabile, diventa un flusso di dati da tracciare, analizzare e forse persino manipolare. La scusa sarà il benessere, la produttività, la sicurezza. Ma la posta in gioco è la libertà più profonda: quella di pensare senza essere osservati.
Un futuro in cui anche i pensieri saranno controllati non è più fantascienza, ma un progetto in fase avanzata. La domanda è: quanto siamo disposti a cedere per “migliorare” la nostra vita? E chi controllerà i controllori della nostra mente?
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Durante un intervento al World Economic Forum, Nita Farahany ha lanciato un’allarmante previsione: i sensori cerebrali integrati in cuffie, auricolari e dispositivi di uso quotidiano saranno presto in grado di monitorare costantemente lo stato mentale degli individui.
Non si tratta più di sorvegliare ciò che dici o fai, ma ciò che pensi. I dati raccolti includeranno emozioni, livelli di attenzione, stanchezza, stati di tristezza o felicità, e persino il vagare della mente. Una tecnologia che, se diffusa su larga scala, rischia di spalancare le porte a un controllo totalitario dell’interiorità umana.
L’ultima sfera di libertà – la mente – è ora sotto minaccia. Il pensiero privato, un tempo sacro e inviolabile, diventa un flusso di dati da tracciare, analizzare e forse persino manipolare. La scusa sarà il benessere, la produttività, la sicurezza. Ma la posta in gioco è la libertà più profonda: quella di pensare senza essere osservati.
Un futuro in cui anche i pensieri saranno controllati non è più fantascienza, ma un progetto in fase avanzata. La domanda è: quanto siamo disposti a cedere per “migliorare” la nostra vita? E chi controllerà i controllori della nostra mente?
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VIDEO | 🚨 IL GOVERNO BIDEN SOTTO ACCUSA: TRAFFICO DI MINORI E SPARIZIONI SOSPETTE
Durante una recente dichiarazione shock, il nuovo Segretario alla Salute, Kennedy, ha sollevato gravi accuse nei confronti dell'amministrazione Biden. Secondo quanto affermato, il governo sarebbe stato complice, direttamente o indirettamente, in un presunto traffico di bambini a fini sessuali e di schiavitù.
Kennedy ha evidenziato che, sotto la presidenza Biden, oltre 300.000 bambini migranti sarebbero stati affidati a garanti non identificati, perdendo poi ogni traccia. Le affermazioni, forti e inquietanti, sollevano dubbi sulla gestione dei minori migranti e richiedono chiarimenti urgenti da parte delle autorità competenti.
Il caso ha già generato un acceso dibattito politico e mediatico, alimentando nuove richieste di trasparenza e indagini approfondite.
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Durante una recente dichiarazione shock, il nuovo Segretario alla Salute, Kennedy, ha sollevato gravi accuse nei confronti dell'amministrazione Biden. Secondo quanto affermato, il governo sarebbe stato complice, direttamente o indirettamente, in un presunto traffico di bambini a fini sessuali e di schiavitù.
Kennedy ha evidenziato che, sotto la presidenza Biden, oltre 300.000 bambini migranti sarebbero stati affidati a garanti non identificati, perdendo poi ogni traccia. Le affermazioni, forti e inquietanti, sollevano dubbi sulla gestione dei minori migranti e richiedono chiarimenti urgenti da parte delle autorità competenti.
Il caso ha già generato un acceso dibattito politico e mediatico, alimentando nuove richieste di trasparenza e indagini approfondite.
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Viviamo in un'era in cui siamo costantemente esposti a molteplici minacce per la nostra salute, tra cui le onde elettromagnetiche, l'inquinamento dell'acqua e il rischio di contrarre malattie come la Dengue attraverso la puntura di zanzare particolarmente aggressive. Tuttavia, ci sono soluzioni accessibili a tutti (sia chiaro io non vendo nulla), che possono proteggerci e migliorare il nostro benessere
📡 Onde Elettromagnetiche: Siamo circondati da un mare di onde elettromagnetiche (3/4/5G ed altre), ma possiamo difenderci grazie ad un metodo potente e affidabile per schermarci sia dentro che fuori casa
🚰 Depurazione dell'Acqua: L'acqua che beviamo può essere contaminata da sostanze nocive, ma esiste un metodo ed un modo alla portata di tutti per depurarla
🦟 Prevenzione della Dengue: Vista la sostanziale impossibilità di ottenere la prescrizione medica di farmaci preventivi, c'è comunque un metodo semplice ed estremamente efficace per difenderci dalla Dengue
👉 Se desideri saperne di più su questi 3 metodi (e riceverli) per proteggere te stesso e la tua famiglia da potenziali minacce alla salute, puoi contattarmi con cortesia e rispetto al mio indirizzo privato @davidezedda
MA PRIMA DI CONTATTARMI PRENDI VISIONE DEGLI IMPEGNI MORALI 👇
⭕️ P.S.Cosa chiedo in cambio? Il rispetto di pochissimi e semplicissimi impegni morali che ti illustro immediatamente e che ti ribadirò quando mi contatterai e provvederò ad inviarti sia il metodo/metodi che le indicazioni per non venire meno agli impegni morali 👇
⚠️ECCO GLI IMPEGNI MORALI 👇
👉1) Massima riservatezza 2) Ascoltare le mie canzoni 3) È gradita una libera MA CONSAPEVOLE donazione a sostegno del mio lavoro e della sopravvivenza del Canale
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione #ZS73 | Sito Web www.davidezedda.com
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🎵 🎶💫 6 MAGGIO 2025: ESCE LA MIA NUOVA CANZONE 🎶🎵💫
✔️Dopo i primi tre indizi
Indizio numero 1) 24/01/2024
Indizio numero 2) Vita
Indizio numero 3) Colori
✔️Ieri altri quattro indizi
Indizio numero 4) Polidori
Indizio numero 5) Van Gogh
Indizio numero 6) Herman Hesse
Indizio numero 7) Rembrandt
✔️Oggi altri quattro indizi
Indizio numero 8) Bacio
Indizio numero 9) Cielo
Indizio numero 10) Mare
Indizio numero 11) Libertà
A domani per l’ultimo indizio
Davide
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FLASH NEWS | Il 2 maggio alle ore 2:50 del mattino la nave Freedom Flotilla, diretta a Gaza con aiuti umanitari, è stata colpita all’alba da un drone israeliano vicino a Malta, in acque internazionali. L’evento è stato raccontato in diretta da diversi operatori umanitari a bordo della nave.
Nel giro di qualche ora la notizia arriva sui media occidentali: nessuno di questi apre neanche all'ipotesi che l’attacco possa essere di matrice israeliana.
E mentre i media occidentali scivevano di razzi apparentemente caduti dal cielo, quelli israeliani avevano già apertamente attribuito l’attacco ad Israele, dicendo anche che poche ore prima un caccia israeliano aveva sorvolato sulla nave Flotilla.
Da InsideOver
BREVE COMMENTO | Israele sterco del demonio!
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Nel giro di qualche ora la notizia arriva sui media occidentali: nessuno di questi apre neanche all'ipotesi che l’attacco possa essere di matrice israeliana.
E mentre i media occidentali scivevano di razzi apparentemente caduti dal cielo, quelli israeliani avevano già apertamente attribuito l’attacco ad Israele, dicendo anche che poche ore prima un caccia israeliano aveva sorvolato sulla nave Flotilla.
Da InsideOver
BREVE COMMENTO | Israele sterco del demonio!
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FLASH NEWS | Zelensky: 'non garantisco la sicurezza dei leader alla parata di Mosca'
- Medvedev: 'se Kiev provoca il 9 maggio, non arriverà al 10'
“Non arrivi al 10 Maggio” L’annuncio categorico a Zelensky dopo la sua ultima accusa senza senso contro il Cremlino
Russia: “Kiev rifiuta la tregua e minaccia la nostra parata? Non arriverà al 10 maggio”
BREVE COMMENTO | Durissima la replica di Mosca alle parole di Zelensky, che ha detto di non poter garantire la sicurezza dei leader politici internazionali ospiti di Putin alla parata per gli 80 anni dalla vittoria sovietica nella Seconda Guerra mondiale
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“Non arrivi al 10 Maggio” L’annuncio categorico a Zelensky dopo la sua ultima accusa senza senso contro il Cremlino
Russia: “Kiev rifiuta la tregua e minaccia la nostra parata? Non arriverà al 10 maggio”
BREVE COMMENTO | Durissima la replica di Mosca alle parole di Zelensky, che ha detto di non poter garantire la sicurezza dei leader politici internazionali ospiti di Putin alla parata per gli 80 anni dalla vittoria sovietica nella Seconda Guerra mondiale
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VIDEO | Follia UE sul fronte preparazione giovani alla guerra: articolo 167 (IMPORTANTISSIMO)
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VIDEO | 💥 COME COSTRINSERO BERLUSCONI A DIMETTERSI – LA LETTERA DI DRAGHI E L’INGRESSO DEL COMMISSARIAMENTO EUROPEO💥
Nel cuore dell’estate 2011, l’Italia fu protagonista di un episodio che molti definiscono come il momento in cui la sua sovranità politica fu “commissariata”. A innescare gli eventi che portarono alle dimissioni del governo Berlusconi fu una lettera riservata inviata il 5 agosto 2011 dalla Banca Centrale Europea. Firmata da Jean-Claude Trichet, allora presidente della BCE, e dal suo successore designato Mario Draghi, la missiva imponeva all’Italia una serie di riforme strutturali con toni più simili a un diktat che a un consiglio tecnico.
La lettera conteneva richieste precise e non negoziabili: tagli alla spesa pubblica, innalzamento dell’età pensionabile, liberalizzazioni forzate, compressione dei salari nel pubblico impiego, revisione del sistema contrattuale nazionale. Ma soprattutto, si chiedeva di anticipare il pareggio di bilancio di almeno un anno, imponendo una linea di rigida austerità, senza alcun riguardo per le conseguenze sociali e politiche che tali misure avrebbero comportato.
Questa comunicazione non arrivò come frutto di un dialogo aperto con il governo italiano, bensì come un’imposizione esterna, proveniente da un’istituzione non eletta e fuori dal controllo democratico diretto. I mercati finanziari – già in tensione – reagirono con nervosismo, alimentando la spirale dello spread, che venne letto come segnale di sfiducia verso il governo italiano. Ma per molti osservatori critici, tra cui Marcello Foa, quella crisi venne in parte pilotata o quanto meno sfruttata per rimuovere un premier considerato "scomodo" dalle élite europee.
La BCE, di fatto, usò lo strumento dello spread e della pressione economica per forzare un cambio politico in Italia. Questa dinamica ha sollevato gravi interrogativi sulla natura del processo democratico all’interno dell’Unione Europea e sul ruolo reale degli organismi comunitari nei confronti degli Stati membri. Invece di supportare l’Italia in un momento delicato, si scelse di imporre una linea economica punitiva, sostenendo un cambio di leadership senza passare dalle urne.
Pochi mesi dopo, Berlusconi rassegnò le dimissioni, sotto la pressione convergente dei mercati, del Quirinale e dei partner europei. Al suo posto salì Mario Monti, un tecnico mai eletto, già figura ben inserita negli ambienti comunitari e accettato senza riserve dalle istituzioni europee e internazionali.
Questo passaggio segna, per molti critici, l’inizio di una stagione in cui la sovranità italiana venne subordinata agli interessi di Bruxelles, della BCE e delle grandi istituzioni finanziarie globali. La lettera Trichet-Draghi rimane ancora oggi uno dei documenti più controversi della storia recente italiana: non solo per il contenuto, ma per il modo in cui sancì un’ingerenza mai vista prima nei processi democratici di uno Stato membro dell’UE.
➡️ Il testo della famosa lettera Draghi-Trichet
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Nel cuore dell’estate 2011, l’Italia fu protagonista di un episodio che molti definiscono come il momento in cui la sua sovranità politica fu “commissariata”. A innescare gli eventi che portarono alle dimissioni del governo Berlusconi fu una lettera riservata inviata il 5 agosto 2011 dalla Banca Centrale Europea. Firmata da Jean-Claude Trichet, allora presidente della BCE, e dal suo successore designato Mario Draghi, la missiva imponeva all’Italia una serie di riforme strutturali con toni più simili a un diktat che a un consiglio tecnico.
La lettera conteneva richieste precise e non negoziabili: tagli alla spesa pubblica, innalzamento dell’età pensionabile, liberalizzazioni forzate, compressione dei salari nel pubblico impiego, revisione del sistema contrattuale nazionale. Ma soprattutto, si chiedeva di anticipare il pareggio di bilancio di almeno un anno, imponendo una linea di rigida austerità, senza alcun riguardo per le conseguenze sociali e politiche che tali misure avrebbero comportato.
Questa comunicazione non arrivò come frutto di un dialogo aperto con il governo italiano, bensì come un’imposizione esterna, proveniente da un’istituzione non eletta e fuori dal controllo democratico diretto. I mercati finanziari – già in tensione – reagirono con nervosismo, alimentando la spirale dello spread, che venne letto come segnale di sfiducia verso il governo italiano. Ma per molti osservatori critici, tra cui Marcello Foa, quella crisi venne in parte pilotata o quanto meno sfruttata per rimuovere un premier considerato "scomodo" dalle élite europee.
La BCE, di fatto, usò lo strumento dello spread e della pressione economica per forzare un cambio politico in Italia. Questa dinamica ha sollevato gravi interrogativi sulla natura del processo democratico all’interno dell’Unione Europea e sul ruolo reale degli organismi comunitari nei confronti degli Stati membri. Invece di supportare l’Italia in un momento delicato, si scelse di imporre una linea economica punitiva, sostenendo un cambio di leadership senza passare dalle urne.
Pochi mesi dopo, Berlusconi rassegnò le dimissioni, sotto la pressione convergente dei mercati, del Quirinale e dei partner europei. Al suo posto salì Mario Monti, un tecnico mai eletto, già figura ben inserita negli ambienti comunitari e accettato senza riserve dalle istituzioni europee e internazionali.
Questo passaggio segna, per molti critici, l’inizio di una stagione in cui la sovranità italiana venne subordinata agli interessi di Bruxelles, della BCE e delle grandi istituzioni finanziarie globali. La lettera Trichet-Draghi rimane ancora oggi uno dei documenti più controversi della storia recente italiana: non solo per il contenuto, ma per il modo in cui sancì un’ingerenza mai vista prima nei processi democratici di uno Stato membro dell’UE.
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Uno studio condotto ad Atene scuote la narrazione ufficiale sulla pandemia: il 45,3% dei decessi classificati come “morti da COVID” durante l’ondata Omicron non sarebbe stato causato dal virus stesso. I ricercatori, analizzando 530 casi ospedalieri, hanno scoperto che quasi la metà delle persone decedute erano risultate positive al test, ma sono morte per altre patologie gravi come cancro, sepsi, ictus, insufficienza cardiaca o renale.
In molti casi, i pazienti non mostravano nemmeno sintomi legati al COVID-19. Eppure, bastava un tampone positivo per essere inseriti nel conteggio ufficiale delle vittime da coronavirus.
UN SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE ALTERATO
Questo studio, pubblicato su Scientific Reports, conferma ciò che molti esperti e osservatori critici hanno ipotizzato fin dall’inizio: i criteri utilizzati per definire una “morte da COVID” sono stati eccessivamente ampi e potenzialmente fuorvianti. L’equazione "positivo = morte da COVID" ha alimentato il panico pubblico e giustificato misure straordinarie, lockdown e restrizioni senza precedenti.
LE CONSEGUENZE DI UNA NARRAZIONE FUORVIANTE
Trattare i decessi “con COVID” come decessi “per COVID” ha avuto impatti profondi: ha falsato le statistiche, gonfiato l’emergenza e influenzato politiche sanitarie drastiche. Ha inoltre impedito una corretta valutazione dell’effettiva pericolosità delle varianti più recenti, come Omicron, notoriamente più contagiosa ma meno letale.
LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI SCIENTIFICHE IN BILICO
Questo studio solleva seri dubbi sulla trasparenza e sull’affidabilità delle comunicazioni ufficiali. La fiducia nella scienza e nelle istituzioni si basa su dati onesti e verificabili. Quando le definizioni vengono piegate per sostenere una narrativa, si corre il rischio di compromettere tutto il sistema.
Ora più che mai, è necessario rileggere i dati della pandemia con occhio critico e scientificamente rigoroso. Perché la verità, anche se scomoda, è l’unica strada verso una vera salute pubblica.
Scientific Reports
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Bambine piccolissime costrette a indossare il velo integrale con il volto cancellato lasciando visibili solo gli occhi.
Il tutto accompagnato dalle risate compiaciuti di uomini adulti.
Queste scene a mio avviso sono inquietanti, agghiaccianti, eppure rappresentano una quotidianità in tantissimi paesi del mondo.
È simbolo di pudore, di castità.
Ma allora, quale pudore dovrebbe proteggere una bambina?
Nella sinistra (la cosiddetta sinistra) c'è chi continua a raccontare che il velo è libertà e scelta personale.
Ma come può esserci libertà quando indossarlo è una minorenne?
Quando non è una scelta, ma una regola imposta?
Proprio in questi giorni, non in Medio Oriente, ma in Italia, una coppia pakistana ha chiesto a un avvocato di permettere alla figlia undicenne di andare a scuola con il niqab, il velo che copre tutto.
Cose che ci sembravano lontane, impossibili nel nostro paese, ora sono cronaca.
A Monfalcone abbiamo già visto studentesse velate integralmente.
E la tendenza è chiara.
Bambine sempre più giovani vengono costrette al velo in tutte le nostre città.
Non possiamo girarci dall'altra parte.
Queste situazioni gridano all'allarme.
Sono segnale di un pericolo concreto.
La donna ridotta al silenzio, privata della sua libertà, schiacciata da un fondamentalismo islamico che calpesta i diritti, la dignità e i valori su cui si fonda la nostra società.
Di fronte a tutto questo una sola risposta è possibile: resistere, non arretrare, non piegarci.
Domanda: quindi la cosiddetta sinistra in questo caso non urla nemmeno al patriarcato?
Quello solo quando è strumentale e funzionale al loro pensiero su un qualcosa (il patriarcato) che in Italia non esiste?
Pazzesco!
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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Il tutto accompagnato dalle risate compiaciuti di uomini adulti.
Queste scene a mio avviso sono inquietanti, agghiaccianti, eppure rappresentano una quotidianità in tantissimi paesi del mondo.
È simbolo di pudore, di castità.
Ma allora, quale pudore dovrebbe proteggere una bambina?
Nella sinistra (la cosiddetta sinistra) c'è chi continua a raccontare che il velo è libertà e scelta personale.
Ma come può esserci libertà quando indossarlo è una minorenne?
Quando non è una scelta, ma una regola imposta?
Proprio in questi giorni, non in Medio Oriente, ma in Italia, una coppia pakistana ha chiesto a un avvocato di permettere alla figlia undicenne di andare a scuola con il niqab, il velo che copre tutto.
Cose che ci sembravano lontane, impossibili nel nostro paese, ora sono cronaca.
A Monfalcone abbiamo già visto studentesse velate integralmente.
E la tendenza è chiara.
Bambine sempre più giovani vengono costrette al velo in tutte le nostre città.
Non possiamo girarci dall'altra parte.
Queste situazioni gridano all'allarme.
Sono segnale di un pericolo concreto.
La donna ridotta al silenzio, privata della sua libertà, schiacciata da un fondamentalismo islamico che calpesta i diritti, la dignità e i valori su cui si fonda la nostra società.
Di fronte a tutto questo una sola risposta è possibile: resistere, non arretrare, non piegarci.
Domanda: quindi la cosiddetta sinistra in questo caso non urla nemmeno al patriarcato?
Quello solo quando è strumentale e funzionale al loro pensiero su un qualcosa (il patriarcato) che in Italia non esiste?
Pazzesco!
Davide Zedda
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IL COMMENTO AL VIDEO | Vi sblocco un ricordo, 28 settembre 2003: in Italia blackout pressoché totale e danni e disagi immensi per poco più di 15 ore.
Nel 2003 non si viveva una società digitale e tecnologica come quella che viviamo oggi, provate dunque ad immaginare cosa accadrebbe oggi se vi fosse un blackout di 15 ore.
Bene, ora provate ad immaginare se il blackout durasse 72 ore.
Si tornerebbe al medioevo. Inevitabilmente! Ed allora è giusto che io insista con quanto segue
☑️ 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
"Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️ 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
I contenuti umoristici vengono condivisi più facilmente sui social media e attraverso il passaparola, raggiungendo potenzialmente un pubblico più vasto rispetto a comunicazioni puramente istituzionali.
Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
🟰🟰🟰CONCLUSIONE 🟰🟰🟰
✔️Il kit di sopravvivenza per 72 ore non serve per la guerra, ma per i blackout!
Davide Zedda
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Nel 2003 non si viveva una società digitale e tecnologica come quella che viviamo oggi, provate dunque ad immaginare cosa accadrebbe oggi se vi fosse un blackout di 15 ore.
Bene, ora provate ad immaginare se il blackout durasse 72 ore.
Si tornerebbe al medioevo. Inevitabilmente! Ed allora è giusto che io insista con quanto segue
☑️ 1 🟰🟰🟰Prepararsi al peggio. L’UE svela la strategia: chiederà alle famiglie europee di tenere scorte di emergenza
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
"Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata"
Analizziamo
Dunque i cittadini europei dovrebbero prepararsi a incidenti e crisi su larga scala, compresa la possibilità di un'aggressione armata".
Mentre le crisi su larga scala si possono creare a tavolino e realizzarle fa a dir poco ridere il passaggio circa il tenersi pronti ad una possibile invasione armata.
Il riferimento è chiaramente alla Russia, che ovviamente non invaderà nessun Paese europeo.
Dunque, ribadisco: terrorismo da parte di Bruxelles per cercare di incutere paura ai cittadini attraverso terrore mediatico, dunque tenerli sul filo, quindi obbedienti alle istituzioni europee.
Il tutto mentre il piano di riarmo sta naufragando, pare si armi nuovamente soltanto la Germania.
E poi
Si esorteranno i cittadini dell'Ue ad avere riserve di acqua, medicine, batterie e cibo per sopravvivere 72 ore in caso di emergenze militari o climatiche.
Tolta quella militare, può arrivare un’emergenza climatica? Magari con blackout? È nei piani da anni, e con la geoingegneria la crisi climatica la possono creare quando e come vogliono.
Lo faranno? E sarà solo terrorismo mediatico?
Tra vedere e non vedere possiamo avere tutti le giuste scorte per 72 ore, forse già le abbiamo.
☑️ 2🟰🟰🟰 Ma perché la borsa della resilienza (per capirci il kit di sopravvivenza per 72 ore (QUI IL VIDEO CON COMMENTO) è stata presentata ufficialmente con così tanta leggerezza e comicità da parte della stessa UE?
Se un'istituzione internazionale importante scegliesse di diffondere informazioni critiche sulla sopravvivenza in una crisi globale usando un tono semi-comico, ci sarebbero diverse ragioni strategiche per questa scelta:
Riduzione dell'ansia e del panico
L'umorismo può attenuare l'impatto psicologico di informazioni potenzialmente spaventose, rendendo più gestibile il messaggio senza scatenare reazioni di panico collettivo.
Aumento della memorabilità
I contenuti che suscitano emozioni (anche positive come il divertimento) vengono ricordati più facilmente. In una situazione di emergenza, ricordare le istruzioni può essere determinante.
Ampliamento della diffusione
I contenuti umoristici vengono condivisi più facilmente sui social media e attraverso il passaparola, raggiungendo potenzialmente un pubblico più vasto rispetto a comunicazioni puramente istituzionali.
Superamento della resistenza psicologica
Molte persone tendono a evitare informazioni ansiogene; l'approccio umoristico può aggirare questa resistenza, facendo sì che le persone assorbano comunque informazioni vitali.
Normalizzazione della preparazione
Presentare la preparazione alle emergenze in modo leggero può renderla una pratica più accettabile socialmente, riducendo lo stigma associato a comportamenti "prepper".
Questa strategia è stata effettivamente utilizzata da diverse istituzioni nel mondo, come dimostrano campagne di sensibilizzazione alle catastrofi che hanno combinato serietà del messaggio con un tono accessibile e talvolta umoristico.
Ora mi sembra decisamente tutto molto più chiaro. Allo stesso tempo inquietante!
🟰🟰🟰CONCLUSIONE 🟰🟰🟰
✔️Il kit di sopravvivenza per 72 ore non serve per la guerra, ma per i blackout!
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