Lo abbiamo visto qui sul canale con tanto di commento.
Repubblica (non un giornale complottista) ci ha spiegato fino in fondo che cos'è la geo-ingegneria.
Così noi complottisti la facciamo finita?
No, abbiamo ragione, avevamo ragione. Perché complottista è colui che crea il complotto, ed oggi (e da sempre) complottista è colui che raggiunge la verità prima degli altri.
La geo-ingegneria è un processo benefico che serve per raffreddare il pianeta, scrive Repubblica.
Capito perché? Del suo riscaldamento, vi ricordate? La farsa climatica con tanto di giustificazione dell’utilizzo della geoingegneria quale rimedio, assurdo!
Stanno dunque cercando di normalizzare la geoingegneria come fosse osa buona, giusta e necessaria. Ovviamente così facendo la stragrande maggioranza delle persone ci casca e dà comunque ragione e seguito alla narrazione ufficiale del pensiero unico dominante.
Allora attraverso questo processo artificiale (dice Repubblica) si raffredda il pianeta anche se poi aggiunge che le evidenze scientifiche non ci sono e non si sa ancora bene che rischi ci siano cosa pazzi!
In precedenza
🚨 ORA I MEDIA LO AMMETTONO: LA GEOINGEGNERIA ESISTE E ORA VOGLIONO FARCI CREDERE CHE SIA PER IL NOSTRO BENE
C’è una nuova parola d’ordine che si sta insinuando nei notiziari, nei titoli patinati e nei salotti televisivi: geoingegneria solare. Un termine apparentemente tecnico, quasi innocente. Ma dietro questa facciata scientifica si cela un progetto inquietante: manipolare deliberatamente il clima terrestre. Altro che salvezza. È l’arma finale del potere globale per riscrivere le leggi della natura e piegare l’umanità al proprio volere.
UN'IDEA FOLLE VENDUTA COME SOLUZIONE
Spruzzare particelle chimiche nell’atmosfera per bloccare la luce del sole: ecco il cuore della geoingegneria solare. Una follia travestita da tecnologia. Un esperimento planetario che nessuno ha votato, nessuno ha autorizzato, ma che alcuni gruppi di potere stanno già tentando di normalizzare con l'aiuto di media compiacenti e "scienziati" sponsorizzati.
NESSUNA PROVA, SOLO RISCHI
Non esistono prove concrete che questa manipolazione climatica possa portare benefici. Non sappiamo cosa accadrà agli oceani, alle coltivazioni, ai cicli naturali del pianeta. Ma questo non sembra interessare chi muove i fili di questa agenda. Anzi: il caos climatico potrebbe essere l’effetto voluto, non collaterale. Perché dove c’è disastro, c’è controllo. Dove c’è crisi, c’è profitto.
I COLPEVOLI NON SONO PIÙ NASCOSTI
Non stiamo parlando di fantascienza. Stiamo parlando di gruppi ben identificabili: think tank finanziati da miliardari, agenzie governative che operano nell’ombra, aziende pronte a brevettare il cielo stesso. E mentre personaggi come Robert Kennedy Jr. denunciano apertamente il crimine e chiedono giustizia, l'apparato mediatico risponde compatto, tentando di trasformare il veleno in medicina agli occhi dell’opinione pubblica.
UNA STRATEGIA DI DOMINIO
La geoingegneria solare non è altro che una strategia di dominio globale. Una volta che controlli il clima, controlli il cibo, l’acqua, le migrazioni, i conflitti. Controlli l’intera esistenza umana. Il sole diventa un pulsante da regolare a piacimento. La pioggia, una risorsa da vendere. Le nuvole, un brevetto. È la privatizzazione definitiva della natura, l’ultimo atto di un’epoca dominata dalla tecnocrazia.
IL MOMENTO DI DIRE NO
Non possiamo permettere che questa narrativa venga imposta senza opposizione. La geoingegneria solare non è progresso, è un crimine premeditato contro la Terra e i suoi abitanti. È tempo di alzare la voce, di pretendere trasparenza, di chiamare per nome i responsabili. Prima che sia troppo tardi.
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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Repubblica (non un giornale complottista) ci ha spiegato fino in fondo che cos'è la geo-ingegneria.
Così noi complottisti la facciamo finita?
No, abbiamo ragione, avevamo ragione. Perché complottista è colui che crea il complotto, ed oggi (e da sempre) complottista è colui che raggiunge la verità prima degli altri.
La geo-ingegneria è un processo benefico che serve per raffreddare il pianeta, scrive Repubblica.
Capito perché? Del suo riscaldamento, vi ricordate? La farsa climatica con tanto di giustificazione dell’utilizzo della geoingegneria quale rimedio, assurdo!
Stanno dunque cercando di normalizzare la geoingegneria come fosse osa buona, giusta e necessaria. Ovviamente così facendo la stragrande maggioranza delle persone ci casca e dà comunque ragione e seguito alla narrazione ufficiale del pensiero unico dominante.
Allora attraverso questo processo artificiale (dice Repubblica) si raffredda il pianeta anche se poi aggiunge che le evidenze scientifiche non ci sono e non si sa ancora bene che rischi ci siano cosa pazzi!
In precedenza
C’è una nuova parola d’ordine che si sta insinuando nei notiziari, nei titoli patinati e nei salotti televisivi: geoingegneria solare. Un termine apparentemente tecnico, quasi innocente. Ma dietro questa facciata scientifica si cela un progetto inquietante: manipolare deliberatamente il clima terrestre. Altro che salvezza. È l’arma finale del potere globale per riscrivere le leggi della natura e piegare l’umanità al proprio volere.
UN'IDEA FOLLE VENDUTA COME SOLUZIONE
Spruzzare particelle chimiche nell’atmosfera per bloccare la luce del sole: ecco il cuore della geoingegneria solare. Una follia travestita da tecnologia. Un esperimento planetario che nessuno ha votato, nessuno ha autorizzato, ma che alcuni gruppi di potere stanno già tentando di normalizzare con l'aiuto di media compiacenti e "scienziati" sponsorizzati.
NESSUNA PROVA, SOLO RISCHI
Non esistono prove concrete che questa manipolazione climatica possa portare benefici. Non sappiamo cosa accadrà agli oceani, alle coltivazioni, ai cicli naturali del pianeta. Ma questo non sembra interessare chi muove i fili di questa agenda. Anzi: il caos climatico potrebbe essere l’effetto voluto, non collaterale. Perché dove c’è disastro, c’è controllo. Dove c’è crisi, c’è profitto.
I COLPEVOLI NON SONO PIÙ NASCOSTI
Non stiamo parlando di fantascienza. Stiamo parlando di gruppi ben identificabili: think tank finanziati da miliardari, agenzie governative che operano nell’ombra, aziende pronte a brevettare il cielo stesso. E mentre personaggi come Robert Kennedy Jr. denunciano apertamente il crimine e chiedono giustizia, l'apparato mediatico risponde compatto, tentando di trasformare il veleno in medicina agli occhi dell’opinione pubblica.
UNA STRATEGIA DI DOMINIO
La geoingegneria solare non è altro che una strategia di dominio globale. Una volta che controlli il clima, controlli il cibo, l’acqua, le migrazioni, i conflitti. Controlli l’intera esistenza umana. Il sole diventa un pulsante da regolare a piacimento. La pioggia, una risorsa da vendere. Le nuvole, un brevetto. È la privatizzazione definitiva della natura, l’ultimo atto di un’epoca dominata dalla tecnocrazia.
IL MOMENTO DI DIRE NO
Non possiamo permettere che questa narrativa venga imposta senza opposizione. La geoingegneria solare non è progresso, è un crimine premeditato contro la Terra e i suoi abitanti. È tempo di alzare la voce, di pretendere trasparenza, di chiamare per nome i responsabili. Prima che sia troppo tardi.
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IL COMMENTO AL VIDEO | So che tanti si cancellano dal Canale anche per via del mio ostinarmi a parlare di Gaza e mostrare immagini del genocidio in corso. Sappiate che non mi fermerò, anche perché Gaza ci appartiene anche nell’esatta misura in cui il giorno che nessun palestinese sarà più libero o in vita, i prossimi a fare la loro fine saremo noi. Se cade Gaza, se cade la Palestina, nessun uomo sulla faccia della terra sarà più libero, dovrà soltanto attendere il proprio turno. Segnatevelo che tra dieci anni sarà così. Intanto io proseguo la mia opera di sensibilizzazione e di lotta: chi vuole unirsi può ad esempio condividere e far girare le immagini e le informazioni che offro.
Davide Zedda
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Buongiorno
Nonostante gli appelli scritti e in formato audio, da giovedì ad oggi (quasi una settimana) sono entrate soltanto tre donazioni. Nel ringraziare queste tre persone (e le pochissime altre intervenute da inizio mese) vi invito nuovamente ad intervenire con una libera donazione al fine di scongiurare la chiusura del Canale causa assenza sostegno economico. La situazione è disperata, mi si sta ammazzando come persona così come si sta ammazzando la mia voce libera e indipendente: intervenite!
Davide
LINK PER DONARE 👉 https://t.me/davide_zedda/8
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AUDIO | Per voi ❤️Tra la conta e la ribellione!
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
🎵🎵🎵ASCOLTA LA MIA NUOVA CANZONE 🎵 🎵👇👇👇🟢
⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
YouTube
A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
🟰🟰🟰ISRAELE HA APPROVATO IL DEFINITIVO PIANO DI PULIZIA ETNICA DEI PALESTINESI A GAZA: SIAMO ALLA SOLUZIONE FINALE🟰🟰🟰
✔️Israele ha approvato all'unanimità il piano di completa pulizia etnica dei palestinesi a Gaza
✔️Israele prevede di conquistare militarmente il 90% del territorio della striscia e rinchiudere l’intera popolazione nel restante 10%, dentro una piccolissima area al confine con l’Egitto
✔️Due milioni e duecentomila persone verranno deportate a forza, a tempo indeterminato, in un’area di 45 chilometri quadrati, stiamo parlando di c.a. cinquantamila persone per chilometro quadrato, una persona ogni 20 mt quadrati, uno spazio 5 metri per 4
✔️È la stessa identica cosa che fecero i nazisti con gli ebrei nel ghetto di Varsavia
✔️La gente palestinese che si ribellerà, verrà convinta dietro una raffica di mitra AK47. Dentro la striscia di Gaza non ci sono più nemmeno gli osservatori dell'ONU cacciati anch'essi con violenza inaudita, nell'area in cui si prevedono di deportare oltre 2 milioni di esseri umani in maggioranza bambini, donne, persone fragili, non c’è nulla di nulla, niente acqua potabile, niente servizi igienici, niente elettricità, niente ospedali, niente scuole, il nulla assoluto
✔️Per questi reclusi, dopo 500 giorni di bombardamenti e massacri, adesso in attesa di essere etnicamente spazzati via, a discrezione dell'esercito israeliano è previsto solo un pacco alimentare, col minimo di calorie appena necessarie per sopravvivere, il pacco verrà consegnato solo dietro riconoscimento facciale
✔️Le razioni prevedono solo cibo secco o conservato, senza nulla di fresco
✔️Gli assassini genocidari concederanno in tutto solo sessanta camion di merci al giorno, contro i seicento che prima del genocidio erano considerati dall'ONU il minimo indispensabile
✔️Il tutto per una popolazione che conta il 30% di bambini con malnutrizione acuta, con diversi casi di malattie, con feriti, con invalidi, persone fragili, percentuale destinata a salire ulteriormente perchè Israele ha comunque deciso di continuare il blocco totale del cibo fino a quando vorrà
✔️I vari ministri del governo Netanyahu parlano apertamente di conquista definitiva di Gaza, vuol dire che da questa “zona umanitaria” i palestinesi potranno uscire solo da morti oppure rinunciando per sempre alla loro terra…
ammesso sempre ci sia qualche paese disposto ad accoglierli, con tutto il gigantesco carico di problemi che Israele ha impresso indelebilmente nelle vite di questi milioni di persone
✔️Rivolto agli ipocriti benpensanti, che finora non si sono voluti schierare, a coloro che si indignavano piccati, sostenendo che ciò che succedeva a Gaza non si poteva definire genocidio, a tutti coloro che parlavano di diritto di Israele alla difesa, a coloro che ancora ora solidarizzano con gli arroganti provocatori sionisti, che adesso vengono pure in Italia e anche in altri paesi, a portare la stessa identica arroganza, la stessa mentalità violenta, dispotica, e di sopraffazione, che hanno usato contro il popolo palestinese per 80 anni
✔️Questo era dall'inizio il piano di pulizia etnica e genocidio previsto per il popolo palestinese
✔️In questo pezzo di Luca Cellini c’è il piano dettagliato della soluzione finale ai danni di Gaza e della Palestina di cui tante volte (anche nelle live) in tempi dunque non sospetti, vi ho raccontato nei minimi dettagli.
✔️Cosa possiamo fare? Non fare è ciò che non dobbiamo fare: iniziamo condividendo, per esempio
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✔️Israele ha approvato all'unanimità il piano di completa pulizia etnica dei palestinesi a Gaza
✔️Israele prevede di conquistare militarmente il 90% del territorio della striscia e rinchiudere l’intera popolazione nel restante 10%, dentro una piccolissima area al confine con l’Egitto
✔️Due milioni e duecentomila persone verranno deportate a forza, a tempo indeterminato, in un’area di 45 chilometri quadrati, stiamo parlando di c.a. cinquantamila persone per chilometro quadrato, una persona ogni 20 mt quadrati, uno spazio 5 metri per 4
✔️È la stessa identica cosa che fecero i nazisti con gli ebrei nel ghetto di Varsavia
✔️La gente palestinese che si ribellerà, verrà convinta dietro una raffica di mitra AK47. Dentro la striscia di Gaza non ci sono più nemmeno gli osservatori dell'ONU cacciati anch'essi con violenza inaudita, nell'area in cui si prevedono di deportare oltre 2 milioni di esseri umani in maggioranza bambini, donne, persone fragili, non c’è nulla di nulla, niente acqua potabile, niente servizi igienici, niente elettricità, niente ospedali, niente scuole, il nulla assoluto
✔️Per questi reclusi, dopo 500 giorni di bombardamenti e massacri, adesso in attesa di essere etnicamente spazzati via, a discrezione dell'esercito israeliano è previsto solo un pacco alimentare, col minimo di calorie appena necessarie per sopravvivere, il pacco verrà consegnato solo dietro riconoscimento facciale
✔️Le razioni prevedono solo cibo secco o conservato, senza nulla di fresco
✔️Gli assassini genocidari concederanno in tutto solo sessanta camion di merci al giorno, contro i seicento che prima del genocidio erano considerati dall'ONU il minimo indispensabile
✔️Il tutto per una popolazione che conta il 30% di bambini con malnutrizione acuta, con diversi casi di malattie, con feriti, con invalidi, persone fragili, percentuale destinata a salire ulteriormente perchè Israele ha comunque deciso di continuare il blocco totale del cibo fino a quando vorrà
✔️I vari ministri del governo Netanyahu parlano apertamente di conquista definitiva di Gaza, vuol dire che da questa “zona umanitaria” i palestinesi potranno uscire solo da morti oppure rinunciando per sempre alla loro terra…
ammesso sempre ci sia qualche paese disposto ad accoglierli, con tutto il gigantesco carico di problemi che Israele ha impresso indelebilmente nelle vite di questi milioni di persone
✔️Rivolto agli ipocriti benpensanti, che finora non si sono voluti schierare, a coloro che si indignavano piccati, sostenendo che ciò che succedeva a Gaza non si poteva definire genocidio, a tutti coloro che parlavano di diritto di Israele alla difesa, a coloro che ancora ora solidarizzano con gli arroganti provocatori sionisti, che adesso vengono pure in Italia e anche in altri paesi, a portare la stessa identica arroganza, la stessa mentalità violenta, dispotica, e di sopraffazione, che hanno usato contro il popolo palestinese per 80 anni
✔️Questo era dall'inizio il piano di pulizia etnica e genocidio previsto per il popolo palestinese
✔️In questo pezzo di Luca Cellini c’è il piano dettagliato della soluzione finale ai danni di Gaza e della Palestina di cui tante volte (anche nelle live) in tempi dunque non sospetti, vi ho raccontato nei minimi dettagli.
✔️Cosa possiamo fare? Non fare è ciò che non dobbiamo fare: iniziamo condividendo, per esempio
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🟰🟰🟰VI SPIEGO PERCHÉ DEMONIZZANO IL SOLE🟰🟰🟰
✔️Ecco il vero motivo che sta portando i potenti della terra ad oscurare il sole: ovviamente in nome della scienza e della farsa del cambiamento climatico e del surriscaldamento: questi sono i benefici che derivano dal sole ☀️ quanti sono i bonifici che vogliono toglierci!
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✔️Ecco il vero motivo che sta portando i potenti della terra ad oscurare il sole: ovviamente in nome della scienza e della farsa del cambiamento climatico e del surriscaldamento: questi sono i benefici che derivano dal sole ☀️ quanti sono i bonifici che vogliono toglierci!
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VIDEO | 🚨 IL CENTRO DATI MASSIVO DI META IN GEORGIA: UNA CRISI SILENZIOSA CHE MINACCIA LE COMUNITÀ LOCALI
In Georgia, Meta (ex Facebook) ha recentemente completato la costruzione di un imponente centro dati, il "Newton Data Center", situato a poche centinaia di metri da case residenziali. Dietro l’apparente progresso tecnologico si cela una realtà inquietante: una crisi ambientale e sociale causata dall’enorme fabbisogno di energia e acqua di queste infrastrutture digitali.
CONSUMO ENERGETICO E IDRICO INSOSTENIBILE
Questi centri dati consumano quantità colossali di risorse: fino a 5 milioni di galloni d'acqua al giorno, sottratti direttamente al sistema idrico locale, lasciando i residenti senza pressione nei rubinetti, con bagni che non si riempiono e lavandini inutilizzabili. La poca acqua che ricevono è spesso torbida e maleodorante. Le comunità vicine vivono senza servizi basilari, mentre i server dell’industria digitale restano costantemente raffreddati.
IMPATTO FISICO E INFRASTRUTTURALE
Le continue espansioni del centro dati hanno trasformato la zona in un cantiere permanente: le case tremano per le vibrazioni delle costruzioni, le strade sono congestionate e le interruzioni di corrente elettrica sono sempre più frequenti, poiché queste strutture drenano anche enormi quantità di energia.
LA MENZOGNA DELLA SCARSITÀ
Ci vogliono far credere che l’acqua e l’energia scarseggiano per colpa nostra: delle nostre docce, dei nostri elettrodomestici, delle nostre abitudini. Ma la verità è che stanno costruendo un mondo digitale che consuma più di quanto l’umanità possa permettersi.
L'acqua e l'energia che servirebbero a vivere vengono dirottate verso le tecnologie delle Big Tech. Se queste strutture non esistessero, a noi cittadini ne basterebbe molta meno.
UNA COMUNITÀ ABBANDONATA
"È sconvolgente, perché sembra davvero di essere di fronte a un enorme muro invalicabile. Non c'è niente che possiamo fare e a loro non importa", raccontano i residenti. Il disagio è tangibile, ma l’arroganza del potere tecnologico sembra inarrestabile.
L'INNOVAZIONE A CHE COSTO?
Il caso del centro dati di Meta in Georgia è solo uno dei tanti nel mondo. Una domanda s’impone: fino a che punto siamo disposti a sacrificare la vita reale sull’altare del progresso digitale? Se questa è la “transizione tecnologica”, il prezzo lo stanno pagando famiglie, bambini, comunità intere. In silenzio. Ma non per molto.
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In Georgia, Meta (ex Facebook) ha recentemente completato la costruzione di un imponente centro dati, il "Newton Data Center", situato a poche centinaia di metri da case residenziali. Dietro l’apparente progresso tecnologico si cela una realtà inquietante: una crisi ambientale e sociale causata dall’enorme fabbisogno di energia e acqua di queste infrastrutture digitali.
CONSUMO ENERGETICO E IDRICO INSOSTENIBILE
Questi centri dati consumano quantità colossali di risorse: fino a 5 milioni di galloni d'acqua al giorno, sottratti direttamente al sistema idrico locale, lasciando i residenti senza pressione nei rubinetti, con bagni che non si riempiono e lavandini inutilizzabili. La poca acqua che ricevono è spesso torbida e maleodorante. Le comunità vicine vivono senza servizi basilari, mentre i server dell’industria digitale restano costantemente raffreddati.
IMPATTO FISICO E INFRASTRUTTURALE
Le continue espansioni del centro dati hanno trasformato la zona in un cantiere permanente: le case tremano per le vibrazioni delle costruzioni, le strade sono congestionate e le interruzioni di corrente elettrica sono sempre più frequenti, poiché queste strutture drenano anche enormi quantità di energia.
LA MENZOGNA DELLA SCARSITÀ
Ci vogliono far credere che l’acqua e l’energia scarseggiano per colpa nostra: delle nostre docce, dei nostri elettrodomestici, delle nostre abitudini. Ma la verità è che stanno costruendo un mondo digitale che consuma più di quanto l’umanità possa permettersi.
L'acqua e l'energia che servirebbero a vivere vengono dirottate verso le tecnologie delle Big Tech. Se queste strutture non esistessero, a noi cittadini ne basterebbe molta meno.
UNA COMUNITÀ ABBANDONATA
"È sconvolgente, perché sembra davvero di essere di fronte a un enorme muro invalicabile. Non c'è niente che possiamo fare e a loro non importa", raccontano i residenti. Il disagio è tangibile, ma l’arroganza del potere tecnologico sembra inarrestabile.
L'INNOVAZIONE A CHE COSTO?
Il caso del centro dati di Meta in Georgia è solo uno dei tanti nel mondo. Una domanda s’impone: fino a che punto siamo disposti a sacrificare la vita reale sull’altare del progresso digitale? Se questa è la “transizione tecnologica”, il prezzo lo stanno pagando famiglie, bambini, comunità intere. In silenzio. Ma non per molto.
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VIDEO | 🚨 SACRIFICATI GLI ULIVI SECOLARI PER PANNELLI SOLARI: LA FOLLIA DELL’AGENDA 2030
In nome della “transizione verde” e delle parole d’ordine imposte dall’Agenda 2030, si stanno abbattendo ulivi di 400 anni, patrimonio millenario della terra mediterranea, per far posto a distese di pannelli solari importati dalla Cina che ricevono sovvenzioni milionarie solo per esistere.
Ulivi che per secoli hanno prodotto il miglior olio d’oliva del mondo, curati da generazioni di contadini, vengono estirpati come erbacce, sradicati con ruspe e cemento, per piantare il futuro distorto di una sostenibilità a senso unico: quella che distrugge per “salvare”.
I contadini vengono espropriati in nome del “bene comune”, alcuni convinti o costretti ad arrendersi. Sempre più spesso, affittano le proprie terre a multinazionali dell’energia per qualche euro facile: un affitto passivo, sterile, in cambio della distruzione di interi ecosistemi agricoli. È la resa di chi non ce la fa più, logorato da anni di tasse, regolamenti e pressioni ideologiche.
E così, dove un tempo c’erano ulivi, cereali, mani che lavoravano e famiglie che vivevano, ora si piantano ettari di fotovoltaico industriale, che consumano acqua, deturpano l’ambiente e non restituiscono nulla alla comunità se non blackout e sussidi ai soliti noti.
Nel frattempo, ci dicono che l’acqua scarseggia e che dobbiamo fare docce brevi. Ma l’acqua serve a loro: alle loro mega-strutture, ai loro server affamati, ai loro resort e impianti “green” che consumano come piccole città.
L’energia non manca: è solo accentrata. L’acqua non scarseggia: è sequestrata.
L’energia e l’acqua vengono drenate per alimentare un mondo digitale e centralizzato che serve solo ai piani di pochi. Noi dobbiamo rinunciare, loro devono crescere.
Ci vogliono colpevoli. Vogliono convincerci che è colpa nostra se il pianeta soffre, mentre sono loro a drenare risorse, terre, identità, per un modello “sostenibile” solo per le loro tasche.
Se queste infrastrutture non esistessero, a noi cittadini – alla terra, agli ulivi, ai nostri figli – basterebbe tutto. E vivremmo meglio.
Ma la verità è sotto gli occhi di chi vuole vederla: stanno distruggendo il mondo reale per costruire un mondo artificiale. E lo stanno facendo con il nostro silenzio.
Questa non è transizione, è colonizzazione. Non è ecologia, è occupazione mascherata.
E i complici non sono solo i grandi colossi, ma anche chi si gira dall’altra parte, chi affitta, chi firma, chi pensa che “tanto lo fanno tutti”.
Ma vendere la propria terra per soldi facili non è progresso. È resa. È complicità.
Stanno asfaltando la nostra storia, e ci stanno convincendo a dire grazie.
Il futuro che ci promettono è un deserto di silicio e cemento, senz’anima e senza radici.
E quando non ci sarà più niente da affittare, da espropriare o da distruggere, sarà troppo tardi per accorgersene.
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In nome della “transizione verde” e delle parole d’ordine imposte dall’Agenda 2030, si stanno abbattendo ulivi di 400 anni, patrimonio millenario della terra mediterranea, per far posto a distese di pannelli solari importati dalla Cina che ricevono sovvenzioni milionarie solo per esistere.
Ulivi che per secoli hanno prodotto il miglior olio d’oliva del mondo, curati da generazioni di contadini, vengono estirpati come erbacce, sradicati con ruspe e cemento, per piantare il futuro distorto di una sostenibilità a senso unico: quella che distrugge per “salvare”.
I contadini vengono espropriati in nome del “bene comune”, alcuni convinti o costretti ad arrendersi. Sempre più spesso, affittano le proprie terre a multinazionali dell’energia per qualche euro facile: un affitto passivo, sterile, in cambio della distruzione di interi ecosistemi agricoli. È la resa di chi non ce la fa più, logorato da anni di tasse, regolamenti e pressioni ideologiche.
E così, dove un tempo c’erano ulivi, cereali, mani che lavoravano e famiglie che vivevano, ora si piantano ettari di fotovoltaico industriale, che consumano acqua, deturpano l’ambiente e non restituiscono nulla alla comunità se non blackout e sussidi ai soliti noti.
Nel frattempo, ci dicono che l’acqua scarseggia e che dobbiamo fare docce brevi. Ma l’acqua serve a loro: alle loro mega-strutture, ai loro server affamati, ai loro resort e impianti “green” che consumano come piccole città.
L’energia non manca: è solo accentrata. L’acqua non scarseggia: è sequestrata.
L’energia e l’acqua vengono drenate per alimentare un mondo digitale e centralizzato che serve solo ai piani di pochi. Noi dobbiamo rinunciare, loro devono crescere.
Ci vogliono colpevoli. Vogliono convincerci che è colpa nostra se il pianeta soffre, mentre sono loro a drenare risorse, terre, identità, per un modello “sostenibile” solo per le loro tasche.
Se queste infrastrutture non esistessero, a noi cittadini – alla terra, agli ulivi, ai nostri figli – basterebbe tutto. E vivremmo meglio.
Ma la verità è sotto gli occhi di chi vuole vederla: stanno distruggendo il mondo reale per costruire un mondo artificiale. E lo stanno facendo con il nostro silenzio.
Questa non è transizione, è colonizzazione. Non è ecologia, è occupazione mascherata.
E i complici non sono solo i grandi colossi, ma anche chi si gira dall’altra parte, chi affitta, chi firma, chi pensa che “tanto lo fanno tutti”.
Ma vendere la propria terra per soldi facili non è progresso. È resa. È complicità.
Stanno asfaltando la nostra storia, e ci stanno convincendo a dire grazie.
Il futuro che ci promettono è un deserto di silicio e cemento, senz’anima e senza radici.
E quando non ci sarà più niente da affittare, da espropriare o da distruggere, sarà troppo tardi per accorgersene.
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𝗚𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 è 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼
𝗽𝗲𝗿 𝗽𝘂𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲.
𝗤𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲:
🌿 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮𝗹𝗶
🌿 𝗥𝗶𝗺𝗲𝗱𝗶 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶
🧠 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹' 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼
𝗜𝗺𝗺𝗲𝗿𝗴𝗶𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗮𝘃𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝘀𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼
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𝗽𝗲𝗿 𝗽𝘂𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲.
𝗤𝘂𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲:
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Buonasera ***LEGGETE E ASCOLTATE CON LA MASSIMA URGENZA E ATTENZIONE: GRAZIE***
Nonostante gli appelli scritti e in formato audio, da giovedì ad oggi (quasi una settimana) sono entrate soltanto tre donazioni. Nel ringraziare queste tre persone (e le pochissime altre intervenute da inizio mese) vi invito nuovamente ad intervenire con una libera donazione al fine di scongiurare la chiusura del Canale causa assenza sostegno economico. La situazione è disperata, mi si sta ammazzando così come si sta ammazzando la mia voce libera e indipendente: intervenite!
Davide
LINK PER DONARE 👉 https://t.me/davide_zedda/8
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Nonostante gli appelli scritti e in formato audio, da giovedì ad oggi (quasi una settimana) sono entrate soltanto tre donazioni. Nel ringraziare queste tre persone (e le pochissime altre intervenute da inizio mese) vi invito nuovamente ad intervenire con una libera donazione al fine di scongiurare la chiusura del Canale causa assenza sostegno economico. La situazione è disperata, mi si sta ammazzando così come si sta ammazzando la mia voce libera e indipendente: intervenite!
Davide
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LA MIA NUOVA CANZONE | A questa vita
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
C’è un tiepido vento in gennaio, di 24, anno e dì
A questa vita è un bacio tra il cielo e il mare nel rosso del tramonto nel blu della sua luce in morbidi colori d’acquarello tra le pagine di romanzi immortali e tele dal profumo di mare e libertà.
A questa vita, dille di sì!
Davide
P.S. Spero tanto vi piaccia. Così fosse, fatela girare e lasciate un mi piace e un commento su YouTube al link https://youtu.be/pFl0R_Br0JA?si=liVz75Mo8K_hBmSt
YouTube
A questa vita
Un tiepido vento in gennaio
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
di ventiquattro anno e dì
Come un romanzo di Polidori
come una tela di Van Gogh
Parole e silenzi lacrime e gioie
uniti per sempre per sempre sì
E intanto
Il cielo bacia il mare
nel rosso del tramonto
nel blu della sua luce…
IL COMMENTO | Nel frattempo il nuovo non Papa statunitense Leone XIV ha inviato una lettera al direttore dell'American Jewish Committee, il rabbino Noam Marans, impegnandosi a rafforzare le relazioni ebraico-cattoliche.
Non ho nulla da aggiungere: non ci arriva soltanto chi non ci vuole arrivare, non vede soltanto chi non vuole vedere: tempo al tempo, tutti (tranne gli ottusi) capiranno.
Davide Zedda
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 392💫
Davide
🎵🎵🎵ASCOLTA LA MIA NUOVA CANZONE 🎵 🎵👇👇👇🟢
⏸ Link al videoclip “A questa vita”: guarda e ascolta 👉 https://www.youtube.com/watch?v=pFl0R_Br0JA
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Davide
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VIDEO | Addio Von der Leyen?
Davide Zedda
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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VIDEO | 🚨 IN SPAGNA MULTE SALATE PER CHI PRELEVA O USA TROPPI CONTANTI: ECCO COSA STA SUCCEDENDO DAVVERO
Sta accadendo qualcosa di preoccupante in Spagna: chi usa o preleva troppo contante rischia sanzioni pesantissime. Il governo ha introdotto limiti rigorosi sui pagamenti in contanti per combattere evasione fiscale e riciclaggio di denaro, ma la misura sta sollevando forti polemiche tra cittadini e imprese.
ECCO I DETTAGLI:
▪︎ Pagamenti in contanti tra professionisti o imprese e clienti: limite fissato a 1.000 euro. Superare questa soglia fa scattare sanzioni per entrambe le parti coinvolte nella transazione.
▪︎ Pagamenti tra privati: consentiti fino a 2.500 euro, ma se uno dei due è un professionista o un'azienda, si applica di nuovo il limite da 1.000 euro.
▪︎ Per i non residenti fiscali, come i turisti: il tetto è più alto, 10.000 euro, ma solo per transazioni tra privati.
LE MULTE? ALTRO CHE SIMBOLICHE. La sanzione standard può arrivare al 25% dell’importo della transazione irregolare. Per importi superiori a 250.000 euro, le multe possono variare da 1.000 a 50.000 euro!
PERICOLO IN ARRIVO ANCHE IN ITALIA? Molti osservatori temono che questa norma possa essere replicata presto anche in altri Paesi europei, compresa l’Italia. Il nuovo Regolamento UE 2024/1624 prevede infatti limiti uniformi all’uso del contante in tutta l’Unione.
ATTENZIONE: STANNO CERCANDO DI TOGLIERTI IL CONTROLLO SUL TUO DENARO.
Contanti limitati = più tracciabilità = meno libertà
PAGATE SEMPRE IN CONTANTI!
Difendete la vostra libertà e privacy. Ogni pagamento elettronico lascia una traccia, ogni limite al contante è un passo verso il controllo totale. Finché è legale, usate il contante: è uno degli ultimi strumenti per restare davvero indipendenti.
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Sta accadendo qualcosa di preoccupante in Spagna: chi usa o preleva troppo contante rischia sanzioni pesantissime. Il governo ha introdotto limiti rigorosi sui pagamenti in contanti per combattere evasione fiscale e riciclaggio di denaro, ma la misura sta sollevando forti polemiche tra cittadini e imprese.
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▪︎ Pagamenti tra privati: consentiti fino a 2.500 euro, ma se uno dei due è un professionista o un'azienda, si applica di nuovo il limite da 1.000 euro.
▪︎ Per i non residenti fiscali, come i turisti: il tetto è più alto, 10.000 euro, ma solo per transazioni tra privati.
LE MULTE? ALTRO CHE SIMBOLICHE. La sanzione standard può arrivare al 25% dell’importo della transazione irregolare. Per importi superiori a 250.000 euro, le multe possono variare da 1.000 a 50.000 euro!
PERICOLO IN ARRIVO ANCHE IN ITALIA? Molti osservatori temono che questa norma possa essere replicata presto anche in altri Paesi europei, compresa l’Italia. Il nuovo Regolamento UE 2024/1624 prevede infatti limiti uniformi all’uso del contante in tutta l’Unione.
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Secondo una ricostruzione critica basata sul lavoro di Tom Nelson, il celebre grafico che rappresenta l’aumento delle temperature globali sarebbe fortemente distorto e usato per alimentare allarmi climatici sproporzionati. L’indagine solleva dubbi sulla validità dei dati e mette in discussione la neutralità delle istituzioni che li producono.
Gran parte delle stazioni di rilevamento termico sarebbero oggi situate in aree urbane, vicino a fonti artificiali di calore, contrariamente agli standard raccomandati. Questo, secondo l’analisi, avrebbe causato un’anomalia sistematica nei dati, con temperature falsamente elevate. Le misurazioni rurali e gli anelli degli alberi mostrerebbero infatti tendenze molto più stabili, con temperature attuali simili a quelle degli anni '40.
Ulteriori distorsioni emergerebbero dall’interpolazione dei dati in aree non coperte da stazioni, come deserti o oceani, e dal crescente divario tra temperature diurne stabili e minime notturne in aumento, sintomo della “firma termica” urbana.
Infine, l’autore sottolinea un possibile conflitto d’interessi: molte agenzie pubbliche, enti scientifici e aziende trarrebbero vantaggi economici e politici dal mantenimento dello stato di emergenza climatica, legando finanziamenti e carriere alla narrazione dell’allarme globale.
In sintesi, questa visione alternativa mette in discussione la narrativa dominante sul cambiamento climatico e chiede maggiore trasparenza scientifica, rigore metodologico e dibattito aperto sull’interpretazione dei dati climatici.
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Personalmente non mi senti di escludere proprio nulla, ed allora non posso per,estremi di stare zitto in merito ad una questione che sta passando inosservata. Perché presto (quanto tempo?) se non verrà giù l’Unione Europea, vi sarà il forte rischio (occhio, condizionale, sia chiaro) di arrivare ad un punto in cui esprimere una opinione non in linea con Bruxelles potrà essere classificato come crimine particolarmente grave grazie al DSA.
Quindi (per intenderci) quello che pubblicherai sui social network sarà (potrà, condizionale, dobbiamo combattere affinché non accada) criminalizzato dalla UE.
Ciò che la Sig.ra Von Der Leyen vuole ottenere è chiaro. Vuole abolire definitivamente la libertà di espressione e punire chi la pensa diversamente. Come con i nazisti, come nella DDR. Tuttavia si parla di possibili dimissioni della Von der Leyen. Le dimissioni (se giungeranno) saranno fondamentali per evitare questo piano, anche se poi è la linea della UE che spinge per arrivare a questo tipo di censura.
La storia si ripete? Dipende come sempre da noi: o schiavi o liberi dipende sempre tutto da noi.
Conoscere, sapere, sono le uniche armi (nonché le più efficaci) affinché questi balordi e criminali progetti e piani vadano gambe all’aria.
Davide Zedda
www.davidezedda.com
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Quindi (per intenderci) quello che pubblicherai sui social network sarà (potrà, condizionale, dobbiamo combattere affinché non accada) criminalizzato dalla UE.
Ciò che la Sig.ra Von Der Leyen vuole ottenere è chiaro. Vuole abolire definitivamente la libertà di espressione e punire chi la pensa diversamente. Come con i nazisti, come nella DDR. Tuttavia si parla di possibili dimissioni della Von der Leyen. Le dimissioni (se giungeranno) saranno fondamentali per evitare questo piano, anche se poi è la linea della UE che spinge per arrivare a questo tipo di censura.
La storia si ripete? Dipende come sempre da noi: o schiavi o liberi dipende sempre tutto da noi.
Conoscere, sapere, sono le uniche armi (nonché le più efficaci) affinché questi balordi e criminali progetti e piani vadano gambe all’aria.
Davide Zedda
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IL COMMENTO AL VIDEO | Escremento lui e chi lo applaude! Che poi quel “tecnicamente non è la stessa cosa” implica che per essere genocidio vanno ammazzati in maniera tecnicamente differente? Non bastano le bombe e la fame? Mai dare contro a Israele, regola numero un per la classe politica italiana e non: direi mondiale occidentale.
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Buongiorno
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Davide
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