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VIDEO | 🚨 IL LATO NASCOSTO DELLA BIOPSIA: COSA NON TI DICONO SUL CANCRO
Per decenni, la medicina tradizionale ha adottato la biopsia come standard diagnostico per il cancro, ma sempre più esperti alternativi sollevano dubbi sui suoi potenziali effetti collaterali. Secondo il Dr. Adiel Tel-Oren, le biopsie con ago possono rompere la guaina naturale di fibrina che il corpo crea per contenere un tumore, favorendo così la diffusione metastatica del cancro. Questa visione critica solleva un allarme: la semplice azione di penetrare il tumore potrebbe liberare cellule tumorali nel flusso sanguigno, accelerando la progressione della malattia.
Questa prospettiva mette in discussione la prassi medica dominante, suggerendo che l’enfasi su test invasivi come la biopsia, spesso spinta da interessi economici e farmaceutici, possa fare più male che bene. Alcuni sostengono che la forzatura di una diagnosi istopatologica giustifichi poi l’uso di costosi farmaci oncologici, radiazioni e chemioterapie, che secondo fonti critiche possono anch’essi contribuire alla metastasi.
In alternativa, l'oncologia olistica propone metodi di diagnosi non invasivi come TAC, risonanza magnetica, termografia e analisi di biomarcatori nel sangue. In alcuni casi, si suggerisce di rimuovere chirurgicamente il tumore prima di analizzarlo, evitando così il rischio di diffusione intracorporea. Altri protocolli non convenzionali propongono un approccio completamente diverso: non disturbare il tumore ma supportare il corpo nella sua regressione naturale attraverso strategie nutrizionali, digiuno, e sostanze come ivermectina, fenbendazolo, blu di metilene e dieta chetogenica.
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Per decenni, la medicina tradizionale ha adottato la biopsia come standard diagnostico per il cancro, ma sempre più esperti alternativi sollevano dubbi sui suoi potenziali effetti collaterali. Secondo il Dr. Adiel Tel-Oren, le biopsie con ago possono rompere la guaina naturale di fibrina che il corpo crea per contenere un tumore, favorendo così la diffusione metastatica del cancro. Questa visione critica solleva un allarme: la semplice azione di penetrare il tumore potrebbe liberare cellule tumorali nel flusso sanguigno, accelerando la progressione della malattia.
Questa prospettiva mette in discussione la prassi medica dominante, suggerendo che l’enfasi su test invasivi come la biopsia, spesso spinta da interessi economici e farmaceutici, possa fare più male che bene. Alcuni sostengono che la forzatura di una diagnosi istopatologica giustifichi poi l’uso di costosi farmaci oncologici, radiazioni e chemioterapie, che secondo fonti critiche possono anch’essi contribuire alla metastasi.
In alternativa, l'oncologia olistica propone metodi di diagnosi non invasivi come TAC, risonanza magnetica, termografia e analisi di biomarcatori nel sangue. In alcuni casi, si suggerisce di rimuovere chirurgicamente il tumore prima di analizzarlo, evitando così il rischio di diffusione intracorporea. Altri protocolli non convenzionali propongono un approccio completamente diverso: non disturbare il tumore ma supportare il corpo nella sua regressione naturale attraverso strategie nutrizionali, digiuno, e sostanze come ivermectina, fenbendazolo, blu di metilene e dieta chetogenica.
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VIDEO | 🌎 EUROPA IN TRASFORMAZIONE: LA REALTÀ DELLA MIGRAZIONE DI MASSA
Un'ondata migratoria senza precedenti ha trasformato l'Europa nel corso dell’ultimo decennio. Secondo Glenn Beck, dal 2011 oltre 7,5 milioni di migranti provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa hanno raggiunto il continente europeo. Se questi numeri fossero rappresentativi di una nazione autonoma, si tratterebbe del 15° paese più grande d’Europa, superando stati come Irlanda, Finlandia e Danimarca, e quasi eguagliando l’Austria in termini di popolazione.
Questa dinamica non viene più percepita da alcuni solo come immigrazione, ma come una vera e propria riprogrammazione demografica, in cui intere città sono cambiate in modo radicale e rapido, spesso senza che i cittadini europei siano stati consultati o abbiano espresso un consenso esplicito.
I critici puntano il dito contro le élite dell'UE, alcune ONG e i politici globalisti, accusandoli di aver favorito – se non progettato – questo cambiamento epocale. In questo scenario, si sollevano interrogativi urgenti: dove sono i piani concreti per l’assimilazione? Dove sono i reali successi dell’integrazione? E quali tutele rimangono per le identità culturali e sociali dei popoli autoctoni europei?
Le preoccupazioni vengono spesso silenziate o etichettate come "estremismo", alimentando un clima di censura e tensione sociale. Il dibattito sulla migrazione di massa non solo è stato evitato nei canali ufficiali, ma viene percepito da molti come deliberatamente soffocato per evitare confronti pubblici e democratici.
In definitiva, il volto dell’Europa è già cambiato. La domanda che divide il continente è: i suoi cittadini prenderanno posizione per influenzare il futuro o assisteranno passivamente a una trasformazione irreversibile?
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Un'ondata migratoria senza precedenti ha trasformato l'Europa nel corso dell’ultimo decennio. Secondo Glenn Beck, dal 2011 oltre 7,5 milioni di migranti provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa hanno raggiunto il continente europeo. Se questi numeri fossero rappresentativi di una nazione autonoma, si tratterebbe del 15° paese più grande d’Europa, superando stati come Irlanda, Finlandia e Danimarca, e quasi eguagliando l’Austria in termini di popolazione.
Questa dinamica non viene più percepita da alcuni solo come immigrazione, ma come una vera e propria riprogrammazione demografica, in cui intere città sono cambiate in modo radicale e rapido, spesso senza che i cittadini europei siano stati consultati o abbiano espresso un consenso esplicito.
I critici puntano il dito contro le élite dell'UE, alcune ONG e i politici globalisti, accusandoli di aver favorito – se non progettato – questo cambiamento epocale. In questo scenario, si sollevano interrogativi urgenti: dove sono i piani concreti per l’assimilazione? Dove sono i reali successi dell’integrazione? E quali tutele rimangono per le identità culturali e sociali dei popoli autoctoni europei?
Le preoccupazioni vengono spesso silenziate o etichettate come "estremismo", alimentando un clima di censura e tensione sociale. Il dibattito sulla migrazione di massa non solo è stato evitato nei canali ufficiali, ma viene percepito da molti come deliberatamente soffocato per evitare confronti pubblici e democratici.
In definitiva, il volto dell’Europa è già cambiato. La domanda che divide il continente è: i suoi cittadini prenderanno posizione per influenzare il futuro o assisteranno passivamente a una trasformazione irreversibile?
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🚨🛑 ⛔️ IL PAPA "IN BORGHESE"
✔️Nella meticolosa opera di dissacrazione del papato e del cattolicesimo, Bergoglio sfrutta fino all'ultimo refolo di vita per compiere la sua vera e propria missione.
✔️Sul Corriere della Sera si parla di "papa in borghese" che è esattamente lo scopo di questa sciatteria nel presentarsi in pantaloni neri e poncho, anziché nella veste regale bianca che il sovrano temporale della Chiesa deve indossare in pubblico
✔️Qual è lo scopo? Quello di far apparire il ruolo di papa come un lavoro, una funzione dozzinale e ordinaria, manco fosse un tranviere o un vigile urbano che smette di esserlo quando toglie la divisa a fine orario di lavoro
✔️Pessima ciliegina sulla torta di un pontificato scandaloso dal punto di vista dottrinale e pastorale
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✔️Nella meticolosa opera di dissacrazione del papato e del cattolicesimo, Bergoglio sfrutta fino all'ultimo refolo di vita per compiere la sua vera e propria missione.
✔️Sul Corriere della Sera si parla di "papa in borghese" che è esattamente lo scopo di questa sciatteria nel presentarsi in pantaloni neri e poncho, anziché nella veste regale bianca che il sovrano temporale della Chiesa deve indossare in pubblico
✔️Qual è lo scopo? Quello di far apparire il ruolo di papa come un lavoro, una funzione dozzinale e ordinaria, manco fosse un tranviere o un vigile urbano che smette di esserlo quando toglie la divisa a fine orario di lavoro
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⛔️⚠️⛔️
Amiche, amici
⛔️Non mi resta alterativa al ripetermi quale unica speranza che qualcuno legga e intervenga
✔️Gli appelli alle donazioni continuano ogni giorno a cadere nel quasi nulla: tanto che nemmeno lontanamente posso anche solo pensare e sperare di poter sopravvivere del mio lavoro
✔️Il tutto mentre ormai siamo a pochi passi dalla metà del mese e poi sarà tempo di feste
✔️Sono disperato, vivo una sofferenza immane
✔️Mi si sta infliggendo una disumana umiliazione come persona e come lavoratore: usato e gettato via: questo è un delitto di abbandono ed un crimine alla vera e buona libera informazione
Vi stringo forte
Davide
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
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Artist · 2 monthly listeners.
IL COMMENTO | Bergoglio è vivo, il Papa è morto. Bergoglio (che Papa non è) comprare in San Pietro (contro la sua volontà) vestito in abiti (ridicoli) borghesi ovviamente non accompagnamento da Cardinali.
Mai visto in San Pietro (e più in generale ovunque) un pontefice non vestito di bianco: mai! Bergoglio non è mai stato Papa, con la morte di Ratzinger la Chiesa cattolica è rimasta senza pontefice.
È evidente che in Vaticano è tutto pronto per il conclave, e che da tempo in Vaticano a decidere non è certo Bergoglio.
Davide Zedda
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Mai visto in San Pietro (e più in generale ovunque) un pontefice non vestito di bianco: mai! Bergoglio non è mai stato Papa, con la morte di Ratzinger la Chiesa cattolica è rimasta senza pontefice.
È evidente che in Vaticano è tutto pronto per il conclave, e che da tempo in Vaticano a decidere non è certo Bergoglio.
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L’AUDIO DEL BUONGIORNO | 360💫
Davide
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VIDEO | Non vi ricorda qualcosa? (MASSIMA ATTENZIONE)
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VIDEO | 🚨 SCUOLA CANCELLA LA FESTA DEL PAPÀ E DELLA MAMMA: L’INCLUSIVITÀ DIVENTA FOLLIA
In nome dell'inclusività, alcune scuole hanno deciso di cancellare la tradizionale Festa del Papà e della Mamma, sostituendole con generiche "Feste della famiglia" o "Giornate delle persone care". Una scelta che, a detta dei promotori, mira a non escludere nessuno, ma che di fatto sta cancellando simboli profondamente radicati nella nostra cultura, nella crescita dei bambini e nel valore della genitorialità.
Con il pretesto di non “ferire” le sensibilità di chi vive situazioni familiari diverse, si finisce per negare l'esistenza di ruoli fondamentali nella vita di ogni individuo: quello del padre e della madre. Si tolgono ai bambini momenti semplici ma carichi di significato, come realizzare un lavoretto per il papà o scrivere una poesia alla mamma. Un gesto che da sempre educa all’affetto, alla gratitudine e al riconoscimento del legame affettivo più importante.
Siamo di fronte a una deriva ideologica che, invece di includere, annulla, livella e confonde. L’inclusione non dovrebbe mai significare cancellazione, ma riconoscimento di tutte le realtà, senza nascondere o reprimere quelle tradizionali.
Questa nuova "normalità" imposta dall’alto rischia di creare più disorientamento che rispetto. La verità è che l’inclusività non si ottiene eliminando le identità, ma imparando a convivere con esse. E cancellare la Festa della Mamma e del Papà non rende il mondo più equo: lo rende semplicemente più vuoto.
Siamo alla follia più totale, dove nel tentativo di non offendere nessuno, si finisce per offendere tutti.
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In nome dell'inclusività, alcune scuole hanno deciso di cancellare la tradizionale Festa del Papà e della Mamma, sostituendole con generiche "Feste della famiglia" o "Giornate delle persone care". Una scelta che, a detta dei promotori, mira a non escludere nessuno, ma che di fatto sta cancellando simboli profondamente radicati nella nostra cultura, nella crescita dei bambini e nel valore della genitorialità.
Con il pretesto di non “ferire” le sensibilità di chi vive situazioni familiari diverse, si finisce per negare l'esistenza di ruoli fondamentali nella vita di ogni individuo: quello del padre e della madre. Si tolgono ai bambini momenti semplici ma carichi di significato, come realizzare un lavoretto per il papà o scrivere una poesia alla mamma. Un gesto che da sempre educa all’affetto, alla gratitudine e al riconoscimento del legame affettivo più importante.
Siamo di fronte a una deriva ideologica che, invece di includere, annulla, livella e confonde. L’inclusione non dovrebbe mai significare cancellazione, ma riconoscimento di tutte le realtà, senza nascondere o reprimere quelle tradizionali.
Questa nuova "normalità" imposta dall’alto rischia di creare più disorientamento che rispetto. La verità è che l’inclusività non si ottiene eliminando le identità, ma imparando a convivere con esse. E cancellare la Festa della Mamma e del Papà non rende il mondo più equo: lo rende semplicemente più vuoto.
Siamo alla follia più totale, dove nel tentativo di non offendere nessuno, si finisce per offendere tutti.
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In un sorprendente paradosso ambientale, il governo brasiliano guidato da Luiz Inácio Lula da Silva ha approvato la costruzione di un’autostrada di 13 chilometri nel cuore della foresta amazzonica, con l’obiettivo dichiarato di facilitare l’accesso alla città di Belém, sede della prossima conferenza internazionale sul cambiamento climatico, la Cop30.
Una mossa che, a detta del governo, sarebbe un esempio di “infrastruttura sostenibile”. Ma gli ambientalisti e numerosi esperti internazionali denunciano con forza l’assurdità di un simile progetto, che rischia di compromettere irreversibilmente un’area protetta tra le più preziose del pianeta. Il tracciato dell’autostrada attraverserebbe infatti una delle zone più ricche di biodiversità dell’intera Amazzonia, con un impatto diretto sugli ecosistemi, sulla fauna e sulla flora, e con effetti a catena sulla stabilità climatica globale.
Le critiche non si sono fatte attendere: organizzazioni ambientaliste parlano di “ipocrisia ecologica” e denunciano il tentativo di mascherare un’operazione distruttiva dietro la retorica dello sviluppo sostenibile. “Costruire un’autostrada nella foresta amazzonica per raggiungere una conferenza sul clima è come appiccare un incendio per scaldarsi durante un vertice sull’energia pulita”, afferma un attivista del movimento ambientalista brasiliano.
La decisione mette seriamente in discussione l’impegno del Brasile nella lotta alla deforestazione e solleva dubbi sulla coerenza delle politiche ambientali del governo Lula, già sotto pressione per le contraddizioni tra promesse internazionali e scelte locali.
La costruzione di questa infrastruttura rischia di aprire la porta a nuove pressioni economiche sull’Amazzonia: tagli illegali, espansione dell’agroindustria e nuove frontiere per lo sfruttamento minerario. Invece di rafforzare la protezione della foresta in vista della Cop30, si sta dando il via a un progetto che potrebbe diventare il simbolo della resa della politica alle logiche dello sviluppo a ogni costo.
Fonte
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Sono amico di Gorbaciov (raccontava Giulietto Chiesa) e un giorno Gorbaciov mi raccontò che lui era stato negli Stati Uniti e parlò con Colin Powell.
Un racconto di Gorbaciov ve lo dico,: come dire, un'esplicita e pubblica rivelazione che non ho mai fatto.
E lui (Gorbaciov) disse a Giulietto Chiesa: chiesi a Colin Powell, ma che cosa è successo? E lui si girò, lo guardò in faccia e disse, hanno ingannato anche me.
Voi capite il cibo, eh?
E questo è il mondo nel quale viviamo e nel quale noi vivete tutti.
Nessuno dei giornali italiani e delle televisioni italiane verificò quella notizia.
E tutti i giornali italiani, all'unanimità assoluta, pubblicarono la fotografia di Colin Powell che alzava la mano e dissero Saddam Hussein ha le armi di istituzione di massa.
Tutti hanno letto sulle prime pagine dei giornali l'annuncio dell'inizio di una guerra che avrebbe ucciso mezzo milione di persone.
È stata fatta una guerra che ha portato alla distruzione di un paese, alla conquista e colonizzazione di quel paese e alla morte di mezzo milione di persone, probabilmente molte di più.
Il tutto sulla base di una menzogna.
Qui io non me la prendo con chi ha detto la menzogna (aggiunse Giulietto Chiesa) me la prendo con tutti i colleghi che quel giorno, senza verificare nulla, accettarono la versione che era stata loro.
Ci rendiamo conto che basta una menzogna per scatenare l’inferno? Morte e distruzione? Colonizzazione e poi via nuovamente menzogna, guerra, morte, distruzione e occupazione.
È tutto ancora ed anche oggi terribilmente attuale!
Davide Zedda
Sito web www.davidezedda.com
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Un racconto di Gorbaciov ve lo dico,: come dire, un'esplicita e pubblica rivelazione che non ho mai fatto.
E lui (Gorbaciov) disse a Giulietto Chiesa: chiesi a Colin Powell, ma che cosa è successo? E lui si girò, lo guardò in faccia e disse, hanno ingannato anche me.
Voi capite il cibo, eh?
E questo è il mondo nel quale viviamo e nel quale noi vivete tutti.
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E tutti i giornali italiani, all'unanimità assoluta, pubblicarono la fotografia di Colin Powell che alzava la mano e dissero Saddam Hussein ha le armi di istituzione di massa.
Tutti hanno letto sulle prime pagine dei giornali l'annuncio dell'inizio di una guerra che avrebbe ucciso mezzo milione di persone.
È stata fatta una guerra che ha portato alla distruzione di un paese, alla conquista e colonizzazione di quel paese e alla morte di mezzo milione di persone, probabilmente molte di più.
Il tutto sulla base di una menzogna.
Qui io non me la prendo con chi ha detto la menzogna (aggiunse Giulietto Chiesa) me la prendo con tutti i colleghi che quel giorno, senza verificare nulla, accettarono la versione che era stata loro.
Ci rendiamo conto che basta una menzogna per scatenare l’inferno? Morte e distruzione? Colonizzazione e poi via nuovamente menzogna, guerra, morte, distruzione e occupazione.
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IL COMMENTO AL VIDEO | Siamo sempre più in numero maggiore a rimpiangere la cosiddetta prima Repubblica, con la cosiddetta seconda che stata possibile attraverso il golpe di mani unite per fare in modo che uno soltanto (Craxi) pagasse e che l’Italia diventasse da quarta potenzia economica al mondo allo schifo politico, sociale, economico in cui versa oggi. Il rinnovamento non vi è stato, la seconda repubblica è stata costruita sulla menzogna: ed infatti è franata sotto gli incessanti colpi di cessione di ogni sovranità politica, economica, sociale.
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⛔️⚠️⛔️ I M P O R T A N T E 🚨
‼️Amiche, amici: vi prego di leggere con la massima attenzione‼️
✔️Vi ringrazio per le numerose ed amorevoli emoticon che accompagnano i miei appelli: tuttavia non mi resta alterativa al ripetermi quale unica speranza che qualcuno legga e intervenga
✔️Gli appelli alle donazioni continuano ogni giorno a cadere nel nulla o nel quasi nulla: tanto che nemmeno lontanamente posso anche solo pensare e sperare di poter sopravvivere del mio lavoro
✔️Il tutto mentre ormai siamo a pochi passi dalla metà del mese e poi sarà tempo di feste
✔️Sono disperato, vivo una sofferenza immane
✔️Mi si sta infliggendo una disumana umiliazione come persona e come lavoratore: usato e gettato via: questo è un delitto di abbandono ed un crimine alla vera e buona libera informazione
✔️Grazie a chi è intervenuto e grazie a chi lo farà
Davide
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione #ZS73 | Sito Web www.davidezedda.com
AUDIO | Per voi ❤️ Quattro chiacchiere… 💫
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⚠️⛔️⚠️ IL CASO SEAJEWEL: CI SONO NOVITÀ
🟰 IN PRECEDENZA 🟰
✔️L’Italia si distingue sempre per il suo servilismo. L'ultima occasione per dimostrare quanto siamo servili è l'evento che è accaduto una notte tra il 14 e il 15 febbraio a largo di Vado, Ligure, Savona. In quella notte era ancorato al largo della costa Ligure una petroliera, questa petroliera si chiama Seajewel batte bandiera maltese di proprietà di un armatore greco.
✔️Quella notte, tra il 14 e il 15 di sabato, due esplosioni e la nave si danneggia. È evidente che ci sono state delle esplosioni, c'erano anche le bombe: e infatti i sommozzatori hanno scoperto il tutto dallo stato delle lamiere della petroliera e dalla moria di pesci: chiaramente è stata un'esplosione, un'esplosione per delle mine poste all'esterno. Due bombe magnetiche, per la precisione.
✔️Indaga la procura di Genova, ma ovviamente fanno un po' i vaghi. La nave è si proprietà si un armatore greco che si chiama Tenamaris. Ecco, questo armatore greco è stato inserito in una lista nera da parte degli ucraini. Perché? Perché accusano Tenamaris e le sue navi di contrabbannare il petrolio russo.
✔️Non si può portare in giro il petrolusso, come sappiamo è una sorta di reato gravissimo. Punto numero due, si è scoperto che quella notte si è avvicinato un gommone alla nave con delle persone a bordo, chiaramente i sabotatori. Allora, secondo indiscrezioni, secondo chi ha indagato un po' meglio su queste cose, l'operazione sarebbe stata opera della 73° Naval Special Operations, che è una squadra ucraina addestrata già protagonista di altri tre attentati a altrettante petroliere in Mediterraneo e nel Mar Nero.
✔️Tutto dimostrato, tutto agli atti. Questo è avvenuto all'interno delle acque territoriali italiane, quindi in territorio italiano. Secondo delle fonti dei servizi segreti, un commando straniero non può fare quello che ha fatto senza l'appoggio dei servizi segreti del paese dove si trovava, in questo caso qui l'Italia. Quindi in qualche modo il nostro governo deve rispondere del fatto che ha autorizzato con un commando ucraino a mettere delle mine a una petroliera russa. Per fortuna non è successo nulla, per fortuna questa petroliera aveva un doppio scafo, quindi non è fuoriuscito il petrolio, ma lo scopo era questo. Lo scopo era provocare un disastro ambientale.
✔️È fuoriuscito il petrolio, ma si voleva creare un disastro ambientale! Ecco, quello che è successo è gravissimo: è gravissimo che il governo stia occultando le informazioni, è gravissimo che i nostri servizi abbiano appoggiato un commando simile!
🟰AGGIORNAMENTO🟰
✔️Intelligence italiana: sabotatori ucraini molto probabilmente dietro gli attacchi alla petroliera
✔️Le esplosioni sottomarine che hanno danneggiato la petroliera Seajewel, ormeggiata al largo del porto di Savona-Vado, nell'Italia settentrionale, nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2025, potrebbero essere il risultato di una squadra di sabotaggio ucraina, secondo l'intelligence italiana. Questa teoria è emersa durante un'audizione del Copasir
✔️Il Copasir è una commissione parlamentare che dovrebbe supervisionare le attività delle agenzie di intelligence italiane
✔️Lasciate che la cosa si sedimenti. I terroristi ucraini agiscono impunemente nell'UE e molto probabilmente ricevono addestramento, informazioni e aiuto dall'intelligence britannica
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🟰 IN PRECEDENZA 🟰
✔️L’Italia si distingue sempre per il suo servilismo. L'ultima occasione per dimostrare quanto siamo servili è l'evento che è accaduto una notte tra il 14 e il 15 febbraio a largo di Vado, Ligure, Savona. In quella notte era ancorato al largo della costa Ligure una petroliera, questa petroliera si chiama Seajewel batte bandiera maltese di proprietà di un armatore greco.
✔️Quella notte, tra il 14 e il 15 di sabato, due esplosioni e la nave si danneggia. È evidente che ci sono state delle esplosioni, c'erano anche le bombe: e infatti i sommozzatori hanno scoperto il tutto dallo stato delle lamiere della petroliera e dalla moria di pesci: chiaramente è stata un'esplosione, un'esplosione per delle mine poste all'esterno. Due bombe magnetiche, per la precisione.
✔️Indaga la procura di Genova, ma ovviamente fanno un po' i vaghi. La nave è si proprietà si un armatore greco che si chiama Tenamaris. Ecco, questo armatore greco è stato inserito in una lista nera da parte degli ucraini. Perché? Perché accusano Tenamaris e le sue navi di contrabbannare il petrolio russo.
✔️Non si può portare in giro il petrolusso, come sappiamo è una sorta di reato gravissimo. Punto numero due, si è scoperto che quella notte si è avvicinato un gommone alla nave con delle persone a bordo, chiaramente i sabotatori. Allora, secondo indiscrezioni, secondo chi ha indagato un po' meglio su queste cose, l'operazione sarebbe stata opera della 73° Naval Special Operations, che è una squadra ucraina addestrata già protagonista di altri tre attentati a altrettante petroliere in Mediterraneo e nel Mar Nero.
✔️Tutto dimostrato, tutto agli atti. Questo è avvenuto all'interno delle acque territoriali italiane, quindi in territorio italiano. Secondo delle fonti dei servizi segreti, un commando straniero non può fare quello che ha fatto senza l'appoggio dei servizi segreti del paese dove si trovava, in questo caso qui l'Italia. Quindi in qualche modo il nostro governo deve rispondere del fatto che ha autorizzato con un commando ucraino a mettere delle mine a una petroliera russa. Per fortuna non è successo nulla, per fortuna questa petroliera aveva un doppio scafo, quindi non è fuoriuscito il petrolio, ma lo scopo era questo. Lo scopo era provocare un disastro ambientale.
✔️È fuoriuscito il petrolio, ma si voleva creare un disastro ambientale! Ecco, quello che è successo è gravissimo: è gravissimo che il governo stia occultando le informazioni, è gravissimo che i nostri servizi abbiano appoggiato un commando simile!
🟰AGGIORNAMENTO🟰
✔️Intelligence italiana: sabotatori ucraini molto probabilmente dietro gli attacchi alla petroliera
✔️Le esplosioni sottomarine che hanno danneggiato la petroliera Seajewel, ormeggiata al largo del porto di Savona-Vado, nell'Italia settentrionale, nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2025, potrebbero essere il risultato di una squadra di sabotaggio ucraina, secondo l'intelligence italiana. Questa teoria è emersa durante un'audizione del Copasir
✔️Il Copasir è una commissione parlamentare che dovrebbe supervisionare le attività delle agenzie di intelligence italiane
✔️Lasciate che la cosa si sedimenti. I terroristi ucraini agiscono impunemente nell'UE e molto probabilmente ricevono addestramento, informazioni e aiuto dall'intelligence britannica
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IL COMMENTO | Campagna vaccinale 2024/2025 in riferimento al Covid: 3,5 della popolazione si è sottoposta alla vaccinazione: un fallimento!
Tanti i morti e i danneggiati, tanti hanno capito: altri no.
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VIDEO | ⚠️ LA SCOMODA VERITÀ DELLO ZERO NETTO: IL PREZZO UMANO DELLA TRANSIZIONE VERDE
Mentre il mondo corre verso lo "zero netto" e la transizione ecologica, c'è una realtà che pochi vogliono guardare negli occhi: oltre 40.000 bambini lavorano come schiavi nelle miniere di cobalto della Repubblica Democratica del Congo, in condizioni disumane e per pochi spiccioli. Il cobalto è una risorsa chiave nella produzione delle batterie ricaricabili, soprattutto per i veicoli elettrici, simbolo per eccellenza della “mobilità sostenibile”.
Dietro ogni auto elettrica c'è una storia di sangue, fango e sfruttamento minorile. Bambini costretti a scavare a mani nude, senza protezioni, esposti a frane, polveri tossiche e a una quotidianità fatta di fatica, paura e abusi. Il tutto per alimentare il sogno verde delle società occidentali, che predicano l’ecologia ma chiudono gli occhi davanti alla sofferenza che finanziano.
È una ipocrisia sistemica, dove i paladini del “green” che promuovono energie pulite e mobilità elettrica, spesso sono gli stessi che sostengono politiche d’accoglienza e di tutela dei diritti, mentre contribuiscono direttamente allo sfruttamento dei più vulnerabili nei Paesi poveri.
Questa è la faccia nascosta della transizione ecologica: una corsa all'estrazione incontrollata di risorse preziose nei Paesi del Sud del mondo, dove le regole sono poche e il rispetto per la vita umana ancora meno.
La retorica dello zero netto ignora volutamente il costo umano di questa rivoluzione verde. Per ogni auto “pulita” venduta in Europa o in America, ci sono mani di bambini che scavano nella terra, ammalandosi e perdendo l’infanzia, lontani dagli occhi e dalle coscienze dell’Occidente.
È ora di guardare oltre le etichette e chiedersi: quanto è davvero “green” ciò che ci viene venduto come tale? E a quale prezzo umano?
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Mentre il mondo corre verso lo "zero netto" e la transizione ecologica, c'è una realtà che pochi vogliono guardare negli occhi: oltre 40.000 bambini lavorano come schiavi nelle miniere di cobalto della Repubblica Democratica del Congo, in condizioni disumane e per pochi spiccioli. Il cobalto è una risorsa chiave nella produzione delle batterie ricaricabili, soprattutto per i veicoli elettrici, simbolo per eccellenza della “mobilità sostenibile”.
Dietro ogni auto elettrica c'è una storia di sangue, fango e sfruttamento minorile. Bambini costretti a scavare a mani nude, senza protezioni, esposti a frane, polveri tossiche e a una quotidianità fatta di fatica, paura e abusi. Il tutto per alimentare il sogno verde delle società occidentali, che predicano l’ecologia ma chiudono gli occhi davanti alla sofferenza che finanziano.
È una ipocrisia sistemica, dove i paladini del “green” che promuovono energie pulite e mobilità elettrica, spesso sono gli stessi che sostengono politiche d’accoglienza e di tutela dei diritti, mentre contribuiscono direttamente allo sfruttamento dei più vulnerabili nei Paesi poveri.
Questa è la faccia nascosta della transizione ecologica: una corsa all'estrazione incontrollata di risorse preziose nei Paesi del Sud del mondo, dove le regole sono poche e il rispetto per la vita umana ancora meno.
La retorica dello zero netto ignora volutamente il costo umano di questa rivoluzione verde. Per ogni auto “pulita” venduta in Europa o in America, ci sono mani di bambini che scavano nella terra, ammalandosi e perdendo l’infanzia, lontani dagli occhi e dalle coscienze dell’Occidente.
È ora di guardare oltre le etichette e chiedersi: quanto è davvero “green” ciò che ci viene venduto come tale? E a quale prezzo umano?
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VIDEO | ☀️ IL SOLE NON È IL NEMICO: IL CANCRO È UNA MALATTIA METABOLICA
"Il sole, che sta dando vita a tutti noi su questa terra, non è qui per causare il cancro" afferma il Dottor Stephanie Rimka, sfidando la narrativa comune che demonizza l’esposizione solare. In realtà, secondo Rimka e altri esperti che mettono in discussione la visione tradizionale, non è il sole a causare il cancro, ma piuttosto ciò che facciamo mentre siamo esposti ad esso.
"Il sole non sta causando il cancro - è quello che stai facendo sotto di esso", continua Rimka, sottolineando come siano le abitudini tossiche e lo stile di vita moderno a compromettere la salute cellulare e metabolica. Allo stesso modo, paragona il sole all’estrogeno: "È come dire che l'estrogeno causa il cancro. Se fosse vero, ogni ragazza di 15 anni avrebbe il cancro al seno." Conclude: "L'estrogeno non causa il cancro. Questa è un'altra bugia."
Alla base di questa visione alternativa c’è un’affermazione chiave: il cancro non è una malattia genetica, ma metabolica. Si tratta di un errore nel metabolismo cellulare, spesso innescato da un’alimentazione sbagliata che danneggia i mitocondri e aumenta lo stress ossidativo. Oli di semi industriali, zuccheri raffinati e alimenti trasformati sono indicati come i veri colpevoli che, a livello cellulare, compromettono la nostra salute.
A peggiorare le cose, secondo questa prospettiva, sono le cattive abitudini sotto il sole, come:
● "Slathering su filtri solari tossici carichi di sostanze cancerogene, quindi cuocerli nella pelle con luce UV."
● "Mangiare cibi spazzatura trasformati pieni di oli di semi rancidi, zuccheri e additivi artificiali che alimentano lo stress ossidativo."
● "Bere bevande zuccherate durante il relax, aumentando il carico tossico."
Ma il sole è solo una parte dell’equazione. La nostra quotidianità è invasa da sostanze cancerogene:
■ Tappeti tossici, pavimenti in vinile e mobili che rilasciano COV nocivi.
■ Prodotti per il corpo, profumi, candele e spray per ambienti pieni di interferenti endocrini.
■ Alimenti ultra-lavorati, progettati per il profitto, non per il benessere.
Alla luce di tutto questo, viene ribadito un concetto centrale: "Il sole è un facile capro espiatorio. Non è il sole ad essere pericoloso. Sono le tossine a cui ci esponiamo ogni giorno, che danneggiano la nostra funzione metabolica, rendendoci vulnerabili."
Il cancro, dunque, secondo questa visione, è profondamente legato al nostro ambiente e al nostro stile di vita, non alla luce solare in sé. Come conclude il pensiero:
"Il cancro è una malattia metabolica e quello che facciamo sotto il sole conta più del sole stesso."
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"Il sole, che sta dando vita a tutti noi su questa terra, non è qui per causare il cancro" afferma il Dottor Stephanie Rimka, sfidando la narrativa comune che demonizza l’esposizione solare. In realtà, secondo Rimka e altri esperti che mettono in discussione la visione tradizionale, non è il sole a causare il cancro, ma piuttosto ciò che facciamo mentre siamo esposti ad esso.
"Il sole non sta causando il cancro - è quello che stai facendo sotto di esso", continua Rimka, sottolineando come siano le abitudini tossiche e lo stile di vita moderno a compromettere la salute cellulare e metabolica. Allo stesso modo, paragona il sole all’estrogeno: "È come dire che l'estrogeno causa il cancro. Se fosse vero, ogni ragazza di 15 anni avrebbe il cancro al seno." Conclude: "L'estrogeno non causa il cancro. Questa è un'altra bugia."
Alla base di questa visione alternativa c’è un’affermazione chiave: il cancro non è una malattia genetica, ma metabolica. Si tratta di un errore nel metabolismo cellulare, spesso innescato da un’alimentazione sbagliata che danneggia i mitocondri e aumenta lo stress ossidativo. Oli di semi industriali, zuccheri raffinati e alimenti trasformati sono indicati come i veri colpevoli che, a livello cellulare, compromettono la nostra salute.
A peggiorare le cose, secondo questa prospettiva, sono le cattive abitudini sotto il sole, come:
● "Slathering su filtri solari tossici carichi di sostanze cancerogene, quindi cuocerli nella pelle con luce UV."
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● "Bere bevande zuccherate durante il relax, aumentando il carico tossico."
Ma il sole è solo una parte dell’equazione. La nostra quotidianità è invasa da sostanze cancerogene:
■ Tappeti tossici, pavimenti in vinile e mobili che rilasciano COV nocivi.
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Alla luce di tutto questo, viene ribadito un concetto centrale: "Il sole è un facile capro espiatorio. Non è il sole ad essere pericoloso. Sono le tossine a cui ci esponiamo ogni giorno, che danneggiano la nostra funzione metabolica, rendendoci vulnerabili."
Il cancro, dunque, secondo questa visione, è profondamente legato al nostro ambiente e al nostro stile di vita, non alla luce solare in sé. Come conclude il pensiero:
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‼️Amiche, amici
✔️Disperato e alla canna del gas nemmeno lontanamente posso così anche solo pensare e sperare di poter sopravvivere del mio lavoro a voi dedicato che svolgo nel solo interesse collettivo 365 giorni l’anno 24 ore su 24 in cambio di qualche euro ogni qualche giorno
✔️Nel ringraziare le pochissime persone (meno di venti) intervenute per ciò che potevamo in questa ormai metà del mese, ringrazio fin da ora chi interverrà con una libera donazione per salvare il Canale e la mia persona
✔️Non voltatemi le spalle, ne sto morendo. Intervenite, salvate me e il nostro (mio è vostro) Canale: non c’è più tempo ⌛️
Davide
🆘🆘🆘 POSSO ANDARE AVANTI CON IL MIO LAVORO A VOI DEDICATO SIA SUL CANALE CHE IN PRIVATO SOLTANTO GRAZIE AL VOSTRO AIUTO: ECCO IL LINK PER SOSTENERMI CON UNA LIBERA DONAZIONE 🆘🆘🆘
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Davide Zedda (Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione)
Giornalista libero e indipendente. Libero pensiero, libera informazione e controinformazione #ZS73 | Sito Web www.davidezedda.com