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VIDEO | 1 Aprile: una data storica (PER NON DIMENTICARE)
Davide Zedda
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VIDEO | 🚨 LA STORIA DI URSULA VON DER LEYEN: LA LEADER DELL'EUROPA DELLE Élites E DEL CONTROLLO AUTORITARIO
Mentre i media europei dipingono Ursula von der Leyen come una figura politica di grande prestigio e autorevolezza, un’immagine impeccabile da leader della Commissione Europea, pochi si soffermano sulla sua storia personale e sull'eredità ideologica che porta con sé. Dietro il volto rassicurante di una donna di potere, si cela un passato inquietante legato a una visione dello Stato che, in un suo libro scritto dal padre, Ernst Albrecht, nel 1976, teorizzava la reificazione dell’uomo, ridotto a un semplice ingranaggio del meccanismo statale. Lì si giustificava persino la TORTURA DI STATO COME STRUMENTO DI CONTROLLO.
Oggi, Ursula von der Leyen guida una Commissione Europea che sembra promuovere una crescente sorveglianza, una tecnocrazia sempre più pervasiva e la repressione di ogni forma di dissenso. La sua crescita tra Londra e Washington, sotto il nome fittizio di Rose Ladson, solleva interrogativi sul suo reale ruolo all’interno di una strategia geopolitica internazionale più ampia, fatta di alleanze con i grandi poteri atlantici e di obbedienza a logiche autoritarie mascherate da democrazia.
Mentre la stampa, che un tempo denunciava simili dinamiche, oggi tace, l’Europa sembra aver imboccato una strada sempre più inquietante. Non più la “Europa dei popoli”, ma quella delle élites, dei grandi interessi economici, dove il dissenso viene silenziato e le libertà individuali progressivamente erose. Ursula von der Leyen, in questo scenario, appare come la regista di un piano coltivato per decenni, che oggi sta prendendo forma sotto i nostri occhi, con il rischio di trasformare l'Unione Europea in una gigantesca macchina burocratica e autoritaria.
La vera domanda che ci dobbiamo porre è: fino a che punto siamo disposti a cedere la nostra libertà per il bene di una democrazia che, in realtà, è sempre più distante dalle sue radici?
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Mentre i media europei dipingono Ursula von der Leyen come una figura politica di grande prestigio e autorevolezza, un’immagine impeccabile da leader della Commissione Europea, pochi si soffermano sulla sua storia personale e sull'eredità ideologica che porta con sé. Dietro il volto rassicurante di una donna di potere, si cela un passato inquietante legato a una visione dello Stato che, in un suo libro scritto dal padre, Ernst Albrecht, nel 1976, teorizzava la reificazione dell’uomo, ridotto a un semplice ingranaggio del meccanismo statale. Lì si giustificava persino la TORTURA DI STATO COME STRUMENTO DI CONTROLLO.
Oggi, Ursula von der Leyen guida una Commissione Europea che sembra promuovere una crescente sorveglianza, una tecnocrazia sempre più pervasiva e la repressione di ogni forma di dissenso. La sua crescita tra Londra e Washington, sotto il nome fittizio di Rose Ladson, solleva interrogativi sul suo reale ruolo all’interno di una strategia geopolitica internazionale più ampia, fatta di alleanze con i grandi poteri atlantici e di obbedienza a logiche autoritarie mascherate da democrazia.
Mentre la stampa, che un tempo denunciava simili dinamiche, oggi tace, l’Europa sembra aver imboccato una strada sempre più inquietante. Non più la “Europa dei popoli”, ma quella delle élites, dei grandi interessi economici, dove il dissenso viene silenziato e le libertà individuali progressivamente erose. Ursula von der Leyen, in questo scenario, appare come la regista di un piano coltivato per decenni, che oggi sta prendendo forma sotto i nostri occhi, con il rischio di trasformare l'Unione Europea in una gigantesca macchina burocratica e autoritaria.
La vera domanda che ci dobbiamo porre è: fino a che punto siamo disposti a cedere la nostra libertà per il bene di una democrazia che, in realtà, è sempre più distante dalle sue radici?
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VIDEO | 🚨 MAGDI ALLAM: "L'ISLAM È INCOMPATIBILE CON LA COSTITUZIONE ITALIANA"
Magdi Allam, noto giornalista e saggista, ha sollevato un acceso dibattito riguardo alla compatibilità dell'Islam con la Costituzione italiana. In un recente intervento su "L'aria che tira", Allam ha ribadito una posizione che ormai è parte del suo pensiero pubblicamente esposto da anni, dichiarando che "l'Islam è incompatibile con l'articolo 8 della Costituzione italiana", il quale sancisce la libertà di religione e stabilisce che "tutte le religioni sono ugualmente libere davanti alla legge".
L'ex vaticanista, che nel 2008 ha scelto di lasciare la fede musulmana per convertirsi al cristianesimo, ha argomentato che l'Islam non è una religione riconosciuta dallo Stato italiano. Secondo Allam, questo sarebbe dovuto a un aspetto fondamentale della dottrina islamica, che rifiuta i principi democratici e i diritti civili sanciti dalla nostra Costituzione. "L'Islam, nella sua essenza, non può essere integrato in un sistema giuridico come quello italiano", ha spiegato, "perché l'ordinamento giuridico islamico, la Sharia, entra in conflitto con le leggi italiane, con il diritto alla libertà individuale, alla parità di genere e alla separazione tra religione e Stato".
Il motivo per cui l'Islam non è ufficialmente riconosciuto come religione dallo Stato italiano è la mancanza di un'intesa ufficiale con lo Stato, come avviene invece con altre confessioni religiose, come quella cattolica, che ha un concordato, e con altre religioni come l'ebraismo. Allam sostiene che, nonostante ciò, la pratica dell'Islam sia comunque ampiamente tollerata, con moschee costruite senza un formale riconoscimento da parte delle istituzioni italiane.
Nel suo intervento, Allam ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla proliferazione delle moschee in Italia, alcune delle quali, secondo lui, sono state trasformate da semplici negozi in luoghi di culto senza alcuna autorizzazione ufficiale. Allam ha criticato la tendenza crescente di concedere spazi commerciali per attività religiose, sottolineando che questo non solo contravviene alla legge, ma potrebbe anche essere un sintomo di un fenomeno più ampio di "islamizzazione" del paese.
La minaccia dell'islamizzazione
Il giornalista ha poi lanciato un allarme riguardo al rischio di una progressiva islamizzazione dell'Italia. A suo avviso, la bassa natalità delle famiglie italiane, unita a una crescente immigrazione proveniente da paesi musulmani, favorisce un cambio demografico che potrebbe portare a una modificazione della cultura e delle leggi italiane. "Se non affrontiamo seriamente questo problema, rischiamo di trovarci in una situazione in cui le nostre istituzioni e la nostra cultura vengono messe in discussione", ha dichiarato Allam.
Queste dichiarazioni hanno alimentato un acceso dibattito pubblico temendo che l'integrazione delle comunità musulmane possa comportare un conflitto con i valori fondamentali della nostra società.
Il futuro delle religioni in Italia
Le parole di Magdi Allam pongono in luce una questione cruciale per l'Italia: come conciliare la pluralità religiosa e culturale con i principi democratici e costituzionali del paese?
Quello che è certo è che il dibattito è destinato a continuare, con l'Italia chiamata a riflettere sul proprio ruolo di fronte alla crescente diversità religiosa e culturale. Magdi Allam, con le sue posizioni decise, contribuisce sicuramente a dare voce a una parte della società che teme che la crescita dell'Islam possa comportare un cambiamento radicale nei fondamenti giuridici e culturali del nostro paese.
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Magdi Allam, noto giornalista e saggista, ha sollevato un acceso dibattito riguardo alla compatibilità dell'Islam con la Costituzione italiana. In un recente intervento su "L'aria che tira", Allam ha ribadito una posizione che ormai è parte del suo pensiero pubblicamente esposto da anni, dichiarando che "l'Islam è incompatibile con l'articolo 8 della Costituzione italiana", il quale sancisce la libertà di religione e stabilisce che "tutte le religioni sono ugualmente libere davanti alla legge".
L'ex vaticanista, che nel 2008 ha scelto di lasciare la fede musulmana per convertirsi al cristianesimo, ha argomentato che l'Islam non è una religione riconosciuta dallo Stato italiano. Secondo Allam, questo sarebbe dovuto a un aspetto fondamentale della dottrina islamica, che rifiuta i principi democratici e i diritti civili sanciti dalla nostra Costituzione. "L'Islam, nella sua essenza, non può essere integrato in un sistema giuridico come quello italiano", ha spiegato, "perché l'ordinamento giuridico islamico, la Sharia, entra in conflitto con le leggi italiane, con il diritto alla libertà individuale, alla parità di genere e alla separazione tra religione e Stato".
Il motivo per cui l'Islam non è ufficialmente riconosciuto come religione dallo Stato italiano è la mancanza di un'intesa ufficiale con lo Stato, come avviene invece con altre confessioni religiose, come quella cattolica, che ha un concordato, e con altre religioni come l'ebraismo. Allam sostiene che, nonostante ciò, la pratica dell'Islam sia comunque ampiamente tollerata, con moschee costruite senza un formale riconoscimento da parte delle istituzioni italiane.
Nel suo intervento, Allam ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla proliferazione delle moschee in Italia, alcune delle quali, secondo lui, sono state trasformate da semplici negozi in luoghi di culto senza alcuna autorizzazione ufficiale. Allam ha criticato la tendenza crescente di concedere spazi commerciali per attività religiose, sottolineando che questo non solo contravviene alla legge, ma potrebbe anche essere un sintomo di un fenomeno più ampio di "islamizzazione" del paese.
La minaccia dell'islamizzazione
Il giornalista ha poi lanciato un allarme riguardo al rischio di una progressiva islamizzazione dell'Italia. A suo avviso, la bassa natalità delle famiglie italiane, unita a una crescente immigrazione proveniente da paesi musulmani, favorisce un cambio demografico che potrebbe portare a una modificazione della cultura e delle leggi italiane. "Se non affrontiamo seriamente questo problema, rischiamo di trovarci in una situazione in cui le nostre istituzioni e la nostra cultura vengono messe in discussione", ha dichiarato Allam.
Queste dichiarazioni hanno alimentato un acceso dibattito pubblico temendo che l'integrazione delle comunità musulmane possa comportare un conflitto con i valori fondamentali della nostra società.
Il futuro delle religioni in Italia
Le parole di Magdi Allam pongono in luce una questione cruciale per l'Italia: come conciliare la pluralità religiosa e culturale con i principi democratici e costituzionali del paese?
Quello che è certo è che il dibattito è destinato a continuare, con l'Italia chiamata a riflettere sul proprio ruolo di fronte alla crescente diversità religiosa e culturale. Magdi Allam, con le sue posizioni decise, contribuisce sicuramente a dare voce a una parte della società che teme che la crescita dell'Islam possa comportare un cambiamento radicale nei fondamenti giuridici e culturali del nostro paese.
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Questa è una storia vera, leggete con attenzione.
Un uomo deve subire dunque sottoporsi ad un piccolo intervento di ernia alla schiena.
Arriva il momento del ricovero e viene perciò chiamato da una infermiera che vuole sapere alcuni dettagli da riportare all'equip di anestesia.
E quindi domanda “allora, guardi lei è un over 60, vorremmo gentilmente avere la lista dei farmaci che sta prendendo”.
Risposta? “Io non prendo farmaci?”
“No, mi scusi Guari, forse non ha capito. Vorremmo sapere quali farmaci lei prende giornalmente”.
“Non prendo farmaci. Scusi, ma lei ha più di 60 anni?”
“Sì, confermo. Cioè vuole dirci che non prende statine, cardiospirine, pasticca per la pressione?”
“No”
“È sicuro?”
“Sì”
“Ah beh, questo è molto strano”.
Diceva molto strano, ma è la realtà. Ed infatti…
“Allora, lei rientra nel 3% della popolazione che non assume nessun tipo di farmaco dopo i 50 anni”
Non so se rendo. 3%.
Buona giornata.
Davide Zedda
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Un uomo deve subire dunque sottoporsi ad un piccolo intervento di ernia alla schiena.
Arriva il momento del ricovero e viene perciò chiamato da una infermiera che vuole sapere alcuni dettagli da riportare all'equip di anestesia.
E quindi domanda “allora, guardi lei è un over 60, vorremmo gentilmente avere la lista dei farmaci che sta prendendo”.
Risposta? “Io non prendo farmaci?”
“No, mi scusi Guari, forse non ha capito. Vorremmo sapere quali farmaci lei prende giornalmente”.
“Non prendo farmaci. Scusi, ma lei ha più di 60 anni?”
“Sì, confermo. Cioè vuole dirci che non prende statine, cardiospirine, pasticca per la pressione?”
“No”
“È sicuro?”
“Sì”
“Ah beh, questo è molto strano”.
Diceva molto strano, ma è la realtà. Ed infatti…
“Allora, lei rientra nel 3% della popolazione che non assume nessun tipo di farmaco dopo i 50 anni”
Non so se rendo. 3%.
Buona giornata.
Davide Zedda
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IL COMMENTO AL VIDEO | Il Professor Prodi (Mortadella) dall'epoca delle sedute spiritiche (caso Moro) ai giorni nostri non ha mai pronunciato qualcosa di comprensibile; ha sempre farfugliato frasi totalmente prive di senso… e poi?
Bhe, è sufficiente guardare il video…
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Amiche, amici
✔️Sono sotto shock, incredulo e disperato. Speravo che oggi si muovesse qualcosa sul fronte donazioni, così non è stato: zero! E a colpi di zero è impossibile andare avanti.
✔️La sofferenza è immane e sto perdendo ogni speranza. Anche domani zero? Qualche euro ogni cinque/dieci giorni? Tutto ciò è disumano! Aiutatemi: salvate me e il canale: non c’è più tempo!
✔️Grazie a chi è intervenuto e grazie a chi lo farà, donate: ora!
Davide
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AUDIO | Per voi ❤️Regola numero 4… 💫
Davide
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🎵La notte non conosce compromessi | Certi giorni ti somigliano | Fino in fondo | Ora | Maestrale | L’Anima del vino | L’Isola | Nuracada | Come noi 🎵
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‼️‼️‼️CHI È DAVVERO URSULA VON DER LEYEN
✔️Nata in una famiglia privilegiata, la sua ascesa puzza di nepotismo, con scandali che ha fatto un buon lavoro nell'assicurare che i media clienti tengano nascosti. Suo padre, Ernst Albrecht, un politico della CDU (lo stesso partito che ha appena preso il potere in Germania) e ministro/presidente della Bassa Sassonia dal 1976 al 1990, ha utilizzato un'enorme ricchezza aristocratica ereditata per assicurarsi incarichi nella Comunità economica europea, regalando a Ursula scuole d'élite, radici a Bruxelles e accesso privilegiato.
✔️Proprio come sua figlia, il suo mantra anti-russo era standard della Guerra Fredda, pro-NATO, anti-Mosca. Suo nonno, Carl Albrecht, un famoso psicologo benestante, viveva delle ricchezze del cotone di Brema e dei legami con le piantagioni. Con una famiglia che prosperava all'ombra di Hitler, trasmettendo a Ursula un nome carico di significato. Sposò Heiko von der Leyen nel 1986, unendosi a una nobile dinastia della seta con tenute come il castello di Bloemersheim. Un parente nazista, Joachim Freiherr von der Leyen probabilmente non è l'unico oscuro segreto del periodo. La sua ricchezza da parte di padre è il denaro contante di Albrecht, la terra di von der Leyen, più uno stipendio € 300.000 UE, il tutto per mantenere i suoi sette figli nel lusso. Nessuno dei quali vedrà mai un campo di battaglia.
✔️È ferocemente anti-russa, spinge per espandere l'esercito tedesco e la NATO come ministro della Difesa (2013-2019), poi soffoca la Russia con sanzioni come capo della Commissione. È dottrina di famiglia, non visione. Il suo mandato alla difesa è stato una fogna: lo "scandalo dei consulenti" ha incanalato € 150 milioni verso McKinsey e amici come Katrin Suder, infrangendo le regole con solo € 2,9 milioni dichiarati. Due telefoni di quell'epoca, citati in giudizio nel 2019, sono stati ripuliti "per sicurezza" mentre scappava nell'UE, una palese copertura che parlamentari come Tobias Lindner e Alexander Müller hanno definito criminale. La ristrutturazione della nave Gorch Fock è salita da € 10 milioni a € 135 milioni, spreco che ha scrollato di dosso mentre le truppe si esercitavano con manici di scopa. Poi "Pfizergate": nel 2021, ha mandato un messaggio al CEO di Pfizer per un accordo sul vaccino da € 35 miliardi, 1,8 miliardi di dosi, nessuna supervisione. I messaggi? "Persi", dice.
✔️L'Ombudsman dell'UE ha indagato, l'EPPO indaga sulla corruzione e € 4 miliardi di dosi marciscono inutilizzate. È intoccabile, ha plagiato la sua tesi, ma questo viene ignorato, le revisioni contabili sepolte, le prove bruciate.
La carriera di Ursula è la corruzione incarnata.
✔️Lei è al vertice grazie a un vasto privilegio e all'influenza di suo padre, ai soldi di suo nonno, al titolo di suo marito che l'hanno issata in alto. Sangue anti-russo, non cervello. La sua ricchezza? Ereditata, non creata. Scandali, furti alla difesa, telefoni scomparsi e truffe sui vaccini dimostrano tutti che è una truffatrice, protetta dalla discendenza. L'Europa è paralizzata da un aristocratico marcio come "leader"
✔️Nessuno dei suoi ricchi parenti o amici dell'élite politica morirà nella guerra che desiderano tanto disperatamente iniziare contro la Russia.
✔️Questo sarà un privilegio per voi e per la vostra famiglia, così come lo sarà per voi pagarle l'ingente stipendio e la pensione.
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✔️Nata in una famiglia privilegiata, la sua ascesa puzza di nepotismo, con scandali che ha fatto un buon lavoro nell'assicurare che i media clienti tengano nascosti. Suo padre, Ernst Albrecht, un politico della CDU (lo stesso partito che ha appena preso il potere in Germania) e ministro/presidente della Bassa Sassonia dal 1976 al 1990, ha utilizzato un'enorme ricchezza aristocratica ereditata per assicurarsi incarichi nella Comunità economica europea, regalando a Ursula scuole d'élite, radici a Bruxelles e accesso privilegiato.
✔️Proprio come sua figlia, il suo mantra anti-russo era standard della Guerra Fredda, pro-NATO, anti-Mosca. Suo nonno, Carl Albrecht, un famoso psicologo benestante, viveva delle ricchezze del cotone di Brema e dei legami con le piantagioni. Con una famiglia che prosperava all'ombra di Hitler, trasmettendo a Ursula un nome carico di significato. Sposò Heiko von der Leyen nel 1986, unendosi a una nobile dinastia della seta con tenute come il castello di Bloemersheim. Un parente nazista, Joachim Freiherr von der Leyen probabilmente non è l'unico oscuro segreto del periodo. La sua ricchezza da parte di padre è il denaro contante di Albrecht, la terra di von der Leyen, più uno stipendio € 300.000 UE, il tutto per mantenere i suoi sette figli nel lusso. Nessuno dei quali vedrà mai un campo di battaglia.
✔️È ferocemente anti-russa, spinge per espandere l'esercito tedesco e la NATO come ministro della Difesa (2013-2019), poi soffoca la Russia con sanzioni come capo della Commissione. È dottrina di famiglia, non visione. Il suo mandato alla difesa è stato una fogna: lo "scandalo dei consulenti" ha incanalato € 150 milioni verso McKinsey e amici come Katrin Suder, infrangendo le regole con solo € 2,9 milioni dichiarati. Due telefoni di quell'epoca, citati in giudizio nel 2019, sono stati ripuliti "per sicurezza" mentre scappava nell'UE, una palese copertura che parlamentari come Tobias Lindner e Alexander Müller hanno definito criminale. La ristrutturazione della nave Gorch Fock è salita da € 10 milioni a € 135 milioni, spreco che ha scrollato di dosso mentre le truppe si esercitavano con manici di scopa. Poi "Pfizergate": nel 2021, ha mandato un messaggio al CEO di Pfizer per un accordo sul vaccino da € 35 miliardi, 1,8 miliardi di dosi, nessuna supervisione. I messaggi? "Persi", dice.
✔️L'Ombudsman dell'UE ha indagato, l'EPPO indaga sulla corruzione e € 4 miliardi di dosi marciscono inutilizzate. È intoccabile, ha plagiato la sua tesi, ma questo viene ignorato, le revisioni contabili sepolte, le prove bruciate.
La carriera di Ursula è la corruzione incarnata.
✔️Lei è al vertice grazie a un vasto privilegio e all'influenza di suo padre, ai soldi di suo nonno, al titolo di suo marito che l'hanno issata in alto. Sangue anti-russo, non cervello. La sua ricchezza? Ereditata, non creata. Scandali, furti alla difesa, telefoni scomparsi e truffe sui vaccini dimostrano tutti che è una truffatrice, protetta dalla discendenza. L'Europa è paralizzata da un aristocratico marcio come "leader"
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☑️☑️☑️MAI MI STANCHERÒ DI PARLARVI DI ALDO MORO: OGNI ANNO, SPECIE IN QUESTI GIORNI: I FAMOSI E FAMIGERATI 55 GIORNI DAL RAPIMENTO ALL’OMICIDIO
🟰Pochi sanno che questo vero Onorevole uomo cercò di slacciare l'Italia dallo strapotere USA e oltre
🟰Era solo ad un passo dal riuscirci e per fermarlo l'hanno barbaramente ucciso
🟰A lui che dobbiamo l'avvio dell'alfabetizzazione dell'Italia, a cominciare dal programma televisivo "Non è mai troppo tardi" con il bravissimo maestro Manzi.
🟰Lui cercò di finanziare 500 miliardi di lire di opere pubbliche con la cartamoneta da 500 lire, per non condannare l'Italia a un debito pubblico crescente
🟰Lui capì subito che "certi poteri" volevano un giorno infognare il nostro Paese nella ‘trappola’ della moneta unica europea a debito
🟰Quest'uomo ha combattuto perchè fossero riconosciuti in primis i diritti della Persona
‼️"La Persona prima di tutto"
‼️Questo vero eroe italiano, che ha combattuto per un'Italia realmente libera e indipendente, era Aldo Moro
🛑Dopo di lui il Nulla
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🟰A lui che dobbiamo l'avvio dell'alfabetizzazione dell'Italia, a cominciare dal programma televisivo "Non è mai troppo tardi" con il bravissimo maestro Manzi.
🟰Lui cercò di finanziare 500 miliardi di lire di opere pubbliche con la cartamoneta da 500 lire, per non condannare l'Italia a un debito pubblico crescente
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VIDEO | 🚨 ELON MUSK AVVERTE: "L'IMMIGRAZIONE DI MASSA PORTERÀ ALLA DISTRUZIONE DEI PAESI"
In un videocollegamento con il congresso della Lega a Firenze, Elon Musk ha lanciato un allarme drammatico riguardo l'immigrazione di massa, definendola "folle" e una minaccia alla sopravvivenza delle nazioni. Secondo il magnate della tecnologia, un afflusso incontrollato di persone potrebbe trasformare radicalmente qualsiasi paese, portandolo alla "distruzione". Musk ha spiegato che anche paesi come gli Stati Uniti, nonostante la loro grandezza, rischiano di essere trasformati dalla migrazione di una piccola percentuale della popolazione globale.
Il fondatore di SpaceX e Tesla ha enfatizzato come la forza di un paese non risieda solo nella sua geografia, ma nelle persone che lo abitano. "Il paese cesserà di esistere", ha affermato, dipingendo uno scenario in cui l'identità e la cultura di una nazione vengano erose da flussi migratori incontrollati. Con la popolazione mondiale che ha ormai raggiunto gli 8 miliardi, Musk ha esortato a riflettere seriamente sulle conseguenze di tali flussi, temendo che i paesi più piccoli, come quelli da 50 o 60 milioni di abitanti, possano non reggere questo impatto.
Il messaggio di Musk appare come un avvertimento sul pericolo di politiche che non gestiscano correttamente l'immigrazione, suggerendo che la mancanza di un controllo adeguato potrebbe portare alla perdita dell’identità nazionale e alla destabilizzazione sociale. Un futuro incerto si profila all'orizzonte per quelle nazioni che non riusciranno a preservare i loro valori e le loro tradizioni.
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In un videocollegamento con il congresso della Lega a Firenze, Elon Musk ha lanciato un allarme drammatico riguardo l'immigrazione di massa, definendola "folle" e una minaccia alla sopravvivenza delle nazioni. Secondo il magnate della tecnologia, un afflusso incontrollato di persone potrebbe trasformare radicalmente qualsiasi paese, portandolo alla "distruzione". Musk ha spiegato che anche paesi come gli Stati Uniti, nonostante la loro grandezza, rischiano di essere trasformati dalla migrazione di una piccola percentuale della popolazione globale.
Il fondatore di SpaceX e Tesla ha enfatizzato come la forza di un paese non risieda solo nella sua geografia, ma nelle persone che lo abitano. "Il paese cesserà di esistere", ha affermato, dipingendo uno scenario in cui l'identità e la cultura di una nazione vengano erose da flussi migratori incontrollati. Con la popolazione mondiale che ha ormai raggiunto gli 8 miliardi, Musk ha esortato a riflettere seriamente sulle conseguenze di tali flussi, temendo che i paesi più piccoli, come quelli da 50 o 60 milioni di abitanti, possano non reggere questo impatto.
Il messaggio di Musk appare come un avvertimento sul pericolo di politiche che non gestiscano correttamente l'immigrazione, suggerendo che la mancanza di un controllo adeguato potrebbe portare alla perdita dell’identità nazionale e alla destabilizzazione sociale. Un futuro incerto si profila all'orizzonte per quelle nazioni che non riusciranno a preservare i loro valori e le loro tradizioni.
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VIDEO | ⚠️ BAYER E MONSANTO: IL DOMINIO DELLE MULTINAZIONALI SUI SEMI GENETICAMENTE MODIFICATI E PESTICIDI
Salvatore Ceccarelli, esperto di Genetica Agraria e già professore ordinario presso l'Università di Perugia, ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle risorse genetiche e della biodiversità, in particolare nelle zone aride.
Uno dei temi al centro delle sue ricerche è l'uso dei semi geneticamente modificati (OGM), che sono progettati per resistere a condizioni ambientali estreme e malattie. Tuttavia, Ceccarelli sottolinea un aspetto problematico di queste tecnologie: i semi geneticamente modificati necessitano spesso di trattamenti chimici aggiuntivi, come i pesticidi, per garantire una resa ottimale. Pesticidi che sono forniti da grandi multinazionali come Bayer e Monsanto, aziende che dominano il mercato dei prodotti chimici agricoli.
Le Pratiche delle Multinazionali: Bayer e Monsanto
Le multinazionali Bayer e Monsanto, leader nel settore agricolo, sono state accusate di promuovere pratiche che mettono gli agricoltori in una posizione di dipendenza economica. Dopo l'acquisizione di Monsanto da parte di Bayer nel 2018, la compagnia ha consolidato la sua posizione nel mercato globale dei semi OGM e dei pesticidi, creando una vera e propria alleanza tra la vendita di semi geneticamente modificati e i prodotti chimici necessari per mantenerli in vita.
Uno degli esempi più controversi di queste pratiche è rappresentato dal diserbante Roundup, prodotto originariamente da Monsanto e poi acquisito da Bayer. Roundup contiene il glifosato, un ingrediente attivo che è stato al centro di numerosi dibattiti sulla salute pubblica. Diversi studi hanno associato il glifosato a rischi per la salute, inclusi potenziali danni genetici e tumori. Nel 2025, una giuria in Georgia ha ordinato a Bayer di pagare circa 2,1 miliardi di dollari in danni a un uomo che sosteneva che l'uso di Roundup avesse causato il suo linfoma non-Hodgkin. Questa sentenza è solo uno dei numerosi procedimenti legali in corso contro le due aziende.
Il Circolo Vizioso per gli Agricoltori
Il problema principale sollevato da Ceccarelli è che i contadini che acquistano semi geneticamente modificati si trovano spesso obbligati a comprare anche i pesticidi dalle stesse multinazionali, creando un circolo vizioso che li rende dipendenti da un sistema che aumenta i costi senza dare loro una reale autonomia. In pratica, le grandi aziende come Bayer e Monsanto non solo forniscono il seme, ma anche il trattamento necessario per proteggerlo dalle malattie, costringendo gli agricoltori a una continua spesa per mantenere la produttività.
Questa dinamica ha sollevato preoccupazioni riguardo al monopolio delle multinazionali nel settore agricolo e al rischio di una crescente concentrazione del potere. Inoltre, l'uso massiccio di pesticidi, come il glifosato, sta anche sollevando interrogativi sull'impatto ambientale e sulla salute dei consumatori, oltre a minacciare la biodiversità e la sicurezza alimentare globale.
In contrasto con le pratiche delle multinazionali, Salvatore Ceccarelli promuove un approccio più sostenibile e inclusivo per l'agricoltura. Il suo modello si concentra sulla conservazione della biodiversità e sulla selezione partecipativa dei semi, dove i contadini sono attivamente coinvolti nella scelta delle sementi più adatte al loro ambiente. Questo approccio mira a migliorare la resilienza agricola senza dipendere dalle pratiche industriali e dalla chimica, valorizzando la conoscenza locale e l'autosufficienza.
In conclusione, mentre Ceccarelli propone soluzioni per un'agricoltura più giusta e sostenibile, le pratiche delle multinazionali come Bayer e Monsanto continuano a dominare il mercato, creando dipendenza economica e problemi per la salute pubblica e l'ambiente. La sfida, quindi, è trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità, preservando la libertà degli agricoltori e la biodiversità del pianeta.
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Salvatore Ceccarelli, esperto di Genetica Agraria e già professore ordinario presso l'Università di Perugia, ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle risorse genetiche e della biodiversità, in particolare nelle zone aride.
Uno dei temi al centro delle sue ricerche è l'uso dei semi geneticamente modificati (OGM), che sono progettati per resistere a condizioni ambientali estreme e malattie. Tuttavia, Ceccarelli sottolinea un aspetto problematico di queste tecnologie: i semi geneticamente modificati necessitano spesso di trattamenti chimici aggiuntivi, come i pesticidi, per garantire una resa ottimale. Pesticidi che sono forniti da grandi multinazionali come Bayer e Monsanto, aziende che dominano il mercato dei prodotti chimici agricoli.
Le Pratiche delle Multinazionali: Bayer e Monsanto
Le multinazionali Bayer e Monsanto, leader nel settore agricolo, sono state accusate di promuovere pratiche che mettono gli agricoltori in una posizione di dipendenza economica. Dopo l'acquisizione di Monsanto da parte di Bayer nel 2018, la compagnia ha consolidato la sua posizione nel mercato globale dei semi OGM e dei pesticidi, creando una vera e propria alleanza tra la vendita di semi geneticamente modificati e i prodotti chimici necessari per mantenerli in vita.
Uno degli esempi più controversi di queste pratiche è rappresentato dal diserbante Roundup, prodotto originariamente da Monsanto e poi acquisito da Bayer. Roundup contiene il glifosato, un ingrediente attivo che è stato al centro di numerosi dibattiti sulla salute pubblica. Diversi studi hanno associato il glifosato a rischi per la salute, inclusi potenziali danni genetici e tumori. Nel 2025, una giuria in Georgia ha ordinato a Bayer di pagare circa 2,1 miliardi di dollari in danni a un uomo che sosteneva che l'uso di Roundup avesse causato il suo linfoma non-Hodgkin. Questa sentenza è solo uno dei numerosi procedimenti legali in corso contro le due aziende.
Il Circolo Vizioso per gli Agricoltori
Il problema principale sollevato da Ceccarelli è che i contadini che acquistano semi geneticamente modificati si trovano spesso obbligati a comprare anche i pesticidi dalle stesse multinazionali, creando un circolo vizioso che li rende dipendenti da un sistema che aumenta i costi senza dare loro una reale autonomia. In pratica, le grandi aziende come Bayer e Monsanto non solo forniscono il seme, ma anche il trattamento necessario per proteggerlo dalle malattie, costringendo gli agricoltori a una continua spesa per mantenere la produttività.
Questa dinamica ha sollevato preoccupazioni riguardo al monopolio delle multinazionali nel settore agricolo e al rischio di una crescente concentrazione del potere. Inoltre, l'uso massiccio di pesticidi, come il glifosato, sta anche sollevando interrogativi sull'impatto ambientale e sulla salute dei consumatori, oltre a minacciare la biodiversità e la sicurezza alimentare globale.
In contrasto con le pratiche delle multinazionali, Salvatore Ceccarelli promuove un approccio più sostenibile e inclusivo per l'agricoltura. Il suo modello si concentra sulla conservazione della biodiversità e sulla selezione partecipativa dei semi, dove i contadini sono attivamente coinvolti nella scelta delle sementi più adatte al loro ambiente. Questo approccio mira a migliorare la resilienza agricola senza dipendere dalle pratiche industriali e dalla chimica, valorizzando la conoscenza locale e l'autosufficienza.
In conclusione, mentre Ceccarelli propone soluzioni per un'agricoltura più giusta e sostenibile, le pratiche delle multinazionali come Bayer e Monsanto continuano a dominare il mercato, creando dipendenza economica e problemi per la salute pubblica e l'ambiente. La sfida, quindi, è trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità, preservando la libertà degli agricoltori e la biodiversità del pianeta.
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⛔️⚠️👉 MACRON AL TAVOLO DELLA PACE PER CONTO DELLA UE?
✔️Il presidente francese Emmanuel Macron intende rappresentare l’Europa nei negoziati con il presidente russo Vladimir Putin sulla pace in Ucraina
✔️Secondo il quotidiano britannico Telegraph., alcuni membri della “coalizione dei volenterosi” insistono affinché un leader europeo guidi i contatti con Mosca nell’ambito degli sforzi per sostenere Kiev
✔️Il Telegraph scrive che Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer sono stati individuati come gli interlocutori più probabili con Mosca. Tuttavia, Starmer non avrebbe intenzione di tenere colloqui con il presidente russo, mentre una fonte dell’Eliseo ha affermato che Macron è pronto ad assumere l’incarico “quando verrà il momento”
✔️Rendiamoci conto, si vorrebbe trattare la pace mandando a Mosca (dove mai verrebbero accolti) i due sostenitori più convinti della guerra contro la Russia, due che hanno spinto e continuano a farlo per mandare truppe UE in Ucraina. Io non ho parole! Anche perché la verità è nota a tutti: la UE vuole la guerra, e la sta preparando!
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✔️Il presidente francese Emmanuel Macron intende rappresentare l’Europa nei negoziati con il presidente russo Vladimir Putin sulla pace in Ucraina
✔️Secondo il quotidiano britannico Telegraph., alcuni membri della “coalizione dei volenterosi” insistono affinché un leader europeo guidi i contatti con Mosca nell’ambito degli sforzi per sostenere Kiev
✔️Il Telegraph scrive che Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer sono stati individuati come gli interlocutori più probabili con Mosca. Tuttavia, Starmer non avrebbe intenzione di tenere colloqui con il presidente russo, mentre una fonte dell’Eliseo ha affermato che Macron è pronto ad assumere l’incarico “quando verrà il momento”
✔️Rendiamoci conto, si vorrebbe trattare la pace mandando a Mosca (dove mai verrebbero accolti) i due sostenitori più convinti della guerra contro la Russia, due che hanno spinto e continuano a farlo per mandare truppe UE in Ucraina. Io non ho parole! Anche perché la verità è nota a tutti: la UE vuole la guerra, e la sta preparando!
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VIDEO | 🚨 CITTÀ SOTTO SORVEGLIANZA: L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PRENDE IL COMANDO!
Le nostre città stanno cambiando sotto i nostri occhi, e non sempre in meglio. L'intelligenza artificiale è entrata nelle sale di controllo, dove droni, GPS e telecamere analizzano ogni nostro movimento in tempo reale. Non solo il traffico, ma anche le nostre azioni quotidiane, vengono monitorate e valutate da algoritmi che possono identificare situazioni "anomale" come un uomo a terra, l'affollamento di persone o addirittura la nostra posizione in un determinato momento.
Le informazioni che scorrono attraverso questi sistemi sono potenti, ma anche inquietanti. Social media, smartphone, e dispositivi vari inviano continuamente dati che alimentano un sistema di monitoraggio costante, una sorta di "occhio grande" che non sfugge a nulla, e che, purtroppo, può essere vulnerabile agli attacchi informatici.
Ma non finisce qui. Le stesse tecnologie vengono usate per ottimizzare i flussi di traffico e migliorare la mobilità, ma a quale prezzo? I veicoli, i mezzi pubblici e persino i semafori sono connessi in una rete che raccoglie, elabora e condivide i nostri spostamenti in tempo reale. Questo sistema, che promette efficienza, potrebbe trasformarsi in una vera e propria prigione digitale dove la privacy e la libertà individuale sono sacrificati in nome della sicurezza.
Siamo pronti a rinunciare al nostro anonimato in cambio di "città intelligenti"?
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Le informazioni che scorrono attraverso questi sistemi sono potenti, ma anche inquietanti. Social media, smartphone, e dispositivi vari inviano continuamente dati che alimentano un sistema di monitoraggio costante, una sorta di "occhio grande" che non sfugge a nulla, e che, purtroppo, può essere vulnerabile agli attacchi informatici.
Ma non finisce qui. Le stesse tecnologie vengono usate per ottimizzare i flussi di traffico e migliorare la mobilità, ma a quale prezzo? I veicoli, i mezzi pubblici e persino i semafori sono connessi in una rete che raccoglie, elabora e condivide i nostri spostamenti in tempo reale. Questo sistema, che promette efficienza, potrebbe trasformarsi in una vera e propria prigione digitale dove la privacy e la libertà individuale sono sacrificati in nome della sicurezza.
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☑️Mattarella salva le borseggiatrici rom: niente carcere obbligatorio se sono incinte
✔️Il ddl Sicurezza, dopo un lungo iter, si è trasformato in un decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, ma a caro prezzo per la sicurezza degli italiani.
✔️Il Quirinale, con i suoi rilievi, ha imposto la rimozione dei punti più duri, piegando Meloni a un compromesso che sa di resa.
✔️Via il carcere per le donne incinte, spesso borseggiatrici seriali che sfruttano la gravidanza per delinquere impunite: ora, per loro, è prevista l’obbligatorietà della custodia cautelare in un istituto attenuato, non in carcere, e il giudice potrà valutare le “esigenze del minore” anche di fronte a condotte gravi. Una norma che la Lega aveva definito “anti borseggiatrici rom”, ora smantellata.
✔️Non solo: i clandestini esultano, perché è stato cancellato il divieto di comprare una sim telefonica per i migranti irregolari. Ora basterà un documento qualsiasi per ottenerla, un regalo a chi vive nell’illegalità. Mattarella, con la scusa dei diritti, ha salvato chi ruba e chi non dovrebbe nemmeno essere qui, mentre gli italiani continuano a subire furti e insicurezza.
✔️Questo decreto, edulcorato per compiacere il Quirinale, è un tradimento: l’Italia resta ostaggio di un’immigrazione fuori controllo, e chi delinque ringrazia.
(Fonte)
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✔️Il ddl Sicurezza, dopo un lungo iter, si è trasformato in un decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, ma a caro prezzo per la sicurezza degli italiani.
✔️Il Quirinale, con i suoi rilievi, ha imposto la rimozione dei punti più duri, piegando Meloni a un compromesso che sa di resa.
✔️Via il carcere per le donne incinte, spesso borseggiatrici seriali che sfruttano la gravidanza per delinquere impunite: ora, per loro, è prevista l’obbligatorietà della custodia cautelare in un istituto attenuato, non in carcere, e il giudice potrà valutare le “esigenze del minore” anche di fronte a condotte gravi. Una norma che la Lega aveva definito “anti borseggiatrici rom”, ora smantellata.
✔️Non solo: i clandestini esultano, perché è stato cancellato il divieto di comprare una sim telefonica per i migranti irregolari. Ora basterà un documento qualsiasi per ottenerla, un regalo a chi vive nell’illegalità. Mattarella, con la scusa dei diritti, ha salvato chi ruba e chi non dovrebbe nemmeno essere qui, mentre gli italiani continuano a subire furti e insicurezza.
✔️Questo decreto, edulcorato per compiacere il Quirinale, è un tradimento: l’Italia resta ostaggio di un’immigrazione fuori controllo, e chi delinque ringrazia.
(Fonte)
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