AUDIO | Sciopero agricoltori e autotrasporti: la situazione tra assenza carburanti e scafali vuoti | MOLTO IMPORTANTE 🔑
Davide Zedda
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IL SALOTTO DELLE 13:00 | Nessun…
Davide
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LA MIA NUOVA CANZONE | LA FRECCIA DI BIANCA LUCE
Il mondo è avvolto in una coperta scura, così non va. L’arco scocca la sua freccia, colpisce il cielo nero dando il via al percorso di trasformazione dell’intera umanità. Alla fine sarà dunque luce e libertà. Utopia? Sogno? La risposta è nel brano.
Davide
P.S. IMPORTANTE | Ascoltala🎧 per intero e lascia un commento ed un mi piace su YouTube e inviala ai tuoi amici e contatti: grazie ☺️ | Ecco il link 👉 https://youtu.be/tlu2OYWyxn8?is=z5ylBIVZ2-5AR7Lr
Il mondo è avvolto in una coperta scura, così non va. L’arco scocca la sua freccia, colpisce il cielo nero dando il via al percorso di trasformazione dell’intera umanità. Alla fine sarà dunque luce e libertà. Utopia? Sogno? La risposta è nel brano.
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La Freccia di Bianca Luce
In anime aride
parole sterili
in cuori che pulsano a metà
In anime labili
silenzi statici
in giorni vissuti per metà
Scocca l’arco la sua freccia punta il cielo nero
ripulisce quei colori dona arcobaleni
Guarda in alto chiudi gli occhi e vai
libera…
parole sterili
in cuori che pulsano a metà
In anime labili
silenzi statici
in giorni vissuti per metà
Scocca l’arco la sua freccia punta il cielo nero
ripulisce quei colori dona arcobaleni
Guarda in alto chiudi gli occhi e vai
libera…
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AVVERTENZA: "Le colonscopie danneggiano più vite di quelle che salvano...1 persona su 1000 ha una perforazione del colon e la metà di loro morirà"...
"La colonscopia è troppo pericolosa, non la raccomando."
Dr. John McDougall, MD.
"7 persone su 100 soffrono complicazioni gravi e importanti."
"1 persona su 1.000 ha una perforazione del colon e la metà di loro morirà".
"Le colonscopie danneggiano più vite di quelle che salvano...
📌📌 Gli Stati Uniti sono il caso eccezionale del mondo che utilizza la colonscopia come metodo di rilevazione del cancro al colon di prima linea. Vengono eseguite circa 15 milioni di colonscopie negli Stati Uniti ogni anno.
Nel 2001, Medicare ha accettato di coprire la colonscopia come strumento di rilevazione, e fu allora che gli Stati Uniti la resero la diagnosi di prima linea. Il suo obiettivo è il denaro e i profitti, non la salute.
In Europa, Canada, Australia e alcune parti del Sudamerica non si utilizza la colonscopia come metodo preventivo di rilevazione. In questi paesi, il test di rilevazione del cancro al colon predominante è il test delle feci, o la sua versione più recente, il test FIT.
Il rischio assoluto di sviluppare cancro al colon nelle persone che seguono la dieta americana standard è del 2,5 %. Il rischio di cancro si riduce a quasi lo 0 % con una dieta povera di carboidrati e zuccheri. Tuttavia, il rischio di complicazioni da colonscopia è del 7%.
Uno dei rischi più gravi, che spesso porta alla morte, è la perforazione del colon, che si verifica in circa 1 procedura su 1.000.
Servono 1250 persone esaminate con colonscopia per diagnosticare un cancro. Questo è quasi uno scambio equo: per ogni diagnosi di cancro e una possibile vita salvata, si perde una vita per una complicazione, come una perforazione.
Istituzioni di grande prestigio avvertono che la colonscopia non riduce la mortalità...
La Rivista di Medicina Interna dell'Associazione Medica Americana (JAMA) ha affermato con forza: «…non esiste alcun ensayo clinico randomizzato (ECA) (né altra evidenza di alta qualità) che dimostri che la colonscopia riduce la mortalità per cancro colorrettale (CCR). Di fatto, le uniche prove che hanno dimostrato di ridurre la mortalità per CCR in ECA sono i test periodici del sangue occulto nelle feci (FOBT)».
La mancanza di benefici e i costi e i danni sostanziali hanno portato al Gruppo di Lavoro Canadese sulla Cura Preventiva a dire ai cittadini del Canada: “Raccomandiamo di non utilizzare la colonscopia come test di rilevazione del cancro colorrettale”.
Il New England Journal of Medicine ha pubblicato l'ensayo NordIC, lo studio randomizzato più grande pubblicato sui possibili benefici della colonscopia 10 anni dopo la rilevazione... "Il rischio di morte per qualsiasi causa è stato dell'11,03% in coloro che hanno fatto una colonscopia e dell'11,04% in coloro che non l'hanno fatta".
Purtroppo, questi risultati innegabili secondo cui la rilevazione mediante colonscopia non riduce il rischio di morire avranno poca influenza sui medici e sulle strutture che eseguono questa procedura altamente redditizia, che produce 4 miliardi di dollari di profitti ogni anno.
📌📌 Tassi di complicazioni della colonscopia:
Microbioma gastrointestinale: La preparazione aggressiva con polietilenglicole (PEG) tossico per pulire l'intero tratto digestivo prima di una colonscopia elimina il 99 % dei batteri benefici. Questo risulta in mesi di problemi digestivi mentre il tratto digestivo cerca di ricolonizzarsi.
Evento cardiaco: 1 su 100 subirà un'aritmia o un infarto miocardico.
Sanguinamento: 1 su 2000 subirà un sanguinamento che richiederà un intervento ospedaliero.
Perforazione intestinale: 1 su 1.000 richiede una riparazione chirurgica d'urgenza con rischio di fatalità.
Lesione della milza: 1 caso su 6.000 di endoscopia colorrettale lesiona il legamento splenocolico, è richiesta chirurgia d'urgenza e possibile fatalità.
Infezione: 1 su 1.000 subirà un'infezione batterica che può evolvere in sepsi.
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"La colonscopia è troppo pericolosa, non la raccomando."
Dr. John McDougall, MD.
"7 persone su 100 soffrono complicazioni gravi e importanti."
"1 persona su 1.000 ha una perforazione del colon e la metà di loro morirà".
"Le colonscopie danneggiano più vite di quelle che salvano...
📌📌 Gli Stati Uniti sono il caso eccezionale del mondo che utilizza la colonscopia come metodo di rilevazione del cancro al colon di prima linea. Vengono eseguite circa 15 milioni di colonscopie negli Stati Uniti ogni anno.
Nel 2001, Medicare ha accettato di coprire la colonscopia come strumento di rilevazione, e fu allora che gli Stati Uniti la resero la diagnosi di prima linea. Il suo obiettivo è il denaro e i profitti, non la salute.
In Europa, Canada, Australia e alcune parti del Sudamerica non si utilizza la colonscopia come metodo preventivo di rilevazione. In questi paesi, il test di rilevazione del cancro al colon predominante è il test delle feci, o la sua versione più recente, il test FIT.
Il rischio assoluto di sviluppare cancro al colon nelle persone che seguono la dieta americana standard è del 2,5 %. Il rischio di cancro si riduce a quasi lo 0 % con una dieta povera di carboidrati e zuccheri. Tuttavia, il rischio di complicazioni da colonscopia è del 7%.
Uno dei rischi più gravi, che spesso porta alla morte, è la perforazione del colon, che si verifica in circa 1 procedura su 1.000.
Servono 1250 persone esaminate con colonscopia per diagnosticare un cancro. Questo è quasi uno scambio equo: per ogni diagnosi di cancro e una possibile vita salvata, si perde una vita per una complicazione, come una perforazione.
Istituzioni di grande prestigio avvertono che la colonscopia non riduce la mortalità...
La Rivista di Medicina Interna dell'Associazione Medica Americana (JAMA) ha affermato con forza: «…non esiste alcun ensayo clinico randomizzato (ECA) (né altra evidenza di alta qualità) che dimostri che la colonscopia riduce la mortalità per cancro colorrettale (CCR). Di fatto, le uniche prove che hanno dimostrato di ridurre la mortalità per CCR in ECA sono i test periodici del sangue occulto nelle feci (FOBT)».
La mancanza di benefici e i costi e i danni sostanziali hanno portato al Gruppo di Lavoro Canadese sulla Cura Preventiva a dire ai cittadini del Canada: “Raccomandiamo di non utilizzare la colonscopia come test di rilevazione del cancro colorrettale”.
Il New England Journal of Medicine ha pubblicato l'ensayo NordIC, lo studio randomizzato più grande pubblicato sui possibili benefici della colonscopia 10 anni dopo la rilevazione... "Il rischio di morte per qualsiasi causa è stato dell'11,03% in coloro che hanno fatto una colonscopia e dell'11,04% in coloro che non l'hanno fatta".
Purtroppo, questi risultati innegabili secondo cui la rilevazione mediante colonscopia non riduce il rischio di morire avranno poca influenza sui medici e sulle strutture che eseguono questa procedura altamente redditizia, che produce 4 miliardi di dollari di profitti ogni anno.
📌📌 Tassi di complicazioni della colonscopia:
Microbioma gastrointestinale: La preparazione aggressiva con polietilenglicole (PEG) tossico per pulire l'intero tratto digestivo prima di una colonscopia elimina il 99 % dei batteri benefici. Questo risulta in mesi di problemi digestivi mentre il tratto digestivo cerca di ricolonizzarsi.
Evento cardiaco: 1 su 100 subirà un'aritmia o un infarto miocardico.
Sanguinamento: 1 su 2000 subirà un sanguinamento che richiederà un intervento ospedaliero.
Perforazione intestinale: 1 su 1.000 richiede una riparazione chirurgica d'urgenza con rischio di fatalità.
Lesione della milza: 1 caso su 6.000 di endoscopia colorrettale lesiona il legamento splenocolico, è richiesta chirurgia d'urgenza e possibile fatalità.
Infezione: 1 su 1.000 subirà un'infezione batterica che può evolvere in sepsi.
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🇪🇺🚨 MA COSA FUMANO A BRUXELLES? ADESSO SI PREPARANO PURE ALL’INCUBO!
Signore e signori, benvenuti nell’Unione Europea, dove il futuro è incerto, il presente è complicato, ma il protocollo per la prossima catastrofe è già all’ordine del giorno.
Secondo POLITICO, il 7 ottobre 2026, gli ambasciatori dei 27 Paesi dell’UE si sono riuniti a porte chiuse, senza telefoni né assistenti, per discutere come reagire a un possibile attacco ibrido con numerose vittime.
Sul tavolo ci sono squadre di emergenza, finanziamenti straordinari, coordinamento delle comunicazioni e nuovi strumenti europei di gestione delle crisi.
Naturalmente, perché quando a Bruxelles sentono la parola «emergenza», qualcuno comincia immediatamente a immaginare un altro organismo di coordinamento.
Ma aspettate, perché il bello deve ancora arrivare.
A far accelerare le discussioni è stato anche il ritrovamento, il 4 agosto, di un drone carico di esplosivo all’aeroporto tedesco di Lipsia. Berlino ha attribuito la responsabilità alla Russia e ha annunciato misure diplomatiche, tra cui la chiusura del consolato russo a Bonn e della Casa Russa a Berlino. Mosca ha respinto le accuse.
La vicenda è seria. Le autorità tedesche sostengono di disporre di elementi investigativi e d’intelligence. Ma un’accusa governativa non sostituisce la necessità di prove verificabili e di un accertamento rigoroso delle responsabilità.
E qui nasce una domanda che dovrebbe interessare tutti gli europei: se domani accadesse qualcosa di terribile, chi stabilirebbe il responsabile, sulla base di quali prove e con quali conseguenze politiche o militari?
Nel frattempo, secondo POLITICO, alcune capitali europee sono già preoccupate perché i nuovi strumenti immaginati dalla Commissione rischiano di sovrapporsi alle competenze della NATO e ai meccanismi di crisi già esistenti.
Meraviglioso. Non è ancora accaduta la catastrofe e già si discute su chi debba presiedere la riunione per gestirla.
Sia chiaro: prepararsi a un attentato è doveroso. Proteggere i cittadini è uno dei primi compiti delle istituzioni. Ma prepararsi seriamente significa anche evitare duplicazioni, stabilire responsabilità precise e impedire che il clima di paura diventi un lasciapassare per accentrare ulteriori poteri.
Perché c’è una differenza enorme tra preparare l’Europa a difendersi e preparare gli europei a vivere permanentemente nell’emergenza.
E mentre i cittadini continuano a fare i conti con il costo della vita, le bollette e un futuro sempre più incerto, nei palazzi del potere si ragiona già sul prossimo scenario da incubo.
La domanda non è se l’Europa debba difendersi. La domanda è chi la stia guidando, verso quale futuro e con quale controllo democratico.
Perché, a forza di prepararsi alla guerra, sarebbe opportuno ricordarsi che esiste anche un’altra attività: lavorare per impedirla.
E magari dedicare alla diplomazia almeno una parte dell’energia che si dedica ai protocolli d’emergenza.
FONTI
* POLITICO, Nicholas Vinocur, 7 ottobre 2026 — EU quietly braces for nightmare scenario of multiple-casualty hybrid attack.
https://www.politico.eu/article/eu-nightmare-scenario-multiple-casualty-hybrid-attack/
* Reuters, 5 agosto 2026 — Explosive drone at German airport raises new danger, minister says.
https://www.reuters.com/world/german-police-examine-suspicious-object-leipzig-airport-2026-08-05/
* Deutschland.de / dpa, 2 settembre 2026 — German government says Russia is to blame for drone attack.
https://www.deutschland.de/en/news/german-government-russia-to-blame-for-drone-attack
Seguite Don Chisciotte per continuare a porre le domande che troppo spesso restano fuori dai comunicati ufficiali.
#DonChisciotte #UnioneEuropea #Bruxelles #NATO #Russia #GuerraIbrida #Geopolitica #Pace #Europa
Don Chisciotte
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Signore e signori, benvenuti nell’Unione Europea, dove il futuro è incerto, il presente è complicato, ma il protocollo per la prossima catastrofe è già all’ordine del giorno.
Secondo POLITICO, il 7 ottobre 2026, gli ambasciatori dei 27 Paesi dell’UE si sono riuniti a porte chiuse, senza telefoni né assistenti, per discutere come reagire a un possibile attacco ibrido con numerose vittime.
Sul tavolo ci sono squadre di emergenza, finanziamenti straordinari, coordinamento delle comunicazioni e nuovi strumenti europei di gestione delle crisi.
Naturalmente, perché quando a Bruxelles sentono la parola «emergenza», qualcuno comincia immediatamente a immaginare un altro organismo di coordinamento.
Ma aspettate, perché il bello deve ancora arrivare.
A far accelerare le discussioni è stato anche il ritrovamento, il 4 agosto, di un drone carico di esplosivo all’aeroporto tedesco di Lipsia. Berlino ha attribuito la responsabilità alla Russia e ha annunciato misure diplomatiche, tra cui la chiusura del consolato russo a Bonn e della Casa Russa a Berlino. Mosca ha respinto le accuse.
La vicenda è seria. Le autorità tedesche sostengono di disporre di elementi investigativi e d’intelligence. Ma un’accusa governativa non sostituisce la necessità di prove verificabili e di un accertamento rigoroso delle responsabilità.
E qui nasce una domanda che dovrebbe interessare tutti gli europei: se domani accadesse qualcosa di terribile, chi stabilirebbe il responsabile, sulla base di quali prove e con quali conseguenze politiche o militari?
Nel frattempo, secondo POLITICO, alcune capitali europee sono già preoccupate perché i nuovi strumenti immaginati dalla Commissione rischiano di sovrapporsi alle competenze della NATO e ai meccanismi di crisi già esistenti.
Meraviglioso. Non è ancora accaduta la catastrofe e già si discute su chi debba presiedere la riunione per gestirla.
Sia chiaro: prepararsi a un attentato è doveroso. Proteggere i cittadini è uno dei primi compiti delle istituzioni. Ma prepararsi seriamente significa anche evitare duplicazioni, stabilire responsabilità precise e impedire che il clima di paura diventi un lasciapassare per accentrare ulteriori poteri.
Perché c’è una differenza enorme tra preparare l’Europa a difendersi e preparare gli europei a vivere permanentemente nell’emergenza.
E mentre i cittadini continuano a fare i conti con il costo della vita, le bollette e un futuro sempre più incerto, nei palazzi del potere si ragiona già sul prossimo scenario da incubo.
La domanda non è se l’Europa debba difendersi. La domanda è chi la stia guidando, verso quale futuro e con quale controllo democratico.
Perché, a forza di prepararsi alla guerra, sarebbe opportuno ricordarsi che esiste anche un’altra attività: lavorare per impedirla.
E magari dedicare alla diplomazia almeno una parte dell’energia che si dedica ai protocolli d’emergenza.
FONTI
* POLITICO, Nicholas Vinocur, 7 ottobre 2026 — EU quietly braces for nightmare scenario of multiple-casualty hybrid attack.
https://www.politico.eu/article/eu-nightmare-scenario-multiple-casualty-hybrid-attack/
* Reuters, 5 agosto 2026 — Explosive drone at German airport raises new danger, minister says.
https://www.reuters.com/world/german-police-examine-suspicious-object-leipzig-airport-2026-08-05/
* Deutschland.de / dpa, 2 settembre 2026 — German government says Russia is to blame for drone attack.
https://www.deutschland.de/en/news/german-government-russia-to-blame-for-drone-attack
Seguite Don Chisciotte per continuare a porre le domande che troppo spesso restano fuori dai comunicati ufficiali.
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LA MIA NUOVA CANZONE | LA FRECCIA DI BIANCA LUCE
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VIDEO | Il divorzio dal popolo
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‼️‼️‼️IMPORTANTE E DA CONOSCERE | COME LA MEDICINA MODERNA È DIVENTATA UNO DEI CULTI PIÙ PERICOLOSI AL MONDO 🌏
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🚨🚨🚨IMPORTANTE 🔑
‼️Guido Crosetto parla di bunker da costruire a tempi di guerra e di quarantamila giovani da mettere in riserva, pronti al richiamo. Non prepara la difesa. Prepara la guerra, e lo fa mentre il Parlamento è già fuori dai giochi.
L’Avvocatura dello Stato scrive che l’Italia è dentro una “guerra mondiale a pezzi e ibrida”. Non lo dice un oppositore. Lo scrive chi difende il diritto del governo a tenere segreti i traffici di armi. Il Parlamento non ha dichiarato guerra. Nessuna Camera ha votato lo stato di guerra. Ma lo Stato ha già deciso che le regole normali non valgono più, che certe cose non si dicono, che certi numeri non si danno. Il Parlamento, in questa logica, non decide. Ratifica, oppure non viene nemmeno informato.
Si chiama “ibrida” per non chiamarla guerra. Si parla di minaccia cognitiva, di cyber, di disinformazione. Poi la stessa formula serve a nascondere dove vanno le armi, chi le spedisce, chi le riceve. La trasparenza diventa un rischio. Chi chiede i dati è sospetto. Chi tace è responsabile. E intanto si accelera sulle infrastrutture militari, si riducono i passaggi, si preparano gli organici.
Quarantamila in più entro il 2033. Più le riserve: ex militari, specialisti, e cittadini tra i 25 e i 35 anni per la riserva territoriale. Giovani che oggi sono a casa e che domani possono essere messi in uniforme. Non “al fronte” oggi, si dirà. Ma la riserva esiste per essere usata quando la guerra non è più ibrida. Quando i tempi sono quelli del bunker. E quando arriverà la richiesta — misteriosa o meno — di inviare truppe operative sul fronte orientale, la macchina sarà già pronta. Il Parlamento avrà già votato i fondi. I tempi saranno già quelli della guerra. I giovani saranno già nella lista.
Chi paga non è Crosetto. Non sono i generali che firmano i piani. Non sono gli industriali che vendono i sistemi. Pagano i venticinquenni e i trentacinquenni che non hanno ancora firmato niente. Pagano le famiglie che scopriranno dopo. Pagano i lavoratori dei porti che movimentano carichi di cui non possono conoscere la destinazione, perché il porto è diventato “strategico” e siamo in guerra ibrida.
È la stessa storia di sempre. Si prepara l’esercito in tempo di pace, si giustifica con la minaccia esterna, si accelera, si aumenta la segretezza, si mette il Parlamento di fronte al fatto compiuto. Nel 1915 era così. Nel 1940 era così. Ogni volta i giovani sono il materiale di consumo e chi decide è già al sicuro.
La guerra ibrida esiste. Esistono cyberattacchi, interferenze, disinformazione. Ma usarla per giustificare il segreto, i bunker, la riserva di decine di migliaia di persone, significa trasformare una minaccia in un’autorizzazione a priori a fare tutto senza renderne conto.
Significa dire che siamo già in guerra, quindi le decisioni non passano più dalle Camere.
Questa non è difesa. È la costruzione, pezzo dopo pezzo, di uno stato di guerra permanente senza che il Parlamento l’abbia dichiarato.
È la decisione che i corpi dei giovani italiani sono un’opzione disponibile. È la follia di chi crede che preparare la guerra sia un modo per evitarla, quando l’unica cosa che si sta preparando è il momento in cui qualcuno dovrà andare a morire per una decisione presa altrove‼️
(FONTE)
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‼️Guido Crosetto parla di bunker da costruire a tempi di guerra e di quarantamila giovani da mettere in riserva, pronti al richiamo. Non prepara la difesa. Prepara la guerra, e lo fa mentre il Parlamento è già fuori dai giochi.
L’Avvocatura dello Stato scrive che l’Italia è dentro una “guerra mondiale a pezzi e ibrida”. Non lo dice un oppositore. Lo scrive chi difende il diritto del governo a tenere segreti i traffici di armi. Il Parlamento non ha dichiarato guerra. Nessuna Camera ha votato lo stato di guerra. Ma lo Stato ha già deciso che le regole normali non valgono più, che certe cose non si dicono, che certi numeri non si danno. Il Parlamento, in questa logica, non decide. Ratifica, oppure non viene nemmeno informato.
Si chiama “ibrida” per non chiamarla guerra. Si parla di minaccia cognitiva, di cyber, di disinformazione. Poi la stessa formula serve a nascondere dove vanno le armi, chi le spedisce, chi le riceve. La trasparenza diventa un rischio. Chi chiede i dati è sospetto. Chi tace è responsabile. E intanto si accelera sulle infrastrutture militari, si riducono i passaggi, si preparano gli organici.
Quarantamila in più entro il 2033. Più le riserve: ex militari, specialisti, e cittadini tra i 25 e i 35 anni per la riserva territoriale. Giovani che oggi sono a casa e che domani possono essere messi in uniforme. Non “al fronte” oggi, si dirà. Ma la riserva esiste per essere usata quando la guerra non è più ibrida. Quando i tempi sono quelli del bunker. E quando arriverà la richiesta — misteriosa o meno — di inviare truppe operative sul fronte orientale, la macchina sarà già pronta. Il Parlamento avrà già votato i fondi. I tempi saranno già quelli della guerra. I giovani saranno già nella lista.
Chi paga non è Crosetto. Non sono i generali che firmano i piani. Non sono gli industriali che vendono i sistemi. Pagano i venticinquenni e i trentacinquenni che non hanno ancora firmato niente. Pagano le famiglie che scopriranno dopo. Pagano i lavoratori dei porti che movimentano carichi di cui non possono conoscere la destinazione, perché il porto è diventato “strategico” e siamo in guerra ibrida.
È la stessa storia di sempre. Si prepara l’esercito in tempo di pace, si giustifica con la minaccia esterna, si accelera, si aumenta la segretezza, si mette il Parlamento di fronte al fatto compiuto. Nel 1915 era così. Nel 1940 era così. Ogni volta i giovani sono il materiale di consumo e chi decide è già al sicuro.
La guerra ibrida esiste. Esistono cyberattacchi, interferenze, disinformazione. Ma usarla per giustificare il segreto, i bunker, la riserva di decine di migliaia di persone, significa trasformare una minaccia in un’autorizzazione a priori a fare tutto senza renderne conto.
Significa dire che siamo già in guerra, quindi le decisioni non passano più dalle Camere.
Questa non è difesa. È la costruzione, pezzo dopo pezzo, di uno stato di guerra permanente senza che il Parlamento l’abbia dichiarato.
È la decisione che i corpi dei giovani italiani sono un’opzione disponibile. È la follia di chi crede che preparare la guerra sia un modo per evitarla, quando l’unica cosa che si sta preparando è il momento in cui qualcuno dovrà andare a morire per una decisione presa altrove‼️
(FONTE)
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Mi scrive un caro amico, ne parlavamo in privato.
La sua analisi è attenta e puntuale, io la inserisco qui nello spazio editoriale.
“Ciao ma io penso che è un po strano che ci siano manifestazioni e proteste solo al sud....
ma il punto è che stavolta almeno per quello che ho visto io non c'è un personaggio di turno come le altre volte che fa finta di fare da leader per poi sparire....
può essere che vada avanti ancora un po...
ma che il blocco interessi tutta Italia ho i miei seri dubbi...
oppure se va avanti e là cosa aumenta il governo interviene con la forza...
visto che hanno fatto le leggi apposite”
Davide Zedda
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La sua analisi è attenta e puntuale, io la inserisco qui nello spazio editoriale.
“Ciao ma io penso che è un po strano che ci siano manifestazioni e proteste solo al sud....
ma il punto è che stavolta almeno per quello che ho visto io non c'è un personaggio di turno come le altre volte che fa finta di fare da leader per poi sparire....
può essere che vada avanti ancora un po...
ma che il blocco interessi tutta Italia ho i miei seri dubbi...
oppure se va avanti e là cosa aumenta il governo interviene con la forza...
visto che hanno fatto le leggi apposite”
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LA MIA NUOVA CANZONE | LA FRECCIA DI BIANCA LUCE
Il mondo è avvolto in una coperta scura, così non va. L’arco scocca la sua freccia, colpisce il cielo nero dando il via al percorso di trasformazione dell’intera umanità. Alla fine sarà dunque luce e libertà. Utopia? Sogno? La risposta è nel brano.
Davide
P.S. IMPORTANTE | Ascoltala🎧 per intero e lascia un commento ed un mi piace su YouTube e inviala ai tuoi amici e contatti: grazie ☺️ | Ecco il link 👉 https://youtu.be/tlu2OYWyxn8?is=z5ylBIVZ2-5AR7Lr
Il mondo è avvolto in una coperta scura, così non va. L’arco scocca la sua freccia, colpisce il cielo nero dando il via al percorso di trasformazione dell’intera umanità. Alla fine sarà dunque luce e libertà. Utopia? Sogno? La risposta è nel brano.
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La Freccia di Bianca Luce
In anime aride
parole sterili
in cuori che pulsano a metà
In anime labili
silenzi statici
in giorni vissuti per metà
Scocca l’arco la sua freccia punta il cielo nero
ripulisce quei colori dona arcobaleni
Guarda in alto chiudi gli occhi e vai
libera…
parole sterili
in cuori che pulsano a metà
In anime labili
silenzi statici
in giorni vissuti per metà
Scocca l’arco la sua freccia punta il cielo nero
ripulisce quei colori dona arcobaleni
Guarda in alto chiudi gli occhi e vai
libera…
AUDIO CON TESTIMONIANZE | Blocchi stradali, scioperi, carburanti, scaffali supermercati e una strana notizia sul maltempo | MASSIMA ATTENZIONE ‼️ IMPORTANTE 🔑
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AUDIO DI PUBBLICA UTILITÀ | Questione Pellet: importante 🔑
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🚨🚨🚨AFFETTI AVVERSI DA VACCINO: LE TESTIMONIANZE DA TUTTO IL MONDO 🌏
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💥💥💥ITALIA DAL 2015 AL 2025
1) bolletta luce + 22%
2)bolletta gas +64%
3) un pieno benzina +13%
4) un pieno diesel +18%
5) i principali prodotti alimentari +73%
Stipendi: una perdita netta del potere d'acquisto reale tra il 4% e l'8,4%
Nonostante ciò nessuna reazione, in Italia la rivoluzione è al momento (e chissà per quanto tempo) fuori da qualsiasi agenda, la corda si può tirare ancora parecchio.
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1) bolletta luce + 22%
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Stipendi: una perdita netta del potere d'acquisto reale tra il 4% e l'8,4%
Nonostante ciò nessuna reazione, in Italia la rivoluzione è al momento (e chissà per quanto tempo) fuori da qualsiasi agenda, la corda si può tirare ancora parecchio.
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